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Non Cristiano Ronaldo e neanche Leo Messi. Il bomber della Champions League nell’anno solare 2018 è, apparentemente, un insospettabile. Edin Dzeko ha segnato solo 2 reti in questa prima parte della stagione in serie A. I fanta allenatori che avevano puntato su di lui ne sanno qualcosa. Eppure in Europa la musica è ben diversa. Il bosniaco vince questa speciale classifica avendo centrato la porta avversaria per 10 volte in 10 partite. Lo stesso numero di Robert Lewandoski che però ha impiegato 140 minuti in più rispetto all’attaccante della Roma.


Dzeko approfitta così al meglio di un’annata da ricordare per la squadra giallorossa in Europa. La semifinale di Champions nella prima parte dell’anno, con la clamorosa remuntada contro il Barcellona nei quarti di finale. Dall’1-4 dell’andata al 3-0 dell’Olimpico. Il gol della speranza al Camp Nou e poi quello che ha aperto la rimonta in casa al ritorno. E poi ancora due reti nelle semifinali con il Liverpool che non sono comunque servite per raggiungere la finale. In questa prima parte di Champions, Dzeko è andato a segno già 5 volte. Hattrick con il Viktoria Plzen e doppietta casalinga contro il Cska Mosca. Dieci reti totali che gli valgono il titolo di capocannoniere di Champions 2018.

Dietro di lui ci sono i pezzi grossi del calcio europeo, da Ronaldo a Messi, da Lewandowski al trio delle meraviglie del Liverpool. Tutti dietro il cecchino bosniaco, chiamato ora a riprendersi in campionato con la Roma.

  1. Edin Dzeko, Roma – 10 gol in 899 minuti
  2. Robert Lewandowski, Bayern Monaco – 10 gol in 1039 minuti
  3. Sadio Mané, Liverpool – 9 gol in 1146 minuti
  4. Mohamed Salah, Liverpool – 7 gol in 960 minuti
  5. Cristiano Ronaldo, Real Madrid/Juventus – 7 gol in 1019 minuti
  6. Paulo Dybala, Juventus – 6 gol in 511 minuti
  7. Lionel Messi, Barcellona – 6 gol in 657 minuti
  8. Karim Benzema, Real Madrid – 6 gol in 811 minuti
  9. Roberto Firmino, Liverpool – 6 gol in 953 minuti
  10. Andrej Kramaric, Hoffenheim – 5 gol in 481 minuti

Alla Roma e ai romanisti il ricordo più caro che hanno della acerba carriera di Cengiz Ünder in Champions League è tutto nel piede da cui è partito il calcio d’angolo telecomandato per la testa di Manolas che ha consacrato il 3-0 contro il Barcellona nei quarti di finale dello scorso aprile.

Il momento più alto e solenne anche dell’esperienza di Di Francesco sulla panchina giallorossa, agli antipodi, invece, di quello che sta vivendo quest’anno: la partita di martedì 27 novembre persa 2-0 contro il Real Madrid allunga, infatti, una sensazione di negatività che accompagna il club dall’inizio della stagione. Da una squadra spagnola ad un’altra, dal momento magico per il giovane calciatore turco a un incredibile errore sotto porta, di quelli che “l’avremmo sbagliato anche noi” ricordando il mitico lapsus del telecronista Noaro, esaltato dalla Gialappa’s band.

Sullo scadere della prima frazione di tempo dove la Roma ha ben risposto al Real, infatti, Cengiz Ünder riceve un pallone perfetto servito da Zaniolo sulla sinistra, Sergio Ramos in scivolata non riesce ad arpionare la palla che arriva al turco nell’aera piccola; calcio di piatto interno di prima intenzione, ma la sparacchia alta, altissima.

Il ragazzo, certamente, rialzerà la testa e per fargli tornare il sorriso (ci proviamo, magra consolazione) può rivedere alcune clamorose palle gol sciupate da illustri colleghi, gente che solitamente prende/prendeva a pallonate il portiere avversario, ma che sono crollati anche loro davanti alla legge del gol sbagliato a porta vuota:

1- Cristiano Ronaldo al Manchester United

2- Edin Dzeko (con sovrapposizione ironica dell’audio di Adani e Compagnoni)

3- Samuel Eto’o nel derby contro il Milan. Un derby che valeva lo scudetto del 2011

 

4- Leo Messi con la maglia dell’Argentina (in Nazionale va così…)

 

5- Fernando Torres sancisce l’esperienza negativa con il Chelsea

 

6- “Bonus track”. Una bella carrellata dai campi di provincia o in giro per il mondo

Si è chiusa un’altra parentesi delle nazionali e della Nations League in Europa.

