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L’Islanda è la prima nazionale a presentare i ventitré convocati in vista del Mondiale che avrà inizio il prossimo giugno: il commissario tecnico Heimir Hallgrímsson ha dato fiducia al blocco che tanto fece bene due anni fa nella kermesse continentale francese. La stella della squadra sarà nuovamente Gylfi Sigurdsson, il quale arriverà in Russia rientrando da un duro infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi della Premier League  per oltre tre mesi: il centrocampista dell’Everton dovrà assolutamente ritrovare la condizione migliore per trascinare i compagni nel difficile girone con l’Argentina, la Nigeria e la Croazia. L’unico calciatore militante in Serie A è Emil Halfreddson, in forza all’Udinese dopo le buone stagioni con la maglia dell’Hellas Verona.

La presentazione ufficiale è avvenuta tramite un video caricato dalla federazione islandese sul proprio profilo YouTube: una scelta diversa dal solito. Oltre sei minuti di riprese nelle quali ci vengono illustrati i bei ricordi di Euro 2016 e vengono svelati i ventritré convocati uno alla volta, andando a riempire quella che potrebbe tranquillamente essere una pagina dell’album Panini. Immagini iconiche volte a caricare una nazione intera pronta a far innamorare il mondo intero ancora una volta.

Mondiali.it, come avrete già notato dal logo, si schiererà al fianco della nazionale islandese con una serie di iniziative volte soprattutto a far conoscere la cultura nazionale del paese nord europeo in Italia.

Un Mondiale senza Italia? Nessun problema: voi portate l’entusiasmo e la passione, Mondiali.it ci mette la follia e una nazionale da tifare!

I Mondiali hanno scandito i tempi della nostra vita e scandiranno quelli di chi verrà

Ognuno di noi ricorda con chi era e dov’era quella sera afosa di luglio del 2006, mentre Fabio Grosso calciava il rigore del quarto Mondiale azzurro. La nostra infanzia, la nostra adolescenza e la vita da adulti – magari da genitori che sanno trasmettere le stesse emozioni – tutto scorre di quattro anni in quattro anni. Anzi di quattro estati alla volta.

Il Mondiale di calcio all’italiana, quello che si vive tutti assieme davanti a una piccola tv o a un maxischermo, quello dei dogmi da rispettare, dei posti sul divano fissi, quest’anno è un sogno infranto da calciatori biondi con gli occhi azzurri. In Russia ci va la Svezia, ma l’Italia che scova storie, che si appassiona alle gesta di eroi romantici, ricordando aneddoti e aprendosi alle nuove nazionali, non vuole lasciare vuoto l’album dei ricordi della prossima Coppa del Mondo 2018.

Due saranno le nazionali al debutto assoluto: Panama e Islanda. L’isola di ghiaccio e vulcani sarà il paese con il minor numero di abitanti che prenderà parte alla competizione iridata. Circa 330mila, meno di Bologna o Bari. Quale occasione, allora, per allargare il tifo, salpando tutti assieme verso questa nuova avventura? Il team di Mondiali.it, dopo aver visto commenti positivi dei suoi lettori in coda ad articoli nei quali si parlava della nazionale islandese, ha deciso di supportare attivamente la squadra scandinava.

Del resto lo stesso presidente islandese, Guðni Thorlacius Jóhannesson, ha chiamato a raduno tutti i tifosi sparsi per il globo con un video volutamente ironico e pomposo con musica patriottica sullo sfondo e un dress-code istituzionale che poi lascia spazio all’iconica divisa blu acceso. Per poi dire:

Che si vinca o si perda, è entusiasmante far parte di qualcosa di grande, anche se si è piccoli

Il Mondiale all’italiana rivivrà sotto nuova forma: la redazione e il team di Mondiali.it seguirà le partite della nazionale all’interno del Bar da Gigi (Piazza San Zeno, 12, Cassola – Vicenza), location ideale per convogliare passione ed energia. Tre eventi (ognuno per ogni match del Gruppo D | Argentina – Islanda: 16 giugno ore 15.00 | Nigeria – Islanda: 22 giugno ore 17.00 | Islanda – Croazia: 26 giugno ore 20.00) più un primo evento, domenica 27 maggio ore 17.00, nel quale sveleremo al pubblico il progetto “Mondiali.it for Iceland” e annunceremo cosa c’è da aspettarsi.

Durante le serate, oltre ad assistere alla partita, sorseggeremo birra islandese, approfondiremo la cultura della nazione; ci saranno presentazioni di libri sui Mondiali con chiacchierata assieme agli autori; inviteremo tutti gli appassionati a indossare una maglia creata appositamente per l’evento che rimanda alla casacca dell’Islanda, ma soprattutto venderemo anche un numero limitato di maglie ufficiali il cui sponsor tecnico è Erreà, unica rappresentanza italiana in Russia. Sono già acquistabili sul nostro store e ne regaleremo una tramite sorteggio durante gli eventi.

Questo sarà lo spirito che animerà gli eventi. Ma non solo: perché calcio e passione sono indimenticabili se si legano al gesto umano e sensibile. Così parte del ricavato andrà all’associazione di Sammy Basso che, entusiasta, ha accettato l’idea di far parte di questa spedizione!

Il tutto, ovviamente, sarà accompagnato dalla copertura mediatica e da contenuti esclusivi focalizzati su Russia 2018 con una sezione dedicata: la nostra redazione, che ha anche un inviato a Mosca, seguirà le 32 squadre con racconti, news, video.

