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Non manca molto ormai alla partenza dei Mondiali 2022, che prenderanno il via il 20 novembre con la sfida fra la nazionale ospitante, il Qatar, e l’Ecuador. Si tratterà di una Coppa del Mondo decisamente inusuale perché si disputa in mezzo alla stagione e obbliga l’interruzione dei campionati, il che lascia spazio a moltissime incognite sullo sviluppo della competizione e su chi potrà avere la meglio.

Partiamo dall’Inghilterra. La selezione dei Tre Leoni arriva da vicecampione d’Europa e sicuramente sarà tra le protagoniste della rassegna iridata. Gli uomini di Southgate sono nel Girone B, decisamente alla loro portata, e faranno il loro esordio contro l’Iran. Gli inglesi non hanno mai affrontato questo avversario in passato, che però non dà l’idea di poter creare problemi. I trascinatori saranno gli stessi dell’Europeo giocato in casa, da Harry Kane a Raheem Sterling.

Parte con qualche incognita a livello di uomini l’Argentina, che deve far fronte a diversi infortuni, l’ultimo quello di Lo Celso. L’Albiceleste rimane una delle favoritissime, con Leo Messi che al suo ultimo Mondiale vorrà certamente lasciare il segno. Il ct Scaloni sta attendendo per stilare la lista dei convocati perché vuole capire se tutti sono al meglio per poter dare il loro apporto, e tra questi c’è anche lo juventino Angel Di Maria. L’Argentina comincia con un avversario abbordabile, l’Arabia Saudita, all’interno del gruppo C con Polonia e Messico.

Passiamo quindi alla Francia, altra super favorita per questo Mondiale in Qatar. I Blues arrivano da campioni in carica e hanno a disposizione un Kylian Mbappé ancora più maturo e inarrestabile. L’intera rosa del ct Deschamps sembra una spanna sopra tutte le altre ed è d’obbligo pensare che possa arrivare in fondo. La Francia è inserita nel girone D con Danimarca, Tunisia e Australia e farà l’esordio proprio contro quest’ultima, avversario contro cui non ha mai perso.

La favorita per eccellenza secondo i bookmaker è però il Brasile di Tite. Il commissario tecnico della Seleçao ha già fatto le sue scelte e si è affidato alla qualità del solito Neymar e di Vinicius Jr. In difesa invece c’è il blocco Juve con Bremer, Danilo e Alex Sandro, anche se i titolarissimi al centro del reparto arretrato saranno Marquinhos e Thiago Silva. Il girone dei verdeoro non è affatto semplice ed è molto simile a quello che era capitato loro nel 2018 in Russia: l’esordio è contro la temibile Serbia di Vlahovic e Milinkovic-Savic, e ci saranno anche Camerun e Svizzera.

Neanche il raggruppamento della Spagna è dei più semplici. La selezione di Luis Enrique inizia contro la Costa Rica, che spesso si è rivelata una sorpresa in questa manifestazione. Due vittorie nei tre precedenti da parte della Roja contro questo avversario. Inoltre c’è da considerare la Germania, che renderà la vita molto dura alle Furie Rosse nella corsa al primo posto del girone. La quarta squadra invece è il Giappone.

Se da una parte Inghilterra, Argentina e Francia potranno cominciare il loro Mondiale con un po’ più di tranquillità, Brasile, Spagna e Germania sono chiamate a grandi prestazioni già dall’inizio per dimostrare al mondo intero se sarà una di loro la squadra da battere. Il torneo organizzato dalla FIFA è ormai alle porte e presto scopriremo presto chi sarà il prossimo campione del mondo!

 

I Mondiali di Qatar 2022 sono ormai alle porte e gli appassionati di calcio si stanno preparando giorno dopo giorno per vivere al meglio le emozioni della competizione calcistica più importante. C’è chi già si sta dedicando a pianificare le giornate di lavoro in base agli orari delle partite più interessanti e chi invece sceglie di ripercorrere, sin dalle settimane precedenti la gara d’apertura, la storia del torneo attraverso filmati e documentari: insomma, ce n’è per tutti i gusti ma tra le attività più interessanti da fare in questo frangente, è impossibile non citare i videogame, magari quelli vintage da ripescare nell’immenso archivio web.

