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L’Italia Under 18 femminile è regina d’Europa. A Sarajevo, domenica 14 luglio, le azzurre hanno battuto 70-62 in finale l’Ungheria, apoteosi di un gruppo formato da ragazze nate nel 2001 e 2002 che nel torneo ha vinto 7 partite su 7.

L’Italia è partita fortissima col 21-8 del primo quarto che diventa 42-29 al riposo. L’Ungheria ha provato a rialzare la testa dopo l’intervallo, ma Alessandra Orsili e Giulia Natali, 19 punti ciascuno, hanno tenuto avanti le azzurre. Bronzo alla Francia, che nella finale per il terzo posto ha piegato nettamente la Russia.

 

 

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🎥 Tutte le emozioni di ieri sera in un minuto!🥇 . #NothingButGold #FIBAU18Europe #Italbasket

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Un trofeo che mancava dal 2010 e a completare il trionfo azzurro la nomina di Ilaria Panzera come MVP del torneo e di Caterina Gilli e della stessa Panzera nel quintetto ideale della manifestazione. Ecco le parole di coach Roberto Riccardi:

Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato tanto per arrivare fin qui. Anche stasera abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte in assoluto e di giocare la pallacanestro migliore. Una vittoria strameritatissima e direi che abbiamo portato a casa il giusto risultato per quello che si è visto in questo Europeo

Il tabellino della finale

Italia-Ungheria 70-62 (21-8, 21-21, 13-23, 15-10)
Italia: Stroscio 3, Orsili 19, Nativi ne, Gilli 7, Natali 19, Leonardi, Pastrello 8, Spinelli, Panzera 6, Rosini ne, Savatteri ne, Nasraoui 6. All: Riccardi

Dalla Francia alla Francia. Dalla Spagna alla Spagna. Da un Meneghin a un altro. Vent’anni fa l’Italia del basket vinceva il suo secondo Europeo battendo gli spagnoli in finale a Parigi. Esattamente come accaduto sedici anni prima, quella volta a Nantes. Nel 1983 in campo c’era Dino Meneghin, nel 1999 suo figlio Andrea. Protagonista, insieme a Myers, Fucka e coach Tanjevic di una delle più belle cavalcate sportive che lo sport italiano abbia mai vissuto. Una vetta che la pallacanestro azzurra, se si eccettuano l’argento olimpico di Atene 2004 e i Giochi del Mediterraneo 2005, non ha più raggiunto.

La telecronaca Rai della finale con Franco Lauro e Dado Lombardi

Il roster

Nel 1999 gli Europei di basket si giocano in Francia. L’Italia si presenta ai nastri di partenza con un roster altamente competitivo, in grado di dare filo da torcere alle favorite Russia, Jugoslavia, Lituania. Oltre che i padroni di casa spagnoli. Bosja Tanjevic si è persino concesso il lusso di lasciare a casa un play come Pozzecco. Problemi di abbondanza, equilibri di spogliatoio. D’altra parte i “piccoli” Abbio, Basile, Bonora assicurano qualità, assist e punti nelle mani. Poi c’è Carlton Myers, ma in quel caso siamo su altri livelli. Meneghin è classe e sostanza. De Pol, Marconato, Chiacig e un monumentale Gregor Fucka (Mvp del torneo) completano un reparto lunghi invidiabile.

Il cammino europeo

Inserita in un gruppo complicato come quello C, contro Croazia, Turchia e Bosnia, gli azzurri si qualificano al secondo posto per differenza canestri, dietro i turchi e prima dei croati. Nel secondo girone di qualificazione ci piazziamo alle spalle della Lituania di Sua Maestà Arvydas Sabonis. Nei primi tre giorni di luglio il nostro capolavoro. Primo luglio: demolita la Russia ai quarti (102-79, 22 Myers). Due luglio: a casa anche la Jugoslavia dopo la semifinale (17 punti di Fucka). Tre luglio: finale senza storia contro la Spagna (Myers a referto con 18 punti, 10 rimbalzi per Fucka). Due anni dopo la delusione europea di Pittis e Coldebella a Barcellona contro gli jugoslavi, l’Italia ha la sua rivincita. Consigli spassionati: coach Meo Sacchetti si guardi in streaming quel torneo prima dei Mondiali di fine estate in Cina.

