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Il gran premio di Formula 1 a San Paolo ci ha lasciato altre impressioni: un Lewis Hamilton già campione che continua a vincere, una Mercedes sempre forte e che grazie ai suoi piloti ha vinto anche il titolo costruttori e un Max Verstappen sempre più protagonista del circus.

Il pilota olandese infatti, dopo la grande gara in Messico si è ripetuto sul circuito brasiliano che per poco non ha vinto. Per poco perché a rovinargli la festa è stato il pilota della Racing Point Force India, Esteban Ocon, reo di aver speronato Verstappen da doppiato quando l’olandese era leader della gara; per la cronaca poi la gara l’ha vinta Hamilton superando proprio il pilota della Red Bull andato in testacoda.

Da questa azione è scaturita una lite post gara in cui Verstappen ha più volte spintonato il francese durante le fasi di pesatura. Ai microfoni, inoltre, ha rincarato la dose dicendo di “esser stato buttato fuori da un idiota”. Il transalpino ha poi ribattuto: “Rifarei la stessa manovra, anzi allungherei la staccata ancora di più!”.

A causa della reazione avuta, il giovanissimo Verstappen è stato punito dalla FIA a due giorni di lavori socialmente utili da scontare entro sei mesi.

Non è la prima volta che in Formula 1 avvengono questi tipi di litigi tra piloti.

SALAZAR – PIQUET 1982

Uno scontro che è rimasto nella storia della Formula 1. Il pilota Piquet guida indisturbato la gara ad Hockenheim in Germania. Un po’ com’è successo a Verstappen a rovinarglia la festa è stato un doppiato. Il cileno Eliseo Salazar, invece di far passare il leader del Gp chiude improvvisamente sulla Brabham guidata da Piquet, ponendo fine alla gara per entrambi. La reazione del francese è stata ripresa da tutte le tv mondiali: sceso dalla vettura Piquet cerca subito il faccia a faccia con Salazar, il quale si prende due pugni sul casco e schiva pure un calcio.

SCHUMACHER – SENNA 1992

Puramente nostalgica è stato lo scontro verbale tra il compianto Ayrton Senna e l’allora giovanissimo e inesperto Michael Schumacher. Al Gp di Magny-Cours, il tedesco manda fuori gioco il campione del mondo in carica al primo giro. Il brasiliano si presenta sulla griglia di partenza in borghese e si avvicina al giovane Schumacher, il quale viene “bacchettato” dallo stesso brasiliano, ma con toni pacati.

La ramanzina di Senna a un giovane Schumacher per del Gp di Francia

SCHUMACHER – COULTHARD 1998

Meno pacato è stato invece lo scontro tra Schumi e il pilota McLaren David Coulthard al Gran Premio del Belgio a Spa del ’98. Il ferrarista era al comando della gara e una vittoria avrebbe riaperto i discorsi in ottica campionato, complice il forfait di Mika Hakkinen. Il tedesco compie il sorpasso di doppiaggio sul britannico, il quale però frena di colpo, distruggendo la Rossa del tedesco e la sua monoposto. Per Schumacher addio vittoria. Al rientro nei rispettivi box, Schumi scende dalla sua F300 per si dirige in quello McLaren arrabbiato più che mai e intenzionato a risolvere la faccenda con lo scozzese. Memorabili sono i tentativi di Jean Todt e Stefano Domenicali per cercare di calmare il tedesco. I due si rappacificarono qualche giorno più tardi in pubblico.

FISICHELLA – VILLENEUVE 2006

Durante le qualifiche del Gp d’Europa a Nürburgring va in scena un siparietto acceso tra il pilota romano della Renault Giancarlo Fisichella e Jacques Villeneuve su Bmw Sauber. L’italiano accusa il canadese, reo di aver rallentato il giro lanciato, restando fuori dai primi 10 in griglia. “Fisico” si presenta nei box Sauber insultando in maniera palese Villeneuve.

MASSA – ALONSO 2007

Sempre a Nürburgring un anno più tardi, i protagonisti di un battibecco furono Alonso e Massa. Lo spagnolo della McLaren durante l’ultimo giro si tocca con il ferrarista e, prima della premiazione sul podio, accusa il brasiliano di aver cercato volontariamente la collisione. Massa non accetta l’accusa e tra i due volano insulti in lingua italiana, con il brasiliano che sembra più nervoso.