In queste giornate si sono susseguite numerose partite delle varie squadre delle quattro leghe. L’Italia ha battuto al fotofinish la Polonia grazie al gol di Biraghi e ha condannato i polacchi alla retrocessione in B, mentre a novembre dovrà affrontare il Portogallo per riaprire il discorso della qualificazione alle Final Four.

Chi è che i discorsi li ha già abbondantemente chiusi è la Francia che, dopo la vittoria contro la Germania per 2-1, si è assicurata un posto tra le quattro regine della Nations League. I transalpini hanno vinto in rimonta grazie a due reti di Antoine Griezmann. Le petit diable prima segna su azione grazie a un ottimo cross di Lucas Hernández e poi su rigore. La Francia ipoteca così il primo posto e la Germania è quasi retrocessa.

Passa in Serie B definitivamente l’Islanda. La nazionale, grande rivelazione di Euro2016, esce con le ossa rotte dal girone con Belgio e Svizzera con 0 punti.

Tuttavia in Serie A, tranne che nel girone della Francia, i discorsi sono ancora tutti molto aperti.

Per una squadra che retrocede ce n’è un’altra che sale. È l’Ucraina del ct Shevchenko e del vice Tassotti. I gialloblu hanno battuto la Repubblica Ceca per 1-0 grazie alla rete di Malinovsky in chiusura di primo tempo. Tre vittore su tre e in testa al gruppo 1 della Lega B, oramai irraggiungibile.

Dalla B verso la A vola anche la Russia. Dopo il buon mondiale, gli uomini di Cerchesov hanno superato la Turchia per 2-0 con i gol di Neudstadter e del solito Cherishev. L’Armata rossa si piazza al primo posto del gruppo 2 a 7 punti. La matematica promozione potrebbe arrivare se la Svezia non vincerà in Turchia, altrimenti basterà un pareggio con gli stessi svedesi nella sfida del 20 novembre.

A un passo dalla Serie A è anche la Bosnia Erzegovina trascinata da un super Edin Dzeko nel gruppo 3. L’attaccante della Roma ha segnato una doppietta contro l’Irlanda del Nord che ha permesso la nazionale bosniaca di piazzarsi al primo posto in solitaria a punteggio pieno con 9 punti. Per i nordirlandesi retrocessione in Serie C.

La Finlandia è leader del gruppo 2 di Serie C con 12 punti in 4 gare. La promozione per gli scandinavi è vicinissima.

In Serie D non ci sono ancora grandi novità a parte la quasi qualificazione della Georgia che guida il gruppo 1 e la seconda vittoria consecutiva di Gibilterra (2-1 sul Liechtenstein) e che ora insidia la prima piazza alla Macedonia nel gruppo 4.

Martedì 10 aprile, la Champions League ha vissuto uno scossone storico e inimmaginabile. Il Barcellona di Leo Messi, vincitore all’andata per 4-1 sulla Roma, ha perso 3-0 all’Olimpico la gara di ritorno. O meglio, i giallorossi hanno ribaltato la sfida dei quarti di finale con una prestazione sublime trascinati da De Rossi, Manolas e Dzeko.
Non è un Mondiale (e ne siamo consapevoli noi che scriviamo approfondimenti e curiosità legati alla Coppa del Mondo), ma l’unicità di questa impresa sportiva ha sì fragore mondiale e soprattutto, leggendo tra le righe, ci consegna una serie di provocazioni in ottica Russia 2018. Due su tutte: Messi ha giocato in modalità Argentina e Gerard Piqué, così sciatto e distratto in marcatura sull’attaccante  bosniaco, che sicurezza può dare alla Spagna?

Ma al di là di tutto, ecco una sfilza di pillole, tweet, pensieri e video di una notte “magggica”:

  • Parliamo, forse, della rimonta italiana “perfetta” quanto meno nel recente passato della Champions League? I due termini di paragone sono: il 3-1 tra Juventus e Real Madrid, semifinale del 2003, che ribaltò il 2-1 spagnolo del Bernabeu; il 3-0 del Milan contro il Manchester United, ancora semifinale, nel 2007, in risposta al 3-2 dei ragazzi di Ferguson all’andata. Perché pensiamo che il 3-0 della Roma sia superiore? Nelle altre due sfide avevamo due squadre quantomeno alla pari in termini di qualità, rosa, giocate individuali.
    Pavel Nedved, inoltre, vinse il Pallone d’oro nel 2003; Kakà, invece, nel 2007. Ci riesce difficile, al momento, poter immaginare un giocatore giallorosso alzare il trofeo al termine di quest’annata.

