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Oramai manca veramente poco che il sipario si alzi sulla ventitreesima edizione delle Olimpiadi Invernali a PyeongChang e noi di Mondiali.it vogliamo fare un tuffo nel passato per ricordare chi sono stati i primi atleti azzurri a trionfare nella competizione olimpica.

Iniziati nel 1924, i Giochi invernali ci regalarono il primo vero acuto nel 1948 con l’oro di Nino Bibbia nella specialità dello skeleton. A questa ne sono seguite altre 113. La prima gioia femminile, invece, risale all’Olimpiade di Oslo nel 1952 e fu il bronzo di Giuliana Minuzzo nella discesa.

Per poter parlare della prima grande impresa di Nino Bibbia, dobbiamo fare un tuffo di 70 anni e catapultarci nella quarta edizione dei Giochi a Saint Moritz nel 1948. Il 25enne, originario di Bianzone in provincia di Sondrio, era alla sua prima apparizione nella competizione dei cinque cerchi. Tuttavia conosceva bene il territorio dato che da anni viveva proprio nella cittadina svizzera di Saint Moritz. Si sentiva a casa Nino Bibbia e ciò facilitò quella sua grande impresa.

C’è da ribadire, però, che il campione azzurro non era solamente un atleta della specialità skeleton. In quell’edizione il sondriese era iscritto nelle gare di salto (arrivò a 69 metri), pilota sia nel bob a due (dove giunse ottavo) che nel bob a quattro (chiuse sesto) ed era pure nella squadra di hockey. Un vero e proprio atleta a 360 gradi.

Proprio una partita di hockey gli stava facendo saltare la cerimonia ufficiale del suo skeleton, nel quale era riuscito a salire sul podio più alto. Nino Bibbia, inoltre, è stato anche un innovatore: 50 anni prima delle action cam che troviamo in testa a quasi tutti i partecipanti, in una delle sue gare Bibbia indossò sulla schiena una cassetta d’acciaio con all’interno una camera da presa pesante oltre 40 chili, per raccogliere immagini durante la discesa.

Per trovare il primo sorriso femminile, invece, dobbiamo trasferirci a Oslo durante le Olimpiadi del 1952. La gioia è stata tutta per la nostra “donna jet” Giuliana Minuzzo, sciatrice alpina classe 1931, originaria di Marostica in provincia di Vicenza.

Foto de “La Stampa” del 24/02/1960 – Olimpiadi di Squaw Valley ’60

L’azzurra all’epoca era 21enne e chiuse la gara solamente dietro l’austriaca Trude Beiser e la tedesca Annemarie Buchner . Una medaglia importantissima per lo sport azzurro, basti pensare che, nella storia italiana ai Giochi Invernali, solamente in altri quattro casi atlete azzurre sarebbero salite sul podio nei successivi 40 anni, e cioè fino ad Albertville 1992 con Deborah Compagnoni. Nel mezzo solo la stessa Minuzzo (bronzo nel gigante a Squaw Valley 1960), Erika Lechner (oro nello slittino a Grenoble 1968), Claudia Giordani (argento nello slalom a Innsbruk 1976) e Paola Magoni (oro nello slalom a Sarajevo 1984).

 

La discesa libera di Bad Kleinkirchheim è stato un trionfo azzurro, con il podio tutto italiano delle nostre sciatrici Sofia Goggia, Federica Brignone e Nadia Fanchini.

Un tripudio tutto italiano per le tre campionesse che hanno saputo tenere a bada tutte le avversarie. È la terza tripletta che capita nella storia dello sci femminile. Nel 2017 c’è stata la vittoria ad Aspen dove ancora Federica Brignone e Sofia Goggia sono state protagoniste, insieme a Marta Bassino.

Un trionfo “rosa” che aveva interrotto un digiuno lungo ben 21 anni. Sì perché era dal lontano 2 marzo 1996 che tre italiane salivano tutte su un podio di Coppa del Mondo di sci. C’è da dire che è un evento abbastanza raro, ma per quest’anno ci sono i presupposti per continuare a fare bene, magari anche alle Olimpiadi di PyeongChang 2018.

