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La Corsa Rosa vuole ricordare il corridore tragicamente scomparso dedicandogli la storica salita in questa speciale edizione. Nei giorni della Grande Partenza, ad Alghero, altre iniziative in ricordo di Scarponi.

Il Giro d’Italia non può dimenticare un grande campione, un grande amico e un grande uomo che avrebbe corso quest’anno la sua dodicesima Corsa Rosa. Ha pensato così di omaggiarlo dedicandogli in questa edizione una delle salite simbolo della corsa: il Mortirolo.

Questa salita, nota in tutto il mondo e rispettata da ogni ciclista, nel 2010 è stata per Michele il trampolino di lancio della sua ultima vittoria al Giro d’Italia, all’Aprica, davanti a Ivan Basso e Vincenzo Nibali.

In occasione della Tappa 16 Rovetta-Bormio, di Martedì 23 Maggio, il corridore che transiterà per primo al Gran Premio della Montagna del Mortirolo otterrà un punteggio doppio rispetto a quello previsto nel regolamento e sarà premiato, sul podio finale di Milano, durante il cerimoniale di chiusura del Giro.

Inoltre, in Sardegna, alla presentazione delle squadre prevista il 4 Maggio alle ore 18.30 ad Alghero, l’Astana salirà come prima squadra sul palco dove ci sarà un momento dedicato a Scarponi.

Il giorno seguente, in occasione della partenza della prima tappa, la carovana rosa osserverà un minuto di silenzio prima del via. Quindi l’Astana, schierata in prima fila, anticiperà il gruppo per un primo tratto di percorso. Il nome di Michele Scarponi sarà così legato, anche in questo importante momento, alla 100^ edizione del Giro d’Italia.

Tragedia per il ciclismo italiano: e’ morto Michele Scarponi, dopo essere stato investito da un autocarro mentre si allenava nei pressi del suo paese natale in provincia di Ancona, Filottrano. Aveva 37 anni e gareggiava per l’Astana. Lascia la moglie Anna e due figli gemelli, Giacomo e Tommaso.

L’incidente è avvenuto ad un incrocio: secondo le prime ricostruzioni, l’autista dell’autocarro, un 57enne del posto, non avrebbe visto il ciclista e lo avrebbe dunque centrato in pieno.

Sull’episodio è stata aperta un’indagine e sequestrati i mezzi su disposizione del magistrato di turno.

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Photo LaPresse – Belen Sivori

“L’Aquila di Filottrano” come veniva chiamato, nato ad Osimo il 25 settembre 1979, era diventato professionista nel 2002. Lo scalatore azzurro ha vinto il Giro d’Italia 2011 (tre volte e’ arrivato quarto) dopo la squalifica di Alberto Contador mentre nel 2009 si era aggiudicato la Tirreno-Adriatico. Ha anche fatto parte della nazionale italiana prendendo parte a due Mondiali prof (Mendrisio 2009 ritirato e Toscana 2013 arrivato 16esimo).

“Una tragedia, un destino scritto male”. Con queste parole e con tanta emozione, il presidente della Federciclismo Renato Di Rocco ha commentato all’Italpress la morte del ciclista. “E’ successo mentre era in bici ad un incrocio a Filottrano, un camion lo ha travolto. Era tornato ieri sera e gia’ stamattina era in bici, questo dimostra l’altissimo attaccamento al lavoro di questo ragazzo” ha detto Di Rocco. “E’ stato un professionista esemplare, un uomo squadra in tutti i sensi”.