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Questa volta “Amala” sarà declinato anche nella versione più romantica in rosa. Non sarà più solo rivolto ai maschietti con l’Inter in campo, ma avrà la sua accezione anche alle ragazze allenate dall’argentino Sebastian De La Fuente. L’Inter femminile accede in serie A dopo il 6-0 casalingo contro l’Arezzo. Le nerazzurre hanno segnato un ruolino di marcia da record. Diciassette vittorie su diciassette partite, 63 gol segnati e la miseria di 6 subiti. Una promozione centrata con ben cinque giornate di anticipo. Non c’è quindi solo la Juve che riempie l’Allianz Stadium nel match scudetto contro la Fiorentina.

Sarà una grande A in rosa

Due gol a testa per Marinelli e Rognoni, i centri di Merlo e Pandini. Così l’Inter al centro sportivo Suning di Appiano Gentile può brindare alla promozione. In A le ragazze nerazzurre troveranno le società più blasonate del pallone di casa nostra: dalle già citate Juve e Fiorentina, a Milan, Roma. La sfida sarà, sul modello juventino, trasferire alla Scala del Calcio le partite interne della squadra di La Fuente. D’altronde Suning punta molto alla valorizzazione del brand Inter anche nella versione “Women”. Non a caso la dirigenza aveva rilevato il titolo sportivo dall’Asd femminile Inter Milano di Beppe Baresi (e in rosa c’è la figlia e capitano Regina).

E’ una grande soddisfazione per tutta la Società, il progetto era stato costruito sin dall’inizio per ottenere questo risultato: complimenti a tutta la squadra, al tecnico e alle ragazze per il percorso netto che hanno fatto registrare.

Le parole del Ceo interista Alessandro Antonello certificano la volontà della dirigenza nerazzurra. Un ulteriore tassello alla crescita del calcio femminile. Il sold out di Juve Fiorentina, per quanto il biglietto fosse gratuito, testimonia la voglia di scoprire un mondo nuovo. Un vento che soffia anche nel resto d’Europa sulla scia di quanto accaduto a Madrid con Atletico – Barcellona in rosa. L’appuntamento cerchiato in rosso è il Mondiale in programma in Francia la prossima estate dal 7 giugno al 7 luglio. L’Italia del ct Milena Bartolini è inserita nel girone C con Australia, Brasile e Giamaica. I campioni in carica, a differenza di quanto accade nel calcio maschile, sono gli Stati Uniti.

Il 14 febbraio, poco dopo mezzogiorno, l’Inter comunicava con un tweet dal suo profilo ufficiale che il nuovo capitano era Handanovic, destituendo così Mauro Icardi. I nerazzurri erano terzi in classifica, relativamente tranquilli e alla vigilia del debutto in Europa League, dopo l’eliminazione dalla Champions. Il 14 marzo i nerazzurri sono eliminati dall’Eintracht Francoforte negli ottavi della competizione europea e in campionato hanno ceduto il passo al Milan. Alle spalle incombono Roma, Atalanta e Lazio. In un mese esatto una stagione da protagonisti si sta trasformando nell’ennesima annata di transizione.

Caos (poco) calmo

Spalletti è arrivato alla gara decisiva contro i tedeschi con gli uomini contati. L’emergenza in attacco era totale: Lautaro squalificato, Keita al rientro dopo un infortunio, Icardi praticamente scomparso. Già perché non è facile spiegare cosa sia accaduto in questi trenta giorni tra la società di Suning e l’attaccante argentino. Malumori con lo spogliatoio, problemi per il rinnovo del contratto, imbarazzo per le dichiarazioni della moglie/procuratrice. Tre motivazioni mascherate dalla sola spiegazione ufficiale: Icardi si allena a parte per un fastidio al ginocchio che lo tormenta da inizio anno. Peccato che però l’Inter abbia comunicato che la situazione sanitaria del centravanti non è mutata rispetto a inizio anno.

