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L’ultima partita della decima giornata del massimo campionato italiano è la sfida Napoli Bologna di Serie A del 28 Ottobre. Il Napoli di Spalletti dovrà vincere per tenere il passo del Milan, che, a seguito della vittoria casalinga contro il Torino, si è portato al primo posto in classifica. I partenopei vengono da un pareggio a reti bianche in casa della Roma e comunque hanno giocato bene anche all’Olimpico; per cui, dispongono dei mezzi tecnici necessari per ottenere i tre punti contro il Bologna.

I felsinei, invece, hanno rimediato una sconfitta contro il Milan, stazionano al decimo posto in classifica e stanno disputando un campionato più che dignitoso, esprimendo anche un buon gioco;  l’unico neo sono le diciannove reti subite, decisamente troppe in nove partite disputate.

Napoli Bologna Serie A 28 Ottobre – La Partita

Spalletti schiera il suo Napoli con il consueto 4-2-3-1, con Osimhen al centro dell’attacco e Zielinski, Lozano e Insigne a supporto della punta. In difesa ci sarà Rrahmani, per via dell’indisponibilità di Manolas e in porta potrebbe giocare Meret, per far rifiatare Ospina. A centrocampo, per la sfida interna contro il Bologna, c’è il ballottaggio tra Anguissa e Demme. 

Il tecnico Mihajlovic utilizza il 3-5-1-1, con Barrow come attaccante centrale, visto che Arnautovic non è stato convocato per infortunio. Dietro la punta ci sarà Orsolini, che ultimamente ha giocato poco; gli altri indisponibili per il tecnico serbo sono Soriano e Soumaro. Medel, come al solito, si occupa della regia della difesa a tre, assieme a Theate e a Binks. La linea di centrocampo, invece, sarà formata da Dominguez, Svanberg, Schouten, De Silvestri.

Le Probabili Formazioni

Napoli(4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Koulibaly, Rrhamani, Mario Rui; Ruiz, Anguissa; Zielinski, Insigne, Lozano; Osimhen;

Bologna(3-4-1-1): Skorupski; Medel, Theate, Binks; Dominquez, Svanberg, Schouten, De Silvestri, Hickey; Orsolini, Barrow.

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                                              Napoli vs Bologna

Il campionato italiano si sta mostrando molto combattuto e difficile e le Partite 27 Ottobre Serie A forse ci daranno ulteriori indicazioni sullo stato di forma delle squadre. Nella decima giornata, la Juventus affronta in casa il Sassuolo, dopo un pareggio in extremis a San Siro contro l’Inter; è una squadra molto solida e ha grandi individualità ma il gioco che esprime al momento non è dei più fluidi e belli da vedere.

La sfida più importante del turno è probabilmente Lazio – Fiorentina, rispettivamente ottava e settima in classifica; il gap con la prima è, però, di dieci punti quindi c’è ancora il tempo di risalire la china. La Lazio viene da una brutta sconfitta in casa del Verona per quattro a uno e deve assolutamente fare punti, altrimenti la panchina di Sarri comincerebbe a scricchiolare pesantemente.

La Fiorentina, invece, dopo due sconfitte consecutive, ha vinto contro il Cagliari in modo abbastanza agevole, segnando tre reti. La Viola è, comunque, molto migliore rispetto alla squadra dello scorso anno e ha tutte le carte in regola per battere la Lazio, specialmente se i biancocelesti confermeranno la prestazione opaca di Verona.

 

Partite 27 Ottobre Serie A – Big Match Fiorentina vs Lazio

La Fiorentina di Italiano si schiera con il consueto 4-3-3, con Callejon, Gonzalez sulle fasce e Vlahovic, al centro dell’attacco. La punta è sotto l’occhio del ciclone e al centro di una durissima contestazione dei tifosi, perché probabilmente lascerà la Fiorentina nella sessione di mercato invernale.

La Lazio di Sarri utilizza lo stesso schema tattico e il tecnico toscano si affida a Immobile, Pedro e Felipe Anderson. Lazzari gioca sin dal primo minuto, al pari di Luiz Felipe, che ha scontato l’assurda squalifica per l’espulsione nella sfida contro l’Inter. Luis Alberto, ai ferri corti con l’allenatore, parte ancora dalla panchina e sembra sempre più distante dal progetto biancazzurro.

