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Fonte: comunicato stampa Figc

Sciolti gli ultimi dubbi, la ct Milena Bertolini ha ufficializzato la lista delle 23 calciatrici convocate per la Coppa del Mondo che si disputerà in Francia dal 7 giugno al 7 luglio. Un’avventura che si preannuncia entusiasmante e che vedrà l’Italia tornare a disputare la fase finale di un Mondiale a vent’anni di distanza dall’ultima partecipazione. Intanto prosegue a Riscone di Brunico (Bz) il raduno delle Azzurre, che dopo le prime due settimane di allenamenti al Centro Tecnico Federale di Coverciano stanno ultimando la preparazione in vista del torneo iridato.

Le Azzurre faranno il loro esordio nella Coppa del Mondo domenica 9 giugno (ore 13) a Valenciennes con l’Australia per poi affrontare venerdì 14 giugno (ore 18) la Giamaica a Reims e martedì 18 giugno (ore 21) il Brasile ancora a Valenciennes (le gare saranno trasmesse in diretta da Rai e Sky). Accederanno agli ottavi di finale le prime due di ciascun girone e le quattro migliori terze classificate.

Domani le ragazze sosterranno una doppia seduta di allenamento, domenica potranno godere di una giornata di riposo e nel pomeriggio di lunedì raggiungeranno Ferrara, dove mercoledì 29 maggio ore 15 allo stadio ‘Paolo Mazza’ affronteranno la Svizzera nell’ultima amichevole prima del Mondiale.  Sabato 1° giugno, invece, una delegazione guidata dal presidente federale Gabriele Gravina e formata dalle calciatrici e dallo staff della Nazionale Femminile sarà ricevuta a Palazzo Madama, dove il presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati saluterà la squadra alla vigilia della partenza per il Mondiale.

VIVI CON NON IL MONDIALE!

L’elenco delle convocate per il Mondiale

Portieri: Laura Giuliani (Juventus), Chiara Marchitelli (Florentia), Rosalia Pipitone (AS Roma);

Difensori: Elisa Bartoli (AS Roma), Lisa Boattin (Juventus), Laura Fusetti (Milan), Sara Gama (Juventus), Alia Guagni (Fiorentina Women’s), Elena Linari (Atletico Madrid), Linda Tucceri Cimini (Milan);

Centrocampiste: Valentina Bergamaschi (Milan), Barbara Bonansea (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Aurora Galli (Juventus), Manuela Giugliano (Milan), Alice Parisi (Fiorentina Women’s), Martina Rosucci (Juventus), Annamaria Serturini (AS Roma);

Attaccanti: Cristiana Girelli (Juventus), Valentina Giacinti (Milan), Ilaria Mauro (Fiorentina Women’s), Daniela Sabatino (Milan), Stefania Tarenzi (Chievo Verona).

Il Mondiale Under20 sarà una competizione speciale in cui molti calciatori cercheranno di mettersi in mostra aiutando la propria nazionale ad andare il più avanti possibile.

La rassegna si terrà in Polonia con quattro match inaugurali il 23 maggio, tra cui Italia – Messico. Ci saranno una serie di incroci particolari in cui spiccheranno i talenti del futuro.

L’Italia si presenta con alcuni calciatori che hanno avuto modo di mettersi in mostra già in Serie A, diventando fondamentali in alcune squadre. Nell’ultima edizione gli azzurrini sono arrivati terzi grazie anche ai gol di Riccardo Orsolini.

Andrea Pinamonti e Luca Pellegrini, gli assi dell’Italia Under20

Nonostante la giovanissima età saranno sicuramente fuori Gigio Donnarumma, oramai è il portiere della nazionale maggiore,  Moise Kean, punta col fiuto del gol e il trequartista Zaniolo. Tra i nomi che potranno certo aiutare il ct Nicolato a fare bene sono: il terzino Luca Pellegrini e l’attaccante Andrea Pinamonti.