VETTEL – WEBBER 2013

Al Gran Premio di Sepang in Malesia i due piloti della Red Bull sono rivali per il titolo. L’australiano guida la gara e il muretto ordina a Vettel di non attaccare. Il tedesco, però, non rispetta l’ordine ed effettua il sorpasso pericoloso andando a vincere la gara. Il loro rapporto si rompe e la tensione nel box Red Bull sarà palpabile fino al termine del campionato (vinto da Vettel).

Vettel vince il Gp di Sepang davanti a un visibilmente arrabbiato Mark Webber

VETTEL – HAMILTON 2017

A Baku duello tra Vettel e Hamilton. Il britannico guida la gara in regime di safety car. Il tedesco lo segue alle spalle. Dopo una curva Hamilton frena, secondo il ferrarista in maniera troppo brusca, e Vettel lo tampona danneggiando la sua Ferrari. Il tedesco perde le staffe e si affianca alla Mercedes dell’inglese, insultandolo e speronandolo con le gomme anteriori.

Ancora lui, per la quinta volta lui: Lewis Hamilton.

Il pilota britannico è nuovamente il campione del mondo di Formula 1. Vittoria ottenuta grazie al quarto posto al Gran Premio del Messico alle spalle di Verstappen e dei due ferraristi Vettel e Raikkonen.

Un titolo che, dalla seconda parte del campionato, non è mai stato messo in discussione soprattutto perché l’avversario diretto, Sebastian Vettel, non si è dimostrato lucido in molte occasioni.

Come detto Hamilton conquista un altro titolo in bacheca (il quarto in 5 anni) e raggiunge quota cinque. Staccati il tedesco Vettel e il francese Alain Prost rimasti a quattro e agguanta un altro grande e storico pilota della Formula 1: l’argentino Juan Manuel Fangio.

Sono qui dal 2013, eguagliare quello che ha fatto Fangio con la Mercedes è una sensazione incredibile. E’ una sensazione molto strana quella che provo ora. Voglio ringraziare il mio team, non ho vinto il Mondiale qui ma grazie al loro duro lavoro in tantissime gare.

Le parole del pilota sono anche per il team. In effetti negli ultimi trionfi non è stato solamente Hamilton il protagonista ma, anche meccanici e tutta la scuderia. La macchina quasi sempre è stata affidabile e veloce, nonostante il gap con la Ferrari si sia accorciato moltissimo.

 

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Un post condiviso da Lewis Hamilton (@lewishamilton) in data:

Per il fuoriclasse inglese quest’anno sono giunte 9 pole position e 9 vittorie e il campionato non è ancora finito: proverà a chiudere in bellezza.

A 33 anni Hamilton ha scritto già numerose pagine della storia della Formula 1. Il pilota, infatti, detiene diversi record come il numero di pole position (81) e maggior numero di vittorie partendo dalla pole position (45). Inoltre, se avesse vinto quei titoli sfiorati nel 2007 (a vincere è stato Kimi Raikkonen) e nel 2016 (vittoria per Nico Rosberg), il britannico avrebbe lo stesso numero di trionfi di Michael Schumacher.

Michael Schumacher e Lewis Hamilton durante la conferenza stampa del Gp di Monaco nel 2012

Tuttavia Ross Brawn, che Schumi l’ha conosciuto bene, ha affermato che Hamilton ha tutte le caratteristiche per raggiungere il tedesco e il suo numero di vittorie ottenute in pista (91).
Dopotutto il britannico ha ancora due anni di contratto con la Mercedes e non ha intenzione di fermarsi.

Il countdown è già iniziato. Con la pole di Lewis Hamilton al Gp degli Usa ad Austin, l’edizione 2018 della Formula 1 potrebbe avere presto il suo campione. L’inglese ha chiuso davanti a Kimi Raikkonen, che scatta dalla seconda piazza in griglia, a 70 millesimi, con il tedesco della Ferrari Sebastian Vettel, l’unico che potrebbe tenere testa al pilota Mercedes, che aveva il secondo tempo con un distacco di 60 millesimi, ma è costretto a partire dal quinto posto in griglia per la penalizzazione di tre posizioni, per non aver rallentato abbastanza in regime di bandiera rossa nelle prime prove libere.

