Grande talento nelle due ruote e grande cuore; ecco chi era Gino Bartali, vissuto in Italia in un periodo buio dominato dalla legge nazista, che è riuscito a fare la differenza coi mezzi che aveva.

Una bicicletta e tanto coraggio gli sono bastati per aiutare circa 800 ebrei salvandogli la vita da un destino ingiusto. Questo merito oggi è finalmente riconosciuto a livello ufficiale e sarà premiato con un’onorificenza pubblica conferitagli simbolicamente proprio a Gerusalemme.

Due giorni prima dell’inizio del Giro d’Italia, che è previsto in data 4 maggio a Gerusalemme, si celebrerà una cerimonia con lo scopo di dare la cittadinanza onoraria a Gino Bartali, eletto “giusto tra le nazioni nel 2013”.

Per Israele è un anno importante: il 2018 segna i 70 anni della nascita dello stato ebraico ed è l’anno che vede Gerusalemme come la città dove avrà inizio la corsa ciclistica. In occasione di queste due grandi ricorrenze lo Yad Vashem, l’ente nazionale per la memoria della Shoah di Israele, ha deciso di conferire un attestato tanto speciale quanto raro proprio al ciclista italiano, per il suo impegno verso la salvezza degli ebrei.

Il portavoce del museo Simmy Allen ha detto in proposito:

La legge sui Giusti delle nazioni consente a Yad Vashem la prerogativa di conferire anche, in casi particolari, una cittadinanza onoraria di Israele a chi fosse ancora in vita, oppure postuma ai suoi congiunti

È il secondo caso quello che è stato attuato nei confronti del ciclista, per merito della costanza del figlio che non ha mai smesso di divulgare l’impegno del padre.

L’ultima volta che questa onorificenza è stata concessa risale al 2007 ed è quindi un grande onore per la famiglia di Bartali presiedere a questa cerimonia in onore di un grande uomo che, rischiando la sua stessa vita, usava la bicicletta non solo per allenarsi, ma anche per portare speranza agli ebrei.

 Il suo dovere morale lo spingeva a nascondere clandestinamente dei documenti falsi all’interno del telaio della bici per poi portarli al vescovo di Firenze che poteva così regalare un nuovo inizio a queste persone che altrimenti sarebbero morte.

Una luce durante l’occupazione nazista in Italia che ha ridato la vita a circa 800 persone. Per Israele rendergli onore è d’obbligo e il 2 maggio diventerà ufficialmente cittadino onorario.

Alla cerimonia prenderanno parte anche i ciclisti in gara per il 101esimo Giro d’Italia che si esibiranno in onore di Gino Bartali, loro predecessore, che rappresenta un importante punto di riferimento non solo a livello umano. Bartali, infatti, nella sua carriera ha anche vinto tre edizioni del Giro d’Italia e due del Tour de France.

Nei suoi anni di gloria era chiamato Ginettaccio, oggi ci piace ricordarlo con l’epiteto di eroe silenzioso, che agendo nell’ombra, ha mostrato che “Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca”.

In Olanda, ai Campionati del Mondo su pista di Apeldoorn, è l’azzurro Filippo Ganna che sale sul gradino più alto del podio per aggiudicarsi la medaglia d’oro.

Nuovo record italiano e primo oro nella rassegna iridata: la vittoria di Ganna è un successo su tutti i fronti, che vede l’Italia festeggiare con orgoglio il suo ciclista proprio com’era accaduto due anni fa.

Si, perché Filippo Ganna ha già avuto modo di farsi conoscere e apprezzare su pista collezionando una serie di successi nell’inseguimento individuale. Nel 2016 si è aggiudicato il titolo mondiale e l’anno scorso la medaglia d’argento.

In ogni caso è chiaro che non intende rinunciare al podio e, che sia primo o secondo posto, conferma il talento e la grinta di un piemontese che ha una marcia in più ed è destinato a essere un campione.

Già dalle qualificazioni maschili la sua performance è stata strepitosa e gli ha fatto registrare il nuovo record italiano. Infatti, ha totalizzato un tempo di 4’13″622, superando anche il suo miglior tempo dei Mondiali di Hong Kong, di 4’14″647.

La finale al cardiopalma ha visto da un lato il nostro azzurro forte del nuovo e incredibile record e dall’altro Ivo Oliveira, determinato a portare al proprio paese, il Portogallo, la prima medaglia nella storia dell’inseguimento individuale.

E l’intera corsa non è stata priva di colpi di scena, con il portoghese in vantaggio per i primi tre chilometri fino al gran sorpasso di Ganna che si porta avanti con un certo distacco, aggiudicandosi la prima posizione.

Con un tempo di 4’15″428 Oliveira è secondo e conquista una medaglia d’argento che acquista un altissimo valore per tutta la sua nazione, che festeggia un’impresa storica. Bronzo per il russo Alexander Evtushenko, che ha la meglio sul britannico Charlie Tanfield.

Inevitabile la gioia del ct azzurro, Villa, che così commenta l’oro di Ganna:

Sono Contentissimo…Per lui, naturalmente perché me lo aveva promesso. Ci credeva e sarebbe stato uno “smacco” perdere questo oro! Sono anche contento perchè la sconfitta dello scorso anno ci ha insegnato molto. Quest’anno nonostante il secondo tempo in qualifica e il “tempone” del portoghese, Filippo non si è scomposto. Sono inoltre contento per il tutto gruppo: dagli atleti allo staff e collaboratori: erano tutti qui in pista con lui questa sera e tutti presenti al suo fianco, dal riscaldamento alla fine della gara. Perfino Elia Viviani gli ha fatto delle telefonate. Filippo è stato fortissimo… ma tutto il gruppo è fantastico!

E non ci sono dubbi sul fatto che Ganna sia davvero fortissimo, come dimostrano le sue medaglie conquistate in una brillante carriera ciclistica. Ecco tutti i suoi successi ottenuti dal 2016 ad oggi: oro a Londra 2016 (Inseguimento individuale), argento a Hong Kong 2017 (Inseguimento individuale), bronzo a Hong Kong 2017 (Inseguimento a squadre), bronzo ad Apeldoorn 2018 (Inseguimento a squadre). Poi oro a Montichiari 2016 (Inseguimento individuale U23), oro a Berlino 2017 (Inseguimento individuale), argento a Montichiari 2016 (Inseguimento a squadre U23), argento a Yvelines 2016 (Inseguimento individuale e a squadre), argento a Berlino 2017 (Inseguimento a squadre). E ancora argento a Plumelec 2016 (Crono U23).

Nella rassegna iridata olandese, il medagliere azzurro gongola con le  quattro medaglie conquistate fino ad ora dai suoi ciclisti, un oro, un argento e due bronzi.

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