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Torna il calcio, anche se solo la Coppa Italia. La pausa post natalizia ha tenuto a riposo tifosi e calciatori, ma ora non c’è più tempo da perdere.

La netta vittoria della Lazio sul Novara ha aperto un ciclo di partite che si chiuderà lunedì con Roma – Virtus Entella. Per le squadre un impegno importante per proseguire all’interno del torneo;  tutte le grandi avranno modo di rimettersi in moto dopo 15 giorni.

Questi match saranno un modo per vedere in campo anche chi ha giocato meno in questa prima metà di stagione.

Al Marassi tutti gli occhi saranno puntati sul nuovo acquisto del Milan, Paquetà.

Di lui l’allenatore Gattuso ha parlato benissimo. Non solo tecnica brasiliana ma anche temperamento europeo. Il mister rossonero, che di fuoriclasse ne ha visti passare da Milanello, si è detto felice del suo arrivo anche perché in lui ha trovato professionalità, carisma e tanta voglia.
Sulla panchina rossonera si rivede il croato Strinic dopo i problemi cardiaci scoperti poco dopo il grande Mondiale di Russia 2018.

Tra i blucerchiati poche reali novità a parte il portiere Rafael al posto del titolare Audero. Mister Giampaolo farà affidamento ancora su Quagliarella, il neoarrivato Gabbiadini sarà in tribuna.

Per quanto riguarda la Juventus, l’allenatore, Massimiliano Allegri, ha deciso che non farà riposare Cristiano Ronaldo, tuttavia ci sarà il debutto di Moise Kean al posto dell’infortunato Mario Mandzukic. Per l’attaccante della Nazionale Under 21 saranno i primi minuti da titolare in questa stagione, per lui un modo per mettersi in mostra. La squadra emiliana è stata proprio quella del suo primo gol in Serie A.

Il procuratore Mino Raiola sta studiando la migliore strada per il suo assistito che ha molto mercato e che quindi potrebbe decidere di trasferirsi altrove.
Allo stadio Dall’Ara dovrebbe debuttare anche il terzino Leonardo Spinazzola, tornato alla Juve dopo le bellissime stagioni all’Atalanta ma che non ha avuto modo di vedere il campo a causa di un grave infortunio. Salvo imprevisti, stasera dovrebbe essere anche il suo turno, con Alex Sandro in panchina. Il destino di Spinazzola potrebbe incrociarsi proprio con il Bologna, dato che il club sta valutando un suo acquisto.

Tra i rossoblù, invece, probabile debutto per il neo acquisto Roberto Soriano. L’ex Torino sarà al centro, mentre l’altro nuovo acquisto, Nicola Sansone, partirà dalla panchina.

In casa Inter ci potrà essere il debutto di Andrea Ranocchia in difesa. L’ex capitano nerazzurro è l’unico a non essere sceso in campo in questa stagione. In porta il vice Handanovic, Daniele Padelli, mentre sulla fascia possibile utilizzo di Dalbert. In attacco scalpita El Toro Martinez. L’argentino, riserva di Icardi, vuole provare a mettere ancora più in difficoltà mister Spalletti, puntando a ottenere un utilizzo maggiore.

Il Napoli di Ancelotti non ha delle vere e proprie riserve dato che il tecnico di Reggiolo da modo a tutti di giocare. Tra le possibili novità, il croato Marko Rog e il portiere Karnezis partirà dal primo minuto.

A dare minutaggio ad altri calciatori sarà Eusebio Di Francesco. La Roma, infatti, farà scendere in campo molti giovanissimi tra cui Alessio Riccardi e Luca Pellegrini. Il primo è un classe 2001 che tanto bene sta facendo con la Primavera giallorossa, l’altro è in pianta stabile in prima squadra. Nuovamente titolare l’oramai “veterano” Zaniolo, debutto per Mirante tra i pali.

Per caratteristiche e movimenti in molti lo paragonano all’egiziano Momo Salah, ma lui si sente semplicemente Musa Al Taamari.

Classe ’97, l’esterno offensivo della Giordania sta ben figurando in questa prima parte di Coppa d’Asia 2019 che si sta tenendo negli Emirati Arabi Uniti. La sua nazionale è a punteggio pieno dopo le prime due partite della fase a girone della competizione.

Dopo aver battuto a sorpresa l’Australia, i giordani hanno sconfitto per 2-0 anche la Siria. Sugli scudi proprio il talento di proprietà dell’Apoel Nicosia grazie a un gol e un assist contro i siriani e un altro passaggio vincente nel match del debutto contro i Socceroos.

