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Prima di andare a conoscere alcuni dei migliori giocatori di basket italiani, cercheremo di farvi una piccola introduzione su come sia nato il basket in Italia. Inoltre, mentre stai sul telefono a giocare al casino online, puoi dare un’occhiata a quest’articolo per conoscere meglio il basket italiano.

I primi allenamenti di una squadra di basket bolognese avvennero nel 1889, sotto il simbolo di una neonata società, la Virtus Bologna, nome che sarebbe poi diventato una delle società sportive più famose e vittoriose di tutta Italia. La Virtus Bologna sarà anche la prima squadra in Italia a vincere il campionato nazionale.

Negli anni ’30, nella città di Bologna si tenevano i tornei di “Palla al cesto”, come era chiamata la pallacanestro in Italia, e le squadre cittadine erano circa sei; dal 1931 faceva parte dei tornei anche la squadra della Fortitudo Bologna, allora agli albori ma che avrebbe dominato negli anni non meno fama della Virtus.

Erano state fondate le squadre milanesi, quelle dell’Emilia-Romagna, così come quelle del nord-est e della Roma. L’ascesa di questo sport americano in Italia sarebbe solo questione di tempo, e la città di Bologna aveva tutte le carte in regola per diventare una delle capitali italiane del basket. In Emilia-Romagna, il basket bolognese sta vivendo la sua stagione migliore, grazie all’ascesa di un’altra squadra regionale, la Grissin Bon Basketball Reggiana, che è ancora una delle migliori squadre del Campionato Nazionale di Pallacanestro e che vanta molti i migliori giovani italiani tra le sue fila.

Andrea Bargnani

Bargnani, di origine italiana, ha iniziato la sua carriera nel basket professionistico con la Stella Azzurra Roma nella Serie B2 italiana nel 2002-03. Nella sua stagione da rookie, ha registrato 13,2 punti e 4,5 rimbalzi a partita mentre è apparso in 23 partite. Ha deciso di firmare con la Benetton Treviso per la stagione successiva dopo la sua prima stagione con il club. Il giovane ha avuto una carriera internazionale di successo ed è stato due volte vincitore della Coppa Italia nel 2004 e nel 2005. Nel 2006 è stato membro di una squadra che ha vinto il campionato italiano ed è stato nominato uno dei migliori giocatori del campionato di età inferiore ai 22 anni. Ha avuto molto successo giocando in giovane età.

Da grande uomo, Bargnani era estremamente versatile. Può giocare non solo in palo, ma anche sul perimetro. La sua capacità di tirare da tre punti lo ha reso una minaccia in attacco in vari modi. Inoltre, giocare con giocatori più anziani lo ha aiutato a migliorare notevolmente il suo gioco.

Danilo Gallinari

Danilo Gallinari è un cestista italiano che attualmente gioca come attaccante per gli Oklahoma City Thunder della National Basketball Association (NBA).

Gallo, come è affettuosamente conosciuto, è stato arruolato sesto assoluto dai New York Knicks nel draft NBA 2008 dopo aver trascorso i suoi primi quattro anni da professionista nella natia Italia, con periodi con Casalpusterlengo nel 2004-2005, Nuova Pavia nel 2005- 2006 e Olimpia Milano nel 2006-2008.

Dopo due stagioni e mezzo con i Knicks, è stato ceduto ai Denver Nuggets nel 2011, dove ha trascorso sei stagioni, incluso un breve periodo con l’Olimpia Milano in Italia. Gallinari è stato successivamente acquisito dai Los Angeles Clippers nel 2017, prima di essere ceduto agli Oklahoma City Thunder nel 2019.

L’attaccante è stato nominato Most Valuable Player (MVP) della Lega italiana nel 2008, Miglior giocatore Under 22 della Lega italiana nel 2007 e 2008 e Stella nascente dell’Euro League nel 2008. Ha giocato anche per l’Italia a livello U-16 e U-18 ed è membro della squadra maggiore dal 2007. Ha giocato nella Coppa del Mondo FIBA ​​2019 con l’Italia, con una media di 17,2 punti, 5,6 rimbalzi e 2,8 assist a partita.

Nicolò Melli

Melli, figlio dell’ex giocatore di basket Leopoldo e di Julie Vollertsen, ex pallavolista che ha vinto una medaglia d’argento, è uno degli assi NBA di Sacchetti. Ha iniziato la sua carriera nelle giovanili della Pallacanestro Reggiana, con la quale ha esordito in Legadue nel 2007. Ha esordito nella Lega Basket Serie A (LBA) tre anni dopo, giocando per l’EA7 Emporio Armani Milano, con il quale ha vinto lo scudetto nel 2014.

