Gary Southgate, ct dell’Inghilterra, ha fatto le sue scelte e nella mattinata odierna ha diramato le convocazioni in vista dei Mondiali russi che inizieranno il prossimo giugno: la rosa è, più o meno, quella che ci si poteva aspettare con qualche esclusione eccellente e delle piacevoli prime volte. Scorrendo la lista salta sicuramente all’occhio l’assenza di quello che probabilmente è stato il miglior giocatore dell’Arsenal in questa stagione, Jack Wilshere al quale sono stati preferiti sia Delph che Loftus-Cheek e se il secondo è un pallino del c.t. l’aver chiamato il primo anziché il centrocampista dei Gunners ha fatto storcere il naso e non poco in terra albionica.

Southgate
Fonte foto: metro.co.uk by Michael Regan – The FA/The FA via Getty Images

Tra i debuttanti risaltano sopra a tutti gli altri i nomi dei talenti di Manchester United e Liverpool: Marcus Rashford e Trent Alexander-Arnold. Il primo ormai ha raggiunto lo status di ‘fuoriclasse’ ed è difficile immaginare che Southgate si priverà dell’attaccante dei Red Devils a cuor leggero; il secondo è reduce da una stagione assolutamente impronosticabile con la maglia dei Reds che lo ha consacrato tra i migliori terzini d’Inghilterra e che potrebbe concludersi con la vittoria della Champions League.

Questo l’elenco completo dei ventitré convocati da Southgate per rappresentare l’Inghilterra ai Mondiali:
Portieri – Jack Butland, Jordan Pickford, Nick Pope
Difensori – Trent Alexander-Arnold, Gary Cahill, Phil Jones, Harry Maguire, Danny Rose, John Stones, Kieran Trippier, Kyle Walker, Ashley Young
Centrocampisti – Dele Alli, Fabian Delph, Eric Dier, Jordan Henderson, Jesse Lingard, Ruben Loftus-Cheek, Raheem Sterling
Attaccanti – Harry Kane, Marcus Rashford, Jamie Vardy, Danny Welbeck.

 

Se fosse una carta da gioco, sarebbe sicuramente il sette a denari, il settebello, come il numero degli scudetti consecutivi vinti dalla Juventus. Un record mostruoso e probabilmente irripetibile che lancia la società della famiglia Agnelli nell’Olimpo delle imprese sportive di tutti i tempi.

Con lo 0-0, piuttosto prevedibile, contro la Roma i bianconeri centrano il 34° scudetto della loro storia, anche se a Torino la conta si allunga a 36, con i due titoli vinti sul campo e poi cancellati da Calciopoli. Analizziamo il successo juventino passando in rassegna tutti i numeri e i record dell’ennesimo trionfo di Madama:

🔸 Settimo scudetto consecutivo, quindi. Record assoluto in Italia. I precedenti si fermano a cinque, come il quinquennio d’oro della Juventus 1930-1935, il Grande Torino 1942-1949 (con l’intermezzo della pausa dettata dalla II Guerra mondiale e il punto finale messo dalla tragedia di Superga), l’Inter 2005-2010 (con l’edizione 2005-2006 vinta a tavolino);

🔸 Quarta doppietta consecutiva campionato-Coppa Italia. Anche in questo caso record assoluto e record di coppe nazionali vinte consecutivamente;

🔸 La striscia aperta juventina è record assoluto nei maggiori campionati europei, primato in coabitazione con il Lione nella Ligue 1 (2001-2008). In Bundesliga il Bayern Monaco è sulla scia della squadra di Allegri: sei Meisterschale uno dietro l’altro negli ultimi sei anni. Nella Liga spagnola il Real Madrid si è fermato a cinque titoli vinti di fila (1960-1965 e 1985-1990). In Premier League c’è la maledizione del tris, nessuno mai è andato oltre tre sigilli consecutivi: Huddersfield Town 1923-1926, Arsenal 1932-1935, Liverpool 1981-1984, Manchester Uniter 1998-2001, 2006-2009 e 2010-2013;

 

🔸 Se includiamo anche gli altri campionati europei, l’asticella del record si alza notevolmente. In Bielorussia il Bate Borisov ha vinto il 12mo campionato di fila, se ci dirigiamo verso Gibilterra o la Lettonia troviamo primati doppiati rispetto a quelli italiani: Lincoln Red e Skonto Riga sono a quota 14 titoli consecutivi. Uno di meno per il Rosenborg in Norvegia;

🔸 Con i 34 titoli, la Juve aumenta a 16 il distacco di scudetti dalle immediati inseguitrici (Milan e Inter a 18);

🔸 A eccezione di clamorosi scossoni dell’ultima giornata, sette scudetti consecutivi fanno rima con sette migliori difese consecutive. La Juve al momento ha subito 23 gol, cinque gol in meno subiti rispetto a Napoli, Roma e Inter (28).

🔸 Sono dieci i clean sheet consecutivi (porta inviolata), record eguagliato rispetto al 2015-2016;

🔸 Massimiliano Allegri è il primo allenatore dei primi cinque campionati europei a centrare quattro doppiette consecutive (campionato – coppa nazionale). Nella classifica nazionale degli allenatori pluriscudettati comanda sempre Trapattoni (7), seguito a quota 5 dallo stesso Allegri, Lippi e Capello (quest’ultimo che può vantare i due titoli sul campo con la Juventus e poi cancellati da Calciopoli);

🔸 La Juventus è la prima squadra a vincere un torneo in Italia disputato con la tecnologia Var. Discorso identico per il Bayern Monaco in Germania e il Porto in Portogallo, ovvero gli ulteriori due campionati in cui è stata utilizzata la Video Assistant Referee;

🔸 Lo stadio Olimpico succursale dell’Allianz Stadium. Sono ben 11 i successi festeggiati nella capitale: gli scudetti 1973-1978 e 2018, cinque Coppe Italia, due Supercoppe italiane e la Champions League del 1996;

🔸 Gianluigi Buffon è il giocatore italiano ad aver vinto più scudetti: 9, più i due conquistati nel 2004-2005 e 2005-2006 e poi revocati dalle sentenze di Calciopoli. Sopravanza, nella speciale classifica, Giovanni Ferreri, Giuseppe Furino e Virginio Rosetta;

🔸 Sono infine cinque i calciatori in attività ad aver vinto sette campionati consecutivi in Italia: oltre allo stesso Buffon, ci sono i bianconeri Andrea Barzagli (vincitore di un titolo in Germania con il Wolfsburg nel 2008-2009), Giorgio Chiellini, Claudio Marchisio e Stephan Lichtsteiner.

🔸 Se il Napoli, infine, dovesse battere il Crotone arriverebbe a quota 91 punti. Sarebbe la prima volta in Italia che una squadra superasse i 90 punti senza vincere lo scudetto. Un dato che restituisce l’incredibile striscia di successi della Juventus.

 

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