Mancano una manciata di punti, dunque, per Lewis Hamilton per avvicinarsi al quinto sigillo iridato di una carriera stratosferica. Il britannico della Mercedes ora deve fare un po’ il ragioniere contabile: per mettersi in tasca il titolo, il pilota deve far salire il margine su Sebastian Vettel da 67 a 75 punti. Sarebbe il colpo del definitivo e matematico ko perché, in quel caso, se anche il tedesco della Ferrari vincesse gli ultimi tre Gran premi della stagione (in Messico, in Brasile e negli Emirati Arabi Uniti), a fronte di uno zero in fatto di punti da parte del britannico, sarebbe sempre Hamilton a laurearsi campione del mondo per il maggior numero di GP vinti in stagione.

 

Il quinto posto di Vettel, ovviamente, facilita l’impresa di Lewis: può laurearsi campione del mondo se trionfa e Vettel arriva terzo; se chiude al secondo posto e il tedesco si piazzasse quinto; se è terzo e il ferrarista è settimo; se si classifica quarto e Vettel non riesce ad andare oltre l’ottavo posto.

La gara di Austin è trasmessa in diretta e in chiaro su Tv8, tasto 8 del telecomando, o su Sky Sport F1, canale 207. Appuntamento alle 20.10.

 

Una cosa è certa: gli organizzatori del Gp di Austin, prossima tappa del Mondiale di Formula 1, avranno tutto il tempo e la quasi certezza di preparare una celebrazione esclusiva a Lewis Hamilton, a un passo – aritmetico – dal vincere il quinto titolo iridato della sua carriera.

Sì perché il Gran Premio del Giappone ha visto il pilota della Mercedes tagliare il nastro del traguardo per primo, per la quarta volta di fila e per la nona volta stagionale: ora sono 67 i punti di vantaggio in classifica su Vettel, alle prese con un’altra domenica da dimenticare a Suzuka. Il gap è ormai pressoché incolmabile. La rimonta del ferrarista si è fermata al 6° posto a causa di un contatto con la Red Bull di Verstappen, poi 3°. Sul podio anche Bottas. Quinto, invece, Raikkonen.

 

Sebastian Vettel è partito alla grande ha recuperato in un soffio diverse posizioni, portandosi sino al quarto posto, anche grazie a un errore di Max Verstappen, che ha accompagnato fuori Kimi Raikkonen, beccandosi 5″ di penalità. Il problema è che poco dopo, nel tentativo di passare anche l’olandese, il ferrarista di Germania ha esagerato in frenata e ha causato un contatto, di cui ha pagato il maggior prezzo (ma nessuna penalità visto che è stato giudicato incidente di gara). Si è ritrovato al 19° posto e da qui ha iniziato un recuperato forsennato, che però gli ha impedito di fare meglio della sesta piazza nonostante il giro più veloce nel finale.

 

Per Lewis Hamilton, invece, la gara di Suzuka è comunque stata una delle più facili, avendo preso la testa del gruppo alla prima curva e mantenendola in scioltezza per tutti i 53 giri, accompagnato da un Valtteri Bottas, che non lo ha mai infastidito.

Non si sbottona il pilota inglese quasi pentacampione:

Dobbiamo fare un passo alla volta, ora abbiamo vinto un grandissimo Gran Premio, c’è un bel gap su Sebastian, ma non vogliamo cantare vittoria troppo presto. Spero di fare bene ad Austin, in un circuito in cui mi diverto molto

Amareggiato (ed è dir poco) Seb Vettel:

Ci ho provato. Ho spinto al massimo fin da subito. Ho notato subito che c’era un gap. Ci ho provato con Verstappen, ma non mi ha lasciato spazio. Non abbiamo potuto fare la curva insieme. L’incidente è stato un vero disastro. Dopo il contatto con Max, la macchina era danneggiata. L’atmosfera nel team? Con risultati simili non è facile essere ottimisti. Lavoriamo forte per tutto l’anno e quando non arrivano i risultati difficile per tutti. A volte non so che dire. Non è stato un risultato giusto per noi

Quando mancano quattro appuntamenti alla fine della stagione, la classifica politi dice: Hamilton 331 punti, Vettel 264, Bottas 207. Anche nella classifica costruttori dominio Mercedes con 538 punti rispetto ai 460 della casa di Maranello.

