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Di Juventus-Inter alla 26esima giornata di Serie A ne contiamo già 6. Il bilancio di questo mini ciclo è a tinte bianconere. La Vecchia Signora ha sempre fatto punti e in ben 4 circostanze ha messo le mani sull’intera posta in palio.

Nel 1941/1942 fu 4-0 con reti di Bellini (doppietta), Sentimenti III, Lushta.

Nel 1947/1948 ecco un 2-0 con marcatori Boniperti e Parola.

Nel 1970/1971 terminò 1-1 a Marchetti risposte l’interista Bedin.

Nel 1977/1978 pareggio per 2-2 con gli ospiti in doppio vantaggio grazie a Bini e Muraro, poi la rimonta degli juventini targata Bettega e Cuccureddu.

Nel 1985/1986 un 2-0 firmato Platini (rigore) e Bonini.

Nel 2000/2001 ecco un 3-1 con timbri di Tacchinardi, Inzaghi, Del Piero e del nerazzurro Vieri (rigore).

Da rimarcare come al termine di 3 dei sei campionati appena ricordati il tricolore sia finito sulle maglie di una fra la Vecchia Signora e la Beneamata. Nel 1970-1971 toccò a nerazzurri; nel 1977-1978 e nel 1985-1986 ai bianconeri. Il bilancio dei precedenti, 86, sorride ai padroni di casa avanti per numero di vittorie e gol marcati. Fra l’altro l’Inter dopo aver violato lo Stadium, prima in serie A, col 3-1 del 2012/2013 non è più stata in grado di vincere in casa della Juventus: 4 ko e 2 segni X (l’1-1 nel 2014/2015 e lo 0-0 nel 2017/2018).

I tabellini degli ultimi 5 incroci a Torino raccontano di 1 solo rigore sanzionato (pro Juventus nel 2015/2016), 30 cartellini gialli mostrati dagli arbitri (14 contro la Juventus e 16 contro l’Inter), 2 sole espulsioni comminate (entrambe per rosso diretto, Kovacic all’86’ della sfida 2014/2015 e Perisic al 95’ dell’incrocio 2016/2017).

Da ricordare come la sfida di domenica sera metta di fronte, statistiche alla vigilia della 26esima giornata, la miglior squadra fra le mura di casa (34 punti per i bianconeri, 11V – 1X – 0P con 29GF e 10GS), alla miglior compagine da trasferta (29 punti per i nerazzurri, 9V – 2X – 1P con 26GF e 12GS) della Serie A 2019/2020.

Ma se la Zebra non va ko allo Stadium dal 22 aprile 2018 e nelle successive 33 gare interne di campionato ha registrato 28 successi e 5 pareggi, il Biscione nell’ultimo impegno in trasferta è finito ko all’Olimpico di Roma contro la Lazio, nello scontro diretto che gli è costato il secondo posto nella graduatoria generale.

CONFRONTI DIRETTI JUVENTUS-INTER (SERIE A)*

86 incontri disputati
59 (40) vittorie Juventus
16 (34) pareggi
11 (12) vittorie Inter
151 (65) gol fatti Juventus
66 (30) gol fatti Inter

ULTIME 5 SFIDE JUVENTUS-INTER (SERIE A)

2014/2015, 17° giornata, Juventus-Inter 1-1
2015/2016, 27° giornata, Juventus-Inter 2-0
2016/2017, 23° giornata, Juventus-Inter 1-0
2017/2018, 16° giornata, Juventus-Inter 0-0
2018/2019, 15° giornata, Juventus-Inter 1-0

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEI JUVENTUS-INTER

1-0 comparso per 20 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Mandzukic)
2-0 comparso per 12 volte, l’ultima nel 2015/2016 (Bonucci, Morata rig.)
1-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Tevez, Icardi)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Juventus-Inter in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

SARRI VERSUS CONTE

Quello di domenica sera allo Stadium sarà il secondo scontro diretto in campionato fra Maurizio Sarri, Juventus, e Antonio Conte, Inter. L’unico faccia a faccia registrato fino a oggi coincide col derby d’Italia dell’andata, quando la Vecchia Signora seppe imporsi per 2-1 grazie alle reti argentine di Dybala e Higuain.

Curiosamente Sarri e Conte sono però legati da un po’ di panchine… perché i due tecnici si sono avvicendati su quella dell’Arezzo nella cadetteria 2006/2007, non solo, al Chelsea l’ex Napoli arrivò dopo le due stagioni con l’ex CT azzurro, infine, adesso, c’è di mezzo la Vecchia Signora…

Il bianconero ha sfidato il Biscione per 9 volte in Serie A. Negli ultimi 5 incroci è sempre andato a punti. Dal 2016/2017, difatti, ecco 3 vittorie più 2 segni X ad occhiali, vale a scrivere 0-0. Le uniche 2 battute d’arresto che rintracciamo sono quelle patite con l’Empoli 2014/2015, 3-4, e il Napoli 2015/2016, 0-2. Il nerazzurro fra Serie B, Arezzo, e A, Atalanta e Inter, ha incrociato uomini e schemi con la sua ex squadra già 3 volte, rimediando sempre e solo dei KO. Non solo. Il computo dei gol incassati ha raggiunto quota 12.

