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Redazione mondiali.it

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Il countdown è iniziato e tiene tutti con il fiato sospeso, tra nuove promesse, alcune certezze e, forse, qualche addio.

Qatar 2022, ventidue edizioni di emozioni su campo.

Il campionato mondiale di calcio 2022 si sta svolgendo, nella sua fase finale, in Qatar. Una edizione molto particolare perché sarà l’ultima a prevedere la partecipazione di 32 squadre nazionali. Infatti dal 2026 (prevista negli USA) la competizione subirà un allargamento epocale a 48 squadre. Quest’anno, per la prima volta, il torneo non sarà disputato nei mesi estivi ma in quelli autunnali (inizierà infatti il 21 novembre 2022) per via delle alte temperature che renderebbero proibitivi gli scontri. Le squadre qualificate al torneo sono: la nazionale qatariota (di diritto, poiché paese ospitante), Germania, Danimarca, Brasile, Belgio, Francia, Croazia, Spagna, Serbia, Inghilterra, Svizzera, Olanda, Argentina, Iran, Corea del Sud, Giappone, Arabia Saudita, Ecuador, Uruguay, Canada, Ghana, Senegal, Portogallo, Polonia, Marocco, Tunisia, Camerun, Messico, Usa. Da determinare: Scozia, Galles o Ucraina; Perù, Australia o Emirati Arabi Uniti; Nuova Zelanda o Costa Rica. In generale dall’Europa risultano qualificate 13 squadre, dall’Asia 6, 5 dall’Africa, 3 o 4 dall’America centro-nord, 4 o 5 dal Sudamerica ed una o nessuna dall’Oceania. Sono già partite le scommesse coppa del mondo per puntare su quelle nazionali che possono ambire a sollevare la Coppa. Gli italiani per la seconda volta consecutiva, non potranno tifare per la loro squadra reduce da una seconda mancata qualificazione.

Le favorite di Qatar ’22.

Tra le favorite del prossimo mondiale ci sono sicuramente le big europee ma non solo. Tra queste la Germania che dopo un europeo non proprio brillante, nel 2020 (eliminata dagli inglesi agli ottavi di finale) ora giocherà con nuove prospettive. La nazionale tedesca ha collezionato una sfilza di vittorie dimostrando di essere in profonda sintonia con il suo nuovo coach Hansi Flick. Gli inglesi, dal canto loro, dovranno dimenticare la pesantissima sconfitta alla semifinale del Mondiale 2018 (persa contro la Croazia) e quella in campo europeo contro l’Italia, per cercare di disputare una coppa del mondo dignitosa. I francesi, tra gli altri favoriti, sono i campioni in carica dopo aver disputato un brillante mondiale nel 2018. I bleu potranno contare anche sul ritorno di Karim Benzema. Anche il Portogallo entra nella rosa delle favorite con forse un colpo di scena clamoroso. I tifosi infatti si stanno chiedendo se questo potrà essere l’ultimo mondiale del suo capitano Cristiano Ronaldo che, nonostante i rumors, continua a tenere tutti con il fiato sospeso circa una sua possibile decisione di lasciare la maglia della sua nazionale. Non è dato di sapere con certezza se questo sarà davvero la sua ultima uscita sul campo della coppa del mondo, sicuramente però solo l’idea di un possibile addio del campione rende molto tristi. Lo stesso dicasi per il suo antagonista per eccellenza, Leo Messi, che invece sembra essere più deciso. L’attaccante argentino ha infatti dichiarato che dopo il mondiale cambieranno molte cose e la sua avventura con l’Albiceleste potrebbe concludersi proprio con Qatar ’22. Ancora più risonanza hanno avuto le parole di Neymar che sembra anche orientato all’addio al calcio. Il fuoriclasse brasiliano ha fatto sapere che questo potrebbe essere il suo ultimo mondiale anche perché nel 2026  avrà 35 anni. Insomma il mondiale del 2022 sembra la competizione degli addii. Sicuramente diverse stelle del calcio appenderanno le scarpette al chiodo, dopo aver costruito sogni ed averne regalati di fantastici a milioni di tifosi ma il tempo passa per tutti, anche per coloro destinati a rimanere per sempre delle icone del calcio.

Che lo spettacolo abbia inizio.

Questo mondiale regalerà sicuramente enormi emozioni e tantissime sorprese perché le squadre sembrano abbastanza in forma e tutte vogliose di vincere. Sicuramente alcuni match saranno imperdibili visti anche i possibili addii di alcuni tra i migliori giocatori al mondo. Non sarà sicuramente facile pensare di non vedere più Cristiano Ronaldo, Messi o Neymar calciare con le loro rispettive maglie e regalare sogni a tutte le generazioni ma sicuramente nasceranno nuove stelle del calcio e chissà che non sia proprio questa l’occasione per vederle nascere. Conto alla rovescia iniziato, dunque, per rivedere le nazionali gareggiare per la coppa più importante del mondo.

Prima di andare a conoscere alcuni dei migliori giocatori di basket italiani, cercheremo di farvi una piccola introduzione su come sia nato il basket in Italia. Inoltre, mentre stai sul telefono a giocare al casino online, puoi dare un’occhiata a quest’articolo per conoscere meglio il basket italiano.