Lo scrittore Jorge Luis Borges, diceva:

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada lì ricomincia la storia del calcio

E noi vogliamo continuare a calciare…
#TeamIceland e #ForzaIslanda!

EVENTO DI PRESENTAZIONE:

Domenica 27 maggio ore 17.00 da “Bar da Gigi”

 GRUPPO D

Argentina – Islanda: 16 giugno ore 15.00

Nigeria – Islanda: 22 giugno ore 17.00

Islanda – Croazia: 26 giugno ore 20.00

Per tuffarti nell’avventura, inizia da qui:

🔶 Prima di Panama e Islanda: le squadre che hanno sorpreso al debutto nei Mondiali

🔶 Ecco i convocati dell’Islanda: prima squadra a diramare la lista ufficiale

🔶 L’Islanda ci invita a tifare la sua nazionale ai Mondiali. E noi lo faremo

🔶 L’Islanda sarà il paese con meno abitanti in assoluto a partecipare a un Mondiale

🔶 Islanda: è boom di nascite nove mesi dopo la vittoria contro l’Inghilterra

 

 

 

 

L’Islanda è la nazione con il minor numero di abitanti in assoluto a essersi mai qualificata a un Mondiale di calcio. L’isola vichinga, al suo debutto in Russia 2018, nonostante un insolito boom di nascite, si attesta sui 340mila abitanti: se ci pensate, città italiane come Bologna, Firenze o Bari superano questa cifra.

Ma l’Islanda non si scompone, anzi lancia un appello a tutti i tifosi del mondo: senza distinzioni di colori p di nazionalità, la piccola ma casinista Nazionale scandinava invita tutti quanti gli appassionati a far parte del #TeamIceland.

Ed è proprio il presidente Guðni Thorlacius Jóhannesson, assieme a sua moglie e first lady, Eliza Reid, a chiamare a raduno tutti i tifosi sparsi per il globo con un video volutamente ironico e pomposo con musica patriottica sullo sfondo e un dress-code istituzionale che poi lascia spazio all’iconica divisa blu acceso. E il presidente dice:

Che si vinca o si perda, è entusiasmante far parte di qualcosa di grande, anche se si è piccoli

Far parte del team è semplice: basta andare sul sito Inspired by Iceland, loggarsi via Facebook e poi scegliere il proprio nome islandese da piazzare sulla maglia virtuale (c’è in palio un viaggio in Islanda eh!). Secondo l’onomastica del paese, infatti, i nomi sono patronimici cioè riflettono il nome del padre o della madre e non il cognome storico della famiglia. Si aggiungono al nome proprio attribuito dai genitori al momento della nascita e non sono quindi veri e propri cognomi in senso occidentale, visto che accompagnano la persona nel corso della propria vita ma non si tramandano ai figli.

 

Come riporta Wikipedia, uomo chiamato Jón Einarsson ha un figlio chiamato Ólafur. Il cognome di Ólafur non sarà Einarsson, come quello di suo padre: egli diverrà Jónsson, letteralmente indicante che Ólafur è il figlio di Jón (Jóns + son). La stessa pratica è usata per le figlie: la figlia di Jón Einarsson, Sigríður, non avrà Einarsson come cognome; lei adotterà il cognome Jónsdóttir, che significa letteralmente “la figlia di Jón” (Jóns + dóttir).

Nel 2012 l’Islanda era al 131º posto nel ranking FIFA delle squadre più forti al mondo; ora è al 18º posto, davanti all’Olanda e Uruguay, due posizioni dietro l’Inghilterra e quattro dietro l’Italia. Una crescita favorita da investimenti su strutture, formazione e accademie giovanili. L’Islanda, insomma, non rappresenta in questa era calcistica una meteora o la classica mascotte, ma un prodotto calcistico ben riuscito dopo attenta e lungimirante programmazione.

E per noi appassionati va bene così: potremo ascoltare nuovamente il Viking Thunder-Clap, il rito coinvolgente dei tifosi che battono le mani sempre più veloce ed esclamando. Magari fra qualche anno tra gli spalti ci sarà anche qualche ragazzino nato proprio in questo periodo calcistico “fortunato”.

Era il 26 giugno 2016, ottavi di finale dell’Europeo francese. Gli autori del Brexit calcistico, guidati dall’allenatore Lars Lagerback, fecero vivere una notte di festa, una notte indimenticabile ai loro tifosi.
L’Islanda dei miracoli, il piccolo paese definito “l’underdog” del torneo, buttò via l’Inghilterra con le reti di Ragnar Sigurðsson e di Kolbeinn Sigþórsson. Una meta storica che i supporter celebrarono “intimamente” con il proprio partner, con lo spirito più genuino. Tant’è che nove mesi dopo, curiosa statistica, venne segnato un boom di nascite inusuale.

Bene, allora prepariamoci a una nuova ondata perché l’Islanda è riuscita a fare di meglio: accedere alla fase finale del Mondiale in Russia nel 2018. Siamo a un passaggio storico perché l’isola vichinga è la nazione con meno abitanti a essersi mai qualificata per un Mondiale di calcio. Attualmente conta circa 335mila abitanti e se prendete una città italiana vi rendete conto dell’assurda dimensione: Bologna, Firenze o Bari, per esempio, superano questa cifra.