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                                                          Fiorentina vs Lazio

 

Le Altre Partite

Un’altra sfida importante è quella tra Empoli e Inter, per valutare se i nerazzurri hanno smaltito la rabbia per l’occasione di vincere contro la Juve, buttata alle ortiche per una sciocchezza di Dumfries. Di seguito c’è l’elenco di tutte le gare della giornata di Serie A.

Squadra 1Squadra 2
JuventusSassuolo
SampdoriaAtalanta
UdineseVerona
CagliariRoma
EmpoliInter
LazioFiorentina

Non c’è un attimo di riposo per i calciatori e ritorna il campionato con le Partite del 26 Ottobre di Serie A, che vedono gli incontri Spezia – Genoa, Venezia – Salernitana e Milan – Torino. Il primo match ha un sapore di derby e vede contrapposte due squadre liguri, entrambe in zona retrocessione e bisognose di muovere la classifica. Lo Spezia ha un punto in più rispetto ai prossimi avversari ma tutte e due le squadre hanno rimediato una sconfitta nella decima, contro Sampdoria e Torino.

Il Venezia, invece, ha perso contro il Sassuolo per tre reti a uno e se la vede con la Salernitana, sempre più ultima in classifica e reduce da una sconfitta in casa contro l’Empoli. L’ultima gara del giorno è Milan – Torino, con i rossoneri che hanno raggiunto il Napoli in vetta alla classifica e vogliono continuare a vincere e consolidare il primo posto. Il Toro, comunque, è un’altra squadra rispetto alla scorsa stagione e vincere non sarà una passeggiata.

Partite 26 Ottobre Serie A – Big Match Milan vs Torino

Il Milan di Pioli si schiera con il classico 4-2-3-1 e stavolta al centro dell’attacco c’è Giroud, per far rifiatare un po’ Ibrahimovic, che non può giocare tutte le partite. A supporto della punta francese, agiranno Saelemaekers, Krunic e Leao; nel reparto arretrato, molto probabilmente Kjaer e Theo Hernandez lasceranno il posto a Romagnoli e Kalulu.

Juric, invece, schiera la sua squadra con il 3-4-2-1, con il recuperato Belotti al centro dell’attacco e Praet e Brekalo a supporto. Al centro del campo ci sono Pobega e Lukic e in difesa il solito Bremer, che si conferma una pedina molto affidabile e solida.

Partite 26 Ottobre Serie A – Le Probabili Formazioni

Milan (4-2-3-1): Tatarusanu; Romagnoli, Tomori, Kalulu, Calabria; Kessie, Bennacer; Saelemaekers, Krunic, Leao; Giroud;

Torino(3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Bremer, Rodriguez, Djidji; Lukic, Pobega, Singo, Aina; Brekalo, Praet; Belotti.

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                                              Milan vs Torino

 

Le Altre Partite

Il Genoa di Ballardini si affida come sempre a Destro e al recuperato Caicedo, che ha segnato nella scorsa gara contro il Torino mentre Thiago Motta punta ancora su Nzola, anche se quest’anno non è molto prolifico. Il Venezia si affida a Henry, Aramu e Okereke, per far punti contro la Salernitana di Colantuono, il quale, invece, fa giocare Simy, Ribery e Bonazzoli.

In tabella ci sono le tre partite della giornata.

Squadra 1Squadra 2
SpeziaGenoa
VeneziaSalernitana
MilanTorino

Le sfide del vertice basso della classifica possono essere appassionanti come quelle di testa e le Partite 22 Ottobre Serie A riguardano le squadre che lottano per la salvezza. Gli incontri di questo venerdì sono, infatti, Torino-Genoa e Sampdoria Spezia, che saranno sicuramente degli scontri abbastanza impegnativi e pieni di ardore.

Il Torino si trova al dodicesimo posto e viene da due punti raccolti in quattro partite anche se c’è da dire che gli avversari erano fortissimi. Il tecnico Juric si affida al recuperato Andrea Belotti per ricominciare a fare punti attraverso cui smuovere la classifica e tenersi lontani dalla zona retrocessione. Il Genoa è terzultimo e la situazione comincia a diventare veramente complicata per i grifoni, che comunque recuperano Caicedo e puntano su un Destro straripante.

