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La #tenyearschallenge degli sportivi, da Buffon a Totti

E’ il primo fenomeno virale di questo 2019. Sfogliare il proprio album dei ricordi per farli rivivere sui social. Chi invecchia, chi ringiovanisce, chi passa dalle stelle alle stalle e viceversa. La #tenyearschallenge non ha risparmiato neanche gli sportivi, che hanno dato in pasto ai loro follower il confronto, spesso impietoso, della propria vita a dieci anni di distanza. Ecco una rapida carrellata sul decennio che è stato.

  • Gigi Buffon para ancora. Nel 2009 aveva 31 anni, capitano e portiere della Juve e della Nazionale. Dieci anni dopo ha superato i 40, ha lasciato gli storici colori bianconeri e azzurri per indossare i guanti del Psg.

 

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2009 – 2019 #10yearschallenge

Un post condiviso da Gianluigi Buffon (@gianluigibuffon) in data:

  • Il Barcellona celebra l’hashtag con la manita di Piquet nel doppio 5-0 al Real Madrid. Anche se il primo è datato 2010 e il secondo 2018.

 

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#10yearchallenge Barça Edition 💙❤️

Un post condiviso da FC Barcelona (@fcbarcelona) in data:

  • Giorgio Chiellini non ha cambiato maglia, anzi ne è diventato capitano confermandosi tra i migliori difensori al mondo.

 

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Tante cose sono cambiate in dieci anni, ma i colori della maglia sono sempre rimasti gli stessi. ⚪⚫ #FinoAllaFine #10yearschallenge

Un post condiviso da Giorgio Chiellini (@giorgiochiellini) in data:

  • Rafa Nadal dieci anni dopo, dal 2008 al 2018. Così lo celebra l’account instagram dell’ATP rievocando i due trionfi al Roland Garros.

 

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We just couldn’t resist… 🙈 2️⃣0️⃣0️⃣8️⃣👉2️⃣0️⃣1️⃣8️⃣ #10yearchallenge

Un post condiviso da ATP Tour (@atptour) in data:

  • Il piccolo Neymar del Santos oggi è diventato una delle stelle del calcio mondiale nel Brasile e nel Paris Saint Germain.

 

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A cara de menino se foi, mas o olhar e o foco de quem quer vencer sempre estará comigo. #10yearchallenge

Un post condiviso da EneJota 🇧🇷 👻 neymarjr (@neymarjr) in data:

  • Da Manchester a Manchester. Paul Pogba ha gli stessi colori di dieci anni fa, quelli dei diavoli rossi. In mezzo la parentesi con la Juventus.

 

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#Repost @manchesterunited ・・・ #10YearChallenge: #MUFC player edition 😁

Un post condiviso da Paul Labile Pogba (@paulpogba) in data:

  • I dieci anni del Bayern Monaco sono sempre con Arjen Robben, acquistato proprio nel 2009 dal Real Madrid.

  • Premio autoironia a Borja Valero: il centrocampista dell’Inter, ex Fiorentina e Villareal, pubblica una foto di tanti capelli fa al West Bromich Albion.

 

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#10yearschallenge @wba @inter potete iniziare il massacro per i capelli 😂😂 podéis empezar a matarme por el pelo 😂😂

Un post condiviso da Borja Valero Iglesias (@borjavalero20) in data:

  • Per il campione della Moto Gp Marc Marquez il tempo sembra essersi fermato. A distanza di 10 anni festeggia ancora le sue vittorie sulle due ruote. Dal primo all’ultimo podio.

 

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#10yearschallenge 2008-2018 First podium – Last podium

Un post condiviso da Marc Márquez (@marcmarquez93) in data:

  • Dieci anni per il numero dieci sotto la sua curva. Francesco Totti a braccia alte sotto la Sud all’Olimpico, da fuoriclasse prima, da dirigente poi.

