Curiosità Mondiali

Jorginho – Storia dell’Europeo 2020

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Chi vuole sapere come passare da un monastero di Verona al tetto d’Europa può chiedere a Jorginho, perché la sua Storia dell’Europeo 2020 è incredibile e molto significativa. Arrivato a 15 anni dal Brasile, l’Hellas Verona, allora in serie C, non può tesserarlo e lui è costretto a vivere in una comunità di preti, quasi da clandestino.

Dopo molti sacrifici, supera le difficoltà e, quando Maurizio Sarri lo vede giocare, se ne innamora e in futuro lo porterà con sé al Napoli e al Chelsea. Jorginho intanto parte dalla Lega Pro, poi passa per la Serie B, fino ad approdare in Serie A con il Verona.

Dopo 5 stagioni al Napoli, approda al Chelsea. Qui vince la Champions League da protagonista e, qualche settimana più tardi, arriva anche la vittoria di Euro 2020 con la maglia dell’Italia; a questi due trionfi del suo 2021 magico si aggiunge la Supercoppa Europea; tutti questi trofei ne fanno uno dei principali candidati per il Pallone d’Oro, che contenderà alla stella Lionel Messi.

Jorginho Storia dell’Europeo 2020 – Percorso con l’Italia di Mancini

Jorginho nasce a Imbituba in Brasile ma riesce a ottenere la cittadinanza italiana per via dei suoi nonni paterni, originari della provincia di Vicenza. Sceglie, pertanto, di vestire la maglia azzurra e il ct dell’Under21 Mangia lo convoca per la prima volta il 13 novembre 2012.

Per l’esordio con la nazionale maggiore bisogna aspettare il 24 marzo 2016, con Antonio Conte che però non lo porta agli Europei di Francia 2016. Anche Ventura all’inizio lo esclude ma poi lo schiera nello spareggio di ritorno con la Svezia, che ha un esito nefasto, come tutti ricordiamo.

Con l’arrivo di Mancini, Jorginho diventa una pedina insostituibile della nazionale azzurra e ottiene le chiavi del centrocampo italiano.

Qualificazioni Euro 2020

Per quanto riguarda le qualificazioni a Euro 2020, gioca 9 volte e riesce a realizzare anche tre gol su rigore, contro Finlandia, Grecia  e Bosnia.

Già da questo, si nota quanto il ct punti su di lui, che diventa il mediano più basso del centrocampo a tre dell’Italia, con i due interni che sono Barella e Verratti. Questo reparto risulta il settore più forte della nazionale Italiana, formato da tre giocatori non molto fisici ma dotati di una grande tecnica individuale. In questo sistema di gioco, il giocatore del Chelsea risulta fondamentale sia in fase di prima impostazione che nel tenere compatti i settori di difesa e centrocampo.

Nations League 2020-2021

Nella Nations League 2020-2021, il centrocampista scende in campo in 5 occasioni, contro la Bosnia, 2 volte contro l’Olanda e due volte contro la Polonia. In una delle due occasioni contro i polacchi realizza anche un gol.

Jorginho Storia dell’Europeo 2020 – Euro 2020

Jorginho gioca tutte le partite e Mancini lo tiene in campo anche nella partita dal turnover massiccio contro il Galles; ciò significa che il ct riuscirebbe a fare a meno di tutti i calciatori della nazionale ma non del centrocampista del Chelsea.

Nella partita contro la Turchia, il giocatore del Chelsea soffre un po’ nella prima frazione e perde una palla dando modo a Under di ripartire in contropiede a inizio ripresa. Poi, però, non sbaglia più nulla e dà le giuste geometrie al centrocampo dell’Italia, che vince per 3 a 0.

Contro la Svizzera la sua gara trascorre senza intoppi e lui si occupa, come sempre, dell’impostazione e di dettare i ritmi di tutta la squadra. Il metronomo del nostro centrocampo in questa gara non sbaglia nulla e capisce alla perfezione quando accelerare e quando rallentare il ritmo del gioco.

Il massiccio turnover di Mancini della terza gara non riguarda l’italo-brasiliano, che offre un’altra prova maiuscola contro i gallesi. Il Galles, all’inizio, cerca di disinnescare la fonte di gioco azzurra con marcature strette e allora Jorginho comincia ad alternarsi con Verratti nella fase di regia; i due mettono in crisi gli avversari che non riescono a vedere la palla per larghi tratti della gara.

Agli ottavi, gli austriaci pressano molto e mettono in difficoltà gli azzurri soprattutto nella ripresa ma l’Italia non si perde d’animo e tiene botta fino al trionfo dei supplementari. Anche in questa gara, Jorginho ottiene la sufficienza e non si tira indietro, neanche quando c’è da difendere e fare diversi chilometri.

La sfida contro il Belgio dei quarti di finale è la miglior partita dell’Italia e forse anche quella di Jorginho. In questa gara, il centrocampista tiene alta la squadra e gioca una grandissima varietà di palloni, con la consueta tranquillità e senza sbagliare nulla. L’arbitro gli nega un rigore netto ma gli azzurri vincono lo stesso e approdano in semifinale.

Contro la Spagna i centrocampisti azzurri soffrono la superiorità numerica degli avversari ed il padrone della nostra linea mediana non riesce a impostare con la solita fluidità. Luis Enrique, infatti, pensa bene di pressare e bloccare la principale fonte di gioco italiana. Ciononostante, il centrocampista azzurro tiene duro, anche se sul gol di Morata, la sua azione difensiva non è perfetta. Si incarica, infine, di battere il quinto rigore per l’Italia e lo segna spiazzando nettamente il portiere avversario Simon, con il consueto saltello durante la rincorsa.

Di seguito c’è il video del penalty e l’esultanza di Caressa e Bergomi:

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La finale allo stadio di Wembley contro i padroni di casa inizia male con il gol a freddo subito dopo 2 minuti. La sua partita rischia di finire dopo 20 minuti, visto che il calciatore si accascia per un problema fisico e chiede il cambio, ammutolendo Mancini e tutti i tifosi italiani. Per fortuna Jorginho stringe i denti e rimane in campo, crescendo molto nella ripresa e ispirando a destra e a manca come al solito, assieme a Verratti.

Al 114′ per un attimo perde la testa e si rende protagonista di un brutto fallo su Grealish, che l’arbitro, per fortuna, punisce solo con un giallo. L’Intervento è duro e il fallo, per qualche direttore di gara molto severo, avrebbe potuto essere da rosso. Si va ai calci di rigore e stavolta è molto sfortunato sull’ultimo penalty, che dopo un paio di carambole non va in porta;  pochi secondi, però, dopo ci pensa Donnarumma a portare l’Italia al trionfo.

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