Il 25 gennaio 2010 è stata una data che ha completamente stravolto la vita di Salvador Cabanas, ex calciatore paraguaiano sopravvissuto alla morte.

A quasi otto anni da quella bruttissima giornata Cabanas piano piano si è ripreso la sua vita ed è nuovamente entrato nel mondo del calcio anche se non più sul rettangolo verde.

Il paraguaiano era un attaccante promettente e, a 29 anni, aveva il sogno di giocare in Europa. In Sudamerica stava cercando di tutto per mettersi in mostra a suon di gol e di belle prestazioni con i messicani dell’América. Con i gialloblù riesce ad avere una gran bella media gol: 66 reti in campionato in 115 presenze.

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In una notte di gennaio, però, qualcosa gli cambia la vita. Un delinquente messicano provoca l’attaccante Cabanas dopo la sconfitta subita contro il Morelia. Il bomber paraguaiano reagisce, ma di colpo cade a terra in una pozza di sangue: il delinquente messicano gli spara un colpo di pistola a distanza ravvicinata. Intervento d’urgenza, ma i medici non gli asportano il proiettile, incastratosi in una zona troppo delicata.

Salvador Cabanas attraversa una lunga riabilitazione in cui viene assistito dal suo club, sogna di tornare in campo un giorno, per sdebitarsi, ma infine deve arrendersi all’evidenza: i danni causati da quel maledetto proiettile sono stati troppo estesi.

Miracolosamente è riuscito a salvarsi e ha anche provato a ritornare in campo, ma vanamente.

Il grande sogno di giocare in Europa è stato infranto, ma ora è più vivo che mai.

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