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Vittoria doveva essere e vittoria non è stata. Poco cambia per l’Italia di basket, sconfitta in Polonia nel primo match point per la qualificazione ai Mondiali in Cina nel 2019. Il ko è stato però pesante (94-78), difesa in bambola e Azzurri quasi mai davvero in partita. Ora basterà sempre vincere almeno una partita a febbraio. Il match spareggio in casa contro l’Ungheria e la trasferta in Lituania. La Croazia è aritmeticamente fuori, quindi restano i magiari a contendere la qualificazione ai ragazzi di Sacchetti.


Basterebbe il primo quarto a fotografare la gara disputata a Danzica. Il parziale è 31-18 per i padroni di casa, 16-8 dopo neanche 5 minuti. La fase difensiva italiana resta negli spogliatori, le percentuali al tiro polacche sono micidiali con quasi il 60% dal campo. Lampe giganteggia con 22 punti (e 8 rimbalzi), seguito da Ponitka (18) e Sokolowski (15). Punteggio altissimo, nel secondo quarto gli Azzurri arrivano al -8 (47-39) ma si fermano lì. Alla pausa lunga il gap è ancora in doppia cifra (52-41). Al rientro in campo prima Slaughter ci manda a -17, poi torniamo in partita con un break di 12-1 (Aradori in spolvero). Un fortunoso gioco da 4 punti di Gentile riduce lo svantaggio a 6 punti (71-65), ma è l’ultima illusione.  11-0 di controbreak polacco e partita chiusa a chiave.


L’unico sorriso azzurro arriva dalla differenza canestri che resta favorevole con il +19 dell’andata. La Cina resta a portata di mano, l’Italia non si è mossa con meno gare a disposizione. Niente drammi in attesa di febbraio, quando magari Sacchetti potrà contare sui big azzurri.

Sapevamo che sarebbe stato difficile ma il brutto primo quarto ci ha condizionato. Le statistiche parlano chiaro e stasera la Polonia ha giocato meglio di noi. Abbiamo avuto degli sprazzi ma nel momento decisivo dovevamo essere più lucidi. Ci manca una vittoria per qualificarci e vogliamo farlo subito a febbraio contro l’Ungheria. Il bilancio di questa finestra resta positivo anche se volevamo chiudere qui il discorso

POLONIA ITALIA 94-78

Polonia: Slaughter 10, Waczynski 14, Ponitka 18, Cel 1, Lampe 22; Gruszecki 3, Hrycaniuk 2, Kolenda ne, Koszarek 9, Nowakowski ne, Sokolowski 15, Sulima ne. Coach Taylor.

Italia: Vitali 2, Aradori 13, Tonut 6, Polonara 0 , Burns 10; Abass 13, Biligha 4, B. Sacchetti 6, Cinciarini 6, Filloy 9, Gentile 10, Fontecchio ne. Coach Sacchetti.

Parziali: 31-18, 52-41, 73-65, 94-78

Una vittoria nelle prossime tre partite. Manca l’ultimo, decisivo, passo all’Italbasket per tornare a disputare un Mondiale dopo tredici anni. I due punti conquistati con la Lituania (70-65) a Brescia avvicinano gli Azzurri di Meo Sacchetti alla Cina, sede del torneo nel 2019. L’Italia torna a vincere contro i baltici dopo 12 anni con un match tutto cuore e carattere contro la capolista imbattuta, e già qualificata, del gruppo J. Domenica in Polonia la Nazionale ha il primo match point per conquistare il pass matematico alla rassegna iridata.

La settima vittoria in nove partite ha il marchio operaio degli outsider. Tredici punti e tanta sostanza per il beniamino di casa, Awudu Abass. Brillano anche Polonara con 11 punti e 7 rimbalzi e Luca Vitali con 8 assist. Tra gli ospiti, ha fatto tante male alla difesa azzurra Kalnietis con 15 punti. Match nervoso, polveri bagnate al tiro soprattutto nel primo tempo. Lituania avanti dopo 10 minuti (20-24), poi nel secondo quarto sale in cattedra Abass che traccia il primo solco del match (42-35 al 20’).


