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Da lunedì Simona Halep sarà la nuova regina del tennis femminile, la 25esima da quando esiste il ranking mondiale (1975), spodestando la spagnola Garbine Muguruza. La certezza di coronare il suo sogno la rumena l’ha avuta qualificandosi per la finale del “China Open”, torneo Wta Premier Mandatory dotato di un montepremi di 6.381.679 dollari in corso sui campi in cemento di Pechino, in Cina.

In semifinale la Halep, numero 2 Wta e del seeding, ha sconfitto per 62 64, in un’ora ed un quarto di gioco, la lettone Jelena Ostapenko, numero 10 Wta e nona testa di serie. Per la 25enne di Costanza era un match che valeva tanto, visto che per l’ennesima volta in questa stagione era ad una sola vittoria dal coronare il sogno di diventare la regina del tennis mondiale. Ebbene stavolta il sogno è diventato realtà, per giunta battendo proprio la 20nne di Riga che lo scorso giugno nella finale del Roland Garros, recuperando un set ed un break di svantaggio, le aveva impedito di diventare le nuova numero uno del mondo.

Stavolta Simona non ha commesso lo stesso errore, anche se avanti di un set e 3-2 nel secondo con un break di vantaggio ha permesso a Jelena di agguantarla e superarla (4-3) prima di riprendere in mano le redini della partita e di aggiudicarsi gli ultimi tre giochi.

Quella di domenica sarà la 27esima finale in carriera per la Halep (15 i titoli vinti, l’ultimo lo scorso maggio a Madrid), la quinta in questa stagione (oltre Madrid le altre sono Roma, Roland Garros e Cincinnati): ultimo ostacolo la vincente di KvitovaGarcia.

Non ci sarà agli Us Open l’ennesima sfida fra Nadal e Federer, i due rivali storici che in questa stagione hanno restaurato il duopolio di una decina d’anni fa.
Non sarebbe stata una finale, ma solo una semifinale, come il tabellone lasciava prevedere.

Ma ai quarti i due fuoriclasse hanno imboccato strade diverse: Nadal infatti ha travolto il giovane Andrey Rublev, e continua la sua corsa da numero uno del mondo verso la finale degli Us Open, mentre lo svizzero autore di una esaltante stagione deve accettare lo strapotere dell’argentino Del Potro che lo ha messo alle corde, costringendolo a fermarsi ai quarti di finale.

La sconfitta di questa notte non toglie nulla allo straordinario ritorno di carriera di cui Federer si è reso protagonista a 36 anni suonati trionfando in due Slam su quattro nel 2017 (Australian Open e Wimbledon). Ora è il momento di Del Potro, il gigante argentino, dalla carriera discontinua forse, ma dal grande talento, che in semifinale troverà Nadal.

nadal
Nel femminile quattro statunitensi in semifinale. Il tennis a stelle a strisce fa l’en plein agli US Open: Coco Vandeweghe contro Madison Keys nella parte alta, Venus Williams contro Sloane Stephens nella parte bassa. Non c’è Serena neo mamma, ma lo Slam di casa è diventato un campionato nazionale. Le semifinali tutte made in Usa mancavano da ben 26 anni. Maiuscola la prestazione sfoderata da Coco Vandeweghe.

Nei quarti la 25enne newyorkese, numero 22 Wta e 20esima testa di serie, ha eliminato per 76(4) 63, in un’ora e 36 minuti di partita, la ceca Karolina Pliskova, che da lunedì prossimo non sarà più numero uno del mondo. La nuova regina del tennis femminile sarà infatti Garbine Muguruza (uscita di scena negli ottavi per mano della Kvitova), 24esima giocatrice ad arrivare al top del ranking mondiale da quando esiste il sistema di classifiche computerizzato (1975) e seconda spagnola dopo Arantxa Sanchez Vicario.

masters 1000 di cincinnati

Quindi la festa Usa è stata completata da Madison Keys, numero 16 Wta e 15esima testa di serie, che ha superato con un doppio 63 l’estone Kaia Kanepi, numero 418 Wta e proveniente dalle qualificazioni (ha potuto disputarle con il ranking protetto), rivelazione del torneo.

Sarà Nick Kyrgios a sfidare Grigor Dimitrov nella finale maschile del Masters 1000 di Cincinnati. Il 22enne australiano, alla prima finale della carriera in un Masters 1000, dopo aver eliminato Nadal nei quarti riesce ad avere la meglio su un altro spagnolo, il redivivo David Ferrer, per 7-6(3) 7-6(4).

Ad attenderlo, come detto, Dimitrov, che nell’altra semifinale aveva eliminato, anche qui in due set ed entrambi finiti al tie-break, John Isner. Il bulgaro, come Kyrgios alla prima finale in un Masters 1000, si è aggiudicato l’unico precedente, in tre set, nel 2015 a Indian Wells.

In campo femminile, Simona Halep si guadagna l’ultimo atto contro Garbine Muguruza al “Western&Southern Open”, torneo Wta Premier 5 dotato di un montepremi di 2.836.904 dollari in corso (combined con un Master 1000 Atp) sui campi in cemento di Cincinnati, in Ohio.

La rumena, 25 anni e seconda favorita del seeding, non lascia scampo all’americana Sloane Stephens, travolgendola per 6-2 6-1 in meno di un’ora. La Halep, grazie al successo della Muguruza sulla Pliskova nell’altra semifinale, ha ora, per la terza volta in stagione, la chance di diventare la 24esima tennista a raggiungere il vertice della classifica Wta. Col successo in semifinale, infatti, la 25enne di Constanta è ad appena 5 punti dalla Pliskova (6.390 contro 6.385) e in caso di titolo opererebbe il sorpasso, portandosi a quota 6.700.

