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Tra le strade della capitale, nel quartiere Eur, si sfideranno i piloti della Formula E per quello che è il settimo appuntamento del Campionato mondiale delle auto elettriche.

La gara inizierà alle 16 di oggi e verranno percorsi oltre 2800 chilometri nel quartiere romano. Sarà un gran premio silenzioso dal punto di vista motoristico, ma molto sentito a livello di massa dato che negli ultimi anni la Formula E sta riscuotendo molto successo mediatico e di pubblico.

A Roma non sarà da meno, il ronzio delle monoposto si sentirà tra le strade capitoline per quella che è una competizione che ha vinto qualsiasi scetticismo iniziale. C’è chi, infatti, non avrebbe scommesso un centesimo sulla buona riuscita di questo campionato automobilistico dato il grande clamore della Formula 1 e di altre corse.

Invece no! Il progetto di Alejandro Agag è nato ed è cresciuto in maniera rapidissima zittendo in maniera netta chi diceva che non si sarebbero raggiunti i cinque gran premi. Piuttosto l’e-Prix di Roma è già il numero 52, ok ben lontani dai 1000 del circus di F1 (inaugurato il 13 maggio 1950), però ci sono tantissimi margini di crescita.

 

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Dal primo gp si sono aggiunte importantissime case automobilistiche come Audi, Bmw, Ds, Mahindra, Nio, Nissan, Jaguar e Venturi. Dall’anno prossimo si dovrebbero aggregare anche altri due colossi delle quattro ruote come Porsche e Mercedes.

La formula vincente di un campionato che non si corre negli autodromi, ma nei centri cittadini, sta anche nel fatto che tutto si esaurisce in un giorno: prove libere, qualifiche e gara.
Quest’ultima viene disputata a tempo su 45 minuti (più un giro). Non c’è tempo per annoiarsi.

Anche se i circuiti cittadini non favoriscono i sorpassi le gare quest’anno sono sempre state combattute con 6 vincitori diversi nei primi 6 appuntamenti ed e-Prix che addirittura si sono risolti con uno sprint tra l’ultima curva e la bandiera a scacchi.

Chiaro e diretto come ha sempre fatto, Marchionne, Presidente della Ferrari, lancia una minaccia che ha lo scopo di scuotere sia Liberty Media che Fia, per cambiare uno stato di cose che al momento attuale non vanno proprio.

Ecco cosa dice, senza mezze parole:

Dobbiamo trovare un equilibrio sulle decisioni che soddisfino tutti e credo che faremo in tempo. Altrimenti la Ferrari andrà via. Se credono che stiamo bluffando, scherzano con il fuoco. Nel rinnovo del contratto con Liberty c’è la possibilità di svincolarsi, al contrario del Patto della Concordia, e credo che la Ferrari abbia la forza per trascinare anche altri in un campionato alternativo

E la sua minaccia è preceduta da critiche piuttosto aspre circa il modo di operare della nuova gestione, che sta cambiando il futuro della Formula 1 prestando attenzione a dettagli poco importanti senza concentrarsi, invece, sulle gare vere e proprie.

Le regole? Da buttare senza pensarci troppo. E le gare? Troppo poco avvincenti, così come i sorpassi.

Ecco i punti su cui lavorare per cambiare le cose e le dure parole di Marchionne vogliono suscitare una reazione che porti cambiamenti positivi per il futuro.

Alcuni pensano che le sue minacce siano in realtà infondate e non avranno mai un seguito, ma di certo né la Fia né Liberty Media hanno intenzione di rischiare di perdere la Ferrari. Il ritiro causerebbe davvero dei danni enormi, sia economici che di prestigio nelle gare stesse.

Siamo di fronte alla fine di un’epoca che vedeva la Ferrari protagonista? Probabilmente è l’ennesima disputa fra due parti che devono solo ridefinire il loro rapporto. Quel che è certo è che le basi per una trattativa di accordo ci sono e come è già avvenuto in passato, anche stavolta si troverà una soluzione che accontenti tutti e che sia nell’interesse di entrambe le parti.

Del resto, la delusione di Marchionne deriva da un anno che non si è concluso nel migliore dei modi e ha suscitato un certo malcontento, che nel pranzo di Natale organizzato a Maranello, il presidente non può nascondere:

Considerando da dove siamo partiti nel 2016, abbiamo fatto passi da gigante. Ma la seconda parte di stagione è stata imbarazzante è spiacevole. Le gare asiatiche un calvario. Escludendo quelle, Vettel avrebbe vinto il Mondiale. Il secondo posto non è un bel risultato. Nel 2018 mi aspetto molto di più da questa squadra

I propositi per l’anno in arrivo ci sono tutti e anche il tempo, quindi la questione rimane solo quella di intavolare una trattativa e ricominciare a dedicarsi solo alle gare.

Importanti novità in arrivo nel mondo della Formula 1: da un incontro avvenuto tra la Fia (Federazione Internazionale d’Automobilismo) e i costruttori ha avuto origine un elenco di grandi cambiamenti che riguardano i nuovi motori delle monoposto.

Come nascono queste nuove linee guida? La risposta ci è data direttamente dal direttore generale e responsabile sportivo del progetto Formula 1 Ross Brown:

Abbiamo ascoltato attentamente quel che pensano i tifosi delle attuali power unit e cosa vorrebbero vedere in futuro, con l’obiettivo di definire un nuovo insieme di regolamenti che daranno un powertrain più semplice, economico e rumoroso e creeranno le condizioni perché nuovi costruttori entrino in Formula 1 nelle vesti di motoristi e si raggiunga un maggior equilibrio nello sport

Ecco, dunque, le novità: cilindrata 1.6 litri V6 turbo ibridi e regime di rotazione del motore incrementato di 3.000 giri per aumentare il rumore, eliminazione del MGUH (o detto anche sistema di recupero termico del motore), potenziamento del MGHK (sistema per recuperare energia da usare poi in pista), turbo singolo con limiti di peso e dimensioni, batterie e centraline standard, alto livello di compatibilità tra motore, telaio e trasmissione. Si registra anche una maggiore rigidità sui carburanti usati.

Queste novità, che vedremo solo nel 2021, hanno diversi obiettivi. Innanzitutto si vuole ottenere una radicale riduzione dei costi, ma non diminuendo la qualità e la potenza delle vetture, ma incrementando la competitività. Inoltre, si cerca di mantenere in atto la tecnologia ibrida.

E perché aumentare il rombo del motore? Questo cambiamento ha motivazioni puramente di carattere esibizionistico: con auto più rumorose si cerca, infatti, di intensificare lo spettacolo durante le gare. Siamo davanti ad un’evoluzione del mondo motoristico e non c’è dubbio che l’attenzione tra il pubblico e l’adrenalina in pista durante le gare saranno ancora più forti.