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Sabato 11 gennaio il Liverpool ha battuto in Premier League il Tottenham di Mourinho con una rete dell’attaccante Firmino. Un secco 1-0 che ha confermato il predominio della squadra allenata da Klopp che, nel campionato inglese in corso, su 21 partite disputate ha centrato 20 vittorie e un solo pareggio (1-1 contro il Manchester United del 20 ottobre).

Se estendiamo lo sguardo, andando oltre a quanto già di unico sta facendo il Liverpool, la striscia di imbattibilità dei Reds è ancor più ampia se si includono anche le partite della Premier League 2018-2019 in cui sono andati a punti. Quasi un intero anno solare senza incappare in una sconfitta, 38 risultati utili e consecutivi: per trovare l’ultimo ko, infatti, bisogna risalire proprio agli albori del 2019, era il 3 gennaio e il Liverpool perse 2-1 contro il Manchester City poi laureatosi campione.

Certo, nella classifica all-time, considerando i cinque campionati principali Europa, il Liverpool è ben lontano dalle 58 partite senza sconfitte del Milan tra il 1991 e il 1993, primato ancora ineguagliato. Ma la vittoria numero 38 permette alla squadra inglese di entrare nella top-10 e di raggiungere una squadra capace di realizzare un’impresa unica e tutta italiana, il Perugia di fine anni Settanta.

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Il Perugia della stagione 1978-1979 è ricordato ancora oggi per il record d’imbattibilità stagionale in Serie A, evento prima di allora mai raggiunto da nessuna squadra nella storia dei tornei a girone unico. Al loro quarto campionato in massima serie, i grifoni chiusero imbattuti il torneo grazie a una striscia di 30 partite senza sconfitte, raggiungendo inoltre il 2^ posto finale in classifica con 41 punti, 11 vittorie e 19 pareggi, e solamente tre punti dietro al Milan vincitore dello Scudetto, il decimo della sua storia.

Malizia, Nappi, Ceccarini, Frosio, Della Martita, Dal Fiume, Bagni, Butti, Casarsa, Vannini, Speggiorin, questo era l’undici ideale allenato da Ilario Castagner. E partite epiche, eroiche come la vittoria in casa della Juventus il 22 ottobre 1978, un 2-1 con gol di Speggiorin e Vannini e con i bianconeri che allo stadio Comunale dal 1970 avevano solo perso un derby; o il 2-2 in rimonta contro l’Inter con gol del pareggio a partita quasi finita, segnato dal terzino Antonio Ceccarini, all’unica rete in carriera in Serie A.

Il primato fu piuttosto sorprendente, si parla ancora del “Perugia dei miracoli” poiché conseguito da una cosiddetta provinciale del calcio italiano: infatti, nei decenni successivi, il Milan nel 1991-1992 e la Juventus nel 2011-2012 furono i soli club capaci di eguagliare il record degli umbri.

Alle 30 partite da imbattuta nella stagione 1978-1979, la squadra di Perugia inanellò altre 7 incontri nel campionato successivo senza perdere, prima di piegarsi il 28 ottobre 1979 al cospetto del Torino che vinse in trasferta 2-0 con i gol di Salvatore Vullo e Paolo Pulici. La striscia positiva, in realtà, iniziò dalla stagione antecedente a quella “miracolosa” con il successo sul Pescara per 2-1 del 7 maggio 1978. E ha dell’incredibile se si pensa che la Serie A 1977-1978 fu funestata dalla morte di Renato Curi, a causa di un infarto, il 30 ottobre 1977 durante un Perugia – Juventus, in quello stadio che dal 26 novembre fu intitolato alla memoria del calciatore di 24 anni.

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In Italia siamo stati costretti a mandar giù bocconi amari per via di “biscotti” calcistici che ci hanno tagliato fuori. Un esempio è stato sicuramente il 2-2 tra Svezia e Danimarca all’Europeo 2004 in Portogallo. Una partita che prevedeva il passaggio di entrambe le nazionali scandinave alla fase ad eliminazione diretta solamente con il pareggio, e così è stato, e Italia a casa.

In Sudamerica si passa dal “biscotto” alla “marmellata”, cambia il sapore del dolce, ma il senso di nausea è lo stesso.
Argentina, Mondiali 1978. Il 21 giugno a Rosario va in scena Argentina – Perù valida per la seconda fase a gironi. Il Brasile conduce il girone con 5 punti mentre l’Albiceleste per poter volare in finale doveva vincere contro i peruviani con almeno 4 reti di scarto.

Opportunamente, i brasiliani li si era fatti giocare nel pomeriggio, così che ogni dettaglio era ben preparato. La nazionale carioca vinse 3-1 contro la Polonia.
Il match tra Argentina – Perù, al primo tempo, segnava 1-0 con l’unica rete realizzata da Kempes al 21esimo minuto.
Di rientro dagli spogliatoi, qualcosa accadde. I peruviani si sciolsero come neve al sole e per cinque volte la porta difesa dal portiere Ramon Quiroga fu bucata.

Le 5 marcature subite dal portiere suscitarono molti dubbi. In primis molti fecero notare con quanta superficialità il portiere fu battuto, in più nei suoi confronti ricaddero quelle accuse legate al suo passato. In effetti Ramon Quiroga (soprannominato El Loco, il matto) era un portiere argentino, natio proprio di Rosario, che nel 1977 ottenne la cittadinanza peruviana, con cui decise di disputare il Mondiale del ’78.

Al termine del Mondiale si venne a sapere che il governo argentino aveva mandato via nave, a titolo completamente gratuito, 35mila tonnellate di grano in Perù, oltre a un elevato quantitativo di armi. Inoltre, la banca centrale d’Argentina autorizzò lo sblocco d’una linea di credito di 50 milioni di dollari. Insomma piovvero aiuti come le cinque reti (Tarantini, doppietta di Luque e Houseman) subite nella seconda frazione di gioco.

L’esultanza di Luque dopo il gol

In più alcune testimonianze di quei giorni confermarono che circolavano bustarelle per tre nazionali peruviani, così come lo stesso Quiroga, in uno dei non rari momenti di ubriachezza, fece delle mezze ammissioni poi ritrattate.
Oggi più nessuno contesta che la partita fu comprata. La vicenda e passata alle cronache come la “marmelada peruana”.