 

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#10yearchallenge Qualcosa è cambiato, ma non il cuore e la passione. #totti

Un post condiviso da Francesco Totti (@francescototti) in data:

Andy Murray getta la racchetta a terra ed esce dal campo. Il 31enne tennista scozzese ha annunciato il suo ritiro in una conferenza stampa dall’Australia. Il dolore all’anca gli impedisce di proseguire la carriera all’altezza dei suoi standard. La notizia arriva alla vigilia degli Australian Open dove Murray ha disputato per 5 volte la finale, non riuscendo mai a vincere. Il campione britannico vorrebbe arrivare a Wimbledon in estate, ma non sa se ce la farà. Il timore è quello di chiudere la sua epopea tennistica proprio oltreoceano.

Gli Australian Open potrebbero essere il mio ultimo torneo, vorrei continuare fino a Wimbledon, ma non so se ci riuscirò. Ho troppo dolore, è molto dura

Murray ha più volte interrotto la conferenza stampa dai singhiozzi dell’emozione. E’ reduce da un ultimo anno da incubo in cui ha disputato solo 16 match. Il suo calvario dura da quasi due anni. Venti mesi di cure, operazione e riabilitazione che non hanno completamente risolto i suoi problemi all’anca destra. Alla BBC il suo medico ha dichiarato:

Non è detto che la situazione sia completamente risolta, non si poteva riportare l’anca alla situazione pre infortunio. Andy dovrà convivere con il dolore

E lo stesso campione ha raccontato le difficoltà degli ultimi mesi:

Smetto perché voglio tornare a fare le cose comuni, come mettere una scarpa o un calzino, senza avere dolore. Ho l’anca davvero molto danneggiata, il chirurgo che mi ha operato lo scorso anno me lo ha confermato. L’intervento dello scorso anno non è servito a ridurre il dolore. Continuare solo in doppio? No, non rischio la mia salute

Murray ha assicurato che dovrebbe scendere in campo nel primo turno degli Australian Open contro lo spagnolo Bautista Agut. Se confermato, lascerebbe uno dei Fab Four della racchetta degli ultimi anni, insieme a Federer, Nadal e Djokovic. Ha vinto titoli ATP, di cui tre tornei Grande Slam (Us Open 2012, Wimbledon 2013 e 2016). Record di due ori olimpici consecutivi (Londra 2012, Rio 2016). E’ stato il primo tennista britannico a diventare il numero 1 al mondo nel 2016, restando in vetta per 41 settimane. Proprio con la Gran Bretagna ha vinto una Coppa Davis nel 2015.

Rafa Nadal dal cuore d’oro. Il tennista spagnolo ha offerto il proprio aiuto agli sfollati di Maiorca dopo le piogge torrenziali che hanno colpito l’isola iberica delle Baleari. Nelle ultime l’alluvione ha causato nove morti, decine di dispersi e centinaia di sfollati, circa 200.

Il numero 1 al mondo non è rimasto a guardare, anzi è sceso direttamente in strada a spalare il fango presente nelle case colpite.

Nativo di Manacor, dove vive attualmente, Nadal ha aperto, inoltre, le porte della sua accademia a tutti coloro rimasti senza un alloggio. Lo stesso sportivo ha pubblicato su twitter un post sulla situazione:

È un giorno triste per Maiorca, tutte le mie condoglianze vanno ai famigliari delle vittime dell’alluvione. La mia vicinanza alla città di San Llorenc. Vista la situazione, abbiamo deciso di aprire le porte della Rafa Nadal Academy a tutti gli sfollati e ha chi ha bisogno di un posto dove stare

Le piogge hanno interessato particolarmente la città di Sant Llorenç des Cardassar, a 60 km da Palma di Maiorca, in cui sono morti due turisti inglesi, annegati in un taxi. Sono centinaia le richieste di aiuto arrivate alle forze dell’ordine e alla Protezione civile spagnola. Ben 80 militari sono stati impiegati nelle zone più colpite, con sette veicoli di emergenza e 100 soccorritori al lavoro per spalare fango e cercare di arginare la conta dei danni. Le scuole sono state chiuse in almeno tre città dell’isola e diversi sfollati hanno trovato riparo all’interno di un palazzetto dello sport e di un ippodromo. Ora molti di loro potranno essere aiutati dalla generosità di Nadal.

