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Il primo trofeo stagionale vinto dalla Juventus non poteva che portare la firma di Cristiano Ronaldo.

Il fuoriclasse portoghese è stato il marcatore decisivo del match di Supercoppa tra Juventus – Milan giocatosi a Jeddah, in Arabia Saudita.

Alla vigilia, sia la vittoria dei bianconeri che il gol di CR7 sembravano abbastanza scontati, e così è stato. Dopo tutto, come ha più volte ribadito l’allenatore Allegri, Ronaldo è stato acquistato soprattutto per la sua incisività nelle finali.

 

 

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Contente pelo meu 1 troféu pela Juventus!! Trabalho feito!!! 🎉🔝🏆

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È lui l’uomo dei trofei portati a casa, è l’uomo delle finali. Con la Supercoppa Italiana il fuoriclasse portoghese conquista il suo ventottesimo trofeo in carriera (uno allo Sporting Lisbona, 10 al Manchester United e 16 con il Real Madrid, oltre all’Europeo vinto con la nazionale portoghese nel 2012). Ai trofei di squadra bisogna aggiungere i tantissimi premi individuali tra cui: cinque Palloni d’oro, quattro scarpe d’oro e due Fifa best player.

NUMERI DA CAPOGIRO

Ma in realtà i numeri sono ancora più impressionanti. Ronaldo ha vinto le ultime undici finali che ha giocato, segnando nelle ultime sette. Con la rete realizzata al Milan il suo record personale sale a quota 19 gol  in 28 finali disputate. In questa sua prima stagione in bianconero ha raggiunto già quota 16 in 26 apparizioni tra tutte le competizioni. La media è di un gol ogni 134 minuti. Mica male per un calciatore che va per i 34 anni e che in molti hanno criticato sia l’alto prezzo pagato dalla Juve per strapparlo al Real Madrid, sia il fatto di essere un calciatore quasi finito.

 

 

 

 

 

 

 

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C🏆MPIONI! Double-tap if you’re celebrating, Bianconeri! ⚪⚫ #SuperCup #SuperJuve   Un post condiviso da Juventus Football Club (@juventus) in data:

Ma CR7 preferisce parlare sul campo e quasi sempre riesce a zittire tutti. La pressione non lo ha mai preoccupato, contro il Milan era lui il calciatore più atteso e non ha deluso le aspettative.

Solamente cinque delle trenta finali di Supercoppa Italiana sono terminate ai calci di rigore, ma quando in campo (e fra l’altro sempre all’estero) sono stati avversari bianconeri e rossoneri… E’ solo una delle tante curiosità scovate da FootStats.it, realtà specializzata in statistiche del calcio italiano, per la finale di Supercoppa italiana tra Juventus e Milan (qui le quote Replatz) in programma questa sera, mercoledì 16 gennaio, alle 18.30.

UN PO’ DI NUMERI DAL 14 GIUGNO 1989 IN POI

Quella che andrà in scena mercoledì 16 gennaio 2019 sarà la 31esima edizione della Supercoppa Italiana. La decima disputata fuori dai confini nazionali: States (1993 e 2003), Libia (2002), Cina (2009, 2011, 2012 e 2015), Qatar (2014 e 2016). Piantando la bandierina, con l’edizione in programma a Gedda, in 12 impianti di 12 differenti centri abitati. Per 22 volte (73,4%) la gara è durata gli usuali novanta minuti. In 3 circostanze (10%) per decretare la squadra vincitrice è stata necessaria la disputa dei supplementari. Infine, gli spettatori hanno assistito ai calci di rigore in 5 occasioni (16,6%). Dei 96 gol marcati, abbiamo conteggiato le reti fra il fischio d’inizio e il 120’, 88 sono arrivati nei tempi regolamentari (39 prima dell’intervallo per il tè), 8 nella mezz’ora aggiuntiva.

