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Possiamo dirlo, possiamo gridarlo: queste ragazze hanno scritto una nuova pagina di calcio. Con un 2-0 sofferto soprattutto nel primo tempo contro la Cina, le Azzurre allenate dalla ct Milena Bertolini centrano i quarti del Mondiale femminile a distanza di 28 anni.  Ma per la prima volta superano una gara da dentro-fuori in una edizione della Coppa del Mondo. Giacinti protagonista in avvio: gol annullato e vantaggio al 15′; Galli raddoppia al 50′ con un altro tiro dalla lunga distanza. Gigantesca prestazione di Linari e di tutta la linea difensiva che, in più momenti critici della gara, hanno alzato la barricata. Ora la prossima sfida sarà contro Olanda o Giappone.

ITALIA-CINA 2-0 

15′ Giacinti, 50′ Galli

ITALIA (4-4-2): Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli; Bergamaschi (63′ Mauro), Giugliano, Cernoia, Bonansea (70′ Rosucci); Giacinti, Girelli (40′ Galli). Ct Bertolini

CINA (4-4-2): Peng; Han, Wu, Lin, Liu Sha.; Wang Shuang, Zhang, Wang Yan (62′ Yao), Gu (46′ Yang Li); Wang Shanshan (62′ Song), Li. Ct Xiuquan

ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO

Ci siamo il Mondiale dell’Italia entra veramente nel vivo con gli ottavi di finale da affrontare contro la Cina.

Alle 18 le azzurre scenderanno in campo allo stadio La Mosson di Montpellier. Si presume un altro boom di spettatori come contro il Brasile. La partita sarà trasmessa in diretta tv su Rai Uno e su Sky Sport Mondiali o in streaming sulle piattaforme RaiPlay e Sky Go.

Nonostante le asiatiche si siano qualificate come migliore terza, alle spalle di Germania e Spagna, per le #RagazzeMondiali sarà una partita difficile dal punto di vista mentale e tecnico.
La Cina è una squadra organizzata soprattutto difensivamente, lascia giocare poco e sanno chiudere gli spazi. Ciò spiega il solo gol subito nelle tre gare del gruppo. Al contrario hanno avuto grosse difficoltà nel segnare. Una sola rete insaccata al Sudafrica nell’1-0 che sono valsi i tre punti.

Le azzurre affronteranno questa partita con uno spirito positivo, convinte di aver fatto fin qui un bellissimo percorso. Non bisogna fare l’errore di sottovalutare l’avversario, ma si deve mettere in mostra le doti migliori che sono la tecnica, l’organizzazione e lo spirito di gruppo. I numeri del percorso dell’Italia sono confortanti: ben 7 i gol segnati nel girone C, di cui 5 solo nella partita contro la Giamaica, mentre sono stati solo 2 i gol subiti, sintomo di un’organizzazione difensiva efficace.

Smaltiti i festeggiamenti per il 53esimo compleanno la ct Bertolini vorrebbe solamente un dono

Il regalo che vorrei è lo stesso che vorrebbero tutte le ragazze: il passaggio del turno. In questi due anni abbiamo lavorato tanto, duro, non ci siamo mai risparmiate.

La capitana Sara Gama sa che si potrebbe fare qualcosa di grande ma è altrettanto convinta che si deve restare concentrate per raggiungere un bel risultato

Se metteremo tutto in campo potremo toglierci ancora delle soddisfazioni. Siamo curiose di cimentarci in questo ottavo di finale, giocheremo a viso aperto come abbiamo sempre fatto!

Le undici che sfideranno le asiatiche non sono ancora definite, ma il probabile schieramento sarà un 4-3-1-2.

ITALIA (4-3-1-2):
Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli; Galli, Cernoia, Giugliano; Girelli; Giacinti, Bonansea.

CINA (4-4-2):
Shimeng; Han Peng, Wu, Lin, Liu Shanshan; Wang, Zhang, Wang Yan, Yasha; Shanshan Wang, Li Ying.