Sul piano tecnico non c’è partita, ma John Millman porta con sé un capolavoro che è un po’ uno spartiacque per il prossimo futuro del tennis mondiale. Non per l’exploit del 29enne di Birsbane, ma per l’incertezza che lascia la brutta sconfitta di Roger Federer agli Us Open. Il tennista australiano, infatti, partito dai sessantaquattresimi nel torneo americano, lungo il suo percorso ha prima eliminato l’italiano Fabio Fognini per poi, con grande stupore, far fuori King Roger: John Millman ha giocato la partita della vita e, con molta compostezza e tranquillità, ha superato lo svizzero in quattro set, 3-6 7-5 7-6(7) 7-6(3), chiudendo il match in 3 ore e 34 minuti.

«Ho battuto il mio eroe», ha detto Millman alla fine cercando di trattenere la gioia davanti al suo idolo. Per il 37enne campione di tutto, una serata da dimenticare che conferma la sua allergia ai campi di Flushing Meadows. Millman è numero 55 del mondo e ha sfruttato i 76 errori non forzati di Roger, che non usciva così prematuramente in uno Slam dal 2015.

Rimangono in gara così quattro ex vincitori del torneo: due nella parte alta (Nadal e Del Potro) e due nella parte bassa (Cilic e Djokovic). E sarà proprio Nole, l’avversario dell’australiano ai quarti di finale del torneo di tennis che chiude il Grande Slam.

Il serbo, dopo aver lasciato un set a testa agli avversari dei primi due turni, ha poi proseguito senza più concedere nulla. Sul piano tecnico non c’è partita, dicevamo, e la lettura del match proposta da Replatz conferma l’impressione: Djokovic è più che favorito e dato a 1,04 per la vittoria nell’incontro in programma giovedì sei settembre alle 2.15 di notte, mentre il risultato esatto di 3-0 è proposto come opzione più probabile a 1,44. Per Millman, che tra l’altro ha perso 6-2 6-1 l’unico confronto con Nole, un altro successo “clamoroso” varrebbe otto volte la scommessa.

Con Federer fuori, Djokovic rimane il favorito per il trionfo finale, seguito da Rafa Nadal, vincitore della scorsa edizione.

 

Un weekend ricco di emozioni si è appena concluso a Melbourne, con le finalissime degli Australian Open 2018, che hanno visto trionfare da una parte l’intramontabile Roger Federer e dall’altra la determinata Caroline Wozniacki.

Federer: i numeri di un fuoriclasse come pochi

Federer – Cilic: 6-2 6-7 6-3 3-6 6-1

Grande commozione ha scosso l’intera Rod Laver Arena per la vittoria di Roger Federer. Il campione svizzero, che ha battuto ieri l’avversario Marin Cilic, si conferma una leggenda del tennis.

Nonostante gli anni, riesce ancora a conquistare tutto il pubblico come la prima volta e mantenere stabile la sua posizione al secondo posto nel ranking mondiale.

Il tennista elvetico ha trionfato nella finalissima degli Australian Open in 5 set, vacillando solo per brevi momenti e mantenendo sempre una grinta tale da farlo incoronare vincitore anche per questo slam. Una vittoria che ha un sapore ancora più dolce se si pensa che questo era il suo ventesimo slam vinto e il sesto trofeo nel torneo australiano.