 

  • Daniele De Rossi e Kostantinos Manolas, autori del 2-0 e del 3-0, hanno trovato la maniera migliore per rifarsi dei rispettivi autogol nella sfida d’andata (che ricordiamo ha visto il Barcellona trionfare 4-1). Altra costante, è Edin Dzeko: l’attaccante bosniaco ha segnato sia all’andata (nella porta giusta) che al ritorno.

  • E lui, autore di una partita impressionate, ci credeva davvero: dopo il suo gol arrivato al sesto del primo tempo, non ha perso tempo per esultare e ha subito preso la palla per riposizionarla a centrocampo.
  • La Roma è più avvezza a raggiungere semifinali e finali di Coppa Italia che di coppe “paneuropee”. Nella stagione 1969-1970 arrivò in semifinale di Coppa delle Coppe (1-1 e 2-2 contro i polacchi del Górnik Zabrze). L’apoteosi, a suo modo drammatica, fu la Coppa dei Campioni del 1983-1984, persa all’Olimpico ai calci di rigore contro il Liverpool.

    • Al primo anno senza Francesco Totti, la Roma raggiunge un risultato impensabile, al netto di una stagione al di sopra dei migliori auspici che opinionisti avevano dei giallorossi e dell’allenatore Eusebio Di Francesco ai nastri di partenza di questa stagione
  • Daniele De Rossi, diventato capitato ufficialmente dopo l’addio del numero 10, ha collezionato 55 presenze in Champions League. Totti, invece, è a 57, pertanto DDR – salvo infortuni – potrebbe raggiungere proprio il suo ex compagno
  • Al media manager che gestisce il Twitter della Roma, dopo il triplice fischio finale, è gli partita la tastiera:

 

 

    • A Carlo Verdone, attore e noto tifoso romanista, invece, gli stava per partire un’altra cosa:

 

 

    • Il centrocampista belga Radja Naingollan, invece, ha usato Instagram per tenerci informati sullo stato d’euforia dello spogliatoio:

 

 

 

  • Eusebio Di Francesco aveva già battuto Ernesto Valverde 3-0 in un match casalingo. Il 15 settembre 2016, nella fase a gironi dell’Europa League, al Mapei Stadium quando il Sassuolo ha vinto con lo stesso risultato contro l’Atletico Bilbao.
  • Il presidente della Roma, James Pallotta, si è tuffato nella fontana di Piazza del Popolo. Gli arriverà una multa da pagare:

 

    • Ecco le telecronache e radiocronache di tv e radio capitoline (sì, c’è anche Zampa):

 

 

 

    • Sport, il principale quotidiano sportivo di Barcellona, si è presentato in edicola con uno sfondo nero a lutto e il titolo Fracaso sin excusas (Fallimento senza scuse). Va ricordato che lo stesso aveva, invece, titolato Un Bombón, “un cioccolatino”, quando il Barça fu sorteggiato contro la Roma.

 

    • Il web romano ci consegna cimeli preziosi e citazioni notevole, vedi Mario Brega in “Borotalco”:

 

 

 

 

    • Oh, questa è davvero notevole. Fra i moltissimi tweet celebrativi, ce n’è uno che all’apparenza poteva sembrare fake: è quello dell’olandese Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea. Il suo account viene usato solitamente per comunicazioni istituzionali. Ieri però, alla fine della partita, ha twittato una frase in perfetto dialetto romano:

 

 

Frans Timmermans ha detto di essere tifoso della Roma da oltre 40 anni. Lo è diventato fra il 1972 e il 1976, quando ha vissuto nella capitale per via del lavoro di suo padre, che faceva l’archivista per l’ambasciata olandese in Italia

  • Quando capisci di aver scritto un pezzo notevole di Storia:

Paulo Dybala, Dries Mertens ed Edin Dzeko sono stati inseriti nella lista dei trenta calciatori candidati per il Pallone d’Oro 2017.

L’attaccante argentino della Juventus fa parte della prima cinquina di ‘papabili’ diffusa da France Football. Assieme a lui, l’attaccante brasiliano del Psg Neymar, il croato Luka Modric ed il brasiliano Marcelo, centrocampisti del Real Madrid, ed il centrocampista francese del Chelsea N’Golo Kantè.

La punta belga del Napoli è invece inserito nella seconda cinquina, con l’attaccante uruguaiano del Barcellona Luis Suarez, il difensore spagnolo del Real Madrid Sergio Ramos, il portiere sloveno dell’Atletico Madrid Jan Oblak ed il centrocampista brasiliano del Liverpool Philippe.

Il bomber bosniaco della Roma fa parte invece della terza cinquina di candidati. Assieme al giallorosso ci sono anche il centrocampista belga del Manchester City Kevin de Bruyne, il portiere spagnolo del Manchester United David De Gea, l’attaccante inglese del Tottenham Harry Kane e l’attaccante polacco del Bayern Monaco Robert Lewandowski.