Tag

fifa

Browsing

Si infrange contro l’Olanda il sogno Mondiale dell’Italia. Le #RagazzeMondiali sono state sconfitte dai calci piazzati delle orange. Il tutto si è rotto in dieci minuti ed entrambi da calcio di punizione: prima con la bomber Vivianne Miedema e poi dalla centrale van der Gragt.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Grazie 🇮🇹 #RagazzeMondiali 💙 per il sogno che ci avete fatto vivere. Orgogliosi di voi!👏🏻👏🏻👏🏻 #FIFAWWC #ITANED

Un post condiviso da Nazionale Femminile di Calcio (@azzurrefigc) in data:

Dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, il secondo tempo è stato di pura sofferenza per le azzurre che non sono riuscite a placare gli attacchi delle ragazze guidate dalla ct Wiegman.

La rete che ha sbloccato il match è arrivata al 70esimo da azione di calcio piazzato. Punizione dalla tre quarti di sinistra calciata bene da Spitse, Miedema ha staccato benissimo e ha mandato il pallone alle spalle dell’incolpevole Giuliani.

Il raddoppio poco dopo con la numero 3 van der Gragt che è saltata altissimo sorprendendo la difesa azzurra e la numero 1 Giuliani.

Oltre ai gol, altre nitide occasioni per le campionesse europee che, però, non sono riuscite a finalizzare anche per meriti della nostra retroguardia.

Il caldo ha sicuramente reso le cose più difficili e, a favore delle olandesi, c’è stata quell’esperienza internazionale superiore rispetto alle nostre azzurre.

Nei primi 45 minuti il possesso della palla è stato nettamente tra i piedi delle olandesi che però non hanno avuto chiarissime occasioni da rete, se non per qualche spunto delle laterali van de Sanden e Martens e una punizione di Spitse facilmente bloccata da Laura Giuliani. Le azzurre hanno invece avute due nette palle gol con Valentina Bergamaschi al minuto 18 e Valentina Giacinti al 36esimo. La laterale del Milan ha ricevuto un cross dalla sinistra di Cernoia spizzato in area da Bonansea: Bergamaschi, sola, ha provato un pallonetto che, però, non ha sorpreso van Veenendaal.
La capocannoniera della Serie A, invece, ha ricevuto palla dalla sinistra dell’area di rigore e ha provato un diagonale rasoterra mancino finito poco fuori.

ITALIA (4-4-2)
Giuliani; Bartoli (46′ Boattin), Gama, Linari, Guagni; Bergamaschi (75′ Serturini), Galli, Giugliano, Cernoia; Giacinti, Bonansea (54′ Sabatino).

OLANDA (4-3-3)
Van Veenendaal; Van Lunteren, Van der Gragt, Bloodworth, Van Dongen; Groenen, Van de Donk, Spitse; Van de Sanden (56′ Beerensteyn), Miedema (87′ Roord), Martens.

Ragazze fuori con tanto onore e siamo convinti che questo sia solo il primo step per un grande futuro.

Si è conclusa la prima parte del Mondiale femminile di Francia2019. Un torneo che sta regalando grandissimi spunti sia tecnici che sociali.

Calciatrici dalle grandi qualità con i piedi e un grande impatto mediatico, hanno fatto sì che di questa Coppa del Mondo se ne parli per anni.

Sono state due settimane intense quelle trascorse finora in cui ci sono state bellissime partite, dal grande furore agonistico e con una fantastica cornice di pubblico, sia sugli spalti che dalla tv di casa.
Sono stati abbattuti record sportivi storici e le migliori calciatrici hanno messo in mostra tutte i loro talenti e le loro qualità.

Noi di Mondiali.it abbiamo voluto cogliere 5 dei momenti più belli di questo Campionato del Mondo finora.

