Italians

A 50 anni Marco Simone riparte dalla Thailandia. L’ex attaccante del Milan negli anni ’90 è il nuovo tecnico del Ratchaburi, che milita nel massimo campionato con soli tre punti in quattro giornate. Dopo la vittoria nella prima giornata di campionato, il club fondato nel 2004 ha collezionato tre ko consecutivi. Così la società ha chiamato Simone che non allenava da un anno e mezzo. L’ultima esperienza era stata in Tunisia, nel Club Africain, dove era stato esonerato nel novembre 2017.

Dal Milan al Psg

Ai più giovani il nome di Marco Simone non dirà niente, eppure è stato uno dei protagonisti del Milan vincente di Berlusconi negli anni ’90. Dopo l’epopea di Sacchi e degli olandesi, arrivò l’era Capello. In quella squadra, da prezioso attaccante di scorta, Simone riuscì a ritagliarsi un ruolo da protagonista: otto anni in cui segna 74 gol in partite. Condivide il posto in attacco con i vari Massaro, Weah, Baggio, Papin. Nel 1997 è uno dei primi italiani, assieme, tra gli altri, a Vialli, Zola, Ravanelli, a emigrare all’estero. Va in Francia al Paris Saint Germain, segnando ben 22 gol in 43 partite.

Francese d’adozione

Nel 1999 va a Montecarlo nel Monaco, orfano dei vari Henry e Trezeguet. Con i monegaschi vince la Ligue 1 e viene eletto miglior calciatore straniero da France Football. Gli ultimi anni della carriera trascorrono con i ritorni poco fortunati al Milan e al Monaco, prima di concludere la carriera a Nizza e Legnano. Da allenatore riprende da dove aveva terminato, ovvero nel Principato. Poi gli anni tra Losanna, Tours e Laval prima di superare i confini e andare in Tunisia. Ora l’esperienza al Ratchaburi per provare a rilanciarsi in panchina.

In principio è stato il 2 luglio 2016, calci di rigore tra Germania – Italia ai quarti di finale degli Europei di calcio: l’azzurro Graziano Pellè di fronte al tedesco Manuel Neuer e un beffardo rigore dopo le scenetta del famoso “Mo ti faccio il cucchiaio!”.

Beh di tempo ne è passato da quel giorno e i desti dei due calciatori sono un po’ cambiati: l’attaccante salentino è in pianta stabile in Cina con uno stipendio da paperone e continua a fare gol; l’estremo difensore del Bayern Monaco ha subito un’involuzione rispetto a qualche anno fa e, stavolta, un tocco sotto (quello di Mané in Champions League) lo ha beffato, dopo un’uscita azzardata.

Partendo da Neuer, il portiere non sta vivendo la sua miglior stagione in realtà il pregresso è iniziato già da qualche tempo. Lo dicono i numeri: la difesa bavarese non è più imperforabile e lo si può notare sia in Europa che in Bundesliga. A questo punto del campionato il Bayern ha già subito 27 reti, una in meno rispetto alle 28 totali della scorsa stagione e nettamente superiori a quelle incassate nelle annate precedenti (22 nel 2016/ 17 e 17 nel 2015/16).

Il continuo movimento del portiere/libero Neuer ha mandato un po’ in difficoltà la retroguardia tedesca, com’è successo contro il Liverpool sotto il segno di Sadio Mané.

Dal cucchiaio nello stadio Matmut-Atlantique di Bordeaux qualcosa è cambiato anche per l’attaccante pugliese Pellè. Il leccese classe ‘85 è oramai al terzo anno in Cina nella squadra dello Shandong Luneng, con cui ha realizzato più di trenta reti in 70 presenze.
Le ultime due sono state realizzate nella Champions asiatica durante il match giocato in casa contro i campioni in carica del Kashima Antlers. Dopo il doppio vantaggio nipponico, i cinesi hanno agguantato il pareggio proprio grazie alla doppietta dell’italiano, prima su rigore (stavolta la palla non è andata fuori) e poi con un sinistro sotto l’incrocio all’altezza del dischetto del rigore.

La stagione è iniziata benissimo con cinque gol in quattro partite. L’anno scorso, alla fine del campionato, sono stati 16 in totale. Nel dicembre scorso è arrivato il rinnovo a 15 milioni di euro netti a stagione, che lo ha reso l’italiano più pagato al mondo, davanti all’altro Italians: Sebastian Giovinco.

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