La Samp ha gli stessi punti del Genoa e, dopo un inizio soddisfacente, ha perso un sacco di punti per strada. Se contro lo Spezia non ci sarà un cambio di passo, l’allenatore D’Aversa rischia di diventare disoccupato. Lo Spezia di Thiago Motta, dal canto suo, viene da una vittoria importante contro la Salernitana e, al momento, non si trova tra le ultime tre squadre; anche se la distanza dalle zone pericolose è solo di un punto.

Partite 22 Ottobre Serie A – Big Match Torino vs Genoa

Il Torino si affida allo schema 3-4-2-1, con Belotti unica punta e Linetty e Brekalo al suo supporto. Nella linea a quattro ci saranno Lukic, Pobega, Singo e Ansaldi. In difesa, la regia è affidata a Bremer, che, assieme a Djidji e Rodriguez, forma la linea della difesa a tre.

Il Genoa di Ballardini, invece, si affida al 3-5-2, con Destro sicuro titolare e uno tra Pandev e Caicedo per l’altro posto in attacco.

Partite 22 Ottobre Serie A – Le Probabili Formazioni

Torino(3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Bremer, Djidji, Rodriguez; Lukic, Singo, Andaldi, Pobega; Linetty; Brekalo; Belotti;

Genoa(3-5-2): Sirigu; Biraschi, Criscito, Vasquez; Badelj, Rovella, Toure, Cambiaso, Fares;

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Le Altre Partite

Squadra 1Squadra 2
TorinoGenoa
SampdoriaSpezia

A volte gli acquisti dell’ultimo minuto si dimostrano utilissimi e si integrano alla perfezione in poco tempo e, per questo motivo, il Napoli tratta il rinnovo di Anguissa. Il centrocampista camerunense, infatti, si è inserito alla perfezione nel gioco del Napoli e parte sempre da titolare nel 4-2-3-1 del nuovo tecnico Spalletti; che è partito alla grande vincendo tutte le prime otto partite.

In questi giorni, Maxime Nana, il procuratore del calciatore, è giunto a Napoli per trattare il futuro di Anguissa; che il Napoli vuole acquistare a titolo definitivo dal Fulham. I partenopei, infatti, sono fortemente intenzionati al riscatto del centrocampista, il cui prezzo è fissato a 15 milioni di euro, che sembrano anche pochi per questo calciatore.

Napoli tratta rinnovo Anguissa – La Situazione

Nonostante l’ottimo inizio di campionato, per il Napoli non c’è tempo per rifiatare e la dirigenza si sta già attivando per risolvere un paio di situazioni importanti. La più rilevante riguarda sicuramente il rinnovo del contratto di Insigne, su cui ancora non ci sono certezze e che necessiterà una grande attenzione.

La trattativa per il riscatto di Anguissa sembra, invece, molto più semplice e il suo procuratore ha avuto parole di grande stima per il presidente e la società; che hanno accolto il suo assistito nel migliore dei modi; dandogli, inoltre, l’opportunità di inserirsi e di rendere al meglio. Per quanto riguarda il riscatto, ha dichiarato di augurarsi che la situazione possa andare come previsto anche perché l’inizio del rapporto tra le due parti è estremamente promettente. Sembra molto felice per come si sta evolvendo la situazione e ha ringraziato, inoltre, il tecnico Spalletti per aver creduto in Anguissa e averlo aiutato a dare il massimo.

I numeri del camerunense parlano chiaro e dicono che il calciatore ha giocato sei partite in campionato con la sua nuova squadra e due in Europa League; dimostrando, così, di poter dare un grande equilibrio nella mediana.

Sergio Pellissier e il Chievo Verona, un rapporto simbiotico in cui parli del giocatore e pensi alla squadra. E viceversa. Un po’ come accade con Totti e la Roma, Del Piero e la Juventus, Puyol e il Barcellona, Raul e il Real Madrid, Giggs e il Manchester United, Lahm e il Bayern Monaco.

Il capitano del Chievo ha vestito la maglia clivense in modo stabile dal 2002 fino all’età di 40 anni. E’ l’ultimo baluardo della squadra dei miracoli targata Delneri all’inizio degli anni Duemila. Una particolarità: è stato l’ultimo giocatore in attività a inserirsi nella speciale classifica dei marcatori più anziani in Serie A, piazzandosi al quinto posto: l’ultimo gol per i clivensi arrivò il 27 gennaio del 2019, nel match contro la Fiorentina valido per la 21^ giornata di campionato, all’età di 39 anni e 290 giorni. Può vantare il titolo di miglior marcatore in Serie A del Chievo, con 112 reti. È inoltre il calciatore con più gol nel derby di Verona, ben quattro.

