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Primi gironi che si chiudono al Mondiale femminile in Francia. I Gruppi A e B, nelle partite di lunedì, hanno emesso i loro verdetti: le tedesche travolgono 4-0 il Sudafrica nel girone B e volano agli ottavi a punteggio pieno. Staccano il pass per la fase ad eliminazione diretta anche Cina e Spagna, qualificate dopo lo 0-0 nello scontro diretto. In serata vincono anche la Francia (1-0 alla Nigeria e 9 punti nel gruppo A) e la Norvegia, di rigore, contro la Corea del Sud.

GIRONE B: SUDAFRICA-GERMANIA 0-4

14′ Leupolz, 29′ Däbritz, 40′ Popp, 58′ Magull

La Germania chiude a punteggio pieno il proprio girone e vola, dunque, da prima classificata del girone B agli ottavi di finale. Prestazione super quella delle tedesche contro il Sudafrica: poker finale che costringe le avversarie a chiudere l’avventura Mondiale senza neanche un punto. È una distrazione della difesa sudafricana ad agevolare, dopo un quarto d’ora di gioco, il vantaggio della Leupolz, libera di insaccare di testa sul cross dalla bandierina. Un altro clamoroso errore lo compie poi, alla mezz’ora, il portiere che perde palla in uscita bassa e favorisce il raddoppio della Däbritz. Nel primo tempo c’è anche spazio per il tris siglato dalla Popp, sempre di testa, mentre il sigillo finale arriva nella ripresa, con la Magull rapace in area di rigore sulla corta respinta del palo. La Germania sale a 9 punti e accede al prossimo turno.

 

GIRONE B: CINA-SPAGNA 0-0

Si qualificano agli ottavi di finale anche Cina e Spagna, protagonisti di uno 0-0 che vale oro per entrambe. Il pari finale, infatti, trascina le due Nazionali a quota 4 punti: le iberiche passano da seconde, in virtù della migliore differenza reti, mentre le ragazze orientali possono festeggiare per essere tra le migliori terze, grazie a un margine sufficiente rispetto a la classifica prospettata nei gironi E e F. La partita non regala particolari emozioni. La Spagna gioca meglio e comanda il possesso di palla, rendendosi pericolosa in particolare in chiusura di primo tempo, ma né la Caldentey né la Torrecilla riescono a sbloccare nel punteggio. Nei secondi 45 minuti, invece, le due squadre capiscono che un punto a testa può andare più che bene e calano il ritmo, raggiungendo l’obiettivo.

Classifica girone B

GERMANIA: 9 punti (+6)
SPAGNA: 4 punti (+1)
CINA: 4 punti (0)
SUDAFRICA: 0 punti (-7)

 

GIRONE A: NIGERIA-FRANCIA 0-1

79′ Renard

Fa en plein nel proprio raggruppamento anche la Francia, padrona di casa del torneo. Le ragazze della Diacre mettono pressione alle avversarie già nei primi 45 minuti di gioco, ma le nigeriane fanno muro e non concedono nitide occasioni da gol, se non con il tentativo della Henry. La prima vera opportunità, tuttavia, arriva nella seconda frazione di gioco, quando la Majri sfiora il gol sugli sviluppi di un angolo. A un quarto d’ora dal termine arriva la svolta del match: la Ebere stende in area la Diani e concede calcio di rigore. Il fallo, ravvisato dall’arbitro con il Var, costa anche il secondo giallo e l’espulsione alla nigeriana. Dal dischetto si presenta Renard che si fa ipnotizzare dalla Nnadozie. Come già successo in Italia-Giamaica, però, il portiere parte con entrambi i piedi oltre la linea e il penalty viene, dunque, fatto ripetere. Al secondo tentativo, il capitano della Francia non sbaglia e regala il terzo successo. La Nigeria, nonostante il ko, ha possibilità di qualificarsi come terza del girone.

