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La passata stagione i due derby di Torino furono firmati da Cristiano Ronaldo. Nella stracittadina del girone d’andata l’attaccante portoghese marcò su rigore (e arrivarono i tre punti), in quella del girone di ritorno con un colpo di testa (fondamentale nel pareggio per 1-1).

Dando uno sguardo alla prima stagione in bianconero di CR7 scopriamo che sono davvero poche le squadre cui il cinque volte “Pallone d’Oro” ha marcato nei due match di campionato: Sassuolo, Frosinone e, per l’appunto, il Torino. I ciociari quest’anno disputano la cadetteria. Gli emiliani arriveranno alla 14esima giornata. Così i granata potrebbero essere la prima squadra ad essere perforata per 3 scontri diretti di Serie A senza soluzione di continuità. Il bilancio dei 74 precedenti sorride alla Vecchia Signora, avanti per numero di vittorie 32-19 e gol marcati 102-76. Mentre i segni X ammontano a 23.

Dopo il successo del Torino nel 2014/2015, la Juventus ha ripeso a macinare affermazioni, mettendo in mostra un poker. Non solo. Negli ultimi 2 testa a testa ha mantenuto la porta inviolata e così l’ultimo granata a marcare un gol risulta Belotti nel 2016/2017. Da allora, senza conteggiare eventuali recuperi, i minuti di digiuno hanno raggiunto quota 254.

CONFRONTI DIRETTI TORINO-JUVENTUS (SERIE A)*

74 incontri disputati
19 (13) vittorie Torino
23 (41) pareggi
32 (20) vittorie Juventus
76 (33) gol fatti Torino
102 (40) gol fatti Juventus

ULTIME 5 SFIDE TORINO-JUVENTUS (SERIE A)

2014/2015, 32° giornata, Torino-Juventus 2-1
2015/2016, 30° giornata, Torino-Juventus 1-4
2016/2017, 16° giornata, Torino-Juventus 1-3
2017/2018, 25° giornata, Torino-Juventus 0-1
2018/2019, 16° giornata, Torino-Juventus 0-1

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEI TORINO-JUVENTUS

0-1 comparso per 12 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Ronaldo rig. 70’)
0-0 comparso per 12 volte, l’ultima nel 1999/2000
2-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Pirlo 35’ – Darmian 45’ – Quagliarella 57’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Torino-Juventus in Serie A dopo la prima frazione di gioco

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E’ il primo derby della Mole per Maurizio Sarri. Il tecnico che, come Walter Mazzarri, ha un passato nel Napoli ha già sfidato il Torino per 10 volte in campionato. L’esordio fu traumatico: KO nella cadetteria 2005/2006 alla guida del Pescara (0-2). Quindi ecco 9 incroci a punti: 8 in Serie A (fra Empoli e Napoli) più 1 in B (ancora Pescara). L’ultimo testa a testa ha coinciso col primo e unico scontro diretto con Mazzarri: 2-2 alla 36esima giornata 2017/2018 in occasione di Napoli-Torino.

Molte di più, com’era prevedibile, le sfide fra l’attuale tecnico dei granata e la Vecchia Signora: ben 21, tutte nel principale torneo italiano (con Reggina, Sampdoria, Napoli, Inter e, dal 2017/2018, Torino). Il bilancio che ne emerge sorride alla Juventus. Non solo. Mazzarri non riesce a conquistare i tre punti tutti assieme dai tempi del Napoli: stagione 2010/2011, 3-0 alla 19esima giornata. Poi si sono succeduti in ordine sparso 5 segni x e 5 sconfitte.

Terminiamo segnalando che sul prato dell’Olimpico-Grande Torino i due tecnici porteranno ben 613 caps di Serie A. Il padrone di casa ne vanta, infatti, 451. L’ospite un bel po’ di meno, ma comunque sempre 162. Numeri che la dicono lunga sulle carriere fin qui portate avanti da Mazzarri e Sarri.

TUTTI I PRECEDENTI FRA MAZZARRI E SARRI IN CAMPIONATO

0 vittorie Mazzarri
1 pareggio
0 vittorie Sarri
2 gol fatti squadre di Mazzarri
2 gol fatti squadre di Sarri

TUTTI I PRECEDENTI FRA MAZZARRI E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO

4 vittorie Mazzarri
9 pareggi
8 vittorie Juventus
24 gol fatti squadre di Mazzarri
30 gol fatti Juventus

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E IL TORINO IN CAMPIONATO

6 vittorie Sarri
3 pareggi
1 vittoria Torino
21 gol fatti squadre di Sarri
11 gol fatti Torino

I NUMERI DI MAZZARRI IN SERIE A

451 panchine
180 vittorie
142 pareggi
129 sconfitte
322 gare a punti

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

162 panchine
95 vittorie
42 pareggi
25 sconfitte
137 gare a punti

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Daniele Doveri terzo arbitraggio col Torino in stagione

Daniele Doveri, della Sezione AIA di Roma 1, sembra abbonato al Torino in questa stagione. Dopo aver diretto la vittoria per 3-2 alla seconda giornata in trasferta a Bergamo e il pareggio ad occhiali, vale a dire 0-0, fra le mura di casa contro il Torino, è stato designato anche per il prossimo derby della Mole.