 

Un altro weekend da accantonare per la Ferrari e per Sebastian Vettel al Gp di Singapore.

Un mostruoso Hamilton riesce a vincere la settima gara del Mondiale, volando così a +40 sul ferrarista tedesco il quale, negli ultimi 5 gran premi è riuscito a vincere solo in Belgio a Spa contro le 4 vittorie del britannico.

Numeri poco esaltanti per il tedesco che quest’anno, avendo una macchina competitiva, ha il dovere di continuare a pensare in un finale Mondiale diverso da quello che la classifica racconta ora.

In questo ultimo weekend a Singapore la Ferrari non è mai stata realmente veloce, tanto che in griglia di partenza il tedesco partiva dalla seconda fila mentre Raikkonen  addirittura dalla quinta posizione. Lewis Hamilton ha dominato sin dall’inizio del Gp e Vettel, a parte il guizzo alla partenza con il sorpasso a Verstappen, non è riuscito poi a essere competitivo, chiudendo nuovamente sul gradino più basso del podio.

Ma se a Singapore, la scarsa velocità è stato il punto debole della rossa, a Monza per Vettel è stato un altro weekend negativo in cui ha perso punti a discapito di Hamilton. Forse Sebastian ha “sentito” in maniera eccessiva il confronto con Lewis, fino alle estreme conseguenze alla variante della Roggia: contatto e conseguente testacoda. Durante la gara poi è riuscito a risalire fino al quarto posto.

Ma gli errori del tedesco quest’anno sono stati parecchi e hanno contribuito ai successi di Hamilton e alla delusione del mondo rosso. Una “frittata” è stata fatta a Hockenheim. Il pilota tedesco è partito dalla pole position e dominava la gara con pochi problemi. In tutta solitudine però ha perso il controllo della monoposto sull’asfalto bagnato finendo a muro: ritiro con conseguente vittoria del campione del Mondo Hamilton.

Ma errori sono stati commessi anche a Baku, in Francia e in Austria. Non pochi per chi punta al titolo iridato. In Azerbaijan il tedesco è andato lungo alla staccata della prima curva tentando invano il sorpasso sul finalndese Bottas dopo la Safety Car.

Al Paul Ricard di Le Castellet Vettel ha centrato in pieno Bottas alla partenza in curva 1. Gara compromessa per entrambi e il ferrarista chiuderà al 5° posto.

Poi è la volta dell’Austria: Verstappen vince un Gran Premio in cui le due Mercedes vanno ko per problemi di affidabilità. Occasione d’oro per Vettel, se non fosse che il tedesco scontava una penalità di 3 caselle sulla griglia di partenza per aver ostacolato in modo pacchiano Sainz durante il Q2: finirà 3°.

Il cammino verso il titolo si è nettamente complicato e restano solo 6 Gran Premi. Sebastian Vettel non deve assolutamente commettere più errori e deve, invece, sperarne in qualcuno da parte di Hamilton il quale ora come ora è tornato ad essere imbattibile.

Lewis Hamilton mette le ali nelle prove del Gran Premio di Singapore: l’inglese della Mercedes strappa la pole position davanti a Mark Verstappen su Red Bull. Male le Ferrari: Sebastian Vettel terzo, Kimi Raikkonen in quinta posizione. In mezzo l’altra Mercedes, quella di Valtteri Bottas. La gara è in programma domani alle 14.10 italiane con diretta su Sky Sport F1 e differita in chiaro su TV8 alle 21.15

Griglia di partenza:

Lewis HAMILTON Mercedes 1:36.015

Max VERSTAPPEN Red Bull Racing +0.319

Sebastian VETTEL Ferrari +0.613

Valtteri BOTTAS Mercedes +0.687

Kimi RÄIKKÖNEN Ferrari +0.779

Daniel RICCIARDO Red Bull Racing +0.981

 

Copione stravolto rispetto alle ultime prove libere, in cui la Rossa di Maranello aveva piazzato Vettel e Raikkonen nelle prime due posizioni, con Hamilton a inseguire a mezzo secondo. E invece il campione del mondo ha saputo rifarsi nel momento clou con un giro mostruoso nella Q3: 1:36.015. Due sessioni prima, nella Q1, lo stesso Hamilton aveva rischiato una clamorosa eliminazione finendo 14mo. Difficoltà manifestate anche dalla Ferrari, con Vettel e Raikkonen che erano riusciti a finire nei primi dieci solo negli istanti finali della Q2.

