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Bentornato Bryan! A 14 anni vince contro il cancro e commuove Pogba

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Ritornare alla vita a 14 anni. Sì, proprio ritornare seppur al momento per dieci minuti, il tempo di ricevere applausi, abbracci e di rincorrere qualche pallone. A 14 anni, da bambini come da adulti, però, può bastare perché Bryan Dodien, calciatore delle giovanili della Juventus ha appena sconfitto il suo avversario più infimo e temibile: il cancro diagnosticato nel 2015, a 11 anni appena.

In autunno la liberazione con la fine della malattia e il reintegro in rosa. L’8 novembre l’atteso primo allenamento a Vinovo con i compagni di sempre, la sua classe del 2004. E infine la prima partita ufficiale con la maglia numero 18 e la vittoria per 3-1 contro il Bologna, davanti agli occhi di nonna Silvayne che è stata costantemente accanto a lui negli interminabili giorni di cura in ospedale.

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Una lotta che ha trovato tanti sostenitori lungo la strada irta e tortuosa, uno su tutti Paul Pogba che si era interessato alla sua storia dall’inizio, ne era stato colpito al punto da voler dedicargli un gol, con tanto di dedica: è il 16 dicembre 2015, 4-0 al Toro negli ottavi di Coppa Italia. Pogba segnò l’ultima rete e mostrò al mondo una maglietta con la scritta “Bryan sono con te”. A fine partita spiegò:

Bryan è un ragazzo piccolo che giocava alla Juve, ha il cancro. Ho detto che dovevo segnare un gol. Sono sempre con lui e non lo lascerò mai

Quando il centrocampista del Manchester United ha saputo della guarigione del ragazzotto, ha postato su Instagram le sue vecchie foto assieme a un messaggio emozionato: «Questa è una benedizione. Sono orgoglioso di te, amico mio, grazie per essere una ispirazione per me e tanti altri. Spero di vederti presto».

 

Il gigante e il bambino. Il beniamino e il giovane calciatore. E per una volta l’alto, il più piccolo, a essere d’ispirazione. Complimenti Bryan, la vita ti aspetta!

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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