Entrambi classe ’99 e di proprietà di squadre importanti (Roma e Inter) i due hanno avuto modo di avere continuità sul campo con le maglie di Cagliari e Frosinone.
Terzino di spinta con un buon piede e buona fase difensiva il primo, attaccante goleador (soprattutto nelle giovanili nerazzurre) il secondo.

Un occhio di riguardo l’avranno i calciatori di Francia e Portogallo.

Tra i Bleus c’è il già noto portiere della Fiorentina, Alban Lafont, i difensori William Saliba del Saint Etienne e Dan-Axel Zagadou del Dortmund, e il centrocampista centrale del Borussia Moenchengladbach, Mickael Cuisance.

Lafont, Saliba e Zagadou. La difesa francese è una sicurezza

L’estremo difensore ha difeso i pali della Viola in questa stagione alternando prestazioni molto positive a qualche défaillance dovuta alla giovane età, che comunque è dalla sua parte.
La difesa francese è sicuramente un punto forte della formazione con i centrali Saliba e Zagadou. Il primo è uno tosto, dotato di grande fisicità, velocità e abile nel gioco aereo; non è un caso che i club inglesi di Premier abbiano già fatto dei sondaggi. Il secondo è già in un top club e mister Favre gli ha fatto giocare ben 23 partite con due gol all’attivo.
Cuisance è già in pianta stabile tra i titolarissimi del M’gladbach, anche se quest’anno è stato un po’ frenato dagli infortuni.

 

Dalla Francia al Portogallo. I lusitani sono ben rappresentati dai talenti che puntualmente squadre come il Benfica lanciano.
Tra le aquile spicca il nome di Gedson  Fernandes, centrocampista centrale dal valore di mercato già di 22 mln di euro.

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Fernandes, la nuova stella del Benfica

In questa stagione, in cui la squadra di Lisbona ha vinto il 37esimo titolo nazionale, ha disputato oltre 40 partite stagionali. Caratteristiche prettamente offensive, Fernandes si inserisce bene e ha un ottimo tiro.

Altri portoghesi dal futuro roseo sono Diogo Dalot del Manchester United e Rafael Leao del Lille. Centrocampista strappato al Porto per 22 milioni di euro il primo, attaccante prolifico il secondo.
Le qualità migliori Dalot le mette in mostra in fase offensiva: interpretata con aggressività e rapidità di movimenti tale da mettere spesso in difficoltà gli avversari. Di solito gioca terzino, ma di recente lo si è visto disimpegnarsi bene anche da esterno alto.
Leao ha invece contribuito alla squadra francese di strappare il pass per la prossima Champions League grazie alle otto reti e a due assist.

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L’esultanza di Leao

Preso a zero dallo Sporting ora vale almeno 15 mln: Leao è un classico numero 9, destro di piede e bravo di testa, fisicamente efficace nei duelli contro avversari impegnativi e molto mobile nello svariare sul fronte offensivo.

Dall’Europa al Sudamerica.
I talenti da seguire sono tanti: uruguagi, colombiani, argentini ed ecuadoregni.

Nella Celeste c’è sicuramente Schiappacasse, l’attaccante dell’Atletico Madrid in prestito al Parma che tanto bene ha fatto all’ultimo Sub20.

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La punta centrale dell’Uruguay, Nicolás Schiappacasse

Tra le fila dei Cafeteros c’è Ivan Angulo, esterno destro del Palmeieras, È rapido, veloce, devastante se la squadra lo mette in condizione di puntare la profondità. Anche lui si è messo in mostra al Sudamericano, entrando nella Top 11.

Nell’Ecuador (vincitore del Sub20 2019) ci sono tante nuove scoperte, tra cui gli attaccanti Leonardo Campana del Barcelona Guayaquil e Stiven Plaza del Valladolid. Il primo ha già fatto la voce grossa nel torneo in America Latina, il secondo è già arrivato in Europa per volere del presidente del club spagnolo, Ronaldo il fenomeno. Un grande futuro lo aspetta e a scommettere su di lui c’è proprio l’ex campione brasiliano.

