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Una finale dolorosa. Emotivamente e fisicamente. L’ultima volta che l’Italia arrivò fino in fondo in Coppa Davis, contro la Svezia. Al Forum di Assago, a Milano, tra il 4 e il 6 dicembre 1998, appassionati e tifosi sostennero una squadra a un passo dal successo, dopo la splendida vittoria per 4-1 in semifinale, a Milwaukee, contro gli Stati Uniti. Dopo tre semifinali consecutive, ecco l’atto finale giocato in casa, la possibilità di bissare il successo del 1976.
C’era speranza e fiducia, ma i sogni si frantumarono sin da subito, assieme alla spalla del miglior tennista azzurro di quella generazione, il faentino Andrea Gaudenzi. Uno dei pochi ad aver battuto Roger Federer e Pete Sampras, al suo ultimo match, nel 2002 al Roland Garros. Leader indiscusso di un team allenato da Paolo Bertolucci, che aveva sostituito, con polemiche annesse, il suo ex compagno di doppio Adriano Panatta sulla panchina azzurra, e composto dal napoletano Diego Nargiso, dallo spezzino Davide Sanguinetti e dal barese Gianluca Pozzi, come riserva.

 

Risultati immagini per Andrea Gaudenzi spalla

Andrea Gaudenzi con la sua fascetta tricolore in testa, l’immagine di un’atleta arrivato in alto con la forza, la determinazione e la fatica; una favola rotta sul più bello. Nel primo singolare affrontò Magnus Norman, in una partita combattuta e fin troppo lunga. Andrea, però, veniva purtroppo da un brutto infortunio, con conseguente operazione, alla spalla destra, l’articolazione più sollecitata dal movimento del servizio.
Aveva recuperato, ma forse non del tutto. Il match si trascinava in un sussulto di set, si dice che Gaudenzi negli spogliatoi abbia chiesto un’iniezione di antidolorifico. I due tennisti arrivarono al quinto set, con lo svedese avanti 4-0. Ecco la forza di Andrea che, nonostante tutto, rimontò portandosi addirittura sul 6-5, ma proprio sull’ultimo servizio, quello del match-point, il tendine cedette: un grido, il silenzio e poi il ritiro. Dopo quasi sei ore di gioco Gaudenzi mollò e con lui i sogni del tennis italiano.

Perché per il team azzurro, quell’infortunio così scenico e plateale, fu uno shock: Sanguinetti, subito dopo, scese in campo quasi demotivato e venne surclassato da Gustafsson. Il giorno dopo, nel doppio, Bertolucci schierò Sanguinetti accanto a Nargiso, ma la cosa non funzionò affatto: arrivati coraggiosamente al tie break nel primo set, Jonas Björkman e Nicklas Kulti li demolirono nei set successivi per un secco 3-0 (7-6, 6-1, 6-3). Fu la Svezia ad alzare la Coppa Davis in alto con il finale punteggio di 4-1.

Andrea, che ha convissuto anche negli anni successivo con gli infortuni, si è ritirato dall’attività agonistica nel 2003. Dal 2012, è general manager della Real Fun Games dopo aver lavorato con vari incarichi in Bwin dal 2006.

Sanguinetti, dopo una sconfitta nel secondo turno del torneo futures di Caltanissetta ad opera di Gianluca Naso, decide di ritirarsi il 13 marzo 2008. È stato l’allenatore del tennista Vince Spadea. Dal febbraio 2011 allena la tennista russa Dinara Safina. Nel 2010 è Consulente Tecnico Sportivo del Challenger Atp di Caltanissetta. Nel 2012 diventa allenatore del tennista giapponese Go Soeda.

Diego Nargiso ha abbandonato l’attività professionistica nel 2001. È stato candidato alle Elezioni europee del 1999 con Forza Italia e a quelle del 2004 nelle file di Alleanza Nazionale nella Circoscrizione Italia centrale, ma entrambe le volte non è risultato eletto: nella seconda occasione ha ottenuto 5.948 voti.

Nel week-end a Lille va in scena la finale della Coppa Davis 2017 tra Francia e Belgio, in programma da venerdì a domenica sul veloce indoor dello Stade Pierre Mauroy (live su SuperTennis). L’impianto della città della Francia settentrionale (27mila posti la capienza) – non troppo distante dal confine col Belgio – è quello dello stadio di calcio della squadra locale, già scelto per la sfortunata finale persa dai “Bleus” contro la Svizzera di Federer e Wawrinka ma anche per la vittoriosa semifinale dello scorso settembre contro la Serbia.