Sebastian Vettel partirà in terza posizione

Classifica piloti:

Lewis Hamilton MERCEDES 256

Sebastian Vettel FERRARI 226

Kimi Raikkonen FERRARI 164

Valtteri Bottas MERCEDES 159

Mark Verstappen RED BULL 130

Daniel Ricciardo RED BULL 118

Staccato di 30 punti rispetto a Hamilton, Vettel prosegue il suo momento negativo dopo la prova deludente di Monza. Negli occhi e nella mente dei ferraristi ci sono ancora le immagini dell’edizione 2017, quando sul tracciato cittadino di Singapore Maranello fece harakiri con Vettel e Raikkonen a stringere a sandwich Verstappen poche centinaia di metri dopo la partenza. Una carambola suicida che spianò la strada ad Hamilton alla vittoria nel GP. In 10 anni al Marina Bay Street Circuit, lungo poco più di 5 km con 23 curve, la Ferrari ha finora vinto solo due volte: Alonso nel 2010 e Vettel nel 2015.

 

A conclusione di un Gran premio di Formula 1 di Spagna dove hanno primeggiato in assoluto le Mercedes, è la Ferrari che deve fare i conti con l’amara delusione di ritrovarsi per la prima volta dall’inizio della competizione fuori dal podio.

Hamilton è primo, seguito da Bottas, per un trionfo assoluto delle frecce d’argento. Ed è soprattutto Vettel che incassa con amarezza la delusione di un quarto posto che attribuisce al cambio delle gomme voluto da Pirelli per motivi di sicurezza:

Il secondo pit stop? Le nostre gomme non duravano come quelle degli altri, abbiamo perso due posizioni e avevamo anche problemi di bilanciamento. Ho faticato un po’ con le gomme di questo weekend

Che la colpa sia delle gomme o meno, il pilota tedesco lamenta una lentezza che di certo non ha aiutato a tenere testa ad Hamilton e ha di conseguenza pregiudicato la gara:

Quando ci siamo fermati eravamo troppo lenti comunque. Dobbiamo migliorare sulle gomme, che erano diverse anche per gli altri. Di certo qualcosa ci mancava. Non è facile dire cosa sarebbe successo senza la modifica. Penso che probabilmente la modifica ha avuto un impatto maggiore su di noi rispetto agli altri. In ogni caso è stato un weekend decente, dobbiamo solo capire come adattarci a queste gomme che saranno le stesse in Francia e a Silverstone, dobbiamo darci un’occhiata

Alla delusione di Vettel si aggiunge quella di un altro pilota della Ferrari, Kimi Raikkonen, costretto ad abbandonare la corsa prima del previsto a causa di un problema tecnico. Insomma, per il team della Ferrari il Gp di Spagna non sarà ricordato come uno dei migliori. Festeggia invece la Red Bull con Verstappen al terzo posto.

E Lewis Hamilton? Con la sua 64esima vittoria di carriera, torna in cima alla classifica con 95 punti, praticamente 17 più del suo rivale Vettel che rimane a 78.

Festeggiando il dominio delle Mercedes nel circuito di Catalogna, il pilota ringrazia il suo team per il successo ottenuto:

È stata una prestazione straordinaria, ma avrei conquistato nulla senza questo team fantastico. Abbiamo fatto un lavoro eccezionale e io ho trovato quella sinergia mai sentita prima in questo avvio di stagione. Per noi è stata una ripartenza buona per noi, ma dobbiamo continuare a fare pressione: è bellissimo vedere questa forza all’interno del team

Nella sua seconda vittoria consecutiva Hamilton vede la rivalsa contro una Ferrari che sembrava non avere rivali all’inizio del Gran premio. Adesso, però, la stagione riparte alla grande per la Mercedes che non intende lasciarsi soffiare facilmente quel vantaggio che è riuscita ad ottenere nelle ultime due gare.