 

GIRONE A: COREA DEL SUD-NORVEGIA 1-2

5′ rig. Hansen (N), 51′ Herlovsen (N), 78′ Yeo (G)

Conquista la qualificazione, infine, anche la Norvegia. Anche in questo caso sono decisivi i tiri dagli 11 metri che permettono alla Nazionale, guidata dalla Sjogren, di battere la Corea del Sud e salire a 6 punti in classifica, al secondo posto nel girone A. È proprio un tiro dal dischetto, infatti, che porta i nordici in vantaggio. Kim intuisce, ma non basta a evitare la rete di Hansen. In avvio di ripresa, le norvegesi guadagnano un altro rigore. Questa volta se ne occupa la Herlovsen: il portiere riesce anche a toccare, ma fallisce di nuovo nel tentativo di neutralizzare. Sotto di due gol, le coreane si svegliano nel finale e dimezzano lo svantaggio con Yeo Min-Ji, ispirata da uno splendido colpo di tacco di Lee-Geum Min. Alla fine vince la Norvegia ed elimina la Corea.

Classifica girone A

FRANCIA: 9 punti (+6)
NORVEGIA: 6 punti (+3)
NIGERIA: 3 punti (-2)
COREA DEL SUD: 0 punti (-7)

 

Serve una vittoria e, soprattutto, alla Spagna servono i tre punti se vuole continuare il percorso al Mondiale femminile di Francia2019. Contro la Cina allo stadio Océane di Le Havre, la Roja ha vuole strappare il pass per gli ottavi di finale.

A trascinare l’undici del ct Jorge Vilda ci sarà sicuramente la calciatrice più importante: la numero 10, Jennifer Hermoso.

In questo Mondiale l’attaccante dell’Atletico Madrid ha già realizzato due reti (entrambe su rigore) nel match vinto contro il Sudafrica per 3-1.

 

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Siempre tú. 👵🏼 ✨

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Dotata di un grande fiuto del gol, la bomber ha un’ottima media realizzativa con la selezione spagnola oltre a essere capocannoniere 2018/19 del campionato spagnolo di Liga con 24 centri. In verità questo è il suo terzo personalissimo premio dato che anche nella stagione 2015/16 (24 gol) e nel 2016/17 (35 gol) è stata la Pichichi iberica.

Oltre al suo grande talento, Jenni Hermoso ha un piccolo amuleto: la sua famiglia. Sì perché i suoi parenti sono al centro della sa vita e l’ha voluto mostrare al mondo intero. Innanzitutto l’esultanza dopo il gol contro il Sudafrica dedicata a sua nonna che è morta due anni fa.

Era una seconda madre per me. Dov’è, si prende cura di me ogni giorno e mi da coraggio!

ha rivelato nel post gara contro le africane.

Le sue braccia, inoltre, sono ricche di tatuaggi: quello sinistro dedicato proprio alla famiglia, il destro a se stessa.

Ce n’è uno per mia madre, la mano di mia nipote, le iniziali dei miei nonni, un garofano per mia nonna e la vecchia stazione radiofonica di mio nonno!

Cresciuta a Carabanchel, un quartiere di Madrid, ha iniziato a giocare a calcio grazie al nonno ex portiere dell’Atletico Madrid e a interi pomeriggi trascorsi giocando per strada. Ora è l’unico che gli è rimasto in vita e, ovviamente, è molto legata.

Tutta la famiglia la stanno seguendo dalla tv e certamente Jenni Hermoso ha diversi motivi per trascinare la Roja agli ottavi di questo Mondiale.

Va in archivio la sesta giornata del Mondiale femminile che si sta disputando in Francia con le padrone di casa che vincono 2-1 contro la Norvegia e staccano il pass per il turno successivo in virtù dei 6 punti fatti in due partite. Nello stesso girone A torna in corsa la Nigeria che vince 2-0 contro la Corea del Sud e si piazza a 3 punti. Nell’altra gara di giornata, nel pomeriggio, la Germania, nuovamente con un tirato 1-0, batte la Spagna e vola a 6 punti.

NIGERIA-COREA DEL SUD 2-0

Un gol per tempo basta alle africane per avere la meglio sulle avversarie. Alla mezz’ora Kim do-yeon sbaglia il rinvio ed infila la propria porta, regalando il vantaggio alla Nigeria, mentre nella ripresa Oshoala scarta l’estremo difensore avversario e segna da posizione defilata.