 

Videogiochi vintage, come giocarci online

Prima di addentrarsi nei titoli calcistici più interessanti degli scorsi decenni, è interessante fermarsi a osservare il fenomeno del “retrogaming”, ossia la ritrovata passione dei gamer per i videogiochi del passato. Particolarmente in voga tra gli over 30, che hanno vissuto l’epoca dei primi PC e delle prime console di gioco, il retrogaming ha riportato in auge titoli quasi dimenticati rendendoli nuovamente disponibili attraverso software di emulazione e siti web specializzati.

In questo grande contenitore rientrano videogame di vario genere, che spaziano dai classici platform game come Super Mario fino ai giochi da tavolo stile Monopoly, senza dimenticare però i passatempi tipici delle sale casinò, che hanno dato vita a un vero e proprio genere a se stante in grado di generare fatturati anno dopo anno sempre più alti.

Pur sfruttando le più moderne tecnologie, queste piattaforme permettono oggi agli appassionati di accedere ad alcuni degli svaghi più amati di tutti i tempi.

Accanto ai generi citati, non potevano ovviamente mancare i videogiochi sportivi e, in particolare, quelli di calcio, che da sempre rappresentano una delle categorie più amate in assoluto. Ecco dunque quelli da recuperare assolutamente per entrare nell’atmosfera mondiale con un occhio anche al passato.

 

FIFA: Road to World Cup 98

 FIFA: Road to World Cup 98 è forse il videogioco per eccellenza quando si parla di mondiali di calcio: quinto capitolo della serie prodotta da Electronic Arts, il gioco si basa infatti prevalentemente sulla competizione che proprio in quell’anno si sarebbe svolta in Francia, con protagonisti incredibili campioni come Ronaldo, Zinedine Zidane e Paolo Maldini.

Su FIFA ’98 è possibile guidare una nazionale a scelta partendo dai gironi di qualificazione fino ad arrivare per l’appunto ai campionati mondiali, ma anche optare per uno dei 189 club partecipanti agli undici campionati nazionali disponibili. Epico in quanto a giocabilità (si tratta del secondo gioco 3D realizzato per console a 32 bit), ma anche per la colonna sonora (chi non ricorda Song 2 dei Blur in apertura?), questo è certamente il primo titolo da prendere in considerazione per fare un tuffo alle porte degli anni 2000.

 

Sensible Soccer

Altra serie di videogame calcistici che ha fatto la storia soprattutto negli anni ’90, Sensible Soccer è uno dei brand più iconici dell’epoca. Caratterizzato da una visuale del campo di gioco dall’alto e da numerose opzioni di personalizzazione di club e nazionali, Sensible Soccer è stato anche uno dei primi titoli a introdurre la possibilità di effettuare operazioni di calciomercato nella modalità Carriera.

La possibilità di rigiocarci a distanza di oltre 25 anni, magari organizzando una coppa del mondo con i grandi campioni dell’epoca, non è affatto da sottovalutare!

 

Championship Manager ’97/’98

Se si parla di retrogaming a sfondo calcistico, impossibile non chiudere questo articolo con Championship Manager ’97/’98, il gioco che ha portato un’intera generazione di giovani a soffrire ed esultare come veri allenatori in panchina. Trattandosi di un videogioco di tipo manageriale, Championship Manager – sia in questa versione che nelle successive – si basa soprattutto sulle competizioni per club ma non esclude la possibilità di essere chiamati per allenare una nazionale.

Per chi ama il calcio dentro e fuori dal campo, l’opzione più completa in assoluto per vivere le emozioni più genuine di questo sport ripescando, al contempo, i fuoriclasse più famosi come Totti e Cannavaro quando ancora erano dei ragazzini agli esordi in serie A.

L’Italia sarà la grande assente, mentre la Francia campione in carica difenderà il titolo di Russia 2018 nella prima edizione invernale della storia dei Mondiali. Un avvicinamento accompagnato dalle polemiche sulle condizioni lavorative nei cantieri per la costruzione dei nuovi stadi (saranno 8 quelli dedicati a Qatar 2022) e dalla cocente delusione azzurra, per l’eliminazione a sorpresa nello scontro diretto contro la Macedonia, per la seconda edizione consecutiva.