E pensare che prima di questa stagione gli ultimi 3 incroci erano stati tutti in trasferta. Nel 2017/2018 c’era stato Napoli-Torino 2-2 (match che ha ospitato il primo e per ora unico scontro diretto in Serie A fra Maurizio Sarri e Walter Mazzarri). L’anno scorso Parma-Torino 0-0 e Genoa-Torino 0-1.

In totale i numeri del fischietto romano con i piemontesi sono in equilibrio. Ma se analizziamo i dati interni, la lancetta volge sul rosso. E i numeri peggiorano se prendiamo in considerazione solo gli incroci di Serie A, perché Doveri vanta 3 arbitraggi col Torino in campo anche in cadetteria. Dai match casalinghi nel massimo torneo arrivano, difatti, zero successi, 4 segni X, 1 sconfitta con 4 gol marcati e ben 5 incassati.

E’ un percorso quasi netto, al contrario, quello che può mettere in mostra la Vecchia Signora in trasferta e con Doveri in campo. Su 7 impegni ha lasciato per strada solo 5 punti. Ciò per via del 2-2 in Hellas Verona-Juventus del 2013/2014 e dello Spal-Juventus 2-1 del 2018/2019. A proposito, l’ultimo match citato coincide anche con l’ultima volta che Doveri ha fischiato con i bianconeri in campo.

Concludiamo segnalando che per Doveri la stracittadina di Torino coinciderà con la caps numero 150 nella Serie A. Ad oggi il suo score racconta di 67 vittorie per chi era in casa, 44 pareggi, 38 successi per chi si esibiva in trasferta.

TUTTI I PRECEDENTI FRA DOVERI E IL TORINO IN CAMPIONATO*

4 (1) vittorie Torino
6 (4) pareggi
4 (2) sconfitte
20 (7) gol fatti Torino
21 (8) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA DOVERI E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO**

8 (5) vittorie Juventus
2 (1) pareggi
1 (1) sconfitta
25 (19) gol fatti Juventus
9 (8) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.

** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni.

In occasione del derby di Milano numero 171 nella Serie A con la formula del girone unico, saranno avversari per la prima volta in campionato. Stiamo parlando di Marco Giampaolo, Milan, e Antonio Conte, Inter. I due tecnici, infatti, non si sono mai ritrovati faccia a faccia fra A, cadetteria e C. Anzi, l’unico trait d’union è rappresentato dalla comune militanza sulla panchina del Siena. Per l’attuale rossonero fra il 2008/2009 e il 2009/2010. Per l’oggi nerazzurro nel torneo 2010/2011.

Così non resta che dare uno sguardo agli incroci mister-squadra, ovviamente con punti classifica in palio. Giampaolo ha sfidato l’Inter già in 14 occasioni. L’ha fatto sedendo sulle panchine di Ascoli (2), Cagliari (1), Siena (2), Catania (1), Empoli (2), Sampdoria (6). Il bilancio lo vede nettamente in svantaggio. Non solo. E’ sempre uscito ko dagli ultimi 4 scontri diretti. Così per rintracciare quelle 3 gare a punti dobbiamo scartabellare un bel po’ fra gli almanacchi. Il primo match positivo è del 2006/2007, 1-1 col Cagliari. I 2 successi sono entrambi del 2016/2017, 1-0 e 2-1 alla guida della Sampdoria.

La metà, invece, sono le sfide fra Conte e il Milan: 7. A parte 1 con l’Atalanta, tutte le altre sono arrivate guidando la Juventus (6). Le sue formazioni hanno raccolto punti per 6 volte su 7. L’unica sconfitta è lo 0-1 nel girone d’andata del 2012/2013. Soprattutto l’allenatore pugliese avrà uno stimolo in più per mettere le mani sul primo derby meneghino della sua carriera: è a quota 149 vittorie nei campionati professionistici italiani. Analizzando il suo curriculum, infatti, ne individuiamo 8 con l’Arezzo, 31 col Bari, 3 con l’Atalanta, 21 col Siena, 83 con la Juventus, infine, 3 con l’Inter.