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Steven Plaza, il pupillo di Ronaldo

A tenere alto l’onore dell’Albiceleste saranno Augustìn Almendra e Gonzalo Maroni. Entrambi di proprietà del Boca Juniors, Almendra è centrocampista centrale ma che può anche giocare da mezz’ala e sulla trequarti. Classe 2000, ha debuttato col Boca Juniors poco più di un anno fa lanciato subito titolare da Schelotto, è cresciuto guardando le giocate di Riquelme.
Maroni è un giocatore dal fisico un po’ troppo fragile ma con una velocità pazzesca e con una 10 alle spalle.

Che il mondo sportivo americano abbia l’amministrazione Donald Trump nel mirino è cosa nota. Proteste, azioni e offensive sono state messe in atto da diverso tempo dai sportivi di ogni genere: dal football americano al calcio, passando dall’Nba.

A fare la voce grossa, stavolta, è la stella del soccer a stelle e strisce: Megan Rapinoe. La centrocampista ha promesso che, in vista del prossimo Mondiale femminile in Francia, farà aumentare il grado di disappunto nei confronti del presidente statunitense.

Tra le azioni previste, la 33enne ha deciso che non canterà l’inno nazionale americano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle discriminazioni degli afroamericani e sulle politiche di Trump sulle questioni integrazione e immigrati.

Non è la prima volta che la Rapinoe si fa sentire e si mette in prima fascia contro il tycoon. In passato era stata tra le atlete che hanno deciso di inginocchiarsi durante l’inno “The Star-Spangled Banner prima di qualche match importante.

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Megan Rapinoe in ginocchio durante l’inno Usa

Questo gesto è partito da Colin Kaepernick durante il precampionato 2016 fino ai primi match della stagione Nfl.
Il quarterback aveva deciso di andare oltre la tradizione americana che prevede di essere in piedi durante l’inno. Un modo per sottolineare la situazione nei confronti delle minoranze etniche.

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Colin Kaepernick in una delle sue proteste durante l’inno americano

E proprio Kapernick è stato l’ispiratore di molti altri atleti come Megan Rapinoe

Probabilmente non metterò mai la mano sul cuore e non canterò più l’inno nazionale; è un gesto contro tutte le ineguaglianze e le cattiverie che quest’amministrazione muove contro chi non assomiglia a loro!

Ventiquattro Nazionali, 52 partite, nove città che dal 7 giugno al 7 luglio ospiteranno i Mondiali da calcio femminili in Francia. Quali sono le favorite? Chi sono le giocatrici da tenere sott’occhio? E una – delle tante – curiosità: in che modo la figlia di Bob Marley ha aiutato la Giamaica ad accedere alla fase finale? Ecco quello che devi sapere sull’ottava edizione della Coppa del Mondo femminile, la più competitiva.

Il dominio degli Stati Uniti

Ventitré squadre si sono qualificate nei rispettivi gironi, mentre la Francia si è assicurata il posto come nazione ospite. Da campionesse in carica uscenti e al primo posto del ranking Fifa, le calciatrici degli Stati Uniti sono certamente le favorite per conservare lo scettro conquistato in Canada quattro anni fa. Se così fosse, per loro sarebbe il quarto titolo in otto tornei e rafforzerà la leadership che questo paese ha nel calcio femminile.

Del resto, la strada verso Francia 2019 è stata decisamente in discesa: gli Usa hanno battuto il Messico per 6-0, Panama per 5-0, Trinidad&Tobago per 7-0 e Giamaica per 6-0 nelle semifinali Concacaf che hanno dato in mano il pass per il Mondiale. Nella finale del torneo, le statunitensi si sono imposte per 2-0 sul Canada, piazzando la ciliegina sulla torta.