Al rientro dall’intervallo, gli ospiti riducono il gap con Kalnietis e Maciulis che ribaltano il punteggio. Ci vuole una penetrazione di Filloy agli sgoccioli del tempo per impattare il punteggio prima dell’ultimo quarto (53-53). Il tandem Biligha-Gentile prova a firmare lo strappo decisivo della gara firmando il +6, la Lituania è dura a morire e si rifà sotto con Maciulis a 180 secondi dalla sirena (60-58). Ci vogliono le triple di Polonara e di Brian Sacchetti per far esplodere il Palaleonessa e battere la resistenza ospite. La Cina non è mai stata così vicina, serve un ultimo guizzo già in Polonia tra due giorni.


Italia-Lituania 70-65

Italia: Abass 13, Aradori 8, Filloy 4, Sacchetti 3, Vitali L. 7, Biligha 6, Burns 4, Gentile A. 6, Polonara 11, Ricci 3, Tonut 2, Vitali M. 3. Coach Sacchetti.

Lituania: Bendzius 5, Geben 3, Juskevicius 2, Kalnietis 15, Maciulis 10, Butkevicius 2, Echodas 6, Giedraitis 6, Girdziunas 3, Masiulis ne, Seibutis 9, Zelionis 4. Coach Adomaitis.

Parziali: 20-24, 42-35, 53-53, 70-65.

La situazione nel girone J

Classifica: Lituania 17 punti (già qualificata), Italia 16, Polonia 14, Croazia e Ungheria 13, Paesi Bassi 12.

 

Per la seconda volta nella sua carriera, LeBron James torna in Ohio da ex, ma questa volta l’accoglienza dei tifosi dei Cavaliers è stata davvero emozionante. Per il numero 23 dei Lakers questa volta è stato un trionfo, in campo e soprattutto di pubblico: una lunga ovazione quando sono state introdotte le due squadre con lo storico speaker dei Cavaliers, Sean Peebles, che facendo uno strappo alla regola, ha tenuto per ultimo il nome di James nella lista degli ospiti, dedicandogli un urlo che di solito spetta soltanto ai giocatori di Cleveland. A quel punto la folla ha risposto salutando LeBron con un applauso durato quasi un minuto.

 

I Los Angeles Lakers hanno vinto 109 a 105 e signor “Prescelto” del basket Nba non ha fatto sconti a nessuno. Trattenute le emozioni, e nonostante i simpatici siparietti con l’ex compagno Tristan Thompson, nella sfida è il migliore, con una doppia doppia da 32 punti, 14 rimbalzi e 7 assist e giocate di potenza alternate a quelle di finezza, soprattutto nei momenti importanti. Ed è proprio la sua tripla nel finale che si merita gli applausi: sotto 96-99, i Los Angeles Lakers affidano a James il pallone e LeBron non trema, ma scarica dall’arco una bomba perfetta che vale la parità: è il tiro che dà il la alla cavalcata dei gialloviola verso la vittoria.

 

James è molto legato alle sue due esperienze con i Cavaliers con cui ha giocato dal 2003 al 2010 e dal 2014 al 2018. In mezzo l’esperienza con i Miami Heat e, adesso, con i Lakers. Nella sua seconda esperienza a Cleveland, LeBron ha superato la soglia dei 24.000 punti diventando il più giovane giocatore a farlo precedendo Kobe Bryant di circa un anno (Bryant aveva superato la soglia ai 31 anni, James a 30 anni e 17 giorni) e nel corso della stagione 2015-2016 diventa il più giovane giocatore a raggiungere 26.000 punti in carriera a 31 anni e 30 giorni. Dei tre titoli Nba vinti, l’ultimo del 2016 è proprio con i Cleveland Cavaliers.

L’Italia ce l’ha fatta: si è qualificata per la fase finale dell’Europeo di basket femminile in programma il prossimo anno tra Serbia e Lituania.

Un percorso netto quello realizzato dalla ragazze guidate dal commissario tecnico Marco Crespi. Le azzurre, infatti, grazie alla vittoria contro la Svezia per 62-56 a La Spezia, ha chiuso il proprio girone al primo posto. La nazionale ha concluso il calendario di sei match con cinque vittorie e una sola sconfitta. Seconde sono arrivate proprio le svedesi per 4-2 seguite dalla Croazia 3-3, in coda la Macedonia 0-6.