Concludiamo segnalando che Sarri fra Empoli (26), Napoli (101) e, adesso, Juventus (22) vanta ben 149 match a punti nel massimo campionato italiano. Contro l’Inter, pertanto, oltre a dare una spallata a una diretta concorrente nella corsa scudetto, in caso di successo raggiungerebbe il traguardo personale dei 150 match positivi.

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E CONTE IN CAMPIONATO

1 vittoria Sarri
0 pareggi
0 vittorie Conte
2 gol fatti squadra di Sarri
1 gol fatto squadra di Conte

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E L’INTER IN CAMPIONATO

4 vittorie Sarri
3 pareggi
2 vittorie Inter
11 gol fatti squadre di Sarri
8 gol fatti Inter

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO

0 vittorie Conte
0 pareggi
3 vittorie Juventus
4 gol fatti squadre di Conte
12 gol fatti Juventus

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

177 panchine
106 vittorie
43 pareggi
28 sconfitte
149 gare a punti

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

151 panchine
102 vittorie
34 pareggi
15 sconfitte
136 gare a punti

Per tutti gli amanti del famoso detto “Squadra che vince non si cambia” in riferimento non solo all’idea che il miglior gruppo di giocatori deve restare invariato, ma anche che la stessa squadra che trionfa da anni, la Juventus, continuerà a farlo, ecco a tutti quelli che ancora ci credono è arrivato il momento di dire stop.

Lo stop è sancito da Simone Inzaghi e dai suoi valorosi condottieri laziali, su tutti re Ciro Immobile dall’alto dei suoi quasi trenta gol in campionato, capaci di ridare ai tifosi laziali un entusiasmo sopito da oltre vent’anni, da quel lontano 2000 alla corte di Sven-Göran Eriksson quando per l’ultima volta si festeggiava lo scudetto in casa Lazio.
Sicuramente quest’anno l’entusiasmo sarà condiviso da altri tifosi non necessariamente bianconeri, il nero e l’azzurro sembrano i colori della rinascita e della consacrazione come l’Atalanta di mister Giampiero Gasperini e l’Inter di Conte ci stanno facendo vedere in questi mesi. Probabilmente l’estate scorsa in pochi, anzi pochissimi, avrebbero scommesso su una Lazio capolista e una Juve seconda e tallonata dall’Inter a un paio di mesi dalla fine del campionato, chissà se i tifosi dell’Atalanta si sarebbero aspettati di avanzare così tanto in Champions League ed essere allo stesso tempo la quarta forza del campionato, davanti a Roma, Napoli e Milan, con un Ilicic in lotta per il podio in classifica cannonieri ed il solito “Papu” Gomez a contendersi il primato tra i giocatori che hanno fornito più assist in questa stagione.

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Un campionato all’ombra delle incertezze

Certo la situazione delle ultime settimane pare piuttosto convulsa a causa del Coronavirus che sta creando non pochi problemi tra rinvii e partite a porte chiuse; tutti ovviamente si augurano che l’allarme rientri il prima possibile e che si possa tornare a parlare unicamente di calcio giocato. Intanto diamo un’occhiata alla situazione della Serie A dal punto di vista della classifica e delle ultime indiscrezioni a livello calcistico, lasciando ad altra sede le discussioni.

Dicevamo dell’Atalanta e dei suoi successi, dopo la batosta rifilata al Lecce di Liverani con tripletta del solito Zapata, arriva la doccia fredda della partita a porte chiuse in Champions col Valencia, probabilmente una situazione del genere non se la sarebbe aspettata nessuno dato che per Valencia sarebbero sicuramente partiti migliaia di tifosi bergamaschi che in questi ultimi anni stanno andando in visibilio grazie alla Dea e al granitico Giampiero Gasperini, uomo duro e carismatico, capace di portare anche una provinciale a giocarsela sui campi più prestigiosi senza nessun timore reverenziale.

Dunque lotta aperta al vertice con Lazio e Juve a contendersi un primo posto quest’anno per niente scontato, chissà che l’Inter non regali qualche sorpresa ora che Lukaku, Brozovic e Lautaro Martinez hanno cominciato a far vedere di che pasta sono fatti e soprattutto di cosa sono capaci insieme, per informazioni chiedere a Napoli e Ludogorets tra le altre.

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La fine di un’epoca in casa Juventus

Che in casa Juventus fosse finito un ciclo lo si sapeva da quando Massimiliano Allegri ha lasciato la panchina bianconera passando le redini in mano a Maurizio Sarri, uomo forte di Napoli e Chelsea che però all’ombra della Mole non ha ancora saputo tirare fuori dai suoi quello spirito e quella cattiveria agonistica che fino ad ora avevano caratterizzato le squadre in cui veniva praticato il “sarrismo”, al punto che ora pare che la dirigenza della Juve capitanata da Andrea Agnelli stia addirittura pensando ad un ritorno di Max Allegri per non rischiare di perdere definitivamente la faccia dopo il super colpo di mercato Cristiano Ronaldo che nonostante le solite prestazioni da extraterrestre non può da solo traghettare la squadra verso l’ennesima vittoria, o almeno non può più, perché prima ce l’aveva sempre fatta praticamente da solo.