Ha vinto una medaglia d’argento con la nazionale Under 20 agli Europei di Bilbao nel 2011, e ha gareggiato in tre tornei EuroBasket con la nazionale maggiore (2013, 2015, 2017). Melli è sposato con Khatarina e padre di Matilde. Sentirà senza dubbio molti applausi dai suoi fan a casa

Da qualche settimana ha compiuto 23 anni ma oramai, Cecilia Zandalasini, è una veterana della pallacanestro italiana.

Dal talento indiscutibile, la cestista azzurra è una delle poche ad aver ottenuto importantissimi successi a livello mondiale nonostante la giovane età.

 

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L’ultimo titolo in saccoccia è stato il campionato turco con il Fenerbahce in cui Cecilia è stata assoluta protagonista in una grande stagione per la squadra di Istanbul. Prestazioni ad altissimo livello sia nella regular season che nei playoff, con tanto di altri 13 punti realizzati nell’ultimo match contro il Cukurova Basketbol in gara 4.

Per Zandalasini e Fenerbahce è un double stagionale dopo la vittoria di qualche settimana fa della Coppa di Turchia.

L’ala è un punto di riferimento per il basket azzurro e sicuramente sarà una delle protagoniste della squadra italiana ai prossimi Europei che si terranno dal 27 giugno al 7 luglio in Lettonia e in Serbia, con partita inaugurale contro la Turchia.
Cecilia c’è e non vuole assolutamente perdere questa grande occasione per portare l’Italbasket femminile a livelli importanti. Il ct Crespi confida su di lei e sull’esperienza (nonostante l’età) accumulata a livello internazionale.

Sì perché Cecilia stagione dopo stagione sta arricchendo la sua bacheca di titoli. Da giovanissima è stata protagonista dei tronfi della Pallacanestro Schio con la conquista di ben tre Campionati (2014/15, 2015/16 e 2017/18), quattro Supercoppe italiane (2014, 2015, 2016 e 2017), quattro Coppe Italia (2014; 2015, 2017 e 2018) oltre al prestigiosissimo titolo Wnba con le Minnosota Lynx nella stagione 2017, alla sua prima apparizione nel campionato di basket americano. La franchigia statunitense si è complimentata con l’ex giocatrice per la grande cavalcata stagionale ed è pronta a riabbracciarla.

 

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CLUTCH CECI! TURKISH FINALS BOUND!

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Con la canotta azzurra si è messa in mostra già all’Europeo del 2017 quando l’Italia è uscita ai quarti di finale contro il Belgio ma dove Zandalsini ha brillato in tutte le partite tanto da essere inserita nel quintetto ideale della manifestazione.

In questi due anni soddisfazioni e successi a livello di club sono arrivati ed è per questo che  ci si aspetta molto da lei per il prossimo torneo continentale.

I complimenti per la vittoria sono giunti anche dal presidente della Fip, Giovanni Petrucci, il quale ha ribadito quanto sia importante Cecilia per la pallacanestro italiana.

Sono trascorsi oltre trent’anni da quella famosa notte dell’All Star Game Nba in cui Michael Jordan ha segnato la storia della pallacanestro, al limite del paranormale.

Era la sera del 6 febbraio 1988 e nello storico Chicago Stadium (demolito nel ’94 per far posto all’attuale United Center) andava di scena una delle finali di Slam Dunk Contest (il minitorneo Nba sulle schiacciate) più belle e avvincenti di sempre.

L’atto finale dell’evento mise a confronto due campioni dell’Nba di quel periodo, Dominique Wilkins stella degli Atlanta Hawks e appunto il grande Michael Jordan con la maglia n°23 dei Bulls.

Uno scontro bellissimo tra i due fuoriclasse al limite della perfezione e dell’equilibrio.

Al primo turno, infatti, Wilkins è il migliore (96) con Jordan secondo (146, con una dunk da 50, massimo possibile). I due si ritrovano in finale, uno di fronte all’altro. Tre schiacciate a testa, un 45 e due 50 per “The Human Highlight Film”. MJ avrebbe dovuto registrare un 48 per eguagliarlo e un 49 per batterlo nell’ultima dunk in programma.
Serviva qualcosa di inimmaginabile per rompere quella parità e Michael Jordan lo ha fatto.

Foto saltata fuori qualche anno fa, scattata da qualche tifoso sugli spalti del Chicago Stadium

E quando il grande Larry Bird disse la famosa frase: “Penso sia semplicemente Dio travestito da Michael Jordan”, in quel preciso istante non ha avuto tutti i torti.