Si è fermato agli ottavi di finale contro le padrone di casa della Francia il cammino Mondiale del Brasile. Una sconfitta per 2-1 nei tempi supplementari dopo 90 minuti terminati sull’1-1.

La tristezza sul volto delle ragazze brasiliane al termine del match ha preso il sopravvento, ma c’è chi ha avuto la forza e la lucidità di rivolgersi al pubblico in maniera diretta.

È stata la campionessa Marta che, nell’intervista post partita, ha voluto lanciare un vero e proprio appello alle donne brasiliane. Un messaggio forte nel quale la numero 10 verdeoro ha invitato il mondo femminile a giocare al calcio a mettere in pratica le proprie qualità calcistiche, perché le varie Formiga, Cristiane e Marta non sono immortali e la Seleção ha bisogno di nuove giocatrici.

Uno sguardo profondo e diretto alla telecamera perché da sempre Marta non fa nulla per caso e, mettendoci la faccia, cerca di smuovere la massa.

Il calcio femminile dipende da te, se vuole sopravvivere! Quindi pensaci di più e valorizzalo.
Piangi all’inizio, così puoi sorridere alla fine!

Marta, anche se il Brasile non è riuscita ancora una volta a vincere il Mondiale, ha trascinato le compagne nelle quattro partite disputate.
Contro l’Italia è arrivato il gol dei record, il numero 17 che le è valso il titolo di goleador iridata, superando anche l’ex attaccante tedesco Miroslav Klose (rimasto a 16).

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L’esultanza di Marta dopo il gol all’Italia. Rete 17 in Coppa del Mondo

In 20 anni di Campionato del Mondo il Brasile non è riuscito mai a vincere il trofeo, nonostante abbia partecipato a tutte le edizioni. La volta che ci è andato più vicino è stato nel 2007, battuto dalla Germania. In quella Coppa del Mondo, una delle protagoniste assolute è stata proprio Marta che, con le 7 reti realizzate, è stata premiata come la miglior marcatrice e miglior giocatrice.

Tornando al commovente messaggio nel dopo gara, per alcuni è sembrato un discorso d’addio, ma Marta ha poi confermato di non avere piani immediati per allontanarsi dal campo.

Non posso continuare a pensare al futuro e pensare, ‘Oh, è quando andrò in pensione!’. Scherzando ho chiesto l’elisir di giovinezza a Formiga!

Tuttavia, se il Brasile si dovesse aggiudicare la candidatura al la gara per ospitare la Coppa del Mondo femminile 2023, avrebbe ancora più motivazione per continuare a giocare.

Al Mapei Stadium gli Azzurrini avevano l’obbligo di battere il Belgio già eliminato per continuare a sperare nella qualificazione alle semifinali. Poco prima dell’intervallo la sblocca Barella, poi raddoppia Cutrone; per il Belgio accorcia Vershaeren, al minuto 87 Mancini colpisce il palo di testa sugli sviluppi di un corner, ma poi ci pensa Chiesa con un bellissimo gol a siglare il 3-1 finale. Il contemporaneo 5-0 della Spagna sulla Polonia, però, qualifica gli spagnoli come primi.

Ora, per la squadra del ct Di Biagio, il proseguo del cammino in Europa si complica tantissimo: di fatto, l’Italia può passare solo come migliore seconda. Ma con incastri quasi impossibili: le seconde degli altri gironi (Germania, Danimarca o Austria nel gruppo B, Francia e Romania nel gruppo C) devono chiudono a quota 6 punti (o meno) con una differenza reti inferiore a quella degli azzurri o, a parità di differenza reti, con meno gol segnati, o, in caso di ulteriore parità, con un punteggio disciplina più alto.

