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Contro la Serbia è arrivata la prima sconfitta di questo Mondiale, ma al di là del risultato ininfluente, l’Italia può consolidare una grande certezza: la nostra Paola Egonu è tra le superpotenze del mondo in questo momento. Galvanizzata anche dallo scontro contro la rivale Tijana Boskovic (29 punti contro le Azzurre), la schiacciatrice italiana ha messo a referto 28 punti. Medie da cecchino che, nel complesso, le valgono il primato nel Mondiale in Giappone nella classifica totale.

Ma quindi Tijana Boskovic da Trebinje o Paola Egonu da Cittadella? Il primo round di questa entusiasmante sfida ha visto trionfare la serba con la possibilità del re-match o in finale o per la finalina del terzo posto. L’azzurra è più giovane di 21 mesi e questo pesa non solo per la differenza all’anagrafe, ma anche per le esperienze professionali acquisite. Boskovic nelle ultime due stagioni si è messa al collo l’argento olimpico di Rio, nella finale persa contro la Cina, e l’anno scorso l’oro europeo conquistato in Azerbaigian.

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Diverso il cammino di Paola che si è ritagliata un ruolo importante nella Nazionale italiana a suon di bordate, ma che finora può vantare un’unica medaglia pesante nel suo palmares con l’Italia seniores, la medaglia d’argento conquistata nelle finali di Nanchino del Grand Prix 201.

Ora, spetta alle due campionesse darsi battaglia per la fase conclusiva del torneo. Ormai ci siamo: venerdì 19 ottobre, a Yokohama, si giocano le semifinali. In palio due posti per la finale. Alle 6.40 Serbia – Olanda, alle 9.10 Italia – Cina.

Stavolta l’Italia non ce l’ha fatta. Le azzurre non sono riuscite a battere la Serbia e vengono sconfitte per 3-1 (21-25 19-25 25-23 23-25).

Sconfitta indolore perché l’Italia era già qualificata alle semifinali grazie alla vittoria di ieri contro il Giappone. Tuttavia le ragazze terribili, seconde nel Pool G, sfideranno la Cina che ha battuto l’Olanda.

Una partita sofferta contro una grande Serbia e soprattutto una grande Boskovic (29 punti messi a segno). L’Italia è stata un po’ compassata nonostante abbiano comunque giocato quasi tutte le titolari. Forse un pochino di stanchezza dopo i 5 set disputati ieri contro il Giappone, forse un po’ di leggerezza dovuta al fatto che il turno era già stato superato, hanno fatto sì che le azzurre non giocassero una bella partita.

Peccato per il finale del quarto set. Un set equilibrato, deciso solamente nel finale. Tutto sommato vittoria meritata per le balcaniche.

I primi due set sono stati dominati dalle serbe in soli cinquanta minuti. Le campionesse europee hanno avuto un giorno in più per riposarsi e per preparare al meglio la partita.

Si ferma dunque a dieci vittorie la nazionale guidate dal ct Davide Mazzanti. Tra le azzurre più positive, oltre ai punti della solita Egonu (28 punti), Elena Pietrini classe 2000 altra bella pedina per il futuro del volley azzurro. La giovanissima ha sostituito in maniera sorprendente Miriam Sylla. Per la Pietrini, grande prova in fase offensiva ma poco lucida in ricezione, tant’è che nei primi set è stata proprio lei la vittima di molti attacchi serbi.

Ora testa a venerdì in attesa del match delle 12.20 contro le campionesse olimpiche della Cina per rialzare la testa e puntare a una storica finale.

Il ragazzo ha una carta d’identità che pesa, o meglio, è il primo di una nuova generazione che si affaccia al mondo. Classe 2000, inevitabilmente ogni conquista che realizza tra i grandi, è una conquista del nuovo millennio. Poi ci metti il talento e la buona attitudine sportiva e il ragazzo brucia tappe e record.

Moise Kean è nato a Vercelli il 28 febbraio 2000 ed è attaccante della Juventus, dopo esser cresciuto nelle giovanili del club torinese e dopo esser stato l’anno scorso in prestito al Verona. Contro il Bologna, il 27 maggio 2017, è stato il primo calciatore della sua generazione ad aver segnato in Serie A e sempre con la maglia bianconera aveva fatto il suo esordio in Champions League il 22 novembre 2016 a 16 anni e 258 giorni.