L’Islanda ha ottenuto la qualificazione dopo aver vinto 2-0 contro il Kosovo nell’ultima giornata del Gruppo I, chiudendo in testa a 22 punti e lasciandosi alle spalle avversarie come Ucraina, Turchia e Croazia – quest’ultima arrivata seconda e che dunque disputerà lo spareggio.
L’autore del primo gol porta la firma di Gylfi Sigurðsson, il centrocampista più rappresentativo, cresciuto calcisticamente in Inghilterra e tanto apprezzato nelle squadre in cui ha giocato come Tottenham, Swansea e ora Everton. La sua storia è, di fatto, quella degli altri calciatori islandesi: su 23 giocatori convocati per la fase finale degli Europei, nessuno giocava nel campionato islandese e i giocatori più forti giocano ancora in Premier League o in Ligue 1.

Nel 2012 l’Islanda era al 131º posto nel ranking FIFA delle squadre più forti al mondo; ora è al 22º posto, davanti all’Olanda e cinque posizioni dietro l’Italia. Una crescita favorita da investimenti su strutture, formazione e accademie giovanili. L’Islanda, insomma, non rappresenta in questa era calcistica una meteora, ma una un prodotto calcistico ben riuscito dopo attenta e lungimirante programmazione.
E pe noi appassionati va bene così: potremo ascoltare nuovamente il Viking Thunder-Clap, il rito coinvolgente dei tifosi che battono le mani sempre più veloce ed esclamando. Magari fra qualche anno tra gli spalti ci sarà anche qualche ragazzino nato proprio in questo periodo calcistico “fortunato”.

Sospeso tra un capitolo del libro “Cuore” e la modalità “Il viaggio” di Fifa 18 in cui si personifica Alex Hunter, promettente stella inglese sulla rampa di lancio del successo. Sogna la casacca dei Tre Leoni e, proprio come un videogioco capace di catapultare la finzione in uno stato reale, quello che sta vivendo in questi istanti Trent Alexander-Arnold lo sa solo lui.

A 19 anni, scorrendo la lista dei 23 convocati scelti dal ct. Southgate per rappresentare l’Inghilterra al Mondiale in Russia, lui ha trovato il suo nome. Lui che in prima squadra non c’era ancora arrivato. La prima convocazione da adulto, da zero a cento, direttamente alla Coppa del Mondo. E le gambe che vacillano.
Nel Liverpool, di Liverpool, il ragazzo “scouser” terzino destro, classe ’98, si è pian piano conquistato la fiducia di Klopp ed è diventato un titolare del Liverpool, specialmente in Champions League, dove ha saltato appena nove minuti nelle doppie sfide contro Manchester City e Roma.

La città di Liverpool sa essere incantevole quando dal suo freddo Albert Dock sputa storie di ragazzi tenaci. Trent è nato nel quartiere West Derby, qui ha frequentato la scuola elementare cattolica di St. Matthews e, quando aveva sei anni, i Reds ospitano un camp estivo in cui viene invitato il suo istituto. Per una storia magica ci vuole un cilindro da mago, ma questa volta dal cappello non esce un coniglio, bensì il suo nome: Alexander-Arnold viene sorteggiato per frequentare il camp dov’è presente il coach dell’accademia, Ian Barrigan, che vedendolo giocare gli offre la possibilità di entrare nell’accademy del club.

Nella favola di Trent, tra sacrifici e sudore, non ci sono al momento antagonisti o falsi-eroi. Il ragazzo ha la stoffa e si mette in mostra nell’Under 16 e poi nell’Under 18. Ma le sue guance devono far davvero male per i tanti pizzicotti che da allora continua a tirarsi: il suo secondo sussulto della vita, tra un pizzino estratto dal cappello al nome pronunciato dal ct inglese, arriva quando gli dicono:

Ehi Trent, Steven Gerrard ha parlato di te. Nel suo libro autobiografico

A pagina 353 di “My Story”, appare il suo nome. Sul libro di Stevie G., colonna leggendaria del Liverpool rosso. Nella sua testa ronza la voce dell’ex capitano, sentito chissà quante volte nelle interviste. Trent plasma la voce di Gerrard mentre pronuncia il suo nome. Lo storico numero 8 lo vede all’accademia, sa che viene da West Derby, lo paragona a John Barnes, è cresciuto con il suo mito tra i parchi e le case a schiera con gli inconfondibili bricks rossi del Merseyside. Nel suo libro, l’ex capitano dei Liverpool arriva a dire:

Trent ha una terrificante possibilità di diventare un professionista

Ecco la benedizione. Ecco l’incoronamento con tanto di rituale tra idolo e pupillo. E quasi un’investitura per Stevie che è stato il capitano dell’Inghilterra in un’era del football dal forte sapore amarognolo, dal grande potenziale smarrito per strada.