BELGIO-ITALIA 1-3 

44′ Barella, 53′ Cutrone, 79′ Vershaeren, 89′ Chiesa

BELGIO (4-4-2): De Wolf; Cools, Bornauw, Bushiri, Cobbaut; Omeonga (59′ Vershaeren), Schrijvers, Heynen, Bastien (59′ Mangala); Lukebakio, Saelemaekers (74′ Mbenza). All. Walem

ITALIA (4-3-1-2): Meret; Calabresi, G. Mancini, Bastoni, Pezzella; Barella, Mandragora, Locatelli (72′ Tonali); Lo. Pellegrini (80′ Bonazzoli); Chiesa, Cutrone. All. Di Biagio

Ammoniti: Saelemaekers (B), Cools (B), Bushiri (B), Mangala (B), Locatelli (I), Vershaeren (B), Mbenza (B)
Espulso: Mbenza (B)

L’Europeo dell’Italia è congelato. Serviranno quarantotto ore per capire se saremo su un aereo per Tokyo nell’estate 2020 ma soprattutto per sognare il titolo continentale. L’Italia fa il suo dovere, batte 3-1 il Belgio e chiude a sei punti, ma non basta per vincere il girone perché a Bologna la Spagna strapazza 5-0 la Polonia e arriva prima per la miglior differenza reti nella classifica avulsa. Siamo appesi a un filo nella corsa al posto di migliore seconda, ma Francia-Romania di lunedì sera spaventa non poco.

La punizione per il ritardo decisa per Kean rimescola le carte della formazione: Di Biagio conferma il 4-3-3 ma è costretto ad alzare Pellegrini largo a sinistra e a inserire Locatelli a centrocampo. L’Italia parte decisa e al 7’ va vicinissima al vantaggio con Barella, che arriva in tuffo di testa sul cross di Pezzella ma non inquadra la porta per centimetri. Sembra l’inizio di un arrembaggio e invece l’Italia va col freno a mano. Circolazione lenta e scolastica, che non sorprende il Belgio. Anzi è proprio il Belgio a spaventarci con un diagonale di Lukebakio respinto in tuffo da Meret. Come con la Polonia, gli azzurri faticano negli ultimi venti metri e allora provano da fuori, senza mai spaventare realmente De Wolf. Serve una scintilla, che arriva poco prima dell’intervallo dal giocatore più elettrico: Pezzella pesca ancora Barella sul secondo palo che stavolta calcia al volo, la respinta del portiere belga torna verso il centrocampista del Cagliari che di sinistro trova il palo lungo. La gioia azzurra è però contenuta: la Spagna è già 3-0 con la Polonia.

Senza pensare a ciò che accade a Bologna, l’Italia inizia la ripresa all’assalto perché comunque serve una buona differenza reti per sperare ancora in un eventuale piazzamento come migliore seconda. E all’8’ arriva subito il 2-0 con una bella girata di testa di Cutrone. Al 20’ Locatelli ha un’occasionissima in spaccata a pochi metri dalla porta, ma manda a lato. Poi Mandragora e Cutrone sbattono sul muro De Wolf. Però è un bel segnale: l’Italia vuole fare il massimo per sperare ancora.

Le notizie che arrivano da Bologna però non sono confortanti e il 4-0 di Ceballos gela anche il Mapei Stadium. Di riflesso l’Italia sembra perdere foga e permette al Belgio di rientrare in partita con una perla da fuori a giro di Verschaeren, che infila Meret all’incrocio dei pali. Il palo di Mancini al 43’ sembra un segnale sinistro per il futuro, ma il gol di Chiesa al 44’ alimenta la fiamma della speranza. L’Italia chiude seconda con sei punti e con un più 3 di differenza reti: non è male, ma l’incubo biscotto tra Romania e Francia è dietro l’angolo. E i romeni potrebbero anche perdere 2-0 e passare ugualmente: avrebbero la stessa differenza-gol dell’Italia, ma con 8 reti realizzate.

