Pallavolo

«Il mio sogno è vivere». Lo sport piange la scomparsa di Sara Anzanello

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Questa volta le lacrime sono solo di dolore. A una settimana dalle emozioni delle ragazze della pallavolo con l’argento in Giappone, lo sport italiano piange la morte di Sara Anzanello. Medaglia d’oro con l’Itavolley ai Mondiali del 2002, l’atleta, 38 anni, originaria di San Donà di Piave (Ve), aveva combattuto contro una grave forma di epatite fino al trapianto di fegato. Poi una leucemia le è stata fatale.

La sua carriera, divisa tra Novara e l’esperienza in Azerbaigian a Baku, è stata ricca di successi, oltre il primo posto mondiale. Scende in campo con la Nazionale per 278 volte in cui vince anche 2 Coppe del Mondo, due argenti e due bronzi nel World Grand Prix, un secondo posto agli Europei. Nel 2006 è eletta “Miglior Muro” durante il World Grand Prix. A livello di club, tra le altre, ha alzato 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa Cev e 2 Top Teams Cup.

Dopo la malattia, contratta in Azerbaigian nel 2013, Sara Anzanello era tornata a giocare a Novara e aveva lavorato con il Club Italia. Poi, nel 2016, il ritiro dalla pallavolo. Fino ai suoi ultimi giorni non ha mai abbandonato il volley, seguendo incollata alla tv le imprese di Paola Egonu e compagne. Sara sapeva come vincere un Mondiale, visto che nel 2002 era stata tra le protagoniste del trionfo azzurro in Germania.

Quando aveva lasciato la pallavolo, due anni fa, aveva commentato:

Sono la persona più felice della terra, questi ultimi 30 mesi per me non sono stati semplici, sono ripartita dalle piccole conquiste quotidiane come mangiare e camminare. Ora riesco anche a fare pesi e provo a giocare

Poi, un nuovo male, una nuova battaglia, le cure e la lotta per provare a vincere la sua partita. Sul suo profilo facebook, nelle ultime ore, è stata pubblicata una lettera in cui Sara Anzanello manifestava tutto il suo amore non solo per la pallavolo, ma per la vita:

Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande? Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene

 

 

 

 

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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