TUTTI I PRECEDENTI FRA GIAMPAOLO E L’INTER IN CAMPIONATO

2 vittorie Giampaolo

1 pareggio

11 vittorie Inter

11 gol fatti squadre di Giampaolo

26 gol fatti Inter

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E IL MILAN IN CAMPIONATO

4 vittorie Conte

2 pareggi

1 vittoria Milan

10 gol fatti squadre di Conte

5 gol fatti Milan

I NUMERI DI GIAMPAOLO IN SERIE A

311 panchine

93 vittorie

87 pareggi

131 sconfitte

180 gare a punti

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

130 panchine

89 vittorie

28 pareggi

13 sconfitte

117 gare a punti

Sarà l’internazionale Daniele Doveri ad arbitrare il derby di Milano in quella che è la sua prima stracittadina meneghina in Serie A. Al contrario vanta già un bel po’ di precedenti sia con i rossoneri che con i nerazzurri. Gli incroci, sempre di campionato, fra il Milan e il fischietto originario di Volterra ammontano a 16.

Bilancio nettamente favorevole al Diavolo: 12 vittorie, 3 segni X, 1 sconfitta; 28 gol marcati e 12 incassati. L’ultima direzione in ordine di tempo è stata Milan-Napoli 0-0 alla 21esima giornata 2018/2019. Nello stesso torneo, ma al quinto turno, aveva fischiato in Milan-Atalanta 2-2. L’unico ko risale al campionato 2017/2018, quando alla 13esima giornata Napoli-Milan terminò col punteggio di 2-1 per gli azzurri.

Se gettiamo uno sguardo ai numeri col Milan in casa e Doveri in campo ecco che su 8 match rintracciamo 6 vittorie e 2 pareggi, con un parziale di 15-5 sul fronte reti fatte-subite. L’Inter, a differenza dei cugini, vanta un precedente in meno con Doveri arbitro di Serie A: 15. Il rendiconto parla di 4 vittorie, 5 match chiusi in parità, 6 battute d’arresto, con 17 segnature all’attivo e 22 al passivo. Il più recente incrocio è rappresentato da Napoli-Inter 4-1 al 37esimo turno del 2018/2019. Prima c’era stata Inter-Sampdoria 2-1, 24esima giornata.

Fuori casa, però, i numeri peggiorano sensibilmente. L’Inter vanta, infatti, 2 soli successi (Benevento-Inter 1-2 nel 2017/2018 e Udinese-Inter 1-2 nel 2016/2017), 5 segni X, 4 ko; 11 gol a favore e 16 a sfavore.

Dando uno sguardo al curriculum dell’arbitro classe 1977 troviamo già 145 gare dirette nel massimo torneo italiano, quest’anno Atalanta-Torino 2-3, con uno score di 65 vittorie per chi giocava in casa, 43 pareggi, 37 successi per chi si esibiva in trasferta. Chiudiamo ricordando che negli ultimi 5 impegni di campionato ha sanzionato ben 3 calci di rigore, mostrato per 25 volte il cartellino giallo e decretato 2 espulsioni (di cui una diretta).

TUTTI I PRECEDENTI FRA DOVERI E IL MILAN IN CAMPIONATO*

12 (6) vittorie Milan

3 (2) pareggi

1 (0) sconfitta

28 (15) gol fatti Milan

12 (5) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA DOVERI E L’INTER IN CAMPIONATO**

4 (2) vittorie Inter

5 (5) pareggi

6 (4) sconfitte

17 (11) gol fatti Inter

22 (16) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.

** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni.

C’è solo un precedente Milan-Inter alla quarta giornata di Serie A: 1936/1937, 1-1 con Bisigato (I) in rete al 21’ e Capra (M) in gol al 68’. Di conseguenza col derby di Milano numero 171, (in programma sabato 21 settembre ore 20.45) nel campionato a girone unico le due compagini meneghine torneranno a sfidarsi in occasione di questo particolare turno a più di ottanta anni di distanza dalla prima volta.

Il bilancio dei rossoneri al quarto turno di A ci racconta di 40 vittorie, 24 pareggi, 21 sconfitte, ma fra le mura di casa i numeri sono decisamente migliori: 28 vittorie con  9 pareggi e 11 partite perse, con 95 gol fatti e 48 gol subiti. Soprattutto, il Milan non perde dalla stagione 2013/2014, 1-2 interno col Napoli, poi ecco 2 successi al Meazza, 1 vittoria e 2 pareggi in trasferta.

