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L’ultimo in ordine di tempo è stato Hans Hateboer. Una capocciata del difensore olandese ha regalato il blitz esterno a Cagliari che proietta l’Atalanta in piena bagarre per la Champions League. E’ il quarto gol in campionato per il difensore ex Groningen, il quindicesimo totale per il reparto arretrato nerazzurro. Nessuno nell’Europa calcistica che conta ha fatto meglio degli uomini di Gasperini che, dopo un inizio stentato, stanno confezionando un’altra stagione da ricordare.


La retroguardia dell’Atalanta è il simbolo di una squadra che attacca e difende in 11. I marcatori non sono fermi nella propria area in attesa dell’attaccante avversario, ma supportano l’azione offensiva e si propongono sui calci piazzati. Gli esterni, punto di forza del gioco di Gasperini, è difficile chiamarli semplici terzini. Soprattutto nei moduli utilizzati dal tecnico piemontese: con la difesa a tre, le ali fanno i quinti di centrocampo nel 3-5-2 o sono dei veri propri attaccanti nel 3-4-3.

In testa alla classifica c’è Gianluca Mancini, ennesima rivelazione dell’Atalanta dei miracoli del Gasp. Cinque gol per il difensore toscano, il migliore assieme a Kolarov in questa speciale classifica. Dietro di lui, come detto, Hateboer (e tre assist), alla terza stagione a Bergamo. A due reti c’è Timothy Castagne, il francese che tanto bene sta facendo sulla fascia sinistra. A Cagliari, ad esempio, ha propiziato il gol del vantaggio con uno dei suoi cross che scodella al centro.

Appaiati a una rete troviamo: Rafael Toloi (con tre assist), Josè Palomino, Robin Gosens (con due assist) e Berat Djimsiti.  Al palo restano Andrea Masiello (finito un po’ indietro nelle gerarchie dopo una serie di ottime annate) e Ali Adnan. Ma non c’è da disperare visto che uno dei punti di forza di Gasperini è il turnover, soprattutto nel reparto arretrato. Dietro l’exploit della società di Percassi non ci sono solo Gomez, Zapata e Ilicic. C’è anche una difesa con nuovi interpreti degni eredi dei vari Caldara, Conti e Spinazzola.

Mancano da oltre un mese i tre punti in casa Udinese e al Friuli oggi c’è una buonissima occasione per far gioire i tifosi e per chiudere l’anno nel migliore dei modi.

I ragazzi di mister Nicola ospitano il Cagliari di Maran. Le due squadre si sfidano con morale diversi, i bianconeri nel boxing day hanno ottenuto un misero pareggio contro la Spal a Ferrara, mentre i sardi hanno battuto il Genoa per 1-0 con gol dell’attaccante brasiliano Farias.

Quello che, invece, è mancato ai friulani sono stati proprio i gol dei suoi attaccanti. Perché all’ultima giornata d’andata il capocannoniere è De Paul con sei reti e tre assist, ed è un centrocampista.
Sono mancati i gol di Kevin Lasagna, l’attaccante è partito discretamente nelle prime giornate di campionato ma poi è rimasto fermo a tre marcature.

Della sua prima positiva parte di stagione si è accorto anche il commissario tecnico della nazionale, Roberto Mancini, il quale lo ha convocato per le partite di Nations League e per le amichevoli. Alla chiamata azzurra la punta ha risposto presente e ha contribuito alla permanenza in Lega A, grazie all’assist per il gol di Biraghi allo scadere di Polonia – Italia.

Alla Dacia Arena la punta ex Carpi ha la ghiotta occasione di regalare qualche bonus ai fantallenatori che hanno puntato su di lui in rosa. L’assenza dell’argentino De Paul si sentirà e mister Nicola dovrà adottare altre soluzioni per trovare la strada per un gol che a Lasagna manca da tre partite. L’ultima rete, infatti, risale alla partita casalinga contro l’Atalanta persa per 3-1.

Aumentare il bottino delle marcature per un attaccante è sempre importante, anche se, come ha già ribadito lo stesso Lasagna, l’importante sono i tre punti contro una diretta avversaria per la salvezza.

Sfruttare il fattore campo dev’essere fondamentale per una squadra che si gioca tutto per restare in Serie A ed è per questo che servono i gol di Lasagna.

