Un po’ nel silenzio generale in Egitto è in corso la 32ma edizione della Coppa d’Africa. Oscurata dai Mondiali femminili e dalla Coppa America, la competizione ha concluso il tabellone degli ottavi di finale ed è proiettata verso i quarti. Non sono mancate fin qui le sorprese come, ad esempio, la clamorosa qualificazione del Benin mai vittorioso. O l’esclusione degli egiziani padroni di casa e l’eliminazione del Camerun campione uscente.

Gli ottavi di finale

Il colpo di scena principale, finora, è il colpaccio del Benin che ha mandato a casa i super favoriti del Marocco. Decisivi i rigori per una nazionale che non ha mai vinto una partita nella storia della Coppa d’Africa. Ci proverà ai quarti dove incontrerà il Senegal di Manè, vittorioso agli ottavi ai danni dell’Uganda (1-0). Sorprende anche il pass strappato dal Madagascar che ottiene la qualificazione ai danni del Congo ai calci di rigore (4-2). Sfiderà la Tunisia, che ha eliminato il Ghana ai penalty in quella che somigliava a una finale anticipat


Dall’altra parte del tabellone il colpaccio vero è quello del Sudafrica. La rete all’85 di Lorch inchioda l’Egitto di Salah, super favorito della vigilia. I sudafricani incontreranno ai quarti la Nigeria che ha mandato a casa i campioni uscenti del Camerun (3-2 finale, decisivo il gol del calciatore dell’Arsena Iwobi). Infine l’ultimo quarto di finale della Coppa D’Africa sarà tra Costa d’Avorio (1-0 al Mali) e Algeria (vittoria in scioltezza per 3-0 contro la Guinea).

I quarti di finale

Ecco il tabellone completo dei quarti di finale (diretta Dazn):

10 luglio, Il Cairo, ore 18: Senegal Benin (quarto 1)

10 luglio, Il Cairo, ore 21: Nigeria Sudafrica (quarto 2)

11 luglio, Suez, ore 18: Costa d’Avorio Algeria (quarto 3)

11 luglio, Il Cairo, ore 21: Madagascar Tunisia (quarto 4)

 

Semifinali: vincente 1 vs vincente 4; vincente 2 vs vincente 3

Finale: 19 luglio, Il Cairo, ore 21.

 

Ora che le voci degli ultimi tempi hanno il marchio ufficiale di un comunicato alle prime luci dell’alba, Antonio Conte è il nuovo allenatore dell’Inter. Con Beppe Marotta dietro la scrivania, si ricompone la coppia simbolo dei primi anni di rinascita juventina. E così dopo Trapattoni, Lippi (e anche Gasperini), la società nerazzurra si affida al tecnico leccese per tornare a vincere. Obiettivo dichiarato dalla società di Steven Zang se ingaggi uno dei migliori e più pagati manager a livello internazionale. Abbiamo provato a immaginare, con qualche giorno d’anticipo, la prima conferenza stampa dell’ex capitano della Juve ad Appiano Gentile con le tre domande che gli vanno assolutamente fatte.


Buongiorno mister, benvenuto all’Inter. Ci tolga subito una curiosità, quanti sono gli scudetti della Juve?

Ma sicuramente per me è un grande onore vestire questi colori. Nei miei anni in bianconero, da giocatore e da allenatore, ho sempre avuto grande rispetto per questa società. Io sono un professionista, il mio passato è importante ma per me ora conta solo l’Inter. Non mi interessa il calcolo degli scudetti che ci sono stati, mi interessa l’albo d’oro dell’Inter dalla stagione 2019-2020.

Quel 26 aprile 1998 lei era in campo nel famoso Juve Inter passato alla storia per il contatto Iuliano Roaldo. Secondo lei era rigore?

Le situazioni in campo sono gestite dall’arbitro, non da me. In quella partita ero capitano dei bianconeri, così come poi sono stato allenatore della Juventus, ma ora la Juventus non c’entra. Non esiste. C’è solo l’Inter, c’è anche una canzone che dice questo, no?


Cosa rappresenta per lei il 5 maggio?

La più straordinaria opera letteraria di Alessandro Manzoni.

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