I primi allenamenti di una squadra di basket bolognese avvennero nel 1889, sotto il simbolo di una neonata società, la Virtus Bologna, nome che sarebbe poi diventato una delle società sportive più famose e vittoriose di tutta Italia. La Virtus Bologna sarà anche la prima squadra in Italia a vincere il campionato nazionale.

Negli anni ’30, nella città di Bologna si tenevano i tornei di “Palla al cesto”, come era chiamata la pallacanestro in Italia, e le squadre cittadine erano circa sei; dal 1931 faceva parte dei tornei anche la squadra della Fortitudo Bologna, allora agli albori ma che avrebbe dominato negli anni non meno fama della Virtus.

Erano state fondate le squadre milanesi, quelle dell’Emilia-Romagna, così come quelle del nord-est e della Roma. L’ascesa di questo sport americano in Italia sarebbe solo questione di tempo, e la città di Bologna aveva tutte le carte in regola per diventare una delle capitali italiane del basket. In Emilia-Romagna, il basket bolognese sta vivendo la sua stagione migliore, grazie all’ascesa di un’altra squadra regionale, la Grissin Bon Basketball Reggiana, che è ancora una delle migliori squadre del Campionato Nazionale di Pallacanestro e che vanta molti i migliori giovani italiani tra le sue fila.

Andrea Bargnani

Bargnani, di origine italiana, ha iniziato la sua carriera nel basket professionistico con la Stella Azzurra Roma nella Serie B2 italiana nel 2002-03. Nella sua stagione da rookie, ha registrato 13,2 punti e 4,5 rimbalzi a partita mentre è apparso in 23 partite. Ha deciso di firmare con la Benetton Treviso per la stagione successiva dopo la sua prima stagione con il club. Il giovane ha avuto una carriera internazionale di successo ed è stato due volte vincitore della Coppa Italia nel 2004 e nel 2005. Nel 2006 è stato membro di una squadra che ha vinto il campionato italiano ed è stato nominato uno dei migliori giocatori del campionato di età inferiore ai 22 anni. Ha avuto molto successo giocando in giovane età.

Da grande uomo, Bargnani era estremamente versatile. Può giocare non solo in palo, ma anche sul perimetro. La sua capacità di tirare da tre punti lo ha reso una minaccia in attacco in vari modi. Inoltre, giocare con giocatori più anziani lo ha aiutato a migliorare notevolmente il suo gioco.

Danilo Gallinari

Danilo Gallinari è un cestista italiano che attualmente gioca come attaccante per gli Oklahoma City Thunder della National Basketball Association (NBA).

Gallo, come è affettuosamente conosciuto, è stato arruolato sesto assoluto dai New York Knicks nel draft NBA 2008 dopo aver trascorso i suoi primi quattro anni da professionista nella natia Italia, con periodi con Casalpusterlengo nel 2004-2005, Nuova Pavia nel 2005- 2006 e Olimpia Milano nel 2006-2008.

Dopo due stagioni e mezzo con i Knicks, è stato ceduto ai Denver Nuggets nel 2011, dove ha trascorso sei stagioni, incluso un breve periodo con l’Olimpia Milano in Italia. Gallinari è stato successivamente acquisito dai Los Angeles Clippers nel 2017, prima di essere ceduto agli Oklahoma City Thunder nel 2019.

L’attaccante è stato nominato Most Valuable Player (MVP) della Lega italiana nel 2008, Miglior giocatore Under 22 della Lega italiana nel 2007 e 2008 e Stella nascente dell’Euro League nel 2008. Ha giocato anche per l’Italia a livello U-16 e U-18 ed è membro della squadra maggiore dal 2007. Ha giocato nella Coppa del Mondo FIBA ​​2019 con l’Italia, con una media di 17,2 punti, 5,6 rimbalzi e 2,8 assist a partita.

Nicolò Melli

Melli, figlio dell’ex giocatore di basket Leopoldo e di Julie Vollertsen, ex pallavolista che ha vinto una medaglia d’argento, è uno degli assi NBA di Sacchetti. Ha iniziato la sua carriera nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana, con la quale ha esordito in Legadue nel 2007. Ha esordito nella Lega Basket Serie A (LBA) tre anni dopo, giocando per l’EA7 Emporio Armani Milano, con il quale ha vinto lo scudetto nel 2014.

Ha vinto una medaglia d’argento con la nazionale Under 20 agli Europei di Bilbao nel 2011, e ha gareggiato in tre tornei EuroBasket con la nazionale maggiore (2013, 2015, 2017). Melli è sposato con Khatarina e padre di Matilde. Sentirà senza dubbio molti applausi dai suoi fan a casa

Per qualche ora è stata messa in dubbio anche la possibilità di chiudere regolarmente la stagione: le sanzioni del governo inglese a Roman Abramovich toccano da vicino anche il Chelsea. Il magnate russo, all’indomani dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, aveva subito messo in vendita il club, prevedendo probabilmente l’arrivo della stangata nei suoi confronti. Non ha fatto in tempo a vendere e ora la situazione si complica terribilmente.

Le sanzioni ad Abramovich

Beni congelati, questo è il succo delle sanzioni agli oligarchi russi presenti nel Regno Unito, annunciate da Liz Truss, ministro degli esteri. Abramovich non può così chiudere affari con persone o aziende inglesi, non può entrare nel paese e di fatto gli viene impedita ogni attività economica/lucrativa col Chelsea. Ai “blues” è stato concesso di continuare a giocare e a prendere parte alle competizioni sportive solo grazie ad una licenza speciale ma anche la squadra risentirà direttamente di queste sanzioni.

