Un torinese sul tetto del mondo della Moto2. È Francesco “Pecco” Bagnaia, 21enne pilota dello Sky Racing Team VR46, il quale ha conquistato il titolo mondiale a Sepang in Malesia, dopo una stagione fenomenale.

Bagnaia è riuscito a salire sul podio al circuito malese ed è matematicamente il nuovo campione iridato della categoria.

Secondo trionfo azzurro consecutivo in Moto 2, dopo il successo dell’anno scorso targato Franco Morbidelli sempre a Sepang. L’anno scorso, però, il pilota romano ha gareggiato già con il titolo in tasca a causa del forfait di Thomas Lüthi prima dell’inizio del Gp, mentre il piemontese ha dovuto sgomitare fino alle ultime curve.

Otto vittorie per Pecco che con il suo team ha fatto la voce grossa in questo motomondiale. Un titolo vinto al secondo anno in Moto 2, una vera e propria sorpresa. Per lui anche un secondo posto e tre terzi posti.

Gioia, ovviamente, per Valentino Rossi che, nonostante la caduta nel suo gran premio, si è complimentato con il giovane pilota e con tutta la squadra. Dall’anno prossimo, inoltre, i due saranno avversari in MotoGP.

Su Facebook  Bagnaia ha voluto postare una lettera in cui ringrazia davvero tutti, dal team alla sua ragazza e famiglia per il sostegno durante tutta la stagione in pista:

Il ricordo di un 2013 difficilissimo ma che è oramai alle spalle, la soddisfazione per il successo raggiunto è esplosa alla bandiera a scacchi quando lo stesso Bagnaia ha ribadito di aver pianto dentro il  casco.

In Moto3 amarezza per Marco Bezzecchi il quale ha chiuso quinto e ha consegnato il titolo allo spagnolo Jorge Martin.

Romano Fenati molto difficilmente tornerà in sella a una moto in una competizione ufficiale. Il folle gesto di domenica scorsa a Misano durante il gp di Moto2, in cui ha “pizzicato” il freno anteriore di Stefano Manzi a oltre 217km/h, potrebbe costargli un’intera carriera: venerdì 14 sarà ascoltato a Roma in un’audizione davanti al Tribunale della Federazione italiana. Il rischio radiazione è fortissimo, il 22enne pilota marchigiano, assistito da un legale, dovrà spiegare le ragioni che l’hanno portato a un gesto che a distanza di giorni continua a far discutere. Gli sarà contestata la violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia.

 

Fenati, in attesa dell’interrogatorio federale, è stato sospeso dalla Federazione Motociclista Italiana con immediato ritiro della tessera e della licenza velocità. Non solo: quello che per molti era l’erede di Valentino Rossi è stato licenziato in tronco dalla sua squadra, la Marinelli Snipers Team, «per il suo comportamento antisportivo, inqualificabile, pericoloso e dannoso per l’immagine di tutti».

Il “cinghialotto” Fenati è stato scaricato anche dal team che l’aveva ingaggiato per il 2019, la Mv Agusta Forward Racing:

Riguardo alla sua futura posizione come pilota, ci opporremo in tutti i modi per bloccarla. Non salirà mai sulla nostra moto, lui non rappresenta i valori della nostra azienda

La stangata sembra dietro l’angolo, anche perché il centauro non è nuovo a colpi di testa di questo tipo: nell’aprile 2015 rifilò un calcio in pista al collega finlandese Ajo durante il warm up di Moto 3, venendo retrocesso all’ultimo posto sulla griglia di partenza.

Il precedente del 2015 in cui Fenati scalciò Ajo

Finito nella bufera, argomento di discussione su giornali, bar e social, Romano Fenati sembra voler dire basta al mondo delle moto. Ecco le sue parole rilasciate al quotidiano “La Repubblica”:

Ho sbagliato, è vero: chiedo scusa a tutti. Però volete vedere il mio casco e la tuta? C’è una lunga striscia nera: la gomma di Manzi. Mi ha attaccato tre volte e anche lui avrebbe potuto uccidermi, come dite voi. Ho sbagliato ne pago le conseguenze: mi arrendo, avete vinto. E dico basta. Però se ne dovrebbero andare tanti altri, provate a pensarci un po’. Per un po’ lavorerò nei negozi di ferramenta del nonno, con lui e la mamma. Del resto lo facevo già. E poi ho un progetto ad Ascoli, ma preferisco non parlarne

Romano Fenati rischia la stangata

 

 

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