 Ammontano a 11 i club che hanno provato a mettere le mani sul trofeo, ma ci sono riusciti solo in 9:
Inter (5)
Juventus (7)
Lazio (4)
Milan (7)
Napoli (2)
Parma (1)
Roma (2)
Sampdoria (1)
Torino (1)
Vicenza (1)
Fiorentina (1)

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Gli allenatori che si sono sfidati hanno raggiunto, con Gennaro Gattuso, quota 33. Mentre i vincitori ammontano a 19:
Lippi Marcello (4 vittorie)
Capello Fabio (4)
Allegri Massimiliano (2)
Mancini Roberto (2)
Eriksson Sven Goran (2)
Benitez Rafa (2)
Conte Antonio (2)
Boskov Vujadin (1)
Spalletti Luciano (1)
Ancelotti Carlo (1)
Mourinho José (1)
Ranieri Claudio (1)
Ballardini Davide (1)
Bigon Alberto (1)
Inzaghi Simone (1)
Malesani Alberto (1)
Montella Vincenzo (1)
Sacchi Arrigo (1)
Trapattoni Giovanni (1)
Scala Nevio (1)
Bianchi Ottavio (1)
Caso Domenico (1)
Gasperini Gian Piero (1)
Gattuso Gennaro Ivan (1)
Guidolin Francesco (1)
Maifredi Luigi (1)
Mazzarri Walter (1)
Mondonico Emiliano (1)
Petkovic Vladimir (1)
Pioli Stefano (1)
Prandelli Cesare (1)
Tabarez Oscar (1)
Zaccheroni Alberto (1)

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STATISTICHE E PRECEDENTI DEGLI INCROCI FRA JUVENTUS E MILAN

Al King Abdullah Sports City Stadium si sfideranno i due club con più successi nella competizione. La Juventus, con questa sono 14 le partecipazioni, ha in bacheca già 7 trofei. Stesso numero di vittorie per il Milan che però toccherà quota 11 presenze. I bianconeri hanno incrociato 6 differenti avversari:
Inter (0V – 1P)
Lazio (2V – 2P)
Milan (1V – 1P)
Napoli (1V – 2P)
Parma (2V – 0P)
Vicenza (1V – 0P)

Per 8 volte hanno giocato solo novanta minuti (5V – 3P), in 2 match sono arrivati ai supplementari (1V – 1P), mentre in 3 occasioni sono ricorsi ai calci di rigore (1V – 2P). I rossoneri hanno incrociato uomini e schemi con 7 diversi rivali:
Fiorentina (0V – 1P)
Inter (1V – 0P)
Lazio (1V – 0P)
Juventus (1V – 1P)
Parma (1V – 1P)
Sampdoria (2V – 0P)
Torino (1V – 0P)

Delle dieci finali affrontate 7 sono terminate ai tempi regolamentari (5V – 2P), mentre 3 partite hanno richiesto i penalty (2V – 1P). Curiosità storica: le finali di Supercoppa Italia Juventus-Milan sono terminate entrambe ai calci di rigore. Il 3 agosto 2003, dopo lo 0-0 al 90’ e l’1-1 al 120’ (Pirlo e Trezeguet), fu 6-4 per i bianconeri dagli undici metri. Il 23 dicembre 2016, con l’1-1 maturato nel primo tempo e arrivato fino al triplice fischio finale (Chiellini e Bonaventura), fu quindi 5-4 per i rossoneri.

CONFRONTI FRA JUVENTUS E MILAN IN SERIE A, COPPA ITALIA E SUPERCOPPA ITALIANA*

194 incontri disputati
75 vittorie Juventus
63 pareggi
56 vittorie Milan

* Per l’esito finale considerato il punteggio al 90’ oppure al 120’ in caso di supplementari.

La classe operaia va in paradiso. Blaise Matuidi non è un giocatore appariscente, di quelli che trascinano le folle o conquistano gli obiettivi dei fotografi. Il suo ruolo, in mezzo al campo, è uno solo: correre. Sia quando ha il pallone, sia soprattutto quando non ne è in possesso. Spina nel fianco degli avversari, elemento imprescindibile in tutte le squadre in cui ha giocato. Gli allenatori lo sanno bene: il francese è uno di quei calciatori a cui non rinuncerebbero mai. Non vincerà mai un Pallone d’Oro, né un riconoscimento individuale. Eppure lo juventino può pregiarsi di un particolare primato nel 2018.