LE AZZURRE E GLI ITALIANI

Sicuramente tra le squadre che hanno sorpreso in positivo c’è l’Italia con le nostre #Ragazzemondiali che, contro ogni pronostico iniziale, sono riuscite a qualificarsi agli ottavi come prime del girone. Un gruppo unito con tanta tecnica nelle nostre calciatrici e un pubblico che ha spinto le azzurre più di quanto si possa credere.

Risultati immagini per italia australia calcio femminile
Il feeling tra azzurre e pubblico

Barbara Bonansea e Cristiana Girelli sono state le donne copertina della fase a gironi ma, aldilà del grandissimo risultato ottenuto sul campo, ci sono importanti numeri provenienti dal pubblico. In molte partite gli stadi francesi sono pieni di tifosi, anche nel match dell’Italia, ma soprattutto un grande tifo dalla tv. Le partite delle azzurre sono state seguite da milioni di italiani, numeri superiori anche alle partite della squadra maschile del ct Mancini.

ALEX MORGAN E GLI USA
Risultati immagini per alex morgan usa thailandia
L’esultanza in una delle cinque reti della Morgan contro la Thailandia

La campionessa americana è stata una delle attrici protagoniste di questa prima scorpacciata di partite, insieme alle sue compagne. La partenza col botto contro la Thailandia ha riscritto la storia del calcio: il pokerissimo dell’attaccante californiana e la vittoria per 13-0 (partita con più gol di scarto della storia in un Mondiale di calcio). Alex Morgan come un’altra americana, Michelle Akers nel Mondiale ’91, è stata capace di gonfiare la rete per cinque volte. Il 13-0, invece, segna qualcosa di straordinario: superato nettamente il record dell’11-0 della Germania che travolse l’Argentina nel Mondiale 2007.

LE LACRIME DELLA THAILANDIA
Risultati immagini per thailand tears football
Le lacrime dalla panchina thailandese al gol contro la Svezia

Ci sono stati tantissimi pianti passati nella storia del calcio e quelle della Thailandia sicuramente ne faranno parte. Perché puoi perdere 13-0 contro gli Usa, perché ne puoi subire altre 5 contro la Svezia ma quando ne realizzi uno, il primo della storia alla prima apparizione Mondiale: sono soddisfazioni. La rete dell’attaccante Kanjana Sung-Ngoen al 91esimo è stata un’esplosione di gioia da parte della panchina che ha fatto il giro del mondo.

IL BRASILE DI MARTA
Risultati immagini per marta brazil italy
L’esultanza dopo il gol all’Italia

Le brasiliane sono passate agli ottavi trascinata dalla propria fuoriclasse, la numero 10 Marta. Una campionessa dentro e fuori dal campo. Grazie alle due reti realizzate contro Australia e Italia, l’attaccante è diventata la miglior marcatrice in un Mondiale con ben 17 reti, superando il record di Miroslav Klose, con tanto di polemica con la tv tedesca per la mancata domanda durante un’intervista.
Leader anche fuori dal campo perché ha proposto di ribattezzare lo stadio di Maceiò, da Estadio Rei Pelé a Estadio Marta Vieira da Silva. Con 111 gol in 130 presenze con la Seleção è la miglior realizzatrice della storia verdeoro.
Scalpore ha fatto la notizia del rifiuto a qualsiasi sponsor sugli scarpini, perché le offerte ricevute sono state nettamente inferiori rispetto a quelle maschili. Sulle scarpe di Marta, però, ci sono i colori rosa-azzurro della campagna Go Equal (sensibilizzazione alla parità di genere) e le mette in mostra durante l’esultanza.

LA PROTESTA DI MEGAN RAPINOE
Risultati immagini per megan rapinoe world cup hunt
Megan Rapinoe è l’unica americana a non cantare l’inno

Gli Stati Uniti sono la squadra da battere perché hanno tantissime fuoriclasse. D’altra parte, però, alcune di loro hanno fatto parlare di sé anche per temi extracalcistici. Una di queste è la capitana Megan Rapinoe: la centrocampista si è rifiutata di cantare l’inno nazionale americano nel prepartita. Un rifiuto contro le politiche discriminatorie portate avanti dal presidente Donald Trump nei confronti delle minoranze etniche.

