Tag

hamilton

Browsing

Lewis Hamilton firma il venerdì di prove libere del Gran Premio di Spagna. Il pilota anglo-caraibico ha fatto registrare il miglior tempo sia al mattino che nella sessione pomeridiana.

Il suo 1’20″802 lo pone davanti anche al compagno di squadra Valtteri Bottas che, comunque, è stato più lento di soli 90 millesimi. Gli aggiornamenti apportati alla W08 sembrano efficaci, visto che le Ferrari questa volta sono tre e quattro decimi più lenti con Kimi Raikkonen davanti al leader della classifica piloti.

Un distacco più ridotto rispetto al mattino quando si aggirava attorno al secondo. La Scuderia al mattino ha prima girato con le hard e poi con le medie. Con un piccolo problema sulla posteriore sinistra di Seb, prontamente risolto.

Al pomeriggio, quando oltre a cercare la velocità nel giro secco in vista della qualifica di sabato, si è lavorato sul passo gara per domenica, il caldo e delle inattese folate di vento, hanno un po’ condizionato il lavoro di tutti i piloti in pista. Questa volta sono state usate medium e soft ed il fatto più confortante è che sul passo gara le due SF70H sono alla pari con le frecce d’argento. Il vento a raffica, come detto, ha creato qualche problema spingendo fuori più di un protagonista, come Hamilton, Vettel e Verstappen. Il pilota olandese ed il suo compagno di squadra Ricciardo, hanno mostrato i progressi ottenuti dalla Red Bull con gli upgrade apportati alle loro RB13.

L’incantesimo sulla pista di Sochi è infranto. Con la doppietta rossa nelle qualifiche, la prima fila è tutta Ferrari con Vettel che ha conquistato la pole position e Raikkonen appena dietro di lui.
La seppur breve e acerba storia del circuito che dal 2014 figura tra i tracciati di Formula 1 è stata riscritta.

Nelle tre edizioni precedenti, infatti, il Gp di Russia ha avuto una sola scuderia al comando: 159 giri su 159 con i testa la Mercedes. E’ una curiosità unica, se vogliamo, nel panorama delle monoposto.
Dal 2014 al 2016 Hamilton è stato il leader per 100 giri, Rosberg per 59. Solo loro hanno avuto il piacere di trovarsi la strada spianata senza dover provare a realizzare sorpassi e contromosse.

Un record olimpico verrebbe da dire, anche perché il circuito, lungo 5,9 km (il quarto per lunghezza in questa edizione di Formula 1), è sorto proprio attorno al villaggio olimpico che ha ospitato gli atleti partecipanti ai Giochi olimpici invernali 2014, lungo la costa del Mar Nero.

La doppietta Ferrari ha, così, interrotto l’egemonia Mercedes in Russia, dove le Frecce d’Argento hanno sempre dominato in prova e in gara. Un record nel record se pensiamo che l’ultima volta che abbiamo visto una prima fila tutta rossa era il 2008 sul circuito di Magny-Cours, quando Raikkonen si piazzò davanti a Massa.

Sebastian Vettel ha vinto il Gran Premio del Bahrain al termine di una gara grintosa, recuperando dalla terza posizione sullo schieramento, anche grazie alla strategia messa in atto dal muretto della Scuderia Ferrari.

Secondo Lewis Hamilton, protagonista di un incredibile (quanto vano) tentativo di recupero negli ultimi tredici giri, nei quali ha recuperato però solo una parte dei 14” di ritardo accumulati dal leader della corsa.

Alle loro spalle Valtteri Bottas e Kimi Raikkonen, che hanno però dimostrato di non sapere reggere il passo dei rispettivi compagni. Una gara, per Hamilton, resa ancora più complicata dalla penalizzazione di 5” (scontata nella seconda sosta ai box) infittagli per avere ostacolato a inizio gara Daniel Ricciardo al momento di effettuare il primo stop per il cambio gomme.