Alexander-Arnold non vuole smarrirsi, sa quello che deve fare. La corsia di destra lo facilita: deve sempre andare dritto, a testa alta. Con il numero 66 sulle spalle, lo “scouse Lahm”, quest’anno ha segnato contro Hoffenheim, Maribor e Swansea: più avversari internazionali che inglese. Un biglietto da visita non male per il Mondiale se poi si aggiungono giocate e chiusure come queste:

Nel 2015 era con la Nazionale Under 17 durante la spedizione in Bulgaria per l’Europeo. Estromessi agli ottavi di finale dalla Russia, il torneo assegnava sei posti per la Coppa del Mondo Under 17 che si sarebbe svolta lo stesso anno in Cile, ma per l’Inghilterra il biglietto passava dallo spareggio contro la Spagna. Alla vigilia del match, esattamente tre anni fa, Trent fu intervistato dalla Federazione inglese e disse:

Non riesco davvero a rendermi conto quanto sia grande questa opportunità al momento. Vengo dal West Derby di Liverpool e non conosco nessun altro della mia zona che abbia giocato in una Coppa del Mondo. Semplicemente non succede a ragazzi come me. Ci proverò così tanto per arrivarci, sarebbe un’esperienza indimenticabile. La prima Coppa del Mondo che ricordo è quella del 2006, vinta dall’Italia. Giocare in un torneo come quello a livello giovanile sarebbe fantastico

Ai rigori, l’Inghilterra sconfisse la Spagna e volò al Mondiale. Ecco, Trent “semplicemente” può succedere anche a ragazzi come te. Sognare un torneo giovanile e trovarsi al centro del mondo, profumando di sogno. 

Gary Southgate, ct dell’Inghilterra, ha fatto le sue scelte e nella mattinata odierna ha diramato le convocazioni in vista dei Mondiali russi che inizieranno il prossimo giugno: la rosa è, più o meno, quella che ci si poteva aspettare con qualche esclusione eccellente e delle piacevoli prime volte. Scorrendo la lista salta sicuramente all’occhio l’assenza di quello che probabilmente è stato il miglior giocatore dell’Arsenal in questa stagione, Jack Wilshere al quale sono stati preferiti sia Delph che Loftus-Cheek e se il secondo è un pallino del c.t. l’aver chiamato il primo anziché il centrocampista dei Gunners ha fatto storcere il naso e non poco in terra albionica.

Southgate
Fonte foto: metro.co.uk by Michael Regan – The FA/The FA via Getty Images

Tra i debuttanti risaltano sopra a tutti gli altri i nomi dei talenti di Manchester United e Liverpool: Marcus Rashford e Trent Alexander-Arnold. Il primo ormai ha raggiunto lo status di ‘fuoriclasse’ ed è difficile immaginare che Southgate si priverà dell’attaccante dei Red Devils a cuor leggero; il secondo è reduce da una stagione assolutamente impronosticabile con la maglia dei Reds che lo ha consacrato tra i migliori terzini d’Inghilterra e che potrebbe concludersi con la vittoria della Champions League.

Questo l’elenco completo dei ventitré convocati da Southgate per rappresentare l’Inghilterra ai Mondiali:
Portieri – Jack Butland, Jordan Pickford, Nick Pope
Difensori – Trent Alexander-Arnold, Gary Cahill, Phil Jones, Harry Maguire, Danny Rose, John Stones, Kieran Trippier, Kyle Walker, Ashley Young
Centrocampisti – Dele Alli, Fabian Delph, Eric Dier, Jordan Henderson, Jesse Lingard, Ruben Loftus-Cheek, Raheem Sterling
Attaccanti – Harry Kane, Marcus Rashford, Jamie Vardy, Danny Welbeck.

 

Pierre Ndaye Mulamba, bomber dello Zaire, racconta il 9-0 subito dalla Jugoslavia ai Mondiali del 1974, in uno spezzone tratto da “I Mondiali dei vinti: Storie e miti delle peggiori nazionali di calcio di Matteo Bruschetta

«L’esordio non fu positivo, ma fu solo l’inizio di un incubo. Prima della seconda partita, a Gelsenkirchen contro la Jugoslavia, abbiamo scoperto che non ci avrebbero dato i premi che ci spettavano. Il Ministro dello Sport non era presente in tribuna contro la Scozia, sospettavamo che avesse depositato i nostri soldi in un conto in Svizzera a suo nome. Ci avevano regalato una casa, una vacanza e una macchina, ma era solo una piccola parte del denaro incassato dalla federazione per la partecipazione ai Mondiali e la vittoria in Coppa d’Africa.
Il nostro capitano Kibonge ha persino telefonato al presidente Mobutu, che l’ha tranquillizzato, dicendo che avrebbe inviato uno dei suoi consiglieri a Monaco di Baviera, per farci avere i nostri premi. Io avevo fiducia nelle parole del presidente, molti miei compagni no. Ricky Mavuba, lo scherzoso del gruppo, era furioso, mi disse che ero un ingenuo, credevo alle favole e pensavo che Mobutu fosse come Babbo Natale. Le sue parole mi ferirono nell’orgoglio.

 Ripensandoci, forse dovevamo essere più patriottici ma ci avevano promesso un premio e non era giusto che si rimangiassero la parola. Avevamo trascorso due mesi lontani dalle nostre famiglie per essere presi in giro in quel modo. Il morale era sotto i tacchi e non eravamo concentrati per affrontare la Jugoslavia. Arrivati allo stadio, Vidinić scomparve e un consigliere di Mobutu lo accusò di avere venduto le nostre tattiche agli slavi, suoi connazionali. Era una frottola, Vidinić non era un traditore. Mobutu sì invece, aveva tradito la sua promessa. Il suo uomo di fiducia ci disse che i soldi li avremmo visti solo una volta ritornati a casa e in quel momento anch’io mi sono convinto che non avremmo preso un centesimo. Nel nostro spogliatoio regnava il caos, il portiere Kazadi salì su un tavolo e prese la parola. Disse che il Ministro poteva stare in porta, gli stregoni in difesa, i funzionari del ministro a centrocampo e i consiglieri in attacco. Le sue parole furono accolte da applausi convinti da parte di tutti.

