Terze dovevano arrivare, secondo i pronostici della vigilia, e terze sono arrivate. Inter e Napoli abbandonano la Champions League e retrocedono in Europa League non senza rimpianti. Entrambe qualificate prima dell’ultimo turno, entrambe con l’amaro in bocca dopo le gare con Psv e Liverpool. Accomunate dal rimpianto di non aver fatto bottino pieno contro le squadre sulla carta più deboli. Olandesi di Eindhoven e Stella Rossa Belgrado. Da più parti si sperava in un poker di squadre italiane alla fase a eliminazione diretta. Dovremo accontentarci di Juventus e Roma, che hanno già ottenuto il pass qualificazione. Nerazzurri e partenopei si leccano le ferite di una serata amara che, tuttavia, lascia in eredità differenti stati d’animo.
Buttare la qualificazione sprecando punti con le più deboli del girone.@Inter la fa all’ultima, @sscnapoli lo fece alla prima a Belgrado.#InterPSV #LiverpoolNapoli
— Marco Mazzocchi (@officialmaz) 11 dicembre 2018
Gironi molto difficili ma alla fine #Inter (1-1 col PSV) e #Napoli (0-0 sul campo della Stella Rossa) vengono eliminate per i punti persi contro l’avversaria più debole #Champions #InterPsv #LiverpoolNapoli
— Massimo Callegari (@MaxCallegari) 11 dicembre 2018
Perché l’Inter è andata fuori
Sei punti nelle prime tre partite, due nelle ultime tre. Il girone europeo dell’Inter è stato altalenante, come spesso capita nella storia della società nerazzurra. Partenza da favola, con Vecino e la garra charrua che ribaltano il Tottenham. La vittoria di Eindhoven sembrava aver spianato la strada. Poi la marcia indietro: un punto col Barca (ci sta), il ko a Wembley con la squadra di Pochettino (ci sta meno). L’Inter spreca due match point e viene eliminata, forse giustamente visto l’andamento delle gare.
#EuropaLeague è quando tu passa due settimane a dire che #barcellona sicuro non perde sua partita e poi dimentica che anche tu però deve vincere tua#InterPSV
— Vujadln Boskov (@VujaBoskov) 11 dicembre 2018
La #Champions non ammette errori, soprattutto in un girone difficile come questo.
L’#Inter di coppa ha fatto il suo dovere fino a stasera, ma stasera aveva il DOVERE di vincere: in qualunque modo, a qualunque costo.
Davvero peccato.#InterPSV— Fabrizio Biasin (@FBiasin) 11 dicembre 2018
In fin dei conti, Barcellona e Icardi erano finiti sul banco degli imputati per presunta scarsa professionalità. La gara senza storia per i blaugrana contro il Tottenham. La trasferta madrilena di Icardi per la Libertadores. Peccato che tutt’e due abbiano fatto il loro dovere. Due settimane a parlare di calcoli e combinazioni e poi si toppa il presupposto iniziale. Vincere con il Psv. Spalletti ha avuto la colpa di non voler chiudere il discorso qualificazione a Londra, accontentandosi del pari. Un po’ come accaduto a Torino col cambio Borja Valero Politano. L’ex Sassuolo è, assieme al capitano argentino, l’uomo più in forma dell’Inter. E anche ieri, puntualmente, è stato sostituito. A differenza di Perisic, finora l’ombra di se stesso, ma sempre tenuto in campo dal tecnico di Certaldo.
Peccato. Erano gironi difficili e #Napoli ed #Inter se la sono giocata fino in fondo. Ma i rimpianti ci sono. Eccome. #LiverpoolNapoli #InterPSV #ChampionsLeague
— riccardo cucchi (@CucchiRiccardo) 11 dicembre 2018
In tutto questo, #Icardi stasera ha davvero giocato (e non solo segnato) da centravanti di livello mondiale#InterTottenham
— Alex Frosio (@alexfrosio) 11 dicembre 2018
Perché il Napoli è andato fuori
Cinque anni dopo il copione si ripete. Nel 2013 il Napoli di Benitez va fuori pur avendo fatto 12 punti in un girone di ferro con Arsenal e Borussia Dortmund. La differenza reti lo penalizza. Passa un lustro e con Ancelotti si rivive lo stesso psicodramma. Eliminati con 9 punti dietro Paris Saint Germain e Liverpool. Bastava un gol, anche perdendo 1-2, agli azzurri per superare il turno. Invece Hamsik e compagni devono accontentarsi dell’Europa League non senza rimpianti.
Da #NapoliLiverpool a #LiverpoolNapoli: “Happiness is a warm gun” storia della parabola azzurra in #Champions
(Da @mattinodinapoli in edicola) pic.twitter.com/qKKcGPmtQG
— Anna Trieste (@annatrieste) 12 dicembre 2018
🏟 #LiverpoolNapoli
😯 Il miracolo di #Alisson su #Milik#SkyUCL #SkySport pic.twitter.com/bmXtlQEvWX— Sky Sport (@SkySport) 12 dicembre 2018
Il livello si è alzato ancora e il Napoli stavolta non è stato all’altezza. Liverpool atleticamente dominante, quasi sempre un tempo di gioco avanti, difficile sia da tenere che da attaccare. È mancato quello che si è visto solo nel finale: un po’ più di coraggio #LiverpoolNapoli
— Sergio Chesi (@sechesi) 11 dicembre 2018
Il primo, enorme, riguarda la duplice gara con la Stella Rossa. I due punti lasciati in Serbia gridano vendetta come la traversa di Insigne. Tuttavia il Liverpool nei Balcani ha perso e i parigini non hanno certo passeggiato nonostante il punteggio (4-1). A pesare enormemente resta il gol sul 3-0 di El Fardou Ben Nabouhane della Stella Rossa nella gara del San Paolo. E se si aggiunge la rete di Di Maria presa allo scadere a Parigi si rischia di non dormirci più la notte. Il Napoli, invece, può mostrarsi fiero di quanto fatto in un girone proibitivo, avendolo condotto da primo in classifica fino al match di Anfield Road. Complimenti che non fanno punti, ma che torneranno utili per una Europa League da protagonista.