Il dribbling e la velocità sono le armi in più del 21enne, il quale sogna il salto di qualità. In passato è stato cercato da diverse squadre europee, tra cui anche il Cagliari del patron Giulini, nella partita contro la nazionale siriana pare siano stati presenti diversi osservatori, anche quelli della Fiorentina.

Un osservatore dei viola è venuto a vedermi contro la Siria nella partita che abbiamo giocato negli Emirati Arabi. C’erano diverse squadre a seguirmi, ma la Fiorentina era il club più importante.

Un futuro dunque in Italia. Beh non è da escludere dato che la viola è sempre alla ricerca di nuovi talenti e non sarebbe la prima volta perPantaleo Corvino che in Italia ne ha portati di calciatori dell’est.
In passato, quando era al Lecce, due come Bojinov e Vucinic, ma anche nella sua prima esperienza in viola con Jovetic, Ljajic e Nastasic. Ora, ivnece, spicca su tutti il nome del difensore Milenkovic.

Se ciò dovesse accadere, Al Taamari sarà il primo calciatore giordano in Serie A. Il valore di mercato attuale non è altissimo però, quasi sicuramente, grazie alle buonissime prestazioni nel torneo continentale asiatico il prezzo potrà lievitare in maniera sostanziale. Proprio per questo il direttore tecnico Corvino dovrà decidere in fretta.

I ciprioti dell’Apoel Nicosia lo hanno acquistato durante lo scorso mercato estivo, prelevandolo dai giordani del Shabab Al-Ordon che lo aveva girato in prestito anche ai più blasonati dell’Al-Jazeera di Amman.

Quest’anno ha trovato quella continuità che gli hanno permesso di essere notato. Con l’Apoel ha giocato 11 partite in campionato, segnando 7 reti, oltre a sei partite di qualificazione all’Europa League (con un assist) e due di qualificazione alla Champions League.

Con la sua nazionale ha disputato 21 partite, in cui ha messo a segno 4 reti, una proprio contro la Siria e un’altra il 28 dicembre scorso contro la Cina in un match d’amichevole prima della Coppa d’Asia.

Tornare dove tutto è cominciato.

Manolo Gabbiadini ha detto sì alla Sampdoria, squadra in cui ha giocato dal 2013 al 2015 e con cui ha fatto il grande salto nel panorama calcistico italiano.

L’attaccante bergamasco ha voluto fortemente il club blucerchiato, così come forte è stato l’interesse della Samp che ha sbaragliato la concorrenza di Real Betis, Schalke 04 e Fiorentina per riprenderselo.

Gabbiadini lascia il Southampton dopo meno di due anni in cui ha disputato 60 partite tra campionato e coppe, realizzando 12 reti. A Genova arriva in prestito a tre milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a nove. Firmerà un contratto fino al 2024 a 1,5 milioni di euro a stagione.

In Premier League è stato apprezzato soprattutto al suo arrivo in cui ha regalato gioie ai tifosi Saints. Il suo primo gol lo ha siglato al debutto dopo appena 13 minuti dal fischio d’inizio contro il West Ham in Premier League.

Gli inglesi lo hanno strappato dal Napoli nel gennaio del 2017 per 17 milioni di euro. La decisione di lasciare l’Italia e il Napoli è stata condizionata dal suo scarso utilizzo da parte dell’ex tecnico azzurro, Maurizio Sarri.

Col ritorno a Genova, l’attaccante proverà a riconquistare minuti in campo, persi negli ultimi mesi, e perché no anche il feeling davanti alla porta. Il clima e i tifosi del Marassi gli daranno la giusta spinta per riprendersi la scena. Ad aiutarlo, inoltre, ci sarà anche Fabio Quagliarella.

Con la maglia blucerchiata, Gabbiadini ha realizzato 15 gol in 47 presenze in due stagioni, prima del trasferimento al club di De Laurentis. Il suo arrivo, molto probabilmente, prevede una partenza, forse Defrel.

Il tecnico doriano Giampaolo cercherà di valutare primo lo stato fisico dell’attaccante e piano piano lo lancerà anche alternandolo con Caprari. La Samp avrà bisogno anche dei gol di Gabbiadini se vuole puntare a un posto in Europa per la prossima stagione. Un buon rendimento sarà positivo anche in ottica nazionale, Roberto Mancini preferisce l’abbondanza di uomini ed è anche per questo che Manolo Gabbiadini ha scelto nuovamente Genova.