Saranno 32 le squadre a contendersi il titolo (per l’ultima volta), con i Galletti a essere i principali favoriti per il bis mondiale. Molto probabilmente sarà l’ultimo appuntamento di Deschamps (in carica dal 2012), prima di cedere il testimone a Zidane in panchina. I Bleus dovranno fare a meno di Kanté, infortunato, ma contano di recuperare Pogba, che proprio in queste settimane tornerà ad allenarsi in gruppo con la Juventus, dopo l’operazione al menisco.

In Francia tiene sempre banco il caso Mbappé (28 reti in 59 match giocati), deciso ad abbandonare il Psg già a gennaio, dopo le promesse non mantenute a fine estate da Al-Khelaifi in sede di rinnovo. Attaccante parigino a parte, a livello di qualità e profondità la rosa francese è in assoluto tra le migliori, in un gruppo assolutamente alla portata, con Danimarca, Tunisia e Australia. Deschamps potrà contare anche sul neo Pallone d’Oro Karim Benzema: il bomber che ha risolto l’ultimo “clasico” con il Barcellona è prontissimo al debutto in Qatar il prossimo 22 novembre contro l’Australia.

Mbappé lascia il rigore a Messi

In Sud America, invece, sono convinti che potrà essere il Mondiale di Brasile o Argentina, due big che puntano in alto. I verdeoro guidati da Tite (in panchina dal 2016) hanno vinto il girone di qualificazione sudamericano e si giocheranno il primo posto del gruppo con la Serbia, gara d’esordio del 24 novembre, ma occhio anche a Svizzera e Camerun. Il Brasile è la squadra più titolata al mondo (unica pentacampione, ma l’ultimo titolo risale a 20 anni fa, nel 2002) e con più storia e tradizione, oltre che una rosa di livello assoluto. La stella sarà Neymar, fuori dalla short list dei 30 nomi per il Pallone d’Oro, ma imprescindibile per Tite con ben 74 reti in 120 partite in nazionale. Il firmamento verdeoro è composto anche da Gabriel Jesus, Alisson, Casemiro e Thiago Silva, mentre Richarlison è in forte dubbio per infortunio.

Mondiale

Non sarà l’ultimo Mondiale per Neymar, a differenza di Messi, deciso a lasciare il segno in Qatar con la sua nazionale argentina. La Coppa del Mondo è l’unico titolo che manca alla straordinaria carriera di Leo (90 reti in 164 partite), appena due i Mondiali vinti dall’Albiceleste nella sua storia. Scaloni se la vedrà con Polonia, Messico ed Arabia Saudita, il debutto è previsto contro l’Arabia Saudita il prossimo 22 novembre.

Se torniamo in Europa, mai sottovalutare la Spagna in competizioni internazionali, anche se in questo momento non sembra l’Armata Invincibile di qualche anno fa. Un solo titolo mondiale nella storia della Roja, mentre l’anno scorso è stata eliminata in semifinale agli Europei per mano dell’Italia. Luis Enrique dovrà trovare la giusta sintonia tra i giovani Pedri e Gavi e l’esperienza di Carvajal e Busquets. L’Inghilterra invece ha sfiorato l’ultimo Europeo in finale proprio contro l’Italia, e si candida tra le outsider per Qatar 2022, in seconda fila. Sarebbe lo storico bis del successo (l’unico nella storia inglese) del 1966: toccherà a Kane trascinare il gruppo verso la finale, ma l’Inghilterra ha giovani talenti che possono trascinarla fino alla finale, come Foden, Grealish e Bellingham. Riusciranno a sopportare il peso di un evento tanto importante?

Riguardo alla 22sima edizione del mondiale di calcio ce ne sono di cose da dire

Come oramai tutti gli appassionati di pallone sapranno, il 20 novembre avrà inizio Qatar 2022, la 22esima edizione del mondiale di calcio che si terrà per la prima volta durante il periodo invernale. Questo torneo, che si concluderà il 18 dicembre dopo 4 settimane di gare, rappresenta un unicum nella storia di uno degli sport più seguiti in assoluto, perché non era mai successo che un mondiale non venisse disputato in estate. E non era mai successo che a ospitarlo fosse un paese del Medio Oriente, il Qatar appunto. Come si intuisce da queste prime righe, le curiosità che riguardano la manifestazione più sentita del momento non mancano di certo. Oltre a quelle sopra accennate, va subito ricordato come Qatar 2022 sia l’ultima occasione per i tifosi per vedere in campo 32 Nazionali contemporaneamente: dal 2026, infatti, tutto cambierà perché il totale ammonterà a 48. Da italiani ci auguriamo che tra 4 anni tra le future partecipanti ci siano anche gli Azzurri che, dopo l’eliminazione ai play-off per mano della Svezia il 13 novembre 2017, tra pochi mesi saranno costretti ancora una volta a guardare gli altri giocare, avendo perso il playoff del 24 marzo contro la Macedonia del Nord.

