Quando si dice “gallina vecchia fa buon brodo!”. Sergio Pellissier, attaccante classe 1979 del Chievo Verona, è l’esempio lampante di questo classico proverbio della lingua italiana.
Bomber di razza che, nonostante le 39 primavere, riesce ancora a essere decisivo per le sorti della squadra in cui milita dal 2002, di cui è capitano e miglior marcatore della storia.
Il prossimo 12 aprile la punta valdostana compirà 40 anni e per giugno ha la missione (quasi) impossibile di salvare il Chievo dalla retrocessione.
Pellissier, tuttavia, non ha paura. Ha visto passare tanti allenatori da Veronello ma lui è rimasto sempre lì a guidare il gruppo gialloblu in tutti questi anni di Serie A. Quella di quest’anno non può che essere un’altra sfida da provare a vincere.
Con la rete messa segno al Bentegodi contro la Lazio, è salito a quota due (raggiunto il bottino dello scorso anno), ma soprattutto sono 110 reti nella massima serie, tutti con la stessa maglia. Ai biancocelesti è il suo ottavo centro, è la sua vittima preferita.
Attualmente in campionato è il quarto attaccante più prolifico in attività alle spalle di Quagliarella, Icardi e Higuain, oltre ad essere il calciatore con la più lunga anzianità di servizio in un club di Serie A, eredità raccolta da Gigi Buffon, emigrato in Ligue 1 al Psg dopo diciassette anni di Juventus.
Un gol così importante per il suo @ACChievoVerona non poteva essere festeggiato in modo migliore! Complimenti a Sergio #Pellissier per la sua 110ª rete in #SerieATIM! 👏 pic.twitter.com/AZnOMaZRIn
— Lega Serie A (@SerieA) 3 dicembre 2018
L’abbraccio col figlio raccattapalle Matteo a bordo campo è il simbolo della quattordicesima giornata di campionato. Sergio subito dopo la rete del momentaneo 1-0 è corso verso suo figlio, per uno scatto fotografico bellissimo.
I clivensi, con l’arrivo di Mimmo Di Carlo, sono riusciti a uscire indenni contro Napoli e Lazio per due punti che valgono oro data la bruttissima partenza in campionato e i 3 punti di penalizzazione. Con il mister di Cassino, inoltre, il Pelli ha ritrovato il posto al centro dell’attacco. Il capitano, che è sempre stato un leader silenzioso, ha voluto esternare la propria indignazione contro l’ex ct della nazionale, Gian Piero ventura, dimessosi dalla panchina gialloblu dopo poche settimane.
Ora si è caricato sulle spalle i clivensi di cui è il simbolo e, a vero highlander, sicuramente sarà l’ultimo a mollare fino alla fine del campionato.
Proprio grazie alle gioie col Chievo si è tolto la soddisfazione di esordire anche con la maglia della nazionale il 6 giugno 2009 in amichevole contro l’Irlanda del Nord. Ovviamente è andato in rete anche in quell’occasione: una presenza un gol con l’Italia, mica male.
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