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Calato il grande sipario a Napoli per l’Universiade 2019 e l’Italia ha chiuso col botto.

La nazionale azzurra è stata protagonista di una bellissima Olimpiade universitaria nella regione campana. A sottolineare il bel risultato, il sesto posto raggiunto nel medagliere con ben 15 ori.

Sì, l’Italia con 44 medaglie nel totale (15 ori, 13 argenti e 16 bronzi) si è piazzata dietro il Giappone, la Russia, la Cina, gli Usa e la Corea del Sud.

Gli ultimi successi sono arrivati dai sport di squadra come la pallavolo maschile e il Settebello della pallanuoto.

Nella piscina Scandone di Napoli i ragazzi del ct Alberto Angelini hanno demolito letteralmente gli Stati Uniti per 18-7 in una finale del tutto a senso unico. Il Settebello partiva con tutti i favori del pronostico e ha dominato l’incontro in lungo e in largo meritando ampiamente il titolo.

Ottimo risultato nel volley. Un successo storico dato che una medaglia d’oro mancava da ben 49 anni.
Gli azzurri hanno sconfitto la Polonia per 3-2 (16-25; 25-20; 22-25; 25-23; 15-10) al termine di un’autentica battaglia chiusasi al tie-break. I ragazzi di coach Gianluca Graziosi hanno dovuto rincorrere i biancorossi per ben due volte ma la zampata finale è arrivata all’ultimo decisivo set che ha spianato la strada al primo posto.

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La gioia dell’Italvolley 49 anni dopo

Una grandissima prestazione per tutta la squadra che in tutte le partite ha dimostrato di avere spirito di gruppo e tanta grinta. Contro i polacchi prestazione maiuscola dell’opposto Giulio Pinali (26 punti). Doppia cifra anche per lo schiacciatore Giacomo Raffaelli (17 punti) e per il centrale Fabio Ricci (12, 6 muri).
Gioia immensa per tutta la squadra per un oro che mancava quasi da mezzo secolo.

Peccato invece per le donne che invece ottengono l’argento.

Il Setterosa ha chiuso l’Universiade all’ultimo capitolo, sconfitta solamente dall’Ungheria in finale (8-7). Rammarico per le ragazze del ct Miceli che però comunque sono state protagoniste di un percorso quasi perfetto.

Secondo posto anche per le pallavoliste che non ce l’hanno fatto a battere la Russia a Eboli. Risultato finale 3-1 (25-21 15-25 26-24 25-18).

Spostandoci al calcio, medaglia di bronzo vinta dagli azzurri nella finalina contro la Russia ai calci di rigore. Dopo il 2-2 al 90esimo, l’Italia ha chiuso per 6-5 la lotteria dei rigori.

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I festeggiamenti per il bronzo

Dal dischetto sbaglia per prima l’Italia con Collodel nella terza serie, ma subito dopo lo imita Kuftin, che si fa ipnotizzare da Cucchietti. La parità dura fino all’alba della quinta serie: Strada batte Grigorian, Salamatov invece sbaglia e per l’Italia parte la festa per la medaglia di bronzo.

Ha conquistato, invece, un argento Alessia Russo al nastro. L’azzurra ha chiuso la finale di specialità col punteggio di 18.700 dietro alla sola e fortissima russa, Ekaterina Selezneva. Grande soddisfazione per la giovane abruzzese.

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Il sorriso di Alessia Russo

Ci sono urla e segni diversi dagli altri. Al termine di una partita o durante un inno nazionale. Sono quelli della Nazionale italiana femminile non udenti di pallavolo che per la prima volta nella storia ha conquistato il titolo di campionesse d’Europa. A Cagliari la squadra di coach Alessandra Campedelli ha sconfitto 3-0 la Russia in finale in un match senza storia. Negli interi europei le azzurre hanno concesso solo un set alle avversarie, nella prima partita contro la Polonia. Poi difesa immacolata e il rullo consecutivo di vittorie fino al trionfo finale. Ucraina, Francia e due volte Russia.


Fino all’oro centrato in Sardegna, il massimo risultato centrato dalla Nazionale sorde era stato l’argento nel 2011. Medesimo traguardo centrato nelle Olimpiadi del 2017 in Turchia, a Samsun. Esulta Alessandra Campedelli, l’allenatrice di questo gruppo vincente costituita da giocatrici lavoratrici.

