Tag

basket

Browsing

I campioni sono ancora loro: per il secondo anno consecutivo, a portare a casa la vittoria dei Mondiali è la Nazionale Italiana Atleti di pallacanestro con sindrome di down. Accade in Portogallo, a Guimarães: qui i cestisti italiani hanno confermato il grande risultato già portato a casa nel 2018 a Madeira, confermando anche per quest’anno il titolo di campioni del mondo.

 

Gli azzurri hanno sconfitto i padroni di casa per 36-22, bissando la vittoria del girone iniziale (40-4).  Sul terzo gradino del podio è salita la Turchia, con la quale i nostri avevano raccolto un altro grande successo: 26-11. Ecco chi sono: Davide Paulis, Antonello Spiga, Emanuele Venuti, Alessandro Ciceri, Andrea Rebichini, Alessandro Greco, allenati dai coach Giuliano Bufacchi e Mauro Dessì.

«Complimenti alla nazionale italiana di basket composta da ragazzi con sindrome di Down. Un Dream Team che si è laureato per la seconda volta campione del mondo! Bravissimi. Applausi a scena aperta», scrive su Twitter il presidente del Cip, Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

Nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 ottobre, il cestista italiano Nicolò Melli ha esordito in NBA a 28 anni con i New Orleans Pelicans, la promettente squadra della Louisiana che in estate lo ha ingaggiato dai turchi del Fenerbahce. Nella partita che aperto la nuova stagione del campionato, giocata in Canada contro i campioni in carica dei Toronto Raptors, Melli ha realizzato quattro triple su cinque tentate, 14 punti complessivi, 5 rimbalzi e 2 assist in 20 minuti di gioco, mostrandosi a suo agio in campo e già ben inserito nella squadra come sostituito di Zion Williamson, prima scelta dell’ultimo draft ma attualmente infortunato. Sarebbe potuta andare ancora meglio se poi i Pelicans non avessero perso 130-122.

 

Da quest’anno Melli è il terzo italiano in NBA dopo Marco Bellinelli nei San Antonio Spurs, e Danilo Gallinari con gli Oklahoma City Thunder, ma il suo debutto è stato il migliore di sempre per un italiano: andando a ritroso, di Gigi Datome si ricordano solo i 19 secondi nella sfida tra i suoi Detroit Pistons e Washington. Danilo Gallinari, nel 2008 in maglia New York a soli 20 anni, si è dovuto accontentare di 4 minuti con 0 su 2 al tiro contro Miami. Marco Belinelli, un anno prima e con la casacca di Golden State, ha collezionato 12 minuti, 6 punti con 2 su 3 dalla lunga distanza contro Utah.

Nel 2006, la prima scelta assoluta, Andrea Bargnani, si è dovuto accontentare di 8 minuti nella sconfitta di Toronto nel New Jersey: 2 punti, altrettanti rimbalzi e stoppate. Andando molto più indietro nel tempo, nel 1995, Stefano Rusconi giocò con i Phoenix Suns, ma non realizza neppure un canestro alla prima, mentre Vincenzo Esposito, in campo con Toronto, andò a segno solo dalla lunetta.

Risultati immagini per nicolo melli

Enes Kanter non abbassa la testa e non indietreggia. Il cestista dei Boston Celtics, nato 27 anni fa da genitori turchi, è lo sportivo che più si sta battendo per contrastare il presidente Recep Tayyip Erdogan, una voce fuori dal coro e scomoda soprattutto se relazionata al saluto militare, attestato di stima di molti calciatori della Nazionale della Turchia . Rischiando in prima persona.

Kanter, in occasione del match della pre-season contro Cleveland ha indossato un paio di scarpe con scritto “Freedom”. Poi, su Twitter, ha citato Martin Luther King: «La nostra vita comincia a finire il giorno in cui restiamo in silenzio sulle cose che contano». Di fronte ai fatti degli ultimi giorni, dall’escalation di violenza da parte dei militari turchi contro la popolazione curda, Kanter ha espresso le sue posizioni anche con un tweet.