6° posto – In questa speciale classifica ha scalzato Paolo Maldini, ora al sesto posto. Ben 29 gol in campionato, di cui l’ultimo risale al 30 marzo 2008 nella gara contro l’Atalanta all’età di 39 anni e 278 giorni.

4° posto – Francesco Totti può vantare diversi record, tanto per restare in tema e citarne uno: è il marcatore più anziano nella storia della Champions League, con l’ultimo gol segnato a 38 anni e 59 giorni. È inoltre il secondo miglior marcatore di sempre della Serie A, con l’ultimo gol che arrivò il 25 settembre del 2016, nella partita contro il Torino, due giorni prima del suo quarantesimo compleanno, nella trasferta allo stadio “Olimpico Grande Torino” contro i granata. Aveva 39 anni e 364 giorni.

3° posto – Medaglia di bronzo per lo zar, Pietro Vierchowod. L’ultimo gol nel campionato italiano lo segnò a 40 anni e 47 giorni con la maglia del Piacenza, squadra con la quale chiuse la carriera, nell’ultima giornata del campionato 1998/99, il 23 maggio del 1999, nella partita pareggiata 1-1 contro la Salernitana.

2° posto – Al secondo posto il leggendario Silvio Piola: è il miglior marcatore di sempre nella storia del campionato italiano con 274 reti; è il calciatore con più gol in una singola partita nel campionato italiano, addirittura 6; ed è anche il miglior marcatore nella storia della Lazio con 149 gol. Possiede anche il terzo posto tra i migliori marcatori con la maglia della Nazionale italiana. L’ultimo gol lo segnò all’età di 40 anni e 131 giorni, il 7 febbraio del 1954 in un Novara-Milan valido per la 19^ giornata di campionato, terminato sul risultato di 1-1.

1° posto – Questa speciale classifica è vinta da Alessandro Costacurta che segnò l’ultima rete della sua carriera nel giorno del suo ritiro. Il 19 maggio 2007 timbrò su rigore il gol che gli permette di essere il calciatore più anziano ad aver mai segnato nella massima serie: 41 anni e 25 giorni.

Cosa hanno in comune Theo Hernandez del Milan e Giulio Donati del Lecce? Sono gli unici due giocatori della Serie A 2019/2020 ad aver segnato nella propria porta e in quella avversaria nel corso di un unico match.

I NUMERI PRIMA DELLO STOP

Dopo 26 giornate di Serie A, ma con ancora quattro match del 25esimo turno da recuperare, gli autogol ammontano a 23. A segnarli giocatori con addosso 14 differenti casacche. Le uniche squadre ancora a quota zero rispondono ai nomi di: Fiorentina, Juventus, Parma, Roma, Udinese, Verona. Di seguito la classifica per numero di autoreti a sfavore: Sampdoria 3 (Audero, Murru, Thorsby) Sassuolo 3 (Bourabia, Locatelli, Obiang) Atalanta 2 (Palomino, Pasalic) Brescia 2 (Chancellor, Sabelli) Cagliari 2 (Ceppitelli, Faragò) Genoa 2 (Biraschi, Zapata) Spal 2 (Tomovic, Vicari) Bologna 1 (Denswil) Inter 1 (Skriniar) Lazio 1 (Bastos) Lecce 1 (Donati) Milan 1 (Theo Hernandez) Napoli 1 (Koulibaly) Torino 1 (Belotti).

 L’autogol di Theo Hernandez in Bologna-Milan

NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI…

Dal torneo 2015/2016 in poi sono stati marcati nella ‘porta sbagliata’ un totale di 148 gol. Il valore più alto lo registriamo nell’annata 2017/2018, quando le autoreti furono 36. Mentre il campionato successivo, quello 2018/2019, spicca per numero di squadre che hanno contribuito a questa particolare statistica, 17. Nel dettaglio:
2015/2016, 28 autogol da 16 club differenti
2016/2017, 27 autogol da 16 club differenti
2017/2018, 36 autogol da 14 club differenti
2018/2019, 34 autogol da 17 club differenti
2019/2020, 23 autogol da 14 club differenti

