Warning: stripos() expects parameter 1 to be string, array given in /home/customer/www/mondiali.it/public_html/wp-includes/functions.wp-styles.php on line 90

Warning: trim() expects parameter 1 to be string, array given in /home/customer/www/mondiali.it/public_html/wp-includes/functions.wp-styles.php on line 101
Le tre grandi sorprese nella storia degli Europei
Calcio

Le tre grandi sorprese nella storia degli Europei

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

EURO 2004: Grecia, la vittoria a sorpresa degli sfavoriti

Le qualificazioni si svolsero fra settembre 2002 e novembre 2003 e ne presero parte cinquanta squadre divise in dieci gruppi da cinque, con sfide andata-ritorno. Le prime di ogni girone si qualificarono direttamente ad Euro 2004, mentre le seconde disputarono gli spareggi. Le sedici squadre qualificate furono suddivise in quattro raggruppamenti. Nel Gruppo A i padroni di casa del Portogallo, guidati da Figo, Rui Costa e dal giovane Cristiano Ronaldo, trovano i cugini della Spagna di Raul, Xavi, Puyol, Torres e Morientes, l’indecifrabile Russia e l’outsider Grecia. Ma proprio gli ellenici sorprendono clamorosamente il Portogallo nella prima giornata: finisce 1-2 per Karagounis e compagni, sintomo che non vi sarà nulla di scontato nel girone. Lusitani che poi vinceranno le sfide con Spagna e Russia, vincendo il girone a 6 punti; sorprende negativamente la Spagna, che invece conclude a quota 4, proprio come la Grecia, che grazie ad una migliore differenza reti, passa clamorosamente il turno a scapito delle furie rosse.

Il Gruppo B vede Francia e Inghilterra nettamente favorite su Croazia e Svizzera e verdetto confermato al termine delle partite del girone: qualificate Francia ed Inghilterra. Il Gruppo C è quello dell’Italia in compagnia della Svezia dell’emergente Ibrahimovic, la Danimarca e la debole Bulgaria. Italia favorita, ma gli azzurri si mettono nei guai da soli: nonostante una rosa fortissima non riesce a superare la Danimarca all’esordio, e nella seconda gara con la Svezia, il risultato finale è 1-1. La classifica si mette in un modo strano, dal momento che nell’ultima giornata un 2-2 tra Svezia e Danimarca ci eliminerebbe. E così sarà: Italia a casa grazie al biscotto nordico.

L’ultimo girone è il più temibile con Germania, Olanda e Repubblica Ceca giocarsi i due posti con la Lettonia come sparring partner. La Repubblica Ceca sorprende tutti e fa punteggio pieno; tra Olanda e Germania sono gli oranges ad avere la meglio, centrando il secondo posto a quota 4.

Il percorso della Grecia dai quarti alla conquista del titolo: quarti di finale Francia-Grecia, sulla carta, non doveva avere storia: i transalpini sono i campioni uscenti, ma è il greco Charisteas che confeziona la sorpresa ai galletti, scatenando la festa di Atene. In semifinale Grecia contro la corazzata Repubblica Ceca, sembra non esserci speranza per gli ellenici, eppure finisce 0-0 dopo 90 minuti e, ai supplementari, è Dellas che indovina la capocciata su calcio d’angolo ed è con un silver gol che la Grecia va in finale.

La finale è Portogallo-Grecia: tutti pensano che il tifo di casa possa trascinare Figo e compagni alla vittoria; tuttavia, la Grecia, come in semifinale, si barrica ordinatamente in difesa fin dall’inizio. I giocatori portoghesi ci provano in tutti i modi ma non trovano la rete; gli ellenici, invece, sfruttano al meglio un corner al 60’, quando Charisteas batte il portiere protoghese sul tempo e sigla il gol-partita e il primo titolo europeo per la Grecia.

E chi l’avrebbe mai detto che l’Islanda sarebbe arrivata così lontano?