Non vedo e non parlo con i miei genitori da 5 anni. Hanno imprigionato mio padre. I miei fratelli non riescono a trovare lavoro. Il mio passaporto è revocato. E’ stato emesso un mandato di arresto internazionale. La mia famiglia non può lasciare il Paese. Ogni giorno ricevo minacce di morte. Sono attaccato, molestato. Hanno cercato di rapirmi in Indonesia. LA LIBERTA’ NON E’ GRATUITA

 

L’8 agosto 2016 la polizia ha fatto irruzione nella casa della sua famiglia a Istanbul, perquisendola e requisendo tutti gli apparecchi elettronici, dai cellulari ai computer. Kanter non ha più il numero di telefono di nessun familiare. Il fratello Kerem, dopo avere vinto l’Europeo Under 18 nel 2013, è stato bandito dalle nazionali turche, adesso vive e gioca a Badalona. Il padre è stato portato in carcere per 5 giorni, i loro passaporti sono stati annullati e non possono mai più lasciare la Turchia. Dopo qualche mese la sua famiglia ha disconosciuto Enes come figlio.

Risultati immagini per enes kanter apolide

Nell’estate del 2017, mentre era in Indonesia, Paese legato alla Turchia, per sostenere le sue attività benefiche in un campus di basket, lo hanno avvertito che le autorità locali lo stavano cercando per catturarlo: è scappato in taxi all’aeroporto, prendendo il primo volo per l’Europa. Arrivato a Bucarest, in Romania, ha scoperto che la Turchia gli ha “cancellato” il passaporto e ha emesso un mandato di cattura. Solo grazie all’intervento dei senatori dell’Oklahoma riesce a rientrare negli Usa. Da questo momento è un apolide: non ha più alcuna cittadinanza.

In Turchia non vengono trasmesse le sue partite Nba da 3 anni e qualche giorno fa a Boston, conclusa la preghiera del venerdì insieme al compagno di squadra Tako Fall, è stato aggredito e minacciato da degli uomini di fede islamica, al grido di “traditore”.

 

 

 

Un percorso netto fino alla finale di Pechino, contro l’altra imbattuta Argentina, ma la Spagna non si è incartata e ha dominato anche l’ultima partita, vincendola 95-75 e alzando in trionfo il 2º titolo iridato della sua storia, dopo quello del 2006 contro la Grecia. È l’ennesimo trofeo in una bacheca diventata di recente ricchissima: tre podi nelle ultime tre Olimpiadi e nove medaglie (tre d’oro) negli ultimi dieci Europei.

L’alchimista di tutto questo porta il nome di Sergio Scariolo, bresciano di 58 anni, il “mago” italiano, come qualcuno con orgoglio nazional popolare tende a sottolineare. Eppure proprio l’Italia gli ha chiuso le porte in faccia: nel 2013 è stato costretto a dimettersi dalla panchina di Milano e coincise con il definitivo addio del tecnico al nostro basket, dove pure aveva centrato lo scudetto 1990 con Pesaro, a soli 29 anni e più giovane di alcuni big di quella Scavolini.

Risultati immagini per sergio scariolo

Poi guidò ancora Desio e Fortitudo Bologna, prima di fare fortuna all’estero: Vitoria, Real Madrid (2 titoli nazionali) e Malaga (1) in Spagna, Khimki in Russia, poi ancora Vitoria dopo la triste parentesi milanese. Intanto nel 2009 era diventato anche ct delle Furie Rosse e in Spagna aveva trovato la sua nuova compagna, l’ex cestista Blanca Ares, ed erano nati i figli Carlotta e Alessandro.

Ma dopo l’argento olimpico di Londra 2012, Scariolo decise di lasciare la Nazionale iberica, che però lo richiamò a furor di popolo tre anni più tardi, dopo il flop nel Mondiale casalingo. E ancora una volta il ct riuscì a rilanciarla. Laurea in legge, grande attenzione al look e il soprannome di «Pat Riley» (ex grande coach Nba dei Lakers) per il gel sui capelli tirati all’indietro, Scariolo è rimasto legato all’Italia solo per la sua passione sfegatata per l’Inter, che lo portò nel 2010 a un folle viaggio andata e ritorno in 24 ore da Mosca, dove allenava il Khimki, a Madrid per la finale di Champions tra i nerazzurri e il Bayern. Di recente è andato anche alla scoperta dell’America, dove ha appena vinto il titolo Nba con Toronto come vice di coach Nurse.