La notizia è arrivata in maniera sorprendente ma è un grande risultato per lo sport azzurro.
Nicolò Melli dice sì ai Pellicans New Orleans e vola in Nba per giocare la sua prima stagione nel campionato di basket più ricco e importante al mondo.

Negli States l’ex ala grande del Fenerbahce incontrerà gli altri due veterani azzurri: Danilo Gallinari e Marco Belinelli.


Contratto biennale a otto milioni di dollari per il 28enne campione d’Italia con l’Olimpia Milano nella stagione 2013/14.

A New Orleans il nostro Nicolò incontrerà Zion Williamson, nuovo astro nascente del basket americano e prima scelta al Draft. La franchigia ha rinunciato alla sua stella Anthony Davis, passato ai Lakers di LeBron James, e ha ottenuto una serie di giocatori di prospettiva come Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart e anche il nostro Melli.

L’ala si trasferisce in Usa dopo 2 anni in Turchia dove, insieme al capitano dell’Italbasket e all’ex Nba, Gigi Datome, ha trascinato la squadra di Istanbul alla vittoria di un campionato, una Coppa di Turchia e una Coppa del Presidente.

Inoltre per lui è la terza esperienza all’estero dopo la prima fatta in Germania. Un grande balzo in avanti per una delle stelle del basket italiano. Ha vestito 78 volte la maglia azzurra.

Nella storia del campionato statunitense è il settimo cestista partito dall’Italia in assoluto (dopo Enzo Esposito e Stefano Rusconi prima, Andrea Bargnani e Gigi Datome dopo, appunto, Belinelli e Gallinari attualmente in forza ai Los Angeles Clippers e ai San Antonio Spurs).

Intanto il ct Sacchetti lo ha inserito nella lista dei 24, selezionati per andare al Mondiale in Cina. Per il campionato del mondo, però, ne serviranno solo 12.

Dopo tanti sacrifici Daniel Hackett ce l’ha fatta: è campione d’Eurolega.

Il cestista azzurro, alla sua prima stagione in terra russa al Cska di Mosca, ha vinto la competizione più importante del continente, rendendosi anche protagonista.

I russi hanno battuto l’Efes Istanbul, vera sorpresa della lega, in una finale caldissima fino all’ultimo quarto.

 

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🏆 let’s gooo!!! @cskabasket

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Il 31enne play italiano ha offerto il suo contributo con 7 punti e 5 assist per quello che è il quarto successo del Cska in Eurolega, il primo dal 2016. Mvp delle Finale Four è stato eletto Will Clyburn.

Daniel Hackett è uno dei cestisti più talentuosi del basket azzurro. Da quattro anni ha lasciato l’Italia partendo prima da Atene nell’Olympiacos arrivando quest’anno nella capitale russa.

Non sono stati certo anni semplici per l’ex Olimpia Milano che è arrivato in Grecia sotto l’ombra dei giganti e fenomeni del Pireo,  capaci di fare la voce grossa a livello nazionale ed europeo. Nonostante lo scetticismo iniziale Hackett è riuscito a ritagliarsi il suo spazio mettendo in mostra la sua bravura e quindi vivendo due ottime stagioni (la seconda un po’ più sfortunata a causa di un lungo infortunio).

I tifosi ellenici gli hanno voluto bene sin da subito tanto che il suo valore è stato riconosciuto anche da colossi come Spanoulis e Printezis. Dopodiché è arrivato un anno da leader tecnico con alta produzione di punti in Germania al Bamberg e, infine, il grande salto di qualità in un club prestigioso come il Cska, con il chiaro obiettivo di tornare a vincere l’Eurolega.

Anche in questa occasione aleggiava un bel po’ di dubbi intorno al play romagnolo. L’inizio è stato tutto in salita perché doveva ben capire le sue qualità e ciò che avrebbe potuto dare alla squadra. Nel giro di qualche mese ha capito come funzionava l’ambiente russo ed è poi diventato perno importante della squadra.