Sicuramente se un anno fa avessimo scommesso su questi avvenimenti presso un qualsiasi casinò per giocare online avremmo guadagnato un bel gruzzoletto. Del resto chi si sarebbe mai aspettato un Napoli ormai non più agguerrito al punto da impensierire le grandi, un’Atalanta che prepotentemente si continua ad insinuare in posizioni della classifica storicamente destinate a compagini più blasonate quali Roma e Milan, insomma questa serie A 2020 ci sta regalando davvero non poche sorprese e noi non vediamo l’ora di sapere come andrà a finire.  Saranno in grado i due marziani Lukaku e Lautaro di fronteggiare la straordinaria fase ascendente della Lazio trascinata dal bomber Immobile o alla fine trionferà lo strapotere juventino come negli ultimi otto anni? Staremo a vedere sperando che lo spettacolo sia altrettanto avvincente per i mesi che mancano alla fine del campionato.

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La lotta per la salvezza

Non dimentichiamo la parte bassa della classifica dove si scatena il derby genovese per la retrocessione, Genoa e Sampdoria sembrano destinate ad una lotta all’ultimo sangue per spuntarla anche quest’anno, osservate dall’alto da Lecce e Torino e tallonate da Brescia e Spal. Con il pareggio con l’Atalanta, le vittorie su Cagliari e Bologna,  la squadra di Nicola sembra aver ripreso una timida rimonta nonostante l’ultima sconfitta contro la capolista Lazio, mentre i cugini blucerchiati sembrano aver preso un cammino leggermente più tortuoso con le sconfitte patite contro Napoli e Fiorentina, in vista il match con la Roma sempre che si riesca a giocare per motivi di salute pubblica, poi il Bologna di Mihajilovíc e a fine mese  il match della verità contro il Lecce.

Saranno settimane intense che speriamo di vivere entusiasmo e chissà che non si torni a chiedersi chi sarà la prossima anti Juve, se l’inter del duo delle meraviglie o la Lazio del capocannoniere e papabile vincitore della scarpa d’oro 2020.

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Negli anni Duemila mai l’Inter ha conquistato in campionato il San Paolo. Da 13 sfide di fila, infatti, il Napoli fa punti quando ospita i nerazzurri: 9 successi più 4 pareggi con 23 marcature all’attivo contro 8 incassate. Una serie che ha preso avvio con l’1-0 alla 19esima giornata del torneo 2000/2001 (Matuzalem man of the match) e arrivata al 4-1 della passata stagione (Zielinski, Mertens, doppietta di Fabian Ruiz, Icardi su rigore).

Così per rintracciare un segno 2 in schedina dobbiamo scartabellare gli almanacchi di calcio fino al campionato 1997/1998, quando al sesto turno prima Galante e poi un autogol di Turrini fissarono il punteggio sullo 0-2. E proprio dando uno sguardo agli archivi della Serie A scopriamo che di precedenti Napoli-Inter alla 18esima giornata ce ne sono 3. Nel 1939/1940 finì 0-1 con Guarnieri in rete al 78’. Nel 1973/1974 fu 2-1, gol di Clerici al 5’, Mazzola al 61’, Bruscolotti al 68’. Per ultimo, nel 1977/1978, ecco un 2-2 firmato Chiarugi al 21’, Oriali al 26’, Muraro al 62’, Facchetti autorete all’83’. Bilancio quindi in perfetto equilibrio.

Nel posticipo di lunedì saranno faccia a faccia due squadre distanziate da 18 lunghezze in classifica. Nel corso dell’anno solare 2019 i campani hanno raccolto 59 punti (16V – 11X – 9P; 64GF/41GS), i lombardi 72 (21V – 9X – 6P; 62GF/33GS). E pensare che gli azzurri avevano cominciato l’anno con un 2-1 sulla Lazio (primo marcatore Callejon), mentre i nerazzurri non erano andati oltre il pareggio ad occhiali, vale a dire 0-0, col Sassuolo.

A battezzare il 2020 dell’impianto di Fuorigrotta sarà l’unica imbattuta in trasferta dell’attuale Serie A. La compagine di mister Conte con 22 punti (7V – 1X; 19GF/8GS) ha fatto meglio di chiunque altro e mette in mostra il secondo attacco più prolifico e la seconda difesa meno battuta in esterna. Però l’ultimo ko fuori dal Meazza arrivò il 19 maggio scorso proprio nel capoluogo campano, Napoli-Inter 4-1.

CONFRONTI DIRETTI NAPOLI-INTER (SERIE A)*

73 incontri disputati
37 (26) vittorie Napoli
19 (36) pareggi
17 (11) vittorie Inter
95 (48) gol fatti Napoli
70 (29) gol fatti Inter

ULTIME 5 SFIDE NAPOLI-INTER (SERIE A)

2014/2015, 26° giornata, Napoli-Inter 2-2
2015/2016, 14° giornata, Napoli-Inter 2-1
2016/2017, 15° giornata, Napoli-Inter 3-0
2017/2018, 9° giornata, Napoli-Inter 0-0
2018/2019, 37° giornata, Napoli-Inter 4-1

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DEI NAPOLI-INTER

1-0 comparso per 13 volte, l’ultima nel 2011/2012 (Lavezzi 59’)
0-0 comparso per 10 volte, l’ultima nel 2017/2018
2-1 comparso per 8 volte, l’ultima nel 2015/2016 (Higuain 2’ e 62’ – Ljajic 67’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Napoli-Inter in Serie A dopo la prima frazione di gioco.

