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Ce l’ho! Ce l’ho! Ce l’ho! Mi manca!

No, non stiamo parlando di figurine e di album Panini, è quello che abbiamo pensato del calciatore Pedro Rodriguez quando ha guardato la sua bacheca di trofei prima della finale di Europa League, poi vinta dal suo Chelsea a Baku.

Sì perché prima della vittoria dei Bleus sull’Arsenal, l’attaccante spagnolo era riuscito a vincere tutto il possibile a livello internazionale (tra club e nazionale), tranne proprio il secondo trofeo europeo.
Ora la sua bacheca è al completo, diventando così il primo spagnolo a fare l’en plein.

Nel 4-1 finale l’ex canterano del Barcellona ha segnato anche la rete del momentaneo 2-0.

A 32 anni, Pedro ha l’incredibile palmares di 25 titoli, degno di un grande campione. A livello internazionale vanta ben tre Champions League, altrettante Supercoppe Europee, due Mondiali per Club (trofei vinti tutti con i blaugrana) e appunto l’Europa League.
La bacheca, a livello di club, si arricchisce con le vittorie nazionali grazie a: cinque Liga, tre Coppe del Re, quattro Supercoppe spagnole (col Barcellona); una Premier League e una FA Cup (col Chelsea).

I successi per l’esterno sono arrivati anche con la maglia delle Furie Rosse grazie al biennio d’oro 2010 – 2012 con i trionfi nel Mondiale in Sudafrica e nell’Europeo di Polonia-Ucraina.

Puoi annoiarti con molte cose, ma mai con la vittoria. Vuoi sempre vincere il più possibile. Prima del ritiro vuoi guardare indietro e vedere cosa sei riuscito a ottenere. Le competizioni europee ti spingono un po’ di più.

Dal punto di vista prettamente personale, inoltre, Pedrito è diventato il quinto calciatore della storia a essere andato a segno sia in una finale di Europa League che in Champions League dopo Allan Simonsen, Hernan Crespo, Dmitri Alenichev e Steven Gerrard. Primo, invece, ad aver segnato in Champions, Europa League e Supercoppa Europea. 

Ha disputato ben 24 finali da professionista, timbrando il cartellino in otto occasioni (sette col Barça).

Nella sua carriera, precisamente nel 2009, è stato l’unico spagnolo a segnare in ben sei competizioni diverse: Liga, Coppa del Re, Supercoppa di Spagna, Champions, Supercoppa Europea e Mondiale per club.

Da cattedre e lavagne ai campi di calcio europei.

No no non si tratta di racconti da calcetto del giovedì sera, è la favola che avrà come protagonista la squadra gallese del Cardiff Metropolitan University, la quale avrà il prestigio di giocare i preliminari della prossima Europa League.

Un vero e proprio colpaccio per la squadra dell’omonima università, composta interamente da dottorandi e studenti di alcuni master con la grande passione per il calcio.

Passione che viene seguita con costanza e dedizione almeno quanto gli studi.

I ragazzi si sono classificati settimi nella Welsh Premier League (massima serie gallese) e, pertanto, hanno avuto accesso ai playoff per il terzo posto gallese, che significa Europa League.


Dopo aver sconfitto in semifinale il Caernafon, hanno avuto la meglio in finale contro il Bala Town ai calci di rigore, dopo l’1-1 iniziale. Proprio il Bala Town l’anno scorso ha lasciato l’Europa League solo ai preliminari, dopo la sconfitta contro i sammarinesi del Tre Fiori di Zaccardo e Succi.

Protagonista della lotteria è stato il portiere Will Fuller, autore di tre parate dal dischetto.

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Il portiere inglese Fuller durante i calci di rigore

I calciatori/studenti ora se la vedranno con altre squadre che militano nei bassifondi del ranking europeo come Lussemburgo, Andorra, San Marino, Gibilterra, Kosovo, Isole Faroe e Irlanda del Nord. Tuttavia qualsiasi sarà il risultato futuro, quello realizzato dal Cardiff rappresenta già un grandissimo e storico traguardo calcistico.

A dir la verità il traguardo era stato già sfiorato lo scorso anno, quando la squadra si era fermata solamente all’atto finale. Quest’anno ce l’hanno fatta e ora attendiamo quello che può essere una vera e propria scoperta.