Giovedì primo atto ufficiale con la cerimonia del sorteggio.

(Photo credit PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images)

le formazioni

Confermate le formazioni, le stesse delle semifinali. Il capitano francese Yannick Noah ha convocato Jo-Wilfried Tsonga (n. 15 Atp), Lucas Pouille (n. 18 Atp), e gli specialisti Pierre-Hugues Herbert (n. 81 Atp) e Nicolas Mahut (n. 104 Atp), con Richard Gasquet (n. 31 Atp) e Julien Benneteau (n. 57 Atp) aggregati alla squadra come riserve in caso di cambi dell’ultimo momento.
Il “collega” belga Johann Van Herck ha invece scelto di affidarsi a David Goffin (n. 7 Atp), Steve Darcis (n. 76 Atp), Ruben Bemelmans (n. 118 Atp) e Arthur De Greef (n. 181 Atp), con quinto uomo Joris De Loore (n. 276 Atp).

i precedenti

Le due squadre non si affrontano da ben 16 anni. Nel bilancio dei precedenti i “Bleus” sono in vantaggio per 4 a 3 dopo i successi nelle ultime due sfide: in semifinale a Pau nel 1999 (vittoria per 4-1) e in trasferta a Gand nel primo turno del World Group 2001 quando si imposero per 5-0.

Tra gioie e delusioni, nei campi di tennis si assiste anche a momenti di forte commozione, come quello avvenuto recentemente tra due grandi amici, le cui carriere prendono da oggi una strada diversa.

Parliamo di Roger Federer e Marco Chiudinelli, che non sono riusciti a trattenere l’emozione durante l’ultimo saluto al mondo del tennis da parte di uno dei due.

È in corso di svolgimento la competizione Atp 500 di Basilea e Chiudinelli sta disputando il suo incontro con Robin Haase. C’è grande ansia in tribuna, soprattutto da parte di un grande campione lì presente per sostenere l’amico, Roger Federer. Lui, insieme a pochi altri, sa bene che quella partita potrebbe essere l’ultima per il tennista che a pochi intimi di recente aveva confessato di volersi ritirare.

Così è stato: Chiudinelli perde il suo incontro e saluta il pubblico e il mondo del tennis per l’ultima volta. Una grande commozione che coinvolge tutti è ciò che Chiudinelli ricorderà per sempre di questa giornata, con tutto il pubblico in piedi ad applaudirlo. Così commenta quei momenti:

Mi sento come se avessi vinto un grande torneo: sto provando emozioni enormi, ma forse ancora devo realizzare davvero. Di certo è un momento cruciale della mia vita, vedere la mia gente in piedi ad applaudirmi è indescrivibile

E proprio in mezzo al pubblico c’è anche il suo carissimo amico d’infanzia, Roger, che non può mancare in questo giorno memorabile. Insieme hanno vissuto diversi momenti nei campi da tennis e hanno condiviso vittorie e delusioni senza che mai la competizione prendesse il sopravvento sulla loro amicizia di vecchissima data. Nel 2014 hanno anche gareggiato in coppia e vinto la Coppa Davis.

Certo, le due storie hanno prese due pieghe completamente differenti e Chiudinelli non ha mai avuto lo stesso successo dell’amico, ma chiude una carriera comunque degna di riconoscimenti e il suo nome non sarà sicuramente dimenticato, soprattutto qui a Basilea, un luogo molto significativo per il tennista anche per il suo match proprio contro il suo migliore amico nel 2009.

Roger Federer, campione indiscusso del mondo del tennis e numero 2 del ranking mondiale ATP, è stato sempre vicino all’amico Marco: insieme nel tennis e anche insieme nel calcio (chi l’avrebbe mai detto!) hanno condiviso esperienze importanti e proprio in nome di questa grande amicizia il tennista ha deciso di informare proprio Federer dei suoi progetti di ritiro. Un addio, il suo, definitivo: sembra infatti che Chiudinelli abbia deciso proprio di dedicarsi ad altro e appendere per sempre la racchetta al chiodo. 