 

L’accoppiata nella stessa stagione tra titolo Usa e Mondiale è riuscita anche al più carismatico dei cestisti spagnoli, Marc Gasol, lui pure dei Raptors, secondo cestista nella storia a riuscirci dopo Lamar Odom dei Lakers nel 2010. Lo stesso Gasol è stato inserito nel quintetto ideale dei Mondiali con il compagno Rubio (Mvp della finale e del torneo iridato), Bogdanovic (Serbia), Scola (Argentina) e Fournier (Francia).
Tra i big nessuna traccia invece della Nazionale Usa, finita settima e mai così deludente nella storia, anche perché snobbata dalle stelle Nba, come LeBron James e Steph Curry.  E l’Italia? Fra le prime otto Nazionali della classifica finale (Spagna, Argentina, Francia, Australia, Serbia, Repubblica Ceca, Usa e Polonia) ci sono cinque europee ma non gli azzurri, solo decimi.

 

Il 3 settembre, il primo ministro delle Bahamas, Hubert Minnis,  ha parlato «della più grande crisi nazionale nella storia del nostro paese», dichiarando inoltre che dal passaggio dell’uragano risultano disperse circa 5.500 persone e che ci sarebbe voluto moltissimo tempo per avere un quadro chiaro e definitivo dei danni.

L’uragano Dorian ha lasciato dietro di sé un’eredità di morte e distruzione. Finora sono  50 le vittime accertate, una cifra solo parziale a fronte di migliaia e migliaia di dispersi, oltre ai danni valutati finora sui 7 miliardi di dollari. Anche il mondo NBA è stato colpito al cuore dalla tragedia occorsa all’arcipelago che, fra i tanti, ha dato i natali anche alla guardia dei Sacramento Kings Buddy Hield e al lungo dei Phoenix Suns Deandre Ayton. Entrambi hanno donato di tasca propria 100.000 dollari ma l’impegno dei due giocatori non finisce qui: il primo ha aperto un fondo dove chiunque può donare in supporto alla popolazione colpita (che al momento ha raccolto più di 180.000 dollari) mentre il secondo ha coinvolto tutta la comunità dei tifosi dei Suns per raccogliere quei beni di prima necessità necessari nell’arcipelago colpito dall’uragano.

Gesti e denaro sicuramente fondamentali per le popolazioni colpite da Dorian, che da oggi possono anche contare sull’aiuto di uno dei più grandi giocatori di sempre, Michael Jordan, che ha scelto di donare di tasca propria un milione di dollari:

Sono rimasto devastato nel vedere la distruzione portata dall’uragano Dorian alle Bahamas, dove possiedo degli immobili e dove mi reco spesso in visita. I miei pensieri vanno a tutte le persone che stanno soffrendo e a chi ha perso i propri cari. Mentre gli sforzi per avviarsi verso un recupero continuano, voglio monitorare di persona la situazione e identificare quelle organizzazioni no profit che potranno utilizzare al meglio i fondi a disposizione, generando il massimo impatto possibile. La gente della Bahamas è forte, non molla mai: spero che la mia donazione possa aiutarli a riprendersi in fretta da questa catastrofe

Non è la prima volta che MJ si dimostra così sensibile all’impatto devastante degli uragani sulle zone colpite: l’anno scorso la sua donazione a favore della gente North Carolina (lo stato da cui lui proviene, dov’è andato al liceo e al college) all’indomani del passaggio dell’uragano Florence era stata addirittura di due milioni di dollari.