Sulla semplice distorsione al ginocchio, in realtà, ci credevano in pochi. Forse qualche fantallenatore, molto meno sereno, invece, era lo staff del Cagliari. Lucas Castro, perno del centrocampo della squadra sarda, si è infortunato domenica nella sessione d’allenamento in vista del match del lunedì sera contro il Torino. Gli esami strumentali fatti a Villa Stuart di Roma però hanno levato la sottile patina di dubbi: per “El Pata” è rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, il che significa, lontano dai campi per almeno sei mesi.

Solo dopo l’operazione e l’analisi dei medici si potranno capire con più precisione i tempi di recupero, ma la stagione dell’argentino si conclude di fatto qui. Ed è una brutta tegola per Rolando Maran che ha avuto il centrocampista anche ai tempi del Chievo Verona e del Catania ed era approdato a Cagliari l’estate scorsa: nelle 10 partite di Serie A in cui è stato impiegato, Castro ha segnato una rete (bellissima da fuori area proprio contro la sua ex squadra) e due assist, ottenendo una fantamedia di 6,5, e facendo giocare bene tutta la squadra assieme a Joao Pedro e alla punta Pavoletti.

Per il centrocampista argentino si tratta del terzo grave infortunio nel giro di quattro anni. Il primo risale al 2014, quando ai tempi del Catania, Castro riportò una lesione al collaterale del ginocchio destro. Lo stesso tipo di infortunio si ripresentò tre anni dopo a Verona.

L’infortunio del trequartista 29enne è una bella tegola negli schemi di Maran: per mantenere il 4-3-1-2 potrebbe essere inserito uno tra Marco Sau e Diego Farias che andrà a formare un tandem con Pavoletti, mentre Joao Pedro verrà spostato sulla trequarti campo. Un’altra alternativa potrebbe essere l’inserimento di Luca Cigarini sulla mediana portando più avanti il capitano Barella per non indebolire troppo il reparto offensivo.

Il club sardo, ovviamente, sta già pensando al possibile sostituto da prendere per il mercato di gennaio: come riporta Sky Sport, sul taccuino di Carli ci sono Soriano del Torino e Bessa del Genoa.

 

 

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Con mi amigo @franciscocharco haciendo un poco de música por las calles de Sardegna 🔥

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Giocare per la regione in cui si è nati e cresciuti, avendo il carattere e l’idea legata alla propria terra d’origine è segno d’orgoglio.

Con questa idea è nata la Natzionale sarda de bòcia, Nazionale di calcio sarda: squadra che si inserisce tra le “nazioni che non sono Stati”. Un progetto alternativo a quello delle vere nazionali, con una propria federazione alle spalle com’è la Fins, Federatzione isport natzionale sardu.

Il simbolo della Natzionale de bòcia Sardigna, presenti i quattro mori

Potranno essere convocati tutti i calciatori sardi in circolazione e, ovviamente, si strizza l’occhio ai professionisti di Serie A e B. A guidare il gruppo sarà il commissàriu tècnicu, Bernardo Mereu, proveniente dal settore giovanile del Cagliari ma che ha allenato anche l’Olbia il Lega Pro.

L’idea è nata seguendo le orme di altre nazionali già presenti nel panorama del calcio europeo e mondiale: come la Padania (territorio del nord Italia) campione d’Europa nel 2017 e la Transcarpazia (regione ucraina) che si è laureata campione del Mondo lo scorso giugno a Londra.

La nazionale di calcio della Padania vincitrice dell’Europeo 2017

Seguendo proprio i successi della nazionale padana, la federazione sarda ha voluto lanciare la sua formazione di calcio a 11, dopo che sono state create già le nazionali di calcio a 5 e si attende anche il basket.

Ovviamente ora c’è il totonomi dei calciatori che potrebbero essere convocati e che avrebbero addirittura la possibilità di disputare l’Europeo in programma il prossimo anno ad Artsakh, in Armenia.

La manifestazione è organizzata dal Conifa, federazione che accoglie molte rappresentative extra-nazionali e associazioni che non fanno parte della Fifa.