In quella festa dello sport del 1996 le storiche campionesse furono Deborah Compagnoni, Sabina Panzanini e Isolde Kostner nel Gigante. Un successo che non era mai arrivato prima, nemmeno ai tempi gloriosi della Valanga Rosa (a cavallo tra anni ’70 e ’80), parallelamente a quelli che furono i successi maschili della Valanga Azzurra.

A Narvik, in Norvegia, fu una vera e propria impresa. Esaltata dalla stampa del periodo, quel 2 marzo fu ridefinita come la giornata della “Festa delle donne” che si sarebbe festeggiata qualche giorno più tardi.

A guidare quel trio vincente fu l’allenatore, Daniele Cimini, che indirizzò al meglio le tre azzurre capeggiate dalla grande Deborah Compagnoni.

In effetti prima di quel giorno non era mai successo, nella lunga avventura dello sci femminile, che tre azzurre salissero tutte insieme sul podio.

Quel trionfo nel Gigante maturò nella seconda manche, grazie al gran recupero di Isolde Kostner, solo nona dopo la prima frazione. Una gara perfetta quella dell’allora ventenne bolzanina, la quale riuscì a recuperare sei posizioni, soprattutto nella parte finale. Fu il miglior risultato, fino a quel momento, della giovane altoatesina in un gigante.
La Compagnoni e la Panzanini, invece, confermarono quanto di buono fatto nella prima uscita. In realtà Deborah Compagnoni dovette compiere un vero e proprio miracolo per rimediare ad un errore nella parte alta del tracciato. La campionessa mondiale riuscì a rimanere in traiettoria con un numero di alta acrobazia che ricordò quello di Alberto Tomba in Sierra Nevada: si rimise in linea poco prima di imboccare la porta successiva e riprese a spingere con più vigore per recuperare il tempo perduto.

Fu una gara mozzafiato che portò innanzitutto serenità nell’ambiente azzurro ma anche tanta soddisfazione tra gli appassionati e tifosi italiani.

La speranza è quella di continuare a vivere queste tipo di emozioni che solo lo sport sa offrire.

Parte alla grande la stagione dell’Italia dello sci alpino femminile in Coppa del Mondo. Manuela Moelgg ha conquistato il terzo posto nel gigante di Soelden, dietro alla tedesca Viktoria Rebensburg e la francese Tessa Worley. L’azzurra, che aveva chiuso la prima manche al primo posto con il tempo di 55”57, ha fermato il cronometro sul totale di 1:55.73. Chiudono la top ten Stephanie Brunner, Mikaela Shiffrin, Wendy Holdener, Ragnhild Mowicnkel, Kristin Lysdahl, Tina Robnik e Sara Hector. La partenza della prima manche è stata posticipata di pochi minuti e abbassata a causa del vento che ha poi condizionato tutta la gara.

La 34enne di San Vigilio di Marebbe conquista così il dodicesimo podio di Coppa del Mondo in carriera e torna sul gradino più basso del podio di Soelden dopo sette anni, l’ultima volta il 23 ottobre 2010. Ottima prova nella seconda manche delle altre azzurre in gara: Irene Curtoni si piazza quattordicesima a 1”86, la ventenne Laura Pirovano è diciannovesima a 2”36 e trova il miglior piazzamento in carriera all’ottava presenza in una gara di Coppa del Mondo. Da sottolineare la grande seconda prova sulle nevi austriache di Pirovano che ha fatto registrare il sesto miglior parziale.  Infine, Elena Curtoni, non ancora al top della forma, chiude ventisettesima a 3”73. Il muro del Rettenbach è risultato fatale nella prima manche a Marta Bassino, la migliore fino all’errore e a Sofia Goggia: tanta sfortuna per loro. Non si sono qualificate alla fase finale della competizione Jole Galli, quarantacinquestima e Luisa Bertani che ha terminato la gara in cinquantaduesima posizione.