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Fra Gennaro Gattuso, Napoli, e Antonio Conte, Inter, non si sono precedenti in campionato. Piuttosto prevedibile se consideriamo che quando l’ex centrocampista del Milan iniziava la carriera di mister in Italia, l’ex centrocampista della Juventus si apprestava a cominciare l’ultimo anno sulla panchina bianconera prima dell’esperienza come CT e dell’avventura in Inghilterra. Entrambi, tuttavia, hanno dei testa a testa con le squadre che dovranno affrontare lunedì sera nel posticipo della 18esima giornata di Serie A 2019/2020.

Per il partenopeo sono già 3 in campionato, tutti in occasione dei derby alla Scala del calcio. Il bilancio racconta di zero vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte. Neppure quando i suoi giocatori hanno marcato 2 gol, infatti, Gattuso ha messo le mani sull’intera posta in palio. Un po’ di più sono gli incroci per l’interista, 8. Il primo avvenne in cadetteria, dalla panchina dell’Arezzo. Poi ecco quelli con Atalanta e Juventus. Fra l’altro nel torneo 2009/2010 Atalanta-Napoli andò in scena il 6 gennaio in occasione della 18esima giornata. Il punteggio finale fu di 0-2 e il giorno dopo il ko Conte rassegnò le proprie dimissioni da mister degli orobici.

Attenzione: con la Vecchia Signora ha sì vinto 3 scudetti in altrettante stagioni fiaccando la resistenza dei campani, ma allo stadio San Paolo non ha mai vinto. Due segni X, 3-3 nel 2011/2012 e 1-1 nel 2012/2013, poi la sconfitta per 0-2 nel 2013/2014. Concludiamo ricordando che i successi del mister leccese in Serie A sono arrivati a quota 99.

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TUTTI I PRECEDENTI FRA GATTUSO E L’INTER IN CAMPIONATO

0 vittorie Gattuso
1 pareggio
2 vittorie Inter
2 gol fatti squadre di Gattuso
4 gol fatti Inter

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E IL NAPOLI IN CAMPIONATO

3 vittorie Conte
3 pareggi
2 vittorie Napoli
12 gol fatti squadre di Conte
8 gol fatti Napoli

I NUMERI DI GATTUSO IN SERIE A

64 panchine
32 vittorie
19 pareggi
13 sconfitte
51 gare a punti

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

144 panchine
99 vittorie
31 pareggi
14 sconfitte
130 gare a punti

Da quando ha preso avvio l’attuale dominio della Juventus, stagione 2011/2012, solo in un’occasione l’Inter s’è ritrovata allo scontro diretto del Meazza davanti in classifica. Era il campionato 2015/2016 e il derby d’Italia a Milano fu giocato in occasione dell’ottava giornata. Dopo sette turni la graduatoria vedeva i nerazzurri a quota 16, mentre i bianconeri seguivano a distanza con 8. Quella sfida terminò col punteggio ad occhiali, vale a dire lo 0-0, e qualche mese più tardi la Vecchia Signora avrebbe celebrato il suo quinto scudetto consecutivo eguagliando se stessa versione anni Trenta.

Proprio il segno X senza marcatori è il risultato più ricorrente al termine degli Inter-Juventus di Serie A. Lo contiamo già in 12 degli 86 incontri disputati, in sostanza 1 ogni 7 testa a testa. Gli altri due punteggi sul podio del big match sono l’1-2, 10 presenze, la più recente nel 2014/2015; l’1-1 con 9 caps, l’ultima delle quali spesa l’anno scorso.

Il bilancio dei precedenti in Lombardia vede in vantaggio i nerazzurri per numero di vittorie, 35-23, e reti marcate, 134-96. Mentre match chiusi senza vincitori, né sconfitti ammontano a 28. Spulciando gli almanacchi rintracciamo già un Inter-Juventus alla settima giornata di Serie A. Stagione 1992/1993. Sulla panchina della Beneamata siede Osvaldo Bagnoli, su quella della Vecchia Signora c’è Giovanni Trapattoni. All’intervallo il tabellone recita 2-0: Sosa e Sammer. Al triplice fischio finale è 3-1, perché nella ripresa marcano anche Shalimov e Moller. Antonio Conte quel giorno è in campo, ma con la maglia bianconera. Al termine del campionato lo scudetto sarebbe andato al Milan, davanti all’Inter. Per la Juventus un quarto posto superata anche dal Parma.

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CONFRONTI DIRETTI INTER-JUVENTUS (SERIE A)*

86 incontri disputati

35 (25) vittorie Inter

28 (44) pareggi

23 (17) vittorie Juventus

134 (49) gol fatti Inter

96 (33) gol fatti Juventus

ULTIME 5 SFIDE INTER-JUVENTUS (SERIE A)

2014/2015, 36° giornata, Inter-Juventus 1-2

2015/2016, 8° giornata, Inter-Juventus 0-0

2016/2017, 4° giornata, Inter-Juventus 2-1

2017/2018, 35° giornata, Inter-Juventus 2-3

2018/2019, 34° giornata, Inter-Juventus 1-1

RISULTATI PIU’ RICORRENTI IN SERIE A AL TERMINE DI INTER-JUVENTUS

0-0 comparso per 12 volte, l’ultima nel 2015/2016

1-2 comparso per 10 volte, l’ultima nel 2014/2015 (Icardi 9’ – Marchisio rig. 42’ – Morata 83’)

1-1 comparso per 9 volte, l’ultima nel 2018/2019 (Nainggolan 6’ – Cristiano Ronaldo 62’)