Nessun vincitore

Da una parte, quindi, abbiamo la nuova dirigenza interista con a capo Marotta che usa il pugno di ferro a qualsiasi costo. A rischio (fortissimo) di svalutare il patrimonio più importante della squadra (122 gol in 210 presenze). A rischio di compromettere una stagione incoraggiante fino a un mese fa. A rischio di innalzare a leader chi solo 40 giorni fa sarebbe voluto andare via (Perisic). Dall’altra parte, Icardi non ha fatto nulla di concreto per dimostrare quell’amore ai colori tanto sbandierato sui social. Nessuno passo verso la squadra nel momento più delicato dell’anno. Nessuna reale retromarcia da parte dell’entourage capitanato dalla moglie Wanda Nara. Una gestione imbarazzante del caso sotto qualsiasi punto di vista. A farne le spese l’Inter, le sue ambizioni, i suoi tifosi.

Aldilà delle polemiche che ci sono state e che ci saranno ancora attorno al match tra Napoli – Juventus, c’è un dato fatto: i bianconeri hanno letteralmente dato il colpo di grazia alla seconda in classifica, cucendosi sul petto (salvo un harakiri che dovrebbe essere di dimensioni apocalittiche) il 35esimo Scudetto della storia, l’ottavo consecutivo.

Con i sei punti conquistati contro il Napoli, tra andata e ritorno, i campioni d’Italia hanno raggiunto un distacco di 16 punti in classifica, mai successo prima d’ora alla 26esima giornata.

Questa formazione, sin da subito, ha fatto intravedere che sarebbe stata un’altra stagione a senso unico, tant’è che si è giunti al giro di boa del girone d’andata con una differenza di 9 punti sul Napoli secondo.
In realtà, già dalla 13esima giornata (il 25 novembre 2018) c’erano 8 punti di differenza, che sono andati via via aumentando fino a diventare il doppio.

In termini di numeri e di paragoni possiamo tranquillamente dire che la Juve potrebbe anche migliorare questo score puntando a quel record realizzato dall’Inter di Mancini nella stagione 2006/07, quando vinse lo Scudetto con ben 22 punti di vantaggio sulla Roma. Quell’Inter, però, a questo punto del campionato di punti in più ne aveva “solo” 11, ben cinque in meno della Juve di quest’anno.

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I festeggiamenti dell’Inter per lo scudetto 2006/07

Ma andando oltre, di questo passo la Juve di Max Allegri potrebbe anche superare il record di Antonio Conte della stagione 2013/14 quando ha chiuso con 102 punti in classifica (anche se con un distacco di 17 punti sulla Roma di Rudi Garcia). Inoltre potrebbe terminare la stagione senza sconfitte così come accaduto alla stessa Juve nel 2011/2012, al Perugia 1978/1979 e al Milan 1991/1992.
Inoltre, con 26 trasferte senza sconfitte (primato della storia della Vecchia Signora) non è poi così molto lontano il dato migliore che è in mano al Milan di Capello tra il 1991 e il 1993 (38 risultati utili consecutivi lontani da San Siro).

Nonostante i tanti punti di vantaggio, però, il tecnico livornese vola basso:

Indubbiamente è un vantaggio importante ma per la certezza matematica bisogna aspettare.

Intanto i record per la Juve sono all’ordine del giorno e, così facendo, lo sarà ancora per molti anni.

Massimiliano Allegri chiude i social, Mauro Icardi sceglie ancora il web per lanciare nell’etere il suo pensiero. Strategia opposte per due tra i maggiori protagonisti del calcio italiano e non. L’allenatore della Juventus ha deciso di sospendere (temporaneamente?) i suoi account su instagram e twitter. L’attaccante dell’Inter ha, invece, preferito i social con una lettera di orgoglio e rabbia verso i colori nerazzurri. Nell’era di internet 3.0 (o 4.0) il posizionamento mediatico scorre via sui nuovi media. Più immediati, più dirompenti, più vicini al destinatario finale siano essi stampa e tv piuttosto che i tifosi. Per avere un titolo basta un clic o un mancato clic.