Il 14 febbraio, poco dopo mezzogiorno, l’Inter comunicava con un tweet dal suo profilo ufficiale che il nuovo capitano era Handanovic, destituendo così Mauro Icardi. I nerazzurri erano terzi in classifica, relativamente tranquilli e alla vigilia del debutto in Europa League, dopo l’eliminazione dalla Champions. Il 14 marzo i nerazzurri sono eliminati dall’Eintracht Francoforte negli ottavi della competizione europea e in campionato hanno ceduto il passo al Milan. Alle spalle incombono Roma, Atalanta e Lazio. In un mese esatto una stagione da protagonisti si sta trasformando nell’ennesima annata di transizione.

Caos (poco) calmo

Spalletti è arrivato alla gara decisiva contro i tedeschi con gli uomini contati. L’emergenza in attacco era totale: Lautaro squalificato, Keita al rientro dopo un infortunio, Icardi praticamente scomparso. Già perché non è facile spiegare cosa sia accaduto in questi trenta giorni tra la società di Suning e l’attaccante argentino. Malumori con lo spogliatoio, problemi per il rinnovo del contratto, imbarazzo per le dichiarazioni della moglie/procuratrice. Tre motivazioni mascherate dalla sola spiegazione ufficiale: Icardi si allena a parte per un fastidio al ginocchio che lo tormenta da inizio anno. Peccato che però l’Inter abbia comunicato che la situazione sanitaria del centravanti non è mutata rispetto a inizio anno.

Nessun vincitore

Da una parte, quindi, abbiamo la nuova dirigenza interista con a capo Marotta che usa il pugno di ferro a qualsiasi costo. A rischio (fortissimo) di svalutare il patrimonio più importante della squadra (122 gol in 210 presenze). A rischio di compromettere una stagione incoraggiante fino a un mese fa. A rischio di innalzare a leader chi solo 40 giorni fa sarebbe voluto andare via (Perisic). Dall’altra parte, Icardi non ha fatto nulla di concreto per dimostrare quell’amore ai colori tanto sbandierato sui social. Nessuno passo verso la squadra nel momento più delicato dell’anno. Nessuna reale retromarcia da parte dell’entourage capitanato dalla moglie Wanda Nara. Una gestione imbarazzante del caso sotto qualsiasi punto di vista. A farne le spese l’Inter, le sue ambizioni, i suoi tifosi.

Tra qualche ora scenderà in campo per la gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro l’Inter, ma il centrocampista austriaco del Rapid Vienna, Philipp Schobesberger, si è fatto notare per una sua “uscita” poco attinente al calcio.

Sono qui per sole due notti, siate veloci!

Un invito ai tifosi biancoverdi del Rapid a raggiungere San Siro? E invece no!
Perché Schobesberger ha scritto questo “annuncio” sulla piattaforma d’incontri Tinder, nota applicazione utile per conoscere gente e trascorrere del tempo in compagnia.

Una richiesta particolare che certo non si sposa appieno con l’importante e prestigiosa partita che gli austriaci dovranno disputare contro l’Inter.
Ad accorgersi della singolare proposta è stata una tifosa nerazzurra che, una volta riconosciuto il giocatore, ha deciso di trollarlo, costringendolo poi a rimuovere i suoi post.
Non sappiamo se sia riuscito comunque a far conquiste l’utente “Philipp 25”.

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La proposta su Tinder di Schobesberger

Una cosa è certa alla società austriaca pare non sia piaciuta proprio la gaffe del suo calciatore e il suo allenatore spera di averlo concentrato al 100% sul campo e non fuori. Comunque sia il club ha voluto esplicitamente allontanare qualsiasi dubbio sul fatto che sia stato proprio Schobesberger a scrivere il post su Tinder,  twittando il contrario.

Fuori la Lazio, con un piede e mezzo dentro le altre due italiane. E’ tempo di gare di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League che hanno già emesso il primo verdetto. Dopo lo 0-1 del’Olimpico, la Lazio perde 2-0 nel ritorno contro il Siviglia e dice addio alla manifestazione. I biancocelesti vengono condannati dai gol di Ben Yedder al 22’e di Sarabia al 78’, ma anche da qualche decisione discutibile dell’arbitro Taylor che non ha fischiato un rigore su Lulic quando si era ancora al minuto 17.

Con un ampio sguardo alle 15 partite che si giocano giovedì 21 febbraio, molte sfide sono decisamente aperte e in bilico: l’Arsenal deve rimediare alla figuraccia in Bielorussa, sconfitto 1-0 dal Bate Borisov; molto intrigante è il match tra Eintracht Francoforte e Shakhtar Donetsk terminato 2-2 oppure il Salisburgo che, in casa, deve ribaltare la sconfitta per 2-1 contro il Club Brugge così come anche lo Zenit che deve capovolgere l’1-0 dell’andata contro il Fenerbahçe.