* Fra parentesi i dati dei precedenti Inter-Juventus in Serie A dopo la prima frazione di gioco

 

Tra Conte e Sarri…l’Arezzo

Altra sfida inedita per Antonio Conte dopo l’esperienza inglese. Sul suo cammino stavolta c’è quel Maurizio Sarri cui lo legano un bel po’ di elementi. Nel 2006/2007 il tecnico nerazzurro e quello bianconero si alternano sulla panchina dell’Arezzo. Un’esperienza conclusa con la retrocessione dei toscani dalla cadetteria alla Serie C. A causa anche di una penalizzazione di sei punti che dopo quarantadue giornate si rivelerà determinante. Un decennio più tardi, estate del 2018, sliding doors pure al Chelsea, dove l’interista era volato conclusa l’esperienza con la Nazionale, mentre lo juventino arriva dopo quella col Napoli. Il primo mette le mani sul campionato e la Coppa d’Inghilterra, il secondo conquista l’Europa League.

Domenica sera, sul prato del Meazza, saranno avversari per la prima volta nei campionati professionistici italiani. Al contrario già c’è traccia di precedenti fra Conte e la Vecchia Signora, Sarri e il Biscione. Il mister di casa ha sfidato la Juventus proprio con l’Arezzo 2006/2007, 1-5, e con l’Atalanta 2009/2010, 2-5. Bilancio quindi negativo, con due manita incassate.

Il tecnico ospite ha incrociato l’Inter già in 8 occasioni: 2 guidando l’Empoli, 6 al comando del Napoli. Rendiconto che lo vede in vantaggio per numero di successi, 3-2, e reti marcate, 9-7. Soprattutto è in serie positiva da 4 sfide senza incassare gol, anche se gli ultimi due testa a testa, stagione 2017/2018, sono terminati col punteggio ad occhiali, vale a dire 0-0.

Chiudiamo con una curiosa coincidenza: 92 le vittorie di Conte in Serie A, 92 i successi di Sarri in Serie A.

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TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO

0 vittorie Conte

0 pareggi

2 vittorie Juventus

3 gol fatti squadre di Conte

10 gol fatti Juventus

TUTTI I PRECEDENTI FRA SARRI E L’INTER IN CAMPIONATO

3 vittorie Sarri

3 pareggi

2 vittorie Inter

9 gol fatti squadre di Sarri

7 gol fatti Inter

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

133 panchine

92 vittorie

28 pareggi

13 sconfitte

120 gare a punti

I NUMERI DI SARRI IN SERIE A

158 panchine

92 vittorie

41 pareggi

25 sconfitte

133 gare a punti

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Quarto derby d’Italia per Gianluca Rocchi, primo a Milano

Per Gianluca Rocchi sarà il quarto derby d’Italia in campionato, il primo tuttavia calpestando il prato del Meazza di Milano. Il fischietto della sezione di Firenze (249 caps in Serie A con 104 vittorie per chi giocava in casa, 60 segni X, 85 successi per chi era in trasferta) ha, infatti, diretto gli Juventus-Inter del 2007/2008, 1-1, del 2013/2014, 3-1, infine, del 2015/2016, 2-0.

Quindi un bilancio in… bianconero, poiché la Vecchia Signora ha sempre fatto punti e in 2 occasioni ha pure colto l’intera posta in palio. I precedenti incroci col Biscione in Serie A sono 32, 13 quelli fra le mura di casa. L’ultima volta con i nerazzurri a Milano risale alla 30esima giornata 2017/2018, 3-0 sull’Hellas Verona. Il più recente KO interno è del 34esimo turno 2016/2017, 0-1 col Napoli.

Avanti di un soffio la Vecchia Signora in fatto di match con Rocchi in campo: 33, 17 dei quali lontano da Torino. Una storia cominciata nella cadetteria 2006/2007, quando l’arbitro classe 1973 era in campo per Spezia-Juventus 1-1. L’ultimo KO lontano dalla Stadium risale al torneo 2012/2013, Roma-Juventus 1-0 alla 25esima giornata. Anche se, dando un’occhiata alle statistiche parziali, di successivi match con i bianconeri ospiti ne rintracciamo soltanto 3: 4-0 a Udine, 3-1 nel derby col Torino, 2-1 a Napoli.

In questo campionato Rocchi ha diretto 3 match (Sampdoria-Lazio; Brescia-Bologna; Spal-Lecce) con 15 cartellini gialli mostrati (5 per chi era in casa, 10 per chi fuori), decretando 1 espulsione (doppio giallo) e sanzionando 2 calci di rigore (entrambi per chi era ospite).

TUTTI I PRECEDENTI FRA ROCCHI E L’INTER IN CAMPIONATO*

14 (8) vittorie Inter

12 (3) pareggi

6 (2) sconfitte

46 (21) gol fatti Inter

33 (11) gol subiti

TUTTI I PRECEDENTI FRA ROCCHI E LA JUVENTUS IN CAMPIONATO**

25 (12) vittorie Juventus

4 (2) pareggi

4 (3) sconfitte

71 (34) gol fatti Juventus

31 (17) gol subiti

* Fra parentesi i numeri degli incontri casalinghi.