Da quasi sessant’anni le figurine Panini fanno parte del calcio italiano e internazionale. L’azienda modenese, nonostante la tecnologia e il digitale, resta ancora un punto fermo che accomuna grandi e piccoli.

Il “celo manca” sono vocaboli diventati d’uso comune  oramai da decine di anni, così come il baratto di figurine. Scambiarsi le proprie figurine magari per ottenere un campione come Ronaldo, o semplicemente per completare l’album della stagione, sono solo alcune delle tradizioni legate alla Panini.

Nata nel 1961, la casa editrice si appresta a festeggiare un traguardo importante. Anni ricchi di successi, come il 2018. Grazie alla stampa delle figurine per il Mondiale di Russia, l’azienda ha avuto un incremento di 536 milioni di euro rispetto al 2017, raggiungendo quasi il muro del miliardo.

Gli anni passano e Panini resta, anzi migliora sempre di più. La prima stagione, quella del 1961/62, era con il milanista Nils Liedholm in copertina.

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Copertina album Panini 1961/62 con Nils Liedholm con la maglia del Milan

 

Dalla prossima stagione tornerà la Premier League. Potremo ammirare tutti i campioni del campionato più bello del mondo.
Un ritorno dopo 27 anni, era infatti la stagione 1992/93 quando venne pubblicato il primo album dedicato alla neonata lega inglese.

L’edizione di quest’anno non poteva che avere al centro di tutto Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese è il primo a spuntare nel nuovo album e guida via via tutti gli altri calciatori rappresentativi dei propri club.

Tra le novità: le pagine dedicate alla Nazionale Under 21 e alla Nazionale femminile. Di queste ultime oltre a 15 figurine in maglia azzurra, ce ne sono anche 12 dedicate alle squadre della Serie A femminile.

Ma come si crea una figurina?

Il procedimento, nonostante siamo in epoca digitale, è legato alla fotografia. C’è chi come Giovanni Trapattoni proprio grazie alle figurine ha potuto rivivere e ripercorrere tutta la sua grande carriera.

L’azienda modense è sicuramente parte della storia del calcio italiano. Il 15 gennaio prossimo sarà il 69° anniversario della rovesciata di Carlo Parola. Il gesto tecnico del difensore della Juventus contro la Fiorentina, che è, tuttora, il simbolo dell’album Panini.

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La rovesciata di Parola in Juventus – Fiorentina del 15 gennaio 1950

Sono due colpi importantissimi: Aaron Ramsey e Diego Godin, i primi acquisti di Juventus e Inter di questa sessione di mercato invernale.

In verità i due arriveranno a costo zero il prossimo giugno, così da essere protagonisti dalla prossima stagione. Un affare per entrambi i club, un po’ di amarezza per quei fantallenatori  che speravano in un loro arrivo già a gennaio per poter puntare su di loro e sistemare centrocampo o difesa.

Il gallese è stato il primo vero colpo di Paratici dopo la partenza di Marotta, l’uruguaiano è stato il primo acquisto nerazzurro con Marotta amministratore delegato dell’area sportiva. Un intreccio che vede ancora protagoniste Juventus e Inter.

AARON RAMSEY

Classe 1990, Aaron Ramsey è un grande innesto per i bianconeri, sempre in cerca di grandi campioni dopo l’arrivo di Ronaldo l’estate scorsa. Il centrocampista gallese è stato ed è tuttora uno degli uomini più rappresentativi dell’Arsenal. A Londra è arrivato da giovanissimo nel 2008, anche se dal 2011 è rimasto in pianta stabile tra le file dei Gunners.

Il suo valore di mercato è di 40 milioni di euro ed è per questo che per la Juventus è stato un affare. Con la maglia dell’Arsenal ha avuto un equilibrio tra gol e assist realizzati quasi perfetto. In 355 apparizioni ha messo a segno 62 reti e 63 assist (38 gol e 51 assist in Premier). Dal bonus facile il gallese sarà sicuramente uno dei centrocampisti più tirati alle prossime aste fantacalcistiche. Il 7 ottobre scorso ha regalato perle come questa nel derby contro il Fulham

Da qualche anno però si parla anche di “maledizione” dei gol di Ramsey. Se per i tifosi le sue reti sono una gioia, dall’altra fanno tremare il mondo intero, questo dovuto a bruttissime coincidenze legate alle reti messe a segno dal calciatore gallese. Maledizione partita dal 2009, ma che ovviamente non preoccupa i tifosi bianconeri.