Basti pensare che Stamford Bridge sarà aperto solo agli abbonati (non si possono vendere biglietti, così come è stata sospesa tutta l’attività di merchandising), mentre per le trasferte non si potranno spendere più di 20mila sterline, complicando ovviamente anche l’aspetto logistico.

Non solo: il Chelsea non può ovviamente fare mercato (nessun acquisto e nessuna cessione) e non può rinnovare i contratti in scadenza. Certo, da qui al 31 maggio la situazione potrebbe ammorbidirsi, visto che il club londinese ha chiesto al governo di poter operare il più normalmente possibile, ma le incognite sono tante anche da questo punto di vista.

Smobilitazione in vista?

L’allenatore tedesco Tuchel cerca di restare concentrato su quello che resta della stagione (i “blues” sono in corsa in Champions League, dove sono ancora tra i favoriti stando alle quote dei bookmakers che offrono anche i casino bonus migliori, e in terza posizione in Premier League) ma è inutile nascondere che c’è apprensione per il futuro del club. Abramovich aveva chiesto 3.3 miliardi di euro per vendere il club, si è parlato di un’offerta di 2.3 miliardi di un consorzio svizzero-statunitense, ma ad oggi è sempre il miliardario Wyss ad essere il più interessato. Tutto ora è bloccato.

Vale la pena ricordare che parliamo della squadra campione d’Europa in carica: lo scenario di una possibile smobilitazione in estate era quindi impensabile fino ad un paio di settimane fa.

Le italiane pronte ad approfittarne

L’esodo ci sarà, in ogni caso. Ci sono infatti diversi giocatori in scadenza, uno di essi (il 24enne difensore centrale, Christensen), ha già trovato l’accordo col Barcellona e ha svolto anche le visite mediche al Camp Nou. Il danese, peraltro, non è il solo difensore col contratto che scade a giugno: c’è il capitano, Azpillicueta, anche lui dato per vicino alla firma col Barça, e Antonio Rudiger.

L’ex Roma, 29 anni, è tra i pezzi pregiati del mercato degli svincolati. Ci pensa la Juventus, chiamata a trovare un sostituto di Chiellini, atteso dall’ultima stagione da professionista, ma la concorrenza è folta e comprende diversi top club europei.

Per i bianconeri, allora, è più realistico arrivare a Jorginho. Allegri dalla scorsa estate è alla ricerca di un play “puro”, non a caso ha chiesto (invano) il ritorno di Pjanic. Il tecnico toscano vedrebbe quindi di buon occhio l’arrivo del regista della nazionale, il cui contratto col Chelsea scadrà nel 2023. L’ex Napoli potrebbe essere acquistato a cifre molto più basse rispetto a quelle preventivate qualche mese fa, e non va neppure dimenticato che dal punto di vista dell’ingaggio la Juve godrebbe dei benefici del decreto crescita: insomma, ai 6 milioni di ingaggio netto a stagione, se ne aggiungerebbero solo altri 3 lordi (e non 6).

I segnali ci sono, arrivano da settimane, incessanti: la Lazio è sempre più di Maurizio Sarri. Dopo una prima parte di stagione sotto le aspettative, la mano del tecnico toscano si vede, eccome: gioco e risultati vanno a braccetto, la Lazio è in netta risalita in classifica. Certo, praticamente impossibile il sogno quarto posto come testimoniano anche le quote dei siti scommesse con bonus, ma la sensazione è che si stanno gettando le basi per un ciclo duraturo.

Il contratto di Sarri

Il primo passo da compiere sarà quello del rinnovo del contratto di Sarri: l’ex Napoli ha firmato un accordo fino al 2023, c’è una clausola che – se da lui esercitata entro maggio – gli consentirebbe di liberarsi per l’estero. Ma è uno scenario impensabile: dopo qualche contrasto per l’immobilismo del club capitolino nella sessione invernale di calciomercato, Sarri è saldamente al comando della squadra e il rapporto coi giocatori è migliorato sensibilmente rispetto ad inizio stagione.

Il rinnovo, dicevamo: il tecnico di Filigne guadagna 3 milioni di euro netti a stagione più bonus, l’intenzione di Lotito è quella di portare la data di scadenza al 2025, mantenendo più o meno lo stesso compenso. C’è disponibilità assoluta di Sarri che, però, vuole garanzie sul mercato e voce in capitolo anche nella scelta dei nuovi acquisti: comprensibile, dopo quanto accaduto a gennaio.

Le cessioni

Insomma, in estate c’è da aspettarsi una mini-rivoluzione in organico, considerate anche le partenze di qualche pezzo da novanta, già messe in preventivo. La cessione di Milinkovic-Savic (il serbo piace a PSG e Manchester United) dovrebbe servire a finanziare il mercato in entrata, senza dimenticare che la difesa potrebbe registrare addirittura tre addii: Luiz Felipe è in scadenza di contratto (per l’italo-brasiliano ad oggi è corsa a due tra Inter e Betis Siviglia), Acerbi è in totale rottura con l’ambiente, lo stesso Patric si svincolerà a giugno e tornerà in Spagna, dove lo attende il Valencia. Il tutto senza dimenticare anche la situazione relativa a Strakosha: il portiere albanese ha sì recuperato la titolarità ma l’intenzione di Sarri e del club biancoceleste non è quella di rinnovargli il contratto, in scadenza a giugno.