Da qualche settimana ha compiuto 23 anni ma oramai, Cecilia Zandalasini, è una veterana della pallacanestro italiana.

Dal talento indiscutibile, la cestista azzurra è una delle poche ad aver ottenuto importantissimi successi a livello mondiale nonostante la giovane età.

 

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. turkish league champions 💛💙🏆💙💛

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L’ultimo titolo in saccoccia è stato il campionato turco con il Fenerbahce in cui Cecilia è stata assoluta protagonista in una grande stagione per la squadra di Istanbul. Prestazioni ad altissimo livello sia nella regular season che nei playoff, con tanto di altri 13 punti realizzati nell’ultimo match contro il Cukurova Basketbol in gara 4.

Per Zandalasini e Fenerbahce è un double stagionale dopo la vittoria di qualche settimana fa della Coppa di Turchia.

L’ala è un punto di riferimento per il basket azzurro e sicuramente sarà una delle protagoniste della squadra italiana ai prossimi Europei che si terranno dal 27 giugno al 7 luglio in Lettonia e in Serbia, con partita inaugurale contro la Turchia.
Cecilia c’è e non vuole assolutamente perdere questa grande occasione per portare l’Italbasket femminile a livelli importanti. Il ct Crespi confida su di lei e sull’esperienza (nonostante l’età) accumulata a livello internazionale.

Sì perché Cecilia stagione dopo stagione sta arricchendo la sua bacheca di titoli. Da giovanissima è stata protagonista dei tronfi della Pallacanestro Schio con la conquista di ben tre Campionati (2014/15, 2015/16 e 2017/18), quattro Supercoppe italiane (2014, 2015, 2016 e 2017), quattro Coppe Italia (2014; 2015, 2017 e 2018) oltre al prestigiosissimo titolo Wnba con le Minnosota Lynx nella stagione 2017, alla sua prima apparizione nel campionato di basket americano. La franchigia statunitense si è complimentata con l’ex giocatrice per la grande cavalcata stagionale ed è pronta a riabbracciarla.

 

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CLUTCH CECI! TURKISH FINALS BOUND!

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Con la canotta azzurra si è messa in mostra già all’Europeo del 2017 quando l’Italia è uscita ai quarti di finale contro il Belgio ma dove Zandalsini ha brillato in tutte le partite tanto da essere inserita nel quintetto ideale della manifestazione.

In questi due anni soddisfazioni e successi a livello di club sono arrivati ed è per questo che  ci si aspetta molto da lei per il prossimo torneo continentale.

I complimenti per la vittoria sono giunti anche dal presidente della Fip, Giovanni Petrucci, il quale ha ribadito quanto sia importante Cecilia per la pallacanestro italiana.

La Virtus Bologna sbanca Anversa e vince la terza edizione della Champions League a canestro. La competizione, nata nel 2016, è assieme all’Eurocup la massima manifestazione per club dopo l’Eurolega. In finale le V nere hanno prevalso 73-61 contro Tenerife regalando alla squadra di coach Sasha Djordjevic una vittoria europea dopo dieci anni di digiuno (l’Eurochallenge nel 2009). Decisiva, nell’atto conclusivo della Coppa, la grande difesa chiamata dal coach serbo.

La gara

E’ il primo trofeo conquistato nell’era del patron Zanetti. Mvp assoluto del match è stato Kevin Punter con 26 punti assieme ai 16 di M’Baye. La gara è stata in mano alla Segafredo sin dall’inizio, con i bolognesi avanti anche di 18 punti prima dell’intervallo lungo (32-14 al 16’, 38-24 al 20’). Copione pressoché immutato anche nel secondo tempo, con gli spagnoli che tentano il blitz decisivo nel finale (65-59 al 39’) ma Chalmers e Punters blindano senza appello il successo della Virtus. Tenerife, che aveva vinto nel 2017 la prima edizione contro i turchi di Bandirma, deve alzare bandiera bianca. Nella finale per il terzo posto i padroni di casa di Anversa hanno sconfitto 72-58 i tedeschi del Brose Bamberg.