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I nerazzurri mettono in mostra un totale di 39 vittorie, 28 pareggi, 20 sconfitte, tuttavia in esterna la lancetta punta verso il rosso: 13 vittorie, 19 con il segno “x”, 16 senza punti con 56 gol fatti e 61 reti subite. Una stagione fa arrivò il doloroso ko interno col Parma, 0-1. Era dal torneo 2012/2013 che l’Inter non raccoglieva punti alla quarta di Serie A. Da segnalare che il segno X manca dal 2-2 di Livorno nel 2007/2008.

La squadra di Giampaolo dopo il ko all’esordio contro l’Udinese s’è imposta per 1-0 contro Brescia ed Hellas Verona. Quella di Conte viene invece da tre successi senza soluzione di continuità: Lecce, Cagliari, Udinese. Rossoneri e nerazzurri hanno però un dato in comune: con 1 solo gol al passivo rappresentano, dopo duecentosettanta minuti, le migliori difese della Serie A 2019/2020.

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La passata stagione Milan-Inter terminò col punteggio di 2-3: Bakayoko e Musacchio da un lato, Vecino, De Vrij e Lautaro Martinez dall’altro. Quella appena ricordata rappresenta la vittoria numero 32 del Biscione in casa del Diavolo. In 28 occasioni è uscito il segno 1. La più recente nel 2015/2016, 3-0 firmato Alex, Bacca, Niang. Mentre i due club hanno guadagnato un punto a testa per 25 volte, l’ultima col pareggio ad occhiali, vale a dire lo 0-0, nel 2017/2018.

Chiudiamo segnalando che sono già 5 gli interisti a rete in questo avvio di torneo, mentre i milanisti a segno ammontano solamente a 2.

CONFRONTI DIRETTI COL MILAN PADRONE DI CASA (SERIE A)*

85 incontri disputati

28 (18) vittorie Milan

25 (40) pareggi

32 (27) vittorie Inter

108 (41) gol fatti Milan

113 (55) gol fatti Inter

ULTIME 5 SFIDE IN SERIE A COL MILAN PADRONE DI CASA

2014/2015, 12° giornata, Milan-Inter 1-1

2015/2016, 22° giornata, Milan-Inter 3-0

2016/2017, 13° giornata, Milan-Inter 2-2

2017/2018, 27° giornata, Milan-Inter 0-0

2018/2019, 28° giornata, Milan-Inter 2-3

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A COL MILAN PADRONE DI CASA

1-1 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Menez 23’ – Obi 61’)

0-1 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2012/2013 (Samuel 3’)

1-0 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2013/2014 (De Jong 65’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Milan-Inter in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

Un’attesa lunga dieci anni, in cui la Fortitudo Bologna e i suoi tifosi hanno vissuto momenti bui che sembravano non finire, ma che da oggi ognuno senta di esserseli lasciati alle spalle.

L’aquila torna in paradiso. La storica squadra di basket torna finalmente in Serie A in seguito a quelli che sono stati gli anni più difficili della lunga e gloriosa storia della società bolognese.

 

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S E R I E A!! #duecoloriunamore⚪🔵

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La gioia di giocatori e tifosi è esplosa al termine del derby vinto contro Ferrara per 91-79 davanti a un PalaDozza tutto esaurito (oltre 5mila presenti). I ragazzi di coach Martino grazie hanno strappato la promozione con ben tre turni d’anticipo dopo una cavalcata costellata da 24 vittorie e tre sole sconfitte.

È stata un’annata finalmente perfetta in cui i giocatori hanno dominato in lungo e in largo. Nelle ultime stagioni, invece, il sogno si era arenato alla fase finale.

Dal 2009 le stagioni sono stati complicatissime dato che la società è prima fallita, poi radiata e poi rinata con la ripartenza dai dilettanti. Una data significativa è stata il 10 maggio 2009 quando la Fortitudo perse a Teramo il match salvezza per 73-72.
Dopo 10 finali Scudetto giocate nelle ultime 14 stagioni, la Fortitudo Bologna retrocede in A2.

È lì che inizia l’incubo.

Anni di contrasti societari, poi arriva la Serie B: due squadre vogliono proseguire la storia della Fortitudo, i Biancoblu e gli Eagles (quest’ultima seguita dalla maggior parte dei tifosi e dalla Fossa dei Leoni). Il ritorno a un’unica squadra nel 2013, la seguente promozione in A2, fino al capolavoro contro Ferrara.

Finalmente la Serie A si riappropria di una squadra che lungo la propria storia ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe.

Dall’anno prossimo la massima serie sarà diversa, con un nuovo e vissuto match, tra i più seguiti e sentiti d’Italia: il derby di Bologna.

Manca poco dal fischio d’inizio del 152esimo derby della capitale tra Lazio – Roma che inizierà alle 20.30 di questa sera. In questa giornata, però, c’è anche la sfida tra Napoli – Juventus e ciò non è la prima volta che accade.