Le prime convocazioni il 10 dicembre e pare che abbiano già risposto presente importanti calciatori di Serie A che hanno vestito e vestono la maglia del Cagliari. Su tutti il centrocampista Andrea Cossu, ritiratosi dal calcio giocato, ma che ha una gran voglia di aiutare questo progetto e di mettere su una bella nazionale.

I sogni non possono essere che il centrocampista Nicolò Barella e il portiere Salvatore Sirigu entrambi però al centro della nuova nazionale italiana guidata da Roberto Mancini.

Nicolò Barella e Salvatore Sirigu con la maglia della Nazionale italiana. Contro gli Usa per la prima volta sono stati schierati titolari due sardi

Dalla squadra cagliaritana avrebbero dato l’ok: l’attaccante Marco Sau, il difensore Francesco Pisano, il portiere Simone Aresti oltre al capitano Daniele Dossena, nato a Parma ma cagliaritano d’adozione dato che i suoi nonni sono sardi e gioca da anni a Cagliari.
Dalla Serie B, invece, dovrebbero fare parte del progetto: il portiere Mauro Vigorito e il centrocampista Marco Mancosu (entrambi a Lecce) e l’attaccante del Pescara Andrea Cocco.

C’è da lavorare se la Sa Natzionale vuole arrivare pronta per l’Europeo 2019 guidati e spinti dall’inno sardo.

“La banda di Allegri affonda i bianconeri”. A dirlo oggi risulta disorientante, Allegri è la Juventus, eppure più o meno così intitolavano i giornali il giorno dopo 31 gennaio 2009, il giorno dopo la sconfitta rumorosa della Vecchia Signora, in casa, contro il Cagliari. Il Cagliari pimpante di “Acciughina” che riuscì a imporsi per 3-2 sugli uomini di Ranieri.

Un’era fa, ma anche quel tonfo segnò un momento importante: la formazione sarda espugnò la casa della Juventus (allora era l’Olimpico di Torino) dopo 41 anni. C’era Conti playmaker, c’erano Jeda, Acquafresca, Cossu e Matri. Prim’ancora di andare proprio alla Juventus e poi girare per mezza Serie A.

Risultati immagini per juventus cagliari 2-3

Dall’altra parte, per dirne un paio, Cristiano Zanetti, Mellberg e Sissoko. Uno stop che rallentò la corsa della Juventus verso lo scudetto, poi conquistato dall’Inter e mentre il Cagliari si godeva un inatteso nono posto, a Torino il peggio lo si vedrà negli anni successivi con due settimi posti consecutivi prima dell’era Conte e del dominio che tutt’oggi ancora continua, grazie anche a Max Allegri stesso.

Quella del 2009 è l’unica sconfitta casalinga della Juventus nelle ultime 32 gare di Serie A contro il Cagliari (19 vittorie e 12 pareggi) ed  è imbattuta nelle ultime otto partite interne di campionato contro i sardi, grazie a cinque vittorie e tre pareggi. Estendendo lo sguardo, i bianconeri hanno vinto il 50 percento del totale delle partite di Serie A contro il Cagliari (37 su 74): 26 pareggi e 11 successi sardi. Solo il Milan, con 39, ha vinto più partite contro il Cagliari rispetto alla Juventus, 37, in Serie A.

Una curiosità: Leonardo Pavoletti ha segnato 19 gol di testa in Serie A e dalla sua prima marcatura, nel maggio 2015, a oggi solo un altro giocatore vanta così tanti gol di testa nei top-5 campionati europei, Cristiano Ronaldo, anche lui con 19 reti.

Cresciuto calcisticamente nel vivaio della Roma, l’attaccante Roberto Muzzi si fa conoscere per le sue grandi annate a Cagliari in cui segna 58 reti in 144 presenze oltre che la doppia trionfante spedizione con l’Italia Under 21 agli Europei 1992 e 1994.

“Boom Boom Gol”, veniva chiamato così, ha fatto bene come goleador, non solo in Sardegna, ma anche con le maglie dell’Udinese e del Torino.

Dopo qualche anno alla guida degli esordienti della Roma, nel 2013 diventa il vice allenatore di Aurelio Andreazzoli. Dopo l’esonero del tecnico giallorosso però, ritorna nello staff giallorosso nel ruolo di tecnico dei giovanissimi Nazionali.

