Il campionato spagnolo riparte senza Koeman, visto che il Barcellona ha cambiato allenatore, e le Partite della Liga di 30-31 Ottobre e 1 Novembre per la dodicesima giornata. Per l’occasione, i Blaugrana affronteranno, con il nuovo allenatore ad interim, l’Alaves, che viene da due vittorie consecutive e si è parzialmente tolto dalla zona retrocessione.
Quando le prestazioni negative non accennano a diminuire, chi paga è sempre il tecnico e questo è il caso dell’Esonero di Koeman dal Barcellona. L’ultima sconfitta contro il Rayo Vallecano, infatti, ha causato la rottura definitiva del rapporto con la dirigenza, che ha pensato di cambiare per dare una scossa alla squadra.
Nel campionato spagnolo c’è il turno infrasettimanale e le Partite Liga 26-26-28 Ottobre sono valide per l’undicesima giornata. Il Real Madrid di Ancelotti viene da una vittoria molto importante al Camp Nou contro i rivali di sempre del Barcellona ed è secondo in classifica, a meno uno della Real Sociedad, che però ha una partita in più.
Nato in Andalusia il 30 marzo 1986, il difensore spagnolo è primatista di presenze con la Spagna. Ha vinto 4 Champions, segna tantissimo e porta con sé sempre il ricordo di Puerta
Il Mondiale di basket parla spagnolo grazie a lui che, tre mesi fa ha vinto il titolo Nba con Toronto come vice di Nurse. E l’Italia lo mandò via nel 2013
Scelto come secondo rigorista, ma senza Antognoni in campo, va lui sul dischetto. Il risultato è ancora 0-0, lui sbaglia, ma la storia ride all’Italia
Gara combattuta e tesissima, ma gli Azzurri cedono di schianto nel finale. L’Italia saluta il Mondiale con una gara d’anticipo
Durante il match di Liga, le due squadre si sono fermate al minuto 16 e 21, i corrispettivi numeri di maglia di Puerta e Jarque, morti a distanza di due anni, nell’agosto 2007 e 2009
A Gwangju la squadra di Campagna gioca la partita perfetta e conquista il quarto titolo iridato della sua storia dopo il 1978, 1994 e 2011
Zoff e Pertini contro Causio e Bearzot. Lo scopone leggendario con la Coppa del Mondo accanto. Uno degli aneddoti che più ricorderemo del Mondiale 1982