Un 26esimo turno ricco di importanti appuntamenti. Dopo il colpaccio del Cagliari alla Sardegna Arena contro l’Inter, questo weekend ci riservato Napoli-Juventus, vale a dire seconda contro prima in classifica, e Lazio-Roma, derby capitolino numero 152 fra sesta e quinta forza del campionato.

Tuttavia non è una novità che questi due big match cadano nello stesso turno. Grazie a Footstats.it abbiamo avuto modo di sfogliare gli annali del calcio e ritrovare ben quattro precedenti.
La prima volta è avvenuta nella stagione 1947/48, quando i club si sfidarono in occasione della nona giornata: Lazio-Roma 0-1 (rete di Amadei), Napoli-Juventus 0-0.
Per il bis gli appassionati di calcio avrebbero dovuto attendere praticamente trent’anni. Nel torneo 1978/79, al settimo turno, ecco il doppio incrocio: entrambi terminati 0-0. Quindi, nel campionato seguente, 1979/80, alla 22esima giornata si ripresentò la singolare combinazione: Lazio-Roma 1-2 (Pruzzo per i giallorossi, pareggio di D’Amico per i biancocelesti, gol vittoria di Giovannelli per i lupacchiotti), Napoli-Juventus 0-0.

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La gioia di Giovannelli per il gol vittoria del 2-1

L’ultimo episodio è piuttosto recente, 1995/96, di nuovo alla ventiduesima giornata: Lazio-Roma 1-0 (Signori su rigore), Napoli-Juventus 0-1 (Ravanelli).


In sintesi tracciamo quello che è il bilancio complessivo dei vari scontri che ci sono stati in combinata:

1 vittoria Lazio – 0 vittorie Napoli
1 pareggio – 3 pareggi
2 vittorie Roma 1 –  vittoria Juventus
2 gol fatti Lazio – 0 gol fatti Napoli
3 gol fatti Roma – 1 gol fatto Juventus

La curiosità legata a questi match è che nessuna squadra ha poi vinto lo Scudetto: nel 1947/48 vinse il Torino, nel 1978/79 e nel 1995/96 toccò al Milan, mentre nel 1979/80 a festeggiare fu l’Inter.

E alla 26esima giornata?

In questo specifico turno possiamo conteggiare 3 derby Lazio-Roma: nel 1993/94 fu 1-0 con Signori man of the match, nel 2001/02 fu la stracittadina di Montella, autore di un poker di reti nell’1-5 finale (di Stankovic il gol della bandiera per gli aquilotti, mentre Totti contribuì alla manita), infine il pareggio 1-1 nel 2003/04 con Corradi e Totti su calcio di rigore.

Bilancio che, se non fosse per le marcature, sarebbe in perfetto equilibrio.

1 vittoria Lazio
1 pareggio
1 vittoria Roma
3 gol fatti Lazio
6 gol fatti Roma

Di Napoli-Juventus, invece, ne troviamo quattro: nel 1930/31 fu 1-2 con Ferrari e Vecchina in rete per gli ospiti e Vojak per i padroni di casa, nel 1962/63 andò in scena il più classico dei 0-0, nella stagione 1967/68 ecco un altro 1-2, stavolta Juliano per gli azzurri, De Paoli e Cinesinho per i bianconeri e per concludere con l’1-1 del 1975/76, Boccolini e Bettega.

Questo il bilancio del mini ciclo che ha visto alternarsi in schedina segni 2 e X:

0 vittorie Napoli
2 pareggi
2 vittorie Juventus
3 gol fatti Napoli
5 gol fatti Juventus

Il derby d’Italia è già stato giocato per 2 volte alla 15esima giornata di Serie A e con i bianconeri squadra di casa: nel 1965/1966, quando terminò col punteggio di 0-0 e nel 2009/2010, quando al triplice fischio dell’arbitro il risultato fu di 2-1. Ma qual è il bilancio di bianconeri e nerazzurri al 15esimo turno di campionato?
E’ quanto ha provato a scoprire FootStats.it, realtà specializzata in statistiche del calcio italiano, scartabellando i suoi database con i numeri dei campionati di A col girone unico.

IL BILANCIO DELLE DUE SQUADRE

I numeri complessivi raccontano che la Vecchia Signora in occasione della 15esima giornata di A vanta 53 vittorie, 21 pareggi, 11 sconfitte, 138 gol fatti e 52 incassati. E fra le mura amiche il bilancio è addirittura migliore: 34 successi, 10 segni X, 2 soli KO, 88 marcature a favore e 21 subite. Le due battute d’arresto casalinghe sono rappresentate da Juventus-Roma 0-2 del 1995/1996 e Juventus-Fiorentina 2-3 del 1940/1941. Più in generale i bianconeri fanno punti in questo particolare turno dal 1997/1998 in poi: 17 trionfi e 3 pareggi, con 35 marcature fatte e 7 subite in A (non abbiamo preso in considerazione la cadetteria 2006/2007). E la scorsa stagione arrivò la vittoria nello scontro scudetto al San Paolo di Napoli.