Sarà una partita senza nessun fine a livello di qualificazione ma Thailandia e Cile vogliono lasciare questo Mondiale di Francia2019 nel migliore dei modi.

Le thailandesi, nel bene e nel male, hanno scritto pagine importanti nella loro prima Coppa del Mondo: se dolorosissima è stata la partita contro gli Stati Uniti con la sconfitta record per 13-0; lacrime di gioia sono stati quelle scese dopo il gol bandiera contro la Svezia nel 5-1 del secondo match.

Sì il gol realizzato da K. Sung-Ngoen è stato quello della storia, dopo averne subiti 17 in due partite. L’esultanza di tutta la nazionale è stata da brividi, un ricordo che difficilmente verrà dimenticato.

Pianti di felicità inquadrati e colti dalle telecamere. Lacrime soprattutto di Nualphan Lamsam, travolta dalla gioia, in panchina accanto alla ct  Nuengrutai Srathongvian.

Le lacrime di Nualphan Lamsam che abbraccia la ct thailandese Nuengrutai Srathongvian
La Lamsam non è una thailandese qualsiasi, non è solo il team manager, non è solo la presidente e amministratore delegato di Muang Thai Insurance, ma è una donna che ha investito molto nella nazionale del suo Paese, sponsorizzandola, sostenendola, finanziandola al punto di riuscire a regalarle la qualificazione a questi mondiali francesi.

Nonostante la pesante sconfitta i tifosi thailandesi sugli spalti hanno sempre sostenute le ragazze e il gol non ha fatto altro che aumentare la gioia.

Ora contro il Cile è un altro match in cui si potrà continuare a scrivere la storia.

Sarà una gran bella partita di cartello quella tra Svezia – Stati Uniti. Le campionesse uscenti sfidano le scandinave, nazionale sempre nei piani alti del calcio femminile mondiale e otto partecipazioni su otto in Coppa del Mondo.

Allo stadio Océane di Le Havre sarà sfida per chi si aggiudicherà il primo posto del gruppo F, dopo che entrambe hanno sconfitto agevolmente Cile e Thailandia.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

🇸🇪SVERIGE-USA🇺🇸 21.00 i Le Havre 👀 TV4/Radiosporten 🙏 Var hejar du ifrån? 👏 #viärsverige #fifawwc

Un post condiviso da Swedish Women’s National team (@swewnt) in data:


Contro le thailandesi, però, le Blagult hanno calato un po’ l’attenzione nel secondo tempo, subendo così lo storico gol di Sung-Ngoen.
Una partita prestigiosa per l’esperta centrocampista Caroline Seger

È un grande onore poter sfidare gli Usa in una partita che decide chi vincerà il girone! Una gara che vogliamo vincere.

Per Anna Anvegard, invece, il match sarà una bella prova fisica e mentale in cui la difesa deve cercare di fare il massimo per fermare le fortissime calciatrici americane.

Sono in cerca di vendetta!

Sì perché nel 2016 le scandinave hanno battuto le campionesse del Mondo uscenti durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro e a Le Havre può essere l’occasione giusta.

Tuttavia sarà una bella partita in cui entrambe vorranno mostrare il proprio gioco, convinte di poter essere grandi protagoniste di questo Mondiale.

La mina vagante del Girone C, alla fine, è stata proprio l’Italia. Ribaltando i pronostici della vigilia che vedevano Brasile e Australia più indirizzate a superare il gruppo e accedere agli ottavi, le ragazze della ct Milena Bertolini hanno chiuso in testa al raggruppamento, con 6 punti, gli stessi delle due compagini, ma a premiare sono stati gli scontri diretti e la differenza reti. Il Brasile, dunque, accederà agli ottavi come migliore terza nonostante la vittoria per 1-0 di rigore firmato da Marta. Nell’altra partita l’Australia trascinata da una poderosa Samantha Kerr ha demolito la Giamaica per 4-1.