Il capitano Kibonge avvisò i consiglieri del presidente che eravamo in sciopero e non saremmo scesi in campo contro la Jugoslavia. Il comitato organizzatore e i dirigenti della FIFA provarono a farci cambiare idea per non rovinare l’immagine della Coppa del Mondo. Ci fossimo ritirati, sarebbe stato un colpo basso per il calcio africano e l’idea di João Havelange di aumentare a due le partecipanti del nostro continente nei Mondiali successivi. Mezz’ora prima del calcio d’inizio, il Ct Vidinić entrò negli spogliatoi e ci disse che aveva parlato al telefono con un furioso Mobutu. Se non fossimo scesi in campo, al nostro ritorno a Kinshasa non avremmo ritrovato le nostre mogli, i nostri figli e i nostri famigliari. Abbiamo deciso così di giocare ma alcuni, come Kazadi, Kibonge, Kakoko e Mavuba, giurarono di non impegnarsi. Io rimasi in silenzio, non sapevo cosa pensare e a chi credere.

A Gelsenkirchen eravamo in campo con il corpo, ma non con la testa. Fu un disastro: dopo diciotto minuti perdevamo già 3-0 e l’allenatore decise di cambiare il portiere Kazadi con il suo secondo, Tubilandu Ndimbi. Era piccolo di statura ma un buon portiere, giocava con me nell’As Vita ed era stato titolare in finale di Coppa d’Africa. Quel cambio però non aveva senso, perché Kazadi era esente da colpe nei tre gol subiti. Abbiamo poi scoperto che la sostituzione non fu un’idea di Vidinić, ma una decisione presa dall’alto. Lontano dagli occhi indiscreti dei funzionari di Mobutu, il nostro Ct confessò al giornalista del Vrij Nederland che Lockwa, il rappresentante del Ministro dello Sport, gli aveva ordinato di togliere Kazadi.

La prima azione di Ndimbi fu raccogliere in rete il quarto gol di Josip Katalinski. Secondo noi era fuorigioco. Il terzino destro Mwepu Ilunga esagerò con le proteste e rifilò un calcio nel sedere all’arbitro. Il colombiano Omar Delgado sentì il calcio ma non vide chi glielo aveva dato ed espulse uno a caso, cioè io. Mwepu provò a discolparmi, ma Delgado non sentì ragione e nelle interviste si giustificò dicendo che “i negri sono tutti uguali”. Per me il Mondiale era finito e, qualche giorno dopo, il comitato disciplinare della FIFA mi condannò a un anno di squalifica. Un’ingiustizia».

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Lothar Matthäus ha appeso gli scarpini al chiodo annunciando il suo definitivo ritiro dal calcio giocato. No, non siamo arrivati tardi di 18 anni rispetto alla sua partita d’addio giocata nel 2000 dopo l’ultima eclettica esperienza in America, nei Metro Stars.

Campione del Mondo con la Germania nel 1990 e Pallone d’Oro lo stesso anno, il primo a ottenere questo riconoscimento con la casacca dell’Inter, Matthäus questa volta ha davvero detto basta. Ma prima, aveva un ultimo desiderio da realizzare nonostante i tanti, tantissimi successi. Con oltre 750 presenze tra Borussia Mönchengladbach, Bayern Monaco e Inter e ben 150 gettoni con la Die Mannschaft, al carismatico centrocampista mancava una sola partita.
Una partita d’affetto e di amore: giocare ancora un’ultima volta con il club della sua adolescenza, la squadra da dove ha spiccato le ali sul finire degli anni Settanta, l’Fc Herzogenaurach.

Il 57enne ha chiuso il cerchio della sua vita sportiva, tornando alle radici: domenica 13 maggio ha indossato la fascia di capitano e la maglia azzurro scuro, si è accovacciato per la “consueta” foto di gruppo prima del fischio iniziale e ha giocato 50 minuti nella vittoria per 3-0 dei padroni di casa contro lo SpVgg Hüttenbach-Simmelsdorf. Davanti a mille tifosi, nell’ultimo match della Bavarian Landesliga, sesta categoria nella piramide calcistica tedesca.

Dalle giovanili alla prima squadra, passando per l’under 17 e l’under 19, Lothar Matthäus deve tutto alla società di Herzogenaurach che, nel 1979, ha accettato di cedere il promettente centrocampista al Gladbach. Da lì un’ascesa unica che l’ha portato a vincere (ci perdonerete per il lungo elenco) sette Meisterschale, tre Dfb-Pokal e una Supercoppa di Germania con il Bayern Monaco, uno Scudetto e una Supercoppa italiana con l’Inter, un campionato americano con la compagine dei New York Metro Stars, due Coppe Uefa, un Europeo con la Germania e il Mondiale 1990.

L’iniziativa è stata supportata dalla Puma, sponsor tecnico della formazione, e che proprio a Herzogenaurach, 70 anni fa, ha fondato il suo quartiere generale. La città a 200 chilometri da Monaco, infatti, è famosa per aver visto nascere dalla stessa costola familiare sia l’Adidas che, appunto, la Puma. Un paese diviso, fatto di gelosie e antipatie al punto da essere soprannominata “la città dei colli piegati”: una persona, prima di salutare e iniziare una conversazione con un’altra persona, controllava quali scarpe avesse addosso.