Sono trascorsi oltre 70 anni da quel lontano 4 maggio 1949 che ha cambiato la storia del calcio italiano e ha stravolto la città di Torino e la squadra granata.

Ma nessuno vuole dimenticare la strage di Superga e cosa rappresenta per tutti gli appassionati del pallone.

Oltre alle persone ci sono società che non dimenticano, come il River Plate. Sin dal 1949 i Millionarios e i granata hanno sugellato un legame fortissimo, iniziato proprio subito dopo l’incidente aereo in cui morirono tutti i calciatori della società torinese.

Per la prossima stagione il club campione della Libertadores ha voluto omaggiare questa lunga amicizia con una nuova maglia dal colore granata, con l’hashtag Eterna Amistad #EternaAmicizia e con un piccolo toro sui numeri.


L’amicizia tra la società sudamericana e il Toro è nata il 26 maggio 1949 quando, l’allora River del presidente Antonio Liberti decise di volare in Italia per giocare una partita commemorativa per quei campioni morti nell’incidente aereo.

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Il biglietto di quell’amichevole

Al campo Comunale fu disputato un match tra River Plate e Torino Simbolo (una squadra mista) con l’incasso interamente devoluto in beneficenza per le famiglie dei calciatori scomparsi.
Da allora si sono disputati altri due match, nel 1951 e nel 1952, mentre il legame di “eterna amicizia” è rimasto indissolubile fino a oggi.

In passato anche il Torino ha omaggiato la squadra argentina: nella stagione 2016/17 la maglia ospite era un chiaro riferimento alla classica divisa del River.

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L’omaggio del Toro nella stagione 2016/17

Oltre agli argentini, c’è anche un’altra squadra sudamericana che recentemente ha dedicato una maglietta da gioco al Torino: la Chapecoense. La società brasiliana, anch’essa vittima di un’incidente aereo, per ringraziare i granata della vicinanza dimostrata, ha dedicato la maglia del portiere al Torino.

 

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O evento de lançamento dos novos mantos e da inauguração da Chape Oficial foi um sucesso! 🏹⚽💚 #VamosChape #NovoManto

Un post condiviso da Chapecoense (@chapecoensereal) in data:

Si è conclusa la prima parte del Mondiale femminile di Francia2019. Un torneo che sta regalando grandissimi spunti sia tecnici che sociali.

Calciatrici dalle grandi qualità con i piedi e un grande impatto mediatico, hanno fatto sì che di questa Coppa del Mondo se ne parli per anni.

Sono state due settimane intense quelle trascorse finora in cui ci sono state bellissime partite, dal grande furore agonistico e con una fantastica cornice di pubblico, sia sugli spalti che dalla tv di casa.
Sono stati abbattuti record sportivi storici e le migliori calciatrici hanno messo in mostra tutte i loro talenti e le loro qualità.

Noi di Mondiali.it abbiamo voluto cogliere 5 dei momenti più belli di questo Campionato del Mondo finora.

LE AZZURRE E GLI ITALIANI

Sicuramente tra le squadre che hanno sorpreso in positivo c’è l’Italia con le nostre #Ragazzemondiali che, contro ogni pronostico iniziale, sono riuscite a qualificarsi agli ottavi come prime del girone. Un gruppo unito con tanta tecnica nelle nostre calciatrici e un pubblico che ha spinto le azzurre più di quanto si possa credere.

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Il feeling tra azzurre e pubblico

Barbara Bonansea e Cristiana Girelli sono state le donne copertina della fase a gironi ma, aldilà del grandissimo risultato ottenuto sul campo, ci sono importanti numeri provenienti dal pubblico. In molte partite gli stadi francesi sono pieni di tifosi, anche nel match dell’Italia, ma soprattutto un grande tifo dalla tv. Le partite delle azzurre sono state seguite da milioni di italiani, numeri superiori anche alle partite della squadra maschile del ct Mancini.