DIEGO GODIN

Per sperare di ottenere il modificatore di difesa, beh allora l’anno prossimo potrete far affidamento su Diego Godin. All’Inter il difensore uruguaiano porterà sicuramente affidabilità ed esperienza internazionale. Se l’Atletico Madrid negli ultimi anni è una delle difese più rocciose d’Europa il merito è soprattutto del suo capitano. A quasi 33 anni è ancora molto affidabile ed è sicuramente un gran acquisto per i nerazzurri, i quali quasi sicuramente perderanno Miranda e Ranocchia, e con il dubbio Skriniar.
Godin, inoltre, è anche molto corretto e quindi pochi malus. In 484 presenze: 108 cartellini gialli, 3 doppie ammonizioni e 5 espulsioni.
I Colchoneros subiscono pochi gol e così i nerazzurri potranno continuare sulla scia di quest’anno dove il reparto arretrato sta ben figurando. Con5 clean sheets, è uno dei migliori d’Europa.  L’uruguaiano, inoltre, da un buon supporto anche in fase realizzativa: quest’anno sono già due i gol messi a segno.

Il popolo napoletano è legato alle tradizioni ed è anche un po’ scaramantico, soprattutto in ambito calcistico.

La parola scudetto riecheggia da diversi anni tra le strade della città partenopea, grazie a delle stagioni sorprendenti sul campo. La società, per questo motivo, ha fatto un altro passo importante per continaure a essere ai vertici della Serie A stipulando un nuovo contratto di sponsorizzazione. Contratto che fa fare un salto indietro di trent’anni, l’era dei successi conquistati con Diego Armando Maradona.

Il brand che sarà sulla maglia azzurra a partire dalla prossima stagione è Mars, storico sponsor all’epoca della Coppa Uefa 1988/89 e del secondo scudetto del 1989/90. Dolci ricordi per i tifosi napoletani che, ovviamente, non possono che sognare ancora di più con il ritorno di questa partnership.

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I festeggiamenti del Napoli dopo la vittoria della Coppa Uefa

Era l’epoca di Careca, Alemao e Maradona, era l’epoca dell’attuale allenatore azzurro, Carlo Ancelotti, calciatore del Milan, era l’epoca in cui il calcio italiano era uno dei più belli del mondo.

Riproporre l’accoppiata Napoli – Mars è un gioco di ricordi che riaffiorano non solo nelle menti del tifoso napoletano, ma anche per l’amante del calcio. È più che palese quanto abbia inciso nel mondo del pallone il Napoli di Maradona e del san Paolo gremito per gustarsi le magie del Pibe de Oro. Nelle ultime stagioni quel pubblico è nuovamente presente tanto da essere tra le tifoserie più calde d’Europa.

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Scontro di gioco tra Maradona e Ancelotti in un match di Serie A del 1990/91

L’accordo è stato firmato poco dopo l’eliminazione dalla Champions League tra il club napoletano e Mars – M&M’s che saranno “Official Chocolate Snack”.

Mars è stato lo sponsor di uno dei video più famosi dedicati a Maradona, la clip registrata nel prepartita della semifinale di ritorno di Coppa Uefa tra Bayern Monaco – Napoli in cui il numero 10 argentino si riscaldò al ritmo di Live is life, e fu delirio.

La società guidata da De Laurentis, negli ultimi anni, sta facendo il possibile per riportare a Napoli i successi che oramai mancano da troppo tempo. Successi che, per scaramanzia, non vengono nominati ma che si sa quali sono.

Mancano da oltre un mese i tre punti in casa Udinese e al Friuli oggi c’è una buonissima occasione per far gioire i tifosi e per chiudere l’anno nel migliore dei modi.

I ragazzi di mister Nicola ospitano il Cagliari di Maran. Le due squadre si sfidano con morale diversi, i bianconeri nel boxing day hanno ottenuto un misero pareggio contro la Spal a Ferrara, mentre i sardi hanno battuto il Genoa per 1-0 con gol dell’attaccante brasiliano Farias.

Quello che, invece, è mancato ai friulani sono stati proprio i gol dei suoi attaccanti. Perché all’ultima giornata d’andata il capocannoniere è De Paul con sei reti e tre assist, ed è un centrocampista.
Sono mancati i gol di Kevin Lasagna, l’attaccante è partito discretamente nelle prime giornate di campionato ma poi è rimasto fermo a tre marcature.