Ecco qui alcune quote Replatz su cui scommettere

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Aspettiamoci possibili sorprese, quelle su cui, invece, non vorremmo incappassero Napoli e Inter.

Al San Paolo, ore 18.55, la formazione di Ancelotti parte con il forte vantaggio maturato in Svizzera, un convincente 3-1 sullo Zurigo confortato anche da un paio di dati incoraggianti: da 205 minuti, infatti, non subisce gol al San Paolo in gare ufficiali. L’ultima rete realizzata nello stadio del Napoli da un calciatore avversario, è quella segnata da Immobile al 65′ di Napoli-Lazio 2-1 del 20 gennaio scorso (Serie A). Poi 205′ di imbattibilità della porta azzurra, sommando i residui 25′ di quella gara e le intere contro Sampdoria (3-0) e Torino (0-0). Pochi gol subiti e tanti realizzati, almeno in Europa League dove il Napoli al San Paolo va in gol da 14 gare consecutive: l’ultimo stop è stato in Napoli-Plzen 0-3 del 14 febbraio 2013; da allora il Napoli ha sempre segnato al San Paolo nelle 14 partite disputate in Europa League, per un totale di 38 marcature.
Un dato statistico non sorride di certo allo Zurigo in vista del match di ritorno: svizzeri, infatti, sempre fuori se partono da 1-3 in casa all’andata. Lo Zurigo per la quinta volta gioca fuori casa nelle coppe europee dopo aver perso 1-3 in casa l’andata.

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Una settimana fa, l’Inter ha invece vinto 1-0 contro il Rapid Vienna, in Austria. Senza Icardi, i neroazzurri si sono imposti di misura nell’andata, in una partita con poche emozioni, con un rigore di Lautaro Martinez nel finale di primo tempo. A San Siro, ore 21, L’Inter per la settima volta nella sua storia delle coppe europee gioca in casa un ritorno partendo da una vittoria esterna per 1-0 all’andata e si è qualificata in 5 occasioni: in ordine cronologico a spese dell’Hearts (4-0 a Milano nel 1961/62), del Dukla Praga (0-0 a Milano nel 1986/87, dopo due rinvii per nebbia), del Malmo (1-1 nel 1988/89), del Norwich (1-0 nel 1993/94) e del Salisburgo nella finalissima vinta in coppa Uefa del 1993/94. Unica eliminazione dall’Anderlecht, che nel 1969/70 vinse al ritorno 2-0 a Milano. D’altro canto, il Rapid si trova per la 5° volta nella sua storia nelle coppe europee a giocare una gara esterna avendo perso 0-1 in casa l’andata ed è sempre stato eliminato. I viennesi sono usciti per mano di: Juventus nella Coppa Uefa 1971/72 (1-4 a Torino), dal Diosgyor (2-3 in Ungheria nella coppa Uefa 1979/80), dal Real Madrid (0-0 nella coppa Uefa 1981/82), dallo Shakhtar (2-2 esterno nel preliminare Champions 2015/16).

Anche per loro un paio di quote Replatz su cui puntare

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Chiusa la pagina dei primi quattro ottavi di Champions, torna anche l’Europa League.

In realtà i sedicesimi sono già iniziati con la partita tra Fenerbache – Zenit San Pietroburgo, giocatasi martedì. Diverse e interessanti i match in programma oggi in cui sono impegnate anche le italiane. Inter e Napoli sono in trasferta rispettivamente a Vienna e Zurigo, la Lazio ospita gli spagnoli del Siviglia.

Il clima nell’ambiente nerazzurro non è certo dei migliori a causa del ciclone Icardi. L’argentino pare sia un separato in casa dopo che la società gli ha sfilato la fascia di capitano e il suo successivo rifiuto per la trasferta austriaca contro il Rapid Vienna delle 18.55.

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Sarà una partita speciale per Samir Handanovic: la prima da capitano ufficiale

Aldilà dei problemi di spogliatoio, la squadra di Spalletti dovrebbe facilmente superare i viennesi, squadra di livello abbordabilissimo. Per garantire una gara di ritorno agevole, i nerazzurri devono cercare di ottenere un buon risultato già all’Allianz Stadion di Vienna, con Lautaro Martinez al posto proprio di Icardi.