 

Sette edizioni precedenti, quattro vincitrici

Dalla prima edizione, quella in Cina nel 1991, solo quattro Nazionali hanno vinto il trofeo. La voce grossa, manco a dirlo, la fa gli Stati Uniti che oltre a vincere l’edizione di debutto, ha alzato la coppa anche nel 1999 e, come detto, 2015. Nel 1995, invece, ci ha pensato la Norvegia, dopo doppietta della Germania prima dell’exploit del Giappone nel 2011. Anche quest’anno le nipponiche sono da tenere d’occhio assieme a Inghilterra, Brasile e gli stessi padroni di casa: la Francia potrebbe bissare il successo casalingo dei loro colleghi maschili come avvenuto l’anno passato. Sarebbe il primo successo per i transalpini che sono al quarto posto nel ranking Fifa mondiale.

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Il ballo delle debuttanti

La Giamaica è la prima squadra caraibica a qualificarsi per il più grande evento del calcio femminile e le “Reggae Girlz” devono ringraziare la figlia di Bob Marley, Cedella. Otto anni fa, la Federazione giamaicana (JFF) ha tagliato i fondi per il progetto della squadra femminile relegandola in fondo alla classifica internazionale a causa di tre anni di inattività. Ma nel 2014, Cedella ha contribuito a rilanciare le fortune della squadra, diventando ambasciatrice e sponsorizzando la crescita e la formazione del settore attraverso la Bob Marley Foundation.

Le altre tre debuttanti sono il Cile, che si è assicurato il suo posto in Francia con una brillante vittoria per 4-0 sull’Argentina nella Copa America Femenina, la Scozia e il Sudafrica.

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Giocatrici da tenere d’occhio

Gli Stati Uniti possiedono un patrimonio di puro talento: dall’attaccante Lindsey Horan alla centrocampista veterana Megan Rapinoe. Ci si aspettano grandi cose dalla ventenne Mallory Pugh, la sesta più giovane capocannoniere nella storia del suo paese. In Inghilterra, invece, si crede molto su Fran Kirby e Lucy Bronze, ma attenzione alla brasiliana Marta: nessuna giocatrice ha segnato più di lei in un Mondiale. Ben 15 gol, sei volte nominata giocatrice dell’anno secondo la Fifa e soprannominata “Pelé con la gonna”, è considerata la più grande giocatrice della storia, ha vinto tutto tranne un solo trofeo, la Coppa del Mondo. Le speranze tedesche, invece, sono tutte su Dzsenifer Marozsán, capitano e fantasista della rosa. Gioca nell’ Olympique Lione come Amadine Henry, il capitano della Francia che ha conquistato tutto con il suo club d’appartenenza, Champions League compresa.

Dove e quando

Il torneo si svolgerà in nove città: Grenoble, Le Havre, Lione, Montpellier, Nizza, Parigi, Reims, Rennes e Valenciennes. La prima partita si giocherà al Parc des Princes a Parigi il 7 giugno, mentre le semifinali e la finale si giocheranno a Lione, casa dei campioni francesi delle donne e dei campioni della Champions League, Olympique Lyonnais, il 2, 3 e 7 luglio.

Ettie, la mascotte, figlia di Francia 1998

Beh e come ogni Coppa del Mondo che si rispetti, anche questa edizione ha la sua mascotte: Ettie. Vi sembra familiare? Sì, infatti, Ettie è figlia di Footix, la mascotte ufficiale della Coppa del Mondo maschile FIFA 1998 in Francia.

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Manca poco più di un mese al match d’esordio ai Mondiali 2019 in Francia di calcio femminile della Nazionale italiana di Milena Bertolini. Le azzurre, inserite nel gruppo C, scenderanno in campo contro l’Australia a Valenciennes (9 giugno), per poi affrontare la Giamaica a Reims (14 giugno) e il Brasile sempre a Valenciennes (18 giugno). Un raggruppamento non facile per la formazione nostrana che però nell’ultimo periodo ha compiuto dei notevoli passi in avanti, come dimostrato dal brillante percorso nelle qualificazioni che ha visto la squadra azzurra staccare il biglietto iridato da prima del gruppo 6 davanti al Belgio, totalizzando sette vittorie e una sconfitta.