QUALCHE CURIOSITÀ

Dando uno sguardo ai numeri scopriamo che sono 5 i club ad aver marcato almeno un autogol in ogni singolo campionato dal 2015/2016 in poi. In rigoroso ordine alfabetico: Genoa, Inter, Lazio, Milan, Sassuolo. Volendo invece stilare la classifica col numero complessivo di autoreti ci ritroviamo col Genoa davanti a tutte le altre società a quota 13, mentre Inter e Lazio condividono il secondo gradino del podio con un dato pari a 11. E sul fronte dei calciatori? Abbiamo voluto cercare quei giocatori che nel corso di un singolo match sono stati capaci di marcare sia un gol che un’autorete. Scritto di Hernandez, in Bologna-Milan 2-3, e Donati, in Lecce- Atalanta 2-7, altri 7 atleti nei cinque campionati più recenti sono entrati a far parte di questo particolare club.

 L’autogol di Ranocchia in Genoa-Inter stagione 2017-2018

Nel 2015/2016 toccò a Giancarlo Gonzalez, in Torino-Palermo 2-1, e Arlind Ajeti, in Sassuolo-Frosinone 2-2. Altra coppia, con tanto di bis, nel 2016/2017: Hugo Campagnaro, in Pescara-Sampdoria 1-1, e ancora Ajeti, in Torino-Pescara 5-3. Nel 2017/2018 ecco Senad Lulic, in Bologna-Lazio 1-2, e Matias Silvestre, in Sampdoria-Udinese 2-1. Vero e proprio boom lo scorso campionato: Alessio Romagnoli, in Milan-Genoa 2-1, di nuovo Silvestre, in Frosinone-Empoli 3-3, Bruno Alves, in Empoli-Parma 3-3, ed Erick Pulgar, in Torino-Bologna 2-3. Pertanto il Milan è la società con più tesserati, ben 2, in questo elenco (Bologna, Empoli, Frosinone, Lazio, Lecce, Palermo, Parma, Pescara, Sampdoria e Torino le altre). Mentre ad Ajeti e Silvestre va il titolo di bomber atipico con 4 centri ciascuno, due nella porta avversaria, altrettanti nella propria.

 L’autogol di tacco di Ajeti in Torino-Pescara stagione 2016-2017

Di seguito la classifica con gli autogol, stagione dopo stagione, subiti da ogni singolo club che ha militato in Serie A dal 2015/2016 in poi:

Le camionette della polizia e della guardia di finanza negli stadi, le immagini riprese in diretta dalla trasmissione “90° minuto”, gli arresti. Non per colpa di tafferugli sugli spalti da parte dei tifosi, ma a finire in manette furono calciatori professionisti e di dirigenti di squadra di Serie A e Serie B. Il 23 marzo 1980 il pallone tricolore finì in galera, il primo scandalo calcioscommesse, il Totonero, match truccati attraverso scommesse clandestine.

Questo è lo sfondo torbido di quei primi giorni di primavera. Tra le società indagate nell’inchiesta oltre ad Avellino, Bologna, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Pescara, c’era anche il Perugia di Paolo Rossi, alla fine squalificato per due anni, costretto a saltare gli Europei del 1980 in casa. Passato inevitabilmente in secondo piano, quel 23 marzo 1980 il Perugia segnò anche un momento storico per il calcio italiano: fu la prima società in Serie A a debuttare ufficialmente con un sponsor sulla propria maglia.

Già negli anni Settanta i club avevano provato qualche escamotage per raggirare le rigide regole della Figc che imponeva sulle casacche dei giocatori solo lo sponsor tecnico. Con il passare degli anni, il mondo del calcio italiano si fece sempre più insofferente verso i divieti federali, tanto che oltre agli addetti ai lavori anche i mass media, con il Guerin Sportivo capofila, si fecero portavoce di una campagna a favore dell’arrivo della pubblicità sopra le maglie da calcio. L’Udinese, in Serie B, nella stagione 1978-1979 provò a fare breccia sfruttando cavilli burocratici apponendo il nome della ditta Gelati Sanson sui pantaloncini della squadra. Con annessa multa di 10 milioni di euro.