Trasferta anche per gli azzurri di Ancelotti. I tifosi partenopei confidano proprio nel mister di Reggiolo e nella sua esperienza europea.

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Il Napoli di Maradona, ha vinto una Coppa Uefa nel 1989. Ora ci riprova

L’Fc Zurigo è una squadra che il Napoli dovrebbe superare comodamente, dato che anche in Svizzera non sta vivendo la sua migliore stagione. Insigne e compagni, così come l’Inter, cercheranno di ipotecare il passaggio del turno già in Svizzera.

Sulla carta la gara più complicata ce l’ha sicuramente la Lazio. Gli uomini di mister Inzaghi ospitano il Siviglia, squadra tosta che ha sempre fatto bene in Europa League (ne ha vinte 5 di cui tre consecutivamente tra il 2013 e il 2016). Tra i biancocelesti non ci sarà Immobile e pertanto saranno Caicedo e Correa a guidare l’attacco.

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Sarà l’ecuadoriano Caicedo la punta centrale al posto di Immobile

Sfide affascinanti saranno sicuramente Galatasaray – Benfica e Chelsea – Malmo.
A Istanbul i favori sono più per i lusitani ma la Türk Telekom Arena sarà sicuramente un’arma in più per i giallorossi.
Maurizio Sarri, dopo il 6-0 contro il City, deve assolutamente fare bene in Europa League perché potrebbe essere un torneo da vincere.

Come da routine a Nyon , nel primo lunedì dopo gli ultimi match di Champions ed Europa League ci sono stati i sorteggi per le nostre squadre italiane impegnate nei due tornei.

In vista degli ottavi, grande sfida per la Juventus che, nonostante sia passata come prima nel proprio girone, se la vedrà contro gli spagnoli dell’Atletico Madrid, allenati dall’argentino Diego Pablo Simeone.

Una gara difficilissima per la squadra di Allegri che volerà prima al Wanda Metropolitano di Madrid il 20 febbraio, per poi disputare la gara di ritorno all’Allianz Stadium il 12 marzo.

Decisamente meglio è andata alla Roma nonostante fosse in seconda fascia. I giallorossi hanno pescato i lusitani del Porto. Una sfida alla portata per la squadra di Di Francesco che però non deve certamente sottovalutare.

Tornando ai bianconeri, l’ottavo di finale ha già un sapore forte dato che entrambe le squadre sono competitive a livello europeo. In effetti, nella lista delle formazioni di seconda fascia, i Colchoneros sicuramente sono tra i più pericolosi da affrontare. La squadra di Simeone è ad alti livelli da diversi anni con calciatori che possono risolvere il match con una giocata, su tutti il francese Griezmann. È un gruppo solido che si basa su buonissima base difensiva e con un centrocampo sia tosto che tecnico, come gli spagnoli Koke e Saul.
Non è la prima volta che Max Allegri affronta Simeone e, sinora, il tecnico livornese  ne è uscito vincitore. Stessa sorte per Cristiano Ronaldo. Il campione portoghese ha tantissime volte affrontato gli ex cugini ai tempi del Real Madrid, si in campionato che in Champions come nella finale del 2014 a Milano.

Per la Roma la strada può essere più che percorribile. I portoghesi non sono imbattibili, nonostante abbiano superato il girone con cinque vittorie e un pareggio, realizzando ben 15 gol subendone 6.

Per quanto riguarda i sorteggi per i sedicesimi di Europa League, Napoli e Inter (le due italiane escluse dalla Champions) sfideranno rispettivamente FC Zurigo e Rapid Vienna, più difficile l’impegno per la Lazio che giocherà contro il Siviglia. Le gare si disputeranno il 14 e il 21 febbraio prossimo. I partenopei saranno prima ospiti allo stadio Letzigrund della città svizzera, mentre i nerazzurri voleranno a Vienna. Gara d’andata casalinga, invece, per i biancocelesti partiti in seconda fascia. Inter e Napoli hanno la possibilità concreta di poter strappare il pass per gli ottavi della competizione, sicuramente più ardua la strada per gli uomini di Simone Inzaghi. Il Siviglia è una squadra forte a livello europeo e recentemente ha più volte già vinto il torneo (2013-2014, 2014-2015 e 2015-2016). In rosa ci sono vecchie conoscenze del calcio italiano come: Franco Vàzquez, Éver Banega, Simon Kjær, Luis Muriel e André Silva. Il Rapid Vienna non è una squadra che deve impensierire quella di Spalletti a maggior ragione ora che non sta vivendo un buon periodo anche in campionato, tanto da essere uscito sconfitto nettamente per 6-1 nel derby contro l’Austria Vienna. I nerazzurri hanno tutti i mezzi per poter passare il turno in maniera agevole. Il Napoli di Ancelotti, dopo aver affrontato in maniera egregia Paris Saint Germain e Liverpool in Champions League, non può minimamente pensare che gli svizzeri possano essere un ostacolo insormontabile. Tuttavia non è una squadra da sottovalutare e che la sconfitta della Juventus a Berna contro lo Young Boys faccia da lezione.