Matuidi, infatti, è il giocatore più vincente nell’anno appena trascorso. Né CR7 e neanche Messi. Ad aver vinto più partite è proprio il centrocampista di origini angolane nato a Tolosa nel 1987. Su 56 gare disputate (49 con la Juve, 7 con la Francia) ha colto la vittoria in ben 48. Praticamente l’86% degli incontri a cui ha partecipato. Per l’ex Paris Saint Germain un’annata d’oro visto che ha vinto il Mondiale con la Nazionale, uno scudetto e una Coppa Italia con la Juventus.

Dietro di lui, a quota 44 vittorie, ci sono Roberto Firmino e Ivan Rakitic al terzo posto. Piazza d’onore, invece, per Angel Di Maria e Antoine Griezmann con 45 sigilli da 3 punti. Approdato alla Juve nell’estate 2018, Matuidi si è rivelato subito pedina fondamentale per Max Allegri. Assieme a Pjanic e Khedira compone il centrocampo bianconero, che si avvale anche degli innesti di Bentancur ed Emre Can in questa stagione. Con la Juventus non ha perso il vizio del gol, avendo segnato 6 reti in 68 partite. A Parigi, invece, ha militato 5 stagioni con il Psg, con 295 presenze e ben 33 gol.

Torna il calcio, anche se solo la Coppa Italia. La pausa post natalizia ha tenuto a riposo tifosi e calciatori, ma ora non c’è più tempo da perdere.

La netta vittoria della Lazio sul Novara ha aperto un ciclo di partite che si chiuderà lunedì con Roma – Virtus Entella. Per le squadre un impegno importante per proseguire all’interno del torneo;  tutte le grandi avranno modo di rimettersi in moto dopo 15 giorni.

Questi match saranno un modo per vedere in campo anche chi ha giocato meno in questa prima metà di stagione.

Al Marassi tutti gli occhi saranno puntati sul nuovo acquisto del Milan, Paquetà.

Di lui l’allenatore Gattuso ha parlato benissimo. Non solo tecnica brasiliana ma anche temperamento europeo. Il mister rossonero, che di fuoriclasse ne ha visti passare da Milanello, si è detto felice del suo arrivo anche perché in lui ha trovato professionalità, carisma e tanta voglia.
Sulla panchina rossonera si rivede il croato Strinic dopo i problemi cardiaci scoperti poco dopo il grande Mondiale di Russia 2018.

Tra i blucerchiati poche reali novità a parte il portiere Rafael al posto del titolare Audero. Mister Giampaolo farà affidamento ancora su Quagliarella, il neoarrivato Gabbiadini sarà in tribuna.

Per quanto riguarda la Juventus, l’allenatore, Massimiliano Allegri, ha deciso che non farà riposare Cristiano Ronaldo, tuttavia ci sarà il debutto di Moise Kean al posto dell’infortunato Mario Mandzukic. Per l’attaccante della Nazionale Under 21 saranno i primi minuti da titolare in questa stagione, per lui un modo per mettersi in mostra. La squadra emiliana è stata proprio quella del suo primo gol in Serie A.

Il procuratore Mino Raiola sta studiando la migliore strada per il suo assistito che ha molto mercato e che quindi potrebbe decidere di trasferirsi altrove.
Allo stadio Dall’Ara dovrebbe debuttare anche il terzino Leonardo Spinazzola, tornato alla Juve dopo le bellissime stagioni all’Atalanta ma che non ha avuto modo di vedere il campo a causa di un grave infortunio. Salvo imprevisti, stasera dovrebbe essere anche il suo turno, con Alex Sandro in panchina. Il destino di Spinazzola potrebbe incrociarsi proprio con il Bologna, dato che il club sta valutando un suo acquisto.

Tra i rossoblù, invece, probabile debutto per il neo acquisto Roberto Soriano. L’ex Torino sarà al centro, mentre l’altro nuovo acquisto, Nicola Sansone, partirà dalla panchina.

In casa Inter ci potrà essere il debutto di Andrea Ranocchia in difesa. L’ex capitano nerazzurro è l’unico a non essere sceso in campo in questa stagione. In porta il vice Handanovic, Daniele Padelli, mentre sulla fascia possibile utilizzo di Dalbert. In attacco scalpita El Toro Martinez. L’argentino, riserva di Icardi, vuole provare a mettere ancora più in difficoltà mister Spalletti, puntando a ottenere un utilizzo maggiore.