E i suoi numeri parlano chiaro: 20 slam vinti, 96 titoli vinti, 145 finali giocate e solo 155 punti che lo separano dall’essere il numero uno nel ranking Atp. Al momento questa posizione è occupata dallo spagnolo Rafael Nadal, che, costretto negli ultimi tempi a dare forfait molto spesso a causa dei problemi al ginocchio, sente il rivale sempre più vicino a soffiargli il titolo.

Ecco le sue parole rotte dall’emozione subito dopo la vittoria:

Questa è la conclusione di una favola, uno sogno che si realizza. Continuo a divertirmi, qui in Australia, è un viaggio bellissimo. E’ grazie a tutti voi che ancora mi alleno, sono teso, sorrido, gioco

Ed ora godiamoci il momento della premiazione, che esprime tutta la sensibilità e l’umiltà di un grande campione che, nonostante i risultati, non si è mai sentito arrivato e si commuove ancora dopo l’ennesimo traguardo.

Wozniacki: torna in vetta alla classifica Wta dopo 6 anni

Wozniacki – Halep: 7-6 (2), 3-6, 6-4

Il primo Major di stagione è stato vinto da Caroline Wozniacki nella finalissima al femminile degli Australian Open 2018.

La tennista danese, che si è giocata il titolo contro la temibile Simona Halep, è riuscita a trionfare in tre set e guadagnarsi nuovamente dopo sei anni la prima posizione nel ranking mondiale Wta, soffiando il posto alla sua avversaria dello slam.

È il suo primo slam vinto ed, emozionatissima, commenta così la sua vittoria:

E’ da tanto che aspettavo questo momento: è un sogno che si avvera. Sono state due settimane incredibili, ho anche dovuto salvare match-point. Simona, so quanto sia dura e credimi mi dispiace tantissimo. In questo momento così speciale per me devo fare dei ringraziamenti. A mio padre, che mi è sempre stato vicino fin dall’inizio, da quando a sette anni ho cominciato a giocare, al mio team e a David: stamattina ero molto nervosa e sei riuscito a calmarmi. Sono felice che tu possa aver condiviso questo momento incredibile con me

Tra i complimenti di tutti, anche dell’avversaria Halep, Wozniacki si gode il suo momento di gloria prima della prossima sfida, consapevole di dover tenere stretto questo traguardo anche in futuro.

Rafa Nadal vince il primo turno a Parigi-Bercy e ha la matematica certezza di chiudere l’anno da n.1 del tennis mondiale. Allo spagnolo bastava infatti oggi battere il coreano Hyeon Chung sul veloce indoor del “BNP Paribas Masters Paris” per chiudere la stagione al primo posto Atp, complice la rinuncia di Roger Federer a disputare l’ultimo “1000” stagionale. Il 31enne mancino di Manacor ha vinto in due set 7-5 6-3.

Rafa è il giocatore che quest’anno ha vinto più partite di tutti, 66 (contro 10 sconfitte, mettendo in bacheca altri sei trofei (solo King Roger ha fatto meglio con 7) – tra cui il decimo Roland Garros ed il terzo Us Open – su dieci finali disputate. Il maiorchino non ha mai vinto il titolo a Parigi-Bercy: per lo spagnolo “solo” una finale nel 2007, stoppato da Nalbandian.

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Per quanto riguarda gli altri incontri, la sorpresa di giornata era arrivata con l’eliminazione del tedesco Alexander Zverev, numero 4 del ranking e del seeding: il leader dei Next Gen ha ceduto per 36 62 62, in poco più di un’ora e mezza di partita, all’olandese Robin Haase, numero 43 Atp, che per la prima volta in tre sfide è riuscito a battere il 20enne di Amburgo.
Inattesa anche l’uscita di scena del sudafricano Kevin Anderson, numero 16 Atp, finalista agli Us Open, al quale la sconfitta per 57 64 75, dopo quasi due ore di battaglia, contro lo spagnolo Fernando Verdasco, numero 39 Atp, costa il pass per le Atp Finals di Londra.