 

Le altre Coppe

Bologna celebra così la Coppa della Segafredo in un anno che ha visto il ritorno in A1 dei cugini della Fortitudo. Non solo, per il basket italiano si è conclusa una settimana da protagonisti visto il successo della Dinamo Sassari di Pozzecco nella Europe Cup. In Eurolega la grande delusione è invece Milano che ha fallito l’accesso ai playoff. Le final four di Coppa si disputeranno in Spagna, a Vitoria-Gasteiz nei Paesi Baschi, dal 17 al 19 maggio. Le semifinali saranno il derby turco Fenerbahce – Anadolu Efes e Cska Mosca – Real Madrid.

È stata una partita avvincente tra due squadre con gli astri nascenti del basket NCAA americano più interessanti e che sognano un futuro in Nba.

Tra questi c’è anche un po’ d’Italia e due ragazzi che sono stati protagonisti di una lunga stagione e della finale che si è giocata a Minnesota e vinta dai Virginia Cavaliers, al suo primo titolo della storia, contro i Red Riders per 85-77 all’overtime.
L’Italia è stata rappresentata dall’italoamericano Francesco Badocchi (Virginia University) e dal bolognese Davide Moretti (Texas Tech).

Quest’ultimo è stato uno dei protagonisti principali di tutto il campionato collegiale in cui ha dimostrato talento e velocità, che gli hanno permesso di essere decisivo soprattutto dal tiro da tre punti. Il bolognese, ricorda un po’ Marco Belinelli, studia alla Texas Tech University di Lubbock e ha trascinato i Red Riders fino alla finale.
Davide però è già entrato nella storia grazie al premio Elite 90: un riconoscimento che va al miglior atleta-studente della Division I del college basket sulla base di voti e risultati sportivi.

Purtroppo per Davide il sogno della vittoria si è fermato all’ultimo step. Nonostante i favori dei pronostici fossero tutti dalla parte dei Cavaliers, Davide è scoppiato in lacrime al termine del match dopo aver messo a segno ben 15 punti.

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Il pianto di Moretti al termine della finale persa contro i Cavaliers

Il futuro comunque è tutto da vivere per un giovane che alla prima esperienza americana è già arrivato così in fondo e da attore protagonista. Pertanto sicuramente continueremo a sentir parlare di lui.

Per Francesco Badocchi emozioni totalmente opposte. La 20enne ala nata a Milano, prima di emigrare in Usa, sprizza felicità da tutti i pori perché è il primo italiano a vincere un titolo Ncaa dopo aver saltato molte partite a causa di un grave infortunio.

In America è arrivato nel Kansas per gli anni del liceo, con il sogno del basket e di studiare economia, Badocchi è cresciuto nelle giovanili dell’Olimpia Milano e nel Libertas Cernusco.

In America è stato subito soprannominato Human pogo stick per l’esplosività. Sa che la sua strada è ancora lunga e ora la vittoria è giunta da comprimario, però il futuro è tutto dal sua parte.

Ha continuato a segnare come al suo solito e lo ha sempre fatto con costanza, tanto da diventare il tiratore da tre punti più prolifico della storia dell’Nba.

Si tratta di Steph Curry, playmaker di Golden State che, dopo un leggero calo realizzativo nel mese di febbraio è tornato alla carica a suon di triple in Western Conference.

Negli ultimi nove match disputati il numero 30 dei Warriors ha messo a segno almeno 5 triple, facendo registrare una percentuale del 48,7 al tiro dalla distanza (suo punto forte).

 

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What Did He Pump Fake At …😂💀 – credits:@curryformz Follow @shiningcurry for more!🏀 –

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A giustificare quest’ottimo trend è lui stesso, poiché ha trovato una soluzione a un problema fisico che lo ha attanagliato per molto tempo. Un disturbo visivo legato all’assotigliamento della cornea gli impediva di focalizzare al meglio il canestro.

Grazie all’utilizzo di specifiche lenti a contatto, Curry è tornato a vedere nel miglior modo possibile e realizzare triple a quantità industriale.

Il problema ottico si chiama cheratocono, meglio noto come KC nel campo oftalmico, e il play americano ne soffriva da tempo.

Ho iniziato a mettere le lenti a contatto, è come se mi si fosse aperto davanti il mondo intero!