Italia – Brasile 0-1 (qui sintesi completa)

Niente en-plein per l’Italia nel raggruppamento C dei Mondiali femminili. Dopo le prime due vittorie di fila, nella terza ed ultima giornata della fase a gironi, le azzurre rimediano un ko di misura con il Brasile (1-0), ma chiudono comunque al primo posto nel girone. Decide un calcio di rigore di Marta, ma è una sconfitta del tutto indolore per le ragazze di Bertolini, che nonostante l’arrivo a pari punti con Australia e le stesse brasiliane, si qualificano comunque agli ottavi di finale da prime, vista la differenza reti migliore rispetto alle altre due selezioni.

 

Australia – Giamaica 4-1

Sam Kerr trascina l’Australia al successo contro la Giamaica: a Grenoble l’attaccante australiana ha siglato quattro gol (due per tempo), necessari per piegare la nazionale africana ma non per scalzare l’Italia dal primo posto nel girone. La nazionale allenata da Ante Milicic aveva bisogno di vincere con 5 gol di scarto e sperare in un successo del Brasile per due reti di scarto contro le Azzurre. Alla fine Kerr e compagne si devono accontentare del secondo posto e il prossimo 22 giugno se la vedranno in ottavi di finale a Nizza contro la Norvegia (seconda nel gruppo A dietro la Francia).

La serata di grazia di Samantha Kerr inizia al minuto 11, quando l’attaccante dei Chicago Red Stars segna con una gran torsione di testa. Il raddoppio della numero 20 australiana arriva al 42′, sempre di testa. Nella ripresa Solaun accorcia le distanze per la Giamaica, segnando il primo gol della nazionale africana nel torneo. Le giamaicane sfiorano in un paio di occasioni il pareggio prima del “Kerr bis”: la numero 20 Ausse segna ancora al 69′ e poi all’83’, sfruttando una clamorosa papera del portiere. Australia seconda dopo il ko iniziale con l’Italia: ad aspettare Kerr e compagne in ottavi c’è la Norvegia.

Il 27 settembre 2007, in una calda e afosa notte a Hangzhou, in Cina, la Nazionale femminile americana è entrata nel Dragon Stadium forte di un’imbattibilità che durava 51 partite. Sì, esattamente 51 incontri senza subire una sconfitta. Quasi tre anni in cui hanno schiacciato chiunque davanti al loro cammino conquistando il titolo olimpico nel 2004 da aggiungere in bacheca assieme alle due Coppe del Mondo  dell’ultimo decennio del millennio.

In semifinale, contro le statunitensi c’erano le giocatrici del Brasile che, come i rispettivi omologhi maschili, negli ultimi tempi stavano e stanno sentendo la pressione delle aspettative dei proprio tifosi: dall’esaltazione alla frustrazione, da essere riconosciute a livello globale come le migliori giocatrici per espressione di gioco e talento, sul campo la storia dice invece che, in otto edizioni di Mondiali, le brasiliane non hanno ancora alzato un trofeo al cielo. Ma quel 27 settembre 2007, nonostante la corazzata americana, per la Seleção il sogno sembrava più raggiungibile.

Risultati immagini per marta vieira da silva

 

L’autogol di Leslie Osbourne e l’espulsione della centrocampista Shannon Boxx, che hanno mandato gli Stati Uniti negli spogliatoi a fine primo tempo sotto per inferiorità numero e sotto di due reti, hanno destabilizzato l’ambiente, ulteriormente degenerato dalla scelta del ct Greg Ryan di lasciare in panchina la promessa Hope Solo e di affidare i pali alla più esperta e veterana Briana Scurry, la quale solo a mente fredda e a distanza di anni avrebbe potuto ringraziare l’allenatore della scelta per una sola ragione: aver comunque affrontato (e subito due gol da lei) la giocatrice più forte di sempre, Marta.

