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Sono rimaste solo due in piedi. Le altre si sono inginocchiate, in lacrime per essere per l’ultima volta  a stretto contatto con il manto erboso di uno stadio mondiale. L’ultima a piegarsi è l’Inghilterra; ad accartocciarsi, semmai per sua stessa colpa e responsabilità. Ma la Croazia è davvero bella bella, non si smonta, si trova sotto di fatto in apertura e nonostante i tre supplementari sulle gambe è proprio oltre il 90’ che completa la rimonta e, domenica 15, affronta la Francia nella suo prima storica finale.

Storica sì perché 4 milioni di abitanti di uno stato che calcisticamente esiste solo dal 1993 si troveranno laddove non sono mai arrivati: esattamente 20 anni fa, alla prima partecipazione ai Mondiali arrivarono in semifinale, contro proprio i transalpini. Un rematch e questa volta Thuram non ci sarà.

E così il football non torna a casa, eppure ora che l’Inghilterra aveva trovato un portiere degno, Pickford, non riesce a completare un’avventura fantastica quanto imprevedibile. La sfrontatezza, l’incoscienza fino ad oggi avevano premiato i ragazzi di Southgate che sono crollati sul più bello.

L’Inghilterra viene rimontata 2-1 e va a San Pietroburgo per la finalina contro il Belgio eppure al 5’ la pennellata magistrale di Trippier su punizione lasciava presagire un altro finale. Anzi l’happy ending.  Era dal 2006, contro l’Ecuador, che l’Inghilterra non segnava su piazzato di prima. E quel tiro partì dal destro di Beckham.
Poi però Kane ha sbagliato il 2-0, il colpo del ko e i fantasmi sono tornati minacciosi: perché il centravanti del Tottenham ha dimostrato di essere freddo per tre volte dal dischetto e di essere fortunato anche con i rimpalli, ma oggi ha tradito. E poi su 12 gol realizzati in questo torneo, gli inglesi hanno piazzato 9 reti da calcio da fermo. Funzionano gli schemi e sanno essere letali e lucidi, certo, ma con questa sconfitta la chiave di lettura viene ribaltata.

Non avevano fatto i conti con gli italiani (ed entrambi ex Wolfsburg) Ivan Perisic e Mario Mandzukic. Nella Croazia che ha riunito sotto l’occhio vigile del ct Dalic calciatori che vengono da 11 campionati, a brillare sono quelli della Serie A, nel periodo dove i riflettori sul campionato italiano sono già accesi e focosi per Cristiano Ronaldo. L’interista pareggia al 68’, si trasforma e potrebbe piazzare la doppietta ma si stampa sul palo, poi lo juventino sentenzia nel secondo supplementare, su assist di testa di Ivan, al 109’. In mezzo c’è l’inglese (del Liverpool) Lovren che, in spaccata, nell’area piccola, spazza un pallone che avrebbe forse messo fine alla sfida.

L’Inghilterra che aveva sfatato i tabù dei rigori si prende gli applausi per un percorso inimmaginabile. Rimarrà la forte delusione per il film di questa partita che i leoncini avrebbero potuto gestire diversamente. Ma Southgate l’aveva detto alla vigilia, è un rodaggio per essere pronti ai Mondiali del 2022. Fata spazio alla Croazia che ha dato al calcio in questi anni talenti cristallini e che ha l’occasione di premiare il più grande: Modric.

C’è un conto aperto dal 1998. Alla Luzhniki Arena, domenica 15 luglio, ore 17.

Ps. Non vorremmo essere nei panni di Kalinic.

L’Argentina viene spazzata via da Rebic, Modric e Rakitic: Messi è l’ombra di sé stesso e non si vede mai. La Croazia vola agli ottavi così come la Francia vittoriosa nel pomeriggio. Domani si chiude il girone D con Islanda – Nigeria