Calcio

Esonerare Spalletti? I numeri stanno dalla sua parte

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Dura la vita dell’allenatore, specie se siedi sulla panchina dell’Inter. Un ambiente mai facile da gestire, un pubblico sempre esigente che riesce a darti una grande carica ma ti fischia se le cose non vanno come dovrebbero.

È quello che sta succedendo alla squadra nerazzurra e al mister Luciano Spalletti. L’Inter, complice il solo punticino nelle prime tre giornate del girone di ritorno e l’uscita dalla Coppa Italia, è nuovamente sotto i riflettori con critiche nel gioco e nei risultati.

A esser criticato è senza dubbio il tecnico di Certaldo che, nonostante siano state smentite qualsiasi voce d’esonero, sicuramente non sta vivendo un bel momento della sua carriera. Spalletti, infatti, pare abbia perso un po’ il controllo dello spogliatoio. In questo 2019 la squadra è ancora in letargo. Zero gol segnati in campionato e solo uno messo a segno in Coppa Italia al 120esimo minuto e su rigore. Icardi, inoltre, in Serie A è a secco dal 29 ottobre.

Ma è tutta colpa di Spalletti? I numeri cosa ci dimostrano?

Classifica alla mano, l’Inter è ancora terza a + 4 sul Milan. Statisticamente parlando, il mister nerazzurro dovrebbe essere saldo sulla panchina, almeno fino a fine stagione.

Dal sitodi  transfermarkt si può evincere che sinora il tecnico ha disputato 70 partite: vincendone 36, pareggiandone 18 e perdendone 16, per una media punti di 1,80. Un dato che si piazza al quarto posto dopo le due esperienze alla Roma e allo Zenit San Pietroburgo.

La media punti dell’allenatore Spalletti

Sicuramente il paragone con l’ultima panchina giallorossa è nettamente inferiore perché, nonostante i bisticci con Totti, il tecnico con la Roma ha disputato 75 match: con 50 vittorie e una media punti da 2,15. Un dato più che positivo e che, in altre stagioni, sarebbe valso lo scudetto, se non ci fosse stata la Juventus dei record.

Risultati immagini per spalletti roma 2017
La seconda avventura sulla panchina della Roma

Quella Roma, rispetto alla sua Inter, subiva leggermente più gol (1,11 in media contro 0,93), ma ne segnava decisamente oltre (2,28 contro 1,69 dei nerazzurri).

Per un allenatore i numeri e i risultati sono fondamentali per il proseguo di un lavoro. Per Spalletti il posto in Champions e andare avanti in Europa League sono tappe necessarie.

I dati ribadiscono un Spalletti che, nelle ultime esperienze, ha perso la panchina solamente in Russia. Nel marzo 2014, nonostante fosse secondo in classifica con una media di quasi 2 punti a partita, la società lo ha esonerato.

In passato, durante le sue prime apparizioni da allenatore, ha avuto annate negative con Sampdoria e Venezia.

I numeri ci sono e, per ora, la società nerazzurra non manderà via Spalletti. Intanto contro il Parma sarà un amtch delicatissimo.

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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