Il ruolo del play

Tare dovrà quindi essere abile ad accontentare Sarri e, allo stesso tempo, regalare un organico profondo ed equilibrato in tutti i reparti al suo allenatore. Che, però, in cima alle sue priorità ha messo l’acquisto di un play di ruolo con caratteristiche idonee alla sua idea di gioco. Qualità che, ad esempio, non hanno Lucas Leiva e Cataldi.

Ecco allora che il mirino si è spostato sul portoghese Vitinha, regista del Porto di 22 anni che la Lazio ha visto da vicino nel recente doppio confronto di Europa League, e su Maxime Lopez, 24enne del Sassuolo che i neroverdi acquistarono due stagioni fa dall’Olympique Marsiglia. Uno esclude l’altro: non solo per il ruolo e le caratteristiche tecniche, identiche, ma anche per una questione di prezzo. Entrambi, infatti, hanno una valutazione che oscilla tra i 25 e i 30 milioni di euro, un investimento notevole.

La difesa

Torniamo allora alla difesa che dovrà essere necessariamente rinforzata con diversi acquisti. Uno sembrerebbe essere già vicino: Alessio Romagnoli è in scadenza col Milan ed è nome gradito a Sarri. Senza dimenticare che il centrale 27enne non ha mai nascosto la sua fede calcistica, biancoceleste.

Sarà poi corsa a due anche per il ruolo di portiere: Sarri vorrebbe Kepa, che ha già allenato nella sua stagione al Chelsea, ma l’ex Athletic Bilbao ha un ingaggio fuori portata, guadagna 7 milioni di euro netti a stagione. Un obiettivo più realistico potrebbe essere quindi un altro spagnolo: parliamo di Sergio Rico, 28 anni, di proprietà del PSG ma ora in prestito al Maiorca.

Mancano nove mesi al calcio d’inizio del primo Mondiale d’inverno nella storia del calcio. Un vero spartiacque considerando che l’edizione successiva del 2026 allargherà il numero di partecipanti da 32 a 48 squadre nel nome dell’inclusione sportiva. O forse semplicemente con l’obiettivo di aumentare gli incassi derivanti da diritti TV, ticket e dall’intero indotto. Quello qatariota sarà il primo Mondiale al freddo per gli spettatori italiani da casa, mentre il piccolissimo stato petrolifero degli sceicchi godrà  delle temperature estive del Golfo Persico. La data del calcio d’inizio è certa così come il numero e il nome delle formazioni già qualificate. Diverso è il discorso playoff europei: un set di spareggi dai quali verrà fuori il nome delle 3 squadre mancanti. Nell’area africana ne mancano 5, nel centro-nord America 3, dagli spareggi intercontinentali 2, mentre in sudamerica e in Asia sono ancora 4 i posti a disposizione per completare l’intero tabellone di Qatar 2022. Ecco la situazione.

Sul fronte delle nazionali già qualificate a livello globale si annoverano 15 formazioni compreso l’undici del paese ospitante: Brasile, Argentina, Germania, Danimarca, Belgio, Francia, Croazia, Olanda, Serbia, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Iran e Corea del Sud. Escludendo eventuali outsider provenienti dai playoff, la favorita del torneo dovrebbe nascondersi esattamente tra una delle nazionali già qualificate. Per farsi un’idea basta dare un’occhiata alle quote vincente Mondiali con le statistiche complete e aggiornate che descrivono la situazione attuale e potenziale delle squadre in gara alla conquista della 22° edizione della Coppa del Mondo.

Dando uno sguardo al calcio che conta, le squadre che possono ancora partecipare al Mondiale qatariota, che stravolgerà le date dei campionati in Europa, sono le seguenti. In Africa: Egitto, Senegal, Camerun, Algeria, Ghana, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Marocco, Mali e Tunisia; mentre nel centro-nord America figurano Canada, Messico, Stati Uniti, Panama, Costa Rica, El Salvador, Giamaica e Honduras. Discorso a parte per l’area oceanica e asiatica con squadre ancora in lizza in veste di semplici sparring partner che possono solo augurarsi il miracolo sportivo per partecipare al loro primo mondiale della storia: formazioni come Fiji, Isole Cook, Vanuatu e Isole Salomone se la giocano da una vita, e senza fortuna, e tutto sommato sarebbe una piacevolissima sorpresa vederle al cospetto dei giganti mondiali del football.

Sul fronte azzurro ecco la situazione degli spareggi Qatar 2022 con date e avversarie dell’Italia. La qualificazione ai Mondiali per Mancini & co. sembrava una formalità di rito prima di trasformarsi in tragedia. Archiviato l’inaspettato successo agli Europei d’Inghilterra, l’Italia dovrà giocarsela come testa di serie ai playoff in un mini torneo nient’affatto semplice che vede anche la partecipazione di squadre della Nations League. Intanto Mario Balotelli è tornato in nazionale e ha sorpreso l’allenatore dell’Italia. Restano tuttavia i dubbi sul reale contributo dell’attaccante azzurro in forza all’Adana Demirspor, che in questa stagione ha realizzato una decina di gol nella massima serie turca: la Süper Lig. Sono passati quattro anni dalla sciagurata notte di Milano con gli azzurri in lacrime sul verde di San Siro dopo la clamorosa eliminazione subita dalla solita, quanto solida Svezia, e l’incubo di una nuova esclusione sembra già manifestarsi all’orizzonte. Dopo il miracolo in terra d’Albione si attende il secondo: la vittoria agli spareggi playoff che di per sè rappresenta un altro torneo vero e proprio prima dell’attesissimo, quanto lontano, paradiso qatariota nel Golfo Persico.