Siamo sicuri, però, che tornerà sui campi da tennis come spettatore, per tifare il suo grande amico e vederlo vincere ancora nelle prossime competizioni. Del resto tra i due oltre ad esserci una profonda amicizia c’è anche un grande rispetto, come si intuisce dalle parole dello stesso Federer:

Sono un grande sostenitore di Marco: come giocatore, come persona e come carattere. Sono un po’ triste perché ho sempre conosciuto un tour con lui presente, ma lui non deve esserlo. Stiamo festeggiando la sua carriera e sono felice che stia vivendo questo momento 

 

Sarà il Giappone l’avversario dell’Italia nel primo turno del World Group della Coppa Davis 2018 in calendario dal 2 al 4 febbraio: gli azzurri giocheranno in Trasferta (lo ha stabilito il sorteggio poiché l’ultimo confronto tra le due nazioni risale al 1932).
Questo l’esito del sorteggio che si è tenuto Londra nella sede di BNP Paribas.

“Una trasferta dura come tutte quelle che si affrontano in Davis” – ha commentato il capitano azzurro Corrado Barazzutti -. “Molto naturalmente dipenderà dalla presenza o meno di Nishikori, che dovrebbe rientrare ad inizio 2018”.

La stella della formazione del Sol Levante è Kei Nishikori, attualmente numero 14 del ranking mondiale ma numero 4 appena un paio di stagioni fa. Talento indiscutibile non adeguatamente supportato da un fisico un po’ troppo fragile, il 27enne di Shimane con la maglia della nazionale vanta un bilancio di 17 vittorie contro tre sconfitte (3 i successi in doppio dove è imbattuto). Alle spalle di Nishikori nel ranking mondiale figurano Yuichi Sugita, 28 anni (7 vittorie e 4 sconfitte in singolare, una vittoria e 5 sconfitte in doppio), numero 42 Atp, Taro Daniel, 24 anni (3 vittorie e 5 sconfitte in singolare), numero 119 Atp, Yoshihito Nishioka, 21 anni (2 vittorie e 2 sconfitte in singolare; nessuna vittoria e 2 sconfitte in doppio), numero 124 Atp, e Go Soeda, 33 anni (24 vittorie e 10 sconfitte in singolare; 2 vittorie e 2 sconfitte in doppio), numero 140 Atp.

UN PO’ DI STORIA – I precedenti tra le due squadre sono due, entrambi favorevoli agli azzurri ma risalenti agli anni Trenta del secolo scorso. Nella storia dell'”Insalatiera d’argento” l’Italia vanta il successo del 1976 a Santiago del Cile ed altre sei finali. Quest’anno gli azzurri, dopo aver battuto al primo turno in trasferta a Buenos Aires per 3-2 l’Argentina campione in carica, hanno poi perso nei quarti contro il Belgio per 3-2 a Charleroi.

Per il Giappone il miglior risultato è rappresentato invece dalla finale raggiunta nel lontano 1921. Inserito nella prima edizione del Gruppo Mondiale nel 1981, il team nipponico ci è tornato nuovamente nel 2011 (dopo 26 anni in Asia/Oceania Group I) e ne fa parte ininterrottamente dal 2014, anno in cui ha messo a segno la sua prima – e finora unica – vittoria nel Gruppo Mondiale superando il Canada. Quest’anno il Giappone, dopo aver perso al primo turno a Tokyo per 4-1 contro la Francia, ha difeso il proprio posto nel Gruppo Mondiale superando per 3-1 il Brasile ad Osaka (in entrambe le sfide Nishikori era assente).

L’ITF riunito a Francoforte, ha nominato Ginevra “Preferred City” per ospitare dal 2018 al 2020 le finali di Coppa Davis e Fed Cup, la “World Cup of Tennis”, l’eventuale nuovo format che dovrebbe prevedere la disputa contemporanea in sede unica delle finali di Coppa Davis e Fed Cup.

Lo ha reso noto l’Itf rivelando che gli eventuali incontri si disputerebbero al Palexpo della città svizzera capace di ospitare 18mila spettatori.

fed cup

Le altre città candidate erano Copenhagen, Istanbul, Miami, Torino e Wuhan .Queste le principali novità della nuova formula: i match di singolare in Davis saranno giocati al meglio dei tre set. La Davis manterrà la formula dei tre giorni, con il doppio giocato il sabato e, unico incontro, al meglio dei cinque set.

