Oltre l’intrattenimento e lo spettacolo. Gli Harlem Globetrotters rappresentano quasi un secolo di abbattimento di barriere, impegno per la diffusione del basket e l’integrazione nello sport. Letteralmente “i giramondo di Harlem”, quartiere tradizionalmente afro-americano di Manhattan, New York, sono una squadra esibizionistica di pallacanestro divenuta iconica espressione di stile e divertimento con le inconfondibili divise blu e a stelle e strisce bianche e rosse.

Risultati immagini per abe saperstein harlem globetrotters

Abraham Saperstein, abile e intraprendente impresario, oltreché coach, è stato il fondatore nel 1926 dei Savoy Big Five, squadra da cui poi sono nati gli Harlem Globetrotters che hanno disputato il loro primo incontro su strada a Hinckley, nel’Illinois, il 7 gennaio 1927. Da allora, i Globetrotters hanno intrattenuto più di 148 milioni di fan in 123 Paesi in tutto il mondo, introducendo molti neofiti alla scoperta del basket. Il team è stato tra i pionieri nel diffondere la schiacciata e nel 2010, hanno anche introdotto il primo tiro in assoluto da 4 punti, a 30 piedi di distanza dal canestro, quasi 7 piedi oltre l’arco dei tre punti riconosciuto nelle regole internazionali.

Risultati immagini per abe saperstein harlem globetrotters

Nel 1940, i Globetrotters vinsero il loro primo World Professional Basketball Tournament sconfiggendo i Chicago Bruins. Nel 1948 e nel 1949, il team di Harlem sbalordì il mondo sconfiggendo per due volte i campioni dell’Nba, i Minneapolis Lakers, dimostrando ben presto che gli afroamericani potevano eccellere a livello professionale. Le vittorie sui Lakers accelerarono, infatti, l’integrazione nel campionato professionistico americano, quando il globetrotter Nathaniel “Sweetwater” Clifton divenne il primo giocatore afroamericano a firmare un contratto Nba unendosi ai New York Knicks nel 1950.

Gli anni Cinquanta segnarono anche l’inizio dei celebri tour mondiali: nel 1951, davanti a 75 mila persone – il più alto numero mai registrato – si esibirono all’Olympiastadion di Berlino, mentre chiusero il loro primo decennio nel 1959 con il loro primo viaggio in Unione Sovietica, a Mosca davanti a un pubblico gremito al Lenin Central Stadium, in cui tra gli spettatori c’era anche il presidente Nikita Khrushchev. Da qui il loro riconoscimento come “Ambassadors of Goodwill” per la loro capacità di fare del bene alle comunità in tutto il mondo. Il leggendario Wilt Chamberlain, che detiene numerosi record statistici dell’Nba, tra cui il maggior numero di punti (100) e rimbalzi (55) in una singola partita, faceva parte di quello storico tour in Unione Sovietica e il 9 marzo 2000 il suo numero 13 fu ritirato dagli Harlem Globetrotters.

Risultati immagini per wilt chamberlain harlem globetrotters

I Globetrotters hanno continuato a godere di un’enorme popolarità negli anni ’70 e ’80 anche grazie a un cartone animato a loro dedicato sul canale CBS che ha ottenuto alcuni dei voti più alti nella storia della televisione. Nel 1985, la medaglia d’oro olimpica Lynette Woodard si unì al team, diventando la prima donna a giocare in una squadra di basket professionistica maschile e contribuendo a creare un percorso verso il Wnba.

Nel 1993, l’ex giocatore Mannie Jackson ha acquistato la squadra diventando il primo afro-americano a possedere una grande organizzazione sportiva internazionale: ha triplicato le entrate in tre anni e quadruplicato la sua espansione in cinque, dando spazio anche alla beneficenza per un totale di 11 milioni di dollari. Nel 2002 la squadra ha consolidato la propria posizione tra le più influenti nel basket, ricevendo il massimo onore: far parte della Naismith Basketball Hall of Fame. Ancora oggi i giocatori detengono 21 record mondiali e i Globetrotters continuano a offrire il loro intrattenimento a milioni di fan in tutto il mondo con oltre 400 eventi dal vivo ogni anno. In tutto, quasi 750 tra uomini e donne hanno vestito la casacca così celebre e rappresentativa.

Alzi la mano chi tra i milioni di appassionati di pallacanestro di tutto il mondo non ha mai sognato di vedere sul campo, nella stessa squadra, campioni di epoche diverse giocare insieme. Gli interrogativi quando si fa questa specie di gioco, tuttavia, restano sempre gli stessi: chi è stato il centro più dominante della storia del basket? Chi il playmaker più veloce? Quale è stata la guardia tiratrice che ha segnato di più? Come avrebbero giocato insieme Michael Jordan e Kobe Bryant? Quale sarebbe stato il miglior quintetto iniziale della storia della pallacanestro?