Finisce a Wuhan, in Cina, l’avventura Mondiale dell’Italbasket. Gli Azzurri lottano per 40 minuti contro la Spagna, ma perdono 67-60 in un finale di partita in cui la formazione di Sacchetti non riesce mai a fare canestro. Una sconfitta pesante, che condanna l’Italia ad abbandonare la rassegna iridata con una gara d’anticipo. Inutile, infatti, sarà il match di domenica contro Portorico. Gli iberici si qualificano ai quarti di finale insieme alla Serbia.

Eppure l’avvio dell’Italia è ottimo, mette in grande difficoltà la Spagna: la tripla di Gallinari e il tiro dalla media distanza di Biligha valgono il 9-2 iniziale. Una super giocata difensiva di Datome e Biligha stoppa in stereofonia Marc Gasol; gli azzurri vanno poi al canestro con Belinelli e Gallinari. Il piazzato di Biligha consente alla formazione di coach Meo Sacchetti di volare sul massimo vantaggio di +10. Gli iberici reagiscono con la tripla di Llull e la schiacciata di Hernangomez e si riportano a un solo possesso. Lo stesso Hernangomez risponde a Gentile, poi l’Italia perde una palla sanguinosa e Llull pareggia i conti proprio sul finire del primo quarto: 18 pari. La bomba di Datome riporta avanti gli Azzurri, poi Hernangomez e la tripla di Rudy Fernandez valgono il sorpasso e il primo vantaggio spagnolo del match. Un altro tiro da tre punti di Ribas rischia di far scappare i campioni avversari (28-24), ma gli Azzurri restano in vita con Gentile e tornano avanti con i tiri liberi di Gallinari. Claver schiaccia su un errore di Belinelli, ma la super giocata di Gallinari, mentre cade all’indietro, determina il 31-30 azzurro all’intervallo lungo.

Risultati immagini per basket italia spagna

Il terzo quarto si apre con un momento magico per Juancho, che segna 7 punti consecutivi con una tripla e un layup (33-37). Datome e Belinelli riportano a -1 l’Italia ma Claver mette a segno un’altra tripla, quella del nuovo +4. Gli Azzurri restano a galla dopo che la Spagna non punisce con Rubio e con Gasol e tornano a contatto con il jolly di Datome. Entra Della Valle, subito punito da Rubio; la guardia di Milano, mandato in campo al posto di Belinelli, viene attaccato dal play iberico che insacca con anche il fallo per il +8 Spagna. Tuttavia lo stesso Della Valle segna due canestri fondamentali; il secondo per il -2. Il nuovo +6 iberico non ci intimorisce: Hackett batte anche lui un colpo con una tripla, poi il tiro libero di Brooks accorcia sul 48-50 al termine della penultima frazione di gioco.

Marco Belinelli pareggia i conti dopo 1 minuto e 20 secondi di passaggi a vuoto. Si gioca nella palude e si segna pochissimo nei primi 3 minuti e mezzo dell’ultimo periodo. Alessandro Gentile fa 1/2 dalla lunetta; Hernangomez invece 2/2. 51-52. Biligha effettua il controsorpasso, il Gallo pesca la tripla del +4 dopo il pick and roll a 4’20’’ dalla fine. Tre orrendi attacchi Azzurri, però, consentono alla Spagna di superarci con Llull, Gasol e Rubio (58-56). Un fallo ingenuo di Datome fa scappare gli avversari, che sigillano la vittoria e la qualificazione ai quarti di finale con il punteggio finale di 67-60. Per l’Italia sarà inutile la sfida contro Portorico di domenica.

Dopo la prima, bene anche la seconda per gli azzurri ai Mondiali di basket, in corso in Cina dal 31 agosto al 15 settembre. Al successo contro le Filippine ha fatto seguito quello contro l’Angola per 92-61, in una partita dominata dall’inizio alla fine ma dai contorni più spigolosi rispetto all’esordio. L’Italia, se la Serbia come da pronostico dovesse battere le Filippine, in un colpo solo otterrebbe due obiettivi: il primo è il passaggio del turno, il secondo è entrare nelle prime 16 del Mondiale e strappare così il pass per uno dei tornei Preolimpici del prossimo anno in vista di Tokyo 2020.