Il ct Bertolini ha convocato 26 calciatrici per la prima fase del raduno che si ritroveranno da domenica 5 a venerdì 10 maggio al Centro tecnico federale di Coverciano, prima di iniziare la campagna mondiale. Giusto precisare che le giocatrici di Juventus e Fiorentina, impegnate domenica scorsa nella finale di Coppa Italia, si aggregheranno al gruppo mercoledì 8 maggio. Le uniche eccezioni riguardano la bianconera Martina Rosucci e il portiere delle gigliate Francesca Durante che saranno a disposizione già nella serata di domenica. Un elenco nel quale è evidente il grande contributo che daranno le due primatrici del nostro campionato, ovvero la Vecchia Signora e la Viola. Sono ben otto le giocatrici campionesse d’Italia mentre sono sei le ragazze della compagine toscana.

Il tecnico azzurro dovrà necessariamente puntare su questi due grandi blocchi per favorire l’amalgama di squadra ed arrivare nel modo giusto alla rassegna iridata. Tra le calciatrici attese vi saranno Cristiana Girelli, fantasista della Juve con 22 gol all’attivo con la maglia azzurra e 7 nel corso delle qualificazioni, Barbara Bonanesa, esterno bianconero di grandissime qualità tecniche e realizzative, Alia Guagni e Sara Gama, figure di riferimento dei due club citati nonché della Nazionale da un punto di vista carismatico. Una selezione forte anche dell’importante contributo che sapranno dare le giocatrici del Milan. Nel gruppo rossonero saranno osservate speciali Valentina Giacinti (capocannoniere del campionato con 21 reti), Daniela Sabatino (17 reti in Serie A) e Manuela Giugliano, mente del nostro centrocampo. Purtroppo peserà molto l’assenza di Cecilia Salvai in difesa, infortunatasi al ginocchio nel corso del big match di campionato tra Juventus e Fiorentina all’Allianz Stadium.

Un roster, comunque, completo che poi subirà una scrematura, per arrivare alle 23 che partiranno per la Francia.

L’elenco delle convocate

Portieri: Francesca Durante (Fiorentina Women’s), *Laura Giuliani (Juventus), Chiara Marchitelli (Florentia), Rosalia Pipitone (AS Roma);

Difensori: Elisa Bartoli (AS Roma), *Lisa Boattin (Juventus),  Laura Fusetti (Milan), *Sara Gama (Juventus), *Alia Guagni (Fiorentina Women’s), Linda Cimini Tucceri (Milan), *Valery Vigilucci (Fiorentina Women’s);

Centrocampiste: *Greta Adami (Fiorentina Women’s), Lisa Alborghetti (Milan), Valentina Bergamaschi (Milan), *Barbara Bonansea (Juventus), *Valentina Cernoia (Juventus), *Aurora Galli (Juventus), Manuela Giugliano (Milan), *Alice Parisi (Fiorentina Women’s), Martina Rosucci (Juventus), Annamaria Serturini (AS Roma);

Attaccanti: *Cristiana Girelli (Juventus), Valentina Giacinti (Milan), *Ilaria Mauro (Fiorentina Women’s), Daniela Sabatino (Milan), Stefania Tarenzi (Chievo Verona).

*raggiungeranno il ritiro nella serata di mercoledì 8 maggio

Ha sfidato l’Italia, il 14 giugno 1990, nel Mondiale azzurro, giocando per 81 minuti prima di essere sostituito dal coach Gansler per far entrare Stollmeyer. Ha marcato Schillaci, ha visto Giannini esultare e mandare in visibilio una Nazione, ha collezionato 35 presenze con gli Stati Uniti d’America tra il 1986 e il 1991. Ma una piccola stramberia (agli occhi di oggi) ha accompagnato la storia calcistica di Jimmy Bansk, ex difensore, morto a 54 anni il 26 aprile 2019: non ha mai giocato una partita del campionato americano, avendo trascorso tutta la sua carriera nel calcio indoor, indossando la maglia del Milwaukee Wave.