** Fra parentesi i numeri degli incontri esterni

In occasione del derby di Milano numero 171 nella Serie A con la formula del girone unico, saranno avversari per la prima volta in campionato. Stiamo parlando di Marco Giampaolo, Milan, e Antonio Conte, Inter. I due tecnici, infatti, non si sono mai ritrovati faccia a faccia fra A, cadetteria e C. Anzi, l’unico trait d’union è rappresentato dalla comune militanza sulla panchina del Siena. Per l’attuale rossonero fra il 2008/2009 e il 2009/2010. Per l’oggi nerazzurro nel torneo 2010/2011.

Così non resta che dare uno sguardo agli incroci mister-squadra, ovviamente con punti classifica in palio. Giampaolo ha sfidato l’Inter già in 14 occasioni. L’ha fatto sedendo sulle panchine di Ascoli (2), Cagliari (1), Siena (2), Catania (1), Empoli (2), Sampdoria (6). Il bilancio lo vede nettamente in svantaggio. Non solo. E’ sempre uscito ko dagli ultimi 4 scontri diretti. Così per rintracciare quelle 3 gare a punti dobbiamo scartabellare un bel po’ fra gli almanacchi. Il primo match positivo è del 2006/2007, 1-1 col Cagliari. I 2 successi sono entrambi del 2016/2017, 1-0 e 2-1 alla guida della Sampdoria.

La metà, invece, sono le sfide fra Conte e il Milan: 7. A parte 1 con l’Atalanta, tutte le altre sono arrivate guidando la Juventus (6). Le sue formazioni hanno raccolto punti per 6 volte su 7. L’unica sconfitta è lo 0-1 nel girone d’andata del 2012/2013. Soprattutto l’allenatore pugliese avrà uno stimolo in più per mettere le mani sul primo derby meneghino della sua carriera: è a quota 149 vittorie nei campionati professionistici italiani. Analizzando il suo curriculum, infatti, ne individuiamo 8 con l’Arezzo, 31 col Bari, 3 con l’Atalanta, 21 col Siena, 83 con la Juventus, infine, 3 con l’Inter.

TUTTI I PRECEDENTI FRA GIAMPAOLO E L’INTER IN CAMPIONATO

2 vittorie Giampaolo

1 pareggio

11 vittorie Inter

11 gol fatti squadre di Giampaolo

26 gol fatti Inter

TUTTI I PRECEDENTI FRA CONTE E IL MILAN IN CAMPIONATO

4 vittorie Conte

2 pareggi

1 vittoria Milan

10 gol fatti squadre di Conte

5 gol fatti Milan

I NUMERI DI GIAMPAOLO IN SERIE A

311 panchine

93 vittorie

87 pareggi

131 sconfitte

180 gare a punti

I NUMERI DI CONTE IN SERIE A

130 panchine

89 vittorie

28 pareggi

13 sconfitte

117 gare a punti

Ora che le voci degli ultimi tempi hanno il marchio ufficiale di un comunicato alle prime luci dell’alba, Antonio Conte è il nuovo allenatore dell’Inter. Con Beppe Marotta dietro la scrivania, si ricompone la coppia simbolo dei primi anni di rinascita juventina. E così dopo Trapattoni, Lippi (e anche Gasperini), la società nerazzurra si affida al tecnico leccese per tornare a vincere. Obiettivo dichiarato dalla società di Steven Zang se ingaggi uno dei migliori e più pagati manager a livello internazionale. Abbiamo provato a immaginare, con qualche giorno d’anticipo, la prima conferenza stampa dell’ex capitano della Juve ad Appiano Gentile con le tre domande che gli vanno assolutamente fatte.


Buongiorno mister, benvenuto all’Inter. Ci tolga subito una curiosità, quanti sono gli scudetti della Juve?

Ma sicuramente per me è un grande onore vestire questi colori. Nei miei anni in bianconero, da giocatore e da allenatore, ho sempre avuto grande rispetto per questa società. Io sono un professionista, il mio passato è importante ma per me ora conta solo l’Inter. Non mi interessa il calcolo degli scudetti che ci sono stati, mi interessa l’albo d’oro dell’Inter dalla stagione 2019-2020.

Quel 26 aprile 1998 lei era in campo nel famoso Juve Inter passato alla storia per il contatto Iuliano Roaldo. Secondo lei era rigore?

Le situazioni in campo sono gestite dall’arbitro, non da me. In quella partita ero capitano dei bianconeri, così come poi sono stato allenatore della Juventus, ma ora la Juventus non c’entra. Non esiste. C’è solo l’Inter, c’è anche una canzone che dice questo, no?


Cosa rappresenta per lei il 5 maggio?

La più straordinaria opera letteraria di Alessandro Manzoni.

Sono passati pochi minuti dopo le 14 quando nella sala stampa della Continassa entra l’intera squadra. Dal capitano Chiellini a Cristiano Ronaldo, da Barzagli sul punto di ritirarsi a Pjanic e Mandzukic. Poi arrivano Massimilino Allegri e Andrea Agnelli. “Scambiamo i ruoli? I calciatori fanno le domande, i giornalisti giocano”, rompe subito il ghiaccio Max fuori microfono, come sua consuetudine nelle conferenze stampa pre gara. Ma questa non è una qualsiasi, è il suo passo d’addio alla Signora sancito dalla presenza del presidente. E il numero 1 della Juve prende subito la parola, mette la società davanti a tutto, snocciola i numeri da record di Allegri, parla di una “riflessione della società” che ha portato alla rottura e di un allenatore come amico trovato in acciughina. Si sottrae a qualsiasi interrogativo sul futuro della panchina bianconera.