All’Europeo 2016, la squadra a spiccare su tutte è stata l’Islanda, perché andava oltre il classico “Davide contro Golia”: si fa sempre il tifo per i più deboli, ma per un popolo così ti esalti. Su 330 mila abitanti ne ha portati il 10% in Francia a seguire la propria nazionale e la storica vittoria con gli inglesi inventori del calcio ha avuto uno share del 98% alla tv. Il team risalta all’occhio degli spettatori per il suo stile di gioco senza opposizioni e non cedendo mai al nemico. L’Islanda in questo Europeo, è una delle sorprese più belle e il suo popolo sono la parte più bella di quest’Europeo, cominciato con i terribili scontri di Marsiglia tra gli hooligan inglesi, russi e francesi e proseguito con i meravigliosi cori irlandesi (cattolici e protestanti) e il geyser-sound dei vichinghi.  Ai gironi l’Islanda pareggia con Portogallo e Ungheria, ma ha la meglio sull’Austria per 2 a 1 e si qualifica ai quarti dove incontra l’Inghilterra. Gli inglesi se la ricordano ancora oggi quella partita! Finisce 2 a 1 per gli islandesi che insegnano come si gioca a calcio a chi lo ha inventato. L’avventura termina in semifinale con la Francia che si impone per 5-2, ma questo europeo rimane indelebile nelle menti di tutti e 330.000 abitati dell’Islanda.

La prima grande sorpresa ad un Europeo fu la Danimarca nel 1992

La prima grande sorpresa della storia di questo torneo fu la Danimarca negli Europei del 1992, che approdò direttamente alla fase finale perché nel suo girone di qualificazione era arrivata alle spalle della Jugoslavia ma il conflitto che da anni scuoteva le varie etnie slave, si è pian piano trasformato in guerra e la Fifa non può quindi far partecipare la Jugoslavia agli Europei.  Danimarca, squadra solida, ma alle prese con qualche problema interno. Come il “gran rifiuto” di Miki Laudrup, che ha abbandonato la nave per evidenti dissensi con il Ct Richard Møller-Nielsen. «La mia Nazionale si chiama Barcellona», ha chiarito Michael prima dell’abbandono definitivo, avvenuto dopo la partita di Belfast contro l’Irlanda del Nord. Nella quale il tecnico, mal sopportato anche dalla stampa nazionale, aveva “osato” sostituire in un sol colpo la famiglia Laudrup al completo. Temerario. E naturalmente sotto esame, alla grande kermesse svedese.

Il percorso della Danimarca nel primo girone: Inghilterra subito eliminata, ottennero due pareggi prima di una sconfitta contro i padroni di casa della Svezia. Analoga sorte toccò alla Francia, anch’essa capace di conquistare soltanto due punti: l’accesso alle semifinali interessò svedesi e danesi, ripescati all’ultimo momento. L’altro girone fu invece vinto dai Paesi Bassi, con due punti di margine sui tedeschi.

Il primo incrocio delle semifinali oppose i campioni del mondo della Germania alla nazione ospitante, la Svezia, risolvendosi in una vittoria della Mannschaft per 3-2. L’altra semifinale vide la Danimarca rinfrancare il proprio ruolo di outsider, piegando ai rigori gli olandesi di Marco van Basten.

La finale vede un grande trionfo della Danimarca, che si impose per 2-0 sui tedeschi e si aggiudicarono il primo trofeo della loro storia.

Chi sarà l’outsider al prossimo Europeo?

Le quote sulle outsider di Euro 2020 evidenziano il grosso margine che c’è fra il gruppetto di favorite come Francia, Inghilterra e Belgio e nazionali che tradizionalmente avevano fatto solo da spettatrici di questa rassegna, come appunto la Macedonia del Nord o ancora la Finlandia e la Slovacchia. Quanto all’Italia possiamo dire che si pone appena a ridosso del lotto delle favoritissime e siamo fiduciosi che possa avere un grande cammino nel torneo, anche perché, non si vedeva una nazionale azzurra così coesa e determinata da tantissimi anni.
Non ci resta che aspettare l’11 giugno per il calcio di inizio degli Europei.

 

 

Redazione mondiali.it

Comments are closed.