Ancora poche settimane e sapremo quali saranno tutte le 32 nazionali qualificate ai prossimi mondiali che si svolgeranno in Qatar quest’anno. Ad oggi mancano ancora alcune squadre che completeranno il processo di registrazione alla manifestazione attraverso le varie modalità decise in accordo tra Fifa e federazioni continentali.

L’Italia di Mancini ad esempio dovrà vedersela in un doppio turno di playoff utile per staccare un pass per il mondiale battendo prima la Macedonia, sfida che si disputerà a Palermo il 24 Marzo, e in caso di vittoria una tra Turchia e Portogallo, andando a giocare la finale sul campo degli avversari.

Ronaldo rischia quindi di non partecipare a questo torneo, con Mancini e tutti gli azzurri spettatori molto interessanti.

Inghilterra Euro 2020

Capocannoniere Mondiali Russia 2018

Se guardiamo la classifica cannonieri della scorsa edizione, organizzata in Russia e terminata con la vittoria della Francia, in virtù del successo per 4 a 2 dei transalpini contro la Croazia, troviamo alcuni protagonisti di quella edizione pronti a darsi battaglia anche 4 anni dopo.

La scarpa d’oro del torneo è stata assegnata all’ attaccante inglese Harry Kane che ha messo a segno 6 reti, superando per una marcatura il campione del mondo Antoine Griezmann, che è stato decisivo proprio in finale, con 4 gol. A pari merito  troviamo anche Romelu Lukaku, con il campione belga attualmente al Chelsea che sta vivendo un periodo non troppo felice e, proprio in vista del Mondiale, potrebbe cambiare aria per ritrovare fiducia.

Capocannoniere Euro 2020

Troviamo l’attaccante inglese Harry Kane presente anche nella classifica capocannonieri dell’ultima edizione dell’Europeo 2020, che a causa della pandemia si è svolto, sempre in maniera itinerante, ma solamente l’estate scorsa con quindi un anno di ritardo.

Kane è un attaccante che sa finalizzare le occasioni create dai compagni, riuscendo a trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto. Sfortunatamente per gli inglesi però le sue qualità non sono bastate per vincere il trofeo e la punta si è vista sfuggire anche il titolo di capocannoniere che è stato vinto da Cristiano Ronaldo, autore di 5 gol.

Il campione portoghese però non è stato l’unico a segnare 5 reti, ma si  è trovato in compagnia  di Patrik Schick, vecchia conoscenza del nostro campionato e stella della Repubblica Ceca.

La Fifa ha scelto però di assegnare al lusitano il premio perché a parità di reti segnate ha giocato meno minuti.

Entrambi i bomber devono passare attraverso i playoff se vogliono prolungare questa sfida anche in QatarCapocannoniere Coppa America 2021

Lo scorso anno si è disputata anche la Coppa America che è terminata con la vittoria dell’Argentina (risultato di 1 a 0) contro il Brasile, con Leo Messi che oltre a festeggiare il trofeo con i compagni ha vinto la scarpa d’oro, insieme al colombiano Luis Diaz, con un bottino di 4 reti.

Al secondo posto con 3 marcature troviamo l’interista Lautaro Martinez e Gianluca Lapadula, giocatore italiano che però ha scelto di essere convocato dal Perù, in omaggio alle sue origini sudamericane.

Nazionale italiana

Gli altri bomber di Qatar 2022

Tra i nomi già citati ritroveremo sicuramente al prossimo mondiale Lukaku, Kane, Griezmann, Lautaro Martinez e Messi oltre a Benzema, Mbappe, Morata, Neymar, Muller.

Ci sarà anche Dusan Vlahovic che debutterà per la prima volta ad un mondiale e potrebbe essere, insieme alla Serbia, una sorpresa della manifestazione. L’attaccante della Juventus è senza dubbio uno dei giovani più interessanti nel panorama internazionale e sarà un piacere per tutti i tifosi vederlo in azione in una competizione così spettacolare.

Tra i sicuri assenti ci sarà un altro giovane bomber, capace di segnare in tutti modi, come Erling Halland, perchè la Norvegia non è riuscita a qualificarsi.

Molto comunque dipenderà dal sorteggio, in programma il 1 Aprile, con alcune squadre che potrebbero avere partite abbordabili nel girone, vantaggio per alcuni bomber che potrebbero iniziare a segnare parecchi gol in queste sfide per avvicinarsi alla vittoria della classifica marcatori.

Tra qualche giorno, precisamente il 24 Marzo, gli azzurri scenderanno in campo per il primo turno dei playoff utili a garantire un posto per Qatar 2022. Questa nuova formula, scelta dalla Fifa per regalare gli ultimi lasciapassare per il Mondiali non è semplice ed è ricca di variabili imprevedibili  che non hanno niente da invidiare alle fluttuazioni delle probabilità fronteggiare agli appassionati di slot machine online o di giochi in cui la probabilità gioca un ruolo dominante,  con 12 nazionali suddivise in 3 gironi da 4 squadre che si affronteranno in due gare secche (semifinale e finale).