Da tempo malato di cancro al pancreas, Banks è cresciuto nel Wisconsin e dopo essersi laureato ha deciso di rimanere nella città in cui è cresciuto giocando per sei stagioni, dal 1987 al 1993 per il Milwaukee Wave nell’American Indoor Soccer Association. Il 5 febbraio 1986 la sua prima convocazione con la Nazionale a stelle e strisce nel pareggio senza reti contro il Canada. Poi, come detto, il sogno di giocare due partite da titolare nel Mondiale del 1990 contro l’Italia e Austria.

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Profondo e significativo, il messaggio della Federazione americana:

La Federazione americana è profondamente rattristata dalla morte di Jimmy Banks. In un periodo in cui pochi afroamericani raggiunsero il livello più alto nel calcio, la carriera di Jimmy ai Mondiali del 1990 ispirò una nuova generazione di giocatori

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Con questa danza su tacchetti, Johan Cruijff ha ammaliato il titano Crono, governatore del Tempo, colui che ha regnato nell’Età dell’Oro, narrata da Esiodo e che ha accolto Cruijff non nella stirpe umana mortale, ma più su, tra gli dei immortali. Con questa giocata di poco meno di due secondi, l’olandese è volato fin lassù, nel mondo dell’eterno: nella vita che sfugge e corre, che dimentica ciò che abbiamo fatto ieri, questo frame è riuscito a rimanere bello, cristallizzato e atemporale per generazioni e generazioni.

Con lo scorrere degli anni via via è sfumato il contorno: che partita è? In quale stadio siamo? Com’è finita l’azione?

L’immortalità è qui, in una giocata semplice, di quelle che si imparano sin da bambino per fregare l’amichetto. Immortale sarà lui, il 14 arancione e il nostro dilemma sulla corretta pronuncia dell’olandese: sarà Cruiff, Craiff o Cröiff?! Fermatevi e riflettere: quali due secondi della vostra vita scegliereste per essere eterni?

Ora è lui che regna nell’Età dell’Oro del calcio. Hendrik Johannes “Johan” Cruijff

(La “Cruyff turn” si è vista per la prima volta nel Mondiale del 1974, il 19 giugno nel match tra Olanda e Svezia)

Raccontare l’Italia è sempre qualcosa di unico e coinvolgente, specie se lo si fa con i ricordi e con cimeli della storia del nazionale italiana di calcio.

Grazie alla mostra “Un Secolo d’Azzurro” a Bari, tutti gli amanti dello sport e del calcio hanno avuto modo di tuffarsi nella centenaria storia della nostra nazionale, toccando con mano oggetti che sono stati il simbolo del Tricolore sul rettangolo verde.

Già perchè sembra strano immaginare scarpini da calcio che non siano di brand sportivi ultramilionari, o maglie che non siano aderenti, traspiranti e comodissime e invece, ripercorrendo tutta la storia dell’Italia di calcio si può certamente notare quanto sia stato difficile giocare a calcio nei primi decenni del ‘900 con scarpe adattate, palloni pesanti e maglie pungenti.

Scarpini usati durante il Mondiale del ’34

Se si pensa che i tacchetti delle scarpe erano attaccati con dei chiodi che spesso perforavano la suola provocando dolori ai piedi, se si pensa che il tessuto del pallone si inzuppava d’acqua durante i temporali aumentando il proprio peso fino a raggiungere il chilogrammo, beh diremmo che è veramente strano.

La riproduzione della Coppa Rimet dei Mondiali 1934 e 1938 e la Coppa del Mondo 1982 e 2006 sono sicuramente gli oggetti che qualsiasi persona voglia tenere in mano anche per qualche secondo, così come indossare i guantoni di Buffon o la maglia di campioni come Maldini, Costacurta e Baggio quando erano ancora sponsor oppure quella del “Mo je faccio er cucchiaio!” di Totti a Euro2000.

