Aveva detto addio alla sua Roma, che era un po’ per preannunciane il suo ritiro o quanto meno iniziare a metabolizzare. Ora è arrivato: Daniele De Rossi, a 36 anni compiuti, lascia il Boca Juniors dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, annunciata il 6 gennaio 2020 e presa fondamentalmente per motivi familiari, soprattutto pensando alla figlia Gaia di 14 anni, non è stata certo facile:

Ci pensavo da ottobre-novembre – ha detto oggi – e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare. Non voglio entrare nei dettagli ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 ore di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è

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Centrocampista, difensore centrale all’occorrenza, per il bene della sua Roma. Ben 616 partite con i giallorossi, 63 gol e 54 assist prima di volare dall’altro lato del mondo, il tempo di giocare 6 partite e segnare una rete. Bandiera di un ventennio del calcio italiano, degli anni Duemila, che forse con la maglia della Nazionale verrà sciaguratamente ricordato per la gomitata contro gli Stati Uniti nel Mondiale del 2006  e la squalifica che lo fa rientrare giusto il tempo della finale per segnare un rigore perfetto contro la Francia. E di quella squadra allenata da Lippi sopravvive solo Buffon come ultimo campione del Mondo ancora in pista, eppure DDR è stato il primo marcatore, nel Girone di qualificazione, di quella cavalcata trionfale.

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Anzi, c’è di meglio: Daniele De Rossi, che aveva da poco compiuto 21 anni, il 4 settembre del 2004 contro la Norvegia segnò non solo il primo gol della nuova Italia di Marcello Lippi (dopo la prima amichevole fallimentare persa 2-0 contro l’Islanda), ma anche al suo debutto assoluto con la maglia azzurra dei grandi. Impiegò quattro minuti, su cross di Favalli, per metterci la zampata e segnare il gol del momentaneo 1-1 (Carew aveva segnato dopo 40 secondi e l’Italia vincerà 2-1 con rete decisiva di Toni).

In totale, Daniele De Rossi ha vestito la maglia azzurra per 117 volte, segnando 21 reti. Ha superato Pirlo e Zoff (116 e 112) ed è quarto nella classifica all-time dietro Buffon, Cannavaro e Maldini.

Inizia oggi l’avventura di Gabigol al Mondiale per club per conquistare la vetta del pianeta. La rassegna iridata entra nel vivo con la prima semifinale tra il Flamengo – dove gioca appunto l’attaccante di proprietà dell’Inter – e l’Al Hilal, la squadra del nostro Sebastiano Giovinco rimasto in panchina nel match vinto nei quarti di finale contro l’Esperance Tunisi (ore 18.30).

In viale Liberazione guardano con attenzione alle prestazioni di Gabigol, vero trascinatore del Flamengo in Coppa Libertadores, che sogna di regalare il titolo alla sua squadra: manca dal 1981 (3-0 al Liverpool, ma era l’Intercontinentale), ai tempi di Zico, uno dei miti del calcio brasiliano che in Italia ha vestito la maglia dell’Udinese. Con altre prestazioni importanti, ed è quello che si augura Beppe Marotta, può lievitare il prezzo del suo cartellino e l’Inter spera di incassare tanti soldi da una sua cessione da investire poi per esaudire le richieste di Antonio Conte nel mercato di gennaio.

L’altra semifinale è Liverpool-Monterrey (mercoledì 18 dicembre ore 18.30). I Reds debuttano così nel Mondiale per club: Jurgen Klopp vuole regalare il primo titolo iridato agli inglesi, per loro una sorta di maledizione avendo perso le finali Intercontinentali del 1981 e del 1984 e del Mondiale per club nel 2005. Salah e compagni cercheranno di sfatare il tabù. Il loro cammino inizierà contro il Monterrey, che in semifinale ha battuto 3-2 l’Al Sadd in una gara ricca di emozioni.

Le squadre europee hanno vinto le ultime sei edizioni della Coppa del Mondo per club, con quattro trionfi per il Real Madrid.

Albo d’Oro Coppa del Mondo FIFA per club

Real Madrid 4 (2014, 2016, 2017, 2018)
Barcelona 3 (2009, 2011, 2015)
Corinthians 2 (2000, 2012)
AC Milan 1 (2007)
Bayern München 1 (2013)
Internacional 1 (2006)
Internazionale Milano 1 (2010)
Manchester United 1 (2008)
São Paulo 1 (2005)

Titoli mondiali per club*

Real Madrid 7 (1960, 1998, 2002; 2014, 2016, 2017, 2018)
AC Milan 4 (1969, 1989, 1990; 2007)
Barcelona 3 (2009, 2011, 2015)
Bayern München 3 (1976, 2001; 2013)
Boca Juniors 3 (1977, 2000, 2003)
Internazionale Milano (1964, 1965; 2010)
Nacional 3 (1971, 1980, 1988)
Peñarol 3 (1961, 1966, 1982)
São Paulo 3 (1992, 1993; 2005)

*Coppa Intercontinentale e Coppa del Mondo FIFA per club

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