Basket

L’Italbasket con sindrome di down è Campione del mondo

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La Nazionale di basket con sindrome di down ce l’ha fatta. I ragazzi di coach Giuliano Bufacchi sono campioni del mondo, dopo aver già conquistato gli Europei lo scorso anno. L’Italia si è imposta nel torneo in corso a Madeira, in Portogallo, sconfiggendo in finale i padroni di casa per 22-13. Stesso avversario dei campionati europei 2017 e medesimo epilogo. Una vittoria prestigiosa e meritatissima per una squadra che ormai è una conferma ad alti livelli.

Leocata, Silesu, Spiga, Ciceri, Lafornara, Venuti. A guidarli l’allenatore Mauro Dessi e il tecnico Giuliano Bufacchi. Sono i nomi dei neo campioni del mondo celebrati su facebook dal Comitato Italiano paralimpico che rende omaggio, nome per nome, ai protagonisti di una bellissima pagina per lo sport azzurro. Sulle orme di Belinelli e Bargnani, Datome e Gallinari, anzi meglio visto che le nostre stelle Nba, presenti e passate, non hanno mai conquistato il titolo iridato a livello di Nazionale

Dopo l’Europeo questa squadra porta a casa anche il titolo mondiale. Complimenti agli atleti, allo staff e alla Fisdir Federazione Vogliamo farglielo un applauso?» Luca Pancalli, presidente Comitato paralimpico

Coach Bufacchi è nella Fisdir (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali) dal 2010, dopo aver allenato le squadre giovanili normodotate. Qualche mese fa ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair:

Ci vuole molta pazienza. Poche parole, ma chiare. Linguaggio lento con i gesti e ripetere, ripetere, ripetere. Quando lo capiscono lo fanno con metodicità. Anche in partita ripetono esattamente i gesti dell’allenamento

I Mondiali per atleti con sindrome di down, in programma in Portogallo, non sono solo dedicati alla pallacanestro. Sono un vero e proprio torneo multidisciplinare con basket, atletica leggera, tennistavolo dedicato alla categoria C21 (disabilità intellettivo relazionale “down”) con la partecipazione di circa 300 atleti che arrivano da 21 nazioni di tutto il mondo.

 

 

 

 

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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