Della sua prima positiva parte di stagione si è accorto anche il commissario tecnico della nazionale, Roberto Mancini, il quale lo ha convocato per le partite di Nations League e per le amichevoli. Alla chiamata azzurra la punta ha risposto presente e ha contribuito alla permanenza in Lega A, grazie all’assist per il gol di Biraghi allo scadere di Polonia – Italia.

Alla Dacia Arena la punta ex Carpi ha la ghiotta occasione di regalare qualche bonus ai fantallenatori che hanno puntato su di lui in rosa. L’assenza dell’argentino De Paul si sentirà e mister Nicola dovrà adottare altre soluzioni per trovare la strada per un gol che a Lasagna manca da tre partite. L’ultima rete, infatti, risale alla partita casalinga contro l’Atalanta persa per 3-1.

Aumentare il bottino delle marcature per un attaccante è sempre importante, anche se, come ha già ribadito lo stesso Lasagna, l’importante sono i tre punti contro una diretta avversaria per la salvezza.

Sfruttare il fattore campo dev’essere fondamentale per una squadra che si gioca tutto per restare in Serie A ed è per questo che servono i gol di Lasagna.

Pochi si aspettavano un girone d’andata ad alti livelli e invece così è stato. Il Parma, dopo aver ottenuto tre promozioni di seguito, in questa stagione ha ben figurato e sorpreso anche in Serie A.

Merito è sicuramente dell’allenatore Roberto D’Aversa, giunto nella provincia emiliana nel dicembre 2016 dopo l’esonero di Luigi Apolloni, il quale è stato uno degli artefici della promozione in Serie B e l’anno scorso è arrivata la A.

Il grande salto non ha spaventato la società che ha dato fiducia al tecnico nato a Stoccarda ma cresciuto a Pescara. In queste prime 17 giornate i crociati hanno ottenuto 22 punti e in classifica sono alla posizione numero 12.

Il merito sta nei calciatori e nella dirigenza che ha avuto mezzi e abilità per creare una squadra competitiva per la massima serie.

Tra le piacevoli sorprese sicuramente l’ivoriano Gervinho. I ducali hanno scommesso su di lui, riportandolo in Italia dopo due anni di Cina all’Hebei Fortune. In molti pensavano in un investimento sbagliato per un calciatore che, seppure ancor 31enne, oramai finito fuori dal calcio che conta.

Per quello fatto finora, l’ivoriano ha pienamente dimostrato di poter essere ancora protagonista in Serie A dopo le bellissime stagioni trascorse a Roma con Rudi Garcia in panchina.

In undici presenze quest’anno la Freccia Nera ha messo a segno cinque reti risultando spesso come migliore in campo grazie alle sue sgroppate ubriacanti (se lo ricordano bene i calciatori del Cagliari).

La sua assenza delle ultime settimane ha pesato molto sui risultati dei ducali e oggi, in vista della trasferta di Firenze contro la Viola, la sua presenza è ancora in dubbio. Mister D’Aversa vuole preservarlo per evitare rischi di ricadute, quasi sicuramente non partirà titolare negli undici iniziali ma il tecnico potrà concedergli qualche minuto a partita in corso. Durante gli ultimi match i gialloblù hanno avuto un po’ di difficoltà a trovare la via del gol ed è per questo che serve il miglior Gervinho.

In campo è assente da due mesi e sarà anche out questa sera nel match contro la Juventus all’Allianz Stadium di Torino. Alla Roma manca tanto Daniele De Rossi e a De Rossi manca tanto la Roma.

I giallorossi, senza il capitano, stanno vivendo un brutto periodo stagionale sia in campionato che in Champions League (nonostante il passaggio del turno). L’anima del leader della squadra si sente in campo e mai come ora sarebbe stata utile per i compagni, soprattutto contro i bianconeri.

Da quando la società guidata dal presidente Agnelli ha lo stadio di proprietà, la Roma non ha mai vinto e con De Rossi out è tutto ancora più complicato.

Il rientro del centrocampista giallorosso è lontano, per quello che è l’infortunio più grave della sua carriera. Riguardo il suo ritardo la Roma ci scherza su, piazzando il capitano nel videoclip natalizio proprio come ultimo arrivato anche alla festa natalizia.

Ho subito una lesione grave alla cartilagine del ginocchio. Sarebbe gravissimo se si dovesse rompere ancora a trentacinque anni. Ci vuole tempo, ho ripreso a correre e a calciare ma sono ancora indietro.