 

GERMANIA-SPAGNA 1-0

Partita tirata con le teutoniche che vincono grazie a un gol di Dabritz, aiutata da un clamoroso errore di Marta che non sente il suo arrivo alle spalle. Le iberiche giocano meglio ma non riescono mai ad impensierire il portiere avversario Schult, molto attenta sui palloni alti.

 

FRANCIA-NORVEGIA 2-1

La Francia sblocca il risultato dopo meno di un minuto dall’inizio della ripresa di gioco: Majri, lanciata in profondità sulla sinistra, crossa per Gauvin, che realizza il tap-in. Ma il vantaggio dura poco, perché dopo appena otto minuti Renard sbaglia porta e realizza un autogol beffardo che vale il pareggio della Norvegia. Al 72′ le transalpine tornano in vantaggio con la rete su rigore di Le Sommer.

 

Nel secondo giorno di Mondiale sono andate in scena tre partite e a fare la voce grossa sono state Germania, Spagna e Norvegia che hanno vinto rispettivamente contro Cina, Sudafrica e Nigeria.

Sicuramente sorprendente è stato il successo delle scandinave per 3-0 contro le africane nonostante l’assenza della campionessa e Pallone d’oro 2018, Ada Hegerberg.


I tre punti per le ragazze guidare dal ct svedese Martin Sjorgen hanno praticamente chiuso il match al termine dei primi 45 minuti grazie alle reti di Reiten, Utland e all’autogol del difensore Ohale.

La Norvegia raggiunge la Francia al primo posto nel gruppo A a tre punti. Le transalpine sono avanti nella differenza reti grazie al 4-0 contro la Corea del Sud.

Nel primo pomeriggio sono arrivati i primi tre punti anche per la Germania nel gruppo B contro le cinesi. Partita giocata abbastanza alla pari, solamente il gol siglato da Giulia Gwinn al 66esimo minuto ha rotto l’equilibrio in favore delle tedesche. Successo tutto sommato meritato data la maggiore percentuale di possesso (58%) e di tiri nello specchio (16-5) della porta difesa dalla cinese Peng Shimeng.

Nel primo match del girone B si sono affrontate Spagna – Sudafrica. Per le iberiche c’è stato lo spavento iniziale dovuto dal gol realizzato da Thembi Kgatlana al 25esimo che aveva fatto ben sperare alle africane. Poi la squadra guidata da Jorge Vilda ha preso in mano la gara trovando, però, il gol del pareggio su rigore solamente al 70esimo minuto grazie all’attaccante dell’Atletico Madrid, Jenni Hermoso.  Sempre dal dischetto la numero 10 si è ripetuta all’83esimo. Lucía García, infine, ha realizzato il gol della sicurezza al 89° minuto.

Ce l’ho! Ce l’ho! Ce l’ho! Mi manca!

No, non stiamo parlando di figurine e di album Panini, è quello che abbiamo pensato del calciatore Pedro Rodriguez quando ha guardato la sua bacheca di trofei prima della finale di Europa League, poi vinta dal suo Chelsea a Baku.

Sì perché prima della vittoria dei Bleus sull’Arsenal, l’attaccante spagnolo era riuscito a vincere tutto il possibile a livello internazionale (tra club e nazionale), tranne proprio il secondo trofeo europeo.
Ora la sua bacheca è al completo, diventando così il primo spagnolo a fare l’en plein.

Nel 4-1 finale l’ex canterano del Barcellona ha segnato anche la rete del momentaneo 2-0.

A 32 anni, Pedro ha l’incredibile palmares di 25 titoli, degno di un grande campione. A livello internazionale vanta ben tre Champions League, altrettante Supercoppe Europee, due Mondiali per Club (trofei vinti tutti con i blaugrana) e appunto l’Europa League.
La bacheca, a livello di club, si arricchisce con le vittorie nazionali grazie a: cinque Liga, tre Coppe del Re, quattro Supercoppe spagnole (col Barcellona); una Premier League e una FA Cup (col Chelsea).

I successi per l’esterno sono arrivati anche con la maglia delle Furie Rosse grazie al biennio d’oro 2010 – 2012 con i trionfi nel Mondiale in Sudafrica e nell’Europeo di Polonia-Ucraina.

