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Sebastian Giovinco stavolta non è  riuscito a guidare il Toronto FC alla vittoria. I canadesi sono usciti sconfitti dalla finale di Concacaf contro il Chivas di Guadalajara del mister Matias Almeyda. 

La Formica Atomica, nonostante una prestazione da grande campione, condita anche con la rete del 2-1 che ha permesso di riacciuffare il risultato dell’andata, non ha avuto l’onore di alzare la coppa al cielo dopo i fatali rigori.

The Atomic Ant ha avuto la freddezza e la scaltrezza di segnare il 2-1 che ha permesso i canadesi di andare ai calci di rigore.

Un gol bellissimo che ha ancora confermato il talento del numero 10, idolo dei tifosi Reds.

Dal dischetto però qualcosa è andato storto, i nordamericani hanno commesso errori al contrario dei messicani.

The Atomic Ant si è “consolato” ricevendo il Golden Ball della competizione grazie alle maiuscole prestazioni fatte nella doppia sfida in finale.

La squadra di Almeyda  è riuscita ad alzare la coppa di Concacaf e quindi avrà la possibilità di andarsi a giocare il Mondiale per club il prossimo dicembre contro le altre squadre vincitrici delle coppe continentali.

Un Italians sconfitto, ma un’ex conoscenza del calcio italiano che ha trionfato. Almeyda infatti ha giocato in Serie A con il Brescia, Parma, Lazio e Inter.

Dunque neppure a Toronto riesce l’impresa di spezzare il monopolio messicano. Dal 2008, la Concacaf Champions League è stata conquistata per 10 volte da team della Liga MX. Non bastasse, in queste dieci edizioni, le messicane hanno piazzato anche sette finaliste.

Stavolta non è bastato Sebastian Giovinco a guidare i Toronto Fc. I canadesi infatti, nella gara d’andata della finale di Concacaf (la Champions League americana), sono stati sconfitti dal Chivas Guadalajara guidati dall’ex conoscenza del calcio italiano, Matias Almeyda.

La squadra di Giovinco è stata battuta in casa alloa BMFO Bield per 2-1. Per i Reds una partita comunque positiva in cui la Formica Atomica anche se non ha timbrato il cartellino ha certo fatto vedere sprazzi del suo talento.

Il numero 10 è andato più volte vicino al gol con una delle sue perle: una punizione al 31’ terminata poco fuori. È invece andata in rete la pennellata di Pulido. The Atomic Ant poi ha dispensato lezioni di calcio. Come quando al 43’ ha ricevuto palla da Altidore e con un tacco prodigioso ha messo l’attaccante di fronte al portiere. L’americano ha poi sbagliato disperatamente.

Il risultato mette comunque alle strette la squadra di Giovinco che al ritorno sarà costretta vincere con due gol di scarto se vogliono coronare il sogno di vincere la Concacaf.

Toronto ha eliminato nei quarti il Tigres, quarta in Messico; nelle semifinali il Club America, terzo, mentre il Chivas, allenato dall’ex laziale (ma anche Inter, Parma e Brescia) Matias Almeyda, una delle due società mai retrocessa, è nei bassifondi della classifica.
La Champions League americana da quando nel 2008 è stata cambaita, è dominata da squadre messicane. Infatti è stata vinta per 9 volte da team della Liga MX e altre sette finaliste. Solo il Real Salt Lake City (nel 2010/11) e il Montreal Impact (nel 2014/15) avevano spezzato il dominio, senza però riuscire ad alzare il trofeo. Nella storia di questa competizione appena due squadre Mls l’hanno vinta: il D.C. United nel 1998 e il Los Angeles Galaxy nel 2000.

Ce lo ricordiamo per il suo inserimento pungente con cui si è incuneato nella difesa dell’Italia prima di essere steso da Materazzi, in area di rigore. Quel rigore trasformato da Zidane nella finale del Mondiale 2006 a Berlino. Florent Malouda, puro esterno sinistro, alcune volte impiegato come terzino per la sua capacità di essere duttile e soprattutto rapido ed efficace.
Quel 9 luglio all’Olympiastadion, Florent è uscito dal campo con una medaglia d’argento al collo, ma nella sua carriera ha vinto davvero tanto: con l’Olympique Lione ha conquistato quattro campionati consecutivi, poi, passato al Chelsea, si è confermato pedina indispensabile riuscendo ad alzare al cielo una Champions League e un’Europa League.
Dopo l’esperienza inglese, Malouda ha iniziato un giro strambo tra Trabzonspor, Metz, Wadi Degla in Egitto, e Delhi Dynamos in India.

Per il 37enne francese nato a Caienna, però, le avventure non sono ancora finite. Sì perché 11 anni dopo l’avventura con Francia nel Mondiale giocato in Germania, Malouda ritorna a giocare in Nazionale, ma non indossando la casacca bleu!

Qualche mese fa, infatti, Malouda ha disputato la Coppa dei Caraibi con la maglia della Guyana francese, sua terra d’origine essendo nato, come detto, nel capoluogo Caienna. Ma un momento: non è vietato giocare con due Nazionali differenti? In realtà il paese sudamericano che costituisce una regione della Francia, non è affiliato alla Fifa e, secondo gli standard giuridici, il centrocampista aveva le carte in regola per vestire la maglia della Guyana e così ha fatto aiutando la squadra a ottenere il bronzo nella manifestazione.

Ma la Guyana francese si è qualificata anche per la Gold Cup, una competizione del Nord America e del Centro America, organizzata dalla Concacaf, ogni due anni. E qui le regole sono le stesse della Fifa: niente cambio di Nazionale, dunque.
Ma nonostante questo divieto Malouda è stato confermato, con tanto di fascia di capitano, nella formazione inserita nel gruppo A assieme a Canada, Costa Rica e Honduras. E proprio contro l’Honduras, l’ex francese che ha 80 presenze e nove reti con Les Bleus, è sceso in campo dando una mano per strappare un pareggio storico.
Ovviamente è già partito l’esposto con cui l’Honduras chiede una vittoria a tavolino per 3-0.

Il caso “spinoso” apre scenari interessanti: la Francia, come residui del suo impero coloniale, dispone di dipartimenti e di regioni d’oltremare. Quest’ultime sono collettività territoriali integrate nella Repubblica Francese allo stesso titolo dei dipartimenti o delle regioni della Francia metropolitana, facendo quindi parte integrante dell’Unione europea.
Ciascuno di questi dipartimenti costituisce una regione mono-dipartimentale, che è stata denominata Regione d’oltremare in seguito alla revisione costituzionale del 2003 e sono cinque: Guadalupa, Martinica, Riunione, Mayotte e, appunto, Guyana francese.

Evidentemente Malouda, che tanto ha girato nella sua carriera tra Francia, Inghilterra, Egitto, Turchia e India, forse, a questo giro, ha perso la bussola.