Bilancio alla 15esima giornata di Serie A
53 vittorie Juventus
21 pareggi
11 sconfitte
138 gol fatti
52 gol subiti

Bilancio alla 15esima giornata di Serie A in casa
34 vittorie Juventus
10 pareggi
2 sconfitte
88 gol fatti
21 gol subiti

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Col segno più anche il rendiconto dell’Inter. In generale la Beneamata conta 53 vittorie, 20 pareggi, 13 sconfitte, 163 gol fatti e 74 incassati. Ma lontano dal Meazza, come prevedibile, i numeri sono un po’ meno brillanti: 22 successi, 12 segni X, 11 KO, 63 segnature all’attivo e 43 al passivo. La più recente affermazione esterna alla 15esima di Serie A coincide con la trasferta al Bentegodi, sponda Chievo Verona, del 2014/2015, 2-0. L’ultimo stop è del 2016/2017, 3-0 in Napoli-Inter. Chiudiamo ricordando che lo scorso campionato fu nientemeno che 5-0 casalingo sui clivensi.

Bilancio alla 15esima giornata di Serie A
53 vittorie Inter
20 pareggi
13 sconfitte
163 gol fatti
74 gol subiti

Bilancio alla 15esima giornata di Serie A in trasferta
22 vittorie Inter
12 pareggi
11 sconfitte
63 gol fatti
43 gol subiti

Risultati immagini per napoli inter 3-0

I TRE RISULTATI PIÙ RICORRENTI

Due affermazioni per la compagine di casa e un pareggio con una rete per parte. Riassumendoli sono questi i risultati più ricorrenti al termine degli Juventus-Inter di Serie A (a prescindere dal turno dello scontro diretto). L’1-0 è comparso in 19 occasioni, l’ultima nel 2016/2017 (Cuadrado). Il 2-0 per 12 volte, la più recente nel 2015/2016 (Bonucci e Morata su rigore). L’1-1 conta 8 caps, ma è assente dal 2014/2015 (Tevez e Icardi).

POST SCRIPTUM

Al termine dei campionati 1965/1966 e 2009/2010, citati qualche riga sopra, ad alzare al cielo la coppa del campionato fu l’Inter…

Un trionfo di quelli storici contro uno squadrone qual è Civitanova, per quella che è stata una partita tutta italiana tra due dei team di pallavolo più forti del mondo. A Czestochowa in Polonia, Trento vince per 3-1 e torna a sul tetto del mondo a distanza di 5 anni dall’ultima volta.

Per Civitanova ennesima sconfitta in finale, la sesta consecutiva se si considerano le cinque della passata stagione (Supercoppa, Mondiale per Club, Coppa Italia, Campionato e Champions League). Lo scorso anno a Cracovia si è dovuta inchinare ai russi dello Zenit Kazan. Un vero e proprio momento no per i marchigiani che riescono ad andare in fondo ai tornei e alle competizioni, mancando però per poco il successo.

Gli uomini di mister Lorenzetti, invece, grazie al successo ottengono il quinto titolo mondiale della storia della società trentina, è record per la competizione. Dal 2008, il club del presidente Diego Mosna ha ottenuto 17 titoli.

Mvp del match il serbo Uros Kovacevic, mentre è Aaron Russell il miglior giocatore di tutto il torneo. Lo schiacciatore americano contro la Lube ha messo a segno 20 punti utili per la vittoria contro la Lube.

Tra gli altri premiati ci sono: il nazionale azzurro Simone Giannelli, che ha ottenuto il titolo di miglior palleggiatore, Kovacevic miglior schiacciatore e Grebennikov miglior libero.

Confuso e felicissimo per il trofeo è proprio capitan Giannelli. Il 22enne, dopo essersi preso la scena anche in Nazionale (bronzo europeo, argento olimpico e un secondo posto nella Coppa del Mondo), è finalmente riuscito a vincere qualcosa anche con il club che ha creduto in lui e che lo ha lanciato.

Sono frastornato, non so cosa dire. A fine partita ho pianto come un bambino. Erano un po’ di anni che arrivavamo spesso in finale e per un nulla non riuscivamo a vincere il titolo. Finalmente abbiamo invertito la rotta.

Tra le facce sconsolate di Civitanova arrivano le pesanti parole di patron Fabio Giulianelli

La proprietà non si sente rappresentata da questa squadra, provo solo vergogna!