Sorteggio sfortunato per l’Italia

L’Italia, dopo essere arrivata seconda nel girone, ha parecchio da recriminare non solo per il rigore sbagliato da Jorginho proprio nella sfida decisiva contro gli elvetici, ma anche per il risultato del sorteggio.

La nazionale campione d’Europa, ha già saltato gli ultimi Mondiali, organizzati dalla Russia nel 2018, a causa della sconfitta contro la Svezia, ma adesso il sistema dei playoff è diventato addirittura ancora più complicato. I ragazzi di Mancini sono stati inseriti nel gruppo composto da Macedonia del Nord, avversario da affrontare a Palermo nella sfida d’andata, con la vincente che affronterà in trasferta una tra Portogallo e Turchia.

Secondo esperti e bookmakers, sulla carta la partita decisiva vedrà Bonucci e compagni affrontare Cristiano Ronaldo, con i due giocatori ex juventus pronti a ritrovarsi come nemici.

Pericolo Portogallo

La nazionale lusitana, allenata da Fernando Santos, è arrivata seconda nel suo girone di qualificazione a causa della sconfitta interna patita il 14 Novembre 2021 per 1 a 2 contro la Serbia, che forse un po’ a sorpresa si è aggiudicata con anticipo un posto per i prossimi mondiali.

I punti di forza dei portoghesi, oltre ad una leggenda come Cristiano Ronaldo, voglioso di partecipare per l’ultima volta a questa prestigiosa manifestazione, che per la prima volta nella storia sarà giocata durante l’inverno, sono la possibilità di giocare davanti ai propri tifosi e il calcio propositivo votato sempre all’attacco.

Il modulo con cui spesso scendono in campo è un 4 3 3 con gli attaccanti esterni che possono mettere in difficoltà le difese avversarie, sfruttando tecnica e velocità individuale.

Al centro della difesa dovrebbe tornare Pepe, che con la sua esperienza è pronto a guidare i compagni di reparto che dovranno contrastare, anche con il fisico, probabilmente Ciro Immobile che per il momento dovrebbe essere la punta scelta da Mancini.

La difesa portoghese potrebbe essere messa in difficoltà dagli attacchi dell’Italia, ma sarà una sfida da giocare anche sotto l’aspetto mentale. In caso di finale tra Portogallo e Italia è difficile stabilire chi possa aver più pressione: se la squadra di casa, campione d’Europa nel 2016, avrà l’onore e la responsabilità di giocare davanti ai propri tifosi, l’Italia non può permettersi di vanificare l’ultimo successo internazionale mancando per la seconda volta la qualificazione ad un Mondiale.

Attenzione però a dare per scontata la finale tra queste due nazionali perché non bisogna dimenticarsi che Macedonia del Nord e Turchia, potrebbero sfruttare i pronostici a loro sfavore, giocando con minor pressioni continuando ad inseguire il sogno di andare in Qatar.

A 31 anni, Mario è finalmente tornato in sé?

Mario Balotelli è sempre stato considerato un grande talento, ma le cose estranee lo distraggono costantemente dal gioco. Ha fatto spesso lo sciocco durante l’allenamento, ha organizzato feste rumorose ed è stato spesso criticato. Per valutare l’entità delle sciocchezze commesse dall’attaccante bastano pochi fatti.

Lancia la maglia dell’Inter e prova la maglia del nemico giurato: il Milan

A inizio carriera Balotelli suscitava spesso in campo le ire dei tifosi nerazzurri. Dopo una delle partite, l’attaccante è diventato così furioso che si è strappato con aria di sfida la maglietta e l’ha lanciata sul prato, questo ha quasi portato a una rissa con il veterano dell’Inter Marco Materazzi. E durante una delle trasmissioni televisive, Balotelli è caduto per le provocazioni dei padroni di casa e ha provato la maglia del Milan. I tifosi nerazzurri non hanno apprezzato un simile trucco da parte dell’attaccante.

Ha fatto impazzire Francesco Totti

Il leggendario attaccante della Roma è sempre stato considerato un modello di professionalità. Ma anche lui fu condotto ai trucchi di un odioso compatriota. Durante la partita Balotelli ha detto a Totti: “Giocherai o farai il bambino?”. Francesco non sopportava tanta sfrontatezza, rimproverò Mario e con tutte le sue forze gli colpì le gambe. Forse per il capitano dei romani, questo crollo è stato il più forte della sua carriera.

Ha divertito le persone con un colpo di tacco andato a vuoto

Mario è entrato nelle classifiche umoristiche dopo l’episodio in amichevole con un colpo di tacco a porta vuota non riuscito. L’attaccante non è riuscito in alcun modo a tirarsi indietro e ha mandato su tutte le furie uno degli allenatori del Manchester City, Roberto Mancini. In quel giorno molti bookmaker hanno molto sottovalutato tutte le quote con la sua partecipazione, ma puoi leggere le strategie per vincere sulle scommesse sul sito Scommessadelcapo.com.

