Vince Carter, ala 42enne degli Atlanta Hawks, è diventato nella notte del 5 gennaio il primo giocatore di basket Nba a giocare nella lega in quattro decenni diversi. Con la sua presenza nella partita contro gli Indiana Pacers, infatti, ha giocato in una partita ufficiale nel secondo decennio del XXI secolo dopo che aveva esordito con i Toronto Raptors nel 1999. Da allora ha giocato 22 stagioni, più di qualsiasi altro giocatore nella storia e in carriera ha cambiato molte squadre: le sue cose migliori le ha fatte con i Raptors e con i New Jersey Nets, ma dopo ha giocato con gli Orlando Magic, i Phoenix Suns, i Dallas Mavericks, i Memphis Grizzlies, i Sacramento Kings e gli Hawks.

 

In tutto questo tempo in Nba, Carter non ha mai vinto un titolo, arrivando al massimo alle finali di Conference, nel 2009 con i Magic. È comunque stato uno dei giocatori più forti degli ultimi vent’anni, dotato di un grande atletismo, capace di schiacciate spettacolari e abile anche nel tiro dalla distanza: da cui il suo soprannome Vinsanity.

 

Carter è uno degli unici cinque giocatori ancora in attività nei quattro principali campionati sportivi americani – basket, football, baseball e hockey – ad aver esordito negli anni Novanta: gli altri sono Adam Vinatieri della Nfl e Patrick Marleau, Joe Thornton e Zdeno Chara nella Nhl.

 

I campioni sono ancora loro: per il secondo anno consecutivo, a portare a casa la vittoria dei Mondiali è la Nazionale Italiana Atleti di pallacanestro con sindrome di down. Accade in Portogallo, a Guimarães: qui i cestisti italiani hanno confermato il grande risultato già portato a casa nel 2018 a Madeira, confermando anche per quest’anno il titolo di campioni del mondo.

 

Gli azzurri hanno sconfitto i padroni di casa per 36-22, bissando la vittoria del girone iniziale (40-4).  Sul terzo gradino del podio è salita la Turchia, con la quale i nostri avevano raccolto un altro grande successo: 26-11. Ecco chi sono: Davide Paulis, Antonello Spiga, Emanuele Venuti, Alessandro Ciceri, Andrea Rebichini, Alessandro Greco, allenati dai coach Giuliano Bufacchi e Mauro Dessì.

«Complimenti alla nazionale italiana di basket composta da ragazzi con sindrome di Down. Un Dream Team che si è laureato per la seconda volta campione del mondo! Bravissimi. Applausi a scena aperta», scrive su Twitter il presidente del Cip, Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

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