Quella di stasera a san Siro è una partita dal profumo d’Europa, Milan – Torino si affrontano con l’obiettivo per entrambe di agguantare quel posto in classifica che, per i rossoneri significa Champions League, per i granata Europa League.

Non è una partita come le altre, è una classica del calcio italiano accomunate anche dal passato di un grande come Gigi Radice, storico calciatore rossonero e grande allenatore granata, che è scomparso qualche giorno fa. Il “tedesco” sarà ricordato dal Meazza con un minuto di silenzio.

Sarà anche la notte dei due numeri 9, due bomber come Gonzalo Higuain e Andrea Belotti.
Attaccanti che vivono per il gol e che, in questa stagione, stanno trovando un po’ di difficoltà più che a livello realizzativo (5 gol per entrambi) a livello di prestazioni e di carattere.

Il Pipita torna dopo la serataccia contro la Juve, con l’errore dal dischetto e la successiva espulsione, il Gallo sta vivendo una stagione un po’ sottotono, tanto da essere escluso anche dal ct Roberto Mancini, tre delle cinque reti le ha realizzate dal dischetto, nonostante abbia giocato tutte le partite.

L’argentino però è quello che sente di più questa partita perché ha voglia, anche se non ce n’è bisogno, di dare delle risposte al pubblico rossonero.

L’espulsione di Gonzalo Higuain nel match contro la Juve

L’ultima rete risale a un mese e mezzo fa contro la Sampdoria nel match terminato 3-2 per i diavoli. È rimasto a secco anche durante la goleada in Europa League contro i lussemburghesi del Dudelange.

Il Gallo vive di queste partite e il san Siro è uno stadio in cui ha fatto spesso gol. Ultima vittima l’Inter nel 2-2 d’inizio campionato.

L’esultanza di Belotti contro i nerazzurri

E pensare che proprio il terreno del Meazza poteva essere suo dato che il club rossonero lo ha cercato più volte per rimpiazzare Andrè Silva e Kalinic. Le grandi richieste del presidente granata, Urbano Cairo, e l’affare con la Juventus hanno poi fatto cambiare idea al direttore sportivo del Milan, Leonardo.

I pronostici possono essere vari, una cosa è certa i due bomber ci saranno e proveranno entrambi a colpire.

Aria di cambiamenti in casa Uefa, negli ultimi giorni l’associazione calcistica europea ha definito diverse novità per il prossimo futuro.

Di grande svolta è l’apertura al Var. Il Video assistant referee, oramai presenti in quasi tutti i campionati europei, debutterà nel torneo più importante e spettacolare del mondo, la Champions League, e lo farà già da quest’anno.

L’Uefa, capitanata dal presidente Aleksander Čeferin, ha deciso finalmente di inserire la tecnologia già dagli ottavi di finale. L’idea era nell’aria ma finora si era sempre parlato di futuro prossimo. In effetti, in pochi si aspettavano l’ingresso del Var già in questa stagione europea.

A Dublino, però, il comitato esecutivo è andato su questa strada e oramai è difficile fare un passo indietro. Il Var, seppur sia ancora una tecnologia “neonata”, è diventata parte del gioco del calcio e, in moltissimi casi, ha reso più semplice il lavoro degli arbitri. Perfino la Fifa, da sempre scettica a questo strumento, si è convinta nell’utilizzo. Al Mondiale di Russia 2018 il Var è stato una pacevole sopresa.

Il Var al Mondiale di Russia 2018

Oltre alla Champions, l’Uefa ha dato l’ok anche per la finale di Europa League, per la final four di Nations League e per l’Europeo Under 21, in programma il prossimo anno in Italia.

UN NUOVO TORNEO EUROPEO

Un altro cambio pagina importante è la nascita del terzo torneo continentale. Dal 2021, infatti, oltre alla Champions League e all’Europa League si giocherà una nuova competizione che, provvisoriamente, è stata chiamata Uefa Europa League 2.