Il silenzio di Allegri

La mossa di Allegri ha spiazzato tutto. La loquacità social del tecnico livornese era via via aumentata a seguito del noto #fiuuu lanciato dopo il match di Champions nel 2014 contro l’Olympiacos. Al termine di ogni match l’allenatore della Juve sintetizzava il suo pensiero in massimo 280 caratteri, come impone twitter. Non è ancora chiaro il motivo del suo addio social. Le voci si rincorrono. E’ il primo segnale di un altro abbandono, ben più rumoroso, quello alla Juve a fine stagione dopo 5 anni. Oppure è un modo per riacquistare serenità e concentrazione in vista del ritorno con l’Atletico Madrid. Anche se, a onor del vero, un post al giorno non leva il medico di torno. Anche il silenzio social può essere una mossa, senza dover obbligatoriamente chiudere il proprio account.

Il #fiuuu di Allegri su twitter

Icardi Inter, amore odio

L’eterna querelle a tre Icardi – Inter – Wanda Nara scorre continuamente lungo il web. L’ultima puntata è stata trasmessa con una lettera dell’ex capitano nerazzurro pubblicata su instagram. Tanto amore per i colori meneghini, ma anche tanto orgoglio e rabbia per quanto accaduto nelle ultime settimane. E’ mancato il rispetto da alcuni che prendono le decisioni, sbotta Maurito. E dalle parti di Corso Vittorio Emanuele non hanno apprezzato l’ennesima mossa nell’etere dell’argentino. Già lo stesso Spalletti in conferenza stampa pre Cagliari aveva riacceso gli animi. «Parlo solo di chi gioca e ha a cuore l’Inter», il suo pensiero per una volta davanti a un microfono e non dietro uno smartphone. Ma la lettera di Icardi riporta la situazione sottosopra. Tra allusioni neanche troppo velate, dichiarazioni criptiche ai media e un post su instagram.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

🙏 #MI9

Un post condiviso da Mauro Icardi – MI9 (@mauroicardi) in data:

 

La Fiorentina ha assistito sgomenta e profondamente rattristata al susseguirsi di messaggi vergognosi, postati da alcuni individui sui vari canali social ufficiali del Club, che hanno avuto come bersaglio Davide Astori. La Società viola è in contatto costante con le autorità competenti affinché questi sciacalli vengano perseguiti come meritano

Arriva con una nota ufficiale, pubblicata sul sito del club, la presa di posizione decisa e inevitabile della Fiorentina dinanzi all’ondata di odio “social” che ha investito i viola in seguito al discusso episodio arbitrale di domenica sera, nel recupero della partita contro l’Inter, con l’assegnazione del rigore da parte dell’arbitro Abisso alla squadra di Pioli. Nelle ore immediatamente successive, le pagine legate al club sono state bersagliate da messaggi offensivi, tra i quali anche alcuni, vergognosi, che offendevano la memoria di Davide Astori, scomparso un anno fa, il 4 marzo 2018.
«Noi continuiamo a credere nello sport e nei valori che esso rappresenta – si legge ancora nel comunicato della Fiorentina – Un episodio non può scatenare questa rabbia insensata e facciamo appello ai tifosi veri affinché isolino questi individui indegni».

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Sul tema si è espresso anche Andrea Della Valle che conferma la decisione della Fiorentina di sporgere denuncia alla Digos per valutare se siano stati commessi reati e quali, mentre la polizia è al lavoro per risalire agli autori dei vari commenti apparsi nelle scorse ore. Ai microfoni di Sky, ha detto:

La Fiorentina con Davide era riuscita a fare una cosa incredibile: unire tutte le squadre di Italia. Sono senza parole, siamo tornati punto a capo. Quest’odio e violenze verbali per un errore arbitrale non hanno senso. A cosa serve infangare una persona come Astori? Come si sentono queste persone dopo che hanno scritto certe cose? Cosa si dicono quando si guardano allo specchio? O mentre mangiano con i genitori? Mi dispiace perché facciamo sempre dei passi indietro così drammatici

Tra qualche ora scenderà in campo per la gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro l’Inter, ma il centrocampista austriaco del Rapid Vienna, Philipp Schobesberger, si è fatto notare per una sua “uscita” poco attinente al calcio.