L’Italia ha avuto bisogno sostanzialmente di un solo tempo per avere ragione dell’Angola, scappando subito via a metà primo quarto senza più voltarsi indietro grazie a un eccellente Marco Belinelli, top scorer con 17 punti e diventato il quinto miglior marcatore della storia azzurra, superando Renzo Bariviera. La squadra di coach Sacchetti ha però dovuto fare i conti con la fisicità e l’aggressività degli angolani, che hanno alzato il livello di intensità fisica su tutti i contatti anche a gara ormai conclusa, come testimonia l’ultimo scontro tra Alessandro Gentile e Leonel Paulo.

I due si sono agganciati e spinti a 16 secondi dalla fine quando il vantaggio degli azzurri era ampiamente sopra i 30 punti, con l’angolano che ha provato a colpire l’azzurro con una testata, ricevendo il secondo fallo anti-sportivo e andando con anticipo sotto la doccia. Al di là di questo ultimo episodio, però, l’Italia ha comunque mantenuto i nervi saldi e ha portato a casa il secondo successo: ora il livello sale vertiginosamente sfidando la fortissima Serbia, una delle principali candidate alla medaglia d’oro di questi Mondiali.

Appuntamento fissato a mercoledì 4 settembre alle 13.30 in diretta su Sky Sport Uno e Sky Sport Arena.

Guarda gli Highlights

Italia-Angola 92-61

ITALIA: Della Valle 8, Belinelli 17, Gentile 8, Biligha 3, Vitali 0, Gallinari 7, Hackett 11, Filloy 0, Brooks 11, Tessitori 8, Abass 11, Datome 8

ANGOLA: Domingos 5, Moreira 15, Goncalves 3, Cipriano 4, Morais 10, Paulo 12, Antonio 4, Mingas 2, Mbunga 0, Moore 0, Joaquim 6, Conceicao 0

L’Italia Under 18 femminile è regina d’Europa. A Sarajevo, domenica 14 luglio, le azzurre hanno battuto 70-62 in finale l’Ungheria, apoteosi di un gruppo formato da ragazze nate nel 2001 e 2002 che nel torneo ha vinto 7 partite su 7.

L’Italia è partita fortissima col 21-8 del primo quarto che diventa 42-29 al riposo. L’Ungheria ha provato a rialzare la testa dopo l’intervallo, ma Alessandra Orsili e Giulia Natali, 19 punti ciascuno, hanno tenuto avanti le azzurre. Bronzo alla Francia, che nella finale per il terzo posto ha piegato nettamente la Russia.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

🎥 Tutte le emozioni di ieri sera in un minuto!🥇 . #NothingButGold #FIBAU18Europe #Italbasket

Un post condiviso da Italbasket – Federbasket (@italbasket) in data:

Un trofeo che mancava dal 2010 e a completare il trionfo azzurro la nomina di Ilaria Panzera come MVP del torneo e di Caterina Gilli e della stessa Panzera nel quintetto ideale della manifestazione. Ecco le parole di coach Roberto Riccardi:

Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato tanto per arrivare fin qui. Anche stasera abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte in assoluto e di giocare la pallacanestro migliore. Una vittoria strameritatissima e direi che abbiamo portato a casa il giusto risultato per quello che si è visto in questo Europeo

Il tabellino della finale

Italia-Ungheria 70-62 (21-8, 21-21, 13-23, 15-10)
Italia: Stroscio 3, Orsili 19, Nativi ne, Gilli 7, Natali 19, Leonardi, Pastrello 8, Spinelli, Panzera 6, Rosini ne, Savatteri ne, Nasraoui 6. All: Riccardi

Dalla Francia alla Francia. Dalla Spagna alla Spagna. Da un Meneghin a un altro. Vent’anni fa l’Italia del basket vinceva il suo secondo Europeo battendo gli spagnoli in finale a Parigi. Esattamente come accaduto sedici anni prima, quella volta a Nantes. Nel 1983 in campo c’era Dino Meneghin, nel 1999 suo figlio Andrea. Protagonista, insieme a Myers, Fucka e coach Tanjevic di una delle più belle cavalcate sportive che lo sport italiano abbia mai vissuto. Una vetta che la pallacanestro azzurra, se si eccettuano l’argento olimpico di Atene 2004 e i Giochi del Mediterraneo 2005, non ha più raggiunto.