Ha ribadito lo stesso Curry.

Dal Champions di volley alla Champions di basket, l’Italia c’è!

Se la Lube Civitanova ha fatto faville nella gara di semifinale d’andata, c’è la Virtus Bologna di Pallacanestro che batte Nanterre 73-58 e si qualifica alle Final Four della Champions League, rovesciando il -8 del match in Francia.

 

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After a tough march through Europe Virtus Segafredo takes off for @basketballcl Final Four #road2final4 #oldempire

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Al PalaDozza di Bologna la Segafredo dimostra il suo valore soprattutto grazie a una grande prova difensiva studiata da coach Djordjevic (35% dal campo).
La vittoria ha permesso la qualificazione tra le 4 squadre europee più forti del torneo (Anversa, Bamberg, Tenerife e appunto Bologna) in quel Final Four che si terranno il 3 e il 5 maggio prossimo.

Il miglior marcatore della Virtus è stato M’Baye con 16 punti realizzati, seguito da Kravic con 12. Un gran bel traguardo per la squadra di patron Zanetti e del tecnico serbo.

Sono orgoglioso di rappresentare questa società e i tifosi. Quello che abbiamo fatto vedere, il modo in cui abbiamo giocato, è quello che si deve mettere in campo sempre per giocare e vincere, partita dopo partita!

ha ribadito coach Djordjevic.

Un altro traguardo storico per la Bologna di basket in questa settimana. Dopo il ritorno della Fortitudo in Serie A, ora anche la fase finale della Champions per la Virtus che, tra l’altro a livello Europeo, annovera già due Eurolega, una Coppa delle Coppe e un EuroChallenge nel 2008-09 (ultimo trofeo in ordine temporale del club bolognese).

Milano li turchi. La qualificazione dell’Olimpia ai playoff di Eurolega si gioca in una serata da dentro fuori a Istanbul. Vincere con l’Efes a domicilio è impresa mai riuscita nella storia del basket milanese. Le sette vittorie degli ultimi anni contro il club turco sono arrivate tutte al Forum di Assago. L’ultima in occasione della gara di andata con un canestro al fotofinish di Mike James. Ora però bisogna invertire la tendenza se si vuole proseguire l’avventura europea. Il blitz esterno al Sinan Erdem può valere il pass per i playoff, obiettivo minimo per la corazzata di Pianigiani.

Vogliamo vivere questa partita come un’opportunità. Dobbiamo essere orgogliosi di aver combattuto per tutta questa stagione europea, nonostante problemi e traversie, arrivando a giocarci i playoff in una partita

Tutte le combinazioni

E dire che le ultime due sconfitte casalinghe contro Panathinaikos e Fenerbahce avevano fatto naufragale le speranze dell’Olimpia. Invece i risultati degli altri campi hanno riportato in vita Milano. Facciamo ordine. Sono state calcolate ben 64 combinazioni speciali per determinare le ultime qualificate ai playoff. Alla fase successiva ci sono già: Fenerbahce, Cska Mosca, Real Madrid, Efes Istanbul e Barcellona. Restano tre posti a disposizione tra Olimpia appunto, Olympiacos, Panathinaikos, Vitoria, Zalgiris Kaunas e Maccabi Tel Aviv. Milano si qualifica se vince in Turchia e almeno una tra le prime tre in classifica (Cska, Real, Maccabi) batta una tra Baskonia, Zalgiris Kaunas e Maccabi Tel Aviv.


Cinque anni di assenza

Statistiche alla mano, il club di Armani ha il 45,3% di combinazioni favorevoli. Ma, prima di fare calcoli, coach Pianigiani deve espugnare Istanbul per tornare ai playoff dopo 5 anni. Un ko farebbe fuori Milano contro una squadra che già qualificata e quindi mentalmente più rilassata. Certi del quarto posto in classifica, l’Efes può affrontare il match come un test amichevole in vista della fase successiva. A eccezione dell’infortunato Gudaitis, l’Olimpia è volata in Turchia a ranghi completi. Non basterà affidarsi solo a James, autore della tripla decisiva all’ultimo secondo all’andata. Serve la qualità dei vari Omic, Burns e Tarczewski.