Immaginare il gioco del Subbuteo dei primi anni ’60, sfiorare le maglie azzurre con lo stemma sabaudo, rileggere i titoloni il giorno dopo la vittoria del Mondiale, toccare il pallone della finale di Berlino ’06: sono solo alcune delle emozioni che “Un Secolo d’Azzurro” offre.

Una partita combattuta in cui si è lottato fino alla fine per stappare il pass playoff della fase finale del Mondiale di Curling a Lethbridge in Canada.

Gli azzurri sono usciti sconfitti dalla sfida decisiva contro la Scozia per 9-5, dopo che nei giorni scorsi era riuscita nell’impresa di vincere ben sette partite (record storico per l’Italia) ma che qualcosa ha fatto inceppare il team nella gara contro i campioni della Svezia per 7-4.

Qualificazione, dunque, saltata per poco. Tuttavia la nazionale italiana esce comunque a testa alta da questo Mondiale con, appunto, sette vittorie e un settimo posto nel round robin. Purtroppo per un soffio (bisognava essere tra i primi sei) non riesce a entrare nel tabellone che nel fine settimane assegnerà le medaglie.

La partita contro i britannici inizia in maniera positiva, con un 2-1 per gli azzurri nella seconda frazione. Con uno scambio di doppi punti si arriva all’intervallo con gli scozzesi avanti per 5-4. Gli azzurri pareggiano nel sesto end, fino a quando i britannici fanno la voce grossa e piazzano una serie di colpi che mettono gli azzurri con le spalle al muro. Vittoria sul filo di lana e qualificazione per Bruce Mouat e compagni.

Classifica Mondiali Curling 2019:
  1. Svezia 11 vittorie (12 partite giocate)
  2. Svizzera 9 (12)
  3. Canada 9 (12)
  4. Giappone 9 (12)
  5. USA 8 (12)
  6. Scozia 8 (12)
  7. Italia 7 (12)
  8. Germania 4 (12)
  9. Russia 4 (12)
  10. Olanda 4 (10)
  11. Cina 2 (12)
  12. Norvegia 2 (12)
  13. Corea del Sud 1 (12)

È sempre Federica Pellegrini.

La pluricampionessa non intende fermarsi e continua a stupire tutti in vasca. Agli Assoluti che si stanno tenendo a Riccione l’azzurra ha dimostrato ancora una volta di essere l’atleta da battere nonostante sulla carta d’identità ci sia scritto “classe 1988”.

Dopo l’exploit televisivo in Italia’s got talent, Federica è tornata in vasca è ha conquistato un doppio pass per quella che a luglio sarà la sua nona partecipazione iridata.
Dopo avere vinto la sua gara prediletta (i 200 sl), infatti, la nuotatrice veneta ha anche dominato nei 100 sl.

Un gran bel tempo (53″72) ottenuto nelle vasche romagnole, c’è da ribadire che il suo miglior tempo italiano è del 2016 in 53″18.


Quindi Federica Pellegrini c’è e vuole essere protagonista ai Mondiali sudcoreani in estate.

L’ottimo risultato nei 100 sl si va ad aggiungere al tempone messo a segno nei 200: un ottimo 1’56″60 davanti a Simona Quadarella (1’58″83) e a Stefania Pirozzi (1’59″05), che vuol dire anche seconda miglior prestazione mondiale del 2019 dietro solo alla fortissima americana Katie Ledecky.

Un traguardo che soddisfa appieno la campionessa veneta che, come i grandi sportivi un po’ più “maturi”, segue determinati esercizi e allenamenti che possano fruttare come quando di anni ne aveva 20.

Unico neo per l’azzurra la delusione per la mancata qualificazione nella staffetta 4×100 stile libero.

Tornando invece ai numeri, alla Pellegrini non c’è che da fare un grande plauso per la sua immensa carriera. Ben 121 titoli italiani in bacheca con 32 argenti e 14 bronzi per un totale di 167 podi. Una campionessa che, nonostante il titolo olimpico, i 7 titoli mondiali e i 14 titoli europei al collo, non ha mai rinunciato a un titolo italiano. Lo spessore dei veri campioni.