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Superclasico

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Che non sarebbe stata una partita come le altre era più che immaginabile, peccato però che la partita nemmeno si sia giocata.

In un Superclasico di Libertadores tra River Plate – Boca Juniors a vincere è stata solo la violenza. Un vero spot dell’antisportività che purtroppo ha rovinato quello che poteva essere un grande spettacolo e una grande vetrina calcistica.

Il match si avrebbe dovuto giocare alle 21 ma a causa dei gravissimi episodi accaduti è stato prima più volte posticipato di qualche ora, fino al definitivo slittamento a oggi (forse).

Tafferugli, spintoni ma soprattutto un attacco violento da parte dei tifosi Millionarios al pullman del Boca che trasportava i calciatori al Monumental. È stato lanciato di tutto, soprattutto pietre che hanno sfondato i vetri del bus gialloblu. Sono stati feriti cinque giocatori Xeneizes in maniera grave, mentre altri sono rimasti intossicati dallo spray al peperoncino che la polizia ha spruzzato per sedare gli animi della violenta tifoseria.

Le brutte immagini hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti, video e foto vergognosi per quella che invece poteva essere una gran bella cornice di sport e di gioia.

C’è stata gente che ha rovinato tutto, gente che è disposta a tutto pur di dire la sua in malo modo. Come una mamma che fregandosene dei rischi per la figlia, avvolge la piccola con dei bengala sotto la maglia, quasi come se fosse una kamikaze. Oltre a tantissima gente che ha provato ad entrare nello stadio senza biglietto assalendo la polizia ai cancelli.

Ciò che è successo ha sdegnato il mondo del calcio oltre agli sportivi che hanno anche vissuto in passato le emozioni che solo un Clasico può offrire.

Alcuni ex calciatori come l’attaccante della Fiorentina e del River, Gabriel Omar Batistuta, e il centrocampista Juan Pablo Sorin si sono decisamente esposti in maniera marcata per i gravi episodi accaduti

Un tifoso del River ha volute cercare di calmare gli animi discostandosi da quella cerchia di gente che non reputano tifosi.

 

L’obiettivo è quello di giocare questa sera, ma ci potrebbero essere ancora altri ribaltamenti. Intanto la società del Boca pare abbia fatto richiesta di vittoria a tavolino.

Spettacolo doveva essere e spettacolo è stato. La vigilia tormentata dai fulmini, dall’acquazzone, dal rinvio del match di 24 ore, dalle carovane dei tifosi per le strade di Buenos Aires. E infine, la bolgia all’interno della Bombonera: il primo capito Superclasico del secolo tra Boca Junior e River Plate, andata della finale della Libertadores, non ha tradito le aspettative e, al termine di 95 minuti intensi, ha regalato un pirotecnico 2-2 che rimanda ogni discorso al ritorno, in programma al Monumental tra due settimane.

L’assenza di tifosi ospiti per ragioni di sicurezza è servita a evitare i temuti incidenti, in campo invece è stata un’autentica battaglia a ritmi vertiginosi. Due volte in vantaggio, due volte il Boca si è visto recuperare: Pratto e un’autorete di Izquierdoz hanno rimediato alle reti di Abila e Benedetto, dando al River un pareggio, meritato, che accende ancora di più il ritorno.

 

E lo show nello show, è Carlos Tevez, subentrato negli ultimi 20 minuti, che a fine partita arringa i suoi compagni: è l’immagine simbolo della carica di tutto questo Superclasico. Dopo il fischio finale, l’Apache ha urlato verso la squadra abbattuta per il pareggio. Rabbia e grinta: la battaglia del ritorno è già iniziata.

Di meglio proprio non potevamo chiedere. Sarà Boca Juniors River Plate la finale di Coppa Libertadores. I vincitori non solo entreranno nella gloria ma avranno l’accesso al Mondiale per club in programma a dicembre negli Emirati Arabi Uniti (dal 12 al 22). La gara di andata si giocherà in casa del Boca, alla Bombonera, il 10 novembre alle 16 locali, le 20 in Italia. Il ritorno sarà il 24 novembre al Monumental, alla stessa ora. Le date sono state modificate rispetto a quanto inizialmente fissato perché a fine mese, a Buenos Aires, si svolgerà il G20.


Provate a immaginare un Real Madrid Barcellona in finale di Champions League. O Brasile Argentina all’epilogo dei Mondiali. O, per restare in Italia, ricordate cosa è stato Juventus Milan nel 2003 a Manchester. Sarà una prima assoluta. Mai, nella storia della competizione sudamericana, Boca e River si erano prima affrontate nell’ultimo atto della Libertadores. I Millonarios (chiamati così per l’ingente patrimonio economico soprattutto negli anni ’30) si sono qualificati dopo aver eliminato il Gremio. Dopo il ko casalingo per 0-1, il River ha vinto 2-1 a Porto Alegre con un rigore decisivo segnato da Gonzalo Martinez al 95’ e assegnato con il Var ben sette minuti prima. Le proteste e il clima vibrante in campo hanno generato ben 13 minuti di recupero. La quaterna arbitrale è uscita dal terreno di gioco scortata dalla polizia in tenuta antisommossa. All’81’ il Gremio vinceva 1-0, poi l’incredibile rimonta ospita nel finale di gara.

Meno palpitante, ma pur sempre combattuta la qualificazione del Boca. Anche qui gli argentini hanno avuto la meglio nel derby con i brasiliani. Gli Xeneizes (i genovesi, fondatori del club) hanno, infatti, eliminato il Palmeiras. Dopo il 2-0 maturato alla Bombonera, il Boca ha pareggiato 2-2 a San Paolo con gol decisivo del Pipa Darío  Benedetto. A nulla è valso il rigore del 2-1 per i padroni di casa segnato dall’ex milanista Gustavo Gomez.

Per la prima volta, quindi, il Superclasico assegnerà la Coppa Libertadores, la Champions League sudamericana. La rivalità Boca River è ultra centenaria, il primo match è datato 1913. Non è la prima volta assoluta in una finale. Nel 1976 assegnò il campionato argentino con la vittoria del Boca, mentre proprio quest’anno le due squadre si sono sfidate per la Supercopa argentina, con successo del River. Nel 1968 la partita fu funestata dalla tragedia della Puerta 12: ci furono 71 morti per una calca fatale che si creò all’altezza del cancello 12 dello stadio Monumental.

Nella semifinale di Libertadores del 2004, dopo il gol Carlitos Tevez imitò una gallina nell’esultanza al Monumental, proprio come vengono presi in giro i tifosi del River. L’apache, che oggi milita nel Boca, venne espulso. Nel 2015, invece, nella gara di ritorno degli ottavi di finale alla Bombonera, la partita fu sospesa all’intervallo perché i giocatori del River furono attaccati con uno spray al peperoncino da un ultras del Boca. I Millonaros vinsero a tavolino quel Superclasico.

Nel 2004, il quotidiano britannico Guardian ha stilato la classifica delle 50 cose da fare prima di morire. Al primo posto c’è vedere il derby Boca Juniors River Plate a Buenos Aires.