Ai russi del Fakel Novy Urengoy il terzo posto. Nella finalina hanno battuto i padroni di casa, i polacchi del Rzeszów per 3-1 (19-25, 25-20. 25-23, 25-23).

Quando si parla di ex tra Milan e Inter la lista è pressoché infinita, arzigogolata tra ricordi, memorie, belle partite, delusioni dei tifosi nel vedere alcuni idoli cambiare casacca e andare coi “cugini” rivali. E’ facile ricordare Roberto Baggio, o Ronaldo e le mani dietro le orecchie dopo il gol nella stracittadina al suo rientro in Italia nel 2007, con il Milan. E poi ancora Antonio Cassano e il suo tradimento scegliendo l’Inter, Zlatan Ibrahimovic o Mario Balotelli. E ancora il dispiacere per i rossoneri nel vedere Hernan Crespo con la maglia neroazzurra o, viceversa, Bobo Vieri.

Ma il derby della Madonnina fa riemergere anche calciatori e che San Siro ha visto vestire entrambe le maglie meneghine anche se con fortune alterne, di passaggio prima di fare giri immensi e ritornare da protagonisti.  Con annessi rimpianti. Oh e poi ci sono le meteore che non hanno lasciato alcun ricordo né nel Milan che nell’Inter.

Edgar Davids

Il Pitbull olandese, icona della Juventus, arriva in Italia tramite il Milan. Cresciuto nell’Ajax, contribuendo allavittoria di tre titoli olandesi, della Coppa Uefa nel 1992 e della Champions League nel 1995, Edgar Davids viene tesserato nell’estate del 1996 dai Rossoneri, a parametro zero sfruttando la sentenza Bosman. Milita nel club rossonero per un anno e mezzo, ma di fatto colleziona solo 31 presenze e due gol: incomprensioni tattiche, il grave infortunio a tibia e perone che gli fa saltare metà della stagione vari problemi all’interno dello spogliatoio, indirizzano la carriera di Davids a Torino, sponda Juventus (primo olandese nella storia bianconera) dove diventa un idolo sotto la dinastia di Lippi.

Dopo la buona parentesi in prestito al Barcellona, nell’estate 2004 viene acquistato dall’Inter, ma il suo rendimento in nerazzurro è inferiore rispetto alle annate precedenti tanto che, a fine stagione, la società milanese pensa alla rescissione del contratto. Nonostante ciò, con la squadra interista Davids riesce a sollevare l’unico trofeo italiano che ancora gli mancava, la Coppa Italia. In totale, 23 partite con l’Inter.

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Patrick Vieira

Gli anni sono praticamente gli stessi, è il dicembre 1995 e Patrick Vieria, ancora 19enne, dopo l’esperienza nel Cannes che lo fa esordire a 17 anni, passa al Milan per sette miliardi di lire. Gioca poco, solo cinque presenze, ma riesce a vincere lo scudetto in Serie quella stessa stagione. E’ il primo di quattro scudetti (più uno revocato alla Juventus) che vincerà in Italia, anche se l’expolit massimo è nell’Arsenal tutta francese con Petit, Henry ed Arene Wenger.

Il 2 agosto 2006 Vieira viene acquistato dall’Inter per 9,5 milioni di euro. Il suo debutto con la nuova maglia avviene il 26 successivo nella finale di Supercoppa italiana tra Inter e Roma; Vieira gioca una partita di alto livello e segna due reti che permettono all’Inter di vincere il trofeo. La sua successiva esperienza all’Inter è però condizionata da diversi infortuni. Nell’estate 2009 disputa un’ottima nella finale di Supercoppa italiana persa contro la Lazio. In seguito giocherà altre 10 partite, l’ultima delle quali contro il Chievo il 6 gennaio 2010. Complessivamente, con l’Inter ha collezionato 91 presenze e 9 reti, vincendo tre scudetti e due Supercoppe italiane.

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Taribo West

Globetrotter la cui precisa età resta un mistero, ha giocato in Serie A, Ligue1, Premier League e Bundesliga, il difensore nigeriano Taribo West è passato alla storia per le sue treccine e per qualche scambio di battuta memorabile. Passato di club in club da una stagione all’altra, è nell’Inter che colleziona più presenze, 67 tra il 1997 e il 1999; poi cambia colori sotto l’ombra della Madonnina e si accasa al Milan dove scende in campo solo cinque volte, prima di andare al Derby County, rientrare a San Siro ed essere dirottato definitivamente al Kaiserslautern.