Il 9 novembre 2015 viene scelto da Andrea Stramaccioni, suo collega nelle giovanili giallorosse, come suo vice al Panathinaikos e tuttora sono legati, dato che Muzzi ha seguito Stramaccioni anche in Repubblica Ceca sulla panchina dello Sparta Praga.

Il viceallenatore Muzzi sta facendo esperienza su una panchina calda nonostante le fredde temperature della capitale Praga.

Sto facendo molta esperienza e devo tutto ad Andrea!

ha più volte ribadito l’ex bomber del Cagliari.

Proprio con la Sardegna, l’ex attaccante ha un legame forte e spera che la squadra possa rialzarsi dopo un avvio poco positivo in questa stagione. In realtà il sogno nel cassetto per l’ex centravanti romano è quello di poter allenare un giorno proprio la squadra rossoblù, che lo ha accolto come un figlio e con cui c’è stato un feeling smisurato.

Intanto prosegue la sua avventura accanto all’altro allenatore Italians, Andrea Stramaccioni che, dopo un inizio stagione altalenante ha iniziato a trovare il giusto equilibrio della formazione ed è riuscito a risalire in classifica per centrare una qualificazione per la Champions League o Europa League. Traguardo minimo per una squadra come lo Sparta Praga, con la sua storia calcistica nazionale e internazionale.

Siamo dovuti ripartire da zero, abbiamo fatto tantissimi acquisti, ben 14. Adesso stiamo oliando i meccanismi, i risultati iniziano a vedersi e speriamo di migliorare la posizione in classifica nei prossimi mesi.

Per ora “Boom Boom Gol” si gode l’esperienza ceca e magari un giorno potrà tornare dove tutto è iniziato.

Domenica 4 giugno l’elite del triathlon mondiale fa tappa da Cagliari. La seconda edizione della Coppa del Mondo nel capoluogo sardo, vedrà al via 135 atleti provenienti da 34 nazioni di 5 continenti: 70 per la gara maschile, 65 per quella femminile.

Gli azzurri selezionati dall’ Olympic Performance Director Joel Filliol al via sono: Alice Betto (G.S.Fiamme Oro), Annamaria Mazzetti (G.S.Fiamme Oro), Giorgia Priarone (T.D. Rimini), Verena Steinhauser (The Hurricane); Davide Uccellari (G.S. Fiamme Azzurre), reduce dalle World Series di Abu Dhabi, Gold Coast e Yokohama, che aveva programmato di essere al via a Cagliari, non sarà purtroppo in gara a causa di un infortunio.

Parteciperanno inoltre alla World Cup, Massimo De Ponti (C.S. Carabinieri), Andrea Secchiero (G.S. Fiamme Oro), Alessia Orla (DDS) e Sara Papais (T.D. Rimini). Gianluca Pozzatti (707), presente nella start list, non potrà essere in gara a Cagliari a causa di un infortunio, comunicazione giunta nel corso della giornata di lunedì 29 maggio.

Decisamente prestigioso il parterre della gara maschile: tra i cinque britannici che compaiono in start list, spicca il nome di Jonathan Brownlee, argento olimpico a Rio 2016, che dovrà vedersela col sudafricano Henri Schoeman, bronzo olimpico in carica; tra gli outsider figurano Steffen Justus (GER), Florin Salvisberg (SUI), il canadese Tyler Mislawchuc, già sul podio in World Cup quest’anno, David Castro Fajardo, già presente lo scorso anno (6°), così come l’israeliano Shachar Sagiv (10° nel 2016). N

Non sarà meno accattivante la competizione delle donne: occhi puntati sull’americana Kristen Kasper, terza in WTS a Yokohama, Lisa Norden (SWE), argento a Londra 2012, già al via lo scorso anno, le australiane capitanate dall’esperta Erin Densham, Lisa Perterer (AUT), terza lo scorso anno, Vendula Frindova (CZE) e l’elvetica Jolanda Annen.

La gara su distanza sprint prevede un anello di nuoto da 750 metri da percorrere in senso antiorario, cinque giri da 4 km per la frazione ciclistica (20 km) che precede un’ascesa da 600 metri e una successiva discesa di lunghezza analoga ad ogni tornata, e 3 giri da 1.67 km per il segmento di corsa (5 km).