Ho chiesto alle ragazze due cose: prestare attenzione fino all’ultimo punto e di avere coraggio. Hanno avuto la pazienza di aspettare, hanno scelto i momenti giusti in cui si potevano fare dei break e i momenti in cui, invece, stare in attesa. E sono state bravissime a lavorare in campo e a giocare fino alla fine

Da Alice Calcagni a Ilaria Galbusera (premiata da Mattarella nel 2018 come Cavaliere della Repubblica), da Claudia Gennaro ad Alice Tomat. Sono le protagoniste di questa vittoria mentre la Nazionale maschile, nella stessa competizione, deve accontentarsi del quarto posto, sconfitta nella finale per il 3/4 piazzamento dalla Turchia.

Meglio di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, una campionessa sempreverde e, nonostante le 40 primavere, non ha intenzione di dire basta.

Stiamo parlando di Francesca Piccinini, capitana dell’Igor Volley Novara, fresca vincitrice della Champions League in finale contro Conegliano. Per la schiacciatrice massese è il settimo titolo europeo in carriera per colei che è un’icona della pallavolo italiana e mondiale.

Un po’ come il portiere Gianluigi Buffon, Francesca vuole continuare a vivere le emozioni che il campo le offre. L’età sembra solamente un numero perché i fatti sono ben altri. La campionessa continua a stupire e a regalare prestazioni top da protagonista, non ultima nella super finale di Berlino.

Il suo intento è quello di giocare almeno per un altro anno, forse ancora a Novara.

I segreti di questa longeva carriera sono legati al gruppo e al sacrificio. Anche se con molte sue colleghe ci sono quasi venti anni di differenza (un esempio Piccinini classe ’79, Paola Egonu ’98) le compagne di squadra non lo fanno certamente pesare trattandola, appunto, come loro coetanea.

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Francesca Piccinini durante i festeggiamenti davanti ai tifosi dell’Igor Novara

Altrettanto importante è il lavoro e la voglia di mettersi in gioco. Si allena tutti i giorni e gli acciacchi non ci sono, pertanto l’idea di dire basta è ancora abbastanza lontana.

La pallavolo ha regalato tanto alla schiacciatrice toscana ma è anche lei che ha offerto tanto a questo sport, donando tantissime gioie con tantissimi titoli in bacheca, ma anche valori. Quei valori che Francesca Piccinini, sottolinea, che sono un po’ smarriti nella società attuale.

Una bacheca infinita iniziata con la medaglia d’argento all’Europeo 1994 con la nazionale Under 19 e con i primi successi a livello di club nella Volley Modena in Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea. Da lì in poi una serie di traguardi raggiunti e un palmares che continua ad arricchirsi di medaglie.

In 25 anni di carriera, nei club, ha conquistato: 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane, 7 Champions League, 1 Supercoppa Europea, 1 Coppa Cev e 1 Coppa delle Coppe. Praticamente tutto.

Successi anche con la nazionale italiana (senza calcolare i titoli minori): 1 oro Mondiale; 1 oro, 2 argenti e 1 bronzo europeo; 2 argenti e 3 bronzi al World Grand Prix; 1 oro in Coppa del Mondo e 1 oro al Grand Champions Cup.

Una prossima sfida, extrasportiva, sarà la partecipazione alla trasmissione televisiva “Ballando con le stelle” in cui la Piccinini sarà appunto ballerina per una notte. Una sfida, per quando afferma la schiacciatrice, ancora più difficile dato che il ballo non è proprio il suo punto forte.

È stato un risveglio magico per la pallavolo azzurra a Berlino.
Risuona il Poo poo ro poo poo poo ro del Mondiale di calcio del 2006, la capitale tedesca torna a essere la città protagonista delle vittorie delle squadre italiane, ma nella pallavolo.

La Igor Volley Novara e la Lube Civitanova ottengono uno storico double in Champions League. Le donne battono la Imoco Conegliano in un derby tutto italiano e i marchigiani strapazzano i russi dello Zenit Kazan dopo essere andati sotto al primo set.

