Calcio

Intervista Thomas Tuchel

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La vita è fatta di alti e bassi e l’allenatore del Chelsea lo sa bene visto che, nella stessa stagione, ha ricevuto un esonero e la vittoria della Champions e l’intervista a Thomas Tuchel si parla di questo successo e di altro. Il tedesco, infatti, nella lunghissima chiacchierata in occasione del Festival dello Sport di Trento parla di diversi argomenti relativi al mondo del calcio e ha molto da dire.

Intervista Thomas Tuchel – Le Sue Parole

La prima domanda riguarda proprio il capolavoro con i Blues e Tuchel dice, a riguardo, di aver trovato una società fantastica e un gruppo sempre concentrato e voglioso di lavorare bene. Tutto questo ha avuto come naturale conseguenza la vittoria della Champions.

Il fatto di non averla vinta con il PSG, può essere dipeso da vari fattori, tra cui la mancanza di un pizzico di fortuna, anche perché i valori tra le grandi squadre sono molto vicini e la vince solo una. Qualsiasi episodio o decisione può, pertanto, fare la differenza e portare alla vittoria o alla sconfitta.

In merito agli allenatori da cui ha preso spunto, dice che il suo primo modello è stato suo padre. Poi si è ispirato molto a  Ralf Rangnick e a Jupp Heyncknes, con cui ha un ottimo rapporto. Anche Sacchi, Wenger e Van Gaal sono stati fonte di ispirazione, oltre al Barcellona di Guardiola. Personalmente, si sente vicino alle idee di Klopp anche se ammette di sentirsi in imbarazzo quando viene confrontato con questi grandi allenatori.

Il suo soprannome di scienziato dello sport deriva, molto probabilmente, dal fatto che abbia cominciato a studiare economia dopo la fine della sua carriera da giocatore. Gli piace analizzare i dati nel calcio anche se dice che non bisogna fermarsi solo a questo.

Il suo sogno da bambino era quello di diventare un buon giocatore ma, non c’è riuscito in pieno; si è trovato, quindi, quasi costretto a fare l’allenatore e ha studiato molto per apprendere questo mestiere. Non è, comunque, l’unico grande allenatore a non essere stato un campione.

Le sconfitte, secondo lui, devono essere uno stimolo a rivedere quello che non ha funzionato; se è necessario, si deve apportare qualche cambiamento di formazione o di allenamento. La sconfitta con la Juve è stata, secondo lui, frutto di distrazioni anche se i bianconeri per lui hanno meritato la vittoria, perché sono stati più concentrati per tutta la partita, pur avendo un atteggiamento difensivo.

Sul Pallone d’Oro, dice che non ha una grandissima importante perché a certi livelli lo meriterebbero tutti. Detto questo, spera che lo vinca Jorginho, che giudica un giocatore fantastico ed è contento di averlo nella sua squadra. Tuchel ha, poi, parole molto belle per l’Atalanta, che descrive come un capolavoro di tattica ed è un piacere guardarla in tv e giocarci contro.

Ha seguito molto anche l‘Italia di Mancini a Euro 2020 e dice che si tratta di una squadra fantastica, ben messa in campo e ricca di giocatori di talento. Secondo lui, il Mancio ha costruito una macchina quasi perfetta, che ha incollato milioni di sportivi davanti al televisore. Sul Mondiale ogni due anni, dice che la questione non gli interessa e in merito alla Champions sottolinea che al momento è impossibile pronosticare un vincitore. La sua squadra deve solo concentrarsi sul prossimo avversario che è il Malmo e dare sempre il massimo in campo.

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