Per i nostalgici ricorda vagamente il torneo Intertoto, a cavallo tra il 1995 e il 2008. L’Europa League 2 avrà otto gironi da quattro, cui seguiranno ottavi, quarti, semifinali e finale. La vincente avrà la possibilità di disputare l’Europa League la stagione successiva, proprio come accadeva alla Coppa Intertoto.

C’è ancora da capire il criterio di scelta delle squadre che vi prenderanno parte. Al torneo Intertoto, per esempio, giocavano i club che si erano classificati nelle posizioni immediatamente dopo a quelle che permettevano la partecipazione alla vecchia Coppa Uefa. Un torneo a parte che però aveva prestigio europeo e che appunto dava la possibilità, alla squadra vincitrice, di partecipare la stagione successiva alla Coppa Uefa.

Amburgo, Schalke 04, Stoccarda e Villarreal sono state le squadre che hanno vinto più volte (due) questo torneo. Bologna, Juventus, Udinese e Perugia sono invece state le italiane ad alzare questa coppa. L’ultima in ordine cronologico sono stati gli umbri di mister Serse Cosmi nell’anno 2003.

Era il Perugia dei miracoli con Luciano Gaucci presidente e tanti buonissimi giocatori, tra cui il futuro campione del Mondo, Fabio Grosso.
I grifoni battono in finale alla Volkswagen Arena i tedeschi del Wolfsburg per 2-0 grazie alle reti del capitano Giovanni Tedesco ed Emanuele Berrettoni.

Anche contro il Dudelange, in Europa League, Gennaro Gattuso era sulla graticola. Anche prima di iniziare a giocare, figurarsi quando la formazione lussemburghese è passata addirittura in vantaggio a San Siro. Ma Gattuso, sulla panchina del Milan, è sempre in discussione più di quanto non lo erano tutti i predecessori passati sotto l’era di Berlusconi. Ogni giorno detrattori, giornalisti, opinionisti, fini strateghi etichettano QUEL giorno come l’ultimo da mister in panca al Milan.

Ma Gennaro Gattuso, che ha ritrovato la sua casa e la sua famiglia, cinque anni dopo aver lasciato il calcio da calciatore, il 27 novembre ha chiuso il suo primo anno da allenatore rossonero. Ora più ora meno quando Vincenzo Montella fu salutato e invitato a lasciarsi alle spalle la sede di Milanello. In un anno, nel club meneghino è successo di tutto, ma veramente di tutto, sono cambiati anche i vertici dirigenziali, ma quell’ometto ingrugnito è ancora saldamente attaccato ai suoi giocatori, al suo stadio e ai suoi tifosi. Quelli più sanguigni lo capiscono e lo supportano, ma poi c’è anche la Milano naif che, nonostante l’ingiallirsi degli anni, crede ancora allo champagne.

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Spacciato a luglio, anzi no, spacciato domenica 3 dicembre 2017, alla prima partita, dopo il 2-2 contro il Benevento del gol di Brignoli, il portiere, al 90’. Poi ovviamente con le valigie in mano anche l’estate dopo e chissà, magari anche l’estate prossima. Ma i numeri raccontano altro: 67 punti messi insieme nella sua gestione, da quel punticino misero a Benevento, in un anno solare sono 62 punti (22 nella stagione 2018-2019), il terzo miglior rendimento in Serie A dietro le inarrivabili Juventus e Napoli. Significherebbe Champions League, significherebbe sgomitare contro Roma, Lazio, Inter e, tenendo anche botta, uscirne davanti.

Davanti a lui son passate proprietà cinesi e l’avvicendamento Elliott; fuori il duo Fassone-Mirabelli, dentro Leonardo-Maldini. Ha tenuto stretto l’ambiente nonostante la telenovela (o soap opera) Bonucci, da capitano e leader a uno che saluta tutti e se ne va dopo un anno. Dopo un anno Gattuso si è ritrovato con addosso anche la sentenza Uefa e i conti che ora non tornano, ora tornano, c’è Higuain, ma c’è anche Cutrone che a suon di schiaffi dell’allenatore calabrese sta venendo su davvero bene.

Lui continua a lavorare, nonostante la caterva di infortuni. In dodici mesi è cambiato tutto al Milan, ha avuto in mano 35 giocatori, a guardare indietro nessuno gli avrebbe dato un mese di vita dopo la figuraccia allo stadio Ciro Vigorito. Ma in realtà ci sono ancora molti che non gli darebbero nemmeno un giorno, adesso.

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