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Intervista a Sirigu

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Tutti i sostenitori della nazionale italiana hanno apprezzato e notato l’importanza del secondo portiere dell‘Italia di Mancini nel corso di Euro 2020 e nell’intervista a Intervista a Sirigu si parla di quei momenti e di molto altro. L’estremo difensore del Genoa, infatti, nel corso della chiacchierata con Repubblica, discute soprattutto di nazionale, oltre che della sua attuale squadra e del Torino.

Intervista a Sirigu – Le Sue Parole

La prima domanda è relativa al suo ruolo di motivatore e Sirigu dice che è nato grazie alla sua esperienza in azzurro, che gli ha fatto capire l’importanza di avere un gruppo coeso , dove tutti remano nella stessa direzione. La scalata del ranking è molto importante perché consente all’Italia di partire come testa di serie ai prossimi Mondiali ma prima c’è da affrontare la sfida Italia-Svizzera.

Questa partita è, infatti, fondamentale per raggiungere la qualificazione ai Mondiali 2022 in Qatar e quindi è una sfida da vincere; in assenza della vittoria, il ranking azzurro perde di significato e di importanza.

Il portiere parla poi degli allenatori avuti in nazionale, da cui è mancato solo per il periodo in cui il CT è Ventura e afferma che il cambio di passo con Mancini è evidente. Non si era mai vista, infatti, una squadra azzurra così spettacolare e i risultati le hanno dato ragione; tutto questo è stato possibile grazie alla propensione a giocare per divertirsi di tutti e anche per le buone individualità a centrocampo.

L’Italia ha cambiato mentalità, adesso anche all’estero se ne sono accorti e non la giudicano come una squadra difensivista ma la guardano da un’ottica diversa; per merito dell’allenatore e dei tanti giocatori adatti al possesso palla prolungato. Un neo relativo al calcio italiano è quello del lancio dei giovani e Sirigu porta l’esempio della Spagna che ha lanciato Gavi senza che lui abbia sofferto l’ansia dell’esordio. In Italia ciò di solito non accade di frequente, anche se c’è un miglioramento.

Gli ultimi tre portieri della nazionale, tra cui lo stesso Sirigu, sono passati dal PSG e l’estremo difensore del Genoa, a tal riguardo, dice che il club ha avuto una crescita spaventosa; che non è dovuta solo alla grande potenza economica del club ma anche a un buon lavoro della dirigenza. Sui fischi a Donnarumma, il suo secondo ovviamente non li ha approvati, perché stava giocando la nazionale.

Per quanto riguarda la sua carriera, si dice felice di aver militano in due squadre storiche, come Torino e Genoa e guarda con un po’ di diffidenza sia la Superlega che, soprattutto, il Mondiale ogni due anni. Sull’eliminazione con la Svezia, per Sirigu è stata una sofferenza, pur non avendola vissuta in prima persona perché non era tra i convocati. Deve essere un monito per la sfida interna contro la Svizzera, in cui si spera di cancellare quella brutta pagina e approdare ai Mondiali Qatar 2022.

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