Ha lanciato dardi contro i compagni di squadra e ha quasi bruciato la sua casa

Al Manchester City, Balotelli è impazzito. Ha lanciato dardi contro i giovani giocatori, ha combattuto con Rio Ferdinand e quasi ha bruciato … la sua stessa casa. Durante una festa amichevole, Mario decide di lanciare fuochi d’artificio direttamente dalla finestra del bagno. Tutto finì male: prima il sipario prese fuoco, e poi l’intera abitazione. Per fortuna nessuno si è fatto male. Rispetto a questo, i combattimenti in allenamento con Micah Richards, Vincent Kompany e Jerome Boateng sembrano una sciocchezza.

L’ultima volta che l’attaccante è stato seriamente interessato alla nazionale del suo paese è stato nel 2016-2018. Con il Nizza ha collezionato 76 presenze, segnando 43 gol e fornendo tre assist. Dopo di che, c’è stato uno strano periodo al Marsiglia: 15 partite, otto gol e il club si è improvvisamente rifiutato di rinnovare il contratto.

Dopo la Francia, la carriera di Balotelli è stata quella del Brescia, a cui il calciatore ha portato anche tanti vantaggi (5 gol in 19 partite). Questo è solo un atteggiamento più responsabile nei confronti del processo di allenamento, l’attaccante non è iniziato. Il regolare assenteismo dalla formazione ha comportato la risoluzione anticipata del contratto.

Balotelli ha così raggiunto la Serie B. Con una bella partita a Monza (6+1 in 14 partite), Mario ha attirato l’attenzione del club turco Adana Demirspor, dove attualmente milita. Si comporta molto bene, dal momento che l’allenatore della Nazionale italiana, Roberto Mancini, ha deciso di dare un’altra chance al travagliato attaccante, chiamandolo alle qualificazioni più difficili per il Mondiale 2022: con la Macedonia del Nord, e in futuro anche con il Portogallo .

Mancini ha così spiegato la mossa inaspettata: “Non considero la sfida di Mario un gesto di disperazione. Ha sempre dimostrato un’ottima tecnica. La cosa principale è valutare la sua forma fisica. L’abbiamo perso di vista ultimamente, quindi è bello vederlo da vicino”.

Attilio Lombardo, assistente di Mancini, ha parlato in modo lusinghiero della prontezza dell’attaccante: “Ha perso molto peso. Non so se ciò sia dovuto al fatto che era stato malato di coronavirus o qualcos’altro. Non vedo Mario da molto tempo perché ora che gioca all’estero è più difficile tenere traccia dei suoi progressi. Sinceramente, non mi aspettavo di vederlo così in forma. È stata una piacevole sorpresa”.

Balotelli è tornato in Nazionale e potrebbe essere la “wild card” di Mancini. Il compito davanti ai campioni d’Europa è incredibilmente difficile: non inciampare nella Macedonia del Nord e poi, probabilmente, togliere di mezzo Portogallo e Cristiano Ronaldo.

È inutile rammaricarsi: lo sport di DeCoubertin ormai è morto e sepolto. Secondo la visione del fondatore delle moderne Olimpiadi, lo sport era sostanzialmente basato sulla competizione fine a se’ stessa. E benché questo sia uno scopo nobile, l’evoluzione dello sport l’ha visto ritornare alle sue origini, derivanti dalle arti della guerra – e come tali, dipendenti non solo dalla preparazione fisica, ma dall’armamento.

L’evoluzione dello sport moderno: le attrezzature

Tutto il mondo dello sport è cambiato con l’introduzione dei moderni materiali e delle possibilità offerte dai computer, tant’è che non solo lo sport giocato è entrato in un’altra dimensione, ma anche quello “scommesso”. I moderni bookmaker offrono la possibilità di scommettere sulle partite dal proprio smartphone, usufruendo di quote live, ovvero che variano continuamente anche durante lo svolgimento delle partite su cui si sta scommettendo, fino al risultato finale.

È ovvio che, quando queste potenzialità informatiche vengono sfruttate per migliorare lo strumento attraverso cui si compete, i risultati sul campo non possono che migliorare. Senza addentrarci in sport estremamente tecnici quali la Formula 1 o il Moto GP, dove le performance dell’atleta dipendono in maniera sostanziale dalla progettazione e affidabilità del mezzo meccanico, anche in altri sport, che sembrerebbero meno soggetti a questa evoluzione, l’impatto delle attrezzature e dei materiali si rivela fondamentale.

Pensiamo per esempio al tennis, che tante soddisfazioni ha dato ultimamente ai colori azzurri. Il servizio più veloce mai registrato nella storia appartiene a un giocatore australiano, Samuel Groth, che nel 2012 ha fatto registrare una velocità di 263 km/h. Se facciamo un salto indietro nel 1994 i servizi di Pete Sampras, considerato un “bombardiere” raggiungevano i 206 km/h. Nel 1980, nella famosa finale di Wimbledon fra Bjorn Borg e John McEnroe lo svedese serviva a 160 km/h. Siamo proprio sicuri che il semi-sconosciuto Groth sia così più forte di una leggenda del tennis come Bjorn Borg, chiamato all’epoca “l’Alieno”?

Dalle racchette alle scarpette

Se pensate che nell’atletica o nel calcio le cose siano differenti, vi sbagliate di grosso. Le moderne scarpe da ginnastica o da calcio sono soggette a progettazione e ottimizzazioni continue da parte delle grandi case che le producono, e che impiegano – soprattutto per quelle professionistiche – enormi risorse tecnologiche nella loro progettazione. Per esempio, ricordiamo quanto è accaduto con le famose scarpe Adidas adiZero.