Da Iran vs Stati Uniti 24 anni dopo alla seconda partecipazione del Canada

Tra le curiosità relative a Qatar 2022 c’è il fatto che dopo 24 anni dall’ultimo confronto, avvenuto ai tempi di Francia ’98, finalmente Iran e Stati Uniti si rincontreranno. Queste due Nazionali, sebbene non siano favorite per la vittoria finale, sono comunque due realtà interessanti; in particolare gli Stati Uniti dispongono di una rosa di discreta qualità, all’interno della quale militano “gli europei” Gianluca Busio, centrocampista del Venezia, e Giovanni Reyna, centrocampista del Borussia Dortmund. Il fatto poi che la formazione a stelle e strisce da tempo stia lavorando per fare del gruppo il suo punto di forza, ottimizzando, durante ogni allenamento, la concentrazione per migliorare sul campo da gioco le performance complessive di squadra è un plus non da poco. Interessante è poi il fatto che Belgio e Croazia, entrambe iscritte nel Gruppo F, non si siano mai incontrate né durante un mondiale né durante un europeo. Una chicca: la Francia che giocherà nel suo girone contro la Danimarca non può che essere contenta per questo accoppiamento. Perché? Perché quando incontra nella prima fase la Nazionale oggi allenata da Kasper Hjulmand quasi sempre vince un torneo (2 europei, quelli del 1984 e del 2000, e 2 mondiali, quelli del 1998 e del 2018). L’unica eccezione è stata nel 2002. C’è poi una stranezza che ha a che fare con l’Arabia Saudita: la formazione in maglia verde, che se la vedrà con Argentina, Messico e Polonia, ancora una volta incontrerà 3 Nazionali contro cui non ha mai giocato prima durante un mondiale. È la 19a volta che succede. E dopo una stranezza, ecco un’altra curiosità che stavolta interessa l’Uruguay, che nel Gruppo H incontrerà le ultime 3 squadre che ha superato nel corso di precedenti turni a eliminazione diretta, ossia Portogallo, nel 2018, Corea del Sud e Ghana nel 2010. Infine c’è da sottolineare come per il Qatar sia la prima volta in assoluto in un mondiale, la seconda invece per il Canada, che nel lontano 1986 venne eliminato al primo turno. In quell’occasione uscì sconfitto contro l’Unione Sovietica, per 2 a 0, l’Ungheria, sempre per 2 a 0, e la Francia, per 1 a 0.

E per quanto riguarda invece le favorite Brasile, Francia e Inghilterra?

Non potevamo concludere l’articolo senza dire qualcosa di curioso che ha a che fare con le favorite per la vittoria finale. Per esempio sul Brasile 5 volte campione del mondo che attende da 20 anni di vincere il suo 6° titolo, oppure sulla Francia che nel 2018 ha conquistato il suo secondo mondiale dopo 20 anni di attesa. A quanto pare il 20 non è numero qualsiasi quando si disputa questo torneo. L’Inghilterra, invece, sfiderà per la prima volta in assoluto l’Iran, contro cui giocherà alla prima giornata, il giorno dopo l’inaugurazione del 20 novembre che vedrà di fronte Qatar ed Ecuador.

Al corridore della Guinea-Bissau non interessava finire la gara. A Braima Suncar Dabo importava solo che il collega Jonathan Busby, nazionale Aruba, isola caraibica vicino al Venezuela, tagliasse il traguardo nonostante si fosse sentito male. E così Dabo si è caricato il compagno sotto braccio e lo ha accompagnato fino alla fine dei 5000 metri.

