Ci saranno anche loro a tifare Manchester City in Champions League nell’esordio contro il Lione all’Etihad Stadium (ore 21, diretta Sky). La squadra di Guardiola, una delle favorite alla vittoria finale, potrà contare sul supporto di due tifose irriducibili, che non hanno mai fatto mancare il loro calore alla squadra anche negli anni bui dei citizens.

Vera e Olga sono due fan molto speciali: hanno rispettivamente 102 e 98 anni, due secoli complessivi di amore e fedeltà verso il Manchester City. Sono abbonate da 85 anni, hanno fatto la loro prima tessera negli anni ’30, negli anni in cui il club vinceva il primo titolo in Premier (1937). Nella scorsa giornata di campionato, la società ha voluto fare alle due nonnine tifose un regalo molto speciale: Vera e Olga sono scese in campo assieme ai loro beniamini, accompagnate sotto braccio da David Silva e Fernandinho, in occasione del match contro il Fulham (poi vinto 3-0).

Le due signore sono sorelle e non lasciano mai la loro squadra del cuore: quando sono impossibilitate ad andare allo stadio, seguono il Manchester in tv. Non hanno mai lasciato il City, anche quando il club blasonato della città era lo United pigliatutto di Matt Busby e Alex Ferguson. Vera ha ricordato le prime partite viste allo stadio:

Una volta le cose erano molto diverse da come sono oggi, quando ho iniziato a venire allo stadio c’era un uomo davanti a una lavagna che segnava il punteggio

Poi non è mancato l’abbraccio con Pep Guardiola, che Vera ha raccontato così:

Mi ha salutato e mi ha detto grazie per tutto quello che ho fatto per questa squadra. È una persona incredibile, c’è qualcosa in lui che permette ai giocatori di dare sempre il meglio e

Il record di tifo irriducibile oltre ogni età appartiene, tuttavia, a Bernard Jones con i suoi 105 anni e un amore sconfinato verso il suo Preston che milita in Championship (seconda divisione inglese).

Bernard Jones, 105enne super tifoso del Preston

 

Lo ha fatto, lo ha fatto di nuovo!

Ogni tifoso interista e ogni appassionato di calcio ha sicuramente ripetuto questa frase quando hanno visto entrare la palla in rete dopo il colpo di testa di Matias Vecino al minuto 92 di Inter Tottenham.

L’Inter da sempre è una squadra “pazza” che riesce a regalare gioie come quella della prima notte di Champions dopo 6 anni, oppure dolori per una sconfitta in casa contro il Parma. I tifosi lo sanno ed è per questo che per il graditissimo ritorno nel palcoscenico europeo si è presentato numeroso sugli spalti del Meazza.

Sessantacinquemila spettatori a spingere Icardi e compagni al debutto in Champions League.

Tra gli undici messi in campo da Spalletti c’è anche colui che ha permesso di strappare il pass per l’Europa, Matias Vecino. L’uomo che il 20 maggio scorso con una zuccata a pochi secondi dal fischio finale contro la Lazio ha regalato la gioia del quarto posto e quindi Europa.

Beh contro il Tottenham quell’uomo si è ripetuto e l’ha rifatto. Quando tutto sembrava scritto, quando gli Spurs credevano di avere la partita sotto controllo, prima un eurogol di Icardi ma poco dopo ancora lui, ancora Vecino e ancora di testa, al 92esimo minuto.

Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il difensore olandese De Vrij fa sponda per il centro e colpo di testa vincente dell’uruguaiano. San Siro esplode di gioia, i primi tre punti del girone sono intascati.

Vecino l’uomo del destino. È stato definito così da tutto l’ambiente. Un centrocampista che non fa molti gol, ma quelli che realizza sono pesantissimi. I suoi 12 gol in campionato in Italia (il primo nel lontano marzo 2014) hanno sempre portato punti alle sue squadre: di norma vittoria, in rari casi pareggi. Le ultime quattro reti sono state segnate tutte dopo l’80esimo minuto.

Ci abbiamo creduto fino in fondo con la spinta dello stadio. L’importante è crederci, dopo il pareggio abbiamo cercato la vittoria e questo ha fatto la differenza. Questa e quella contro la Lazio sono state emozioni forte, ma speriamo che ce ne saranno altre.

Agli interisti nati per soffrire piacciono questi momenti. I segni del destino, le partite che si rovesciano e certi gol che portano lontano. Chissà, forse Vecino è diventato uno specialista.

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