Sono qui per sole due notti, siate veloci!

Un invito ai tifosi biancoverdi del Rapid a raggiungere San Siro? E invece no!
Perché Schobesberger ha scritto questo “annuncio” sulla piattaforma d’incontri Tinder, nota applicazione utile per conoscere gente e trascorrere del tempo in compagnia.

Una richiesta particolare che certo non si sposa appieno con l’importante e prestigiosa partita che gli austriaci dovranno disputare contro l’Inter.
Ad accorgersi della singolare proposta è stata una tifosa nerazzurra che, una volta riconosciuto il giocatore, ha deciso di trollarlo, costringendolo poi a rimuovere i suoi post.
Non sappiamo se sia riuscito comunque a far conquiste l’utente “Philipp 25”.

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La proposta su Tinder di Schobesberger

Una cosa è certa alla società austriaca pare non sia piaciuta proprio la gaffe del suo calciatore e il suo allenatore spera di averlo concentrato al 100% sul campo e non fuori. Comunque sia il club ha voluto esplicitamente allontanare qualsiasi dubbio sul fatto che sia stato proprio Schobesberger a scrivere il post su Tinder,  twittando il contrario.

Fuori la Lazio, con un piede e mezzo dentro le altre due italiane. E’ tempo di gare di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League che hanno già emesso il primo verdetto. Dopo lo 0-1 del’Olimpico, la Lazio perde 2-0 nel ritorno contro il Siviglia e dice addio alla manifestazione. I biancocelesti vengono condannati dai gol di Ben Yedder al 22’e di Sarabia al 78’, ma anche da qualche decisione discutibile dell’arbitro Taylor che non ha fischiato un rigore su Lulic quando si era ancora al minuto 17.

Con un ampio sguardo alle 15 partite che si giocano giovedì 21 febbraio, molte sfide sono decisamente aperte e in bilico: l’Arsenal deve rimediare alla figuraccia in Bielorussa, sconfitto 1-0 dal Bate Borisov; molto intrigante è il match tra Eintracht Francoforte e Shakhtar Donetsk terminato 2-2 oppure il Salisburgo che, in casa, deve ribaltare la sconfitta per 2-1 contro il Club Brugge così come anche lo Zenit che deve capovolgere l’1-0 dell’andata contro il Fenerbahçe.

Ecco qui alcune quote Replatz su cui scommettere

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Aspettiamoci possibili sorprese, quelle su cui, invece, non vorremmo incappassero Napoli e Inter.

Al San Paolo, ore 18.55, la formazione di Ancelotti parte con il forte vantaggio maturato in Svizzera, un convincente 3-1 sullo Zurigo confortato anche da un paio di dati incoraggianti: da 205 minuti, infatti, non subisce gol al San Paolo in gare ufficiali. L’ultima rete realizzata nello stadio del Napoli da un calciatore avversario, è quella segnata da Immobile al 65′ di Napoli-Lazio 2-1 del 20 gennaio scorso (Serie A). Poi 205′ di imbattibilità della porta azzurra, sommando i residui 25′ di quella gara e le intere contro Sampdoria (3-0) e Torino (0-0). Pochi gol subiti e tanti realizzati, almeno in Europa League dove il Napoli al San Paolo va in gol da 14 gare consecutive: l’ultimo stop è stato in Napoli-Plzen 0-3 del 14 febbraio 2013; da allora il Napoli ha sempre segnato al San Paolo nelle 14 partite disputate in Europa League, per un totale di 38 marcature.
Un dato statistico non sorride di certo allo Zurigo in vista del match di ritorno: svizzeri, infatti, sempre fuori se partono da 1-3 in casa all’andata. Lo Zurigo per la quinta volta gioca fuori casa nelle coppe europee dopo aver perso 1-3 in casa l’andata.