ALEX MORGAN E GLI USA
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L’esultanza in una delle cinque reti della Morgan contro la Thailandia

La campionessa americana è stata una delle attrici protagoniste di questa prima scorpacciata di partite, insieme alle sue compagne. La partenza col botto contro la Thailandia ha riscritto la storia del calcio: il pokerissimo dell’attaccante californiana e la vittoria per 13-0 (partita con più gol di scarto della storia in un Mondiale di calcio). Alex Morgan come un’altra americana, Michelle Akers nel Mondiale ’91, è stata capace di gonfiare la rete per cinque volte. Il 13-0, invece, segna qualcosa di straordinario: superato nettamente il record dell’11-0 della Germania che travolse l’Argentina nel Mondiale 2007.

LE LACRIME DELLA THAILANDIA
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Le lacrime dalla panchina thailandese al gol contro la Svezia

Ci sono stati tantissimi pianti passati nella storia del calcio e quelle della Thailandia sicuramente ne faranno parte. Perché puoi perdere 13-0 contro gli Usa, perché ne puoi subire altre 5 contro la Svezia ma quando ne realizzi uno, il primo della storia alla prima apparizione Mondiale: sono soddisfazioni. La rete dell’attaccante Kanjana Sung-Ngoen al 91esimo è stata un’esplosione di gioia da parte della panchina che ha fatto il giro del mondo.

IL BRASILE DI MARTA
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L’esultanza dopo il gol all’Italia

Le brasiliane sono passate agli ottavi trascinata dalla propria fuoriclasse, la numero 10 Marta. Una campionessa dentro e fuori dal campo. Grazie alle due reti realizzate contro Australia e Italia, l’attaccante è diventata la miglior marcatrice in un Mondiale con ben 17 reti, superando il record di Miroslav Klose, con tanto di polemica con la tv tedesca per la mancata domanda durante un’intervista.
Leader anche fuori dal campo perché ha proposto di ribattezzare lo stadio di Maceiò, da Estadio Rei Pelé a Estadio Marta Vieira da Silva. Con 111 gol in 130 presenze con la Seleção è la miglior realizzatrice della storia verdeoro.
Scalpore ha fatto la notizia del rifiuto a qualsiasi sponsor sugli scarpini, perché le offerte ricevute sono state nettamente inferiori rispetto a quelle maschili. Sulle scarpe di Marta, però, ci sono i colori rosa-azzurro della campagna Go Equal (sensibilizzazione alla parità di genere) e le mette in mostra durante l’esultanza.

LA PROTESTA DI MEGAN RAPINOE
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Megan Rapinoe è l’unica americana a non cantare l’inno

Gli Stati Uniti sono la squadra da battere perché hanno tantissime fuoriclasse. D’altra parte, però, alcune di loro hanno fatto parlare di sé anche per temi extracalcistici. Una di queste è la capitana Megan Rapinoe: la centrocampista si è rifiutata di cantare l’inno nazionale americano nel prepartita. Un rifiuto contro le politiche discriminatorie portate avanti dal presidente Donald Trump nei confronti delle minoranze etniche.

Martedì 25 giugno, ore 18, Montpellier. Prendete carta e penna e segnatevi Italia Cina sul calendario appeso al muro del vostro ufficio o su quello virtuale del vostro smartphone. Le ragazze di Milena Bertolini hanno così conosciuto il nome del prossimo avversario negli ottavi di finale del Mondiale. Le asiatiche si sono qualificate alla fase a eliminazione diretta tra le migliori terze. Hanno concluso il gruppo B con Germania, Spagna e Sudafrica a quota 4 punti. Squadra quadrata, compatta tra le linee di gioco, segna poco ma subisce anche poco.