La Scuderia Ferrari, dopo tre gare, è in testa sia nella classifica del Mondiale Piloti (con i 61 punti di Seb) che in quella Costruttori (102 punti). Per Seb questa è la quinta vittoria con i colori del Cavallino Rampante.

 

marchionne

“È naturalmente una grande soddisfazione tornare sul gradino più alto del podio con Sebastian. Ma è ancora più importante avere a questo punto la certezza che la vittoria di Melbourne non è stata un caso e che questo Mondiale ci vedrà protagonisti fino alla fine. Possiamo contare finalmente su una monoposto competitiva ed è importante constatare la velocità con cui abbiamo apportato gli sviluppi necessari per ogni gara. Tutto questo è frutto di un eccellente lavoro in pista come a Maranello, quindi i miei complimenti, oltre a Seb per il risultato in Bahrein, vanno a tutta la squadra. Congratulazioni anche a Kimi, autore di una buona gara. Sappiamo però che il cammino è ancora lungo e se vogliamo arrivare al traguardo più importante non possiamo diminuire il nostro impegno e la concentrazione”.

Tutti aspettavano la settima pole position consecutiva di Lewis Hamilton, o al massimo la prima della Ferrari con Sebastian Vettel, il suo grande rivale nelle prime due gare del Mondiale 2017. Invece, a sorpresa, sulla pista del deserto di El Sakhir a mettere d’accordo i due capofila della classifica iridata ci ha pensato Valtteri Bottas.

Non nasconde la sua gioia Valtteri Bottas per la sua prima pole position in F1 arrivata nelle qualifiche del Gp del Bahrain.

bottas

valtteri bottas

“Sono felicissimo per la mia prima pole, ci sono voluti cinque anni ma e quindi un po’ di gare ma alla fine speriamo sia la prima di una lunga serie. Voglio ringraziare il team che mi ha dato la possibilità di guidare questa macchina e che mi ha permesso di essere in pole”.

Siamo riusciti ad ottenere il massimo dalla vettura concentrandoci soprattutto a guidare sulle condizioni meteo serali, visto che si corre di sera. Questa non è una pista facile perché è molto tecnica con molti punti di frenata difficili. E’ molto facile il bloccaggio delle gomme e per andare in pole bisogna fare un giro quasi perfetto”

sebastian vettel

“Anche se sono a quattro decimi nel complesso sono felice perché la macchina ha dato buone sensazioni. Nonostante ieri ho avuto un piccolo problema oggi sono riuscito a trovare un buon bilanciamento alla macchina.

“Sono contento di tornare qui in Bahrain dove c’è sempre del tempo molto buono. Abbiamo avuto un inizio di stagione che è andato bene, abbiamo lavorato sodo e devo ringraziare il team che ci ha permesso di continuare a livelli molto alti”.

A parlare così è Lewis Hamilton, nella conferenza stampa di presentazione del Gran Premio del Bahrain, terzo appuntamento del Mondiale di F.1 che l’ha visto chiudere al secondo posto la gara inaugurale in Australia alle spalle della Ferrari di Vettel e primo, precedendo il tedesco, in Cina.

sulla ferrari

“La Ferrari ha mostrato di avere un passo fantastico e anche nella prima gara sono stati molto veloci nelle condizioni più calde e, visto che questa è piu calda immagino saranno più vicini” afferma il pilota della Mercedes che, ancora una volta, conferma di gradire molto questa battaglia con il quattro volte campione del mondo alla guida della rossa, rispetto ai tre anni precedenti di lotta in famiglia con Nico Rosberg.