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Un giovane per la Vecchia Signora che si dà da fare anche con la maglia azzurra della Nazionale. Per quella maggiore ci sarà tempo, ma lunedì 15 ottobre ha segnato il nuovo passo: primo Millenial ad andare in rete con gli Azzurrini, nell’amichevole dell’Under 21 giocata a Vicenza e vinta 2-0 contro la Tunisia (l’altra rete porta la firma di Parigini).

Moise Kean, figlio di genitori ivoriani, con un tiro potente a mezz’altezza ha trasformato il rigore al 38’ ottenuto da Bastoni che, alla prima da titolare, viene trattenuto da Hnid sugli sviluppi di un calcio d’angolo.Per l’attaccante delle Juve è il primo gol alla seconda presenza da titolare con l’Under 21 di ct Di Biagio che ha detto:

Sta facendo bene. E’ un 2000, si trova qua, una meraviglia. Non è nuovo in questa squadra, lo conosciamo da bambino

L’Italvolley femminile è tra le prime quattro al mondo.

Le ragazze terribili hanno battuto al tie break le padrone di casa del Giappone per 3-2 (25-20, 22-25, 25-21, 19-25, 15-13), in una partita equilibrata e a tratti anche sofferta. Decima vittoria consecutiva su dieci match disputati in questo Mondiale, e ora Final Four.

Mattatrice indiscussa della partita la schiacciatrice Paola Egonu che, con 36 (34 su 58 in attacco e 2 muri) punti all’attivo, è stata la miglior realizzatrice azzurra oltre a essere la migliore di tutta la rassegna iridata.

Grazie a questa vittoria le azzurre volano direttamente in semifinale. Tuttavia domani c’è un’altra battaglia contro la Serbia, per il primo posto del Pool G per poi capire chi sarà tra Olanda e Cina la semifinalista che affronteremo a Yokohama.

Le ragazze del ct Mazzanti sono scese in campo con il piglio giusto dimostrandolo subito nel primo set vinto con 5 lunghezze di scarto. Le nipponiche però non si sono scomposte e, grazie a un’ottima difesa, sono riuscite a portare a casa il secondo e il quarto set.

Al tie break le ragazze hanno però rialzato la testa e hanno dimostrato tutto il valore, la forza e il talento. Un gruppo giovane (età media 23,1 anni) che ha saputo affrontare con lucidità, sfrontatezza e cattiveria le dieci partite sinora disputate.

Il Giappone, supportata dal numeroso pubblico presente al palazzetto di Nagoya, esce a testa alta da questa sfida ma si trova costretta a uscire dal mondiale a causa anche della sconfitta rimediata ieri contro la Serbia.

Al termine del match soddisfazione e qualche lacrime di gioia per le italiane. Miryam Sylla, autrice di una buona gara, si è abbracciata a capitan Chirichella e compagne lasciandosi andare in un pianto di esultanza.

Domani Paola Egonu sfiderà Tijana Boskovic in un super scontro diretto, Miriam Sylla se la dovrà vedere con Brankica Mihajlovic, al centro Anna Danesi e Cristina Chirichella contro Stevanovic e Rusic. Match alle 9.10 italiane.

Grande vittoria per Camila Giorgia al Wta di Linz.

La marchigiana ha battuto i finale la russa Ekaterina Alexandrova e ottiene così il suo secondo titolo in carriera.

Vittoria che le permette di fare anche un bel balzo al 28esimo posto della classifica Wta (il suo best ranking).
Dopo un avvio di gara equilibrato, l’azzurra ha preso il largo e non si è fatta più riprendere, dominando il secondo set. Il match si è concluso per 6-3 6-1 in 58 minuti.

La Giorgi, già finalista nell’edizione 2014 dove perse contro la Pliskova, è tornata al successo dopo 3 anni dalla vittoria ottenuta sull’erba olandese di Hertogenbosch nel 2015, e bilancio di due vittorie su sei finali.

Dobbiamo fare un salto alla stagione 2017 per ritrovare un’italiana vincente in un torneo tennistico, allora è stata la Leonessa Francesca Schiavone a Bogotá.

Al termine del match lacrime di gioia per Camila Giorgi che ha dedicato il trofeo alla famiglia: ai suoi genitori e al fratello Amadeus. Lacrime che hanno sottolineato quanto la marchigiana volesse vincere il torneo, per dimostrare il suo bel periodo di forma.

Siparietto con lacrime, ma questa volta di risate, in conferenza stampa post vittoria in semifinale contro belga Alison Van Uytvanck. La marchigiana, alla domanda sui dettagli della partita, è scoppiata in una risata contagiosa, ribadendo di “aver giocato malissimo, ma ha portato a casa la vittoria e quindi è apposto”.