È successo nei Mondiali di atletica leggera in Qatar, iniziati il 27 settembre e in programma fino al 6 ottobre. Nel Khalifa International Stadium erano 20 i corridori in gara, durata per 18 partecipanti tra i 13 e i 14 minuti. Per Dabo invece la batteria è durata più di 18 minuti per aiutare il compagno, sentitosi male e crollato a qualche centinaia di metri dal traguardo.

Non è arrivato fin qui per abbandonare la gara, ma per finirla. Qualsiasi atleta in quella situazione avrebbe fatto la stessa cosa: aiutare qualcuno che, come me, rappresentava il suo Paese, era la cosa da fare

Spiega così Dabo il suo gesto. Sono arrivati nelle ultime due posizioni della batteria, ma per i corridoi il risultato non è importante. I tanti tifosi guineensi presenti sulle tribune hanno festeggiato come una vittoria il gesto del loro connazionale. Tagliato il traguardo, Busby è stato soccorso e nella classifica finale risulta squalificato. Ma mai si scorderà del suo arrivo nella prima partecipazione a un mondiale di atletica leggera. E mai smetterà di ringraziare il suo soccoritore Dabo.

È terminato il countdown per i Mondiali di atletica in programma a Doha dal 27 settembre al 6 ottobre (qui potete vedere il calendario completo). C’è, ovviamente anche l’Italia che porta in Qatar 65 atleti selezionati dal direttore tecnico, Antonio La Torre. Sono 34 uomini e 32 donne, con nove nominativi ammessi per target numbers (cioè i numeri minimi di partecipanti per specialità fissati dalla Federazione internazionale). Il numero è ben superiore rispetto a quello delle ultime tre edizioni di rassegne intercontinentali: a Pechino 2015 gli Azzurri erano 34; 38 ai Giochi di Rio 2016 e 36 ai Mondiali di Londra 2017. Sicuramente indice di un momento fecondo dell’atletica italiana.

Ai 65 convocati diramati in un primo momento si è aggiunto un altro nome: è stato accettato dalla FIDAL l’invito arrivato dalla IAAF per la lunghista Laura Strati, sulla base del meccanismo dei target number. Accettato anche l’invito per la partecipazione nei 200 metri di Antonio Infantino, che era già in lista per la 4×100. Il 25 settembre, però, un infortunio muscolare ha messo fuori causa Giorgio Rubino (marcia 20km), mantenendo a quota 65 il numero complessivo degli atleti italiani in gara.

Uomini (33, dopo il forfait di Giorgio Rubino)

100m – 4x100m Marcell L. JACOBS G.S. Fiamme Oro PD
100m – 4x100m Filippo TORTU G.A. Fiamme Gialle
200m – 4x100m Fausto DESALU G.A. Fiamme Gialle
200m – 4x100m Antonio INFANTINO * Athletic Club 96 Alperia
400m – 4x400m/mista Davide RE G.A. Fiamme Gialle
5000m – 10.000m Yeman CRIPPA * G.S. Fiamme Oro PD
5000m Said EL OTMANI C.S. Esercito
110hs Hassane FOFANA G.S. Fiamme Oro PD
110hs Lorenzo PERINI C.S. Aeronautica Mil.
3000st Yohanes CHIAPPINELLI C.S. Carabinieri Sez. Atl.
3000st Osama ZOGHLAMI C.S. Aeronautica Mil. / Cus Palermo
Alto Stefano SOTTILE G.S. Fiamme Azzurre / Atletica Valsesia
Alto Gianmarco TAMBERI G.A. Fiamme Gialle
Asta Claudio STECCHI G.A. Fiamme Gialle
Triplo Andrea DALLAVALLE G.A. Fiamme Gialle / Atl. Piacenza
Peso Leonardo FABBRI C.S. Aeronautica Mil. / Atl. Firenze Marathon SS
Disco Giovanni FALOCI G.A. Fiamme Gialle
Maratona Eyob FANIEL G.S. Fiamme Oro PD / Venicemarathon Club
Maratona Daniele MEUCCI C.S. Esercito
Maratona Yassine RACHIK Atl. Casone Noceto
Marcia 20km Matteo GIUPPONI C.S. Carabinieri Sez. Atl.
Marcia 20km Massimo STANO G.S. Fiamme Oro PD
Marcia 50km Michele ANTONELLI C.S. Aeronautica Mil. / Atl. Recanati
Marcia 50km Teodorico CAPORASO C.S. Aeronautica Mil. / Ass. Sportiva e Culturale Orionina
4x100m Federico CATTANEO C.S. Aeronautica Mil. / Atl. Riccardi Milano 1946
4x100m Davide MANENTI C.S. Aeronautica Mil.
4x100m Roberto RIGALI Bergamo Stars Atletica
4x400m/mista Vladimir ACETI G.A. Fiamme Gialle / Atl. Vis Nova Giussano
4x400m/mista Daniele CORSA G.S. Fiamme Oro PD / Folgore Brindisi
4x400m/mista Matteo GALVAN G.A. Fiamme Gialle
4x400m/mista Brayan LOPEZ Athletic Club 96 Alperia
4x400m/mista Edoardo SCOTTI C.S. Carabinieri Sez. Atl. / Cus Parma
4x400m/mista Michele TRICCA G.A. Fiamme Gialle