Le donne copertina dell’Igor sono Paola Egonu (Mvp) e Francesca Piccinni. Stella dell’attuale pallavolo italiana e l’eterna campionessa. Vent’anni la prima, quaranta la seconda, al primo trionfo europeo la prima il settimo per la seconda.

 

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Un sogno diventato realtà! 😍🏐🏆🥇 #igorvolley #superfinals #clvolleyw #insiemesiamopiùforti #credercisempre

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Una carriera diversa: la prima in salita, ma che sta dimostrando tantissimo, e la seconda perfetta, poiché ha vinto tutto il possibile sia nei club che con la nazionale italiana.
Per il futuro la schiacciatrice veneta ha già firmato un contratto con l’Imoco Conegliano, raggiungendo altre compagne azzurre come Sylla e Danisi. Per Piccinni il futuro è ancora da capire, le sue intenzioni sono quelle di continuare a giocare nonostante il prossimo 10 gennaio le primavere saranno 41.

Se Egonu e Piccinni sono le donne vetrina di Novara, Juantorena (Mvp) e il cubano Leal. Finale stratosferica per i cucinieri che in cinque giorni sono riusciti a conquistare lo scudetto e la Champions, dopo ben 7 finali perse, per quello che era diventata una vera e propria sfida alla sfortuna.

I cucinieri hanno fatto veramente la voce grossa contro la squadra russa capace di vincere le ultime quattro edizioni.

L’ultima edizione in cui c’è stata la storica doppietta risale alla stagione 2005/06 quando il torneo si chiamava ancora European Champions League e a trionfare furono la Sirio Perugia tra gli uomini e la Volley Treviso tra le donne.

Queste vittorie non possono che portare nuova linfa alla pallavolo azzurra che tra qualche mese vedrà impegnate le nazionali nell’Europeo.

Civitanova torna sul trono nella maniera più difficile possibile. Conquista lo scudetto, il suo quinto a distanza di 13 anni dal primo, dopo essere andata sotto due set a zero e dopo avere visto la morte in faccia. Con la paura della sconfitta, dopo sette finali perse in maniera quasi consecutiva la squadra di De Giorgi (che con la Lube aveva vinto anche il primo scudetto), risorge, si rialza e va a vincere a Perugia che da 3 anni non perdeva in casa una gara di playoff. E sulle ali di questo entusiasmo adesso la Lube vola a Berlino dove sabato cercherà di strappare la Champions ai campioni di Kazan.

Il Palasport di Perugia è una bolgia di colori e passioni: ma quasi subito nel primo set è il bianco nero della Sir Safety che prende il sopravvento con una serie di battute di Wilfredo Leon che spaccano il set. Il pubblico di casa ci crede, Civitanova va in affanno. Cinque e anche sei punti di vantaggio. De Giorgi chiama time out cerca di ritrovare il ritmo della sua squadra, ma quando questo accade (con una serie di battute di Juantorena) è ormai troppo tardi. La Lube si avvicina, ma non abbastanza da impensierire la Sir.

Nel secondo set il copione è lo stesso. Perugia resta padrona, solo che ancora una volta il bottino di vantaggio della Sir (14-9) viene eroso da una Lube che deve sempre inseguire, ma che non molla mai. L’aggancio a quota 21 di Civitanova (muro su Podrascanin) però è solo un lampo poi la Sir riprende la sua marcia con Filippo Lanza che si traveste da Leon in battuta e che spacca definitivamente il set. Il palasport esplode in maniera definitiva, l’aria rarefatta dello scudetto è sempre più vicina ai padroni di casa. Anche se nel terzo Civitanova parte al galoppo (8-5) con Diamantini in campo stabilmente per Cester, la battuta di Leal fa molto male e la Lube vola (10-5).

Perugia è in affanno, sbaglia tanto in tutte le parti del campo, Bernardi pesca in panchina, ma il set è della Lube. Il quarto set inizia con la serie in battuta del bomber serbo Atanasijevic che ridà la carica alla tifoseria, ma la Lube combatte e difende tutti gli attacchi di Leon. E diventa una lotta corpo a corpo. Si combatte una finale scudetto da trincea. Un punto alla volta, un respiro alla volta. Un punto di vantaggio Civitanova e poi uno Perugia. Il primo che molla è perduto. E chi si ferma prima è la squadra di casa.

