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Storia del talento Vincenzo Sarno

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Chi seguiva il calcio alla fine degli anni 90, sicuramente ricorderà la storia del talento di Vincenzo Sarno, un bambino di 10 anni acquistato dal Torino per la considerevole cifra di 120 milioni di vecchie lire. Il protagonista, ancora fanciullo, nel 1999 è finito su tutti i giornali e anche in trasmissioni tv di rilievo, a palleggiare e a discutere con Roberto Mancini, Batistuta e Del Piero, il suo idolo.

Il motivo di tanto interesse era il suo grande talento nel giocare a calcio, divenuto noto al grande pubblico soprattutto in seguito alla sua partecipazione a un torneo con la ‘Scuola Calcio Gaetano Scirea’. Da lì in poi, tutti hanno seguito le gesta del bimbo di Secondigliano, che è stato etichettato come un predestinato e, secondo molti, sarebbe divenuto il nuovo Maradona. Molte squadre si sono, poi, interessate al giovanissimo calciatore, tra cui il Napoli, il Parma e l’Empoli; il padre, che aveva una situazione economica non rosea e una famiglia numerosa, per vari motivi ha scelto, però, l’offerta migliore che è stata quella del Torino.

Sembrava l’inizio di una bella favola, destinata a dare al calcio italiano un talento che tutti avremmo ammirato nei più grandi club e in nazionale; ma le cose sono andate in modo diverso.

Storia del talento Vincenzo Sarno – Qualcosa non ha funzionato

Com’è andata a finire poi la storia del bambino di Secondigliano? Vincenzo Sarno è approdato a Torino ma sin da subito ha cominciato a essere triste e a piangere tutti i giorni; pertanto, dopo un mese, ha deciso di andar via da quella città per tornare dalla sua famiglia, dai suoi amici e dalla sua gente. E’ inspiegabile che i grandi non abbiano capito che era ancora un bambino e non una macchina da soldi o un atleta affermato; eppure non era difficile immaginare che un ragazzino a quell’età debba pensare a divertirsi e non può reggere tutto quel peso.

Sarno ci ha riprovato ed ha militato nelle giovanili della Roma di Bruno Conti ma la società giallorossa non lo ha confermato nella Primavera giallorossa, per cui è stato costretto a cercare fortuna nelle serie minori. Ha iniziato, quindi, il suo peregrinare in diverse squadre di periferia, tra cui la Sangiovannese, il Giulianova, il Brescia (in serie B) e il Potenza, con esiti soddisfacenti ma non sbalorditivi. Nel 2009 è passato poi alla Pro Patria in Lega Pro (Prima e Seconda Divisione) dove ha finalmente iniziato ad esprimersi a un livello abbastanza alto. Da qui, dopo un anno e mezzo è passato alla Reggina in Serie B, per poi passare alla Virtus Lanciano, tornare nuovamente nella squadra calabrese e trasferirsi nella Virtus Entella. 

Sono seguiti gli anni più belli della sua carriera nel Foggia di De Zerbi, allenatore che lo valorizza e lo fa giocare con continuità come ala destra. Vincenzo lo ripaga segnando 30 gol in 4 anni, 3 in B e uno in Lega Pro, con la squadra pugliese e poi passa al Padova, poi al Catania e alla Triestina, dove gioca attualmente. Non ha, comunque, dimenticato come si gioca a calcio e nel seguente video possiamo ammirare i lampi della sua classe.

In definitiva, non si può certo dire che abbia fallito, avendo giocato comunque, per tanti anni in Lega Pro e qualche anno in Serie B. Non è da tutti arrivare a giocare in queste categorie. Si può dire che non ha rispettato le attese di quei tanti che, forse, non avevano a cuore il suo bene ma solo l’esaltazione eccessiva di un bambino; magari per fare notizia e creare scalpore. Comunque, se tutti avessero rispettato la sua giovanissima età e la sua dimensione fanciullesca, forse a quest’ora racconteremmo un’altra storia.

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