Donne (32)

200m – 4x100m Gloria HOOPER * C.S. Carabinieri Sez. Atl.
400m – 4x400m/mista Maria Benedicta CHIGBOLU C.S. Esercito
800m Eleonora VANDI * Atl. Avis Macerata
100hs Luminosa BOGLIOLO G.S. Fiamme Oro PD / Cus Genova
400hs – 4x400m/mista Ayomide FOLORUNSO G.S. Fiamme Oro PD
400hs Linda OLIVIERI G.S. Fiamme Oro PD / Atletica Monza
400hs Yadisleidy PEDROSO C.S. Aeronautica Mil.
Alto Alessia TROST G.A. Fiamme Gialle
Alto Elena VALLORTIGARA * C.S. Carabinieri Sez. Atl.
Asta Roberta BRUNI * C.S. Carabinieri Sez. Atl.
Lungo Laura STRATI * Atl. Vicentina
Lungo Tania VICENZINO * C.S. Esercito
Triplo Ottavia CESTONARO * C.S. Carabinieri Sez. Atl.
Disco Daisy OSAKUE G.A. Fiamme Gialle / Sisport
Martello Sara FANTINI * C.S. Carabinieri Sez. Atl. / Cus Parma
Maratona Sara DOSSENA Laguna Running
Maratona Giovanna EPIS C.S. Carabinieri Sez. Atl.
Marcia 20km Mariavittoria BECCHETTI Cus Cagliari
Marcia 20km Antonella PALMISANO G.A. Fiamme Gialle
Marcia 50km Valentina TRAPLETTI C.S. Esercito
Marcia 50km Nicole COLOMBI Atl. Brescia 1950 ISPA Group
Marcia 50km Eleonora Anna GIORGI G.S. Fiamme Azzurre
4x100m Anna BONGIORNI C.S. Carabinieri Sez. Atl.
4x100m Zaynab DOSSO G.S. Fiamme Azzurre / Calcestruzzi Corradini Excelsior
4x100m Johanelis HERRERA Atl. Brescia 1950 ISPA Group
4x100m Alessia PAVESE Atl. Brescia 1950 ISPA Group
4x100m Irene SIRAGUSA C.S. Esercito
4x400m/mista Rebecca BORGA G.A. Fiamme Gialle / Atl. Biotekna Marcon
4x400m/mista Raphaela LUKUDO C.S. Esercito
4x400m/mista Alice MANGIONE Atl. Brescia 1950 ISPA Group
4x400m/mista Marta MILANI C.S. Esercito
4x400m/mista Giancarla TREVISAN Bracco Atletica

* convocazione per target number

Era nell’aria da un po’, ora è ufficiale: Xavi Hernandez ha mandato una lettera aperta ai media spagnoli annunciando che a fine stagione lascia il calcio per dedicarsi alla carriera di allenatore. Per i tifosi blaugrana, possiamo dire che Xavi si era ritirato dopo aver conquistato il secondo triplete del Barça, nel 2015, a Berlino nella finale di Champions contro la Juventus. In realtà era rimasto attivo andando a giocare in Qatar con l’Al Sadd. Per soldi, che servono sempre, e per iniziare a frequentare il corso da allenatore, legato all’accademia Aspire.