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Una settimana fa, l’Inter ha invece vinto 1-0 contro il Rapid Vienna, in Austria. Senza Icardi, i neroazzurri si sono imposti di misura nell’andata, in una partita con poche emozioni, con un rigore di Lautaro Martinez nel finale di primo tempo. A San Siro, ore 21, L’Inter per la settima volta nella sua storia delle coppe europee gioca in casa un ritorno partendo da una vittoria esterna per 1-0 all’andata e si è qualificata in 5 occasioni: in ordine cronologico a spese dell’Hearts (4-0 a Milano nel 1961/62), del Dukla Praga (0-0 a Milano nel 1986/87, dopo due rinvii per nebbia), del Malmo (1-1 nel 1988/89), del Norwich (1-0 nel 1993/94) e del Salisburgo nella finalissima vinta in coppa Uefa del 1993/94. Unica eliminazione dall’Anderlecht, che nel 1969/70 vinse al ritorno 2-0 a Milano. D’altro canto, il Rapid si trova per la 5° volta nella sua storia nelle coppe europee a giocare una gara esterna avendo perso 0-1 in casa l’andata ed è sempre stato eliminato. I viennesi sono usciti per mano di: Juventus nella Coppa Uefa 1971/72 (1-4 a Torino), dal Diosgyor (2-3 in Ungheria nella coppa Uefa 1979/80), dal Real Madrid (0-0 nella coppa Uefa 1981/82), dallo Shakhtar (2-2 esterno nel preliminare Champions 2015/16).

Anche per loro un paio di quote Replatz su cui puntare

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Chiusa la pagina dei primi quattro ottavi di Champions, torna anche l’Europa League.

In realtà i sedicesimi sono già iniziati con la partita tra Fenerbache – Zenit San Pietroburgo, giocatasi martedì. Diverse e interessanti i match in programma oggi in cui sono impegnate anche le italiane. Inter e Napoli sono in trasferta rispettivamente a Vienna e Zurigo, la Lazio ospita gli spagnoli del Siviglia.

Il clima nell’ambiente nerazzurro non è certo dei migliori a causa del ciclone Icardi. L’argentino pare sia un separato in casa dopo che la società gli ha sfilato la fascia di capitano e il suo successivo rifiuto per la trasferta austriaca contro il Rapid Vienna delle 18.55.

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Sarà una partita speciale per Samir Handanovic: la prima da capitano ufficiale

Aldilà dei problemi di spogliatoio, la squadra di Spalletti dovrebbe facilmente superare i viennesi, squadra di livello abbordabilissimo. Per garantire una gara di ritorno agevole, i nerazzurri devono cercare di ottenere un buon risultato già all’Allianz Stadion di Vienna, con Lautaro Martinez al posto proprio di Icardi.

Trasferta anche per gli azzurri di Ancelotti. I tifosi partenopei confidano proprio nel mister di Reggiolo e nella sua esperienza europea.

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Il Napoli di Maradona, ha vinto una Coppa Uefa nel 1989. Ora ci riprova

L’Fc Zurigo è una squadra che il Napoli dovrebbe superare comodamente, dato che anche in Svizzera non sta vivendo la sua migliore stagione. Insigne e compagni, così come l’Inter, cercheranno di ipotecare il passaggio del turno già in Svizzera.

Sulla carta la gara più complicata ce l’ha sicuramente la Lazio. Gli uomini di mister Inzaghi ospitano il Siviglia, squadra tosta che ha sempre fatto bene in Europa League (ne ha vinte 5 di cui tre consecutivamente tra il 2013 e il 2016). Tra i biancocelesti non ci sarà Immobile e pertanto saranno Caicedo e Correa a guidare l’attacco.