Le bordate a Conte non mancano, iniziando dall’aneddoto sulla finale Champions del 2013 (“Eravamo a Londra con Paratici, vidi Max e dissi a Fabio che sarebbe diventato il nostro allenatore, abbiamo dovuto aspettare un anno e mezzo”). Agnelli rifiuta qualsiasi accenno diretto all’ex ct, anche se quando parla di “decisione più sofferta” da quando a presidente indirettamente si riferisce alla burrascosa estate 2014. Quando l’allenatore leccese abbandonò la barca il secondo giorno di ritiro, a metà luglio. I richiami del presidente all’azienda Juve e alle dinamiche dietro una decisione del genere, presa dalla società, sono ripetuti più volte.

Poi è il turno di Allegri. Più volte ci si è chiesti se esistesse un allegrismo come esiste il sarrismo, l’ancelottismo, il guardiolismo e il sacchismo. Ecco, lo stile di Max sta tutta nel suo passo d’addio alla Juve. Completamente agli opposti rispetto a quello del suo predecessore su quella panchina. Il legame con Agnelli è sincero e solido, così come quello con la squadra, schierata proprio davanti al tecnico livornese, seduta in prima fila. Allegri spesso non riesce a trattenere le lacrime, emozionato ma lucido, passionale ma cinicamente freddo quando dell’eterno dibattito tra risultati e bel gioco. “Io non so cosa significhi il bel gioco”, dice sornione tra una parola dolce per Barzagli e una metafora ippica come quelle che ama. Se qualcuno cercava dove fosse l’allegrismo, l’ha trovato nell’addio di Massimiliano da Livorno alla Juventus.

Otto formazioni per otto scudetti. Con campionissimi irrinunciabili, ma anche preziosi gregari. Le otto Juventus scudettate dal 2012 a oggi sono il perfetto mix di talento e sacrificio nel segno della continuità. Come da Buffon a Szczesny, da Lichtsteiner a Cancelo, da Pirlo a Pjanic, da Tevez a Ronaldo. Da Conte ad Allegri. Il comun denominatore si chiama Andrea Agnelli, faro del progetto bianconero anche dopo l’addio di Marotta. Abbiamo provato a stilare la formazione tipo di questi otto scudetti. Non è stato facile, ogni ruolo aveva il suo sostituto perfetto e ciò dimostra l’abbondanza costante della rosa juventina. Il modulo scelto è il 4-3-3

La top 11

Buffon (Szczesny)

Il numero 1 dei numero 1 ha trovato il suo erede perfetto. Buffon, neo campione di Francia con il Psg, è stato il capitano e protagonista assoluto per 7 anni. Il portiere polacco ha avuto il grande merito di raccogliere in maniera degna il testimone.

Alex Sandro (Evra)

Il brasiliano arriva con grandi speranze dal Porto nel 2016. Parte subito forte, si afferma come uno dei migliori al mondo in quel ruolo. Poi, un lento declino fino a questa stagione. Evra, da par suo, nelle stagioni bianconere ha sempre garantito la sua esperienza sulla fascia.

Bonucci (Benatia)

Croce e delizia di questi anni scudettati. Leonardo Bonucci è stato il play basso da cui far partire l’azione, il libero fuori tempo con piede da regista. L’addio burrascoso lo scorso anno, poi il ritorno da figliol prodigo scalzando Benatia che l’aveva sostituito.

Chiellini (Barzagli)

Qui siamo di fronte a due monumenti del calcio italiano. Chiellini e lo stesso Bonucci non sarebbero diventati così grandi senza la guida del prof Barzagli, al suo passo d’addio.

Cancelo (Dani Alves, Lichtsteiner)

Dibattito aperto sulla fascia destra. Prendiamo Cancelo per il potenziale non ancora completamente espresso. Dani Alves nella sua unica annata a Torino ha parzialmente deluso, anche se per lui parla il cv. Lo Swiss Express è il ritratto della Juve operaia e vincente.

Pirlo (Pjanic)

C’è altro da aggiungere rispetto al Maestro rigenerato da Conte e punto di riferimento della prima Juve di Allegri? Il bosniaco studia nella stessa scuola, ma non è ancora la stessa cosa.

Pogba (Emre Can)

Il polpo è uno dei grandi rimpianti dei tifosi bianconeri che sperano ogni anno in un cavallo di ritorno. Per il momento hanno trovato il tedesco che lentamente si è preso la Juve 2018/2019 dopo un bel po’ di guai fisici.

Vidal (Matuidi)

Se Antonio Conte andasse in guerra, penserebbe al cileno come primo soldato da portarsi insieme. Ma anche il francese campione del Mondo non lo butterebbe via.

Cristiano Ronaldo (Higuain)

L’unica indiscutibile casella. L’extraterrestre portoghese non ha classifica, il Pipita gli ha lasciato spazio dopo due ottime annate allo Stadium.

Del Piero (Dybala)

Il capitano è sempre il capitano, anche se per una sola stagione. Il suo erede con la 10 è stata la Joya, che si è un po’ spenta dopo aver illuminato i suoi primi anni torinesi.

Tevez (Mandzukic)

Prendete il gol segnato al Parma, o l’anno della finale di Berlino. L’Apache era il volto brutto e cattivo di una Juve umile, ma spietata. Mario è il fedelissimo buone per tutte le guerre sportive da combattere.