 

A conclusione del Gran premio di Formula 1 di Cina, Sebastian Vettel, dopo due vittorie consecutive, perde terreno a causa di un incidente con Max Verstappen. I suoi commenti al termine della corsa esprimono delusione ma anche indulgenza verso il pilota olandese che ha causato la collisione:

Le gare a volte ti fanno un favore, altre volte vanno storte…. Ho concesso spazio a Verstappen nel caso in cui avesse bloccato un po’ le gomme, ma ha perso la macchina completamente e a quel punto c’è stata la collisione. Credo abbia capito di aver sbagliato. Siamo stati entrambi fortunati a poter proseguire, ma poteva anche evitare quella manovra. Ho apprezzato il fatto che sia venuto da me subito perché questo è il modo di risolvere casi simili, faccia a faccia

Un errore quello di Verstappen che ha causato la perdita di diversi punti per il ferrarista, ma che è stato subito ammesso dallo stesso protagonista, che si è recato da Vettel per porgergli le sue scuse assumendosi le sue responsabilità. Il pilota della Ferrari affronta con calma e rassegnazione l’accaduto, con la soddisfazione però di essere riuscito a mantenersi in pista nonostante tutto:

Le gare sono così. Sono cose che succedono, è stato negativo per entrambi. Non c’è molto da aggiungere. Ho perso bilanciamento con tantissimo sovrasterzo, era difficile stare in pista, cercavo solo di sopravvivere. Sono stato fortunato a finire la gara. Dopo un incidente come quello che ho avuto, credo che avremmo anche potuto restare fermi in pista. La fortuna sta nel fatto che la macchina ha potuto proseguire, anche se totalmente sbilanciata 

E aggiunge commentando lo svolgimento della gara:

Abbiamo perso il comando dopo il pit stop e questo non è stato ideale. Eravamo sicuri che saremmo usciti ancora davanti, ma non è andata così. L’ingresso della Safety Car in pista in quel momento non è stato ottimale per me e Valtteri perché non avevamo più la possibilità di reagire. In seguito era chiaro che Red Bull andasse più veloce, e credo che fosse inutile resistere più di tanto, visto come Daniel si stava avvicinando da dietro; poi lo stesso è accaduto con Max 

Vettel rimane ancora primo in classifica, ma deve fare i conti con l’avvicinarsi incessante di Hamilton, arrivato quarto in Cina ma adesso a soli 8 punti dal ferrarista.

La Ferrari, comunque, rimane sul podio con Kimi Raikkonen, che si aggiudica il terzo posto dopo Bottas (Mercedes) e il vincitore a sorpresa Ricciardo (Red Bull Racing). 

 

L’esito del GP di Cina, con l’inaspettata quanto decisiva collisione tra Verstappen e Vettel, ha comunque avuto le sue conseguenze, con il team della Mercedes che balza in cima alla classifica sottraendo la leadership alla Ferrari nella classifica dei costruttori.

La Ferrari si ritrova nuovamente sul podio nel Gp di Bahrain, con un favoloso Vettel che, nonostante alcune difficoltà tecniche, riesce a tenere testa ai suoi avversari e mantenere la prima posizione.

Per il tedesco era il suo 200esimo Gp e non poteva regalarsi una giornata migliore. Dall’inizio del Gran Premio di Formula 1 di questo 2018 Vettel ha conquistato due gare su due e questo bis, che lo rende orgoglioso e felice, lo carica di aspettative per le prossime tappe.

Mamma mia, che impresa. Le gomme erano finite. Grazie a tutti, successo straordinario

 Queste le sue prime parole a caldo, che esprimono grande gioia per la vittoria, ma anche l’incredulità per essere riuscito nell’intento di arrivare primo anche se aveva un problema con le gomme. Verso il termine della gara confessa, infatti, di avere avuto avuto una gran paura di non farcela e di essere superato da Bottas, che gli stava dietro per tutto il tempo.

Credo di aver detto in radio a 10 giri dalla fine che tutto era sotto controllo, ma ho mentito. In quel momento il passo di Bottas, che spingeva forte alle mie spalle, mi faceva credere che non ce l’avrei fatta a resistere. Ho provato a fare il possibile, ma nello stint finale le Mercedes erano forti: hanno visto la nostra strategia e si sono regolati di conseguenza, ho cercato di gestire le gomme e mi sono bastate appena. Una volta che era chiaro che loro non si sarebbero fermati siamo rimasti fuori anche noi perché a quel punto era chiaro che non avevamo nulla da perdere. Quando vinci in questo modo ha un sapore speciale

Date le circostanza il sapore della vittoria è ancora più dolce. Ma per lui e la Ferrari è un dolce che si accompagna all’amaro, per la brutta vicenda che ha coinvolto il collega Kimi Raikkonen e un meccanico del cavallino.