“Mi auguro che la nazionale italiana possa arrivare fino alla fine e conquistare il gradino piu’ alto del podio, visto che usciamo da un bronzo conquistato nel 2015 a Seul. Magari riusciamo a emulare la nazionale con sindrome di down che ha vinto i Mondiali di calcio a 5 e ricevuto l’abbraccio del nostro ministro dello Sport”.

Questo l’auspicio del presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, per i Mondiali di calcio per ipovedenti in programma a Cagliari dal 29 maggio al 3 giugno.

“Questa manifestazione conferma la vocazione della Sardegna a ospitare grandi eventi dello sport paralimpico: da poco si e’ chiusa la World Team Cup di Wheelchair tennis, ora ci sono questi Mondiali  di calcio a 5 per ipovedenti e poi anche la European Cup di Para-Archery“, ha sottolineato il numero uno del Cip a margine della presentazione dei Mondiali. Pancalli ha poi commentato anche il protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina dalla Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi e dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti:

“E’ un’alleanza strategica – ha spiegato il presidente del Cip – Io da sempre sottolineo l’importanza dei risultati agonistici, delle Paralimpiadi, dei campioni che fanno parlare della nostra famiglia. Ma e’ molto piu’ importante non dimenticare che ciascuno di noi ha una missione: far parlare sempre piu’ dello sport come strumento di inclusione e integrazione e come mezzo per garantire una crescita culturale dell’Italia. Quando raccontiamo le vittorie dei nostri atleti, in fondo aiutiamo il nostro Paese a crescere attraverso la diffusione di una percezione positiva della disabilita’. Poi, ovviamente, quando arrivano le medaglie, i podi e l’inno tutto si fa piu’ azzurro e piu’ felice”.

Dal 26 maggio al 4 giugno prossimi Cagliari, Capitale Europea dello Sport 2017, ospiterà i Mondiali di calcio a 5 per Ipovedenti che, dopo Manchester 2004, ritornano in una città europea per la seconda volta assoluta.

Un altro evento sportivo a livello internazionale ospitato da Cagliari. Ad aprire la conferenza di presentazione, questa mattina in viale San Vincenzo, è stato l’assessore allo Sport Yuri Marcialis, “siamo onorati di ospitare un campionato del mondo così importante dove, lo sport agonistico di altissimo livello si unisce alla disabilità”.

È chiaro che oltre all’aspetto tecnico del campionato, di primaria importanza è il valore sociale dello sport. Dal 26 maggio al 4 giugno, presso la palestra A del Coni, saranno 8 le nazionali che si giocheranno il titolo, tra cui Russia e Turchia, dove la passione per questo sport paralimpico raggiunge livelli altissimi. L’obiettivo degli italiani è quello di vincere il titolo o quanto meno quello di confermare il bronzo ottenuto a Seul nel 2015.

Tra i più orgogliosi della riuscita di questa grande manifestazione internazionale Sandro Di Girolamo, presidente nazionale della Fispic (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Chiechi), che sottolinea come “la federazione sta facendo tanti sforzi con passione e orgoglio per dare lustro alla città e all’Italia. Lo sport – continua – sta riuscendo a garantire l’inclusione di tanti soggetti che vivono situazioni al limite”.

L’ultima edizione fu disputata nel 2015 a Seoul, in Corea del Sud; in quella occasione la formazione italiana ritornò a casa con un bellissimo bronzo. Riconfermare quella posizione sarà dura perché presso la ristrutturata Palestra CONI A di via Pessagno (quartier generale della parte agonistica, rimasta chiusa per diversi anni), si alterneranno altre sette selezioni nazionali molto forti che nei loro paesi godono di tantissimo seguito. Un esempio è dato dalla Russia e Turchia dove la passione per questo sport paralimpico raggiunge livelli davvero clamorosi. Ma la rosa delle formazioni partecipanti è completata anche da ulteriori selezioni europee tra cui l’Ucraina, detentrice del titolo, che sconfisse in finale la Spagna, anche lei presente in Sardegna. Completano il quadro Francia, Inghilterra e Giappone.

Le rappresentative che compaiono più spesso nell’albo d’oro sono Ucraina e Bielorussia con tre titoli vinti a testa. La rassegna sarà seguita in diretta ed in differita dalle telecamere della Rai.