Risultato immagini per udinese gelati sanson

Il tabù però era destinato a cadere e passò solo un anno: il 26 agosto 1979 con l’esordio in Coppa Italia della prima maglia di calcio italiana griffata da uno sponsor, quella del Perugia.  Artefice di ciò fu il presidente dei grifoni, Franco D’Attoma, il quale per reperire i 700 milioni necessari al prestito in Umbria dell’attaccante Paolo Rossi, si accordò col gruppo alimentare IBP Buitoni-Perugina da cui ne ottenne 400; in cambio, il nome del loro pastificio Ponte sarebbe comparso sulle divise e sui capi d’allenamento della squadra. La Figc ancora non contemplava la presenza di un logo diverso da quello del fornitore sui capi tecnici dei calciatori, così come la stessa Lega aveva respinto in estate l’ingresso della pubblicità sopra le mute da calcio italiane. Dato che l’unica forma di sponsorizzazione all’epoca permessa era quella relativa l’abbigliamento tecnico, in quarantott’ore D’Attoma aggirò le regole federali fondando un maglificio col nome del pastificio, la Ponte Sportswear, che di diritto figurava come semplice fornitore tecnico delle casacche — potendo quindi comparire formalmente, col suo marchio, anche su di esse —, ma che di fatto fu il primo vero sponsor di maglia del calcio italiano.

Inizialmente la Federazione non tollerò questo escamotage e multò la società umbra per 20 milioni, imponendo inoltre l’esclusione dalle divise perugine del logo Ponte prima dell’inizio del campionato; tuttavia D’Attoma, a sua volta squalificato, non si perse d’animo e proseguì nei suoi intenti commerciali, apponendo il nome dello sponsor sopra tute e altri indumenti di gioco dei biancorossi nonché, in maniera pionieristica, perfino sulle reti e sull’erba dello stadio Renato Curi. Pochi mesi dopo, al termine d’una discreta trafila burocratica, la Lega Nazionale Professionisti autorizzò infine il Perugia a scendere in campo col marchio pubblicitario sulle proprie maglie; il “secondo” debutto dello sponsor — stavolta coi crismi dell’ufficialità — avvenne in Serie A il 23 marzo 1980, nella trasferta all’Olimpico contro la Roma persa per 4-0.

Risultato immagini per perugia sponsor ponte

Un ultimo passaggio su Paolo Rossi: tornò a giocare il 29 aprile 1982, disputando solo le ultime tre partite di campionato con la Juventus; nonostante lo scarso numero di gare giocate il ct Enzo Bearzot lo inserì nella lista dei convocati per il Mondiale del 1982.

Di Juventus-Inter alla 26esima giornata di Serie A ne contiamo già 6. Il bilancio di questo mini ciclo è a tinte bianconere. La Vecchia Signora ha sempre fatto punti e in ben 4 circostanze ha messo le mani sull’intera posta in palio.

Nel 1941/1942 fu 4-0 con reti di Bellini (doppietta), Sentimenti III, Lushta.

Nel 1947/1948 ecco un 2-0 con marcatori Boniperti e Parola.

Nel 1970/1971 terminò 1-1 a Marchetti risposte l’interista Bedin.

Nel 1977/1978 pareggio per 2-2 con gli ospiti in doppio vantaggio grazie a Bini e Muraro, poi la rimonta degli juventini targata Bettega e Cuccureddu.

Nel 1985/1986 un 2-0 firmato Platini (rigore) e Bonini.

Nel 2000/2001 ecco un 3-1 con timbri di Tacchinardi, Inzaghi, Del Piero e del nerazzurro Vieri (rigore).

Da rimarcare come al termine di 3 dei sei campionati appena ricordati il tricolore sia finito sulle maglie di una fra la Vecchia Signora e la Beneamata. Nel 1970-1971 toccò a nerazzurri; nel 1977-1978 e nel 1985-1986 ai bianconeri. Il bilancio dei precedenti, 86, sorride ai padroni di casa avanti per numero di vittorie e gol marcati. Fra l’altro l’Inter dopo aver violato lo Stadium, prima in serie A, col 3-1 del 2012/2013 non è più stata in grado di vincere in casa della Juventus: 4 ko e 2 segni X (l’1-1 nel 2014/2015 e lo 0-0 nel 2017/2018).

I tabellini degli ultimi 5 incroci a Torino raccontano di 1 solo rigore sanzionato (pro Juventus nel 2015/2016), 30 cartellini gialli mostrati dagli arbitri (14 contro la Juventus e 16 contro l’Inter), 2 sole espulsioni comminate (entrambe per rosso diretto, Kovacic all’86’ della sfida 2014/2015 e Perisic al 95’ dell’incrocio 2016/2017).