Nell’ultima schiacciata dalla lunetta, Jordan sfoderò un colpo micidiale un salto in cui il campione americano rimase per qualche secondo fermo, prima di schiacciare la palla con forza nel canestro, con conseguente visibilio del pubblico presente. Ovviamente non fece ne 48 e ne 49, bensì 50 l’en plein. Una schiacciata da vero “Air Michael Jordan”.

Un gesto unico che tuttora è nella mente di ogni amante della pallacanestro. Un schiacciata che ora è anche un famoso brand sportivo. Inizialmente nata come marchio di scarpe, la Air Jordan ora è abbigliamento in mano alla Nike che ne ha fatto per sempre Michael ‘Air’ Jordan. Dall’inizio della stagione europea di Champions League, il brand ha realizzato il primo storico completino da calcio per il Paris Saint Germain.

Non solo, quel magnifico gesto è stato ripetuto anche nel famosissimo film “Space Jam” in cui Michael Jordan interpretava se stesso e giocava a basket con i personaggi della Warner Bros, i Looney Tunes.

Tornando a quella sera, rimase a bocca aperta perfino Doctor J. Julius Erving, il primo a far diventare quel gesto un’opera d’arte sportiva. Da quella sera in poi si capì che la Nba aveva il suo nuovo re ed era definitivamente sbocciato il migliore giocatore della storia del basket.

Un mese fa un’Italians doc come Cecilia Zandalasini ha vinto il titolo WNBA (il campionato di basket femminile) con le Minnesota Lynx. Noi di Mondiali.it abbiamo voluto contattare la prima Italians a volare in America e a vincere un titolo.

Si tratta della campionessa Catarina Pollini che, nel 1997 con la maglia delle Houston Comets, ha trionfato nel campionato di pallacanestro più importante e prestigioso al mondo.

Grande presenza anche con la nazionale italiana con cui ha vinto una medaglia d’argento agli Europei del 1995 in Repubblica Ceca e un altro secondo posto ai Giochi del Mediterraneo del 1993.

L’approdo a Houston arrivò dopo aver vissuto da protagonista tre stagioni vincenti con la Pool Comense con cui vinse 4 scudetti consecutivi. Attualmente vive e lavora in Spagna dove ha giocato fino a 40 anni con l’Ensino Lugo.

Cos’ha provato nel vedere trionfare un’altra italiana in WNBA?

Mi ha fatto molto piacere, Cecilia è il nuovo che avanza. Credo sia un punto di partenza importante per lei e per altre ragazze che vogliono intraprendere questa strada.

Che ricordo ha della sua esperienza americana?

Furono 3 mesi molto intensi, soprattutto le prime 3 settimane di allenamenti. Una bella esperienza, America allo stato puro!

È arrivata in America a 31 anni, come si è approcciata a quell’avventura?

Probabilmente con un pizzico di entusiasmo in meno che se ne avessi avuti 21. Invidio a Cecilia l’età e il futuro che ha davanti (ride, ndr).

Che flash fotografico ha di quel finale di stagione?

Tanta gente al palazzetto, cappellino e maglietta dei campioni, ma soprattutto una scatola di cereali con la foto della squadra per celebrare la vittoria.

Qual è stato il momento più bello a Houston e che cosa conserva di quell’avventura?

Credo l’esordio in casa, tanta gente presente, un’aspettativa pazzesca e delle compagne di squadra perfette.
In particolare conservo la consapevolezza di essere stata nel posto giusto al momento giusto.

Ricorda in quale occasione ha realizzato i primi punti in WNBA?

Se non ricordo male i primi due punti li realizzai dopo un bel rimbalzo d’attacco. Purtroppo è passato tanto tempo e potrei anche non ricordarmi bene.

Ha giocato anche oltre i 40 anni, un’atleta modello. Cosa consiglia alle atlete per rendere al massimo, come ha fatto lei?

Allenarsi bene, fare una vita sana, dormire molto e divertirsi giocando. Può essere un consiglio ma è quello che ho fatto io e che continuo a fare per stare bene.

Attualmente vive in Spagna, è rimasta nel mondo del basket e dello sport?

Si. Sono team manager della squadra dove ho giocato i miei ultimi anni.

Torna qualche volta in Italia? Ha nostalgia di Vicenza?

In Italia torno di solito d’estate e faccio qualche salto durante l’anno, quando il lavoro me lo permette. Ho nostalgia delle montagne di Vicenza, dato che adoro sciare. Ovviamente mi fa piacere tornare per rivedere famiglia e amici.

Si è sentita appagata dal basket o avrebbe voluto dare ancora di più?