La Cina

Le ragazze allenate dall’ex calciatore cinese Jia Xiuquan hanno perso di misura all’esordio contro la Germania (0-1), vinto alla stessa maniera contro il Sudafrica (1-0) e impattato a reti bianche con la Spagna. Un gol fatto e uno subito. Il massimo risultato col minimo sforzo. Primo Paese a ospitare la competizione iridata nel 1991, la Cina ha poi conseguito un argento nella finale persa ai rigori contro gli Usa nel 1999, autentica bestia nera delle ragazze di Pechino. Contro le americane hanno perso anche i quarti di finale nel 2015 e la finale olimpica di Atlanta 1996. Sette i precedenti, di cui 4 amichevoli, tra Italia e Cina: 3 vittorie azzurre, 2 pareggi e 2 vittorie cinesi.

Il tabellone

Il tabellone degli ottavi di finale è così completato:

22 giugno, 17.30, Grenoble: Norvegia Australia

22 giugno, 21, Nizza: Germania Nigeria

23 giugno, 17.30, Valenciennes: Inghilterra Camerun

23 giugno, 21, Le Havre: Francia Brasile

24 giugno, 18, Reims: Spagna Usa

24 giugno, 21, Parigi: Svezia Canada

25 giugno, 18, Montpellier: Italia Cina

Una settimana di pausa, poi l’appuntamento è già segnato in rosso sul calendario. L’Italia femminile di Milena Bartolini tornerà in campo mercoledì 25 giugno allo Stade de La Mosson di Montpellier per disputare gli ottavi di finale del Mondiale. Tutto ancora da decifrare l’avversario delle azzurre che hanno conquistato il primo posto nel girone C, nonostante la sconfitta indolore contro il Brasile. Determinante è stata la differenza reti a favore di Bonansea e compagne (+5 totale, Australia e Brasile +3).

Le possibile avversarie

Nei giorni di riposo le azzurre attenderanno la prossima squadra sfidante, ovvero una tra Nigeria e Cina. Le africane sono terze nel gruppo A, a quota tre punti in tre partite, ma non hanno ancora la matematica certezza del ripescaggio. Nel caso in cui la Nigeria non dovesse raggiungere gli ottavi, all’Italia toccherebbe la Cina, eventuale terza classificata nel gruppo B. Se le cinesi dispongono di una difesa blindata con un solo gol subito con la stella Wang Shuang del Psg, le nigeriane fanno della imprevedibilità un loro marchio di fabbrica. Se si qualificassero agli ottavi disporrebbero di Asisat Oshoala, talento del Barcellona con un passato anche nel Liverpool e nell’Arsenal.


Superato lo scoglio ottavi, le azzurre ai quarti incontrerebbero la vincente di un ipotetico ottavo tra Olanda o Canada e Inghilterra o Giappone. Da cerchiare in rosso come pericolo numero 1 sono le tulipane campionesse d’Europa e le asiatiche vincitrici nel 2011 e terze nel 2015. Ma si sta andando troppo in là con i calcoli e l’immaginazione. Milena Bertolini sa che lo scoglio da superare ora si chiama ottavi di finale.

La mina vagante del Girone C, alla fine, è stata proprio l’Italia. Ribaltando i pronostici della vigilia che vedevano Brasile e Australia più indirizzate a superare il gruppo e accedere agli ottavi, le ragazze della ct Milena Bertolini hanno chiuso in testa al raggruppamento, con 6 punti, gli stessi delle due compagini, ma a premiare sono stati gli scontri diretti e la differenza reti. Il Brasile, dunque, accederà agli ottavi come migliore terza nonostante la vittoria per 1-0 di rigore firmato da Marta. Nell’altra partita l’Australia trascinata da una poderosa Samantha Kerr ha demolito la Giamaica per 4-1.