Da ricordare come la sfida di domenica sera metta di fronte, statistiche alla vigilia della 26esima giornata, la miglior squadra fra le mura di casa (34 punti per i bianconeri, 11V – 1X – 0P con 29GF e 10GS), alla miglior compagine da trasferta (29 punti per i nerazzurri, 9V – 2X – 1P con 26GF e 12GS) della Serie A 2019/2020.

Ma se la Zebra non va ko allo Stadium dal 22 aprile 2018 e nelle successive 33 gare interne di campionato ha registrato 28 successi e 5 pareggi, il Biscione nell’ultimo impegno in trasferta è finito ko all’Olimpico di Roma contro la Lazio, nello scontro diretto che gli è costato il secondo posto nella graduatoria generale.

CONFRONTI DIRETTI JUVENTUS-INTER (SERIE A)*

86 incontri disputati
59 (40) vittorie Juventus
16 (34) pareggi
11 (12) vittorie Inter
151 (65) gol fatti Juventus
66 (30) gol fatti Inter

ULTIME 5 SFIDE JUVENTUS-INTER (SERIE A)

2014/2015, 17° giornata, Juventus-Inter 1-1
2015/2016, 27° giornata, Juventus-Inter 2-0
2016/2017, 23° giornata, Juventus-Inter 1-0
2017/2018, 16° giornata, Juventus-Inter 0-0
2018/2019, 15° giornata, Juventus-Inter 1-0

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEI JUVENTUS-INTER

1-0 comparso per 20 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Mandzukic)
2-0 comparso per 12 volte, l’ultima nel 2015/2016 (Bonucci, Morata rig.)
1-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Tevez, Icardi)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Juventus-Inter in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

SARRI VERSUS CONTE

Quello di domenica sera allo Stadium sarà il secondo scontro diretto in campionato fra Maurizio Sarri, Juventus, e Antonio Conte, Inter. L’unico faccia a faccia registrato fino a oggi coincide col derby d’Italia dell’andata, quando la Vecchia Signora seppe imporsi per 2-1 grazie alle reti argentine di Dybala e Higuain.

Curiosamente Sarri e Conte sono però legati da un po’ di panchine… perché i due tecnici si sono avvicendati su quella dell’Arezzo nella cadetteria 2006/2007, non solo, al Chelsea l’ex Napoli arrivò dopo le due stagioni con l’ex CT azzurro, infine, adesso, c’è di mezzo la Vecchia Signora…

Il bianconero ha sfidato il Biscione per 9 volte in Serie A. Negli ultimi 5 incroci è sempre andato a punti. Dal 2016/2017, difatti, ecco 3 vittorie più 2 segni X ad occhiali, vale a scrivere 0-0. Le uniche 2 battute d’arresto che rintracciamo sono quelle patite con l’Empoli 2014/2015, 3-4, e il Napoli 2015/2016, 0-2. Il nerazzurro fra Serie B, Arezzo, e A, Atalanta e Inter, ha incrociato uomini e schemi con la sua ex squadra già 3 volte, rimediando sempre e solo dei KO. Non solo. Il computo dei gol incassati ha raggiunto quota 12.

Concludiamo segnalando che Sarri fra Empoli (26), Napoli (101) e, adesso, Juventus (22) vanta ben 149 match a punti nel massimo campionato italiano. Contro l’Inter, pertanto, oltre a dare una spallata a una diretta concorrente nella corsa scudetto, in caso di successo raggiungerebbe il traguardo personale dei 150 match positivi.

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E CONTE IN CAMPIONATO

1 vittoria Sarri
0 pareggi
0 vittorie Conte
2 gol fatti squadra di Sarri
1 gol fatto squadra di Conte

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E L’INTER IN CAMPIONATO

4 vittorie Sarri
3 pareggi
2 vittorie Inter
11 gol fatti squadre di Sarri
8 gol fatti Inter

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO

0 vittorie Conte
0 pareggi
3 vittorie Juventus
4 gol fatti squadre di Conte
12 gol fatti Juventus

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

177 panchine
106 vittorie
43 pareggi
28 sconfitte
149 gare a punti

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

151 panchine
102 vittorie
34 pareggi
15 sconfitte
136 gare a punti

Hanno saputo fare meglio dei club in vetta ai cinque campionati professionistici italiani. Spetta a Frosinone, militante in cadetteria, e Giana Erminio, nel raggruppamento A della Serie C, l’appellativo di migliori squadre nel mese di febbraio 2020.
Mentre sul fronte dei bomber c’è chi è stato più prolifico di Ronaldo e Immobile, i top scorer nell’ultimo mese di Serie A.