Aleggia un po’ di pessimismo riguardo la sua piena guarigione e nella mente del capitano inizia a farsi più presente e costante l’idea del ritiro.

In effetti difficilmente De Rossi arriverà a 40 anni sul campo così come è capitato all’ex leader Francesco Totti. Tuttavia, a differenza del grande numero 10, Daniele ha intenzione un giorno di diventare allenatore, perché non riuscirebbe a staccarsi dal campo e spostarsi dietro la scrivania.

Una cosa è certa quando quel giorno arriverà, il popolo romanista piangerà come già successo con Totti. Il numero 16 giallorosso è al suo quasi 18esimo anno di attività con addosso sempre la stessa maglia. L’esordio è avvenuto in una partita di Champions League contro l’Anderlecht il 30 ottobre 2001, con Fabio Capello allenatore. Dopo quel match, ne sono susseguiti altri 604, oltre a 117 presenze con la maglia della nazionale azzurra.

Il desiderio, quindi, è quello di seguire le orme di papà Alberto, attuale tecnico della Roma Primavera. È un grande conoscitore di calcio soprattutto a livello giovanile.

Ho sempre avuto il sogno di fare l’allenatore e quando smetterò, la fine della carriera so che è vicina, farò il grande passo. Mio padre dice che è un lavoraccio, ma da lui imparerò molto. Non so se sarò bravo, ma sicuramente viaggerò e studierò per imparare.

È sicuramente dalla parte di De Rossi, l’ex portiere brasiliano Doni, il quale ribadisce che in futuro sarà un grande mister dato che si è sempre esposto, soprattutto nei momenti più difficili, in difesa dei compagni.

In occasione di Lazio-Cagliari, lunch match di sabato 22 dicembre 2018, il mister dei biancocelesti taglierà il traguardo della 100 gare in Serie A.
E’ quanto fa sapere FootStats.it, realtà specializzata in statistiche del calcio italiano, che ha provato a riassumere con i numeri la carriera nel massimo torneo italiano di Simone Inzaghi.

OLTRE IL 50% DI SUCCESSI

In 99 gare di Serie A, tutte alla guida della Lazio, Inzaghi ha raccolto 53 vittorie (53,5%), 20 pareggi (20,2%) e 26 sconfitte (26,3%). In sostanza, per 73 volte è riuscito a raccogliere punti (73,7%).
Il bilancio di Inzaghi in casa
27 vittorie
9 pareggi
13 sconfitte
36 match a punti

Il bilancio di Inzaghi fuori casa
26 vittorie
11 pareggi
13 sconfitte
37 match a punti

La Lazio 2018/2019 viaggia a circa 1,5 punti/match.
Nel 2015/2016, anno d’esordio, il ritmo tenuto fu di 1,7; nel 2016/2017 di 1,8; nel 2017/2018 di poco sotto gli 1,9 punti/match.

AFFRONTATE 25 SQUADRE CON 4 TABÙ E LA POSSIBILITÀ DI FARE 200

Dall’Atalanta all’Udinese Simone Inzaghi ha incrociato uomini e schemi con 25 club in Serie A. Il bilancio è positivo, somma di vittorie e pareggi maggiore rispetto al numero delle sconfitte, in 21 circostanze.
Le squadre che possiamo definire problematiche da affrontare sono quattro. In rigoroso ordine alfabetico rispondono ai nomi di: Inter, Juventus, Napoli (vero e proprio tabù, mai battuta a oggi) e Roma.
Al contrario, le società contro cui il mister piacentino ha raccolto soltanto trionfi ammontano a nove: Benevento, Carpi, Empoli, Frosinone, Hellas Verona, Palermo, Parma, Pescara e Udinese.

Curiosità: i gol marcati dalle sue Lazio ammontano a 198. Se in occasione della centesima panchina arrivassero anche due o più reti…

I MISTER AVVERSARI SONO A QUOTA 39

Fu Walter Novellino a tenere a battesimo Inzaghi su una panchina di Serie A. Palermo-Lazio, 32esima giornata del 2015/2016, terminò col punteggio di 0-3. Era il 10 aprile 2016. Poi sono arrivati altri 38 mister per avversari. Da Allegri, contro cui mai ha pareggiato in 6 incroci, a Zenga, affrontato 2 volte con un bilancio di 1 successo e 1 segno X.

 

Note di lettura: V = partite vinte dalle squadre allenate da Inzaghi; X = partite pareggiate dalle squadre allenate da Inzaghi; P = partite perse dalle squadre allenate da Inzaghi