Alle finaliste di Davis e Fed Cup, sarà data la possibilità di giocare in casa la prima sfida nell’anno successivo.

Il Board della International Tennis Federation (ITF), riunito a Parigi, ha approvato una serie di riforme riguardanti la Coppa Davis e la Fed Cup by BNP Paribas. Tali modifiche regolamentari dovranno essere discusse e ratificate dall’Annual General Meeting (AGM) dell’ITF, che si riunirà il prossimo 4 agosto a Ho Chi Minh City, in Vietnam.

Queste le principali novità:
– Giocare tutti i match di singolare in Davis al meglio dei tre set piuttosto che dei cinque set. La Davis manterrà la formula dei tre giorni, con il doppio giocato il sabato ed al meglio dei cinque set.
– Ad entrambe le finaliste, sia in Davis che in Fed Cup, sarà data la possibilità di giocare in casa la prima sfida nell’anno successivo.

fed cup

Sono state inoltre valutate le offerte per ospitare le finali di Davis e Fed Cup in sede neutra: tra la candidate c’è anche la città di Torino (si disputerebbero al Pala Alpitour, impianto realizzato in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006 e in grado di ospitare oltre 12 mila spettatori). Il Board si riunirà a fine mese per prendere una decisione.

David Haggerty

”La Davis e la Fed Cup sono tra le competizioni a squadre più rappresentative nello sport” – ha sottolineato il presidente dell’ITF David Haggerty – ma non c’è dubbio che qualche cambiamento sia necessario per massimizzarne il potenziale. In attesa dell’approvazione definitiva dell’assemblea generale annuale noi confidiamo che tutte le federazioni nazionali si rendano conto che votare per queste riforme significa votare per un futuro a lungo termine di queste manifestazioni e del nostro sport”.

Se la federazione internazionale cambierà la formula di Coppa Davis e Fed Cup, allora la Federtennis e il Coni candideranno Torino per l’organizzazione delle finali congiunte per tre anni”.

Lo ha annunciato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, al termine della Giunta nazionale di ieri a Roma. “Torino ha un impianto su misura e ben collocato geograficamente” ha aggiunto Malagò anticipando la possibile riforma delle due manifestazioni a squadre da discutere ad agosto dall’Itf.

Annuncio confermato dal Presidente della FIT Angelo Binaghi:

“Ospitare le finali congiunte di Davis e Fed Cup sarebbe per lo sport italiano un grande onore. Torino rappresenterebbe la sede ideale per un evento cosi prestigioso: la città dispone di strutture all’avanguardia che permetterebbero la realizzazione di un avvenimento capace di catturare attenzione in tutto il mondo.

Tale candidatura, che poggia sulla collaudata joint venture fra FIT e CONI Servizi, già alla base del successo degli Internazionali BNL d’Italia, dopo la crescita in continua espansione del torneo romano e l’organizzazione a Milano nel prossimo novembre delle Next Gen Finals, è frutto dell’alto livello di credibilità che abbiamo raggiunto nel campo della organizzazione di eventi e del ruolo sempre più centrale che l’Italia occupa nel panorama del tennis mondiale. Noi guardiamo sempre al futuro”.

Non è riuscita l’impresa all’Italia di Coppa Davis: è il Belgio ad aggiudicarsi la sfida valida per i quarti di finale. Il punto del 3-1 per i padroni di casa è venuto dal singolare fra i numeri uno delle due formazioni, nel quale David Goffin ha superato per 63 63 62, in un’ora e 51 minuti, Paolo Lorenzi, staccando così il pass per la semifinale dove i ‘Diavoli rossi’ ospiteranno l’Australia a metà settembre.

(Foto: BENOIT DOPPAGNE/AFP/Getty Images)

Aveva saltato il primo turno di World Group in Germania a febbraio, il 26enne di Rocourt, numero 14 del ranking mondiale dopo esser stato top-10 il mese scorso, tornato leader della squadra con i fatti contro l’Italia con i suoi due punti conquistati senza cedere un set.