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Ümit Davala

Siamo onesti: ci piaceva solamente l’idea di ripescarlo in questa classifica anche se nell’Inter non ha mai giocato una partita. Il terzino turco nato in Germania, era uno dei figli d’oro del Galatasaray di fine millennio e condotto da Terim. Quattro campionati turchi consecutivi, Coppa di Turchia, Coppa Uefa e Supercoppa europea contro il Real Madrid sono il miglio biglietto da visita per sbarcare a Milano, sponda rossonera, assieme all’allenatore. Con il Milan solo 13 presenze, un avvio complicato per Terim che esonerato per far spazio a Carlo Ancelotti. Davala perde il posto da titolare e nell’estate 2002 viene ceduto all’Inter per lo scambio con Dario Simic. Il croato con il Milan vince subito Coppa Italia e Champions League, il turco, invece, non gioca un minuto con l’Inter che lo gira immediatamente al Galatasaray.

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Domenico Morfeo

In un derby nella stagione 2002-2003, quando vestiva la casacca neroazzurra, in conferenza stampa disse:

Ai tempi del Milan giocavo talmente tanto esterno che potevo fare il guardalinee

La frecciatina, ovviamente, era al suo passato rossonero e alla poca fiducia che il club al tempo di Berlusconi diede al talentuoso fantasista di San Benedetto dei Marsi. Cresciuto nel florido vivaio dell’Atalanta e dopo le buone impressioni con la maglia della Fiorentina, nel 1998 viene acquistato dal Milan, dove ebbe gli stessi problemi di Firenze in quanto non riuscì a trovare spazio. Con i rossoneri il bottino fu di sole 13 presenze ma riuscì a contribuire comunque alla conquista dello scudetto rossonero del 1998-1999 provocando l’autorete di Magoni in Bologna-Milan (2-3) e fornendo a Oliver Bierhoff l’assist per il gol-vittoria sette giorni dopo in Milan-Salernitana (3-2).

Ha girovagato tanto, tra Cagliari, Verona, Parma e Cremonese e come detto è anche passato nuovamente per le strade di Milano nel 2002, ma con l’Inter, però, il destino è stato pressoché lo stesso. Visto come una riserva, ha giocato solamente 27 partite con due gol.

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  1. Ci siamo quasi. Il campionato sta per riprendere dopo la pausa Nazionali e domenica sera c’è il derby di Milano.

Inter e Milan si sfideranno per quella che non è una partita come le altre, un match sentito dai tifosi e tre punti in palio per la classifica.

Sarà la sfida tra società cinese e società americana, tra Spalletti e Gattuso in panchina e tra i bomber Icardi e Higuain per chi avrà il ruolo di protagonista in fase realizzativa, così com’è stato nel recente passato per campioni come Vieri, Shevchenko, Ronaldo e Kakà.

Nel corso dei derby, però, ci sono stati anche eroi anonimi, delle vere e proprie meteore. Eroi per una notte che hanno segnato la stracittadina.

Se pensiamo a una meteora sicuramente lo è stata Ezequiel Schelotto. L’italoargentino, attualmente al Brighton in Premier League, è stato il protagonista inaspettato dell’1-1 del 24 febbraio 2013. Un gol di testa su traversone di Nagatomo e successivo pianto di commozione per El Galgo.

Un altro nerazzurro che ha agguantato un pareggio in maniera insperata è stato il nigeriano Joel Obi. Centrocampista cresciuto nelle giovanili dell’Inter. Cinquanta presenze in prima squadra e soltanto due reti all’attivo, una di queste nel derby del 23 novembre 2014. Gol che pareggia i conti dopo il vantaggio del francese Menez.

Andando più indietro e spostandoci sulla sponda rossonera non possiamo non citare il terzino destro rumeno: Cosmin Contra. Il difensore riuscì a timbrare il cartellino in occasione nel rocambolesco derby del 21 ottobre 2001 terminato per 4-2 in favore dei diavoli. In quella stessa partita segnarono anche due protagonisti imprevisti nerazzurri: sierraleonese Momo Kallon e il pugliese Nicola Ventola (24 gol in due con la maglia dell’Inter e tanti prestiti qui e là).

Uniche reti in maglia rossonera sono state segnate proprio nel derby della Madonnina da Gianni Comandini e Federico Giunti. Entrambi presero parte alla goleada milanista nel famosissimo 6-0 dell’11 maggio 2001. In quell’occasione, il futuro attaccante dell’Atalanta segnò addirittura una doppietta.

Per completare il quadro post 2000 dobbiamo ricordare anche la meteora interista: il turco Hakan Sukur. L’attaccante, comprato dal Galatasaray, restò una sola stagione a Milano con appena sei gol, uno di questi nel derby del 7 gennaio 2001, terminato 2-2.

Chi sarà il prossimo? Ci sarà di nuovo un eroe anonimo?