 

In questi quattro anni ha giocato, e anche vinto: il 4 aprile scorso ha conquistato la sua prima Liga del Qatar, la quattordicesima per il club, quarto titolo in Medio Oriente per il cervello del Barcellona di Guardiola. Che a 39 anni ha deciso di passare dal campo alla panchina. Ecco le sue parole:

Vincere la Liga delle Stelle del Qatar, l’unico titolo che mi mancava qui, rappresenta il finale perfetto alla mia carriera di calciatore. Come calciatore, non ti stanchi mai di vincere. Ora mi piacerebbe chiudere la stagione vincendo la Coppa dell’Emiro, però sono già curioso di vedere cosa mi prepara il mio futuro in panchina. La mia filosofia come allenatore riflette lo stile che abbiamo sviluppato per tanti anni alla Masia sotto l’influenza di Johann Cruijff, e che tiene la sua rappresentazione più alta nello stile di gioco del Barcellona. Adoro vedere le squadre prendere l’iniziativa sul terreno di gioco, il calcio d’attacco, recuperare l’essenza del calcio che tutti noi amiamo dai tempi della nostra infanzia: il gioco di possessione. Ciò che ho ottenuto negli ultimi decenni è stato un privilegio e penso che sia mio dovere provare a restituire qualcosa attraverso il calcio, se sarò in grado

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Il destino, dunque, è segnato: Xavi allenerà il Barcellona. Bisogna solo vedere quando e con quale presidente. Magari Gerard Piqué, o Pep Guardiola. In attesa che Ernesto Valverde si faccia da parte il catalano inizierà a fare esperienza altrove. Poi ci sarà il ritorno al Camp Nou. Dove il suo talento ha lasciato una traccia indelebile, così come in nazionale: ballando al suo ritmo la Spagna ha vinto Europeo, Mondiale ed Europeo tra il 2008 e il 2012. Un talento fuori dal comune, in campo. Vedremo come andrà in panchina: di certo, Xavi ha le idee chiare.

 

È successo, il Qatar ce l’ha fatta! È campione d’Asia.

La nazionale araba è riuscita a battere i pronostici che davano per certa la vittoria del Giappone. I qatarioti, invece, hanno giocato una grande finale, battendo i nipponici con un secco 3-1.

Un trionfo che segna molto la storia calcistica: perché è il primo trionfo del Qatar; perché dopo due edizioni in cui hanno vinto Australia e Giappone, il trofeo torna in mano a un paese arabo (l’ultimo a vincere è stato l’Iraq nel 2007); perché lo ha fatto in maniera impeccabile con 19 reti fatte e solo una subita (in finale proprio contro i giapponese) e perché è il futuro Paese ospitante del Mondiale 2022 e ora ha un buon motivo per mostrarsi al mondo in maniera migliore.

Il Qatar è un paese che, calcisticamente parlando, è cresciuto tanto negli ultimi anni. Se si pensa che il miglior risultato raccolto prima del successo in Coppa d’Asia 2019 sono stati due quarti di finale (una nel 2000 e una nel 2011) con zero presenze mondiali, ora il Qatar è concretamente un’altra realtà.
Il sogno della nazionale vincitrice proseguirà con la partecipazione non solo del Mondiale 2022 che si giocherà in casa, ma anche della Coppa America. Il prossimo giugno, infatti, in Brasile si terrà la 47esima edizione del torneo sudamericano. Oltre alle dieci nazionali che si sono qualificate durante la fase a gironi, ci saranno anche Qatar e Giappone. Per i Samurai sarà la seconda partecipazione dopo quella del 1999. Lo scopo di questa decisione da parte della Conmebol è quella di contribuire allo sviluppo del calcio a livello mondiale.

Tornando alla vittoria della Coppa d’Asia, il merito va sicuramente alla federazione qatariota che ha saputo investire molto, grazie soprattutto alle floride casse della famiglia reale, su impianti sportivi e uomini. Nonostante gli scandali dovuti all’assegnazione del torno iridato e qualche mugugno legato ai tesseramenti dei calciatori, il calcio dell’emirato comunque è andato avanti.
Tra i calciatori con doppio passaporto c’è l’attaccante, Almoez Ali, assoluto protagonista del torneo, grazie alle nove reti messe a segno in sette presenze totali. Con una rovesciata ha spianato la strada anche in finale.

