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Il 18 marzo si è conclusa l’esperienza paralimpica a Pyeongchang. In questa edizione del 2018 tante sono state le sorprese e le soddisfazioni che hanno coinvolto l’Italia in prima persona.

Sicuramente il dato più importante è aver riportato il nostro paese nuovamente all’interno del medagliere. La spedizione paralimpica di Sochi 2014, conclusa con zero medaglie azzurre, è ormai un lontano ricordo e si festeggiano le cinque medaglie conquistate dai nostri rappresentanti in Corea del Sud.

Il merito più grande va sicuramente a Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal, la sua guida, che hanno fatto poker di trofei iridati con due ori, un argento e un bronzo. Un successo così non si aveva dal 2006, quando l’atleta paralimpica Silvia Parente riuscì a conquistare 4 podi nella stessa edizione.

I due atleti sono ora l’orgoglio dell’Italia e del Comitato paralimpico e meritano un posto d’onore nella storia delle Paralimpiadi Invernali. 

 Durante la cerimonia di chiusura dei Giochi paralimpici di Pyeongchang il presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli ha voluto che fosse proprio Giacomo Bertagnolli a portare il tricolore.  Fare da portabandiera è stata per lui una grande emozione che naturalmente ha condiviso con il suo compagno d’avventura Fabrizio Casal:

Ero davvero emozionato quando il presidente Pancalli mi aveva comunicato la scelta, ho paura di attorcigliare la bandiera ma Fabrizio mi ha detto che mi aiuterà lui. Di sicuro l’annoda ancora di più

La quinta medaglia arriva per l’Italia grazie a Manuel Pozzerle, argento nello snowboard che realizza il sogno di una vita. Sin da giovane ha sempre amato questo sport e nemmeno il suo incidente in moto e le sue conseguenze sono riuscite a distoglierlo da questa grande passione.

C’erano grandi aspettative anche per la performance della nazionale italiana di para ice hockey, che ha sfiorato il podio aggiudicandosi la quarta posizione. Anche senza medaglia, i giocatori della squadra meritano un applauso per gli enormi miglioramenti fatti e per essersi conquistati di diritto un posto tra i migliori.

In questa XII edizione per un’Italia tutta al maschile, l’assenza delle donne si è fatta sentire, soprattutto se si pensa che la nazionale azzurra avrebbe potuto sfruttare il talento e le capacità di Melania Corradini, medaglia argento nel supergigante di Vancouver 2010 e per quattro volte medagliata mondiale.

Ormai è tempo, però, di pensare al futuro e proiettarsi verso la prossima sfida paralimpica che andrà in scena nel 2022 a Pechino.