Nel corso dell’anno la Halep aveva sfiorato già in due occasioni la testa del ranking, prima perdendo clamorosamente la finale del Roland Garros quando era a tre giochi dalla vittoria, poi nei quarti di Wimbledon, sconfitta in tre set dalla Konta dopo essere stata a due punti dal successo.

La Halep sarebbe anche la prima rumena a diventare numero uno del mondo “ma non ci voglio pensare troppo. So che se mantengo questo livello, prima o poi centrerò questo obiettivo, se non sarà domani, magari nelle prossime settimane”. I precedenti vedono la spagnola avanti 2-1: la Halep si è aggiudicata l’ultima sfida sulla terra di Stoccarda nel 2015 ma ha perso entrambi i confronti sul veloce, in Fed Cup (2015) e a Wuhan (2014).

Garbine Muguruza vince il torneo di Wimbledon. La 23enne spagnola si è imposta nettamente in due set 7-5, 6-0, nella finale sull’erba londinese, sulla 37enne statunitense Venus Williams.

La Muguruza diventa così la seconda spagnola a vincere lo Slam sull’erba dopo Conchita Martinez regina nell’edizione del 1994.

The final – Credit: AELTC/Joel Marklund.

Primo set combattuto e vinto dall’iberica in 52 minuti, con la campionessa americana che ah sprecato due set point sul 5-4 per poi incassare i tre giochi a seguire. Senza storia il secondo set con il ‘falco’ che ha decretato il punto della vittoria. 

Venus Williams, 37 anni compiuti il 17 giugno scorso non riesce quindi a conquistare il torneo per la sesta volta a 37 anni suonati. Grazie a questo successo la Muguruza sale al quinto posto del ranking Wta, mentre Venus Willias si ferma al nono posto.

Finale inedita per il torneo femminile del Torneo di Wimbledon.

Sabato, sul campo centrale dell’All England Club, infatti, si sfideranno Garbine Muguruza e Venus Williams. Per la 23enne iberica, nata a Caracas, quella del 15 luglio è la seconda finale sui prati di Church Road e la speranza è che finisca meglio quando nel 2015 fu la più giovane delle sorelle Williams, Serena a stoppare i suoi sogni di gloria. Questa volta, dovrà vedersela conttro Venus che giocherà la sua nona finale, forte dei suoi cinque successi, anche se l’ultimo risale al 2008.

Garbine Muguruza – Credit: AELTC/Joel Marklund.

La Muguruza mette subito in chiaro di essere in ottimo stato di forma, lasciando due soli giochi alla sua avversaria, la slovacca Magdalena Rybarikova, rivelazione del torneo che però si è dovuta inchinare con un doppio 6-1. Nella seconda semifinale, alla “Venere Nera” è toccato il compito di spegnere i sogni di gloria di Johanna Konta e del pubblico londinese di vedere la propria beniamina giocare la finale del torneo di casa.

Dopo la delusione per l’eliminazione di Andy Murray nei quarti di mercoledì, non è arrivata la bella notizia che manca da 30 anni. La Konta, infatti, ha ceduto 6-4 6-2 a Venus. Le due finaliste si sono incontrate già quattro volte ed il bilancio parla di un 3-1 in favore della statunitense, ma l’iberica si è aggiudicata l’ultima sfida, disputata nei quarti al Foro Italico.

La grande sorpresa dei quarti di finali a Wimbledon arriva nella parte bassa dove Simona Halep ha fallito l’ingresso tra le prime quattro ma soprattutto, l’aggancio alla vetta del ranking WTA. La tennista rumena, infatti, nei quarti di finale è stata eliminata dalla britannica Johanna Konta in un match giocato, nonostante la pioggia, sul campo centrale con il tetto chiuso.

Dopo aver vinto il primo set al tiebreak (2), la numero due del mondo ha ceduto il secondo sempre al tiebreak, vinto a 5 dalla numero 7 Wta e sesta testa di serie del tabellone, per poi cedere il terzo per 6-4. Con il kappao della Halep, nuova numero uno del mondo sarà la ceca Karolina Pliskova.

Johanna Konta – Credit: AELTC/Jed Leicester.

Per la beniamina di casa, prima britannica ad accedere ad una semifinale dal 1978 quando la giocò Virginia Wade, trionfatrice nell’edizione precedente, invece, sulla strada della finale sull’erba di Wimbledon c’è Venus Williams che il torneo l’ha vinto per cinque volte.

La statunitense, numero 11 del mondo e decima favorita, si è sbarazzata in due set, 6-3 7-5, della lettone Jelena Ostapenko, 13a del ranking Wta e del seeding. Prosegue spedito anche il cammino di Garbine Muguruza. La giovane spagnola, numero 15 del mondo e 14 del seeding, infatti, ha fatto fuori un’altra vittima eccellente, superando in soli due set la russa Svetlana Kuznetsova, favorita numero sette, con il punteggio di 6-3 6-4.

Simona Halep – Credit: AELTC/Jed Leicester.

In semifinale per l’iberica la slovacca Magdalena Rybarikova che ha battuto la statunitense Coco Vandeweghe, numero 25 Wta e 24a testa di serie. Il match, interrotto per pioggia al secondo set sul punteggio di 6-3, 2-2 per la Rybarikova, è poi ripreso, al coperto, sul centrale, dopo il successo della Konta, con la slovacca che si è imposta con l’identico 6-3 anche nel secondo.