Il Napoli di Ancelotti non ha delle vere e proprie riserve dato che il tecnico di Reggiolo da modo a tutti di giocare. Tra le possibili novità, il croato Marko Rog e il portiere Karnezis partirà dal primo minuto.

A dare minutaggio ad altri calciatori sarà Eusebio Di Francesco. La Roma, infatti, farà scendere in campo molti giovanissimi tra cui Alessio Riccardi e Luca Pellegrini. Il primo è un classe 2001 che tanto bene sta facendo con la Primavera giallorossa, l’altro è in pianta stabile in prima squadra. Nuovamente titolare l’oramai “veterano” Zaniolo, debutto per Mirante tra i pali.

Un addio al quanto inaspettato che ha spiazzato tutti, a due mesi dall’inizio del nuovo mondiale di Formula 1.

Maurizio Arrivabene, team principal della Scuderia Ferrari dal 2015, è stato sostituito da Mattia Binotto già direttore dell’area tecnica.

La notizia è stata colta come una sorpresa da parte dei tifosi della Rossa, convinti che la prossima stagione sarebbe stata ancora sotto la regia di Arrivabene.
La famiglia Elkann ha deciso di cambiare rotta e affidare tutto a Binotto, il quale avrà il dovere di continuare il percorso di crescita iniziato negli ultimi anni e che deve completarsi con la vittoria di un titolo che manca dal 2007 con Kimi Raikkonen.

Attraverso un comunicato ufficiale, la scuderia ha ringraziato l’ex dirigente marketing della Philip Morris per il lavoro svolto.
Tifosissimo della Juventus e già consigliere all’interno del Cda della società bianconera dal 2012, Arrivabene potrebbe già ottenere un altro importante ruolo a livello dirigenziale. Infatti, il presidente della Juve, Andrea Agnelli, gli avrebbe proposto la carica di amministratore delegato del club, lasciato vacante da Beppe Marotta, passato all’Inter. Il patron bianconero gli vorrebbe concedere la gestione commerciale, dati gli anni di esperienza e di successi all’interno dell’azienda dei tabacchi.

In casa Ferrari il cambio di timone, invece, non è stato poi del tutto sorprendente, poiché si è cercato di proseguire con l’idea del rinnovo, già lanciata da Marchionne. L’ex presidente aveva individuato in Binotto una forte figura a cui affidarsi.
Una sostituzione che però non porterà stravolgimenti netti. Il dt limerà alcuni dettagli utili al raggiungimento di traguardi importanti per la casa del Cavallino.

C’è da sottolineare che, il rapporto tra Arrivabene e Binotto era giunto a un punto di non ritorno e a Maranello, con il capo area tecnica sempre più convinto di lasciare la scuderia. Le cose, poi, non sono andate così.

Tra le novità che porterà il nuovo team principal c’è quella legata al pilota, Charles Leclerc. Il monegasco, per quella che sarà la sua prima stagione in Ferrari, avrà subito il ruolo di protagonista insieme al compagno di squadra Vettel. Binotto, infatti, affiderà a entrambi i piloti pari attenzioni e pari poteri per ottenere da entrambi il massimo durante tutta la stagione iridata.  

L’obiettivo del team è quello di regalare a Vettel e Leclerc una macchina competitiva e che sia sempre in continua evoluzione così da poter tornare a regalare gioie a tutti gli amanti della Rossa.

Ritornare alla vita a 14 anni. Sì, proprio ritornare seppur al momento per dieci minuti, il tempo di ricevere applausi, abbracci e di rincorrere qualche pallone. A 14 anni, da bambini come da adulti, però, può bastare perché Bryan Dodien, calciatore delle giovanili della Juventus ha appena sconfitto il suo avversario più infimo e temibile: il cancro diagnosticato nel 2015, a 11 anni appena.