Una vittoria che ha dato buoni spunti a Crespi soprattutto nei primi due quarti, quando le azzurre sono riuscite a ottenere un vantaggio di 19 punti.

Bene Elisa Penna, due triple e 8 punti importanti nel momento del primo allungo. Benissimo Olbis André che ha giocato da veterana finendo con 20 punti e nove rimbalzi.

A La Spezia però non è stato sola la serata del pass azzurro per il prossimo Europeo, è stata anche la serata dedicata alla capitana Raffaella Masciadri che, a 38 anni, ha dato il suo addio alla maglia azzurra. L’ala, da buona veterana, è stata una delle leader di questo gruppo.

La capitana con la storica “11” nelle sue 193 presenze con l’Italbasket

Con le sue 193 apparizioni in 17 anni, Mascia (come viene chiamata all’interno del gruppo) è la terza azzurra per numero di presenze dietro Catarina Pollini e Bianca Rossi. Con l’Italbasket ha giocato cinque europei e vinto un oro ai Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2009.

I ringraziamenti per la lunga avventura azzurra, la capitana ha voluto scrivere una lettera a tifosi, compagne, staff e federazione.

In tutti gli anni con la casacca azzurra Raffaella Masciadri è stata la leader di un vero e proprio movimento sportive, volto a ottenere i riflettori che la pallacanestro femminile merita. L’ala, che gioca attualmente a Schio, ha avuto modo di vivere anche l’esperienza estera in America nella Wnba nel Los Angeles Sparks. Per quanto fatto per il basket in Italia, al termine della sua carriera è giusto che Raffaella Masciadri ottenga un ruolo di primo livello.

A settemila punti dalla vetta di ogni tempo, 6962 per l’esattezza. Con i 44 segnati a Portland Lebron James entra nella top five dei marcatori all time dell’Nba. L’ala di Los Angeles ha sfiorato la tripla doppia (44 10 rimbalzi e 9 assist) trascinando i Lakers alla vittoria per 126 – 117. Lebron ha superato Wilt Chamberlain in questa speciale classifica, issandosi solitario al quinto posto:

  1. Kareem Abdul-Jabbar, 38.387 punti in 1560 partite
  2. Karl Malone, 36.928 punti in 1476 partite
  3. Kobe Bryant, 33.643 punti in 1346 partite
  4. Michael Jordan, 32.292 punti in 1072 partite
  5. Lebron James, 31.425 punti in 1157 partite
  6. Wilt Chamberlain, 31.419 punti in 1045 partite
  7. Dirk Nowitzki, 31.187 punti in 1471 partite
  8. Shaquille O’Neal, 28.586 punti in 120 partite
  9. Moses Malone, 27.409 punti in 1329 partite
  10. Elvin Hayes, 27.313 punti in 1303 partite

Lebron entra nell’Olimpo dei grandi con una prestazione monstre, infiammando lo Staples Centre di Los Angeles come mai aveva fatto da quando è stato ingaggiato dai Lakers. Il numero 23 è quasi infallibile dal perimetro (5/6 da tre, 13/19 al tiro), dando il proprio contributo in difesa con 3 stoppate. Il cestista di Akron ha così superato una leggenda senza tempo come Wilt Chamberlain al quinto posto, un’altra leggenda della storia dei Lakers. Il campione americano, scomparso nel 1999, detiene però lo storico record di punti in una singola partita. Il 2 marzo 1962 Chamberlain segnò 100 punti contro i New York Knicks, nella gara vinta 169-147. Nel solo secondo tempo segnò 59 punti.


Considerando la media di 27 punti a partita tenuta da Lebron, avvicinare e superare il primato di Kareem Abdul-Jabbar non sembra fantascienza. Se dovesse mantenere questo trend a canestro, già nel prossimo aprile metterebbe Kobe Bryant nel mirino, avendo già superato Michael Jordan. A dicembre compirà 34 anni e il suo contratto firmato con i Lakers questa estate è quadriennale. Ciò significa che il fuoriclasse statunitense potrebbe entrare nella gloria assoluta nella stagione 2021-2022. A 38 anni, senza alcuna intenzione di fermarsi.


 

 

 

Che l’Nba sia un campionato di basket a parte rispetto al resto del mondo lo si sa, come si sa anche che i Golden State Warriors sono una squadra fortissima, con tantissimi campioni, capace di vincere tre degli ultimi quattro campionati; ma quello che la squadra di Oakland ha fatto nell’ultimo match è stato qualcosa di assurdo e inimmaginabile.