Sempre si può fare e dare di più. Forse il rammarico di qualche partita buttata via in malo modo. Però il basket mi ha dato molto, non posso che essere contenta così.

Dario Sette

Ha detto no all’NBA per provare a vincere con una delle squadre più forti d’Europa e farlo insieme a un altro italiano. Stiamo parlando di Nicolò Melli, l’ala azzurra che ha detto sì ai turchi del Fenerbahce, squadra in cui milita il capitano dell’Italbasket, Gigi Datome.

Il club turco è uno dei più prestigiosi d’Europa, vincitore dell’Eurolega 2016/2017.

Il rinnovo di Datome e l’acquisto dell’ex ala dell’Olimpia Milano sottolinea il fatto che i gialloblu vogliono ancora essere protagonisti a livello nazionale e internazionale.

Per Melli dunque, dopo due anni alla corte di coach Andrea Trinchieri con la maglia del Bamberg e due titoli di Germania vinti, ha deciso di volare in Turchia per continuare la sua crescita.

Alcune fonti hanno confermato che il cestista 26enne abbia addirittura rifiutato una proposta in una squadra americana di NBA: nello specifico gli Atlanta Hawks, in cui milita l’altro azzurro Marco Belinelli.

In Germania, grazie ai consigli di coach Trinchieri, Nicolò è maturato molto ed è stato reduce da una stagione in Europa da 11.5 punti e 7.4 rimbalzi di media a partita, con il 43.4% dalla grande distanza. Numeri che gli hanno permesso di essere nominato anche giocatore del mese a dicembre e di essere inserito nel secondo miglior quintetto della competizione.

La stagione scorsa si è conclusa con l’Europeo di basket in cui l’Italia è uscita di scena contro la Serbia ai quarti di finale. Le prestazioni del neoacquisto del Fenerbahce è stato un po’ discontinuo, alternando buone prestazioni ad altre in cui è stato più in ombra, complice anche un infortunio al tendine rotuleo rimediato contro la Lituania.

Destino vuole che Melli ritroverà presto il suo passato nella prossima Eurolega. Il Fenerbahçe sarà infatti di scena al Forum di Assago nella seconda giornata, il 19 ottobre, contro la nuova Olimpia Milano affidata a Simone Pianigiani, e affronterà la trasferta in Germania a Bamberg il 10 novembre, in occasione della 6^ giornata. Un modo per mettersi in mostra contro le sue ex squadre.

In questa stagione ci sarà da divertirsi.

Dario Sette

Nel momento magico che sta vivendo la cestista Cecilia Zandalasini negli Stati Uniti d’America, un passo indietro lo facciamo pensando a quella che è stata una delle prime azzurre a calcare i parquet americani della pallacanestro.

È il 2005 e l’allora 29enne, Francesca Zara, riceve la chiamata dagli States per un’avventura nella WNBA. A proporgli un contratto è la squadra delle Seattle Storm.

La guardia, ai tempi della chiamata, giocava nel Napoli Vomero, con cui rimane due stagioni mentre partecipa alle qualificazioni per gli europei successivi.

La sua avventura in Usa è stato un sogno, qualcosa di inimmaginabile per una cestista che sino ad allora aveva calcato solamente i parquet italiani. Una ragazza dal grande talento che aveva bisogno di provare un’esperienza fuori dal comune e che era successa soltanto ad altre sue colleghe come, Catarina Pollini e Susanna Bonfiglio.

Ma la bravura c’era e se n’erano accorti gli americani. Il trasferimento a Seattle l’aiutano a crescere e avere più consapevolezza dei suoi mezzi. Durante tutta la parentesi in WNBA viene impiegata in 37 occasioni, di cui 34 in regular season e 3 nei playoff (persi al primo turno contro le Houston Comets).
Francesca cerca di sfruttare al meglio l’occasione capitatale e risponde con efficacia ogni qual volta scende in campo. Saranno oltre 100 i punti messi a segno. Non male per una che veniva dal basket europeo.

Il sogno però si interrompe ai playoff, amara soddisfazione per un’avventura che le ha segnato la carriera. In effetti proprio Francesca indosserà altre canotte, tra cui anche quella dello Spartak Mosca, e dalla Valenciennes all’estero, subito dopo il rientro dagli Usa.

Durante l’annata in Russia ha avuto modo anche di vincere il torneo di Eurolega nel 2007 oltre che il campionato russo. Nel 2006 È stata selezionata anche per l’All Star Game Fiba.

Attualmente a 41 anni non ha lasciato il mondo della pallacanestro, lo scorso anno ha deciso di rimettere gli scarpini e di ritornare a giocare in A1 con la squadra di cui è dirigente: la Techedge Broni.

Dario Sette