Le risate al minuto 4:49

Una partita che sa di spareggio quella tra Polonia – Italia che andrà di scena questa sera a Chorzow, città a novanta chilometri a ovest di Cracovia. Una partita tra due squadre che sono appaiate a quota 1 punto dopo due match del girone 3 di Nations League. Le due nazionali si giocano la permanenze in Serie A.

Sebbene quella di stasera sarà una partita fondamentale per gli azzurri, soprattutto dal punto di vista del risultato, un’altra importante sfida è stata quella di ventisei anni fa, disputata al Camp Nou di Barcellona l’8 luglio 1982. Era la semifinale del Mondiale in Spagna e gli azzurri di Bearzot incontravano la sorprendente Polonia di Boniek. Stessa Polonia che avevamo incontrato anche nella fase a gironi ma a cui riuscimmo a strappare un bruttissimo 0-0.

La cronaca della semifinale però è stata completamente diversa con un’Italia convinta dei mezzi e proiettata verso la finale di Madrid.

I polacchi erano privi della loro stella Zbigniew Boniek, costretto a saltare la semifinale per squalifica dopo il match contro il Belgio in cui aveva realizzato una tripletta.
L’Italia invece era senza Claudio Gentile, colonna importante della difesa azzurra, ma in più aveva un super Paolo Rossi che, dopo la tripletta al Brasile nel turno precedente, rifilò anche una doppietta ai biancorossi. Da quel giorno era sempre più in voga il nome di “Pablito”.

Il futuro Pallone d’oro e capocannoniere del Mundial sfiorò subito il gol in avvio di partita, poi trovò il guizzo vincente al 22esimo minuto, deviando, da buon opportunista d’aera di rigore, una punizione di Antognoni. Intorno al 73esimo minuto Rossi si ripete: Bruno Conti si involò sulla fascia sinistra e servì un delizioso cross proprio sulla testa del numero 20, a cui bastò inginocchiarsi per appoggiare il pallone nuovamente alle spalle del portiere Mylnarczyk.

Qualche anno più tardi proprio Rossi dirà che su quella palla calciata da Conti c’era scritto “Basta spingere”.

Stasera il valore della partita è sicuramente diverso, ma una vittoria darebbe fiducia a un gruppo che dalla mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018 non è riuscita ancora a rialzarsi del tutto.

Piątek c’ha provato a fare un favore all’Italia, nazione in cui gioca attualmente con la maglia del Genoa. Poi anche Blaszczykowski, gravitato per un anno dalle parti della Fiorentina, ha cercato di riaprire il match. Ma un altro ex-italiano, quell’André Silva che ha giocato (poco e male) l’anno scorso con la maglia del Milan, ha deciso di piazzare una doppietta nel 3-2 finale con cui il Portogallo ha battuto la Polonia, a Chorzow, nel match del gruppo 3 della Lega A di Uefa Nations League.

Una bella mazzata per le sorti del mini-girone: i portoghesi sono a punteggio pieno dopo due gare, Polonia e Italia sono sotto unite in classifica dall’unico punto conquistato. Così la gara di domenica 14 ottobre per la banda di Mancini, che non sa più vincere, diventa un vero e proprio spareggio:  bisogna battere i ragazzi di Brzeczek a casa loro per evitare la retrocessione nel girone B.

Da dentro o fuori, dunque, senza giri di parole: se gli Azzurri dovessero perdere, la retrocessione sarebbe aritmetica perché la Polonia salirebbe a quattro punti con un vantaggio di gol negli scontri diretti che, ricordiamo, è il primo criterio che viene considerato in caso di arrivo a pari punti. L’Italia, tra l’altro, ha il peggior attacco con una sola rete realizzata, nell’1-1 polacco, da Jorginho su rigore.

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Se le due nazionali, invece, dovessero pareggiare, l’esito del gruppo 3 sarebbe rimandato all’ultima giornata che si giocherà su due fronti, Italia – Portogallo il 17 novembre a San Siro, e Portogallo – Polonia il 20 novembre a Guimaraes.

Nel campo delle ipotesi, immaginiamo anche un’Italia vincente contro la Polonia e se dovessero arrivare tre punti anche contro Cristiano Ronaldo&co., Mancini potrebbe anche clamorosamente acciuffare la testa del raggruppamento: si dovrebbero incastrare diverse variabili, come la rivincita dei polacchi contro il Portogallo stesso. Si avrebbe così, Italia a sette punti, Portogallo sei e Polonia quattro, che così sarebbe retrocessa in Lega B.