Tutta la serie si decide in un set ai 15. E Civitanova è più lucida e spietata. Perugia è sulle ginocchia va sotto e questa volta non riesce più a risorgere. E adesso sulla spinta di questo successo, Civitanova può andare a conquistare anche la vittoria di Champions che all’Italia manca da 8 anni.

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IL TABELLINO

SIR SAFETY CONAD PERUGIA – CUCINE LUBE CIVITANOVA 2-3 (25-22, 25-21, 12-25, 21-25, 10-15)

SIR SAFETY CONAD PERUGIA: De Cecco 5, Lanza 10, Podrascanin 4, Atanasijevic 14, Leon Venero 20, Ricci 6, Della Lunga (L), Seif 0, Hoag 0, Colaci (L), Piccinelli 0, Hoogendoorn 0. N.E. Berger, Galassi. All. Bernardi.

CUCINE LUBE CIVITANOVA: Mossa De Rezende 5, Juantorena 16, Simon 16, Sokolov 19, Leal 15, Cester 0, Marchisio (L), D’Hulst 0, Cantagalli 0, Balaso (L), Kovar 3, Diamantini 5. N.E. Stankovic, Massari. All. De Giorgi.

ARBITRI: Rapisarda, Puecher.

NOTE – Spettatori 4028, durata set: 29′, 27′, 21′, 30′, 17′; tot: 124′

MVP: Osmany Juantorena (Cucine Lube Civitanova)

L’ALBO D’ORO DEL CAMPIONATO

1946 Robur Ravenna
1947 Robur Ravenna
1948 Robur Ravenna
1949 Robur Ravenna
1950 Ferrovieri Parma
1951 Ferrovieri Parma
1952 Robur Ravenna
1953 Minelli Modena
1954 Minelli Modena
1955 Minelli Modena
1956 Crocetta Modena
1957 Avia Pervia Modena
1958 Ciam Villa D’Oro Modena
1959 Avia Pervia Modena
1960 Avia Pervia Modena
1961 Ciam Villa D’Oro Modena
1962 Interauto Avia Pervia Modena
1962/63 Avia Pervia Modena
1963/64 Ruini Firenze
1964/65 Ruini Firenze
1965/66 Virtus Bologna
1966/67 Virtus Bologna
1967/68 Ruini Firenze
1968/69 Pallavolo Parma
1969/70 Panini Modena
1970/71 Ruini Firenze
1971/72 Panini Modena
1972/73 Ruini Firenze
1973/74 Panini Modena
1974/75 Ariccia
1975/76 Panini Modena
1976/77 Federlazio Roma
1977/78 Paoletti Catania
1978/79 Klippan Torino
1979/80 Klippan Torino
1980/81 Robe di Kappa Torino
1981/82 Santal Parma
1982/83 Santal Parma
1983/84 Kappa Torino
1984/85 Mapier Bologna
1985/86 Panini Modena
1986/87 Panini Modena
1987/88 Panini Modena
1988/89 Panini Modena
1989/90 Maxicono Parma
1990/91 Il Messaggero Ravenna
1991/92 Maxicono Parma
1992/93 Maxicono Parma
1993/94 Sisley Treviso
1994/95 Daytona Las Modena
1995/96 Sisley Treviso
1996/97 Las Daytona Modena
1997/98 Sisley Treviso
1998/99 Sisley Treviso
1999/00 Piaggio Roma
2000/01 Sisley Treviso
2001/02 Daytona  Modena
2002/03 Sisley Treviso
2003/04 Sisley Treviso
2004/05 Sisley Treviso
2005/06 Lube Banca Marche Macerata
2006/07 Sisley Treviso
2007/08 Itas Diatec Trentino
2008/09 Copra Nordmeccanica Piacenza
2009/10 Bre Banca Lannutti Cuneo
2010/11 Itas Diatec Trentino
2011/12 Lube Banca Marche Macerata
2012/13 Itas Diatec Trentino
2013/14 Cucine Lube Banca Marche Macerata
2014/15 Energy T.I. Diatec Trentino
2015/16 DHL Modena
2016/17 Cucine Lube Civitanova
2017/18 Sir Safety Conad Perugia
2018/19 Cucine Lube Civitanova