In autunno la liberazione con la fine della malattia e il reintegro in rosa. L’8 novembre l’atteso primo allenamento a Vinovo con i compagni di sempre, la sua classe del 2004. E infine la prima partita ufficiale con la maglia numero 18 e la vittoria per 3-1 contro il Bologna, davanti agli occhi di nonna Silvayne che è stata costantemente accanto a lui negli interminabili giorni di cura in ospedale.

Risultati immagini per bryan pogba

Una lotta che ha trovato tanti sostenitori lungo la strada irta e tortuosa, uno su tutti Paul Pogba che si era interessato alla sua storia dall’inizio, ne era stato colpito al punto da voler dedicargli un gol, con tanto di dedica: è il 16 dicembre 2015, 4-0 al Toro negli ottavi di Coppa Italia. Pogba segnò l’ultima rete e mostrò al mondo una maglietta con la scritta “Bryan sono con te”. A fine partita spiegò:

Bryan è un ragazzo piccolo che giocava alla Juve, ha il cancro. Ho detto che dovevo segnare un gol. Sono sempre con lui e non lo lascerò mai

Quando il centrocampista del Manchester United ha saputo della guarigione del ragazzotto, ha postato su Instagram le sue vecchie foto assieme a un messaggio emozionato: «Questa è una benedizione. Sono orgoglioso di te, amico mio, grazie per essere una ispirazione per me e tanti altri. Spero di vederti presto».

 

Il gigante e il bambino. Il beniamino e il giovane calciatore. E per una volta l’alto, il più piccolo, a essere d’ispirazione. Complimenti Bryan, la vita ti aspetta!

Sono due colpi importantissimi: Aaron Ramsey e Diego Godin, i primi acquisti di Juventus e Inter di questa sessione di mercato invernale.

In verità i due arriveranno a costo zero il prossimo giugno, così da essere protagonisti dalla prossima stagione. Un affare per entrambi i club, un po’ di amarezza per quei fantallenatori  che speravano in un loro arrivo già a gennaio per poter puntare su di loro e sistemare centrocampo o difesa.

Il gallese è stato il primo vero colpo di Paratici dopo la partenza di Marotta, l’uruguaiano è stato il primo acquisto nerazzurro con Marotta amministratore delegato dell’area sportiva. Un intreccio che vede ancora protagoniste Juventus e Inter.

AARON RAMSEY

Classe 1990, Aaron Ramsey è un grande innesto per i bianconeri, sempre in cerca di grandi campioni dopo l’arrivo di Ronaldo l’estate scorsa. Il centrocampista gallese è stato ed è tuttora uno degli uomini più rappresentativi dell’Arsenal. A Londra è arrivato da giovanissimo nel 2008, anche se dal 2011 è rimasto in pianta stabile tra le file dei Gunners.

Il suo valore di mercato è di 40 milioni di euro ed è per questo che per la Juventus è stato un affare. Con la maglia dell’Arsenal ha avuto un equilibrio tra gol e assist realizzati quasi perfetto. In 355 apparizioni ha messo a segno 62 reti e 63 assist (38 gol e 51 assist in Premier). Dal bonus facile il gallese sarà sicuramente uno dei centrocampisti più tirati alle prossime aste fantacalcistiche. Il 7 ottobre scorso ha regalato perle come questa nel derby contro il Fulham

Da qualche anno però si parla anche di “maledizione” dei gol di Ramsey. Se per i tifosi le sue reti sono una gioia, dall’altra fanno tremare il mondo intero, questo dovuto a bruttissime coincidenze legate alle reti messe a segno dal calciatore gallese. Maledizione partita dal 2009, ma che ovviamente non preoccupa i tifosi bianconeri.

DIEGO GODIN

Per sperare di ottenere il modificatore di difesa, beh allora l’anno prossimo potrete far affidamento su Diego Godin. All’Inter il difensore uruguaiano porterà sicuramente affidabilità ed esperienza internazionale. Se l’Atletico Madrid negli ultimi anni è una delle difese più rocciose d’Europa il merito è soprattutto del suo capitano. A quasi 33 anni è ancora molto affidabile ed è sicuramente un gran acquisto per i nerazzurri, i quali quasi sicuramente perderanno Miranda e Ranocchia, e con il dubbio Skriniar.
Godin, inoltre, è anche molto corretto e quindi pochi malus. In 484 presenze: 108 cartellini gialli, 3 doppie ammonizioni e 5 espulsioni.
I Colchoneros subiscono pochi gol e così i nerazzurri potranno continuare sulla scia di quest’anno dove il reparto arretrato sta ben figurando. Con5 clean sheets, è uno dei migliori d’Europa.  L’uruguaiano, inoltre, da un buon supporto anche in fase realizzativa: quest’anno sono già due i gol messi a segno.