NUMERI E CLASSIFICHE DEL MESE SCORSO*

Ammontano a 212 le gare disputate a febbraio 2020. Match nel corso dei quali sono stati marcati 517 gol, 287 da chi giocava fra le mura di casa, 230 da chi si esibiva in trasferta. Il massimo campionato ha contribuito con 39 incontri e 120 reti. La cadetteria con 48 gare e altri 120 centri. La Serie C con 125 impegni e 277 segnature (82 nel girone A, 88 nel B, 107 nel C). Ordinando per media punti/match le cento squadre analizzate scopriamo che soltanto il Frosinone e la Giana Erminio hanno marciato al massimo ritmo possibile e senza perdere mai il passo. I ciociari hanno raccolto 15 punti in 5 gare. I gorgonzolesi ne hanno fatti 9 in 3 incontri. Sul gradino più basso del podio c’è quindi la Lazio con 16 punti conquistati in 6 turni (abbiamo considerato anche il recupero con l’Hellas Verona) e una media di 2,67 a impegno. Dalla parte opposta di questa graduatoria, invece, si piazzano tre società: la Sambenedettese (Serie C girone B), la Spal e il Torino (entrambe in Serie A), tutte senza
risultati positivi nei ventinove giorni dello scorso mese, incappando esclusivamente in battute d’arresto.

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QUALCHE CURIOSITÀ

Cercando i club imbattuti a febbraio 2020 identifichiamo 23 società.
In Serie A: Atalanta, Hellas Verona, Lazio.
In Serie B: Benevento, Frosinone.
In Serie C: Albinoleffe, Arezzo, Avellino, Bari, Carpi, Feralpi Salò, Fermana, Giana
Erminio, Gubbio, Juventus U23, Olbia, Reggina, Rimini, Sicula Leonzio, Siena, Triestina,
Vicenza, VirtusVecomp Verona.

Mentre le compagini che non hanno colto successo sono 21.
In Serie A: Brescia, Cagliari, Spal, Torino, Udinese.
In Serie B: Trapani.
In Serie C: Arzignano, Bisceglie, Como, Gubbio, Imolese, Pianese, Pontedera, Pro
Patria, Rende, Rieti, Sambenedettese, Siena, Ternana, VirtusVecomp Verona, Vis Pesaro.

Singolare, pertanto, il caso di tre compagini militanti nella Serie C. Perché gli umbri del Gubbio, i toscani del Siena, i veneti della VirtusVecomp Verona hanno raccolto soltanto segni X lo scorso mese, risultando allo stesso tempo imbattuti e senza successi. Fra l’altro la società scaligera che veste il rossoblù è anche l’unica fra le cento a non aver marcato gol nel periodo da noi analizzato: pareggi ad occhiali, vale a scrivere 0-0, con Triestina, Imolese, Vicenza e Rimini. Le squadre più prolifiche a livello di reti risultano la Lazio, con 13, lo Spezia, con 12, il Benevento e il Napoli, con 11 centri. Difesa imbattuta, oltre che per la già citata VirtusVecomp Verona, anche per il Frosinone e la Reggina.

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I BOMBER

I 120 gol registrati in Serie A sono stati opera di 85 calciatori. A Ronaldo e Immobile, entrambi con 4 marcature, il titolo di giocatori più prolifici. Le 120 segnature in cadetteria portano la firma di 76 giocatori. A differenza di quanto accaduto nella categoria superiore, in vetta alla classifica dei bomber di febbraio 2020 ci sono ben 11 atleti, tutti autori di un tris: Armenteros, Asencio, Djuric, Forte, Gyasi, Insigne, Iori, Longo, Nzola, Simy e, per ultimo, Viola. Nel girone A della Serie C, 82 gol da 66 atleti, svetta Manconi della Giana Erminio con 4 centri. Nel B, 88 reti da 62 tesserati, comandano Biasci del Carpi e Zamparo della Reggio Audace con 5 marcature. Infine, nel C, 107 marcature da 73 calciatori, conducono Antenucci del Bari, Fella del Monopoli e Tulli del Catanzaro, tutti a quota 4 gol.

* Considerate solo quelle gare realmente svolte nel mese di febbraio 2020, valutando quindi la data effettiva di anticipi e/o posticipi e/o recuperi in calendario.

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