Mentre il trend tecnologico dell’epoca portava verso scarpette robuste e pesanti, in modo da sostenere il piede durante lo sforzo e assicurare stabilità, la Adidas nel 2010 ha percorso una strada completamente opposta con il progetto adiZero, che invece privilegiava la leggerezza. Sono state lanciate durante le finali della Europa League del 2010, e hanno trovato molto apprezzamento fra i giocatori professionisti, fra cui addirittura la “Pulce”, Leo Messi. Ne è stata realizzata una serie speciale venduta al pubblico in Limited Edition in 299 esemplari numerati. Il loro peso? Solo 99 grammi.

Il segreto di una performance così incredibile va alla suola in mesh di poliestere in pezzo unico spessa solo un millimetro. Secondo le parole del designer, Robin Fuller, per farle più leggere sarebbe stato necessario dipingerle direttamente sui piedi: e non fatichiamo a crederlo.

L’evoluzione delle metodologie di allenamento

Anche i metodi di allenamento in realtà sono migliorati grazie all’adozione di tecnologie moderne. Ormai esistono dei software che permettono di tracciare, tramite una serie di sensori applicati sul corpo dell’atleta, tutti i suoi riferimenti biometrici e i risultati nei diversi esercizi. Collegando le letture con un database storico delle performance, lo staff tecnico è in grado di valutare lo stato di forma dello sportivo.

Questo permette all’allenatore di calibrare l’allenamento su particolari specifici, valutare eventuali cali di forma e prevenire gli infortuni. Insomma, dietro ai grandi successi sportivi, come l’ultimo Pallone d’Oro conquistato da Lewandowski c’è molto di più: e chissà cosa ne direbbe oggi il vecchio DeCoubertin se potesse vedere come si è evoluta oggi l’attività sportiva!

Tra un anno esatto, assisteremo ad un’edizione della Coppa del Mondo molto particolare. Per la prima volta nella storia, infatti, i mondiali si giocheranno in Qatar e in autunno inoltrato. Una scelta dettata dall’ovvio fatto che, a quelle latitudini, è impossibile giocare in estate per via delle temperature troppo alte per una partita di calcio.

L’Italia, fresca vincitrice dei campionati europei nella magica notte di Wembley, in cui ha sconfitto i padroni di casa, avrebbe dovuto essere una delle favorite per la vittoria finale ma, come sappiamo, le cose si sono un po’ complicate.

Il cammino dell’Italia verso Qatar 2022 è in salita

 Se l’Italia parteciperà ai Mondiali di Calcio o sarà nuovamente esclusa com’è successo quattro anni fa, lo scopriremo solo a marzo. Il cammino degli Azzurri verso Qatar 2022 è stato compromesso nelle ultime partite. La squadra di Roberto Mancini è sembrata stanca e appannata. Inoltre, una serie di infortuni dei giocatori simbolo come Spinazzola, infortunatosi nei quarti di finale, e le assenze di Verratti e Immobile hanno privato di quegli elementi necessari ad essere pericolosi davanti alla porta. Inoltre, nelle partite decisive con la Svizzera, Jorginho ha sbagliato due rigori.

E così, l’Italia dovrà giocarsi la qualificazione ai playoff: 12 squadre si contenderanno i tre posti vacanti riservati. Squadre per lo più abbordabili, ma il sorteggio può riservare dei pericoli: soprattutto il Portogallo di Cristiano Ronaldo e quella Svezia che già ci eliminò quattro anni fa.

Tuttavia, i siti specializzati in scommesse sportive e calcolo delle probabilità, come Odds Anywhere, sono fiduciosi che l’Italia possa qualificarsi al Mondiale e la indicano anche come possibile outsider per la vittoria.

Nessuna grande favorita, ma lo spettacolo non mancherà

 In attesa di conoscere il destino dell’Italia, come procede la marcia di avvicinamento delle squadre favorite alla Coppa del Mondo? Le due squadre più convincenti, finora, sono Brasile e Francia. Il Brasile sta dominando il girone CONMEBOL, vale a dire quello riservato alle squadre sudamericane. Dopo 13 partite, ha raccolto ben 35 punti e subìto solo 4 reti. E l’esperienza ci insegna che quando il Brasile difende bene, non può che essere tra le favorite.

La Francia, dal canto suo, pur non esprimendo mai un gioco spettacolare, dispone di una squadra con tantissimi campioni, basti pensare a Varane in difesa, Pogba a centrocampo e al trio d’attacco Griezmann-Benzema-Mbappè.

E poi c’è l’Inghilterra: vedremo se riuscirà a trasformare in successo quella rabbia sportiva dettata dall’aver perso la finale dell’Europeo in casa contro l’Italia. Da tanti anni ha una squadra costruita per vincere, ma poi si rivela sempre una delusione per chi punta su di lei.

Altre squadre che potrebbero dire la loro in ottica vittoria finale, se dovessero arrivare molto in forma, sono Spagna, Germania, Belgio e Olanda. Nessuna di loro parte coi favori del pronostico, ma se dovessero finire in una parte di tabellone agevole, potrebbero giocarsi le loro possibilità di vittoria in finale.