Marta Vieira da Silva aveva già segnato sei gol ai Mondiali del 2007. Al minuto 79, col il match già fortemente indirizzato sul 3-0 per le brasiliane, la fantasista si fece recapitare palla sul lato sinistro della fascia, poco distante dal vertice alto dell’area di rigore e mentre si trovava spalle alla porta, il difensore Tina Ellerston deve essersi chiesta cosa avesse fatto di male in una vita passata per meritare il compito di fermare l’icona calcistica femminile vivente. Con la palla ancora sospesa a mezz’aria, Marta prima la stoppò di destro e poi con il sinistro se la fece passare dietro la sua schiena; un mezzo sombrero che attanagliò l’americana, incerta e titubante nel capire quello che le stesse succedendo attorno.

Risultati immagini per marta vieira da silva

Ma prima ancora di realizzare l’accaduto, Marta era già scappata via, infiammando il pubblico, pronta per fronteggiare Cat Whitehall, 134 partite in 10 anni con la maglia a stelle e strisce, ma sciolta come un ghiacciolo al sole davanti all’ubriacante disinvoltura della brasiliana, affamata di portarsi a casa il gol più bello del torneo: finta di calciare di sinistro, rientrò sul destro con la Whitehall che andò su di giri e perse l’equilibrio, tiro e palle che passò sotto l’attonita Briana Scurry: Marta si  confermò la stella più brillante e luminosa della costellazione femminile.

Contro l’Australia, nel match perso 3-2, nella gara di giovedì 13 giugno ai Mondiali di Francia 2019, Marta – questa volta di rigore – ha scritto un personale record: è la prima giocatrice a segnare in 5 edizioni differenti della Coppa del Mondo. A livello individuale ha vinto cinque FIFA Women’s World Player of the Year (dal 2006 al 2010) e un Best FIFA Women’s Player (2018), per un totale di sei affermazioni come miglior giocatrice del mondo. Nel gennaio 2013 viene nominata tra i sei ambasciatori del Campionato mondiale di calcio 2014 in Brasile al fianco di Amarildo, Bebeto, Carlos Alberto, Ronaldo e Mário Zagallo e, in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, Marta è stata una degli otto portabandiera.

 

Espressione pure del mantra “joga bonito”, è forse quella maglia numero 10 verdeoro che rende così speciali chi la indossa: Zico, Ronaldinho, Rivaldo, Kakà e Marta, hanno una missione in terra, divertire conta quanto vincere. Con un elastico, una dribbling, una piroetta. E no, non ci siamo dimenticati di Pelé, ma il suo nome è giusto citarlo solo ora perché per parametrare cosa rappresenta Marta nel calcio e in Brasile vi basta sapere che nel 2015 è diventata la miglior marcatrice (sia femminile che maschile) in assoluto della Nazionale brasiliana superando proprio i 95 gol di O’ Rei.

Prima donna a essere onorata nella mitica Walk of Fame del Maracanã, il suo viaggio, come molte leggende brasiliane, ha avuto inizi umili e difficili. E’ nata a Dois Riachos, città dello stato Alagoas, l’area meno sviluppata in Brasile, con uno dei livelli più bassi di analfabetismo, alto tasso di mortalità infantile e sottostimate aspettative di vita. Dal 1941 al 1979, inoltre, in Brasile era vietato per le donne giocare a calcio e anche post-legalizzazione, la discriminazione era ancora eccessiva e intollerabile non solo all’interno della società, ma come la stessa Marta ha detto, anche all’interno della stessa famiglia.