Gp Abu Dhabi

“Ho detto mille volte che è più emozionante gareggiare con un pilota di un’altra squadra” ribadisce. “Io l’ho già provato nel 2007 e 2008 eppoi sono cresciuto vedendo le battaglie fra Ferrari e McLaren, o latri grandi team. E’ emozionante partecipare alla lotta tra una rossa e una freccia d’argento che sono i team più storici”.

indianapolis

Credo che sia bellissimo che un pilota possa fare una mossa simile. In passato piloti potevano passare attraverso diverse gare. Spero che Alonso faccia bene e spero che al suo posto a Monte-Carlo ritorni Jenson Button che e’ uno dei piloti migliori, uno di quelli di calibro piu’ alto. Penso che in McLaren dovrebbero sceglie lui per la sua esperienza” aggiunge Lewis riferendosi alla notizia di Fernando Alonso che sara’ impegnato nella prossima 500 Miglia di Indianapolis, saltando il GP di Monaco a Monte-Carlo.

“Credo che non sara’ facile adattarsi alla prima gara, ma stiamo parlando di uno dei migliori piloti al mondo. Vedremo quanto sara’ forte e come riuscira’ a misurarsi con piloti piu’ abituati di lui” afferma il tre volte campione del mondo della Mercedes che poi rivela il suo sogno: “A me piacerebbe correre in MotoGP e poi magari nella Nascar, alla 500 Miglia di Daytona”.

Lewis Hamilton vince il Gran Premio della Cina, secondo appuntamento del mondiale di Formula 1. La Ferrari conferma di essere competitiva e Sebastian Vettel chiude secondo dietro al britannico della Mercedes.

Ordine di arrivo praticamente invertito rispetto alla gara di apertura in Australia e quindi i due comandano la classifica piloti con 43 punti. Sul gradino più basso del podio la Red Bull di Max Verstappen, partito dalla sedicesima posizione.

Gran Premio della Cina

L’olandese precede il compagno di squadra Daniel Ricciardo. Quinto Kimi Raikkonen con l’alra Ferrari. Il finlandese chiue davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas. Gli altri piloti a punti sono Sainz, con la Toro Rosso, Magnussen, con la Haas, Peres e Ocon, con le due “pink” Force India.

Sarà Lewis Hamilton a partire davanti a tutti nel Gp Cina, seconda prova stagionale del Mondiale di Formula Uno che si correrà domani sul circuito di Shanghai. Il pilota della Mercedes gira in 1’31″678 e chiude davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel che ferma il cronometro sull’1’31″864 e beffa, per un millesimo, l’altro pilota Mercedes, il finlandese Valtteri Bottas.

Quarto Kimi Raikkonen che con la sua Ferrari gira in 1’32″140. In terza fila Daniel Ricciardo (Red Bull) e Felipe Massa (Williams), poi chiudono la top ten Nico Hulkenberg (Renault), Sergio Perez (Force India), Daniil Kvyat (Toro Rosso) e Lance Stroll (Williams).

Partirà dal 15esimo posto in griglia l’italiano Antonio Giovinazzi. Il pilota della Sauber ha superato le Q1, ma proprio nell’ultima curva del circuito ha perso il controllo della sua vettura finendo fuori pista e danneggiando seriamente la macchina. Nessuna conseguenza per lui.

A Shanghai il grande protagonista è il meteo, che prima dimezza la prima sessione di libere e poi porta alla cancellazione della seconda, lasciando ai team solo i 60 minuti di domani mattina per trovare l’assetto migliore.

Già al mattino le premesse erano state tutt’altro che positive: pioggia e nebbia hanno portato a uno slittamento dell’inizio delle prove di quasi tre quarti d’ora, sulla pista bagnata solo una decina di monoposto sono riuscite a effettuare almeno un giro cronometrato prima della nuova bandiera rossa che ha interrotto in anticipo le prove.

Questioni di sicurezza visto che le condizioni meteo non consentivano all’elicottero medico, in caso di necessità, di raggiungere l’ospedale più vicino al circuito di Shanghai, distante 38 chilometri.