 

Per l’ottava volta in carriera, Roger Federer ha trionfato nello “Swiss Indoors”, torneo Atp 500 dotato di un montepremi di 1.837.425 euro che si è concluso sul veloce indoor di Basilea, in Svizzera.

Per il “padrone di casa”, numero 2 del ranking mondiale e primo favorito del seeding, tornato da protagonista dopo aver saltato per infortunio l’edizione dello scorso anno, la finale è stata una rimonta esaltante contro l’argentino Juan Martin Del Potro, numero 19 Atp e quarto favorito del seeding, reduce dal trionfo bis a Stoccolma ed ancora in piena corsa per le Atp Finals di Londra: 6-7(5) 6-4 6-3, in due ore e mezza di gioco, lo score in favore del 36enne fuoriclasse di Basilea, al suo 18esimo successo in 24 sfide con il sudamericano che era riuscito a batterlo ben due volte in finale a Basilea, nel 2012 e nel 2013, sempre in tre set.

Per Federer, che vede ridursi lo svantaggio nei confronti del numero uno del mondo Rafael Nadal, si tratta del 95esimo titolo in carriera (ora secondo assoluto nella speciale classifica alle spalle di Connors) su 144 finali disputate, l’ottavo a Basilea, il settimo in questo suo straordinario 2017 (uno più di Nadal).

Quest’anno ‘King Roger’, che ha giocato solo 11 tornei, ha vinto sette delle otto finali disputate: Melbourne, Indian Wells, Miami, Halle, Wimbledon, Shanghai e Basilea, ed ha perso solo quella del “1000” di Montreal contro Alexander Zverev.

Roger Federer trionfa nella finale dello ‘Shanghai Rolex Masters’ (cemento, montepremi di 5.924.890 dollari) battendo per la quarta volta consecutiva quest’anno il numero uno del mondo,Rafael Nadal, col punteggio di 6-4, 6-3 dopo un’ora e 11 minuti di gioco.

Il match dice Federer sin dall’avvio: Nadal perde immediatamente il servizio, mentre lo svizzero non sbaglia un colpo, concedendo solamente quattro punti in cinque turni alla battuta e tenendo a zero l’ultimo turno valido per il 6-4. Discorso leggermente diverso nel secondo set, con Federer che ha bisogno di cinque game per trovare il break decisivo. Una volta sul 3-2, “King Roger” è chirurgico al servizio, lasciando anche in questo set solamente quattro punti nei suoi turni di battuta. Un dominio totale, con Nadal incapace di rispondere e di trovare anche una singola palla break.

laver cup

 

Si conferma dunque terreno ostico quello di Shanghai per il tennista maiorchino che in carriera non ha mai trionfato nella metropoli cinese: Nadal ha giocato tutte le edizioni dell’appuntamento asiatico, ad eccezione di quella del 2012, ma prima di quest’anno era riuscito solo nell’edizione inaugurale del 2009 a raggiungere la finale dove perse col russo Davydenko.

Il trionfo di Shanghai regala a Federer il sesto successo stagionale, il 94esimo in carriera. Il risultato odierno non basterà però a Federer per strappare a Nadal il primo posto della classifica mondiale. Lo spagnolo vede interrompersi una striscia positiva di 16 vittorie, 65 gli incontri vinti nel 2017. Per ‘King’ Roger Federer si tratta del secondo successo a Shanghai dopo il titolo conquistato nel 2014 contro il francese Simon. Per il 36enne di Basilea è stata la finale numero 143 in carriera, la settima stagionale.

Roger Federer e Rafa Nadal potrebbero diventare un doppio esplosivo per il circuito del tennis mondiale. Dopo l’esperienza nel TeamEurope alla Laver Cup è stato un tweet dello stesso tennista svizzero ad aprire questo scenario. “Potrei abituarmi a giocare dalla stessa parte della rete di Rafa Nadal…”, ha detto Federer che, durante la competizione, ha utilizzato i consigli dello stesso Nadal per battere Nick Kyrgios nel match decisivo rimontando un set di svantaggio.