Conegliano vince lo scudetto, confermandosi campione d’Italia. Il terzo della storia del club veneto. Una cavalcata esaltante per la squadra di Santarelli che nei playoff ha lasciato due set per strada in 8 gare (dai quarti alla finale) e che questa sera ha lasciato poco spazio a Novara con un solo passaggio a vuoto nel 2° set. La vittoria di Conegliano è un vero e proprio show. Davanti al calore degli oltre 5.000 del PalaVerde Wolosz e compagne partono a razzo sfruttando al massimo gli errori di Egonu (che terminerà con una partita monumentale e 33 punti) e mettono subito le cose in chiaro rispetto al progetto dell’Igor di riaprire la serie. Come in gara-1 e in gara-2 è il primo parziale a indirizzare il match nettamente dalla parte delle pantere dell’Imoco.

Nel 2° parziale arriva la reazione di Novara con Barbolini che pesca il jolly Camera per Carlini sul 18-18 e la mossa funziona. Egonu scatenata mette le cose in parità. E’ solo un’illusione perché le venete ritrovano il piglio di inizio gara e volano con gli attacchi di Fabris, le giocate di De Kruijf e le difese di De Gennaro (ma anche una splendida veloce al centro alzata dal libero). Avanti 2-1 nei set, al PalaVerde inizia il fermento, il countdown verso lo scudetto perché le pantere danno l’impressione di non lasciare più spazio all’Igor. Invece le piemontesi hanno un nuovo sussulto e riaprono nuovamente la partita con un perentorio 25-20. Nel tie break chiude Conegliano. Scatta la festa.

Un nuovo stendardo al PalaVerde verrà issato sul tetto (il 6°) vicino a quelli della Benetton basket e della Sysley Treviso di volley. Può partire la festa per la squadra di Santarelli che sabato 18 maggio può completare l’opera con il terzo trofeo stagionale: la Champions League. Ma di fronte troverà di nuovo Novara a caccia della rivincita. «Qualcuno lassù sarà orgogliosa di me – le parole di Miriam Silla facendo riferimento alla madre –  e per me questo vale più di tutto. Ora tocca alla Champions, ma prima godiamoci questo scudetto».

IMOCO CONEGLIANO-IGOR GORGONZOLA NOVARA 3-2

(25-16 23-25 25-11 20-25 15-13)

IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Sylla 12, Danesi 3, Fabris 22, Hill 19, De Kruijf 12, Wolosz, De Gennaro (L), Tirozzi 1, Fersino 1, Lowe 1, Folie 1, Bechis. Non entrate: Rodriguez, Moretto. Allenatore: Santarelli.

IGOR GORGONZOLA NOVARA: Bartsch 10, Veljkovic 8, Egonu 33, Piccinini 4, Chirichella 5, Carlini 1, Sansonna (L), Plak 1, Nizetich, Zannoni, Camera. Non entrate: Bici, Stufi. Allenatore: Barbolini.

ARBITRI: Vagni, Zavater.

NOTE: Spettatori: 5344, Durata set: 22′, 27′, 21′, 27′, 19′; Tot: 116′.

Ce l’hanno fatta. I ragazzi di coach Fefè De Giorgi raggiungono per il secondo anno consecutivo la finale di Cev Champions League e se la vedranno nuovamente contro lo Zenit Kazan, campione delle ultime quattro edizioni.

Dopo il successo per 3-0 in Polonia, i cucinieri si sono ripetuti all’Eurosuole Forum, conquistando prima i due set utili per strappare il pass per la finale (25-15, 25-20) nella capitale tedesca del 18 maggio prossimo, per poi vincere anche l’ultimo (27-25).

I russi hanno battuto in semifinale la sir Safety Conad Perugia la quale, dopo il beffardo 3-2 subito all’andata, ha perso anche nel ritorno in Russia, per 3-1.

Sfumata per poco una finale azzurra anche tra gli uomini per quello che sarebbe stato qualcosa di meraviglioso. Tra le donne è successo grazie alle vittorie dell’Imoco Volley Conegliano e dell‘Igor Volley Novara.