Ebbene, noi ci limiteremo a dare risposta a quest’ultimo quesito. Ma scegliere i nomi di un ipotetico quintetto iniziale che rappresenti (o abbia rappresentato) la perfezione nel gioco del basket, non è impresa facile. Certamente, non ci limiteremo a selezionare i giocatori da inserire nella nostra squadra dei sogni, valutandoli esclusivamente dal punto di vista dei premi e dei campionati vinti.

E allora partiamo dallo spot di playmaker (o point guard). Qui la scelta è d’obbligo e cade sul Magic Johnson dei Lakers dello Showtime degli anni ottanta. Magic viaggiava all’epoca ad una media di 20 punti, 12 assist e 8 rimbalzi a partita, cifre mai raggiunte da nessun altro play. Johnson era uno spavaldo, dentro e fuori dal campo. La sua carriera è diventata lo spartiacque tra un certo tipo di basket e uno più moderno. Magic ha fatto innamorare milioni e milioni di sportivi con i suoi no-look pass, pur non essendo il prototipo del classico playmaker. Il suo, infatti, era più un fisico da ala; tuttavia Magic aveva un quoziente intellettivo pari a nessun altro giocatore dell’epoca ed uno dei suoi attributi principali era la visione del gioco. Oggi, con le dovute eccezioni, si potrebbe accostare a Magic lo sloveno Luka Dončić, stella assoluta (a 21 anni) della NBA e già nominato miglior giocatore europeo nel 2019 dalla Gazzetta dello Sport.

Passiamo alla posizione di guardia (o guardia tiratrice) dove, a ragion veduta, si potrebbe aprire una intera enciclopedia visti i nomi che nelle diverse epoche hanno reso indimenticabile uno dei ruoli più ambiti in ogni singola squadra. Sono tanti i giocatori che meriterebbero di essere menzionati in questo ruolo, da George Gervin a Ray Allen, da Reggie Miller fino all’indimenticato Kobe Bryant, il campione dei Los Angeles Lakers, tragicamente deceduto nel gennaio 2020 per un incidente in elicottero sulle colline della metropoli californiana.

Nonostante questa agguerrita concorrenza, 10 esperti su 10 concorderebbero sul fatto di assegnare a Michael Jordan la palma di guardia più forte di ogni tempo. Jordan è stato (e probabilmente sarà) il più grande della storia di questo sport. Il numero 23 e 45 dei Chicago Bulls ha rivoluzionato il basket non solo a livello tecnico, portando questa disciplina sportiva nelle case di tutto il mondo. In campo, Air era un semi-dio capace di restare in sospensione per un tempo maggiore rispetto agli avversari. Lontano dal parquet, ha preso in mano un modesto marchio di scarpe da ginnastica, la Nike, trasformandolo in una icona dell’abbigliamento sportivo.

Jordan ha concluso la sua carriera con una media di 30,1 punti, 2,3 palle recuperate, 5,3 assist e 6,2 rimbalzi. Nota a parte: ha vinto 6 volte il titolo NBA, 5 volte è stato premiato con la palma di MVP e 6 volte è stato nominato MVP delle Finals.

Nello spot di ala piccola troviamo l’unico giocatore del nostro quintetto dei sogni ancora in attività. Stiamo parlando di LeBron James, quattro volte campione NBA, fresco vincitore dell’ultimo campionato con la casacca dei Los Angeles Lakers, tra i migliori marcatori del campionato nordamericano. Il Re (questo uno dei suoi nickname) è sbarcato nel 2018 nella città degli angeli, con l’obiettivo di riportare la gloriosa franchigia gialloviola di nuovo al vertice della lega. Obiettivo centrato in due sole stagioni; tuttavia, i Lakers, con James in squadra, restano anche per la prossima stagione la squadra da battere, così come riferiscono le quote dei maggiori operatori sportivi come Betway.

Non resta che scegliere le due torri del nostro quintetto dei sogni. Nello spot di ala forte non possiamo non selezionare Tim Duncan, quasi 1400 partite giocate in NBA esclusivamente con la maglia dei San Antonio Spurs (che hanno ritirato la sua maglia numero 21), franchigia con cui ha vinto 5 titoli NBA. Nel corso della sua carriera ha segnato quasi 21 punti di media e preso 10 rimbalzi a partita. Ma nei playoff queste cifre arrivavano a quasi 38 punti e 12 rimbalzi per allacciata di scarpe. Un mostro del pitturato, nominato miglior giocatore del decennio 2000-2010, Duncan è stato uno dei migliori nel suo ruolo.

Chiudiamo parlando del ruolo di centro. Anche qui, potremmo nominare i vari Bill Russell, Dwight Howard e Patrick Ewing, ma quando si parla di pivot il pensiero non può non andare a Shaquille O’Neal, il giocatore più dominante che abbia mai calcato i parquet della NBA. Agile e scattante come il più smilzo dei play, nonostante una stazza fisica da 150 chilogrammi di peso per 216 centimetri di altezza. Ogni schiacciata di Shaq è stata uno spettacolo per tutti. Ha vinto 4 campionati, 3 con i Los Angeles Lakers ed uno con i Miami Heat.

Basket

Basket: Informazioni e risultati su tutte le competizioni per nazioni del mondo della palla a spicchi.