Ma nell’ultimo match da professionista di Lothar, che nel frattempo ha intrapreso una vincente carriera da allenatore, non si è pensato a questo. Era il suo sogno, ha detto a fine gara abbastanza sudato e provato. Ha ammesso di esser stato poco utile in copertura, ma ha provato qualche giocata di classe e qualche colpo che gli riesce ancora bene.

Però deve rassegnarsi: nonostante sia il detentore del record per numero di partecipazioni a un Mondiale (cinque  insieme al messicano Antonio Carbajal e all’italiano Gianluigi Buffon) e il calciatore con più presenze assolute nelle fasi finali della rassegna iridata, ben 25, non è stato inserito dal ct Joachim Löw  nella lista dei convocato per Russia 2018.

Eterno “panzer” Lothar!

I campionati del mondo di calcio di Russia 2018, che si svolgeranno dal 14 giugno al 15 luglio, hanno già infranto un record: l’album digitale Panini, sponsorizzato dalla Coca Cola, ha infatti raggiunto la cifra colossale di quattro milioni di collezionisti in tutto il mondo.

Con 115 milioni di scambi effettuati nelle sette settimane in cui è stato pubblicato, e con oltre tre mesi di anticipo rispetto alla chiusura del concorso, prevista per il 31 agosto, l’edizione di Russia 2018 del Panini Digital Sticker Album ha già superato la versione di Brasile 2014 di oltre un milioni di giocatori.

Un successo clamoroso, quello della Panini, che mette d’accordo tifosi ed appassionati di tutte le generazioni. Partecipare è semplicissimo: si può giocare sia da pc (qui) ma anche su smartphone attraverso l’app ufficiale disponibile per utenti IOS e Android.

Mentre otre tre milioni e mezzo di utenti non hanno ancora completato il loro album adesivo digitale Panini, tutti i fan che lo completeranno prima del 31 agosto saranno ammessi all’estrazione a premi, con 50 vincitori del Gran Premio che riceveranno una lussuosa versione cartonata dell’album adesivo internazionale Panini per la Coppa del Mondo FIFA 2018, insieme a un codice MyPanini, che consente di ordinare gratuitamente dieci copie stampate di un singola figurina MyPanini sul sito www.mypanini.com. Ciascuno dei 50 secondi classificati riceverà un codice MyPanini gratuito.

Un motivo in più per unirsi ai quattro milioni di appassionati che da tutto il mondo scambiano e condividono le figurine digitali Panini di Russia 2018, tra cui personaggi come Kyle Walker e la superstar NBA Clint Capela, anche loro contagiati dalla febbre Panini.

I Mondiali in Russia entra nel vivo. Entro il 14 maggio, i 32 selezionatori dovevano consegnare alla Fifa la lista dei 35 pre-convocati che diventerà definitiva entro il 4 giugno con la scelta dei 23. Alcune Nazionali come Islanda e Brasile hanno direttamente annunciato i 32 giocatori che ufficialmente prenderanno parte alla spedizione iridata.

🔶 Arabia Saudita

In aggiornamento

 

🔶 Argentina

Preconvocati

Portieri: Romero, Caballero, Guzman, Armani

Difensori: Mercado, Salvio, Mascherano, Otamendi, Pezzella, Fazio, Rojo, Funes Mori, Tagliafico, Acuna, Ansaldi

Centrocampisti: Lanzini, Centurion, Biglia, Meza, Guido Pizarro, Enzo Perez, Banega, Lo Celso, Paredes, Battaglia, Di Maria, Pavon, Pablo Perez

Attaccanti: Dybala, Perotti, Messi, Aguero, Higuain, Lautaro Martinez, Icardi

 

🔶 Australia

Preconvocati

Portieri: Ryan, Jones, Vukovic

Difensori: Sainsbury, Jurman, Degenek, Risdon, Behich, Meredith, Karacic

Centrocampisti: Jedinak, Mooy, Rogic, Luongo, Irvine, Brillante, Petratos, Milligan

Attaccanti: Cahill, Juric, Leckie, Troisi, Arzani, Nabbout, Rukavytsya, Kruse

🔶 Belgio

In aggiornamento

🔶Brasile

Lista ufficiale

Portieri: Alisson, Ederson, Cássio

Difensori: Fágner, Danilo, Marcelo, Filipe Luís, Marquinhos, Miranda, Thiago Silva, Geromel

Centrocampisti: Casemiro, Fernandinho, Fred, Paulinho, Philippe Coutinho, Renato Augusto, Willian

Attaccanti: Douglas Costa, Firmino, Gabriel Jesus, Neymar, Taison

🔶 Colombia

Preconvocati

Portieri: Ospina, Vargas, Cuadrado, Arboleda

Difensori: Arias, Medina, Mina, Murillo, D. Sanchez, Zapata, Tesillo, Mojica, Espinosa, Fabra, Diaz

Centrocampisti: C. Sanchez, Aguilar, Barrios, Cuellar, Uribe, Perez, Lerma, Cardona, J. Cuadrado, Moreno, Quintero, J. Rodriguez

Attaccanti: Falcao, Bacca, Gutierrez, Borja, Muriel, Zapata, Izquierdo, Charà

🔶 Corea del Sud

Preconvocati

Portieri: Kim Seung-gyu, Kim Jin-hyeon, Cho Hyun-woo

Difensori: Kim young-gwon, Jang Hyun-soo, Jung Seung-hyun, Yun Yong-sun, Kwon Kyung-won, Oh Ban-suk, Kim Jin-su, Kim Min-woo, Park Joo-ho, Hong Chul, Lee Yong, Go Yo-han (FC Seul)