Per Civitanova però, ora è tempo di vincere. Le ultime finali giocate, a livello nazionale e internazionale, sono state tutte perse, pertanto bisogna fare tutto il possibile per portare a casa il trofeo europeo, come dice il patron Giulinelli:

Fare otto finali di seguito penso che sia un qualcosa di esaltante e il ripetersi vuole dire che abbiamo fatto un lavoro eccezionale. Lo voglio rimarcare, perché noi vediamo che nel campionato e nelle coppe c’è un’alternanza delle squadre, invece la Lube è sempre lì e stavolta Berlino sarà la nostra finale!

La Lube ha fatto un percorso quasi perfetto nella Cev Champions League grazie ai 10 successi su altrettanti match. Quasi perfetto perché c’è da vincere una finale, e solo dopo si potrà parlare di perfezione.

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La gioia di Juantorena

Uno dei migliori di questa stagione è sicuramente Juantorena. L’azzurro ha realizzato 12 punti contro i polacchi, prima di rifiatare un po’ grazie ai cambi di coach De Giorgi.

Abbiamo avuto un percorso difficile ma costante in questa competizione, dieci vittorie di fila e finalmente siamo a Berlino per giocare alle Super-Finals”.

Pazza, pazzesca impresa della Igor Volley Novara che, nel ritorno della semifinale di Champions League, elimina il VakifBank Istanbul al golden set e conquista un posto nella finalissima di Champions di Berlino del 18 maggio dove le azzurre sfideranno l’Imoco Volley Conegliano nell’atto finale della massima competizione internazionale per club, in un match storico e tutto italiano.

Partita pazza, dicevamo, perché le azzurre di Massimo Barbolini escono sconfitte per 1-3 nel match regolare ma poi compiono una rimonta pazzesca, da 12-14 a 16-14 nel decisivo golden set. Una vittoria impreziosita dal valore dell’avversario: le turche di Guidetti erano reduci da tre finali di Champions League consecutive, da due titoli europei e due mondiali per club nelle ultime due stagioni.

 

Novara in campo con Egonu in diagonale a Carlini, Chirichella e Veljkovic al centro, Bartsch-Hackley e Piccinini in banda e Sansonna libero; Vakifbank con Ozbai in regia e Sloetjes opposta, Rasic e Caliskan centrali, Zhu e Robinson schiacciatrici e Orge libero.

Primo set

Avvio equilibrato, Novara si porta avanti 9-7 con la diagonale di Egonu e poi 11-8 con l’errore di Rasic. Zhu ricuce lo strappo (11-11) ma Novara mantiene un mini break di vantaggio fino al 18-15 (maniout di Egonu), prima di subire la rimonta turca con Sloetjes che firma il sorpasso a muro (18-19) e Rasic che allunga (18-20). Egonu ricuce sul 21-21, Guidetti ferma il gioco e un muro turco fa il nuovo break (21-23): finisce 23-25 con una “stoppata” su Bartsch-Hackley.

Secondo set

Sulle ali dell’entusiasmo il VakifBank vola 1-6 (Robinson) con Novara che fatica a rientrare (6-12, ace di Zhu), ma il turno in battuta di Carlini, con due ace, riporta le azzurre sul 13-14. Caliskan scappa di nuovo a muro (14-17), Zhu allunga in maniout (16-20) e dopo l’ace di Chirichella (19-22) le ospiti non si fermano più, chiudendo 20-25 con Sloetjes.

Terzo set

La reazione di Novara è decisa: Bartsch-Hackley fa 6-3 in maniout e dopo il timeout di Guidetti le turche provano a rientrare sull’8-7 prima che una diagonale di Egonu (10-7) e un ace di Veljkovic fissino il risultato sul 12-8. Egonu allunga (16-11) e poi si ripete murando Zhu (21-13), Chirichella chiude di slancio il set in primo tempo, sul 25-15.

Quarto set

Il VakifBank riparte forte (3-6, ace di Rasic) ma Piccinini (8-9) a muro ed Egonu (10-10) in attacco riaprono la contesa con le ospiti che tengono un minimo margine di vantaggio per poi allungare sul 14-19 con Zhu. Egonu concretizza una gran difesa di Zannoni (16-19), poi fa l’ace del 19-23 ma le turche si aggiudicano il parziale 21-25.