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Sarà l’ecuadoriano Caicedo la punta centrale al posto di Immobile

Sfide affascinanti saranno sicuramente Galatasaray – Benfica e Chelsea – Malmo.
A Istanbul i favori sono più per i lusitani ma la Türk Telekom Arena sarà sicuramente un’arma in più per i giallorossi.
Maurizio Sarri, dopo il 6-0 contro il City, deve assolutamente fare bene in Europa League perché potrebbe essere un torneo da vincere.

Nella vittoria della Roma in casa contro il Porto il protagonista indiscusso della serata è stato Nicolò Zaniolo che, con la doppietta realizzata, è diventato l’italiano più giovane a segnare due reti in una gara di Champions League. Non male per il 19enne che, da diversi mesi, sta dimostrando un talento fuori dal comune, regalando tante gioie ai tifosi giallorossi e tantissimi rimpianti a quelli nerazzurri.

Sì perché il classe ’99 è stato inserito dall’Inter nell’operazione che ha portato Nainggolan a Milano. Sin qui i risultati sono stati completamente diversi e opposti: il belga ha reso poco e male, Zaniolo si è ritagliato lo spazio giusto e ora è imprescindibile per Di Francesco. Non un vero e proprio affare per la società di Zhang che l’estate scorsa ha ceduto un pezzo pregiato della sua Primavera e che è già nel giro della nazionale maggiore di Mancini. C’è chi si sta mangiando le mani e che non plaude di certo la scelta fatta da Ausilio e company.

Tuttavia c’è da sottolineare che in passato sono state tante le operazioni di questo genere non andate a buon fine da parte dei nerazzurri e Massimo Moratti, così come i supporters, lo sanno bene.

ROBERTO CARLOS
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Giunge in Europa grazie all’Inter, ma poi passa ai Galacticos

Forse il primo vero rimpianto è stato il terzino brasiliano che arriva in Europa proprio grazie ai nerazzurri. La società, però, lo cede nel 1995 per 7 miliardi al Real Madrid su volere dell’allenatore inglese Hodgson che lo riteneva indisciplinato tatticamente. Con i Blancos vincerà tutto oltre a essere punto fermo della squadra e con cui disputerà oltre 520 partite con 69 reti.

DENNIS BERGKAMP
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Acquistato dall’Ajax, Bergkamp viene poi “regalato” all’Arsenal

Meteora nerazzurra è stato anche l’olandese, divenuto poi icona dei Gunners insieme a Thierry Henry. Nello stesso anno di R. Carlos, l’orange passò all’Arsenal perché non costante nel rendimento, nonostante fosse stato il capocannoniere della Coppa Uefa vinta nel 1993/94.

ANDREA PIRLO E CLARENCE SEEDORF
Due ex Inter che hanno fatto la fortuna del Milan

Due errori che molto probabilmente i tifosi nerazzurri non hanno ancora perdonato a Moratti. Il primo venduto nel 2001 per poco più di 30 miliardi di lire, il secondo scambiato per Francesco Coco nel 2002, i due centrocampisti sono diventate leggende rossonere con cui hanno vinto in Italia, in Europa e nel Mondo.
Andrea Pirlo è stato definito come uno dei più grandi registi della storia del calcio, vincendo anche con la Juventus negli ultimi anni di carriera, Seedorf ha regalato successi e prestazioni mozzafiato che i tifosi milanisti difficilmente dimenticheranno.

LEONARDO BONUCCI
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Bonucci esordisce in Serie A con la maglia dell’Inter

Un po’ come Zaniolo, anche quello che da diversi anni è considerato come il difensore italiano più forte in circolazione è stato snobbato da “giovane”. Bonucci è cresciuto nell’Inter con cui ha esordito in Serie A, prima di essere “sacrificato” nel 2009 nell’operazione col Genoa che ha portato in nerazzurro due eroi del Triplete: Diego Milito e Thiago Motta. Per carità un sacrificio che ha garantito successi all’allora squadra di Moratti che però si sono visti sfuggire quello che poi sarebbe potuto diventare il difensore centrale del futuro.