Centrocampisti: Ki Sung-yueng, Jung Woo-young, Kwon Chang-hoon, Ju Se-jong, Koo Ja-cheol, Lee Jae-sung, Lee Seung-woo, Lee Chung-yong, Moon Seon-min

Attaccanti: Kim Shin-wook, Son Heung-min, Lee Keun-ho, Hwang Hee-chan

🔶 Costa Rica

Preconvocati

Portieri: Navas, Pemberton, Moreira

Difensori: Gamboa, Smith, Matarrita, Oviedo, Duarte, Gonzalez, Calvo, Waston, Acosta

Centrocampisti: Guzman, Tejeda, Borges, Azofeifa, Wallace, Ruiz, Colindres, Bolanos

Attaccanti: Venegas, Campbell, Urena

🔶 Croazia

Preconvocati

Portieri: Subasic, Kalinic, Livakovic, Letica

Difensori: Corluka, Vida, Strinic, Lovren, Vrsaljko, Pivaric, Jedvaj, Mitrovic, Barisic, Nizic, Caleta-Car, Sosa

Centrocampisti: Modric, Rakitic, Kovacic, Badelj, Brozovic, Rog, Pasalic, Bradaric

Attaccanti: Mandzukic, Perisic, Kalinic, Kramaric, Pjaca, Rebic, Cop, Santini

🔶 Danimarca

Preconvocati

Portieri: Kasper Schmeichel, Jonas Lossl, Frederik Ronow, Jesper Hansen

Difensori: Simon Kjaer, Andreas Christensen, Mathias Jorgensen, Jannik Vestergaard, Andreas Bjelland, Henrik Dalsgaard, Peter Ankersen, Jens Stryger Larsen, Riza Durmisi, Jonas Knudsen, Nicolai Boilesen

Centrocampisti: William Kvist, Thomas Delaney, Lukas Lerager, Lasse Schone, Mike Jensen, Christian Eriksen, Daniel Wass, Pierre-Emile Hojbjerg, Mathias Jensen, Michael Krohn-Dehli, Robert Skov

Attaccanti: Pione Sisto, Martin Braithwaite, Andreas Cornelius, Viktor Fischer, Yussuf Poulsen, Nicolai Jorgensen, Nicklas Bendtner, Kasper Dolberg, Kenneth Zohore

🔶 Egitto

Preconvocati

Portieri: Essam El Hadary, Mohamed El-Shennawy, Sherif Ekramy

Difensori: Ahmed Fathi, Saad Samir, Ayman Ashraf, Mahmoud Hamdy, Mohamed Abdel-Shafy, Ahmed Hegazi, Ali Gabr, Ahmed Elmohamady, Karim Hafez, Omar Gaber, Amro Tarek

Centrocampisti: Tarek Hamed, Mahmoud Abdel Aziz, Shikabala, Abdallah Said, Sam Morsy, Mohamed Elneny, Kahraba, Ramadan Sobhi, Trezeguet, Amr Warda

Attaccanti: Marwan Mohsen, Ahmed Gomaa, Kouka, Mohamed Salah

🔶 Francia

Convocati

Portieri: Areola, Lloris, Mandanda

Difensori: Sidibé, Pavard, Kimpembe, Umtiti, Varane, Rami, Lucas Hernandez, Mendy

Centrocampisti: Nzonzi, Lemar, Kanté, Matuidi, Pogba, Tolisso

Attaccanti: Fekir, Griezmann , Giroud, Mbappé, Thauvin, Dembelé

🔶 Germania

Preconvocati

Portieri: Neuer, Leno, ter Stegen, Trapp

Difensori: Boateng, Hummels, Kimmich, Süle, Ginter, Rüdiger, Hector, Plattenhardt, Tah

Centrocampisti: Draxler, Brandt, Gündogan, Khedira, Kroos, Özil, Reus, Rudy, Goretzka

Attaccanti: Gomez, Müller, Petersen, Sané, Werner

🔶 Giappone

In aggiornamento

🔶 Inghilterra

Convocati

Portieri: Jordan Pickford, Nick Pope, Jack Butland

Difensori: Kyle Walker, Kieran Trippier, Trent Alexander-Arnold, Gary Cahill, Danny Rose, John Stones, Harry Maguire, Phil Jones, Ashley Young

Centrocampisti: Eric Dier, Fabian Delph, Jordan Henderson, Dele Alli, Ruben Loftus-Cheek, Raheem Sterling, Jesse Lingard

Attaccanti: Harry Kane, Jamie Vardy, Marcus Rashford, Danny Welbeck

🔶 Iran

Preconvocati

Portieri: Alireza Beiranvand, Seyed Hossein Hosseini, Rashid Mazaheri, Amir Abedzadeh

Difensori: Ramin Rezaeian, Voria Ghafouri, Steven Beitashour, Seyed Jalal Hosseini, Mohammad Reza Khanzadeh, Morteza Pouraliganji, Mohammad Ansari, Pejman Montazeri, Seyed Majid Hosseini, Milad Mohammadi, Omid Norafkan, Saeid AGhaei, Roozbeh Cheshmi

Centrocampisti: Saeid Ezatolahi, Masoud Shojaei, Ahmad Abdolahzadeh, Saman Ghoddos, Mahdi Torabi, Ashkan Dejagah, Omid Ebrahimi, Ehsan Hajsafi, Ali Karimi, Soroush Rafiei, Ali Gholizadeh, Vahid Amiri