Golden set

Il golden set è una girandola di emozioni: ospiti subito avanti 2-5 con Rasic, timeout di Barbolini e reazione azzurra (5-6, maniout di Bartsch-Hackley) che porta al 7-7 prima che Sloetjes mandi le squadre al cambio campo sul 7-8. Egonu due volte e Piccinini in maniout fanno 11-9, l’unica sbavatura azzurra del set vale l’11-11 e Zhu martella forte per l’11-13 nonostante il timeout di Barbolini. Egonu non si arrende (12-13), Zhu conquista il match ball ma Chirichella la mura (13-14) e costringe Guidetti al timeout. Egonu va in battuta e fa saltare gli equilibri ospiti, poi, con Sansonna decisiva in difesa, firma il 14-14 in parallela; ai vantaggi, Zhu commette l’unico errore ospite del set (15-14), poi Egonu trova l’ace (16-14) che manda Novara a Berlino!

 

Le parole di Francesca Piccinini:

Abbiamo fatto qualcosa di grandioso ma davanti a noi c’è ancora un ultimo, importantissimo, traguardo da centrare. A Berlino ritroveremo Conegliano, una finale tutta italiana è una cosa bella e importante per il movimento tutto, lavoreremo per essere pronte e giocarci le nostre carte. Prima, però, ci rimettiamo a pensare al campionato, l’attenzione è tutta al match di sabato

Igor Gorgonzola Novara – VakifBank Istanbul 1-3 (23-25, 20-25, 25-15, 21-25) – Golden set 16-14.

Igor Gorgonzola Novara: Carlini 3, Stufi ne, Camera, Plak ne, Nizetich, Bolzonetti (L) ne, Chirichella 5, Sansonna (L), Piccinini 8, Bici, Bartsch-Hackley 16, Zannoni, Veljkovic 8, Egonu 39. All. Barbolini.

VakifBank Istanbul: Orge (L), Ozbay 6, Zhu 26, Caliskan 5, Robinson 9, Gurkaynak ne, Aykac, Sloetjes 18, Gulubay, Di Iulio 1, Karakurt 2, Rasic 10, Senoglu ne, Gunes ne. All. Guidetti.

MVP: Paola Egonu

Fonte: comunicato stampa Igor Novara

La Champions League femminile di volley viaggia verso una finale tutta italiana. Sì, perché nell’andata delle semifinali la Igor Novara ha risposto a Conegliano, in una doppia sfida tutta Italia-Turchia.  L’Imoco ha battuto nettamente in casa il Fenerbahce per tre set a zero con il punteggio di 25-21, 25-23, 26-24, mentre la Igor Novara di Egonu e Piccinini è passata a Istanbul sul Vakifbank sempre con il risultato di tre a zero, con i parziali di 17-25, 25-27, 15-25. Le gare di ritorno,  il 9 e il 10 aprile, potrebbero sancire una finale di Champions tutta tricolore.

Novara in campo con Egonu in diagonale a Carlini, Chirichella e Veljkovic al centro, Bartsch-Hackley e Piccinini in banda e Sansonna libero; Vakifbank con Ozbai in regia e Sloetjes opposta, Rasic e Gunes centrali, Zhu e Robinson schiacciatrici e Orge libero.

 

Gunes fa il primo break a muro (5-3), Egonu replica “stoppando” Robinson per il 5-7 e Chirichella prima e un errore di Sloetjes poi lanciano le azzurre sul 6-10. Il Vakifbank rientra 10-11 ma Novara non si scompone e trova il cambio palla con Egonu (10-12) e il nuovo break con Chirichella (10-14) mentre l’ace di Carlini vale il +5 sull’11-16. Sloetjes accorcia le distanze (14-16), Barbolini ferma il gioco e Novara riparte con Egonu a segno a muro (14-19) e in attacco (14-20) e poco dopo è una magia di Carlini a regalare alle azzurre il set point di seconda intenzione (17-24). Chiude un attacco out di Zhu.