Puoi annoiarti con molte cose, ma mai con la vittoria. Vuoi sempre vincere il più possibile. Prima del ritiro vuoi guardare indietro e vedere cosa sei riuscito a ottenere. Le competizioni europee ti spingono un po’ di più.

Dal punto di vista prettamente personale, inoltre, Pedrito è diventato il quinto calciatore della storia a essere andato a segno sia in una finale di Europa League che in Champions League dopo Allan Simonsen, Hernan Crespo, Dmitri Alenichev e Steven Gerrard. Primo, invece, ad aver segnato in Champions, Europa League e Supercoppa Europea. 

Ha disputato ben 24 finali da professionista, timbrando il cartellino in otto occasioni (sette col Barça).

Nella sua carriera, precisamente nel 2009, è stato l’unico spagnolo a segnare in ben sei competizioni diverse: Liga, Coppa del Re, Supercoppa di Spagna, Champions, Supercoppa Europea e Mondiale per club.

Un sorriso e un potere in più per i bambini che si curano in ospedale e che si trovano a sfidare partite molto difficili.

Sentirsi forti come i campioni Messi, Griezmann o Sergio Ramos può aiutarli ad affrontare le battaglie con più convinzione.

Maglie di calcio che diventano camici ospedalieri. È un’idea semplice ma profondamente innovativa quella studiata dal mensile spagnolo Panenka, il quale ha lanciato il sito lasbatasmasfuertes.com in cui è presente un videoracconto della quotidianità nei reparti infantili degli ospedali. Ecco nonostante le difficoltà il potere che riesce a trasmettere un camice della propria squadra del cuore è tanto e può dare una spinta in più piccoli pazienti.

La vita in ospedale è difficile ed è per questo che tale progetto può aiutare i bambini e le loro famiglie a combattere con più determinazione i vari problemi, attraverso i fuoriclasse come Suarez, Isco ecc.

La voglia è quella di far abbracciare questa novità a quanti più centri sanitari e ospedalieri possibili, non solo in terra iberica. In effetti, per chi volesse sposare questo progetto potrebbe richiedere informazioni all’indirizzo mail: lasbatasmasfuertes@panenka.org

I sarti all’opera per trasformare le maglie in camici
La 10 di Lionel Messi
Anche per i piccoli tifosi Colchoneros

E anche gli spagnoli si sono stancati!

Non piace proprio a tutti il campionato “spezzatino” e, dopo la Germania, anche la Liga ha deciso di dire stop  al Monday Night.

Le proteste dei tifosi hanno fatto sì che le partite del lunedì sera saranno abolite, così da accontentare il pubblico sugli spalti e remare un po’ contro le pay tv.

In effetti non piace proprio a tutti questo calendario che da anni lascia un po’ vago l’appassionato, il quale ha perso la routine della partita domenicale.
È così la federcalcio spagnola ha deciso di accodarsi a quella tedesca e ha preso questa drastica decisione. In realtà sotto esame c’è anche la partita del venerdì sulla quale, però, non è stata data nessuna conferma d’abolizione.

L’annuncio è stato dato direttamente dal presidente della federazione spagnolo, Luis Rubiales

A partire dalla prossima stagione, la Liga si giocherà al sabato e alla domenica. Vediamo cosa fare per i venerdì, se si arriva a un accordo che va bene per tutti. Gli affari sono importanti ma contano più i tifosi.

Come detto la Liga segue la Bundesliga.

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La protesta dei supporters dell’Eintracht Francoforte di qualche mese fa

Le continue lamentele dei tedeschi hanno “costretto” qualche mese fa la federazione calcistica della Germania a cancellare l’appuntamento del lunedì sera. E così è stato anche per gli iberici.

Una tradizione che, a quanto pare, non piace a tutti. Sono stati gli inglesi i primi a lanciare il match del Monday Night nel lontano 17 agosto 1992. La partita è stata Manchester City – Queens Park Rangers, giocatasi al Maine Road e terminata 1-1.

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I tifosi dello United of Manchester che hanno espresso lo scarso feeling con il lunedì

Sebbene abbia ancora successo ci sono anche molti tifosi d’oltremanica che si sono stufati della partita del lunedì. Tuttavia difficilmente per ora la federazione inglese cambierà idea.