La partita contro i Chicago Bulls è stata quella dei record: nel primo intervallo hanno ottenuto miglior punteggio della storia del team e secondo di sempre (ben 92) e miglior risultato dai tre punti della storia Nba. Il protagonista di quest’ultimo dato è stato Klay Thompson il quale ha messo a segno 14 tiri da tre punti (su 24 tentativi), 18 su 29 al tiro. Di questi, 36 punti e 10 triple solamente nel primo tempo. Il tutto in soli 27 minuti giocati dal fuoriclasse cresciuto a Washington.

Numeri da capogiro che permettono di far entrare questo match nella storia del campionato di basket più bello del mondo.

La partita si è conclusa con la larga vittoria dei Warriors per 149 – 124. All’intervallo il parziale (in soli 24 minuti) segnava 92 – 50 per Thompson e compagni, secondo punteggio più alto nella storia della Nba dopo i 107 punti segnati in un tempo dai Phoenix Suns nel 1990.

Cammino inarrestabile per i campioni Nba 2017/18 che già fanno la voce grossa in Western Conference. I gialloblu hanno iniziato questa stagione in maniera quasi perfetta, perdendo un solo match su otto.

Steph Curry e Kevin Durant fino a ieri avevano già dimostrato di essere in palla: il primo mettendo a segno 51 punti contro i Washington Wizards e il secondo segnando 25 punti nel quarto quarto venerdì contro i New York Knicks. All’appello mancava solamente Thompson, un po’ in ombra nelle prime partite ma che contro i Bulls ha ampiamente fatto capire che c’è anche lui all’interno della franchigia.

Chissà come risponderà LeBron James, un po’ in difficoltà con i suoi Lakers usciti sconfitti anche contro Minnesota Timberwolves. Due sole vittorie per la squadra di King James in sette incontri disputati.

È partita la stagione Nba 2018/19 con i Golden State Warriors protagonisti prima del fischio d’inizio del loro match inaugurale e in campo contro i Thunder.

Steph Curry, come da rituale, hanno ricevuto l’anello che simboleggia la vittoria del titolo la scorsa stagione in finale contro Cleveland.


A consegnare i famosi anelli, per la prima volta realizzati a due facce, il commissario Nba, Adam Silver. I Warriors hanno avuto anche la possibilità di sollevare sul soffitto della Oracle Arena per l’ultima volta il banner celebrativo del titolo conquistato lo scorso giugno.

L’anno prossimo la squadra si trasferirà da Oakland al Chase Center di San Francisco.

La celebrazione e la consegna degli anelli è stato un vero e proprio show in cui anche il numero 30 Curry ha preso parte, prendendo in mano il microfono e chiamando lui stesso Eric Housen, uno dei tanti lavoratori dietro le quinte in casa Warriors che lavora per la squadra da 30 anni, per consegnargli un anello.

Nota stonata della festa è stato Patrick McCaw. La guardia americana, a causa di numerose divergenze con la società, ha deciso di non presentarsi alla cerimonia pertanto non ha ricevuto il suo anello.

Dopo i sorrisi, il primo match. Una partita esaltante ma molto sofferta da parte di Golden State. Durant e compagni hanno dovuto faticare non poco contro gli Oklahoma City Thunder. Il risultato finale è stato 108-100 per i padroni di casa. Subito uomo partita Steph Curry con 32 punti messi a segno, seguito da Kevin Durant con 27.

Riparte la serie A di basket con la caccia all’Olimpia Milano. Avellino Cantù, in programma questo pomeriggio alle 18, taglia il nastro della massima divisione italiana, dominata lo scorso anno dalla squadra del patron Armani. L’altro anticipo della giornata è Trento Cremona, alle 20.30. L’intero campionato sarà trasmesso in esclusiva da Eurosport, mentre la Rai offrirà ai suoi telespettatori il posticipo domenicale.