Bartsch-Hackley riparte forte (0-2) ma le turche reagiscono e scappano 6-4 con Gunes mentre la solita Egonu firma il controbreak del 6-7 cui Guidetti replica inserendo in banda Di Iulio. La schiacciatrice italiana alza il ritmo in battuta (11-8, ace) e dopo il timeout di Novara sono un muro di Piccinini (12-10) e un diagonale di Bartsch-Hackley a sigillare la nuova parità (14-14) con Egonu che sorpassa concretizzando una gran difesa di Sansonna sul 15-16. Il Vakifbank accelera (20-17), Novara non perde lucidità e rientra con Chirichella (21-20) ma nel testa a testa il primo set ball è delle padrone di casa sul 24-23. Egonu annulla e sorpassa dopo una gran difesa di Piccinini (24-25) e al secondo tentativo è ancora lei, sul 25-27, a chiudere in diagonale il parziale.

 

Guidetti rivoluziona il sestetto prima e durante il terzo set, ma il parziale è un fantastico assolo azzurro: Karakurt tiene il ritmo fino al 6-6, poi due punti in fila di Piccinini scavano il primo solco (6-9) e il resto lo fa l’alternanza tra Bartsch-Hackley (7-11, poi 7-13) ed Egonu (7-12) in attacco con Chirichella che mura Zhu e fa 7-15. Novara è impeccabile, Bartsch-Hackley raggiunge quota 20 sul +11 con un gran lob e il diagonale di Egonu vale il 13-23; Il Vakifbank prova a reagire ma due errori mettono fine al set e al match sul 15-25.

 

IL TABELLINO

VAKIFBANK ISTANBUL – IGOR GORGONZOLA NOVARA 0-3 (17-25, 25-27, 15-25)

VAKIFBANK ISTANBUL: Ozbay, Zhu 11, Robinson, Sloetjes 5, Rasic 7, Gunes 5, Orge (L), Aykac (L), Gulubay, Di Iulio 4, Caliskan, Karakurt 1. Non entrate: Gurkaynak, Senoglu. All. Guidetti.

IGOR GORGONZOLA NOVARA: Carlini 3, Chirichella 6, Piccinini 4, Bartsch-hackley 14, Veljkovic 1, Egonu 30, Sansonna (L), Plak, Nizetich, Zannoni. Non entrate: Stufi, Camera, Piacentini (L), Bici. All. Barbolini.

 

GARE DI RITORNO

Martedì 9 aprile, ore 18.00 | Fenerbahce Opet Istanbul (TUR) – Imoco Volley Conegliano

Mercoledì 10 aprile, ore 20.30 | Igor Gorgonzola Novara – VakifBank Istanbul (TUR)

Se nel mondo del calcio l’atmosfera della Champions la si vivrà la prossima settimana, nel volley il torneo europeo è nel vivo, con due squadre italiane a giocarsi i posti in finale.

C’è chi vince: la Lube Civitanova, e c’è chi è uscita sconfitta: la Sir Safety Perugia.

La Lube passeggia in trasferta a Lodz in Polonia contro la Skra Bełchatów vincendo con un netto 3-0.

I marchigiani sono stati trascinati da un super muro della coppia Stankovic – Juantorena che hanno avuto modo di divertirsi anche con attacchi dalla seconda linea.
I primi due set sono andati via in maniera leggera con un 14-25 e un 20-25; prima di un terzo set più equilibrato chiusosi con un 23-25.

Questa netta vittoria, in appena 82 minuti di gioco, offre il giusto piglio per la gara di ritorno in Italia per quello che, ora come ora, è già un piccolo pass per la finale di Berlino.


La squadra polacca, guidata dall’italiano Roberto Piazza, si è inclinata allo strapotere dei cucinieri dopo che ai quarti di finale si sono sbarazzati dei russi dello Zenit San Pietroburgo.

Leggermente diversa è la situazione di Perugia che, invece, è uscita sconfitta in casa contro i russi dello Zenit Kazan per 3 set a 2.

Al PalaBarton, infatti, è andata in scena una vera e propria battaglia, tra due squadre fortissime, conclusasi solamente al tie-break dopo 139 minuti di gioco.

Per poter strappare il pass per la finale gli uomini di coach Bernardi dovranno vincere la gara di ritorno e con almeno due set di scarto (3-0 o 3-1) nella tana dei Campioni d’Europa (quattro nelle quattro edizioni).

Un’impresa che comunque la squadra campione d’Italia può e deve poter pensare di fare, perché c’è in gioco la vittoria del titolo europeo e molto probabilmente contro la Lube Civitanova.