Italia – Brasile 0-1 (qui sintesi completa)

Niente en-plein per l’Italia nel raggruppamento C dei Mondiali femminili. Dopo le prime due vittorie di fila, nella terza ed ultima giornata della fase a gironi, le azzurre rimediano un ko di misura con il Brasile (1-0), ma chiudono comunque al primo posto nel girone. Decide un calcio di rigore di Marta, ma è una sconfitta del tutto indolore per le ragazze di Bertolini, che nonostante l’arrivo a pari punti con Australia e le stesse brasiliane, si qualificano comunque agli ottavi di finale da prime, vista la differenza reti migliore rispetto alle altre due selezioni.

 

Australia – Giamaica 4-1

Sam Kerr trascina l’Australia al successo contro la Giamaica: a Grenoble l’attaccante australiana ha siglato quattro gol (due per tempo), necessari per piegare la nazionale africana ma non per scalzare l’Italia dal primo posto nel girone. La nazionale allenata da Ante Milicic aveva bisogno di vincere con 5 gol di scarto e sperare in un successo del Brasile per due reti di scarto contro le Azzurre. Alla fine Kerr e compagne si devono accontentare del secondo posto e il prossimo 22 giugno se la vedranno in ottavi di finale a Nizza contro la Norvegia (seconda nel gruppo A dietro la Francia).

La serata di grazia di Samantha Kerr inizia al minuto 11, quando l’attaccante dei Chicago Red Stars segna con una gran torsione di testa. Il raddoppio della numero 20 australiana arriva al 42′, sempre di testa. Nella ripresa Solaun accorcia le distanze per la Giamaica, segnando il primo gol della nazionale africana nel torneo. Le giamaicane sfiorano in un paio di occasioni il pareggio prima del “Kerr bis”: la numero 20 Ausse segna ancora al 69′ e poi all’83’, sfruttando una clamorosa papera del portiere. Australia seconda dopo il ko iniziale con l’Italia: ad aspettare Kerr e compagne in ottavi c’è la Norvegia.

Sconfitta indolore per le azzurre contro il Brasile che passano da prime e volano agli ottavi dopo 28 anni.
Un rigore molto dubbio, trasformato dalla bomber Marta, ha permesso alle sudamericane di qualificarsi agli ottavi di finale da terza con sei punti.


Le azzurre hanno giocato una buonissima partita contro una nazionale comunque molto forte. Le ragazze hanno tenuto testa al Brasile, ma nel secondo tempo si è sentita un po’ di stanchezza.

Sono stati 90 minuti in cui le due squadre si sono affrontate a viso aperto e peccato per qualche errore di troppo nell’ultimo passaggio per le azzurre che sarebbero potute diventare grandi occasioni da rete.


Al di là della sconfitta, rimane la buona prestazione della difesa e del portiere Giuliani che ha compiuto un vero e proprio miracolo su Debinha al 16esimo del primo tempo.
Alla mezz’ora è stato annullato (giustamente) un gol all’Italia: Girelli ha trasformato in posizione di fuorigioco. Ma la vera pallagol arriva ai piedi di Bonansea che non riesce ad angolare bene e si ‘ fatta parare il tiro dal portiere Barbara.

Nel secondo tempo un po’ più Brasile, ma è semplicemente l’episodio dubbio del rigore che ha permesso alle verdeoro di vincere il match. Nota da sottolineare è il 17esimo gol realizzato da Marta in Coppa del Mondo, superato anche il tedesco Klose (16).


Si qualifica agli ottavi anche l’Australia. Le Matildas hanno superato la Giamaica per 4-1 (grazie al poker di Sam Kerr). Lo scontro diretto vinto contro il Brasile ha permesso alle oceaniche di piazzarsi come seconda.

ITALIA (4-3-1-2)

Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli (70′ Boattin); Galli, Giugliano, Cernoia; Girelli (77′ Mauro); Giacinti (62’ Bergamaschi), Bonansea.

BRASILE (4-4-2)

Barbara; Leticia Santos (75′ Poliana) , Kathellen, Monica, Tamires; Ludmila, Andressinha, Thaisa, Debinha; Marta (83′ Luana), Cristian (64’ Beatriz).