Al suo apice, il talento brasiliano era davvero impossibile da marcare: chiedere al Canada, durante i giochi panamericani del 2007, che s’è vista una famelica Marta segnare addirittura cinque reti. Ci sono molte lezioni da trarre dalla brillante e nomade carriera di Marta, ma una su tutte merita il gradino più alto: lei è tra le poche elette che hanno trascinato il calcio femminile nella coscienza pubblica attraverso il suo incredibile talento . Ripercorrendo la gloriosa vocazione  dei suoi predecessori maschili, da Garrincha a Ronaldinho, la sua abilità tecnica e le sue imprese funamboliche hanno contribuito a suscitare interesse per il calcio femminile ovunque lei giocasse.Non solo, ha aperto le menti delle donne sia di quelle che vogliono vivere giocando a calcio sia di quelle che dagli spalti fanno il tifo per le loro beniamine.  Attraverso il suo successo pionieristico, Marta ha contribuito a formare la prossima generazione di talenti prodigiosi mostrando loro ciò che si può fare, credendo davvero. Con quasi due generazioni di carriera, una nuova generazione di atlete e ragazze sarà ispirata a provare a fare lo stesso. E questo vale più di qualsiasi trionfo all’interno di un Mondiale. Sì perché, dopo la vittoria per 4-0 nella semifinale del 27 settembre 2007, il Brasile perse la finale 2-0 contro la Germania e mai più si è avvicinata così tanto al primo successo storico.

Il quinto giorno di Mondiali manda in archivio la prima giornata con tutte le 24 Nazionali scese in campo. C’era grande attesa per gli Stati Uniti, detentrici della Coppa del Mondo, e le attese non sono state vane: con un 13-0 ai danni della Thailandia, le americane segnano la vittoria più larga nella storia della competizione (sia maschile che femminile). Nel pomeriggio la Svezia ha battuto 0-2 il Cile dopo un’interruzione per pioggia, mentre nel match delle 15 l’Olanda, campione europea in carica, ha vinto nel recupero contro la Nuova Zelanda.

NUOVA ZELANDA-OLANDA 0-1

Partita a senso unico a Le Havre, nella gara che completa il Girone E (quello con Canada a 3 punti e Camerun a zero), ma quanta fatica per le olandesi che battono solo nel finale le All Whites dopo 16 tiri totali e un possesso palla del 70 per cento. Il gol decisivo arriva al 2′ di recupero con Roord, abile a sfruttare un’indecisione della retroguardia neozelandese.

 

CILE-SVEZIA 0-2

Nel secondo incontro di giornata, per il Gruppo F, Svezia e Cile (al suo debutto assoluto) hanno dato vita a un match molto tirato prima che un nubifragio si abbattesse su Rennes, costringendo il direttore di gara ad interrompere il confronto al 72′. Ripresa la partita dopo lo stop, la Svezia si è portata in vantaggio grazie alla rete di Asllani, chiudendo la contesa nei minuti di recupero con Janogy.

 

USA-THAILANDIA 13-0

Pioggia di gol, per restare in tema, che invece travolge le asiatiche, all’esordio mondiale. Dopo un primo tempo terminato 3-0, nella ripresa le statunitensi dilagano con altri 10 gol, fissando il risultato sul clamoroso 13-0 finale. Mattatrice dell’incontro Alex Morgan, autrice di 5 reti, seguita da Lavelle e Mewis (2 reti) e dalle marcature singole di Horan, Pugh, Rapinoe e Lloyd.

 

Un’assenza lunga, esattamente 20 anni da quell’estate del 1999 e l’ultima apparizione dell’Italia femminile in un Mondiale di calcio. Una competizione che, dal 1991 a oggi, ha visto solo due partecipazioni della nostra rappresentativa (la terza, il Mondiale in corso in Francia).

Il primo storico Mondiale del 1991

Nella prima edizione a 12 squadre, in Cina, le Azzurre si fermarono ai quarti di finale, piegate 3-2 dalla Norvegia, compagine che poi arriverà in finale per poi piegarsi agli Stati Uniti. Un match molto combattuto, nel quale le italiane seppero recuperare due volte il vantaggio scandinavo, firmato dalle reti di Hegstad e Carlsen, grazie a Salmaso e Guarino. Tuttavia la segnatura di Svensson costò caro alle nostre giocatrici che, nella fase a gruppi, furono inserite nel Girone C assieme a Germania, Nigeria e rappresentativa cinese.
E contro le asiatiche, la Nazionale femminile centrò la prima storica vittoria con un secco 5-0, a Jiangmen, il 17 novembre 1991 con le reti di Ferraguzzi, Marsiletti e la tripletta di Carolina Morace. Il girone fu chiuso al secondo posto, alle spalle della Germania, con 6 punti grazie alla vittoria per 1-0 contro la Nigeria con rete ancora dell’attaccante Morace.