Allegri (Conte)

Qui la scelta divide l’Italia e il mondo: meglio chi ha dato una stabile identità europea alla squadra o chi ha dato vita al progetto vincente? Dibattito aperto, noi preferiamo la halma sapiente di Max.

 

 

Il sogno è ripercorrere le gesta di Zinedine Zidane, la realtà è un arco temporale di 15 giorni. Santiago Solari ha a disposizione due settimane per convincere Florentino Perez e la giunta direttiva del Real Madrid a prolungare il suo periodo di permanenza sulla panchina dei Blancos. Il tecnico madridista fa il suo esordio questa sera nella gara di sedicesimi di finale di Coppa del Re a Melilla, città sotto il protettorato spagnolo che si trova in Africa del Nord, sulla costa orientale del Marocco. L’ipotesi Antonio Conte non è ancora del tutto tramontata, così come il ritorno di Josè Mourinho dalla prossima stagione.

Santiago Solari, argentino 42enne, ha iniziato la sua carriera di entrenador con il Real Madrid Castilla, la seconda squadra delle Merengues, così come aveva fatto Zidane prima della chiamata al Bernabeu nel 2016. Nativo di Rosario, lo stesso paese di Lionel Messi e Mauro Icardi, è nipote di Jorge Solari, calciatore negli anni ’60.

Solari all’Atletico Madrid

Solari abbinava una buona tecnica di base alla capacità di fare legna a centrocampo. Dopo gli inizi al River Plate approda in Europa nel 1999 all’Atletico Madrid. Una sola stagione con i Colchoneros per poi passare dall’altra parte della capitale spagnola nel Real dei Galacticos. L’imbeccata di mercato è di suo cugino, Fernando Redondo.

In quella squadra leggendaria, costruita nella prima era Perez, giocavano Figo e Zidane, Ronaldo il fenomeno e Beckham, Raul, Casillas Roberto Carlos. El Indiecito è un onesto comprimario che a centrocampo assicura tanta quantità con buona qualità assieme a Makelele, Guti, Helguera e a un giovanissimo Esteban Cambiasso. Con il Real gioca cinque stagioni vincendo, tra le altre, due campionati spagnoli, una Champions League e una coppa Intercontinentale.

Santiago Solari e Zinedine Zidane compagni di squadra nel Real

Nel 2005 il passaggio all’Inter di Roberto Mancini, in cui milita fino al 2008. Sono gli anni pre e post Calciopoli, l’argentino vince tre campionati consecutivi, tra cui quello del 2006 assegnato ai nerazzurri e revocato alla Juventus. In quella squadra però gioca poco, solo 39 presenze e 4 gol in tre anni.

Nel 2008 il ritorno in patria a San Lorenzo, poi chiude la carriera tra l’Atlante in Messico e il Peñarol in Uruguay.

Solari con la maglia dell’Inter

 

Sembra essersi rotto l’incantesimo tra Antonio Conte e il Chelsea.

Dopo il primo trionfante anno alla guida dei Blues, il tecnico leccese non riesce più a dare anima alla squadra e ne è un ulteriore cenno la sonora sconfitta per 4-1 contro il Watford in Premier League.

Una vera e propria batosta che ha scosso l’ambiente della squadra, sin dai piani alti della società guidata dal magnate russo Abramovich.

La scorsa stagione la squadra di Conte è stata una vera macchina da guerra, macchina che però s’è inceppata soprattutto nelle ultime settimane. Il mercato ha portato alcuni nuovi innesti come il terzino italobrasiliano Emerson Palmieri e l’attaccante francese Giroud, che però non hanno avuto modo di entrare ancora appieno nei meccanismi della squadra londinese.

Sebbene quasi sicuramente a fine stagione il tecnico lascerà la panchina, i bookmakers inglesi (sempre pronti a scommettere sugli esoneri degli allenatori) hanno addirittura sospeso le giocate sull’esonero del pugliese. Tale situazione non è dovuta solamente dal pessimo ultimo risultato, ma anche una riunione del board dei Blues convocata per esaminare la posizione del manager. In questo caso, due le soluzioni praticabili: avanti con Conte, oppure licenziamento immediato.

Se si dovesse decidere per un licenziamento, le strade alternative non sono molte e quelle poche sono anche difficili da praticare. Complice l’assenza di Steve Holland, spesso alternativa interna in queste situazioni, ma che non lavora più per la squadra di Abramovich. In pratica con l’addio di Conte, comunque tutto lo staff sarebbe messo alla porta e quindi non si troverebbe nessuno all’interno del team per sostituire il tecnico italiano. In questo caso, Abramovich potrebbe affidarsi a un Hiddink III, traghettatore fino a giugno. Con un quarto posto da difendere, la FA Cup ancora in ballo e la doppia sfida difficilissima con il Barcellona in Champions, sarebbe un azzardo.

Ed è per questo che per ora si dovrebbe andare avanti con Conte. Il tecnico cercherà di ripartire dando la carica giusta per la parte più importante della stagione.

In effetti la società così come la squadra è con lui.

Tuttavia per una soluzione a largo respiro, bisogna confrontarsi con altri problemi. Il favorito è lo spagnolo Luis Enrique. Gli altri nomi nella lista indicata dal giornale inglese Telegraph (Allegri, Sarri, Rodgers, Simeone, Zidane) sono impegnati con altri club.