PHILIPPE COUTINHO
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Preso come un grande talento, Coutinho non è riuscito a farsi strada nell’Inter

Ritorno al passato. Come Roberto Carlos, anche Coutinho è giunto in Europa grazie all’Inter che poi però non ha insistito molto sulla sua crescita. Il classe ’92 è stato ceduto al Liverpool per poco più di 10 milioni di euro a causa dello scarso utilizzo, chiuso ancora dai veterani post Triplete. Con i Reds diventa un campione, ceduto nel gennaio 2018 per 120 milioni + bonus al Barcellona.

Un elenco che certo non piacerà ai tifosi nerazzurri, ma che sottolinea che spesso prima di fare affari bisogna saperne valutare meglio le decisioni.

Se il campionato di Serie A sembra un capitolo chiuso già da diverse settimane, alle altre big non resta che provare a spodestare la Juventus almeno dalla Coppa Italia.

In una tre giorni fitta di appuntamenti, bianconeri e company sono impegnati per i quarti di finale della coppa nazionale.
Negli ultimi anni la Juventus ha trovato terreno fertile anche in questo torneo, in cui ha trionfato nelle ultime quattro edizioni in maniera molto agevole.
Il prestigio della Coppa Italia è cresciuto molto, in realtà non si è mai capito il perché tanti club negli anni passati l’avessero snobbata per dare importanza ad altro. La Juventus ha fatto la voce grossa e ora vanta ben 13 successi.

Poiché per le altre società vincere lo scudetto è davvero diventato un miraggio, virare su un altro obiettivo concreto qual è la Coppa Italia può essere un’idea. Giocarsela nelle partite secche può essere un po’ più equilibrato, anche se di fronte ci fosse proprio la Juve.

Si parte con la sfida Milan – Napoli. A distanza di 72 ore le due squadre si riaffrontano. L’esito sicuramente sarà diverso, dato che si tratta di partita secca. I pronostici pendono più per il Napoli che ha qualità maggiore per passare il turno.
Tra i rossoneri debutterà dal primo minuto Piatek. A differenza di sabato, dovrebbe partire titolare Abate al posto di Calabria e Castillejo al posto di uno tra Suso o Calhanoglu.
Tra i partenopei quasi sicuramente ci saranno Allan e Hamsik che hanno saltato la partita di campionato, il primo per i rumors di mercato il secondo di rientro dall’infortunio. In porta torna Meret.

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L’esultanza di Florenzi per il gol del pareggio al Franchi

Domani tocca a Fiorentina – Roma e Atalanta – Juventus.
I giallorossi, dopo l’ennesimo passo falso in campionato, hanno bisogno di fiducia e quale miglior soluzione se non una vittoria e passaggio del turno? Si prospetta una gara ricca di gol poiché sono squadre che creano molte azioni da gol e hanno grossi limiti difensivi. I due allenatori vogliono la semifinale e pertanto se la giocheranno appieno.

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In campionato a Bergamo, l’Atalanta ha fermato la Juve sul 2-2

La Juve è ospite a Bergamo. Allegri conta una rosa validissima anche se ci sono molti calciatori indisponibili per infortunio. In difesa ci saranno Rugani e Chiellini con Alex Sandro e l’ex nerazzurro Spinazzola, in attacco spazio a Bernardeschi con Dybala e Ronaldo.
Per la Dea squadra quasi al completo con qualche innesto per far rifiatare gli altri. A differenza degli undici che hanno giocato contro la Roma, Gasperini inserirà in difesa Masiello e a centrocampo Pessina e Gosens.
In campionato i bergamaschi sono stati bravi a fermare il cammino quasi perfetto della Juventus. Riuscirà a ripetersi anche in coppa? La vittoria dei bianconeri è più alta del solito.

L’ultimo scontro è tra Inter – Lazio. Non in una bella situazione entrambe, i biancocelesti però, arrivano da una grandissima prova contro la Juve, mentre i nerazzurri da una pessima trasferta a Torino contro i granata. Un banco di prova per entrambe, chissà chi avrà la meglio.