La situazione di scarsa visibilità è rimasta inalterata anche nel pomeriggio e la seconda sessione, nonostante le condizioni della pista fossero buone per girare, non è mai partita. Di questa giornata restano così i 124 giri totali accumulati in mattinata, con Max Verstappen su Red Bull a far segnare sul bagnato il miglior tempo in 1’50″491. Alle sue spalle, ben staccate, le due Williams di Felipe Massa e Lance Stroll, in ritardo rispettivamente di oltre 1″5 e 2″, a seguire Sainz, Grosjean, Kvyat, Alonso, Ricciardo, Bottas e Magnussen.

Sono rimasti ai box Lewis Hamilton con l’altra Mercedes e le due Ferrari di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen ma anche chi ha avuto modo di scendere in pista non ha avuto grandi indicazioni.

“Non ho raccolto nessun dato e questo è frustrante anche se è una situazione uguale per tutti – spiega Ricciardo – Ma per domani speriamo di fare un buon lavoro in quell’ora e vediamo. Stasera sarà importante decidere sul miglior assetto e cercare poi di farlo funzionare”.

 

Nico Rosberg o Lewis Hamilton? Chi vincerà l’edizione 2016 del Mondiale di Formula1? I due piloti, compagni di team alla Mercedes, se la vedranno nell’ultimo Gp della stagione, quello di Abu Dhabi. Una stagione giocata colpo su colpo con il tedesco, che sogna di alzare al cielo il primo titolo iridato della sua carriera, attualmente leader con solo 12 punti di vantaggio sul britannico.
Ma nella storia della Formula1 ci sono state sfide entusiasmanti giocate con distacchi minimi: da Niki Lauda a Michael Schumacher, passando per il primo storico Mondiale del 1950 fino ai giorni nostri. Ecco alcune storici titoli assegnati all’ultima curva:

Nel 1950, la prima edizione di Formula1 prevedeva solo sette circuiti. Se dal punto di vista dei costruttori si registrò un dominio dell’Alfa Romeo che piazzò in prima linea i suoi migliori piloti, questi si giocarono il primo titolo raggruppati in un fazzoletto. Cavallo di punta della scuderia era l’argentino Juan Manuel Fangio, ma l’italiano Nino Farina, che prima dell’ultimo Gp a Monza era terzo in classifica e distante quattro punti, riuscì a spuntarla alla fine e a trionfare perché Fangio fu costretto al ritiro. Fu il primo italiano a laurearsi campione del mondo con tre punti di vantaggio sull’argentino, 30 contro 27. Luigi Fagioli, invece, sarebbe secondo con 28 punti, ma viene classificato al terzo posto con 24.

Sul finire degli anni ’70, Niki Lauda e James Hunt hanno dato vita a una delle edizioni più storiche e drammatiche dello sport, tanto da essere raccontata nel film “Rush” diretto da Ron Howard. L’edizione del 1976 è ricordata anche per il terribile incidente di Lauda al Nurburgring che tenne lontano dalle corse il ferrarista austriaco per 42 giorni e diede la possibilità al pilota della McLaren di farsi sotto e di giocare il tutto per tutto.
E’ Giappone, sul circuito del Fuji, l’ultimo scenario della stagione: con un gap di 3 punti in favore dell’austriaco, prima della gara ci fu un fortissimo temporale che sconvolse i piani delle scuderie. Alla fine fu Hunt, grazie al ritiro di Lauda, nonostante il terzo posto in gara, riuscì a vincere il titolo iridato.

Stessa suspense nel 1984, dove si registra lo scarto più basso nella storia della Formula1, con la vittoria finale in mano per mezzo punto. E’ dominio McLaren, è ancora Niki Lauda, passato alla scuderia inglese a vedersela, questa volta, con il compagno-rivale Alain Prost. Una stagione dove gli altri hanno pagato il biglietto come spettatori nel vedere i due piloti dividersi le vittorie. In Portogallo, all’Estoril, si gioca l’ultima gara: Lauda arrivò con un risicato vantaggio di 2,5 punti, ma partì in undicesima posizione. Prost vinse, ma dopo una rimonta finale e il ritiro di Nigel Mansell, secondo a pochi giri dal termine, Lauda riuscì a strappare la seconda posizione, conseguendo il titolo iridato per mezzo punto.