Proprio per suggellare l’esperienza in doppio, Federer ha postato su twitter una serie di belle fotografie che li ritraevano impegnati nel match di doppio contro Jack Sock e Sam Querrey.

Sabato, in chiusura della seconda giornata sul veloce indoor della O2 Arena di Praga, che ha ospitato la prima edizione della Rod Laver Cup, gara di tennis a squadre è arrivato il momento più atteso.

Per il Team Europa è sceso in campo il doppio delle meraviglie: Roger Federer (36 anni) e Rafael Nadal (31) per la prima volta insieme, ovvero 35 trofei Slam nella stessa metà campo. Lo svizzero e lo spagnolo, pur con quale comprensibile problema di posizione (come quando Rafa ha quasi investito Roger nel colpire uno smash), hanno dato spettacolo superando per 6-4 1-6 10-5 gli statunitensi Sam Querrey e Jack Sock.

 

La favola di Kevin Anderson non conosce lieto fine, sul trono di New York sale per la terza volta in carriera Rafa Nadal. Finale senza storia, com’era d’altronde nei pronostici, sul cemento di Flushing Meadows dove il 31enne mancino maiorchino suggella nel migliore dei modi il suo ritorno al vertice del ranking Atp.

Dopo tre stagioni tribolate a causa degli infortuni, Nadal torna così al massimo del suo splendore e mette in bacheca il 16esimo Slam della carriera, il secondo stagionale dopo il decimo Roland Garros del giugno scorso senza dimenticare la finale persa a Melbourne contro Federer a inizio anno. All’Artur Ashe Stadium lo spagnolo impiega poco meno di due ore e mezza per iscrivere il suo nome nell’albo d’oro per la terza volta dopo le vittorie del 2010 e del 2013: 6-3 6-3 6-4 contro il pari età sudafricano, alla prima assoluta nell’ultimo atto di un Major.

La resistenza di Anderson, che si consola scalando il ranking fino al 15esimo posto, dura fino al settimo gioco del primo set quando Nadal, alla quinta palla-break, riesce a strappagli la battuta, impresa non da poco visto che il 31enne di Johannesburg aveva perso il servizio solo in cinque occasioni lungo il suo cammino newyorkese.

Da quel momento in poi la sfida si fa in discesa per Nadal, che sbriga il secondo parziale in 38 minuti e ne impiega altri 50 per il terzo. Impressionanti anche i numeri: appena 11 errori non forzati e zero palle break concesse.

Un trionfo in piena regola per chi non  riusciva a portare a casa un successo sul cemento da quasi quattro anni, dalla finale vinta su Monfils a Doha nel gennaio 2014.

“Sono state due settimane molto speciali per me – confessa Nadal – ma quello che è successo nel corso di tutto il 2017 è stato incredibile dopo due stagioni con problemi fisici e senza riuscire a giocare bene in alcuni momenti. Al futuro chiedo solo di rimanere in salute, mi sento superfortunato per tutto quello che mi capita e che ho potuto vivere alla mia età”.

Dallo spagnolo grandi parole per il suo rivale (“Kevin è un esempio per i più giovani, ha superato tanti infortuni ed è tornato più forte di prima”) mentre sulla chance di eguagliare i 19 Slam di Federer alza le spalle: “faccio la mia strada, non penso al fatto che Roger abbia vinto due titoli o 24, la vita è essere felice con quello che si fa. Questo non significa non volere di più ma non sento come una necessità quella di raggiungere Federer, continuerò a lavorare e a lottare per ottenere quello che posso”. E quando gli chiedono se a 36 anni si vede allo stesso livello dell’eterno rivale replica: “sicuramente non potrò fare quello che sta facendo Roger ma d’altronde a 26 anni non pensavo di fare quello che ho fatto io a 31”.