Stessa situazione vale per l’Italia. In tanti si sono ribellati per questo continuo caos legato alle partite che, tra l’altro, ha suscitato non pochi problemi anche alla società della Lazio. I biancocelesti, infatti, sono stati costretti a saltare il match casalingo contro l’Udinese e, a causa del fitto calendario, tuttora non si sa quando sarà recuperata.
Comunque sia, nonostante non si è soddisfatti dell’esito dello “spezzatino” calcistico, al momento Lega e Figc vanno a braccetto: ci sono in ballo molti milioni di euro.

Forse dalla Spagna arriva un proposta interessante anche per il calcio italiano: una Supercoppa a quattro squadre, una rivoluzione che la Federcalcio spagnola ha annunciato a partire già dall’estate 2019. A contendersi quello che è solitamente il primo trofeo dell’anno (in Italia, negli ultimi anni si sta giocando nel periodo natalizio) giocheranno le prime due della Liga e le due finaliste della Coppa del Re.

Luis Rubiales, presidente della Federcalcio spagnola, ha annunciato il cambio di format del torneo istituito nel 1982, che mette di fronte la squadra vincitrice della Liga e quella che ha trionfato nella Copa del Rey. Fino al 2018, la competizione si è giocata in doppio confronto con match di ritorno in casa della società campione nazionale. A partire dalla prossima estate, la manifestazione sarà giocata da quattro squadre, ad eliminazione diretta.

 

I tre match, le due semifinali e la finale, (non è prevista la “finalina”, la sfida per il terzo posto) si giocherebbero tutti in una città straniera, nella settimana precedente all’inizio del nuovo campionato. Secondo Rubiales, la Supercoppa diventerà «una festa del calcio e genererà sempre maggiore attenzione» perché il nuovo format ha l’esigenza di espandere ulteriormente il brand del calcio spagnolo. Con tanto di tifoseria che storce il naso per ovvie questioni di costi e di distanze.

Del resto già la recente Supercoppa si è giocata a Tangeri, in Algeria, dove il Barcellona si è imposto per 2-1 sul Siviglia, ottenendo quindi il 13° trofeo, oltre 10 finali perse, un record assoluto in Spagna. Dal 2018, inoltre, si decise che il trofeo sarebbe stato assegnato in gara unica, in modo da poterla disputare all’estero, come accade anche in Italia, ma il regolamento della Supercoppa è cambiato nel corso degli anni.

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Nato nel 1982, prevedeva andata e ritorno, oltre all’assegnazione automatica in caso di double Liga e Coppa del Re come successo al Bilbao nel 1984 e al Real nel 1989. Negli anni ’90 quest’ultima parte venne eliminata: in caso di double (situazione che si verificò in 6 stagioni, compresa l’ultima), avrebbe giocato la finalista perdente di Coppa del Re.

Nell’epoca in cui tutto è smart e tutto è social anche i vip possono trasformarsi in hater. E pagarne le conseguenze. Con una storica sentenza la Uefa ha punito il difensore croato Dejan Lovren per i suoi insulti su instagram a Sergio Ramos. I fatti si riferiscono al post Croazia Spagna di Nations League dello scorso 15 novembre. Il massimo organismo continentale ha punito il giocatore del Liverpool “per aver violato le regole di condotta sportiva” con una giornata di squalifica. Lovren quindi salterà la prima gara di qualificazione a Euro 2020 prevista contro l’Azeirbagian.


La decisione dell’Uefa fa notizia perché non giudica un episodio avvenuto in campo o una dichiarazione fuori le righe in sala stampa. La condotta sportiva è stata violata sui social. Dopo la partita Lovren, durante una diretta instagram si è rivolto proprio al difensore del Real Madrid. «Gli ho dato una bella gomitata, ora parla amico», aveva detto in tono di scherno verso Ramos. Proprio la gomitata durante la partita tra Croazia e Spagna era stata completamente ignorata dalle televisioni. Il difensore del Liverpool era stato poco tenero anche verso l’intera squadra spagnola, definita “un branco di fighette”.