Gli anni ’80 si chiudono con la scoppiettante (in tutti i sensi) edizione del 1986. Prima dell’ultima gara la classifica vedeva Nigel Mansell a 70 punti, Alain Prost a 64 e Nelson Piquet a 63. In Australia, Gran Premio di Adelaide, Piquet partì forte, ma si fece raggiungere dopo un testacoda che lo rallentò, ma lo tenne ancora in gara. Dopo fu il turno di Mansell che fu costretto al ritiro a causa dell’esplosione di un pneumatico. Allarmata dall’incidente e dalla pericolosità, la Williams, per precauzione, decise di fermare anche Piquet, spianando la strada a Prost che vinse il campionato.

Gli anni ’90 sono ricordati per l’ascesa di Michael Schumacher e la sua sfrontatezza. Nel 1994, è un testa a testa tra il giovane pilota della Benetton e Damon Hill, della scuderia Williams. Schumi vince otto Gp su 16 a disposizione e si presentò in Australia con un solo punto di vantaggio sul rivale. Il tedesco mantenne la testa nella prima parte di gara, ma al 36° giro, commise un errore andando a toccare un muretto: dopo l’urto, il pilota rientrò velocemente in pista, mentre sopraggiungeva Hill che non riuscì a scansare Schumacher. Collisione inevitabile, Hill provò disperatamente a riparare la sua monoposto, ma entrambi furono costretti al ritiro. Schumacher mantenne, così, il punto di vantaggio e si aggiudicò il suo primo titolo mondiale, che nella conferenza stampa post-gara dedicò ad Ayrton Senna, morto tragicamente lo stesso anno.

L’irruenza del tedesco ritorna nel 1997. Situazione simile: Schumacher, questa volta alla Ferrari, arrivò a Jerez, in Spagna, per il Gran Premio d’Europa, con un punto di vantaggio su Jacques Villeneuve. Nel sabato di qualifiche, succede qualcosa di unico nella storia della competizione automobilistica: tre piloti, Jacques Villeneuve, Michael Schumacher e Heinz-Harald Frentzen, conquistarono la pole con lo stesso identico tempo: 1’21″072. Secondo le regole la pole position spetta al primo che ha realizzato il tempo, ovvero al canadese Villeneuve. In una gara disputata sul filo del rasoio, a ventidue giri dal termine il canadese cercò il sorpasso sul tedesco, Schumacher lo chiuse con il solo risultato di terminare la sua gara nella sabbia permettendo al canadese di proseguire verso la vittoria del titolo.

Dopo l’era dominata da Schumacher, anche gli anni 2000 riservano battaglie e trofei conquistati all’ultimo Gp.
Nel 2007, Hamilton si presentò a Interlagos, in Brasile, con 107 punti, Alonso dietro a 103 e Raikkonen leggermente distaccato a 100. La gara fu esaltante e piena di colpi di scena: Hamilton partì male e si fece scavalcare da Raikkonen e Alonso. Successivamente il britannico ebbe un problema al cambio e gettò al vento le possibilità di vincere il mondiale che andò incredibilmente al ferrarista Raikkonen.
Il 2008, forse, è l’anno del colpo di scena più incredibile: è l’anno del triste epilogo di Felipe Massa. Il brasiliano della Ferrari, arrivò a Interlagos, la sua pista, con 7 punti di ritardo su Hamilton. Sembrava impossibile, ma un acquazzone divino mischiò tutte le carte. Il ferrarista vinse la gara, con Hamilton che annaspava nelle retrovie: ai box tutti esultavano, per 39 secondi è stato campione del Mondo, poi, all’ultima curva, Hamilton superò la Toyota di Glock e conquistò il Mondiale per un solo punto.