Attaccanti: Alireza Jahanbakhsh, Karim Ansarifard, Mahdi Taremi, Sardar Azmoun, Reza Ghoochannejhad, Kaveh Rezaei

🔶 Islanda

Lista ufficiale

Portieri: Halldorsson, Runarsson, Schram

Difensori: Arnason, Eyjolfsson, Gislason, Ingason, Magnusson, Saevarsson, Ragnar Sigurdsson, Skulason

Centrocampisti: Birkir Bjarnason, Fridjonsson, Johann Gudmundsson, Gunnarsson, Hallfredsson, Gylfi Sigurdsson, Skulason, Traustason

Attaccanti: Bodvarsson, Alfred Finnbogason, Albert Gudmundsson, Sigurdarson

Riserve: Andri Bjarnason, Elmar Bjarnason, Kjartan Finnbogason, Fjoluson, Hermannsson, Ingvar Jonsson, Kjartansson, Kristinsson, Omarsson, Sigthorsson, Sigurjonsson, Smarason.

🔶 Marocco

In aggiornamento

🔶 Messico

Preconvocati

Portieri:Ochoa, Corona, Talavera

Difensori: Diego Reyes, Héctor Moreno, Layún, Salcedo, Álvarez, Araujo, Gallardo, Alanís, Ayala

Centrocampisti:Jonathan dos Santos, Guardado, Herrera, Fabián, González, Molina, Márquez, Gutiérrez

Attaccanti:Corona, Lozano, Chicharito Hernández, Jiménez, Vela, Aquino, Damm, Giovani dos Santos

🔶 Nigeria

Preconvocati

Portieri: Ikechukwu Ezenwa, Daniel Akpeyi, Francis Uzoho, Dele Ajiboye

Difensori: William Troost-Ekong, Leon Balogun, Olaoluwa Aina, Kenneth Omeruo, Bryan Idowu, Chidozie Awaziem, Abdullahi Shehu, Elderson Echiejile, Tyronne Ebuehi, Stephen Eze

Centrocampisti: John Obi Mikel, Ogenyi Onazi, John Ogu, Wilfred Ndidi, Uche Agbo, Oghenekaro Etebo, Joel Obi, Mikel Agu

Attaccanti: Odion Ighalo, Ahmed Musa, Victor Moses, Alex Iwobi, Kelechi Iheanacho, Moses Simon, Junior Lokosa, Simeon Nwankwo

🔶 Panama

Preconvocati

🔶 Perù

In aggiornamento

🔶 Polonia

Preconvocati

Portieri: Bialkowski, Fabianski, Skorupski, Szczesny

Difensori: Bednarek, Bereszynski, Cionek, Glik, Jedrzejczyk, Kaminski, Kedziora, Pazdan, Piszczek

Centrocampisti: Blaszczykowski, Dawidowicz, Frankowski, Goralski, Grosicki, Kadzior, Krychowiak, Kurzawa, Linetty, Makuszewski, Maczynski, Peszko, Rybus, Szymanski, Zielinski, Zurkowski

Attaccanti: Kownacki, Lewandowski, Milik, Piatek, Teodorczyk, Wilczek

🔶 Portogallo

Preconvocati

Portieri: Anthony Lopes, Beto, Rui Patrício

Difensori: Antunes, Bruno Alves, Soares, Cancelo, Cedric, Fonte, Neto, Mario Rui, Semedo, Pepe, Guerreiro, Ricardo Pereira, Rolando, Rúben Dias

Centrocampisti: Adrien Silva, André Gomes, Bruno Fernandes, João Mário, Moutinho, Manuel Fernandes, Neves, Sérgio Oliveira, William Carvalho

Attaccanti: André Silva, Bernardo Silva, Cristiano Ronaldo, Éder, Gelson Martins, Guedes, Nani, Paulinho, Quaresma

🔶 Russia

Preconvocati

Portieri: Akinfeev, Gabulov, Dzhanaev, Lunev

Difensori: Granat, Kambolov, Kudryashov, Kutepov, Neustadter, Rausch, Semenov, Smolnikov, Mario Fernandes

Centrocampisti: Gazinskiy, Golovin, Dzagoev, Erokhin, Zhirkov, Zobnin, Kuzayev, Miranchuk, Samedov, Tashaev

Attaccanti: Cheryshev, Dzyuba, Alek. Myranchuk, Smolov, Chalov

🔶 Senegal

In aggiornamento

🔶 Serbia

In aggiornamento

🔶 Spagna

In aggiornamento

🔶 Svezia

In aggiornamento

🔶 Svizzera

In aggiornamento

🔶 Tunisia

Preconvocati

Portieri: Mathlouthi Aymen, Hassen Mouez, Ben Mustapha Farouk, Ben Chrifia Moez

Difensori: Ben Youssef Syam, Benalouane Yohan, Meriah Yassine, Mohsni Bilel, Bedoui Rami, Nagguez Hamdi, Maaloul Ali, Chemmam Khalil, Haddadi Oussama. Bronn Dylan

Centrocampisti: Skhiri Ellyes, Sassi Ferjani, Laribi Karim, Khalil Ahmed, Ben Amor Mohamed, Chaalali Ghailene, Larbi Mohamed, Badri Anice, Khaoui Saif-Eddine, Naïm Sliti

Attaccanti: Fakhreddine Ben Youssef, Khazri Wahbi, Srarfi Bassem, Akaichi Ahmed

🔶 Uruguay

In aggiornamento