Tutti in fila, quindi, dietro coach Pianigiani e i sui ragazzi. I campioni uscenti, freschi vincitori della Supercoppa italiana in finale contro Torino, hanno rafforzato un roster già fortissimo, in grado di competere sia in Italia che in Eurolega. All’Armani sono arrivati il play Mike James da Atene e la guardia Nemanja Nedovic da Malaga, al pari dell’ala americana Jeff Brooks. L’azzurro Amedeo Della Valle impreziosisce un organico che deve sfatare il tabù del secondo anno dopo lo scudetto, storicamente ostico per la società lombarda. L’esordio per Milano sarà in casa contro Brindisi.

Coach Simone Pianigiani

L’idea ci stimola, siamo l’Olimpia e questo è il sale dello sport. In Italia vogliamo fare qualcosa per cui essere ricordati. Il Triplete non capita spesso, nemmeno ai top club supervincenti (Simone Pianigiani a Gazzetta.it)

Dietro Milano la prima delle inseguitrici è la Reyer Venezia di coach De Raffaele. Presenza costante nei quartieri alti del torneo, roster esperto e talentuoso, i veneti sono stati campioni in carica nel 2017 ed eliminati alle semifinali durante la scorsa stagione. Sono rimasti i big come Austin Daye, Mitchell Watt, MarQuez Haynes, a cui si aggiunge l’ex Julyan Stone, tornato in Laguna dopo l’esperienza in Nba con Charlotte Hornets.

Subito dopo Milano e Venezia un gruppetto di outsider di livello. Si parte da Trento, finalista negli ultimi due campionati. Poi Avellino con Norris Cole, play americano proveniente da Tel Aviv, Brescia con l’arrivo della stella Nba Jordan Hamilton, la Virtus Bologna di coach Sacripanti e del play/guardia Kevin Punter. La curiosità è tutta su Torino del santone americano Larry Brown, l’unico tecnico ad aver vinto un campionato universitario NCAA e il titolo NBA, e coach degli Usa alle Olimpiadi di Atene 2004. La sua mano nell’Auxilium è già evidente visto che i piemontesi sono arrivate in finale di Supercoppa, poi persa con Milano.

Coach Larry Brown, un mostro sacro del basket internazionale

Trieste, Pesaro e Pistoia sono le candidate a giocarsi la permanenza nella categoria che quest’anno prevede una retrocessione con tre promozioni dall’A2. L’anno prossimo si passerà da 16 a 18 squadre.

Fa strano vederlo con la canotta gialloviola, ma è questione di abitudine. Prima o poi ci abitueremo tutti a vedere LeBron James con la maglia dei Los Angeles Lakers.

Il suo esordio nel preseason c’è stato, anche se non è stato dei migliori a livello di risultato per i Lakers, i quali hanno perso contro i Nuggets 124 – 107.

Per il Prescelto solo 15 minuti di partita a ritmi abbastanza bassi. Per lui nove punti con due triple, tre assist e altrettanti rimbalzi.

Ovviamente l’evento della serata non è stato il match in se per se, ma tutti attendevano l’ingresso di King James con la nuova maglia 23.

È stato bello tornare sul parquet e iniziare un nuovo viaggio per me stesso. È stato bello sentire il ruggito dalla folla!

Quindi belle sensazioni per LeBron che, con questa nuova avventura a Los Angeles, si è messo nuovamente alla prova per tentare di fare bene in un’importantissima squadra oltre che cercare di rubare lo scettro ai Golden State Warriors, campioni Nba la scorsa stagione.

Intanto per la prossima stagione LB23 sarà protagonista anche da attore, dato che vestirà la canotta dei Tunes Squad per il film Space Jam 2.

Il primo canestro messo a segno contro Denver è stata una tripla ben oltre la lunetta. Tre punti che hanno subito scaldato l’umore dei compagni ma soprattutto della folla dei 13500 tifosi impazziti del Valley View Casino di San Diego, accorsi a vedere la prima del Re.

Il prossimo match sarà nuovamente contro i Nuggets per continuare la preparazione in vista della lunga stagione Nba in cui LeBron James vuole ancora migliorarsi ed essere il migliore.

Intanto per ora si gusta le nuove sensazioni e le nuove emozioni con i Lakers:

Dalla canotta del St. Vincent-St. Mary a quella dei Cavs. Da quella dei Cavs a quella degli Heat. Ritorno a quella dei Cavs ed ora sono un Laker. È una sensazione diversa, ci vorrà un po’ per abituarsi.