Durante un pit-stop, infatti, il pilota ha accidentalmente investito uno dei meccanici, che è stato sbalzato in aria e portato subito in ospedale per i soccorsi. Rottura del perone e della tibia è il responso medico per il meccanico Francesco Cigarini, ma l’incidente ha comunque offuscato la gioia per l’ennesima vittoria della Ferrari.

La strategia del team del Cavallino ancora una volta ha la meglio sulla Mercedes, che deve incassare un’altra sconfitta e accontentarsi del secondo e terzo posto con Bottas e Hamilton sempre dietro a Vettel. Pur non nascondendo l’amarezza per non essere riuscito a superare il pilota della Ferrari, Bottas ammette che l’avversario ha fatto una grande gara:

Essere secondo con un margine così piccolo è deludente, ma la prossima volta proverò a migliorare. Noi abbiamo scelto inizialmente una mescola più dura e speravamo di poter approfittare di questo durante la gara purtroppo Vettel non ha mai sbagliato e per me non c’è mai stato lo spazio per poter passare in testa

La Ferrari ha dimostrato di avere fatto bene i suoi calcoli: ha analizzato i problemi della scorsa gara e si è migliorata, come commenta anche il vincitore di Bahrain:

Dopo l’Australia ti fai una idea più chiara di quello che mancava. Non mi piaceva l’anteriore quando entravo in curva e la macchina non mi piaceva molto. Questo era un limite: abbiamo provato delle cose che ci hanno fatto sentire più a nostro agio e sapevo come trovare quel pochino che mancava. Se sai come curva la macchina hai più fiducia e confidenza quinti tendi ad andare anche più veloce

Il Gran Premio di Formula 1 ha riaperto i battenti e vedrà sfrecciare i piloti fino al 25 novembre 2018 in una sfida avvincente che ha riservato le prime sorprese già nella prima giornata. La gara inaugurale, che si è svolta il 25 marzo, ha visto trionfare in modo del tutto inaspettato Sebastian Vettel, con una vittoria che possiamo anche definire “strategica”.

Il 2017 si è chiuso con la vittoria di Lewis Hamilton, quattro volte campione del mondo di cui tre con il team della Mercedes, che ancora una volta si è imposto davanti ai suoi avversari e ha conquistato il primo gradino del podio, lasciandosi alle spalle la Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen.

Sembrava che anche nella prima gara di stagione di dovesse ripetere questo copione, con un Hamilton in testa che già nei primi giri prende le distanza da tutti gli altri. Ma proprio a metà percorso qualcosa cambia e si assiste ad un sorpasso decisivo che si conclude con il trionfo a sorpresa di Vettel.

Festeggia, dunque, la Ferrari al Gp di Australia, ritrovandosi stavolta in vetta al podio anche se con qualche riserva sulle modalità che hanno condotto al successo.

Infatti, il pilota della Ferrari ha approfittato strategicamente di una pausa del suo rivale Hamilton per sfrecciargli davanti durante la virtual safety car che lo ha rallentato.

Vettel, raggiante e entusiasta, non nega però di essere stato anche fortunato e così commenta l’esito della gara:

E’ andata bene, abbiamo avuto un po’ di fortuna con la safety, però mi sono davvero divertito. La mia partenza non è andata molto bene, così mi sono accontentato del terzo posto. Stavo soffrendo con le gomme all’inizio, mentre mi sono trovato molto meglio con le soft. Ho pregato per la safety care quando ho visto la macchina ferma ero pieno di adrenalina! Ovviamente siamo stati un po’ fortunati oggi, Lewis controllava bene la gara ma poi l’abbiamo preso. Non siamo esattamente dove vogliamo ma questo è veramente un buon inizio e ci dà motivazione per le prossime gare

È evidente che la Ferrari ha ancora del lavoro da fare per mantenere questo risultato e rimanere davanti al pilota della Mercedes, ma nel frattempo si gode i frutti di questo esordio niente male che offre lo stimolo giusto per migliorarsi e vincere ancora.

Il Gran premio d’Australia, quindi, ha visto primo Sebastian Vettel, seguito da Lewis Hamilton, visibilmente deluso, e da Kimi Raikkonen al terzo posto.