Viktoria Rebensburg trova il successo dopo aver chiuso la prima manche al terzo posto dietro proprio a Manuela Moelgg e a Mikaela Shiffrin, ma grazie a una seconda parte di gara super è riuscita a ribaltare il risultato. Rimonta ancora più efficace per la francese Tessa Worley: dal sesto al secondo tempo. Percorso inverso per Mikaela Schiffrin, dal secondo al quinto posto. Da segnalare il ritorno in un gigante dopo 637 giorni di Lindey Vonn e l’uscita di Lara Gut nella prima manche. La svizzera in caso di vittoria avrebbe eguagliato Tina Maze regina di Soelden con tre successi.

Ordine di arrivo del gigante femminile di Soelden:

1. REBENSBURG Viktoria GER 1:55.20
2. WORLEY Tessa FRA 1:55.34 +0.14
3. MOELGG Manuela ITA 1:55.73 +0.53
4. BRUNNER Stephanie AUT 1:55.91 +0.71
5. SHIFFRIN Mikaela USA 1:55.94 +0.74
6. HOLDENER Wendy SUI 1:56.31 +1.11
7. MOWINCKEL Ragnhild NOR 1:56.65 +1.45
8. LYSDAHL Kristin NOR 1:56.68 +1.48
9. ROBNIK Tina SLO 1:56.75 +1.55
9. HECTOR Sara SWE 1:56.75 +1.55

Al termine dell’allenamento odierno sul ghiacciaio della Val Senales è stato definito il contingente della squadra femminile che prenderà parte al gigante di Soelden apertura della Coppa del mondo in programma sabato 28 ottobre sul Rettenbach.

Sono otto le atlete convocate dal capo allenatore Matteo Guadagnini: si tratta di Marta Bassino, Luisa Bertani, Elena Curtoni, Irene Curtoni, Jole Galli, Sofia Goggia, Manuela Moelgg e Laura Pirovano. Spicca la lunga lista di assenti, fra cui Federica Brignone, Francesca Marsaglia e Nadia Fanchini, tutte e tre sulla via del recupero dopo una serie di infortuni ma non ancora pronte per presentarsi al meglio al via di una gara impegnativa come quella austriaca. Brignone ha ripreso in questi giorni a sciare per la prima volta dal suo ritorno dall’Argentina e, nonostante l’edema osseo all’adduttore sia in via di guarigione, ha preferito in accordo con lo staff tecnico non prendere rischi, per presentarsi al meglio della condizione sin dal prossimo gigante statunitense di Killington, in calendario sabato 25 novembre.

Brignone

“Mi dispiace non essere al via di una gara tanto importante – racconta Federica -. Abbiamo valutato bene ogni possibilità, ma non mi sento ancora pronta per puntare al massimo risultato, continuo a lavorare per tornare in gara al 100%”.

Si tratterà invece di un esordio assoluto fra le porte larghe per Bertani, ventunenne milanese di nascita ma comasca d’adozione, tesserata per lo Sci Club Racing, che ha raccolto i primi piazzamenti nella scorsa stagione in Coppa Europa con un diciottesimo posto a San Candido e il quarto posto ai Campionati Italiani, così come per la ventiduenne livignasca Galli dello Sci Club Livigno, la quale sfiorò con il quarto posto il podio nella combinata dei Mondiali juniores di Sochi nel 2016 e in Coppa Europa vanta una discreta serie di piazzamenti nella top-10, culminati con un quarto posto nel supergigante di Kvitfjell l’anno passato.

I precedenti di Soelden parlano di due vittorie italiane per merito di Denise Karbon nel 2007 (che fu anche terza nel 2009) e Federica Brignone nel 2015, a cui si aggiungono il terzo posto di Manuela Moelgg nel 2010 e il secondo e terzo posto di Deborah Compagnoni nel 1996 e 1998. L’azzurra che vanta il maggior numero di presenze sul Rettenbach è Manuela Moelgg con tredici. La prima manche è prevista alle ore 10, la seconda alle 13 con diretta televisiva su Raisport ed Eurosport1.