Nella prima giornata a Charleroi erano arrivati i successi di Steve Darcis su Paolo Lorenzi e di David Goffin su Andreas Seppi, a cui aveva risposto per gli azzurri la coppia Simone Bolelli/Andreas Seppi aggiudicandosi in 5 set sabato il doppio contro Ruben Bemelmans/Joris De Loore annullando pure un match point nel tie-break decisivo.

A chiudere il programma, a punteggio acquisito, sono scesi in campo (al meglio dei tre set) Joris De Loore e Alessandro Giannessi, che si è tolto la soddisfazione di bagnare l’esordio in azzurro in Coppa Davis (era alla prima convocazione dopo esser stato aggregato come quinto uomo nella trasferta in Argentina) con un successo: 64 76(9) il punteggio, in un’ora e 20 minuti, con il mancino di La Spezia che ha annullato cinque set point nel tie-break del secondo set.

BELGIO-ITALIA 3-2
venerdì
Steve Darcis (BEL) b. Paolo Lorenzi (ITA) 67(3) 61 61 76(4)
David Goffin (BEL) b. Andreas Seppi (ITA) 64 63 63

sabato
Simone Bolelli/Andreas Seppi (ITA) b. Ruben Bemelmans/Joris De Loore (BEL) 46 63 64 36 76(6)

domenica
David Goffin (BEL) b. Paolo Lorenzi (ITA) 63 63 62
Alessandro Giannessi (ITA) b. Joris De Loore (BEL) 64 76(9)

L’Italtennis ha gettato il cuore oltre l’ostacolo tenendo accesa la fiammella della speranza. Si è tinta di tricolore la seconda giornata della sfida valida per i quarti di finale di Coppa Davis tra Belgio-Italia, in corso sul veloce indoor dello Spiroudome di Charleroi: gli azzurri Simone Bolelli/Andreas Seppi hanno ripagato la fiducia di capitan Corrado Barazzutti superando in cinque set la coppia di casa Ruben Bemelmans/Joris De Loore: 46 63 64 36 76(6) il punteggio in favore dei due italiani dopo tre ore e 50 minuti.

(Photo credit BENOIT DOPPAGNE/AFP/Getty Images)

Con il Belgio in vantaggio per 2-1, grazie ai successi in singolare nella prima giornata di Steve Darcis su Paolo Lorenzi in quattro set e di David Goffin in tre set su Andreas Seppi, tutto rimandato dunque a domenica: dalle ore 14.30 (in diretta su SuperTennis) gli ultimi due singolari: Lorenzi-Goffin e Seppi-Darcis.

Ai padroni di casa manca dunque un punto per approdare in semifinale.

Il Belgio è in vantaggio per 2-0 sull’Italia al termine della prima giornata della sfida valida per i quarti di finale di Coppa Davis, in corso sul veloce indoor dello Spiroudome di Charleroi.

Paolo Lorenzi ha infatti ceduto per 67(3) 61 61 76(4) a Steve Darcis dopo tre ore e venti minuti di partita, poi nel secondo singolare Andreas Seppi è stato sconfitto con il punteggio di 64 63 63, in due ore e 8 minuti, da David Goffin.

Si fa dunque dura per gli azzurri, chiamati a un’autentica impresa per cercare di ribaltare il risultato contro i padroni di casa, che ‘vedono’ invece la semifinale. A cominciare da sabato quando alle ore 15 italiane è in programma il doppio tra le coppie Simone Bolelli/Alessandro Giannessi e Ruben Bemelmans/Joris De Loore (salvo variazioni dei due capitani). Domenica (dalle ore 14.30), poi, gli ultimi due singolari: Lorenzi-Goffin e Seppi-Darcis.

 

BELGIO-ITALIA 2-0
venerdì
Steve Darcis (BEL) b. Paolo Lorenzi (ITA) 67(3) 61 61 76(4)
David Goffin (BEL) b. Andreas Seppi (ITA) 64 63 63

sabato
alle ore 16
Ruben Bemelmans/Joris De Loore (BEL) c. Simone Bolelli/Alessandro Giannessi (ITA)

domenica
dalle ore 14.30
David Goffin (BEL) c. Paolo Lorenzi (ITA)
precedenti
2014, Kitzbuhel (terra), quarti: Goffin 62 61

a seguire
Steve Darcis (BEL) c. Andreas Seppi (ITA)