Una donna che vorrà andare allo stadio per la Supercoppa italiana non potrà farlo. O quantomeno, non potrà andarci da sola. La Lega calcio ha pubblicato il comunicato con le disposizioni per il trofeo in palio in Arabia Saudita il 16 gennaio. Si gioca al “King Abdullah Sports City Stadium” di Jeddah alle 18.30 italiane. Tra le righe della notizia, pubblicata in pompa magna con toni entusiasti per gli oltre “50mila tagliandi staccati in poche ore”, si legge:

I settori indicati come “singles” sono riservati agli uomini, i settori indicati come “families” sono misti per uomini e donne

In pochi minuti l’annuncio social della Lega diventa virale e scoppia la bufera. Già quando fu annunciata la sede della Supercoppa, in molti polemizzarono con la scelta di via Rosellini. L’Arabia Saudita non brilla certo per la salvaguardia dei diritti umani. Il caso del giornalista Khashoggi, ucciso a Istanbul nel consolato arabo lo scorso 2 ottobre, è ancora sulle pagine di giornali di tutto il mondo. Solo qualche giorno fa l’accusa del New York Times di aver comprato bambini soldato per combattere la guerra in Yemen. Le donne saudite, inoltre, possono guidare solo dal 2017 e fino all’anno scorso non potevano mai assistere a una gara sportiva.


La polemica viaggia sui social, dagli osservatori fino alle forze politiche. Il comunicato della Lega stride con le iniziative più volte sostenute dal calcio italiano per la lotta alla violenza sulle donne. Solo qualche settimana fa i calciatori sono scesi in campo dipingendosi le guance di vernice rossa. Ora appare paradossale che una donna non potrà recarsi da sola per la finale della Supercoppa italiana. Un evento ufficiale targato Lega calcio e che vale circa 7 milioni di premi. In nome del Dio denaro, evidentemente, anche i diritti sono meno diritti.

Arriva un punto della vita in cui i genitori si mettono l’anima in pace lasciando ai propri figli la libertà di tappezzare i muri della stanzetta con poster, immagini, scritte e quant’altro. Nella cameretta di ogni adolescente c’era, c’è e ci sarà il volto di un personaggio di un fumetto, di un cartone animato, del proprio idolo sportivo. E di certo, le riviste con gli inserti speciali e i calciatori a grandezza naturale non aiutavano.

Kylian Mbappé lo scorso 20 dicembre 2018 ha compiuto 20 anni, è ancora un ragazzino anche se per lui l’anno appena concluso l’ha consacrato come il talento più cristallino non solo in prospettiva, ma letale e decisivo anche declinando il tempo al presente. Veloce, tecnico, rapido nello stretto, funambolico e letale sottoporta, l’ex ragazzotto cresciuto nel Monaco, si è affermato al Paris Saint-Germain e con la Nazionale francese vincendo da protagonista il Mondiale in Russia.

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Negli ultimi due-tre anni la vita dell’esterno/punta nato a Bondy è letteralmente andata di corsa, spedita  come quando sul campo accelera e lascia le fiamme dietro di sé: era solo un bambino, un adolescente con i propri idoli appiccicati sulla parete della cameretta. Anzi l’idolo era solo uno: Cristiano Ronaldo. Nel 2013 il giornale France Football ha scattato una foto di Mbappé, quando aveva soltanto 14 anni, nella sua stanza, con felpa e sguardo sognante e alle spalle decine di immagini del portoghese, idolo della sua infanzia.

