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I 50 anni di Ravanelli, la Penna bianca dell’ultima Champions juventina
Curiosita Sportive

I 50 anni di Ravanelli, la Penna bianca dell’ultima Champions juventina

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Appartiene a quella categoria che non invecchia perché anzianotto già da giovane. Fabrizio Ravanelli compie 50 anni, la Penna bianca più famosa del calcio italiano. Il capello argentato che l’ha reso unico e immortale soprattutto per i tifosi della Juventus. Il gol in finale contro l’Ajax è l’ultimo sigillo vincente in una finale di Champions League per i bianconeri. Poi sono arrivate le reti di Del Piero, Morata e Mandzukic ma nessuna ha portato la Coppa a Torino. Cristiano Ronaldo studia da Ravanelli per centrare quel trofeo maledetto dalle parti di Madama.

La sua storia d’amore con la Juventus inizia nell’estate 1992. Fabrizio, con quei capelli, ricorda molto Roberto Bettega. L’attaccante, perugino di nascita, ha 24 anni. Arriva in una squadra che vive la sua lunga fase di transizione dopo l’epopea d’oro degli anni Ottanta. In panchina c’è nuovamente Trapattoni, davanti Baggio, Möller, Casiraghi, Di Canio e il super colpo del mercato. Gianluca Vialli dalla Sampdoria. Ravanelli segna il suo primo gol in bianconero in Coppa Uefa, a Famagosta contro l’Anorthosis. Quell’anno vince quella Coppa battendo il Borussia Dortmund in finale.

Ma è con l’arrivo di Marcello Lippi nel 1994 che la sua carriera svolta. E’ l’elemento centrale del tridente con Vialli e Del Piero. Roby Baggio è più defilato nelle gerarchie. Il ritorno dello scudetto a casa Juve coincide con una stagione da mattatore per Ravanelli. 30 reti in 53 partite, festeggiate con la testa sotto la maglietta. Un’annata che Penna Bianca ricorderà per sempre anche per la scomparsa del suo grande amico, Andrea Fortunato.

Se con lo scudetto entri nella storia, con un gol decisivo in finale di Champions sei nella leggenda. 1995-1996, la stagione che riporta la Juve sul trono europeo. 22 maggio 1996, stadio Olimpico di Roma. Al 13’ Ravanelli sfrutta un errore di Frank De Boer in difesa, anticipa Van Der Saar e colpisce il pallone che lentamente supera la linea di porta. Silooy salva la palla troppo tardi. Il vantaggio juventino viene impattato da Litmanen, serviranno i rigori per sancire il trionfo bianconero con il rigore di Jugovic. Ma, come spesso capita, le storie d’amore si interrompono sul più bello.

Nell’estate 1996 Ravanelli viene ceduto in Inghilterra al Middlesbrough. Al Boro diventa Silver Fox. Esordisce con un tris al Liverpool, segna 31 gol in 48 partite ma la squadra retrocede. Lui diventa però un beniamino dei suoi tifosi. Oltremanica resta solo un anno, poi va a Marsiglia, torna in Italia nella Lazio e vince lo scudetto 2000, proprio contro la Juve, naufragata nel pantano della sua Perugia. Chiude la carriera in Umbria dopo le nuove esperienze in Gran Bretagna tra Derby County e Dundee.

Dopo alcune sfortunate panchine da allenatore, oggi è un ambassador bianconero con le Juventus legends. Il bianconero tatuato sulla pelle e sui capelli, da sempre.

Ravanelli, in campo tra le Juventus Legends

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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