La telecronaca Rai della finale con Franco Lauro e Dado Lombardi

Il roster

Nel 1999 gli Europei di basket si giocano in Francia. L’Italia si presenta ai nastri di partenza con un roster altamente competitivo, in grado di dare filo da torcere alle favorite Russia, Jugoslavia, Lituania. Oltre che i padroni di casa spagnoli. Bosja Tanjevic si è persino concesso il lusso di lasciare a casa un play come Pozzecco. Problemi di abbondanza, equilibri di spogliatoio. D’altra parte i “piccoli” Abbio, Basile, Bonora assicurano qualità, assist e punti nelle mani. Poi c’è Carlton Myers, ma in quel caso siamo su altri livelli. Meneghin è classe e sostanza. De Pol, Marconato, Chiacig e un monumentale Gregor Fucka (Mvp del torneo) completano un reparto lunghi invidiabile.

Il cammino europeo

Inserita in un gruppo complicato come quello C, contro Croazia, Turchia e Bosnia, gli azzurri si qualificano al secondo posto per differenza canestri, dietro i turchi e prima dei croati. Nel secondo girone di qualificazione ci piazziamo alle spalle della Lituania di Sua Maestà Arvydas Sabonis. Nei primi tre giorni di luglio il nostro capolavoro. Primo luglio: demolita la Russia ai quarti (102-79, 22 Myers). Due luglio: a casa anche la Jugoslavia dopo la semifinale (17 punti di Fucka). Tre luglio: finale senza storia contro la Spagna (Myers a referto con 18 punti, 10 rimbalzi per Fucka). Due anni dopo la delusione europea di Pittis e Coldebella a Barcellona contro gli jugoslavi, l’Italia ha la sua rivincita. Consigli spassionati: coach Meo Sacchetti si guardi in streaming quel torneo prima dei Mondiali di fine estate in Cina.

La notizia è arrivata in maniera sorprendente ma è un grande risultato per lo sport azzurro.
Nicolò Melli dice sì ai Pellicans New Orleans e vola in Nba per giocare la sua prima stagione nel campionato di basket più ricco e importante al mondo.

Negli States l’ex ala grande del Fenerbahce incontrerà gli altri due veterani azzurri: Danilo Gallinari e Marco Belinelli.


Contratto biennale a otto milioni di dollari per il 28enne campione d’Italia con l’Olimpia Milano nella stagione 2013/14.

A New Orleans il nostro Nicolò incontrerà Zion Williamson, nuovo astro nascente del basket americano e prima scelta al Draft. La franchigia ha rinunciato alla sua stella Anthony Davis, passato ai Lakers di LeBron James, e ha ottenuto una serie di giocatori di prospettiva come Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart e anche il nostro Melli.

L’ala si trasferisce in Usa dopo 2 anni in Turchia dove, insieme al capitano dell’Italbasket e all’ex Nba, Gigi Datome, ha trascinato la squadra di Istanbul alla vittoria di un campionato, una Coppa di Turchia e una Coppa del Presidente.

Inoltre per lui è la terza esperienza all’estero dopo la prima fatta in Germania. Un grande balzo in avanti per una delle stelle del basket italiano. Ha vestito 78 volte la maglia azzurra.

Nella storia del campionato statunitense è il settimo cestista partito dall’Italia in assoluto (dopo Enzo Esposito e Stefano Rusconi prima, Andrea Bargnani e Gigi Datome dopo, appunto, Belinelli e Gallinari attualmente in forza ai Los Angeles Clippers e ai San Antonio Spurs).

Intanto il ct Sacchetti lo ha inserito nella lista dei 24, selezionati per andare al Mondiale in Cina. Per il campionato del mondo, però, ne serviranno solo 12.