Ora, però, sul suo profilo Instagram, per augurare a se stesso e a tutti un 2019 quanto meno positivo come l’anno appena compiuto, ha pubblicato una foto nel quale ha “cancellato” dal muro le foto di CR7 piazzando gli istanti più iconici del suo anno incredibile che, oltre ad averlo visto sollevare la Coppa del Mondo, si è arricchito di una Ligue1, Coppa di Lega, Coppa di Francia, Supercoppa, riconoscimento come miglior giovane del Mondiale, nell’All Star team di Russia 2018 e vincitore del Trofeo Kopa come miglior under-21 al mondo. E una copertina del Time.

 

 

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• 2018 🏆🎉✅ • 2019…..❓❓❓ 🥳HAPPY NEW YEAR🥳

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Un fotomontaggio, ovviamente nulla contro Cristiano Ronaldo, solo un messaggio chiaro: è cresciuto, ha realizzato in un batter ciglio i suoi sogni, raggiungendo traguardi che altri calciatori non raggiungerebbero nemmeno in una carriera intera. Ora il mito del giovane Kylian è Mbappé stesso.

Ma CR7 rimane l’idolo del giovane francese e il calcio, nell’ultimo anno, ci ha nuovamente sorpreso con il passaggio del portoghese alla Juventus. Mbappé sogna in grande, sogna da ragazzo di 20 anni e chissà cosa gli regalerà questo 2019…

Risultati immagini per mbappe france

Il 2018 è stato l’anno che ha dato una prima, parziale, risposta a un dubbio che molti sollevavano: cosa farebbero Cristiano Ronaldo e Messi in Italia? Ebbene, sull’argentino nulla è stato ancora scritto e chissà se mai verrà fatto. Sul portoghese, contro ogni previsione, abbiamo numeri, statistiche, tendenze. Perché CR7 alla Juve è stato l’affare dell’anno in Italia e, forse, di sempre. Quando Maradona arrivò in Italia non era ancora il Pibe de Oro, l’uomo degli scudetti del Napoli e del Mondiale argentino. Il portoghese, invece, è sbarcato a Torino essendo già il marziano che tutti conosciamo.

 

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Forza Juve! #FinoAllaFine

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Cristiano Ronaldo ha chiuso l’anno con 49 gol (28 Real, 15 Juve, 6 Portogallo), due in meno di Leo Messi, top scorer del 2018 con 51 reti. Per la prima volta, dal 2011, l’asso di Funchal è andato un gradino sotto la soglia di almeno 50 marcature. Ma non si può certo considerare un anno negativo per CR7, considerando anche il suo passaggio dal Real alla Juventus. Dalla rovesciata all’Allianz Stadium ai gol per l’Allianz Stadium.

Nei record della Juventus c’è anche il suo marchio indelebile. I bianconeri hanno chiuso il girone d’andata con 53 punti su 57. Primato assoluto che supera i precedenti, entrambi juventini. Nella stagione 2005-2006 furono 52, poi cancellati da Calciopoli. Identico punteggio per la squadra di Conte nel 2013-2014. I punti, complessivi, invece sono stati 101, nessuno in Europa ha fatto meglio dei ragazzi di Allegri. Solo il grande Torino nel 1948 seppe tenere questo ritmo. L’unica sconfitta è stata quella con il Napoli ad aprile che non ha comunque impedito di vincere il tricolore, il settimo consecutivo.

Al giro di boa della serie A 2018-2019 Ronaldo è capocannoniere con 14 reti, di cui 4 realizzate su rigore. Poi cinque di destro, quattro di sinistro e uno di testa. A questo dato va aggiunto quello dei 5 assist che consegnano Cristiano a fattore determinante per i gol di Madama. Chiedere informazioni, ad esempio, a Mandzukic, protagonista della migliore annata italiana finora (8 reti). In A ha disputato 19 partite su 19, saltando dall’inizio solo la trasferta di Bergamo e uscendo dal campo solo negli ultimi minuti a Firenze. In Champions il numero 7 è partito piano, ma non è una novità. Il portoghese, solitamente, esplode quando le partite si fanno più calde a eliminazione diretta. Una rete, e che rete, al Manchester United condita da due assist. Senza dimenticare che, complice la discutibile espulsione di Valencia, Ronaldo ha disputato “solo” praticamente 4 gare su 6.