Lovren e Ramos durante Croazia Spagna

Lovren e Sergio Ramos non si sono mai amati, soprattutto dopo la finale di Champions dello scorso anno tra Real Madrid e Reds. Il croato non ha mai digerito il contrasto tra il capitano del Real e Salah che costrinse l’egiziano ad abbandonare il campo. «Sergio Ramos è fortunato. Fa più errori di me, ma gioca nel Real Madrid. Varane è più forte di lui», il giudizio poco lusinghiero di Lovren. Ramos, come prevedibile, gli rispose per le rime l’etichettando l’avversario come un “frustrato”. Nessuno, tra i difensori in attività, ha fatto meglio di Sergio Ramos.

Di certo il centrale spagnolo avrà ben altro a cui pensare dopo aver centrato un prestigioso traguardo in settimana. Con il rigore trasformato contro il Leganes in Coppa del Re, ha segnato la rete numero 100 in carriera tra Real, Siviglia e Spagna. Un numero impressionante per un difensore, che proietta Ramos nella classifica all time: in testa c’è Ronald Koeman con 193 gol, seguito da Daniel Passarella a 134.

Mesi fa ci sono stati gli addii del tecnico Zidane e di Cristiano Ronaldo: il primo sostituito da Lopetegui, il secondo con gli uomini già in rosa.

Tuttavia qualcosa al Real Madrid si è rotto. Nonostante l’arrivo di Santiago Solari sulla panchina, i Blancos stanno vivendo una stagione stregata e la partita di Coppa del Re contro il Leganes di questa sera fa un po’ paura.

In realtà la piccola squadra guidata da mister da Mauricio Pellegrino certo non dovrebbe intimorire i giocatori madridisti, ma per l’ottavo di finale di coppa c’è apprensione nello spogliatoio della squadra fresca campione del Mondo.

Un punto nelle ultime due partite contro due squadra abbordabilissime come Villareal e Real Sociedad. Addirittura contro i baschi è arrivata una netta sconfitta per 2-0, oltre che un gioco avulso e vere occasioni da gol. Le polemiche sono andate avanti a causa delle decisioni prese dagli arbitri Var riguardo alcuni episodi durante il match, su tutti il mancato rigore su Vinicius. L’arbitro nello specifico è Munuera Montero, colui che avrebbe esultato a un gol dell’Eibar nella vittoria per 3-0 sempre sul Real, del 24 novembre scorso.

A partire da stasera, Santiago Solari deve avere l’obbligo di raccogliere i cocci per cercare di riprendere in mano questa stagione, fin qui molto al di sotto delle aspettative del club, soprattutto in campionato.

Intanto a Madrid è già partito il toto allenatori per la prossima annata. Dalla Spagna arriva la notizia di un interessamento nei confronti di Massimiliano Allegri (con Zidane sulla panchina bianconera). Ma gli occhi sono rivolti anche nei confronti di José Mourinho, rimasto senza squadra dopo l’esonero dal Manchester United, e di Antonio Conte, senza contratto dopo l’esperienza al Chelsea ma che però è poco apprezzato soprattutto dal capitano Sergio Ramos.

I problemi del Real sono nello spogliatoio. Luka Modric aveva più di una suggestione di lasciare Madrid dopo Ronaldo, così come altri campioni come Bale e Benzema stanno rendendo poco e male, per non parlare di Isco, ben lontano dal fenomeno ammirato nella semifinale contro la Juventus. Il centrocampista croato, fresco vincitore del Pallone d’oro, non ha avuto certo parole al miele nei confronti dei compagni, dopo il fischio finale contro la Sociedad

I nostri problemi non sono l’arbitro e il Var: molti di noi non stanno giocando secondo i loro standard, me per primo. Creiamo tanto, la palla non entra, ma non è questione di fortuna o sfortuna: dobbiamo guardare in faccia la realtà e migliorare, ragionando da uomini per sistemare le cose.

Tra le fila del Leganes non potranno esserci Andriy Lunin e Oscar Rodriguez. I due calciatori, di proprietà del Real Madrid ma che non potranno scendere in campo per la “clausola del miedo”, ovvero la “clausola della paura”, un dettaglio contrattuale che prevede la loro assenza in vista di match contro il Real Madrid.

Certo non è un buon segnale per calmare il già abbastanza burrascoso clima madrileno.