Il ritorno nel 1999, l’ultima apparizione

Dopo l’assenza del 1995, l’Italia ritornò ai Mondiali nel 1999, terza edizione ufficiale della manifestazione, che si disputò negli Stati Uniti d’America dal 19 giugno al 10 luglio 1999. Il campionato, composto da 16 Nazionali, venne vinto dagli Stati Uniti, al secondo titolo iridato dopo quello del 1991, che in finale sconfissero la Cina 5-4 dopo i tiri di rigore. La finale, giocata al Rose Bowl di Pasadena, fu l’evento più seguito nella storia del calcio femminile, con 90 185 spettatori.

Ma per le Azzurre, inserite in un girone difficilissimo con Germania, Brasile e Messico, il sogno americano durò solamente tre partite, quelle del Gruppo B. Contro le tedesche, le Azzurre dovettero accontentarsi del pari, dopo aver sbloccato per prime il risultato con Panico, per via della realizzazione di Wiegmann (calcio di rigore). Contro le verdeoro, poi, una doppietta di Sissi rese vano per la nostra formazione il successo 2-0 contro le messicane (reti di Panico e Zanni), giungendo terza nel raggruppamento.

Il primo fischio d’inizio è previsto alle 21 tra Francia – Corea del Sud dopo la grande inaugurazione allo stadio Parco dei Principi di Parigi.

Le Bleus ha una squadra molto forte tra cui le due campionesse del Lione Amandine Henry e Wendie Renard, le sudcoreane sono ragazze veloci, con un buon gioco e potrebbero dare del filo da torcere alle padrone di casa.

Questo evento sarà seguito da tutto il mondo e, finalmente, si da la giusta attenzione mediatica. Il boom riguarda anche il lato del commerciale e del merchandising come, per esempio, le maggiori aziende di abbigliamento sportivo (Nike, Adidas e Puma) che hanno disegnato le maglie.

Ecco tutte le divise delle nazionali a Francia2019:

Nelle sette edizioni precedenti, nella storia dei Mondiali di calcio femminili, sono state realizzate 771 reti e la Fifa, nella sua marcia d’avvicinamento verso l’edizione francese, ha chiesto agli utenti di scegliere e di votare il gol migliore realizzato.

Lo scettro e la corona se li prende Monica Ocampo con il suo tiro dalla lunga distanza nella partita inaugurale del suo Messico contro l’Inghilterra, nel 2011, in Germania. Una superba realizzazione che ha scavalcato la rete di Song Xiaoli, nel 2007, al debutto della sua Cina e la prodezza da centrocampo di Carli Lloyd con la maglia degli Stati Uniti nella finale del 2015.

Risultati immagini per mexico germany 2011 women's world cup

La rete di Ocampo è stata, per certi aspetti, significativa per la storia delle messicane: in Germania, otto anni fa, ritornavano alle fasi finali di un Mondiale dopo 12 anni di assenza e a Wolfsburg, nel loro incontro di apertura, dimostrarono grande caparbietà e tempra. Passate in svantaggio a causa della rete di Fara Williams, le messicane hanno raddrizzato la partita 12 minuti più tardi con il spettacolare sigillo proprio di Ocampo: Dinora Garza passa la palla a centrocampo, Monica Ocampo avanza di un paio di passi e lascia partite un destro secco e potente che si spegne poco sotto la traversa, nell’angolo superiore. Nonostante i 180 centimetri del portiere Karen Bardsley.

 

Un gol, quello dell’1-1 che è durato per tutto il match dando a El Trì il primo punto storico nella sua storia della Coppa del Mondo.