I regnanti hanno voluto fortemente la nascita di un centro sportivo invidiabile e così è stato. Il capocannoniere del torneo è figlio dell’Aspire Academy, accademia fondata dalla famiglia reale in cui si formano tanti campioni, tra cui Mutaz Barshim, medaglia d’oro di salto in alto.

Le congratulazioni vanno anche al commissario tecnico della nazionale, lo spagnolo Felix Sanchez. Chiamato dal direttore dell’Aspire, Ivan Bravo, ex dirigente del Real Madrid.

Un mix di figure che hanno saputo dare la giusta quadratura al piano sportivo presente e futuro. Ciò che, ad esempio, non è stato realizzato dalla federazione cinese che, nonostante avesse Marcello Lippi in panchina, non è riuscita a essere competitiva nel corso degli anni.

Il calcio arabo è in crescita e forse la presenza del Qatar al prossimo Mondiale non sarà solo un’apparizione.

Ci siamo, il capitolo finale di una Coppa d’Asia sarà tra Giappone – Qatar venerdì 1 febbraio alle 15 italiane.

Le due squadre hanno avuto un cammino molto simile: entrambe sono passate a punteggio pieno nella fase a gironi e quasi con gli stessi risultati anche le fase a eliminazione diretta, fino all’ultima partita.

Due squadre con culture calcistiche diverse.

Il Giappone è sicuramente una delle nazionali con più spirito calcistico, con tantissimi calciatori del passato che hanno giocato in Europa e altrettanti attualmente. Se negli anni ’80 il calcio nipponico era strettamente legato all’animazione di Holly e Benji, dagli anni ’90 qualcosa è nettamente cambiato.

Il Qatar, invece, è una piacevole sorpresa. Difficilmente qualcuno si sarebbe immaginato di trovare il piccolo emirato a giocarsi la vittoria della Coppa d’Asia. I qatarioti hanno battuto i padroni di casa degli Emirati Arabi Uniti, guidati da mister Alberto Zaccheroni, con un nettissimo 4-0. Per la federazione calcistica del Qatar è la prima finale della storia. Di fronte c’è il Giappone che, invece, conta già quattro successi in bacheca (1992, 2000, 2004, 2011). L’ultimo trionfo è stato proprio con il Zac commissario tecnico.

Sulla carta i pronostici pendono tutto per i Samurai ma, proprio per questo, i qatarioti potranno giocarsela con spensieratezza, a maggior ragione dopo aver affrontato e battuto altre importanti nazionali come la Corea del Sud e l’Iraq.

C’è chi come Xavi, ex centrocampista del Barcellona e della nazionale spagnola, aveva previsto tutto ancor prima che il torneo cominciasse:

Le vere delusioni del torneo sono state l’Australia, vincitrice nel 2015 ma mai competitiva quest’anno, e la Corea del Sud, nazionale molto blasonata con diversi calciatori che giocano in Europa, ma che si è fermata all’ostacolo Qatar.

Tra i Samurai c’è da tener d’occhio a Yuya Osako, attaccante del Werder Brema, autore di una doppietta contro l’Iran. Anche la difesa ha ben impressionato con la coppia centrale guidata dal capitano Yoshida (gioca nel Southampton) e dal ventenne Tomiyasu (gioca in Belgio nel Sint Truiden).

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Osako, autore di una doppietta nella semifinale contro l’Iran

Buona è anche la difesa del Qatar che si è fatta notare per organizzazione, grazie anche all’ottimo lavoro del ct spagnolo Felix Sanchez. Un occhio di riguardo è per il capocannoniere della squadra e del torneo: Almoez Ali, autore di otto gol.

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Almoez Ali, autore di otto gol in questa Coppa d’Asia

Almoez è sudanese naturalizzato qatariota e la sua idoneità nazionale per il Qatar — così come quella di un compagno di squadra, l’iracheno di nascita Bassam Al-Rawi — è stata contestata nel corso del torneo perché sarebbe stata concessa pur non soddisfacendo il requisito minimo di cinque anni di permanenza continua nel paese.

Raggiungere questo risultato è molto importante per l’emirato dato che sarà Paese ospitante del prossimo Mondiale nel 2022. Quale vetrina migliore la vittoria della Coppa d’Asia?