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I segnali ci sono, arrivano da settimane, incessanti: la Lazio è sempre più di Maurizio Sarri. Dopo una prima parte di stagione sotto le aspettative, la mano del tecnico toscano si vede, eccome: gioco e risultati vanno a braccetto, la Lazio è in netta risalita in classifica. Certo, praticamente impossibile il sogno quarto posto come testimoniano anche le quote dei siti scommesse con bonus, ma la sensazione è che si stanno gettando le basi per un ciclo duraturo.

Il contratto di Sarri

Il primo passo da compiere sarà quello del rinnovo del contratto di Sarri: l’ex Napoli ha firmato un accordo fino al 2023, c’è una clausola che – se da lui esercitata entro maggio – gli consentirebbe di liberarsi per l’estero. Ma è uno scenario impensabile: dopo qualche contrasto per l’immobilismo del club capitolino nella sessione invernale di calciomercato, Sarri è saldamente al comando della squadra e il rapporto coi giocatori è migliorato sensibilmente rispetto ad inizio stagione.

Il rinnovo, dicevamo: il tecnico di Filigne guadagna 3 milioni di euro netti a stagione più bonus, l’intenzione di Lotito è quella di portare la data di scadenza al 2025, mantenendo più o meno lo stesso compenso. C’è disponibilità assoluta di Sarri che, però, vuole garanzie sul mercato e voce in capitolo anche nella scelta dei nuovi acquisti: comprensibile, dopo quanto accaduto a gennaio.

Le cessioni

Insomma, in estate c’è da aspettarsi una mini-rivoluzione in organico, considerate anche le partenze di qualche pezzo da novanta, già messe in preventivo. La cessione di Milinkovic-Savic (il serbo piace a PSG e Manchester United) dovrebbe servire a finanziare il mercato in entrata, senza dimenticare che la difesa potrebbe registrare addirittura tre addii: Luiz Felipe è in scadenza di contratto (per l’italo-brasiliano ad oggi è corsa a due tra Inter e Betis Siviglia), Acerbi è in totale rottura con l’ambiente, lo stesso Patric si svincolerà a giugno e tornerà in Spagna, dove lo attende il Valencia. Il tutto senza dimenticare anche la situazione relativa a Strakosha: il portiere albanese ha sì recuperato la titolarità ma l’intenzione di Sarri e del club biancoceleste non è quella di rinnovargli il contratto, in scadenza a giugno.

Il ruolo del play

Tare dovrà quindi essere abile ad accontentare Sarri e, allo stesso tempo, regalare un organico profondo ed equilibrato in tutti i reparti al suo allenatore. Che, però, in cima alle sue priorità ha messo l’acquisto di un play di ruolo con caratteristiche idonee alla sua idea di gioco. Qualità che, ad esempio, non hanno Lucas Leiva e Cataldi.

Ecco allora che il mirino si è spostato sul portoghese Vitinha, regista del Porto di 22 anni che la Lazio ha visto da vicino nel recente doppio confronto di Europa League, e su Maxime Lopez, 24enne del Sassuolo che i neroverdi acquistarono due stagioni fa dall’Olympique Marsiglia. Uno esclude l’altro: non solo per il ruolo e le caratteristiche tecniche, identiche, ma anche per una questione di prezzo. Entrambi, infatti, hanno una valutazione che oscilla tra i 25 e i 30 milioni di euro, un investimento notevole.

La difesa

Torniamo allora alla difesa che dovrà essere necessariamente rinforzata con diversi acquisti. Uno sembrerebbe essere già vicino: Alessio Romagnoli è in scadenza col Milan ed è nome gradito a Sarri. Senza dimenticare che il centrale 27enne non ha mai nascosto la sua fede calcistica, biancoceleste.

Sarà poi corsa a due anche per il ruolo di portiere: Sarri vorrebbe Kepa, che ha già allenato nella sua stagione al Chelsea, ma l’ex Athletic Bilbao ha un ingaggio fuori portata, guadagna 7 milioni di euro netti a stagione. Un obiettivo più realistico potrebbe essere quindi un altro spagnolo: parliamo di Sergio Rico, 28 anni, di proprietà del PSG ma ora in prestito al Maiorca.

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