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“Il massacro di San Valentino”: Jake LaMotta ai piedi di Ray Robinson

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Il pugilato o la boxe, se vogliamo dare un accento internazionale, è una miniera d’oro di istantanee in bianco e nero o a colori di storie legate a imprese o sconfitte all’interno del ring. Se molti appassionati hanno stampato nei loro occhi l’immagine di Muhammad Alì che sovrasta dominante Sonny Liston, un’altra immagine accompagna la carrellata di foto: Jake LaMotta grondante di sangue in volto, distrutto, che si appoggia sfinito sulle corde.

Giacobbe La Motta, nato a New York il 10 luglio 1921 e morto a 96 anni in Florida il 19 settembre 2017 a causa di una polmonite, è stato uno dei pugili statunitensi più rappresentativi, campione mondiale dei pesi medi e icona controversa (immischiato in giri legati alla mafia all’interno del pugilato) al punto da ispirare il regista Martin Scorsese la realizzazione nel 1980 del film Toro scatenato, una delle pellicole più riuscite anche grazie alla grande interpretazione di Robert De Niro che vinse anche l’Oscar.

Di origine italiana – il padre, infatti, era nato a Messina – Jake LaMotta ha avuto diversi soprannomi come da copione nell’universo della boxe: Torno scatenato, come detto, e il Toro del Bronx. Ha disputato 106 incontri, vincendone 83 (di cui 30 per Ko), pareggiandone quattro e perdendone 19 (quattro Ko). LaMotta conquistò il titolo mondiale il 16 giugno 1949 a Detroit, strappandolo al francese Marcel Cerdan, un altro pugile da film, così bello e sfrontato da far impazzire d’amore la cantante Edith Piaf: la rivincita, fissata per dicembre, non ebbe mai luogo, perché Cerdan morì in ottobre in un incidente aereo alle Azzorre, mentre era diretto a New York per incontrarsi con la sua amante.
LaMotta difese la corona contro l’italiano Tiberio Mitri e il francese Laurent Dauthuille, ma il 14 febbraio 1951 fu costretto alla resa da Sugar “Ray” Robinson, in un match passato alla storia come il “Massacro di San Valentino”.

14 febbraio 1951, al Chicago Stadium, si affrontano Sugar “Ray” Robinson e Jake LaMotta. In palio, il titolo mondiale dei pesi medi. Non una sfida inedita, anzi: i due si conoscevano molto bene essendo, infatti, la sesta volta che si ritrovavano uno contro l’altro sul ring. Nei precedenti incontri, Robinson aveva trionfato per quattro volte, mentre l’italo-americano, che tra l’altro fu il primo a sconfiggere Ray, aveva trionfato nel secondo incrocio.

Il match è durissimo e quella foto che immortala LaMotta esausto è la reale testimonianza: Jake aggredisce, va sotto, ma Robinson non concede nulla e risponde con jab e combinazioni di ganci e montanti. Poi, la svolta arriva all’undicesimo round: Robinson esplode, carica LaMotta e lo massacra con colpi accaniti. Alla ripresa numero 13, l’arbitro, vedendo le condizioni di Toro scatenato, decreta la fine della sfida.

Toro scatenato fino alla fine.

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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