Ma nei sogni e negli incubi del “Mancio” c’è solo il pensiero di vincere la prima partita con la Nazionale.

 

La Serie A e la Serie B sono in pausa e in questo weekend ci saranno partite delle nazionali. Non è invece ferma la Serie C che, nel prossimo fine settimana, avrà match importanti della sesta giornata.

Nel limbo e ferma aspettando di sapere quale sarà il suo futuro è la Virtus Entella. La squadra di Chiavari è ancora in attesa di sapere dal Tar del Lazio dove dovrà giocare questa stagione, se in Serie B o in Serie C.

A dare una scossa per cercare di capire quale sarà il destino dei diavoli neri è il capitano, Luca Nizzetto, il quale ha deciso di scrivere una lettera:

Non ne possiamo più di non giocare, un altro rinvio è inconcepibile. Stiamo vivendo il peggior incubo sportivo. Questa è una situazione incredibile che non ha precedenti e dalla quale non vediamo l’ora di uscire.

I biancocelesti sinora non hanno giocato nessuna gare ufficiale e si sta “accontentando” degli allenamenti e delle amichevoli.

Una delle ultime uscite della squadra di mister Boscaglia è stata contro la Rivalorese che milita in Eccellenza. Il match si è concluso con un netto 9-2 da parte della Virtus e ciò non fa notizia. Ha fatto, invece, certamente notizia l’ingresso in campo di Antonio Cassano. Fantantonio è sceso in campo sotto gli occhi di tifosi e della sua famiglia. Fermo da due anni le sue ultime esperienze sono state alla Samp e un’avventura lampo al Verona.

Poco dopo il suo ingresso, Cassano si è subito messo in mostra mandando in rete il compagno di squadra Mota. Per il barese tre assist in pochi minuti, nonostante la pioggia battente.

In mattinata il fantasista si era già fatto notare per un bel gol in una partitella d’allenamento. Una bella girata al centro dell’area di rigore.

Non si sa ancora quale sarà il futuro di Cassano nella Virtus, come non si sa ancora quale sarà il destino della squadra. Una cosa è certa, il numero 10 vuole aiutare la società che ha puntato su di lui, indipendentemente dalla categoria.

Erano già sicure di accedere alla Final Six di Nagoya, ultima fase del Mondiale in Giappone, e questo dimostra quanta fame e grinta hanno le ragazze della Nazionale femminile di pallavolo. Ora, battendo le campionesse de mondo in carica, si sono assicurate anche il primo posto nel Pool F. Ancora imbattute, alla nona vittoria consecutiva. L’Italia allenata da Davide Mazzanti ha battuto gli Stati Uniti per 3-1 (25-16 25-23 20-25 25-16), chiudendo a punteggio pieno e da prime della classe, e mettendo in difficoltà le americane che rischiano di l’eliminazione se la Russia dovesse battere la Cina.

 

A Osaka le ragazze di Mazzanti sono state trascinate da una immensa Paola Egonu, capace di mettere a referto ben 25 punti. Ottima prova anche della Sylla (16). Mazzanti si è affidato al sestetto tipo: Malinov in palleggio, Egonu opposto, Sylla e Bosetti in banda, centrali Danesi e Chirichella, libero De Gennaro.

La classifica del Pool F, infatti, è questa:

Alle semifinali accederanno le prime due di questi due gironi. Ora non ci si può più nascondere: a Nagoya (14-16 ottobre) le azzurre di ci arrivano da favorite. Nel corso del torneo, l’Italia ha concesso soltanto tre set alle squadre avversarie. Le Final Six si disputeranno a Nagoya dal 14 al 16 ottobre. Saranno composte da due gironi triangolari composti tramite sorteggio che qualificheranno alle semifinali le prime due classificate. Le finali si disputeranno invece a Yokohama dal 19 al 20 ottobre.

 

La prima della pool E e l’Italia verranno inserite una nella pool G e l’altra nella pool H. In seguito verranno sorteggiate le terze classificate delle pool E e F (una nel girone G e l’altra in quello H), nel caso la terza della pool E finisca nello stesso gruppo di 1E (di conseguenza 3F insieme a 1F), le seconde classificate di E e F verranno inserite automaticamente nel girone dove sono presenti le squadre non ancora affrontate, per es: Pool G (1E, 3E, 2F), Pool H (1F, 3F, 2E). Nell’altro caso, invece, si procederà al sorteggio normale tra le due seconde.